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Successo E Critica, Il Topic Per Spiegare Le Cose A Chi Non Capisce Nulla


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53 replies to this topic

#21 mongodrone

mongodrone

    post-feudatario

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Inviato 14 febbraio 2020 - 16:24

lassi rassegnati, gli ascoltatori di musica altra sono invecchiati e si sono imborghesiti


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#22 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Dungeon Synth nei giorni pari e Vaporwave in quelli dispari

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Inviato 14 febbraio 2020 - 16:42

lassi rassegnati, gli ascoltatori di musica altra sono invecchiati e si sono imborghesiti

 

ma sono giovani

 

la musica altra di oggi comprende anche dischi che alcuni vecchi come me si rifiutano di inserire nella musica altra, è questa la verità; è altra anche Rihanna, ecco

 

 diciamo che io un pochino ci rimango male perché magari sento dei dischi belli come quelli dei Sonic Youth o dei Can e non capisco come mai non siano proprio considerati

 

con la musica già mi sentivo isolato un tempo, ora proprio peggio; è il destino caro manfri

 

edit: e Birillo non mi vuole + bene :°°°°°°°°°°°°


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Tanti amici mi chiamano e mi dicono peppe ma tu non ti lamenti mai a stare in quarantena forzata
Amici miei vi rammento che zio peppuzzo nazionale come mi chiama fraternamente Claudio ferri in arte bassino. Che mi sono fatto quasi 7 anni al 41 bis sotterrato isolato dal mondo altro che quarantena. Qua per me e hotel a 5 stelle. Pertanto non scendete e spero che conte vada quanto prima un decreto che chi viene preso in strada va in quarantena forzata. Alla fine dobbiamo salvaguardare noi e milioni di italiani. Pensate se venivate chiamati per andare in guerra. Buona serata peppuzzo vi vuole bene
Tanto bene.

#23 Suxy

Suxy

    Pietra Morale

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Inviato 17 febbraio 2020 - 14:00

Wow! Elettrca Lamborghini e Justin Bieber su OR.
Mi chiedo però: a parte per chi scrive e per 4 o 5 cuoriosi a chi interessa sto tipo di musica beceramente mainstream su di una rivista di musica alternativa?
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Caro sig. Bernardus...

Scontro tra Titanic

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#24 Damy

Damy

    pophead

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Inviato 17 febbraio 2020 - 14:16

In realtà di interessati a un certo tipo di commentario pop ce ne sono diversi, e seguono la pagina da anni. Anzi, stando alle interazioni direi che ci sono sicuramente più fan della Lamborghini che non dei Bachi Da Pietra ashd


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OR

#25 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Dungeon Synth nei giorni pari e Vaporwave in quelli dispari

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Inviato 17 febbraio 2020 - 14:19

Wow! Elettrca Lamborghini e Justin Bieber su OR.
Mi chiedo però: a parte per chi scrive e per 4 o 5 cuoriosi a chi interessa sto tipo di musica beceramente mainstream su di una rivista di musica alternativa?

 

vabbeh ma come fai a sapere prima se è un 3 o un 8?

parlo per chi segue quei generi


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#26 Suxy

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    Pietra Morale

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Inviato 17 febbraio 2020 - 14:27

Il recensore dovrebbe far da filtro asd
Nel senso che mai e poi mai un ondarocker comprerebbe il disco di Justin, ma se nel caso fosse un capolavoro allora sarebbe lecito parlarne.
Per un album alternative invece la recenzione negativa è parte del gioco, può comunque essere confutata, creare dibattito.
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Caro sig. Bernardus...

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#27 Suxy

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    Pietra Morale

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Inviato 17 febbraio 2020 - 14:30

Poi non so, forse recensire artisti spudoratamente commerciali serve ad aumentari le visualizzazioni e magari nuovi lettori e magari addirittura convertire il gusto di alcuni sprovveduti asd
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#28 Damy

Damy

    pophead

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Inviato 17 febbraio 2020 - 14:34

Il pop ha lo stesso identico valore dell'indie o dell'elettronica però, e disquisirne aiuta a farsi un'idea del panorama musicale generale che c'è là fuori - che poi è quello a cui ambisce Ondarock, pur con tutti i limiti tecnici e monetari del caso. 


