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Sposerò Cate Le Bon


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#1 Tom

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Inviato 08 settembre 2019 - 12:35

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POPOLARE

cate-le-bon.jpg

 

Sposerò Cate Le Bon

ovvero langue il decennio e sarebbe anche ora di accorgersi di lei
 
Facciamo in fretta che il tempo scorre, i figli crescono, le mamme imbiancano e le classifiche di fine-tutto premono.

 

Lei la conoscevo gia', ma l'ho scoperta davvero ascoltandola solo in questi giorni. E l'ho scoperta fine arredatrice di interni musicali di glaciale, ma accogliente, decadenza. Curioso che un'artista che rilegge in modo tanto affascinante un certo tipo di atmosfere new wave fine anni 70 sia stata cosi' poco citata in un forum come questo. Ascoltatela o riascoltatela se finora come me avete fatto l'errore di sottovalutarla. Mal che vada potrete scrivere un post in cui ridimensionerete lei e il mio attuale entusiasmo. 

I primi dischi piu' normalmente indie (mi sembra) non li ho ancora asoltati per bene, magari ci tornero' su, per ora basta e avanza soffermarsi al trittico qui sotto.
 
cate-le-bon1.jpg

2013 Mug Museum
In attesa del Galaxi Express 999 per volare in spazi bowiani come nel disco dopo, qui ancora percorre strade alla Lou Reed, ma tappezzate di moquette alla Television. Quanti dischi indie escono infarciti di questo chitarrismo al neon? Tanti. Ma pochi si possono permettere le qualita' di scrittura della Le Bon, che sforna tutta una serie di istant classic di glam intellettuale. Gia' qualche tocco di quell'influenza orientaleggiante che dara' i suoi frutti.

 

cate-le-bon2.jpg

 

2016 Crab Day
La copertina spiega molto: musica da geisha lunare, atmosfere da cabaret venusiano con un che di decadentemente berlinese. Dieci canzonette di decentrata e spiazzante perfezione, la cui natura schizzata e un po' matta e' sedata dalla calma ed eleganza della voce. Opera piena di colori per raccontare il fascino del grigio, che usa gli spigoli sonori per arrivare al vellutato. Se non mi cala, uno dei capolavori del decennio per me.

 

cate-le-bon3.jpg

2019 Reward
Come da copertina alla L'uomo che cadde sulla terra, la geisha lunare del disco precedente cammina tra noi mortali con un disco piu' orizzontale e malinconicamente pop. Non di normalizzazione si tratta, ma di umanizzazione di un approccio comunque alteramente felino. Tanto fuori dal tempo e dal mondo era il disco prima, tanto qui in tante canzoni sembra che gli strumenti imitino orologi, pendole campane e cose terrene come clacson e sirene.


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#2 bachelor kisses

bachelor kisses

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Inviato 09 settembre 2019 - 10:17

Ok, sono al primo ascolto dell'ultimo disco e mi sta piacendo non poco. Molte soluzioni rimandano a Bowie & Eno - Mother's Mother's Magazines sembra essere scappata via da Lodger - ma pure all'Eno solista. A tratti mi viene in mente l'Annie Clark prima che abbandonasse gli strumenti da camera per dedicarsi anima&piedi ai fuzz pedal.

È troppo presto per capire se mi conquisterà pure l'emisfero destro del cervello, magari per accedere al cuore. Quello sinistro è soddisfatto e in attesa della seconda volta.


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“So she's wipin spunk offay her face, gaun aw fuckin panicky, `Whae wis that, wis that ma dad?`
`Fuckin durty pervert sneakin up oan cunts like that,` ah goes.
So she goes aw that fuckin ice-cauld, frigid, huffey wey, but fuck her, ye need a wee bit ay fuckin romance at Christmas.”

 

[Irvine Welsh - Skagboys]


#3 username

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Inviato 09 settembre 2019 - 12:30

ha ragione seattle, dovevi chiamarlo "sposterò cate le bon".

cmq conosco solo l'ultimo album, molto molto bello
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#4 Tom

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Inviato 09 settembre 2019 - 13:01

Approvato e modificato.

