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Joker (Phillips, 2019)


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460 replies to this topic

#1 Giubbo

Giubbo

    Classic Rocker

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Inviato 04 ottobre 2019 - 09:37

Mi sembra il minimo aprirci un topic.

Lo aspettavo da un anno con impazienza, sembra che abbia fatto il botto nel giorno della sua premiere con più di 1 milione di incassi solo in Italia (Venom al primo giorno aveva fatto 600.000 ed era già considerato pazzesco).

 

Ecco la rece di Ondacinema (non lo metto in "Film recensiti" se no non se lo caga nessuno, come per i Dischi asd ):

 

http://www.ondacinem...r-phillips.html

 

Io non l'ho ancora visto per problemi personali, ma conto nel weekend di vederlo 12 volte, in ogni cinema di ogni città.

 

attendiamo al pulpito chi l'ha già visto! Forza con i commenti!


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#2 username

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    granita di gelsi rossi

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Inviato 04 ottobre 2019 - 10:28

carino, vince l'oscar al 100%
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#3 Sandor

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    Classic Rocker

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Inviato 04 ottobre 2019 - 10:46

carino, vince l'oscar al 100%

In poche parole hai ucciso ogni mio interesse per questo film .
Aspetto altri pareri naturalmente.
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#4 Tom

Tom

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Inviato 04 ottobre 2019 - 10:53

In America sembra stia scatendo una paranoia mica da ridere.

 

Sui cinecomic il punto di vista di quel vecio mona di Recchioni e' sempre interessante:

Joker: chi ride adesso?
di Roberto Recchioni
 
l'articolo completo: https://blog.screenw...ZZd2G_5dRkgZnm4
 
La scrittura del cinema americano è storicamente caratterizzata dalla presenza di una forte bussola morale interna alle sue storie, che distingue con chiarezza il giusto dallo sbagliato e determina i meccanismi di causa ed effetto. In parole semplici: le azioni moralmente riprovevoli portano, quasi immancabilmente, a una punizione di qualche sorta. Le cause di questa cosa sono molteplici e vanno ricercate, in primo luogo, nella profonda impronta che il puritanesimo dei padri pellegrini ha lasciato nella cultura USA e che poi ha trovato un suo eco nei tanti codici di autocensura che, lungo tutto il corso della sua storia, Hollywood si è imposta (basti pensare a tutte le pellicole nate nel rispetto, forzato o meno, del codice Hays). Ma è anche, molto più prosaicamente, una questione di soldi perché i film meno moralmente sfumati trovano un maggiore successo di pubblico, essendo più facili da decodificare e digerire. In questo contesto, anche un autore come Martin Scorsese, che sin dall’inizio della sua carriera ha portato a schermo la fascinazione del lato oscuro della vita, non si è mai sottratto alla legge shakesperiana che vuole che “i piaceri violenti siano destinati a violenta fine” e mai ha sottratto i suoi personaggi alle conseguenze delle loro azioni. È particolarmente evidente per il Travis Bickle di Taxi Driver, per i ragazzi di Quei bravi ragazzi, per l’Asso Rothstein e il suo amico Nicky Santoro di Casinò, per gli immigrati di Gangs of New York, per i poliziotti e i criminali di The Departed, per l’investigatore Daniels di Shutter Island e per il Jordan Belfort di The Wolf of Wall Street. Personaggi che Scorsese rende umani e affascinanti, e per questo capaci di sviluppare una forte empatia con il pubblico, senza però travalicare mai quella linea che passa tra il ritratto e l’elegia. È per questo motivo che nessuno spettatore vorrebbe davvero essere un “bravo ragazzo”, nonostante i personaggi dei Bravi Ragazzi siano così facili da amare: perché Scorsese non ci permette mai di dimenticarci che, di base, i suoi protagonisti sono degli assassini, dei criminali, dei figli di puttana e che, presto o tardi, pagheranno il prezzo delle loro azioni. E lo pagheranno con gli interessi.
 
Cosa succede però se la materia magmatica e potenzialmente pericolosissima di un tipico film di Scorsese finisce nella mani di un regista che ha sempre dato prova o di non averla proprio quella bussola morale, o di volerla scardinare? Succede che in sala arriva un film come Joker, ecco cosa.
 
