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Ciao Neil


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34 replies to this topic

#1 Connacht

Connacht

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  • LocationWhere I end and you begin

Inviato 11 gennaio 2020 - 07:27


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Free BritneyLast.fm

 

aretha-2.jpg 

 

There is no theory. You have only to listen. Pleasure is the law. I love music passionately. And because l love it, I try to free it from barren traditions that stifle it. It is a free art gushing forth — an open-air art, boundless as the elements, the wind, the sky, the sea. It must never be shut in and become an academic art.

  • Claude Debussy
    quoted in An Encyclopedia of Quotations About Music (1981) by Nat Shapiro, p. 268

#2 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 11 gennaio 2020 - 10:04

Se ne va un gigante, un artista di una completezza difficile da raggiungere, tra l'altro mi è sempre sembrato un gigante dal punto di vista umano. Aveva perso negli anni 90 moglie e figlia nel giro di un anno, la prima proprio per un tumore.

Credo sia uno dei miei batteristi preferiti in assoluto.

Mi sento come quando è morto Mark Hollis, è strano sentire questi sentimenti per una persona che non hai mai conosciuto e mi succede realmente con pochissimi artisti.
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Statisticamente parlando, non lo so.


#3 Eugene's Axe

Eugene's Axe

    Sporco Lennoniano Fanatico [(C) BillyBud]

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Inviato 11 gennaio 2020 - 10:10

Sicuramente nel gotha dei best drummers.
Un altro grande se ne va, siamo sempre più soli :( .
  • 0
HE'S NOT THE MESSIAH, HE'S A VERY NAUGHTY BOY!

#4 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 11 gennaio 2020 - 10:35

Scrittore anche di testi sublimi, oltre che batterista che per per precisione, completezza tecnica e musicalità non ha eguali, era un grande viaggiatore e ha scritto vari libri sui viaggi in motocicletta compiuti in giro per il mondo: https://books.google...epage&q&f=false

 

 

Veramente devastante sapere che una persona che mi ha sempre trasmesso un'energia senza pari ed una voglia di vivere dirompente abbia perso la lotta col cancro, ma la tua musica col cazzo che se ne va, ed oggi sessione completa di ascolto. 


  • 0

Statisticamente parlando, non lo so.


#5 Gozer

Gozer

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Inviato 11 gennaio 2020 - 10:36

L'autore di tutti i loro testi. Testi di una profondità universale e ancora attualissimi. Da "Red Sector A", la più bella canzone mai ispirata dall'olocausto, a "Freewill" (basti un verso: "Se scegli di non decidere, hai comunque fatto una scelta"), da "Subdivisions", inno per i ragazzi più timidi da sempre emarginati nelle scuole, a "Witch Hunt", pugno in bocca agli istinti peggiori di destre e fascismi. Non solo un musicista, ma il creatore di un immaginario. Perdita devastante.


  • 9
RYM ___ i contenuti

"SOVIET SAM" un blog billizzimo

#6 suche

suche

    Goonie

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Inviato 11 gennaio 2020 - 10:46

Sto scoprendo i Rush da pochissimo e vedi un po' cosa va a succedere.
Ho sentito Tom Sawyer alla radio il novembre scorso ed è stato amore, credevo allinizio drl brano che fosse un gruppo attuale molto ganzo.
Interessante quello che dite, ma un topic sul gruppo c'è?
  • 0

Caro sig. Bernardus...

Scontro tra Titanic


#7 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 11 gennaio 2020 - 10:59

Ci sono vari topic ma non uno unico sul gruppo, qui ad esempio su Moving Pictures in cui io spammai parecchio: http://forum.ondaroc...oving-pictures/

 

Oltre ai dischi in studio da ascoltare anche i live in cui a volte certe canzoni (specie quelle del primo periodo della band) vengono ancora meglio che in studio, ad esempio su Different Stages / Live uscito a fine anni '90 nel terzo CD c'è una Xanadu che al tempo mi incollò letteralmente all'HiFi. 

 

Sentite che roba:

 


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Statisticamente parlando, non lo so.