 

So che non dovrei mettere una canzone cosi', poco rappresentativa persino dell'album da cui e' tratta e poco forumistica, ma mi piace troppo...

 

 

Quell'effetto da... boh... "richiamo di delfini" sotto il ritornello e' fantastico.

Fosse un Lou Reed del '74 staremmo tutti a farci le seghe a quattro mani.


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#5 vuvu

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Inviato 09 settembre 2019 - 13:08

Ricordo con piacere la sua fuga "motorik" un po' psych, un po' krauta di qualche anno fa, il primo disco lo trovo acerbo ma con spunti notevoli, però non ascolto da una vita. Ne abbiamo discusso mi pare in un altro thread a lei dedicato. Thread aperto quando ne parlavamo solo in tre (oggi magari ne siamo in quattro), ma risale a eoni fa. Magari è scomparso. Comunque, le sue "canzonette" sono spesso inafferrabili, anche se ritmicamente lei ha un debito con un certo tambureggiare alla Dinger, finanche alla Maureen Tucker, ovviamente condito di gingilli e simpatici rumorini a fungere da contorno. Le manca forse una produzione di più ampio respiro, così come a me manca l'ascolto di questo suo ultimo disco, che spero sia su piani superiori. 


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"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).


#6 Tom

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Inviato 09 settembre 2019 - 13:19

il primo disco lo trovo acerbo ma con spunti notevoli, però non ascolto da una vita.

 

Dici il primo che cito io o il primo effettivo del 2009?

 

Ne abbiamo discusso mi pare in un altro thread a lei dedicato. Thread aperto quando ne parlavamo solo in tre (oggi magari ne siamo in quattro), ma risale a eoni fa. Magari è scomparso. 

 

Ho cercato, ma ho trovato molto poco, viene citata in qualche classifica e playlist, piu' che altro si trovano post recenti di Markmus e User. In effetti e' strano che un'artista con queste caratteristiche sia passata cosi' sottotraccia in un forum come questo.


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#7 vuvu

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Inviato 09 settembre 2019 - 13:22

 

il primo disco lo trovo acerbo ma con spunti notevoli, però non ascolto da una vita.

 

Dici il primo che cito io o il primo effettivo del 2009?

 

Ne abbiamo discusso mi pare in un altro thread a lei dedicato. Thread aperto quando ne parlavamo solo in tre (oggi magari ne siamo in quattro), ma risale a eoni fa. Magari è scomparso. 

 

Ho cercato, ma ho trovato molto poco, viene citata in qualche classifica e playlist, piu' che altro si trovano post recenti di Markmus e User. In effetti e' strano che un'artista con queste caratteristiche sia passata cosi' sottotraccia in un forum come questo.

 

 

Secondo me risale proprio al vecchio forum, o magari ne abbiamo parlato solo in qualche playlist. Sì, mi riferisco al primo disco vero e proprio. 


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#8 markmus

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Inviato 09 settembre 2019 - 14:39

quest'ultimo a livello di produzione secondo me e' un grande passo avanti, si sente che e' il frutto di una gestazione piu' prolungata. quindi prova, vuvu!

mug museum ha dalla sua un approccio piu' istintivo ed e' la perfetta summa di uno stile molto personale, con un bellissimo sound chitarristico ed un'attitudine quasi psych. per adesso ho preso un po' sotto gamba crab day, cui mi e' sembrata mancare l'immediatezza del predecessore e la raffinatezza del successore. ma viste le belle parole di tom ci tornero' su.

reward e' l'album con cui e' scattata la scintilla e per adesso quello a cui sono piu' legato. non c'e' un suono fuori posto ed ha questa bellissima atmosfera aperta e misteriosa al tempo stesso. giustissima l'immagine di alterita' che ne offre tom, cate si offre piu' che in passato, ma senza banalizzarsi e mischiarsi veramente con noi poveri mortali.