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OR

#29 Bara dei pupi

Bara dei pupi

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Inviato 17 febbraio 2020 - 14:41

 
Nel senso che mai e poi mai un ondarocker comprerebbe il disco di Justin, 

 

succo tu parli sempre pensando a pochi ondarocker, o forse a quelli di una volta; tra l'altro, a leggere le discussioni, secondo me qua i dischi li comprano in pochi, e non solo quelli di Justin

 

d'altra parte mi pare una tendenza diffusa nel mondo


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#30 Suxy

Suxy

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Inviato 17 febbraio 2020 - 14:42


Il pop ha lo stesso identico valore dell'indie o dell'elettronica però, e disquisirne aiuta a farsi un'idea del panorama musicale generale che c'è là fuori - che poi è quello a cui ambisce Ondarock, pur con tutti i limiti tecnici e monetari del caso.

Una finestrella sul mondo dici. Beh è una scelta leggittima, magari non da tutti apprezzata.
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#31 Damy

Damy

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Inviato 17 febbraio 2020 - 14:56

Certamente non tutti apprezzano, ma penso si tratti ormai di una morente vecchia guardia di frignoni recalcitranti asd Più passa il tempo, più gli "steccati" tra generi hanno sempre meno ragione di esistere, quello che conta - appunto - è parlare di un dato disco in base sia al suo contesto stilistico che a quello di costume.


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#32 Bara dei pupi

Bara dei pupi

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Inviato 17 febbraio 2020 - 15:11

succo sei davvero un figlio dei Pearl Jam


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#33 Seattle Sound

Seattle Sound

    Non sono pigro,è che non me ne frega un cazzo.

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Inviato 17 febbraio 2020 - 16:04

Intanto come primo passo vado a togliere il like alla redazione di Leggo.
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Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#34 Pancakes

Pancakes

    edgelord

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Inviato 17 febbraio 2020 - 18:48

condivido una [buona] Palazzata letta da poco

 

 