#8 Stephen

Stephen

    Wannabe the Night Meister

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  • LocationLa Callaretta della Colla

Inviato 11 gennaio 2020 - 15:17

Aveva perso negli anni 90 moglie e figlia nel giro di un anno

Mi pare che in Roll the Bones ci siano dei versi dedicati a loro - almeno uno. Roll the Bones, un album poco apprezzato ma che forse è quello con i testi migliori.

 

EDIT: nell'explicit del libro Ghost Rider Neil Peart cita due versi di Bravado, ecco com'era la storia. And if the love remains, though everything is lost | we will pay the price, but we will not count the costhttps://www.youtube....h?v=pUSpBAmSMb8


  • 0

E un passo di quella danza era costituito dal tocco più leggero che si potesse immaginare sull'interruttore, quel tanto che bastava a cambiare...

... adesso

e la sua voce il grido di un uccello

sconosciuto,

3Jane che rispondeva con una canzone, tre

note, alte e pure.

Un vero nome.


#9 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 11 gennaio 2020 - 15:46

Roll the bones parte bene, Dreamline Bravado e Roll the bones sono una bella apertura.
  • 0

Statisticamente parlando, non lo so.


#10 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 11 gennaio 2020 - 16:20

Tra le altre cose ho sempre combattuto per far considerare Signals come uno dei loro dischi più belli, non dico quello di riferimento (anche se è il mio preferito), ma uno di quelli da ascoltare tra i primi.
  • 1

Statisticamente parlando, non lo so.


#11 bosforo

bosforo

    无形

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Inviato 11 gennaio 2020 - 17:26

Enorme musicista e soprattutto icona per milioni di aspiranti batteristi (di più generazioni). Ho appena rivisto Freaks and Geeks e viene continuamente tributato e citato.

Confesso che fino a un paio d'anni fa credevo che i testi fossero di Geddy Lee. Scoprire che erano opera di Peart me l'ha fatto apprezzare di più. Un introverso che non poteva essere più lontano dal machismo di una parte della musica hard/heavy della sua epoca.
  • 0

#12 Connacht

Connacht

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  • Redattore OndaRock
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Inviato 11 gennaio 2020 - 18:59

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Free BritneyLast.fm

 

aretha-2.jpg 

 

There is no theory. You have only to listen. Pleasure is the law. I love music passionately. And because l love it, I try to free it from barren traditions that stifle it. It is a free art gushing forth — an open-air art, boundless as the elements, the wind, the sky, the sea. It must never be shut in and become an academic art.

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#13 The Silent Corner

The Silent Corner

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Inviato 11 gennaio 2020 - 21:03

E' stato detto già tutto. Musicista soprattutto talmente caratterizzante per la sua band (oltre che super influente: Portnoy gli ha dedicato finora ben tre post-fiume su Instagram dicendo sostanzialmente che lui non sarebbe esistito senza Neil Peart - erano diventati anche amici) da essere insostituibile.

 

A me impressionò soprattutto vederlo in questo contesto molto diverso dal suo e cavarsela egregiamente

 

 

 

 

E qui al David Letterman nel 2011, introdotto come "Uno dei più grandi batteristi": https://www.youtube....h?v=ttZIyNf6TS8


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#14 blackwater

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    Scaruffiano

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Inviato 11 gennaio 2020 - 21:23

...

 

A me impressionò soprattutto vederlo in questo contesto molto diverso dal suo e cavarsela egregiamente

 

 

 

 

 

 

Qui invece dimostrò come il jazz non fosse roba sua: semplicemente non aveva lo swing giusto, sembrava un pesce fuor d'acqua, sebbene tutto il progetto fosse nato, con tanto di album tributo, da una sua idea.

 

Lo racconta bene Peter Erskine, uno dei più grandi stilisti jazz di sempre: “Mi fa piacere quando qualcuno prova interesse, chiede consigli, addirittura lezioni, come Neil Peart che si presenta a casa con del pane sotto braccio, con l'intento di imparare... ma è una cosa che devi avere dentro, altrimenti non funziona”

 

Al che ho pensato: ma guarda Peter che sputtana Neil. Poi vado a vedere i credits: si ringrazia Neil Peart per aver supervisionato tutto il libro


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... sei solo chiacchiere e Baraghini 

 


#15 Bernardus

Bernardus

    Groupie

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Inviato 11 gennaio 2020 - 22:24

Ho sentito Tom Sawyer alla radio il novembre scorso ed è stato amore, credevo allinizio drl brano che fosse un gruppo attuale molto ganzo.
 