anche "orizzonatale" e' un termine che calza bene. le melodie non cercano il cielo e non guardano giu', scandagliano a mezz'aria le rifrazioni e le ombre. il passo dei pezzi e' metronomico (e probabilmente registrato al click di un metronomo), cosa che inizialmente mi aveva fatto storcere il naso, ma che alla fine invece contribuisce allo charme. richiama il passo delle lancette dell'orologio e ne emula la quotidianita' ma anche l'inevitabile distacco.

linee di basso mai banali e melodie piu' rotonde che in mug museum, dove il cantato era piu' fratturato. le chitarre piu' in secondo piano, ma frutto di un lavoro certosino a cui hanno collaborato anche il chitarrista dei red hot chili pepper e l'ex h hawkline (tom recupera l'ultimo, e' su coordinate simili!). e poi i tic vocali di lei: l'"ah" sospirato al secondo minuto di home to you, gioiellino pop con un retrogusto orientale, o gli "ih" in the light, marcetta sospesa con una coda che si attorciglia su se' stessa come una scala di escher.

bella la varieta' di strumenti usati e le cianfrusaglie ticchettanti citate da tom in apertura, la bravura e' avere cosi' tante stratificazioni e notarle appena ad un ascolto fugace. gli strumenti punteggiano piuttosto che riempire, stando attenti a mantenere i vuoti cosi' importanti nei giochi ritmici della nostra. notevole in tal senso l'uso dei fiati, che si mantengono sempre molto snelli. in tal senso miami e' il pezzo d'apertura perfetto per preparare la scena, e forse la musica piu' lontana dall'immaginario della localita' in questione mai messa su nastro.

ancor piu' vero che il fascino ultimo di reward risiede nell'aria distaccata, malinconia, rassegnata ma anche esterefatta che cate imprime alle tracce prima ancora di mettere mano agli strumenti. i 12 mesi passati in uno sperduto paesetto gallese a fare un corso di carpenteria devono essere serviti a creare quest'atmosfera.
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#9 username

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Inviato 10 settembre 2019 - 12:33

eh no Mark, qui aspettiamo il track by track completo.
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#10 markmus

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Inviato 10 settembre 2019 - 13:42

prima tu! vedrai che una volta che rompi il ghiaccio non ti fermi piu'.


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#11 username

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Inviato 11 settembre 2019 - 22:58

no, comunque settimana prossima vince il mercury
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#12 Tom

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Inviato 12 settembre 2019 - 08:56

I primi dischi piu' normalmente indie (mi sembra) non li ho ancora asoltati per bene, magari ci tornero' su


41ai-Bcmtl-L.jpg
 
2009 Me Oh My
Ci si accorge di quanti meno soldi girino nel mondo della musica anche solo rispetto a dieci anni fa, notando come ad un disco piccolo, spartano e utra-indie come l'esordio di Cate Le Bon potesse essere abbinato un video come quello qua sotto. Non certo un kolossal, ma comunque roba che oggi non si potrebbero permettere quasi nessuno al di fuori di nomi veramente "grossi".
 

 
Per quanto mi riguarda, e mi sa che riguarda davvero solo me, nel 2009 ci fu una piccola Summer of Love di cantautrici indie-folk che mi tirarono su il morale (all'epoca ancora piu' abbacchiato del mio consueto) con dischi belli e delicati. Quasi nessuna di loro replichera' con quell'intensita' e tutte sono piu' o meno sparite:
 
Alela Diane - To Be Still (l'unica con un futuro)
Emmy The Great - First Love
Alondra Bentley - Ashfield Avenue
Matteah Baim - Laughing Boy
Heather Woods Broderick - From the Ground
Nancy Elizabeth - Wrought Iron
Emily Jane White - Victorian America