Prima dell'era di internet esisteva una cosa che si chiamava critica musicale, il suo regno erano le riviste cartacee. La critica rock nasce più o meno nel 65 ed è, all'inizio, espressione della controcultura hippie. Imita la critica jazz che la precede di almeno un quindicennio, forse un ventennio. Il compito della critica musicale è proteggere la qualità della musica dall'industria a cui la qualità non interessa affatto, ci può essere come no,  é incidentale. La critica musicale nasce per proteggere la qualità dell'arte e per farlo demistifica la pubblicità. Non parleremo di e ascolteremmo ancora Miles Davis o i Velvet Underground o i Sonic Youth se non ci fosse stata una critica appassionata rivolta a un pubblico altrettanto appassionato. Finché il pubblico del rock ha avuto dei punti di riferimento affidabili, di Sanremo e dei fenomeni pop non si parlava affatto fra i seguaci del rock e delle musiche d'arte, e il marketing era mal visto. La critica rock era severa e scettica, perché il pensiero critico è severità e scetticismo. Poi internet ha ucciso la critica, perché il cartaceo non si vendeva più e il marketing ha iniziato a sconfinare nel terreno della critica che ha perso credibilità fino a estinguersi del tutto. La severità di giudizio è scomparsa e con essa il pensiero critico. Il marketing ha avuto campo totalmente  libero. Nel marketing la qualità è del tutto irrilevante, anzi serve proprio a vendere prodotti privi di qualità e a massimizzare il profitto. Abbassare la qualità a livelli infimi è un ottimo modo per fare profitto. Quello che conta è la narrazione. Nella narrazione vedi un salmone nuotare libero in un fiume, ma in realtà il prodotto che compri è un pesce infetto, che mangia merda radioattiva e viene colorato con l'Uniposca. Ma il pubblico crede alla narrazione perché non ci sono filtri fra lui e il marketing, non c'è nessuno che lo protegga dal mangiare merda radioattiva. Il risultato è che, per aumentare il profitto, l'industria mette sempre meno cibo nel cibo. Nella musica l'industria fa lo stesso, crea narrazioni e vende prodotti adatti alla commercializzazione indipendentemente dalla qualità. Dato che non c'è più il pensiero critico, e chi lo esercita viene chiamato non "critico musicale" o fruitore esigente, persona dotata di buon gusto e giusto scetticismo, ma rosicone, l'industria mette sempre meno arte nella musica, sempre meno musica nella musica. Ha ragione chi vende e basta. Chi non vende non conta un cazzo e se non vende è colpa sua. Quindi che fare?
Essere onesti con i giovani musicisti. Nei corsi per musicisti e produttori noi che insegniamo dovremmo dire: ragazzi, saper fare musica è inutile, scrivere grandi canzoni è inutile, fare buona musica è inutile. Lasciate perdere, createvi invece un personaggio, inventate una narrazione su di voi che sia esattamente quel che il pubblico vuol sentirsi raccontare, curate l'immagine sopra ogni altra cosa, lavorate con la moda, e per la moda, diventate star di instagram, create pezzi e video in base alla loro viralità, fate coreografie di tik tok, fate tutto quello che può attirare gli sponsor e evitate tutto quello che li può allontanare, siate pubblicità viventi, mettetevi in vendita come tali. Della vostra musica, pura e semplice, non fotterà mai niente a nessuno, se sfonderete troverete qualche musicista manovale che la farà per voi. Non perdete tempo qui, andate in palestra, dall'estetista, dal sarto, dal tatuatore. Non siate degli illusi. La musica non è un posto per artisti


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The core principle of freedom
Is the only notion to obey


#35 Stephen

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    Wannabe the Night Meister

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Inviato 17 febbraio 2020 - 18:55

Comunque secondo me il punto di singolarità non è stato l'avvento di internet, ma quello della fruizione in streaming - che ha fatto collassare il mainstream sull'alternative e l'alternative sul mainstream, rendendo diafani i confini tra i due ambiti, e quindi, tra le tante cose, lasciando spazio a dinamiche di "visibilità pop" in un settore che precedentemente era più introverso o riflessivo, e alla mobilità della marea-hype in un campo che precedentemente se ne fregava, di certe cose (o meglio, che precedentemente funzionava secondo regole diverse). Uno dei risultati comici che ne deriva, parossismo di incomprensioni, per me è rappresentato dal "caso Liberato", non per sbaglio perfettamente addobbato da videoclip seriali e frenetica attività social: ascoltatori pop che ascoltano roba che è fatta per loro, ma che gli viene venduta come "alternativa", ma soprattutto ascoltatori "alternativi" che ascoltano robe pop per fare gli "alternativi al quadrato" col loro circoletto, che nel frattempo non esiste più: la soluzione (apparente) è inglobata dal problema.


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E un passo di quella danza era costituito dal tocco più leggero che si potesse immaginare sull'interruttore, quel tanto che bastava a cambiare...

... adesso

e la sua voce il grido di un uccello

sconosciuto,

3Jane che rispondeva con una canzone, tre

note, alte e pure.

Un vero nome.


