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Jazz For Dummies


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63 replies to this topic

#21 pooneil

pooneil

    Classic Rocker

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Inviato 18 febbraio 2018 - 17:17

Se vuoi distruggerti il cervello indubbiamente questo:

 

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#22 Denjo Zadkovic

Denjo Zadkovic

    Absolutni uničevalec vsakega komunizma.

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Inviato 21 febbraio 2018 - 09:04

Amo il free jazz e concordo con colui che parla d'istinto

 

ti consiglio questa roba, poi non ti distacchi più dal jazz

 

Enrico ha tirato fuori Marion e concordo pienamente con lui, anche a livello riflessivo. Adoro questa musica da tantissimi anni anche se frequento molto poco questa sezione: molto probabilmente il free jazz assieme al noise è la musica che adoro di più e per motivi personali nemmeno vado a spiegarvi il perchè.

 

Purtroppo abbiamo la possibilità di postare solo due album

 

 

A) VERTICE

 

 

 

B) VERTICE 

 

 

è uno dei migliori giochi di specchi, cerebrale e sensuale allo stesso tempo, un coito in slow motion che in qualche modo in-segue la lezione del Davis elettrico. è tutto così calcolato, ma non essenzialmente fusion, è una contraddizione in termini: paura di andare oltre o corrodersi dolcemente tra queste creazioni con sputi di dissonanze calcolate al millimetro.


  • 3

Moja birokracija ne bo obrabljena. Tukaj ne skrbim za pravičnost; moja naloga je samo uničiti in iztrebiti; nič drugega. Hermann Göring

 

Il colpo più duro che l'umanità abbia ricevuto è l'avvento del cristianesimo. il bolscevismo è un figlio illegittimo del cristianesimo. L'uno e l'altro sono un'invenzione degli Ebrei. Adolf Hitler

 

Sai, sono automaticamente attratto dalla bellezza – inizio subito a baciarle, è così. È come una calamita. Bacio subito. Nemmeno aspetto. Quando sei famoso te lo lasciano fare. Puoi fare tutto. Afferrale dalla figa. Puoi fare tutto. Donald Trump

 

 


#23 dick laurent

dick laurent

    ...

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Inviato 21 febbraio 2018 - 11:15

Simon prendo il fatto che tu sia convinto che io sia Enrico Bettinello per una specie di complimento, visto che gli piacciono un sacco di musicisti che adoro, ma non ho nulla a che fare con lui, che tu ci creda o meno.


  • 2

#24 Denjo Zadkovic

Denjo Zadkovic

    Absolutni uničevalec vsakega komunizma.

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Inviato 22 febbraio 2018 - 05:21

qui si eccede... in una composta fusione di Apollo e Dioniso

 

 

trionfa l'assenzio carnale del post bop e del blues stesso, capolavoro immane.

 

 

se la persona che ha chiesto consigli ha voglia di ascoltare una musica forse più complicata, un ammasso tutt'altro che gentile di percussioni, un concettualismo moderatamente isterico, e la visione personalissima del fenomenale Tchicai con assoli di un erotismo che ti seviziano la sinapsi e una certa seppur in punta di piedi visione liquida della psichedelia, ecco questo potrebbe andar bene:

 

 

Potrebbe essere una colonna sonora di un Morricone che tira fuori finalmente le palle, invece di giocherellare con il GINC, ma non si può avere tutto dalla vita, ringraziamo invece Internet che ci da la possibilità di fruire gratuitamente di questa musica che sicuramente è molto meglio che scopare.


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Moja birokracija ne bo obrabljena. Tukaj ne skrbim za pravičnost; moja naloga je samo uničiti in iztrebiti; nič drugega. Hermann Göring

 

Il colpo più duro che l'umanità abbia ricevuto è l'avvento del cristianesimo. il bolscevismo è un figlio illegittimo del cristianesimo. L'uno e l'altro sono un'invenzione degli Ebrei. Adolf Hitler

 

Sai, sono automaticamente attratto dalla bellezza – inizio subito a baciarle, è così. È come una calamita. Bacio subito. Nemmeno aspetto. Quando sei famoso te lo lasciano fare. Puoi fare tutto. Afferrale dalla figa. Puoi fare tutto. Donald Trump

 

 


#25 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 22 febbraio 2018 - 15:52

se la persona che ha chiesto consigli ha voglia di ascoltare una musica forse più complicata, un ammasso tutt'altro che gentile di percussioni, un concettualismo moderatamente isterico, e la visione personalissima del fenomenale Tchicai con assoli di un erotismo che ti seviziano la sinapsi e una certa seppur in punta di piedi visione liquida della psichedelia, ecco questo potrebbe andar bene:

 

 

Potrebbe essere una colonna sonora di un Morricone che tira fuori finalmente le palle, invece di giocherellare con il GINC, ma non si può avere tutto dalla vita, ringraziamo invece Internet che ci da la possibilità di fruire gratuitamente di questa musica che sicuramente è molto meglio che scopare.

Simon grazie per aver ricordato questo album immenso!

Poche volte ho letto una descrizione così azzeccata...

Afrodisiaca si pone come un capolavoro che mescola ritmi afro e presagi armonici con l'impro free, il microtonalismo classico e la sperimentazione sonora.

John Tchicai è stato un grande purtroppo misconosciuto..

