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Spade De Foco: Il Cinema Fantasy


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#21 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

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Inviato 28 marzo 2020 - 10:47

Quella di GoT è la manifestazione televisiva di un nuovo fantasy (non mi invento una catalogazione né mi riferisco ad alcun critico più saputo di me, metto solo insieme qualche saga recente che ho letto). Chiamarlo "adulto" secondo me è un po' pericoloso perché mi fa venire in mente i film sui supereroi "adulti" che improvvisamente scoprono di essere umani e di provare emozioni (cit. "Look! He's tryi g to think!"). Però l'effetto è simile indubbiamente. Quelli di Martin sono degli ottimi polpettoni storici da cui sono seguiti altri tentativi per me di scarso interesse dove c'è tanto sesso o sangue e un senso risaputo della vita anche molto adolescenziale (che non ha niente a che vedere coi romanzi di Martin comunque). Penso ad esempio ai romanzi di Joe Abercrombie per chi è appassionato.

Sogno da sempre invece che venga fatta una serie sul malazan book of the fallen del quale sono fan incallito e che ha sia lo stile "Vietnam fantasy", spesso narrato dal punto di vista dei soldati (più o meno) semplici (preso dalla precedente saga di Glen Cook sulla Black Company che è una sorta di embrione della mastodontica Malazan), che un respiro epico che sfida anche il cultore più appassionato per la quantità di sottotrame, la grandezza del pantheon di dei ed eroi, la grandezza nello spazio e nel tempo della storia (forse più di quella della terra di mezzo) oltre a quella degli eventi raccontati e della loro portata.

Consiglio qualsiasi cosa di esslemont o Eriksson (è di due autori credo archeologi di professione o qualcosa del genere ma è nata da sessioni di GDR) di quel mondo.
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#22 eugenio_barba

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    Groupie

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Inviato 28 marzo 2020 - 11:35

 

Mi e' piaciuta la saga del Signore degli Anelli, certo mi sarebbe piaciuta di piu' se dopo 9 ore di film Jackson non avesse cannato totalmente l'ultima mezz'ora rivelando di non aver capito un tubo di tutta la dannata storia. 

 

Hai voglia di approfondire meglio questo punto? Sono curioso!


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#23 Tom

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Inviato 28 marzo 2020 - 12:20

a pensarci bene  forse in questa tua splendida analisi avrebbero potuto rientrare anche film come Il Barone di Munchausen o Time Bandits  anche se siamo al limite come genere strettamente fantasy [citerei pure Paperhouse]

 
Beh, certamente poteva starci un po' tutto di Terry Gilliam, ma lui e' piu' sul fantastico surreale che non sul fantasy.
"Paperhouse" non l'ho mai visto e mi incuriosisce parecchio.
 

il pur riuscitissimo Conan di Milius è un film d'autore tout court,

 

Se dovessi dire qual'e' il mio preferito tra tutti i film che ho citato indicherei probabilmente il Conan di Milus. Ma qualche sbavatura ad amalgamare le aspirazioni autoriali con una spettacolarita' commerciale secondo me si avverte.
 

Quella di GoT è la manifestazione televisiva di un nuovo fantasy (non mi invento una catalogazione né mi riferisco ad alcun critico più saputo di me, metto solo insieme qualche saga recente che ho letto). Chiamarlo "adulto" secondo me è un po' pericoloso perché mi fa venire in mente i film sui supereroi "adulti" che improvvisamente scoprono di essere umani e di provare emozioni (cit. "Look! He's tryi g to think!"). Però l'effetto è simile indubbiamente. Quelli di Martin sono degli ottimi polpettoni storici da cui sono seguiti altri tentativi per me di scarso interesse dove c'è tanto sesso o sangue e un senso risaputo della vita anche molto adolescenziale (che non ha niente a che vedere coi romanzi di Martin comunque).