 

 

Beh oddio, Tom Sawyer suona proprio vecchia.

 

Neil Peart è stato uno dei più grandi batteristi del rock e questo è banale da dire tanto è sotto l'occhio di tutti. Ho ascoltato i Rush per un periodo abbastanza lungo (circa due anni) e tutti e tre mi hanno  attizzato. Devo dire però che attualmente non amo particolarmente Neil Peart, lo preferivo anni fa. Troppo pulito e "ben intenzionato" rispetto al drumming che piace a me. Ma che sia un musicista maiuscolo non si discute. Di lui ammiro anche la resilienza che ebbe dopo i lutti familiari e la voglia di mettersi in gioco come nel live che avete messo sopra, che non conoscevo. 

 

Non sono d'accordo con Erskine che logicamente tira acqua al suo mulino. Nella musica non esiste il concetto " o sei swing o niente", lo testimonia una didattica immensa, una letteratura specializzata e un approccio didattico coltivato da numerosissimi grandi maestri. Il Jazz è un linguaggio, se lo pratichi e lo parli lo acquisisci. E se la tua pronuncia sarà in parte imbastardita dal rock può essere anche un punto a tuo favore. In questo caso il problema è che Peart il jazz non lo suonava di solito e non praticava la lingua.


  • 1

#16 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 11 gennaio 2020 - 22:59

Sta sudditanza psicologica dei batteristi rock nei confronti dei batteristi jazz con conseguente sboronaggine di questi ultimi deve finire però. Se da un lato poi gente come Peart è sempre stata curiosa nei confronti dell'altro versante, vedo ben poco interesse in direzione contraria.
  • 3

#17 blackwater

blackwater

    Scaruffiano

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Inviato 12 gennaio 2020 - 00:17

Perché ridurre tutto a una gara? È "solo" arte e ci sono una miriade di jazzisti ben consapevoli di non poter suonare in ambiti zeppelliniani. Però è anche pieno di rock drummer, o comunque così definiti, che hanno sempre avuto una dimestichezza in ambito jazz, senza contare quei percussionisti venuti fuori da un apprendistato swing e poi contrattualizzati in ambito rock: Densmore, Baker, Mitch Mitchell, Bill Bruford, Steve Smith, Stewart Copeland (o l'incredibile Capiozzo). C'è un'evidente fascinazione nei confronti di certo batterismo d'antan, quello affermatosi prima che nascesse il rock da arena, da stadio, e quindi da jazz club. O per megio dire, c'era, adesso non frega più quasi a nessuno, il jazz non fa più presa nell'immaginario, e non da ieri.

 

Peart veniva fuori dalla generazione cresciuta nei 50, ma non ha mai avuto quella tipica scioltezza, che invece possedeva Bonham, il quale era pure capace di picchiare più forte. Il batterista dei Rush ha però un primato, con pochi pretendenti: ha reso cantabile la batteria, l'assolo, con lui si può fare air drum sul serio. La prima volta che lo udii, fu quando uscì A Show Of Hands: ero reduce dai tour de force di Paice e Bonzo, due palle onestamente, ma Peart era diverso, le rullate, i tom accordati, l'impressione che ci fossero due batteristi, la velocità, i controtempi con i piatti, i giochi di pedale registrati nitidamente, staccati eppure inglobati, il campanaccio, i pad elettronici che mimavano lo xilofono. Era chiaramente un batterista e un percussionista, che non sono proprio la stessa cosa. Un musicista galvanizzante.


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... sei solo chiacchiere e Baraghini 

 


#18 paloz

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Inviato 12 gennaio 2020 - 10:29

(oltre che super influente: Portnoy gli ha dedicato finora ben tre post-fiume su Instagram dicendo sostanzialmente che lui non sarebbe esistito senza Neil Peart - erano diventati anche amici) da essere insostituibile.

 

 

Direi che i Dream Theater tutti hanno un debito notevole con i Rush, "Moving Pictures" è praticamente il prototipo di "Images and Words".