Fino al 2016, Todd Phillips era ritenuto un regista di commedia scollacciate e politicamente scorrette come Road Trip o la trilogia della Notte da Leoni, pellicole sopra le righe che camminavano sul confine della sgradevolezza senza mai travalicarlo. In sostanza, era una versione più innocua e meno demenziale dei Fratelli Farelly, forse meno divertente, ma più facilmente digeribile per il pubblico di massa. Nel 2016 però, ha diretto Trafficanti (War Dogs), una pellicola di medio successo commerciale che però lo ha segnalato come un regista che aveva anche qualcosa da dire e che sapeva dirlo. Questo gli ha permesso di presentarsi alla Warner con l’idea di un diverso approccio per i loro film di supereroi, qualcosa di piccolo, non necessariamente legato all’idea di un universo narrativo condiviso sulla falsariga dei film Marvel, basato sull’esplorazione, principalmente psicologica, di un singolo personaggio, magari un cattivo. Magari il Joker.

La Warner, sorprendentemente, lo sta a sentire e gli da il semaforo verde per cominciare a sviluppare il film. Philipps si mette al computer e, assieme a Scott Silver, tira giù un primo scritp che prende così larga ispirazione da Taxi Driver, Toro Scatenato e, soprattutto, Re per una Notte, che il coinvolgimento di Scorsese come produttore, diventa una cosa praticamente obbligata. Il regista del Queens sale a bordo della nave in partenza ma ne scende quasi subito per più pressanti impegni lavorativi, il suo beneplacito dà però mano libera a Phillips per citarlo in ogni modo e maniera. Nel frattempo, Joaquin Phoenix viene scritturato come attore principale e il film prende definitivamente la sua forma, lontano dai piani (più o meno naufragati) del DC Extendend Universe, e questa è, probabilmente, la sua più grande fortuna.


Il resto è cronaca recente: Il Joker di Phillips viene presentato in concorso al festival di Venezia e si porta a casa il Leone d’Oro e l’Europa sembra perdutamente innamorata della pellicola. In USA le cose non sono altrettante semplici e scoppiano parecchie polemiche attorno alla carica potenzialmente destabilizzante che il film si porta dietro, legata al rischio di emulazione da parte degli spettatori più deboli di testa e alla violenza portata in scena.

 

[...]

 

[...]ancora non mi è chiaro se Todd Phillips sia un sempliciotto inconsapevole, che ha portato a schermo una mina socialmente destabilizzante, priva di una anche vaga bussola morale e che finisce per glorificare le azioni di un pazzo, o se sia, invece, un autore ben consapevole della portata e delle implicazioni della sua opera e che abbia intenzionalmente deciso di guardare il mondo bruciare.

A giudicare dalle sue recenti dichiarazioni in cui mette sullo stesso piano la violenza cartoonesca di un antieroe come John Wick con quelle del suo Joker, mi viene da pensare che la prima opzione si a la più corretta ma la verità è che non è così importante perché il film, quali che siano state le intenzioni di Phillips, rappresenta una mosca bianca nel panorama del cinema USA. Questo Joker è mille volte più vicino al Fight Club di Fincher, o a un certo cinema di contestazione nato nella stagione della New Hollywood, o ad un certo tipo di cinematografia europea, che a qualsiasi cinecomic moderno.

 

[...]

Detto questo, in conclusione, Joker è un film pienamente meritevole della massima attenzione, che farà discutere molto e che animerà dei dibattiti, sociali e culturali interessanti.
Alla luce di tutto questo, non è poi così rilevante se sia un film così controverso perché intenzionalmente concepito in questa maniera o perché sfuggito di mano ai suoi creatori.

È una pellicola che non ti aspetti e che, a rigor di logica e di mercato, non dovrebbe esistere.
Invece esiste.
E merita di essere vista.
Anche più volte.


P.S.
Nota a margine sul film: ci sono molte scene di violenza, mostrata in maniera anche brutale, ma la cosa più dura del film è una scena omessa, intenzionalmente, che crea un vuoto narrativo realmente inquietante. Dimostrazione che sia come sia, ma Phillips non è per nulla un cretino.