 

Diciamo che GoT e altri esempi di fantasy maturo si portano addosso il paradosso che, per darsi un'aria piu' "adulta", riducono al minimo proprio il lato fantasy (per un buon 95% GoT poteva essere appunto una serie storica). Mi piacerebbe vedere un film o una serie tv coi draghi e le magie in primo piano che riuscisse a colpirimi in modo totale quanto, chesso', un "Apocalypse Now". 

A meno di non ammettere che, almeno su uno schermo, i limiti siano intrinsechi al genere e in quel tipo di immaginario, come appunto si dice (e credo sia vero) dei film coi supereroi e tizi mascherati.

 

 

 

Mi e' piaciuta la saga del Signore degli Anelli, certo mi sarebbe piaciuta di piu' se dopo 9 ore di film Jackson non avesse cannato totalmente l'ultima mezz'ora rivelando di non aver capito un tubo di tutta la dannata storia. 

 

Hai voglia di approfondire meglio questo punto? Sono curioso!

 

Per quel che ricordo di un libro letto 35 anni fa (ma il finale mi colpi' molto anche da ragazzino) nel libro gli hobbit tornano a casa e la trovano contaminata dallo stesso Male che hanno combattuto. Tutto e' diverso e nulla puo' essere come prima, perche' anche loro non sono piu' gli stessi di prima, sono pur sempre reduci da una guerra e hanno visto cose terribili. In un'amosfera da funerale Frodo va a morire insieme a tutto un mondo.

 

Nel film tornano e trovano tutto come prima. Sembrano reduci da una splendida e divertente avventura, si piangono addosso ripensando a quanto ne hanno passate insieme. Quando parte Frodo sembra vada a passare la pensione degli Eroi nella Florida degli elfi.

 

Non ne faccio una questione di aderenza al libro, potevano fare anche una cosa completamente diversa, ma dovevano dare un qualche senso alle nove ore precedenti. Invece e' tutta un'autocelebrazione, coi personaggi che piangono e si commuovono perche' lo spettatore deve piangere e commuoversi con loro perche' la bella storia sta finendo. 

 

E' un tipo di finale con gli auto-applausi che da allora e' dilagato. La Marvel con "Endgame" c'ha fatto quasi tutto un film cosi', recentemente l'ho visto pure nel secondo film di "It".


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#24 Bandit

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    Lorenzo Righetto

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Inviato 28 marzo 2020 - 12:35

Purtroppo anche a livello letterario mancano un po' i punti di riferimento credo (mi piacerebbe essere smentito). A parte gli esempi che conosco e ho citato.

Vedremo con la serie lotr di Amazon in preparazione, immagino seguirà lo stile "adulto" pur nell'ambientazione High fantasy (spero più di got).
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#25 100000

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Inviato 28 marzo 2020 - 13:35

Bravo Tom: il finale del SdA è devastante, oltre che abbastanza meta.
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#26 Reynard

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Inviato 28 marzo 2020 - 14:09

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Non direi. Anzi, piu' invecchio e piu' di bocca buona divento.

Vero che il fantasy e' un genere che lego soprattutto alla mia pre-adolescenza, e che in seguito altri generi mi hanno davvero appassionato, ma una buona storia di spadate e robe magiche mi piace comunque sempre vederla. Solo che sono davvero rare. Quelle buone.

 

Mi e' piaciuta la saga del Signore degli Anelli, certo mi sarebbe piaciuta di piu' se dopo 9 ore di film Jackson non avesse cannato totalmente l'ultima mezz'ora rivelando di non aver capito un tubo di tutta la dannata storia. Pur con i suoi alti e bassi mi e' piaciuta la saga di Harry Potter che ha riportato intelligenza e fascino nel cinema per ragazzi, peccando se mai in eccessi di seriosita'. Nella loro buffonaggine mi divertono un mondo i Pirati dei Caraibi che alla fine sono fantasy appena appena travestiti.

 

In generale sono d'accordo con Resp, il genere non e' mai diventato davvero adulto. E' mancato il corrispettivo di un 2001 Odissea nello spazio o di un Rosemary's Baby che facesse fare il salto decisivo, e' mancata una serie di registi che indicassero una via alternativa (alla fine gli unici che si sono dedicati regolarmente al genere sono stati gli sfortunati Henson e Bakshi). Visivamente ci si e' andati spesso vicino, ma hanno sempre difettato le storie (anche Excalibur di Boorman, trasposizione troppo letterale dei miti arturiani).