#36 Pancakes

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    edgelord

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Inviato 17 febbraio 2020 - 19:05

Comunque secondo me il punto di singolarità non è stato l'avvento di internet, ma quello della fruizione in streaming - che ha fatto collassare il mainstream sull'alternative e l'alternative sul mainstream, rendendo diafani i confini tra i due ambiti, e quindi, tra le tante cose, lasciando spazio a dinamiche di "visibilità pop" in un settore che precedentemente era più introverso o riflessivo, e alla mobilità della marea-hype in un campo che precedentemente se ne fregava, di certe cose (o meglio, che precedentemente funzionava secondo regole diverse). Uno dei risultati comici che ne derivano, parossismo di incomprensioni, per me è rappresentato dal caso "Liberato", non a caso perfettamente addobbato da videoclip seriali e frenetica attività social: ascoltatori pop che ascoltano roba che è fatta per loro, ma che gli viene venduta come "alternativa", e ascoltatori "alternativi" che ascoltano robe pop per fare gli "alternativi" col loro circoletto, che nel frattempo non esiste più. La soluzione è inglobata nel problema, non se ne esce.

In effetti gli anni duemila sono stati per la gran parte salvi da questo.


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#37 Stephen

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Inviato 17 febbraio 2020 - 19:16

In effetti gli anni duemila sono stati per la gran parte salvi da questo.

C'è stato proprio un cambio di paradigma, a mio modo di vedere, che collocherei simbolicamente nel post-In Rainbows: con In Rainbows i Radiohead si collocavano esplicitamente in una fetta di pubblico, peraltro ingente, quella del download illegale, vista come di qualità (qualità relativa o percepita, non stiamo a sindacare: a me comunque piacciono) e soprattutto estranea a tutto un insieme di ghirigori aggiuntivi assimilati al calderone "marketing" (che la scelta dei Radiohead fosse a sua volta una specie marketing è meno un'obiezione che una conferma del discorso, pour moi). Oggi una cosa del genere sarebbe impensabile e sono venuti a mancare le tipologie di fruitori stesse necessarie a mettere in scena l'operazione. Chi la fa oggi una cosa affine? Kanye West, che in quegli anni suonava 808s & Heartbreaks, e non voglio discutere della differenza stilistica e progettuale per me evidente tra i due album.
 
Un'altra cosa è che il cartaceo pre-internet non era un gran che (parliamo della critica di musica leggera), anzi. Anzi. Probabilmente è migliorato per seguire i gusti di quegli ascoltatori educati su internet (mi ricordo una bella rubrica musicale su La Repubblica proprio negli anni del boom del file-sharing).
 
Guardiamo cosa propone oggi Ondarock: per lo più roba conosciutissima e alla moda. Fino a qualche anno fa si potevano permettere dischi che i non-fissati non avrebbero mai ascoltato neanche con amplifon (il corrispettivo acustico del binocolo del noto modo di dire asd ). Non dico che siano peggiorati: dico che hanno seguito la corrente come tutti e che la corrente è cambiata. I tempi sono questi. Io mi permetto anche di dire che sono tempi di merda: tutto sta nel capire se quella stagione 2001-2010 sia stata un'eccezione o sia destinata a tornare una volta dimenticata questa insostenibile sbornia social.

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E un passo di quella danza era costituito dal tocco più leggero che si potesse immaginare sull'interruttore, quel tanto che bastava a cambiare...

... adesso

e la sua voce il grido di un uccello

sconosciuto,

3Jane che rispondeva con una canzone, tre

note, alte e pure.

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#38 Suxy

Suxy

    Pietra Morale

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Inviato 17 febbraio 2020 - 19:31

Hai letto Bara? Hanno ragione gli utenti sopra. Tu invece arranchi con discorsi da nonno ubriaco.
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#39 Bara dei pupi