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#5 username

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    granita di gelsi rossi

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Inviato 04 ottobre 2019 - 11:08

sono d'accordo con lui, proprio per questo non va oltre il carino. Certo sul forum dei B staranno già gridando al capolavoro, un nuovo cult dopo Fight Club
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#6 Tom

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Inviato 04 ottobre 2019 - 11:13

Per la cronaca, per non riportare l'articolo per intero, ho tagliato le parte con i giudizi sul film in se' e sulla trama, dove e' abbastanza critico verso la pellicola. Questo appunto forse dovevo lasciarlo:

 

– Il debito con alcuni capolavori di Martin Scorsese è quasi imbarazzante e il confronto tra le opere originali e quella derivativa è abbastanza impietoso.


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#7 100000

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    Enciclopedista

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Inviato 04 ottobre 2019 - 11:50

Vabbè, io di Recchioni critico cinematografico mi fido meno di zero. Ho letto le prime righe e già mi sembra che lui invece non abbia letto la conversazione sul forum sull'amoralità di The wolf of Wall Street (Scorsese che punisce chi dove?).

 

Rimango curioso e lo vedrò a breve, mi accontento anche se non è il nuovo Scorsese.


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#8 Pancakes

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    Roadie

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Inviato 04 ottobre 2019 - 11:55

 



P.S.
Nota a margine sul film: ci sono molte scene di violenza, mostrata in maniera anche brutale, ma la cosa più dura del film è una scena omessa, intenzionalmente, che crea un vuoto narrativo realmente inquietante. Dimostrazione che sia come sia, ma Phillips non è per nulla un cretino.

 

Quale?

 

Ovviamente è fighissimo, la vendetta artistica di uno che già col primo Hangover aveva dimostrato di non esserlo per niente, un cretino.


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#9 razzledazzle

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Inviato 04 ottobre 2019 - 12:03

 

 



P.S.
Nota a margine sul film: ci sono molte scene di violenza, mostrata in maniera anche brutale, ma la cosa più dura del film è una scena omessa, intenzionalmente, che crea un vuoto narrativo realmente inquietante. Dimostrazione che sia come sia, ma Phillips non è per nulla un cretino.

 

Quale?

 

Ovviamente è fighissimo, la vendetta artistica di uno che già col primo Hangover aveva dimostrato di non esserlo per niente, un cretino.

 

 

Penso proprio 

Spoiler

 

A me Hangover ha sempre lasciato indifferente (anzi, ha fatto più danni della grandine), ma Old School era un gioiellino di comicità.

 

Rrobe mi sembra si sforzi di trovare delle critiche di metodo, a suo modo anche corrette, per dare solidità alla sua critica sui contenuti forse deboluccia. Questo però era riuscito a difendere l'ultima di GoT. 

 

Comunque bello, non bellissimo. Il Joker "personaggio", come conosciuto dal mondo intero, qui alla fine è solo un corollario, una patina cool per una storia di una persona "qualsiasi". 

 

Forse avrei preferito che Arthur fosse

Spoiler

 

Si segnala anche un Wayne Sr.

Spoiler


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#10 Filippo

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Inviato 04 ottobre 2019 - 12:11

Molto bassa la media su Metascore, un 58 scarso per il momento. Considerando le trionfali recensioni italiane, è piuttosto strano. 

Suppongo che abbia ricevuto un'ondata di rece disastrose dai siti americani più conservatori.


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#11 Pancakes

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    Roadie

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Inviato 04 ottobre 2019 - 12:19

Molto bassa la media su Metascore, un 58 scarso per il momento. Considerando le trionfali recensioni italiane, è piuttosto strano. 

Suppongo che abbia ricevuto un'ondata di rece disastrose dai siti americani più conservatori.

 

I boomerpublicans odiano il suo scardinare le basi del sistema delle caste capitalista. La stampa woke odia il fatto che il protagonista tratti male le donne e gli danno dell' incel asd. Ma d'altronde il fatto che si ritrovino un nemico comune è proprio la prova che siano la stessa faccia del liberismo.


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#12 Giubbo

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Inviato 04 ottobre 2019 - 14:04

 

 

La stampa woke odia il fatto che il protagonista tratti male le donne

 

 

Ma il fatto che alcuni spettatori NON odiano un film in cui una persona "X" uccide persone, mentre invece odiano un film in cui una persona "X" tratta male le donne, significa che questi spettatori accettano di buon grado l'omicidio?