 

Lo so che molti non saranno d'accordo (non lo ero neanch'io fino a non molto tempo fa), ma con tutti i suoi giganteschi difetti la volta che il genere e' andato davvero vicino a diventare adulto e' stato con Game of Thrones. Con le stagioni tratte da Martin, ma pure con le ultime villipese puntate: piaccia o meno come ci si e' arrivati il puntatone con la battagliona contro gli zomboni e' di una radicalita' visiva che non si era mai vista nel genere, un'ora di schermo nero squarciato da immagini di fiamme e morte. Certo, GoT e' un fantasy con un tasso di fantasy davvero minimo.

Sono abbastanza d'accordo sul fatto che le robe "quelle buone" sono piuttosto rare... però su una produzione che dopo il 2000 è diventata imponente. I film fantasy 'veri e propri' forse sono ancora pochi, ma se nel calderone ci buttiamo dentro

- tutto il fiabesco disney (ora anche live-action);

- tutta la fantascienza che in realtà è fantasy appena mascherato;

- quei film superomistici che idem;

- una buona fetta del fantastico (e qui espando dopo*);

quantitativamente è molto.

Per dire, quelle poche cose che hai citato come buone (Signore degli anelli, Harry Potter, Pirati dei Caraibi, mi par di capire anche GoT tra alti e bassi) già da soli come minutaggio parificano la produzione di interi decenni del passato. Ed è appunto la 'poca' crema.

Ora, è chiaro che vale la legge di Sturgeon e che il 90% di questa produzione è cacca. Probabilmente sui pochi progetti del passato si è concentrata più cura artigianale e attenzione (non certo più budget). Ma probabilmente vale anche che, nell'insieme delle poche proposte, era più facile accorgersi dei loro meriti e glissare sui loro limiti.

 

Per dire, "Labyrinth" è un film delizioso che non mi stancherei mai di guardare, ma nel cinema dei suoi anni è un piccolo gioiellino di seconda o terza categoria che manco può aspirare a competere con la serie A. "Il signore degli anelli", almeno dal punto di vista della spettacolarità e delle ambizioni invece sì.

Questo per dire che, almeno per gli esempi maggiori del genere, l'obiettivo ricercato si è alzato tantissimo ed anche per questo vanno assai meno giù difetti e ingenuità. Ma ho l'impressione che ora il fantasy giochi tutta un'altra partita

O meglio: che giochi più partite, perché al fianco dei pochi progetti faraonici rimane sempre tutta una serie di pellicole andanti, o fatte col culo, o artigianali, o bizzarrie più o meno autoriali ecc.

 

Soprattutto, una cosa che mi pare notare è che, a parte gli esempi duri e puri del genere (spadoni e draghi, in breve), su cui però mi riservo un altro discorso più avanti**, c'è una proliferazione di elementi fantasy che trasuda da altre parti.

Qui riprendo il primo discorso lasciato in sospeso*: dato che il cinema vive non solo di topoi letterari/narrativi ma anche di topoi visivi, quel che noto è che il mettere in scena il "fantastico" spesso si avvale di estetiche prese dal "fantasy" anche quando la storia appartiene ad altro universo. Mi viene in mente Del Toro, con "Hellboy" ovviamente (a parte che per me il secondo è fantasy a tutti gli effetti, ma questa è solo un'opinione mia) ma pure in altri film. (Avevo altri esempi in mente ma ora che ho iniziato a scrivere li ho dimenticati :facepalm: ... va bé, mi verranno in mente). Insomma, a volte si 'vede' con sguardo fantasy anche quando non si 'racconta' con tono fantasy.

 

L'altro discorso che ho lasciato in sospeso**, riguardava la domanda interessante sul perché il fantasy non sia 'diventato adulto', non abbia prodotto un "Odissea nello spazio" o un "Rosemary's baby". Citiamo subito la risposta più ovvia: perché non ci si è mai messo un Kubrick o un Polanski. Chiaro ma non ci basta.