Bara dei pupi

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Inviato 17 febbraio 2020 - 20:05

condivido una [buona] Palazzata letta da poco
 

Prima dell'era di internet esisteva una cosa che si chiamava critica musicale, il suo regno erano le riviste cartacee. La critica rock nasce più o meno nel 65 ed è, all'inizio, espressione della controcultura hippie. Imita la critica jazz che la precede di almeno un quindicennio, forse un ventennio. Il compito della critica musicale è proteggere la qualità della musica dall'industria a cui la qualità non interessa affatto, ci può essere come no,  é incidentale. La critica musicale nasce per proteggere la qualità dell'arte e per farlo demistifica la pubblicità. Non parleremo di e ascolteremmo ancora Miles Davis o i Velvet Underground o i Sonic Youth se non ci fosse stata una critica appassionata rivolta a un pubblico altrettanto appassionato. Finché il pubblico del rock ha avuto dei punti di riferimento affidabili, di Sanremo e dei fenomeni pop non si parlava affatto fra i seguaci del rock e delle musiche d'arte, e il marketing era mal visto. La critica rock era severa e scettica, perché il pensiero critico è severità e scetticismo. 

 


beh, 40 anni fa c'erano riviste che mettevano in copertina Zappa, gli PTV e i Duran Duran

 

fz%20mag%20tuttifrutti%2082a_small.jpg TUTTI-FRUTTI-Rivista-n%C2%B0-1-del.jpgtutti%20alternativa003.jpg

 

quindi non c'erano solo gli estremisti e in ogni caso le parole che riporti segnano bene i limiti della vecchia critica; insomma veniva sposata una causa tipo tifo da stadio per cui si cercava di mettere dei confini rigidi che poi si dimostravano abbastanza stupidi, una riprova forte è data dalla ristampa/rivalutazione di materiale importantissimo che all'epoca la critica aveva perso per dei pregiudizi

 

quindi tutte giuste le accuse ai giornalisti di oggi ma pure i vecchi facevano abbastanza cagare; mi sembra un po' come insultare Di Maio e Salvini per poi riabilitare Andreotti e Craxi solo perché formalmente erano più posati (quando hanno fatto dei disastri che Di Maio e Salvini non avranno neanche il tempo di combinare)

 

diciamo che allora come oggi, bisogna conoscere bene chi scrive per potere capire se è "CRITICO" davvero o se è sulla barca che qualcuno trascina; non era molto critico chi (c'è scritto lì eh) escludeva a priori il festival di Sanremo per una presa di posizione rigida perché ci sono passati Camerini, i Matia Bazar, Alice, Finardi, ecc ecc ecc, così come si sono persi un pezzo di mondo musicale, senza nemmeno provarci, tutti quelli che hanno detto "NO" all'elettronica per la solita questione del rock e del non rock, questione che arriva dritta dritta da quel tipo di critica

 

ripeto, benissimo le critiche a quelli di oggi ma sarei per buttare nel fosso pure quelli di ieri e poi valutarli uno per uno tirandoli fuori pian pianino

 

io sarei critico con tutta la critica ecco; in ogni caso la situazione di oggi prevede pure tanti giornalisti che di Rihanna non hanno mai nemmeno sentito parlare, non esageriamo, e continuano alla vecchia maniera

 

 


Hai letto Bara? Hanno ragione gli utenti sopra. Tu invece arranchi con discorsi da nonno ubriaco.

taci coglione!

 

non trasformiamolo in un topic di inutili pipponi, è un topic che mi serve per insultare Birillo  :luv:  :love6:


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Tanti amici mi chiamano e mi dicono peppe ma tu non ti lamenti mai a stare in quarantena forzata
Amici miei vi rammento che zio peppuzzo nazionale come mi chiama fraternamente Claudio ferri in arte bassino. Che mi sono fatto quasi 7 anni al 41 bis sotterrato isolato dal mondo altro che quarantena. Qua per me e hotel a 5 stelle. Pertanto non scendete e spero che conte vada quanto prima un decreto che chi viene preso in strada va in quarantena forzata. Alla fine dobbiamo salvaguardare noi e milioni di italiani. Pensate se venivate chiamati per andare in guerra. Buona serata peppuzzo vi vuole bene
Tanto bene.