 

altrimenti non ci vedo una coerenza logica.


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#13 JDV87_2

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    aspirante indie

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Inviato 04 ottobre 2019 - 15:24

Dipende se uccide uomini o donne. Se uccidi uomini e' okay, sennö e' misoginia. :P
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#14 username

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    granita di gelsi rossi

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Inviato 04 ottobre 2019 - 15:30

infatti, che mondo ingiusto!!!
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#15 JDV87_2

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    aspirante indie

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Inviato 04 ottobre 2019 - 16:47

Esatto!!!
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#16 Tom

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Inviato 04 ottobre 2019 - 17:06

Non capisco se scherzate o meno, nel caso: non diciamo cazzate.

Ogni anno escono centinaia di horror in cui migliaia di donne (possibilmente avvenenti) muoiono malissimo e nei modi piu' sadici possibili, e da anni personaggi squallidi come i serial killer vengono romanticizzati e mitizzati, persino quelli veri, il tutto senza che nessuno abbia molto da ridere. 

 

Personalmente lo trovo un atteggiamento ipocrita, ma non ci vuole una scienza a capire la differenza: l'omicidio e' un tabu' gia' condannato dalla societa', sia moralmente che legalmente, quindi in genere non si sente bisogno di puntualizzare che si tratta di cose brutte che sarebbe carino non fare. Mentre ci sono altri reati che vivono in una zona grigia, soprattutto dal punto di vista morale, la cui condanna sappiamo non essere condivisa da tutti e la cui riproposizione su uno schermo ci appare quindi piu' "pericolosa". Per cui si', "John Wick" insegna, in un film non e' improbabile che faccia piu' impressione un cagnolino preso a bastonate che decine di persone ammazzate.


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#17 LukakuFakeTroll

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    TOPAZIO

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Inviato 04 ottobre 2019 - 17:44

sono d'accordo con lui, proprio per questo non va oltre il carino. Certo sul forum dei B staranno già gridando al capolavoro, un nuovo cult dopo Fight Club

 ti voglio bene


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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#18 Pancakes

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    Roadie

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Inviato 05 ottobre 2019 - 08:32

 

 

 

La stampa woke odia il fatto che il protagonista tratti male le donne

 

 

Ma il fatto che alcuni spettatori NON odiano un film in cui una persona "X" uccide persone, mentre invece odiano un film in cui una persona "X" tratta male le donne, significa che questi spettatori accettano di buon grado l'omicidio?

 

altrimenti non ci vedo una coerenza logica.

 

 

Allora, sicuramente questo tipo di mentalità da doppio standard che dici tu può essere radicato e rilevabile in n altri casi, i proverbiali storici "morti n donne e bambini" quando cè qualche incidente grosso / attentato o "prima le donne e i bambini" quando sta per affondare il Titanic. Però, secondo me in quasto caso specifico è più sfumata la cosa, la prendo antologicamente per dare un quadro completo, citando due predecessori tra i più illustri e recenti di questo film:

 

- Venom del 2018: ok, rispetto al flm del topic, questo è un'altra pasta, è una cazzata, quello che vi pare. Però qui abbiamo quello che è storicamente uno degli arcinemici più arci di uno storico "buono", ma che, nel momento in cui deve essere un protagonista di un film, gli si piazza un nemico interno alla sua lore e "scollegato" dalla macrostoria e insomma, per un film, Venom è un buono. Non senza difetti, ma sostanzialmente un buono.

 

- Il Joker di Nolan: qui abbiamo, nella sfida Batman - Joker, essenzialmente una sfida  buono - cattivo. Rispetto al pupazzoso [e fighissimo] Joker di Nicholson / Burton, che poteva stare simpatico più per lo stile e le situazioni comiche che per le idee da cattivo, il Joker di Nolan è il primo che ti porta, tutto sommato, a dargli anche un pò ragione durante il film. Allo stesso tempo però, è inesorabilmente succube del compasso morale che menzionava Recchioni: avrà pure ragione su alcune cose, ma ha fatto il cattivo e da cattivo deve essere punito.