Ora, in campo letterario esempi di opere che, pur all'interno del genere, hanno ambizioni e mezzi di ampia portata ce ne sono: lo stesso "Signore degli anelli" e "Gormenghast" per dirne due. Ecco, questi due sono caratterizzati entrambi da una alta dose di ricerca sul corpo della letteratura: ricerca linguistica e folklorica quella di Tolkien, stilistica quella di Peake. Per dire insomma che la differenza di livello da altre opere del genere e il suo appeal più 'maturo' sta nel tono del racconto più che nei temi, ed ecco: quel che nel cinema spesso manca è l'uso dell'immagine per far altro rispetto al semplice 'rappresentare' il mondo altro. Insomma, un Tolkien cinematografico, per essere Tolkien, non può essere solo uno che racconta una storia su scala epica ma dev'essere qualcuno che fa nell'immagine cinematografica lo stesso lavoro che Tolkien ha fatto sulla lingua. Che ci fa 'vedere da elfi' più che 'vedere gli elfi'. Altrimenti hai 'solo' cinema d'avventura in forma sontuosa (e costosa).

E l'altro motivo sta nel fatto che, secondo me, ci si aspetta troppa aderenza alla formula nel campo del fantasy. I famosi 'spadoni e draghi'. Il fantasy non semplicemente sinonimo di fantastico e ok: ha una specificazione in più, la costruzione di un mondo alternativo (pure quando si tratta di 'urban fantasy'!), e ok. A che punto della storia è diventato sempre lo stesso mondo che gira, ora più follettesco e ora più orchesco, ma sempre pseudo-medievale? (E questo riguarda il cinema più che la letteratura, dove invece le opzioni ci sono).

Ed ecco, se proprio devo formulare una ipotesi, il perché i tentativi di fare un fantasy più 'adulto' vanno tutti nella direzione di una diminuzione degli aspetti fantastici. è che opere come "Odissea nello spazio" o "Rosemary's baby" partono da una intuizione sulla natura umana e la sviscerano proiettandola su uno scenario tecnologicamente avanzato o inquietante: l'elemento 'umano' viene messo in risalto per contrasto con una alterità perturbante.

Nel fantasy, invece, si parte da un mondo 'altro' già preconfezionato e sostanzialmente già conosciuto dal pubblico, e (se non si vuole fare 'solo' fiaba') inserisci 'ex post' l'elemento preso dalla natura umana. Ed ecco che GoT (si parva licet componere magnis) invece di essere una storia di esseri umani alle prese con l'altro (mostruoso o sublime) è la storia della Terra di Mezzo alle prese con la politica e i conflitti del nostro mondo. Cioè la storia del nostro mondo in setting e costumi esotici.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#27 cinemaniaco

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Inviato 28 marzo 2020 - 14:29

diciamo che con le premesse che ha fatto tom, lasciare fuori gli anni 2000 la vedo una scelta coerente. ha circoscritto il suo interesse e il focus del topic al fantasy "tradizionale", quello appunto di ambientazione medioevale con tutti i topoi del caso. insomma l'high fantasy

negli anni 2000 cinematografici è vero, il fantasy è esploso. ma quanti sono i casi di vera e propria high fantasy? di film di spadoni, ecc? ha vinto il low fantasy semmai, il fantasy generico, l'ibridazione del fantasy con altri generi (horror, azione, supereroismo, ecc)

personalmente preferisco il low fantasy, il fantasy postmoderno. con alcune eccezioni, perché il signore degli anelli e il trono di spade li ho adorati

per dare un mio esile contributo - non sono per nulla un esperto - degli anni 2000 consiglio SOLOMON KANE, cugino di conan e kull. davvero un bel film, un fantasy "serio" con gli spadoni, molto terra-terra (brutta CGI solo nel finale), senza concessioni alle bambinate di molto fantasy contemporaneo
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#28 Tom