Ecco, l'avessi ascoltato allora, Me Oh My sarebbe perfettamente rientrato in quel clima. Folk autunnale e po' misterioso, da ascoltare con la zucca di Halloween sulla finestra e qualche paesaggio selvatico fuori. Disco dunque molto piacevole, ma che rientra in pieno nella definizione di "acerbo". A 26 anni la Le Bon aveva gia' una voce, ma era in cerca di una personalita'.
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#13 Tony Randine

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Inviato 12 settembre 2019 - 18:56

Finalmente ci siamo (vi siete) accorti di lei. Non ho tanto da aggiungere a ciò che è già stato detto. L'ultimo album è bellissimo - anche se per me il suo picco rimane Mug Museum - e stop. Ottima performer, altrettanto ottima chitarrista, voce stupenda (per timbro e il modo in cui la utilizza) e a suo modo anche tremendamente bella/affascinante.
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#14 Tom

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Inviato 14 settembre 2019 - 12:15

L'ultimo album è bellissimo - anche se per me il suo picco rimane Mug Museum

 

So di fare un pessimo servizio al topic, perche' quando si tenta di "promuovere" un artista non c'e' niente di peggio che dichiararsi esaltati di quasi tutto quello che l'artista in questione ha prodotto, pero' da un paio di giorni sto ascoltando anche il suo secondo disco, Cyrk, e mi sta appunto esaltando pure quello: meno diamantino dei tre dopo, ma che figata. E mi ritrovo a pensare che io non saprei indicare un suo picco, forse i piu' rockettari Mug Museum o lo stesso Cyrk sono i piu' vicini alle mie cose solite, ma il suo bello e' che ne ha davvero per tutti i gusti...

 

Vuoi ascoltare un garage pieno di ombre alla nico/velvet/doors? Cyrk

Vuoi ascoltare dell'affilato rock pre-punk/new wave? Mug Museum

Vuoi ascoltare uno sghembo disco di pop-rock semi-sperimentale? Crab Day

Vuoi ascoltare un raffinato disco da crooner-indie anni 10? Reward

 

E la cosa impressionante e' che tutti e quattro gli album sono tra i migliori esempi di questi anni nei loro rispettivi campi da gioco. E allo stesso tempo c'e' una personalita' artistica forte e coerente che rende compatta una materia apparentemente cosi' disunita .

 

Non pensavo che giusto a fine decennio (convenzionalmente, ok ;)) potesse accadermi di scoprire un'artista in grado di modificare molte mie granitiche certezze di questi anni. Nel giro di un paio di settimane Cate Le Bon e' arrivata ad insidiare tra le mie preferenze preferite persino Andrea Schroeder, con cui per altro ha non poco da spartire.


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Inviato 14 settembre 2019 - 12:21

l'hai riscoperta grazie a markmus, eh? dobbiamo ringraziarlo
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Inviato 14 settembre 2019 - 12:35

 

Matteah Baim - Laughing Boy

 

Conosciuta anche dal vivo, e intervistata a suo tempo. Non so che fine abbia fatto, però quel disco lo ascolto ancora oggi con somma goduria. 


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#17 Tom

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Inviato 14 settembre 2019 - 12:53

Me la ricordavo quell'intervista.

Che malinconia questi artisti che brillano per un momento e poi letteralmente svaniscono nel nulla.

Addirittura in Italia era venuta a suonare? Altro segno dei dieci anni (e soldi a disposizione) passati.

 

l'hai riscoperta grazie a markmus, eh? dobbiamo ringraziarlo

 

E' vero, un grazie a Markmus.


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#18 Tony Randine

Tony Randine

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Inviato 14 settembre 2019 - 19:36

Eppure mesi fa ci avevo provato anch'io

http://forum.ondaroc...ioni/?p=2460942
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#19 username

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Inviato 14 settembre 2019 - 19:39

no, mi spiace, tutto merito di markmus!
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#20 Tony Randine

Tony Randine

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Inviato 14 settembre 2019 - 23:03

no, mi spiace, tutto merito di markmus!


:(
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