 

- questo Joker, come già detto, bypassa abbastanza questa cosa: potenzialmente un buono, per forza di cose un cattivo che fa cose da cattivo, ma è quel per forza di cose che lo fa diventare un buono, il protagonista del film con il quale si è naturalmente portati a empatizzare e a giustificarne le sue azioni. È in quest' ottica che si triggera l'indigno woke, che vede dei gesti negativi [ma contestualizzabili nel personaggio] come elogiati di traino nella mitizzazione del protagonista. Che è della stessa ottusa matrice del "non dobbiamo più far esibire Louis CK" [nonostante quest'ultimo sia pure risorto dalle ceneri in maniera parecchio brillante, di recente] o "non dobbiamo più far fare film a Woody Allen", per via di fatti di cronaca che costituiscono parzialità della figura totale.

 

Nel caso specifico del film, cè lo sconforto a constatare che la necessità di indignarsi in nome di cause alte abbia la priorità su qualsiasi tipo di contestualizzazione, in questo caso, persino al concedere che sempre di un malato mentale si stia parlando. E di riflesso, si potrebbe anche arrivare a negare qualsiasi tipo di assistenzialismo a persone come lui in virtù del suo status demografico [straight white male]: se è uno di loro, qualsiasi lamentela è in verità uno stupido vizietto del quale potrebbe fare a meno, al quale non avrebbe nemmeno diritto.


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#19 Tom

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Inviato 05 ottobre 2019 - 09:15

Vabbè, io di Recchioni critico cinematografico mi fido meno di zero. Ho letto le prime righe e già mi sembra che lui invece non abbia letto la conversazione sul forum sull'amoralità di The wolf of Wall Street (Scorsese che punisce chi dove?).

 

Su Recchioni cinecritico non mi fido neanche io, ma il discorso e' interessante a prescindere dai giudizi sul film.

Sulla questione "Scorsese che punisce chi dove?", e' vero, dai. A volte non una punizione letterale, ma il sottofondo morale (non moralista) nei suoi film e' sempre presente, a volte accondiscendente con i personaggi, ma mai sugli ambienti. Tutti vedendo "Quei bravi ragazzi" pensiamo quanto sarebbe figo potersene fregare di tutte le regole, fare soldi a palate, tirare di coca, trombare le amanti e sparare in faccia a qualche stronzo, ma nessuno sano di mente vorrebbe stare ad un tavolino a sentirsi chiedere "funny how?" dal Joe Pesci di turno. E' li' che Scorsese applica il contrappasso: vuoi fare quel genere di vita? Questa e' la gente con cui avresti a che fare tutti i giorni e queste le situazioni che dovresti gestire.  

L'unico suo film al limite e' appunto Wolf of Wall Street, ma perche' sostanzialmente e' un heist movie e i truffatori al cinema sono sempre dei criminali "leggeri", in quanto il truffato e' spesso complice del truffatore (che io ricordi solo "Il bidone" di Fellini non concede attenuanti alla categoria), e perche racconta di un lupo furbo che sbrana delle stupidi volpi, in una societa' di volpi che fanno di tutto per farsi sbaranare.


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#20 ucca

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Inviato 05 ottobre 2019 - 10:12

Personalmente sul politicamente corretto ci scatarro su. La storia del cinema è piena di cattivi affascinanti non sta scritto da nessuna parte che i buoni debbano vincere e che la ragione sia da una parte e il torto dall altra in modalità binaria. Giusto gli americani conservatori e i democratici rincoglioniti possono pensarlo. Il film è molto bello, Sceneggiatura solida e attenta ai passaggi non è semplice descrivere la discesa nella follia in modo credibile. Qui funziona bene anche perché il regista si mette a disposizione di un grande attore che qui supera ogni aspettativa. Soltanto il balletto dopo il primo omicidio è un po' esagerato per il resto una performance degna di taxi driver. Mi è piaciuto davvero tanto, anche fisicamente. Il corpo di Phoenix è quasi insostenibile. Spuntano fuori ossa dove non dovrebbero, è terribile e bellissimo. Nemmeno Alan Moore aveva dato questa profondità a un personaggio sempre rimasto in superficie in fondo. Bene anche la smitizzazione dei Wayne ridotti ad arroganti ricconi di merda.
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Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.





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