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Inviato 28 marzo 2020 - 15:01

per dare un mio esile contributo - non sono per nulla un esperto - degli anni 2000 consiglio SOLOMON KANE, cugino di conan e kull. davvero un bel film, un fantasy "serio" con gli spadoni, molto terra-terra (brutta CGI solo nel finale), senza concessioni alle bambinate di molto fantasy contemporaneo

 

Devo dire che l'ho rivalutato un po' al ribasso dopo aver letto i racconti Howard dedicati al personaggio, dove ho scoperto che Solomon Kane e' un personaggio profondo, affascinante e ancora molto originale, a cui il film non rende assolutamente giustizia, anzi mette in scena un personaggio che non c'entra proprio niente con quello letterario. Comunque film che piace anche a me, e che metto in un'ideale trilogia semi-fantasy/horror/avventurosa insieme a due titoli affini (ma superiori) di quegli anni come "Centurion" di Neil Marshall e "Black Death" di Christopher Smith. Tra l'altro tre flopponi che rovinarono le rispettive carriere dei tre registi inglesi che fin li' si erano imposti nell'horror.

 

Reynard, hai detto un mucchio di cose che avrei voluto dire anch'io.

E' vero, il SdA di Jackson e' stato quasi il canto del cigno della fantasy "medievale" (GoT gioca davvero in un altro campionato, quello del dramma storico, e ha piu' a che fare con Shakespeare e il Grand Guignol che con Tolkien), e' stato il fantastico alla Harry Potter a imporsi sul serio, da li' il fantastico "low" e' dilagato e schegge se ne trovano in tutti i generi.

Addirittura il successo arriva smorzando. Basta confrontare il Thor dei fumetti con quello portato sulo schermo, da avventure cosmiche e fantasmagoriche si e' passati a una serie di commedie su un biondo dio a cui succedono un sacco di sfighe.


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#29 William Blake

William Blake

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Inviato 28 marzo 2020 - 15:29

 

 

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1995 Hercules: The Legendary Journeys (111 episodi + 5 film tv)
1995 Xena: Warrior Princess (134 episodi)
Praticamente l'80% dell'immaginario audiovisivo fantasy del decennio lo forniscono Hercules e il suo spin-off Xena. Come produttore Sam Raimi mette a punto un'idea di trash a basso voltaggio che fara' la fortuna di queste due sgangherate e simpatiche serie, ma produrra' una catena di imitazioni molto meno consapevoli che infesteranno tutto il decennio. La formula era semplice: sbandierare la mancanza di budget invece di provare a nasconderla, esibire l'idiozia delle sceneggiature, sottolineare la poverta' visiva, e soprattutto far recitare gli attori come fossero dei cosplayer che se la ridono sotto i baffi, ricordando allo spettatore che e' tutta una farsa. Un camp consapevole stile il Batman di Adam West, ma senza quell'entusiasmo pop art, con piuttosto una mestizia tutta 90s di chi pur divertendosi non ci credeva proprio piu'. 

 

 

 

 

 

wow! hai dato una spiegazione colta e razionale al perché mi piacessero così tanto e credo di averle visto integralmente da bambino/ragazzino (ma quando facevano le repliche un'occhiata continuavo a dargliela)... in verità da nerd di epica/mitologia mi divertiva molto trovare le differenze coi veri miti asd


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#30 cinemaniaco

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Inviato 28 marzo 2020 - 15:29

ci sono anche delle saghe negli anni 2000 dove il fantasy era latente, o comunque ibridato con altri generi, che poi esplode nel capitolo esplicitamente fantasy (che però si rivela o un flop o una delusione per i fan, o tutte le due cose). penso alla saga di pitch black: the chronicles of riddick è un fantasy a tutti gli effetti, che sposa anche il tipico rating del genere (PG-13 rispetto ad un primo capitolo fanta-horror R-rated). e alla saga di underworld: il prequel rise of the lycans, che però sembra il classico episodio tappabuchi nelle saghe in attesa di avere di nuovo a disposizione gli attori principali

gli ultimi che hanno provato a proporre una space opera high fantasy sono quei pazzoidi dei wachowskis con jupiter ascending che gli ha definitivamente ammazzato la carriera. si, direi che l'high fantasy porta sfiga nel nuovo millennio ashd a parte gli scherzi, funziona solo se c'è alla base un culto letterario già consolidato (tolkien, martin, mettiamoci anche la rowling)
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#31 Reynard