#40 dUST

dUST

    dolente o nolente

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Inviato 18 febbraio 2020 - 11:33

 

condivido una [buona] Palazzata letta da poco

 

 

Prima dell'era di internet esisteva una cosa che si chiamava critica musicale, il suo regno erano le riviste cartacee. La critica rock nasce più o meno nel 65 ed è, all'inizio, espressione della controcultura hippie. Imita la critica jazz che la precede di almeno un quindicennio, forse un ventennio. Il compito della critica musicale è proteggere la qualità della musica dall'industria a cui la qualità non interessa affatto, ci può essere come no,  é incidentale. La critica musicale nasce per proteggere la qualità dell'arte e per farlo demistifica la pubblicità. Non parleremo di e ascolteremmo ancora Miles Davis o i Velvet Underground o i Sonic Youth se non ci fosse stata una critica appassionata rivolta a un pubblico altrettanto appassionato. Finché il pubblico del rock ha avuto dei punti di riferimento affidabili, di Sanremo e dei fenomeni pop non si parlava affatto fra i seguaci del rock e delle musiche d'arte, e il marketing era mal visto. La critica rock era severa e scettica, perché il pensiero critico è severità e scetticismo. Poi internet ha ucciso la critica, perché il cartaceo non si vendeva più e il marketing ha iniziato a sconfinare nel terreno della critica che ha perso credibilità fino a estinguersi del tutto. La severità di giudizio è scomparsa e con essa il pensiero critico. Il marketing ha avuto campo totalmente  libero. Nel marketing la qualità è del tutto irrilevante, anzi serve proprio a vendere prodotti privi di qualità e a massimizzare il profitto. Abbassare la qualità a livelli infimi è un ottimo modo per fare profitto. Quello che conta è la narrazione. Nella narrazione vedi un salmone nuotare libero in un fiume, ma in realtà il prodotto che compri è un pesce infetto, che mangia merda radioattiva e viene colorato con l'Uniposca. Ma il pubblico crede alla narrazione perché non ci sono filtri fra lui e il marketing, non c'è nessuno che lo protegga dal mangiare merda radioattiva. Il risultato è che, per aumentare il profitto, l'industria mette sempre meno cibo nel cibo. Nella musica l'industria fa lo stesso, crea narrazioni e vende prodotti adatti alla commercializzazione indipendentemente dalla qualità. Dato che non c'è più il pensiero critico, e chi lo esercita viene chiamato non "critico musicale" o fruitore esigente, persona dotata di buon gusto e giusto scetticismo, ma rosicone, l'industria mette sempre meno arte nella musica, sempre meno musica nella musica. Ha ragione chi vende e basta. Chi non vende non conta un cazzo e se non vende è colpa sua. Quindi che fare?
Essere onesti con i giovani musicisti. Nei corsi per musicisti e produttori noi che insegniamo dovremmo dire: ragazzi, saper fare musica è inutile, scrivere grandi canzoni è inutile, fare buona musica è inutile. Lasciate perdere, createvi invece un personaggio, inventate una narrazione su di voi che sia esattamente quel che il pubblico vuol sentirsi raccontare, curate l'immagine sopra ogni altra cosa, lavorate con la moda, e per la moda, diventate star di instagram, create pezzi e video in base alla loro viralità, fate coreografie di tik tok, fate tutto quello che può attirare gli sponsor e evitate tutto quello che li può allontanare, siate pubblicità viventi, mettetevi in vendita come tali. Della vostra musica, pura e semplice, non fotterà mai niente a nessuno, se sfonderete troverete qualche musicista manovale che la farà per voi. Non perdete tempo qui, andate in palestra, dall'estetista, dal sarto, dal tatuatore. Non siate degli illusi. La musica non è un posto per artisti

 

 

Questo è vero solo in parte. La critica militante ("severa e scettica") ha gettato fango per anni su Duran Duran, Depeche, Spandau e tantissimi altri, con le stesse motivazioni con le quali l'estensore dell'articolo demolisce la musica pop contemporanea partorita dal marketing (motivazioni con le quali peraltro sono d'accordo).

 

I fattori sono molti più di uno solo


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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 





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