  • 1

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#19 The Silent Corner

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Inviato 12 gennaio 2020 - 13:13

Per i batteristi jazz penso che chi fosse aperto anche al rock sia automaticamente cresciuto con la consapevolezza di poter fare jazz-rock (e qui anche in Italia abbiamo tutta una scuola...il citato Capiozzo, Furio Chirico etc.).

Ovvero esisteva comunque questa "terra di mezzo" del jazz rock, ma anche il Canterbury, il RIO...


  • 1

#20 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 12 gennaio 2020 - 15:59

Perché ridurre tutto a una gara? È "solo" arte e ci sono una miriade di jazzisti ben consapevoli di non poter suonare in ambiti zeppelliniani. Però è anche pieno di rock drummer, o comunque così definiti, che hanno sempre avuto una dimestichezza in ambito jazz, senza contare quei percussionisti venuti fuori da un apprendistato swing e poi contrattualizzati in ambito rock: Densmore, Baker, Mitch Mitchell, Bill Bruford, Steve Smith, Stewart Copeland (o l'incredibile Capiozzo). C'è un'evidente fascinazione nei confronti di certo batterismo d'antan, quello affermatosi prima che nascesse il rock da arena, da stadio, e quindi da jazz club. O per megio dire, c'era, adesso non frega più quasi a nessuno, il jazz non fa più presa nell'immaginario, e non da ieri.

Peart veniva fuori dalla generazione cresciuta nei 50, ma non ha mai avuto quella tipica scioltezza, che invece possedeva Bonham, il quale era pure capace di picchiare più forte. Il batterista dei Rush ha però un primato, con pochi pretendenti: ha reso cantabile la batteria, l'assolo, con lui si può fare air drum sul serio. La prima volta che lo udii, fu quando uscì A Show Of Hands: ero reduce dai tour de force di Paice e Bonzo, due palle onestamente, ma Peart era diverso, le rullate, i tom accordati, l'impressione che ci fossero due batteristi, la velocità, i controtempi con i piatti, i giochi di pedale registrati nitidamente, staccati eppure inglobati, il campanaccio, i pad elettronici che mimavano lo xilofono. Era chiaramente un batterista e un percussionista, che non sono proprio la stessa cosa. Un musicista galvanizzante.

Non so cosa tu intenda per scioltezza, ma Peart tecnicamente è superiore a Bonham, che poi quest'ultimo abbia una personalità inconfondibile è un altro discorso, ma Peart è più completo, più preciso, più veloce più tutto. Non è chiaramente verificabile, ma sono convinto che se chiedi a Peart di fare i brani dei LZ li fa, ma chiaramente sentiresti una grossa differenza a livello stilistico, mentre ci sono alcuni passaggi dei Rush che stanno proprio fuori dalla portata di Bonham. Poi ecco, io adoro il suono di batteria nei dischi dei Led Zeppelin, quei piatti spaziali che cadono con una release lunghissima, quel suono da stanza grande con la batteria presente ma lontana, quel suono di rullante e cassa così grosso, amo le ghost notes che faccia Bonham, quei suoi ritardi irresistibili prima della cannonata. Ma questo è un altro discorso, Bonham viene prima ed è più mostro sacro, ma come confronto tecnico Non c'è storia.


Per quanto riguarda il discorso batteristi rock è batteristi jazz non era assolutamente mia intenzione mettere in piedi gare, ma nella mia esperienza ho visto che i jazzisti o comunque i musicisti con formazione jazz fanno molta più fatica ad apprezzare le qualità dei musicisti di formazione rock che non viceversa, ed anche in quel commento Peter Erskine non capisco dove voglia andare a parare, è assolutamente ovvio che Peart non abbia la scioltezza nel terzinare di uno che fa swing da una vita, ma quello di Peart è un omaggio ad un musicista di cui ha profonda stima, ed è un omaggio gigantesco, non una robetta. Il che non vuol dire che Peart volesse diventare un jazzista, cosa che sarebbe stata una follia. In ogni caso già il fatto che sappia suonare con una Big band non è mica roba da ridere, che suoni ingessato è veramente il minimo che poteva succedere.
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Statisticamente parlando, non lo so.





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