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Inviato 28 marzo 2020 - 15:43

Ecco, Cine ha citato un paio degli esempi che non mi venivano in mente asd

 

E anche le saghe YA alla "Hunger Games", appena il setting iniziale distopico si frantuma e inizia la lotta aperta ribelli vs impero, qualcosa di 'high fantasy sotto mentite spoglie' si sente.

 

Incidentalmente: avete visto la nuova serie di "His Dark Materials"? A me la prima stagione è piaciuta, speriamo tenga botta.

("His dark materials", ad esempio, è un tipo di fantasy parecchio high nel concetto - posta altissima, addirittura la rivolta contro la divinità - senza passare dal modello medievale - e difatti dal punto di vista estetico/stilistico può essere considerata low).


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#32 cinemaniaco

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Inviato 28 marzo 2020 - 15:49

comunque se parliamo di low fantasy, fantasy postmoderno, la grande influenza sul cinema fantastico degli anni 2000 per me l'ha avuta il fumetto. nel fumetto britannico ed americano sono almeno 30 anni che è stato codificato questo stile che poi è diventato uno stile perfetto per il cinema perché riesce a coniugare una parte "realistica" (soprattutto di setting e personaggi) con una parte fantastica che diventa di conseguenza più facile prima di tutto da visualizzare e poi da digerire per il pubblico

neil gaiman da questo punto di vista è l'autore più influente su questo approccio al fantasy, se vogliamo è questo che oggi viene considerato il fantasy "adulto". sandman e american gods sono due ottimi esempi

poi penso anche ad hellblazer: tutto il filone dell'action/horror ibridato con il fantasy gli deve qualcosa, almeno a livello ideale, poi i risultati possiamo discuterne
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#33 Pancakes

Pancakes

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Inviato 28 marzo 2020 - 16:26

la-locandina-di-shrek-7261_jpg_400x0_cro

 

Cè la principessa, il mostro, il drago, le spadate e il sovrano cattivo, i seguiti sono via via più brutti ma questo è una bomba a mano.


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The core principle of freedom
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#34 Spiritchaser

Spiritchaser

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Inviato 28 marzo 2020 - 16:30

 

Per quel che ricordo di un libro letto 35 anni fa (ma il finale mi colpi' molto anche da ragazzino) nel libro gli hobbit tornano a casa e la trovano contaminata dallo stesso Male che hanno combattuto. Tutto e' diverso e nulla puo' essere come prima, perche' anche loro non sono piu' gli stessi di prima, sono pur sempre reduci da una guerra e hanno visto cose terribili. In un'amosfera da funerale Frodo va a morire insieme a tutto un mondo.

 

 

Secondo me questo elemento c'è anche nel finale della trilogia cinematografica, certo incorporato in un epilogo melenso e annacquato e senza la "repubblica di Salò" sarumaniana nella Contea, ma il concetto del "nulla può essere come prima" è esplicitato in vari momenti; anche se nel film ritrovano tutto come l'avevano lasciato per loro è cambiato tutto (c'è una bella scena tra le meno esplicite nella taverna in cui Sam chiede alla hobbitessa di sposarlo, poco prima c'è un gioco di sguardi molto amaro infilato nella baldororia degli avventori che rende in maniera molto elegante il loro essere reduci feriti nel spirito e nel corpo e il fatto che per loro la Contea non è più davvero casa).


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#35 William Blake

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Inviato 28 marzo 2020 - 16:41

però non è la prima volta che leggo sul finale della trilogia letteraria lo stesso commento di Tom, mentre non riesco a ricordare un elemento funereo nel finale del "Ritorno del re" cinematografico. malinconico, certamente, ma più per "l'avventura finita" che per altro. anche la fotografia smarmellatissima già all'epoca la ricordo come un elemento di disturbo, una patina che aggiungeva melassa alla melassa del commiato (prolungatissimo).


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#36 Harry Caul

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Inviato 28 marzo 2020 - 16:48

Il finale (per modo di dire, è un terzo di film) del Ritorno del Re farebbe cascare i coglioni a chiunque dai, è proprio indifendibile.
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#37 Spiritchaser

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Inviato 28 marzo 2020 - 16:50

però non è la prima volta che leggo sul finale della trilogia letteraria lo stesso commento di Tom, mentre non riesco a ricordare un elemento funereo nel finale del "Ritorno del re" cinematografico. malinconico, certamente, ma più per "l'avventura finita" che per altro. anche la fotografia smarmellatissima già all'epoca la ricordo come un elemento di disturbo, una patina che aggiungeva melassa alla melassa del commiato (prolungatissimo).

 

Forse perché appunto la melassa è talmente pesante che sommerge tutto.

 

La scena a cui mi riferisco è dopo il minuto, non è funerea ma è sicuramente molto amara, non da "avventura finita" ma da "nulla è più come prima"

 


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#38 William Blake

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Inviato 28 marzo 2020 - 17:05

l'amarezza continuo a non vederla. la malinconia, certo, il discorso che "nulla è come prima", ma non mi sembrano dinamiche pregne di amarezza. il découpage in tal senso è chiaro: loro ritornano e sono loro a essere cambiati. i reaction shot riguardano i villani che fondamentalmente hanno continuato a essere sorpresi dalle dimensioni delle zucche mentre gli hobbit si scambiano questi sguardi che urlano "stress post-traumatico" e pensano "noi abbiamo rischiato la pelle e questi non sanno nemmeno il pericolo che hanno corso". tant'è vero che Sam per reintegrarsi nella comunità si sposa.


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#39 Spiritchaser

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Inviato 28 marzo 2020 - 17:11

il découpage in tal senso è chiaro: loro ritornano e sono loro a essere cambiati. i reaction shot riguardano i villani che fondamentalmente hanno continuato a essere sorpresi dalle dimensioni delle zucche mentre gli hobbit si scambiano questi sguardi che urlano "stress post-traumatico" e pensano "noi abbiamo rischiato la pelle e questi non sanno nemmeno il pericolo che hanno corso". tant'è vero che Sam per reintegrarsi nella comunità si sposa.

 

Appunto, è una scena da stress post-traumatico che è precisamente l'elemento dei reduci che volevo sottolineare come presente; poi si può leggerlo come momento più malinconico o più amaro, a me il gioco di sguardi sembra dire "questa non è più casa nostra, siamo feriti e non torneremo mai alla normalità" più che "non sanno il rischio che hanno corso", in questo senso per me è una scena amara.


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Inviato 28 marzo 2020 - 17:27

ci sono anche delle saghe negli anni 2000 dove il fantasy era latente, o comunque ibridato con altri generi, che poi esplode nel capitolo esplicitamente fantasy (che però si rivela o un flop o una delusione per i fan, o tutte le due cose). penso alla saga di pitch black: the chronicles of riddick è un fantasy a tutti gli effetti, che sposa anche il tipico rating del genere (PG-13 rispetto ad un primo capitolo fanta-horror R-rated). e alla saga di underworld: il prequel rise of the lycans, che però sembra il classico episodio tappabuchi nelle saghe in attesa di avere di nuovo a disposizione gli attori principali

gli ultimi che hanno provato a proporre una space opera high fantasy sono quei pazzoidi dei wachowskis con jupiter ascending che gli ha definitivamente ammazzato la carriera. si, direi che l'high fantasy porta sfiga nel nuovo millennio ashd a parte gli scherzi, funziona solo se c'è alla base un culto letterario già consolidato (tolkien, martin, mettiamoci anche la rowling)

 

pure sucker punch del tuo amico zackone me lo ricordo come una specie di fantasy dove c'era frullato un po' di tutto 


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