Proprio qualche giorno fa stavo riascoltando la bellissima ristampa della Storyville (uscita un paio di annetti fa) del live Cadentia Nova Danica al Jazzhus Monmartre di Copenaghen nel 1966. Ti consiglio di procurartela ( oppure fammi un fischio che te la mando..).

http://www.storyvill...-danica-1018441

 

Eppoi: Gary Bartz del periodo Ntu Troop  :rolleyes: ! Non so se vertice ma sicuramente ottima miscela di free soul jazz spirituale

E Mawandishi……. uno dei miei preferiti di Hancock..

 

Però…dai! Non sono proprio dischi da consigliare a chi si avvicina al jazz per la prima volta…

Altra cosa: va bene che in rete si trova tutto(o quasi) ..ma vuoi mettere il piacere di avere un disco fisico come Afrodisiaca? 

Che tra l'altro ha una copertina molto bella e un ottimo libretto..


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Le merendine di quand'ero bambino non torneranno più! I pomeriggi di Maggio!

#26 maladiez

maladiez

    Barilete cosmico

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Inviato 27 febbraio 2018 - 21:07


 

 

 

 

Questo me lo segno, diciamo che questo è il tipo di jazz che al momento mi attira, è un jazz passionale, viscerale, sudato! Certo ci sono mi sembra di sentire, delle parti free che mal digerisco ma nel complesso si lascia ascoltare bene.

Invece volevo chiedervi se conoscete questo libro e se puo' essere utile come guida all'ascolto.

 

 

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"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#27 slothrop

slothrop

    Enciclopedista

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Inviato 28 febbraio 2018 - 16:34

Come da titolo non ne so praticamente un cacchio, ma compatibilmente col fatto che sto tentando di entrare in questo mondo a fari spenti, gradirei delle linee guida.
Per ora sono partito dai classici, di Miles Davis mi piace molto In a silent way e quelle atmosfere quasi eteree, ho molto apprezzato l'impetuosità di Mingus (per ora ho solo ascoltato the black saint and the sinner lady), John Coltrane invece non mi arriva, almeno per ora.

Dato che la sezione jazz è piuttosto dispersiva, non saprei da dove partire e non ho trovato nessun topic del genere, ma se c'è indicatemelo.

Mi pareva anche una buona idea magari aprire un topic di avvicinamento a questo che è un genere molto complesso, partendo dalle basi.

 

Speriamo di scongiurare la balla di fieno asd

 

 

Faccio finta che la richiesta sia seccamente: "come mi muovo per capire se e cosa c'è che può piacermi nel jazz"?

 

Io partirei da una premessa teorica: il jazz è essenzialmente due cose:

 

1 - un idioma musicale che si è sviluppato sostanzialmente a New Orleans e passando da New York si è poi espanso negli States e nel resto del mondo (anni '20 = l'età del jazz) forte di una musica dalle caratteristiche molto accentuate, per via dell'utilizzo molto scoppiettante ed espressivo degli strumenti a fiato, di una ballabilità nuova, di una spregiudicatezza ritmica che all'epoca non si reperiva nelle musiche "bianche" e di una tendenza all'improvvisazione che, anche qui, era assai spregiudicata. Questo è propriamente il jazz come linguaggio, e attraverso tante evoluzioni lo si suona ancora oggi, in forme più e meno revivalistiche.

 

2 - uno stile interpretativo, un "modo" di suonare attraverso il quale si può approcciare ogni tipo di repertorio. Inizialmente toccò agli standard di Tin Pan Alley (a tutti gli effetti secondo me inseribili nel filone al punto 1) e un po' alla volta alle "musiche del mondo", a partire dal Sudamerica per poi arrivare in Europa, Asia e tornare anche all'Africa, da dove sono venuti i primi musicisti jazz (di colore, ma a tutti gli effetti "afroamericani", non "africani", perchè questa è comunque una musica molto "bastarda").

 

Intanto c'è da capire se ti interessa più la "lettera" del jazz (facciamo da Louis Armstrong a Sonny Rollins, per tagliare col machete) o se invece ti intriga di più il jazz come stile, una roba che - prendendo per buona l'esclusione degli standard che dicevo sopra - può partire grossomodo dagli anni '50. Capire cosa ti interessa di più, o magari perchè ti interessano ambo le cose, può essere un bell'indizio.


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#28 Cliff

Cliff

    utente con la pattumiera nel cuore

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Inviato 28 febbraio 2018 - 17:11

Ovviamente non ho pretese enciclopediche, diciamo che con "come mi muovo per capire se e cosa c'è che può piacermi nel jazz?" hai riassunto quello che chiedevo, e mi state rispondendo, nonostante la serialità della richiesta in questa sezione.

Semplicemente ho ripreso dischi jazz che avevo ascoltato in passato, sempre spinto dalla medesima curiosità ma probabilmente con un orecchio diverso, scoprendo che ci sono sicuramente delle cose che mi possono piacere.

Per ora l'hard bop non mi piace molto, mentre il free jazz lo trovo difficoltoso (ma su quel disco di bello fico ci tornerò sicuramente), invece posso dire che mi piace A love supreme di Coltrane, che non mi arrivava fino a pochi giorni fa.

 

Quindi per rispondere alla tua domanda, mi interessa soprattutto scoprire il jazz come stile e credo mi piaccia molto di più quello più moderno piuttosto che quello classico (anche con dischi leggendari come kind of blue per esempio non ci sto molto dentro, almeno per ora)


  • 0
Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]

Caro Sig.'Cliff' di Roma le confesso che non capito..


#29 Denjo Zadkovic

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Inviato 28 febbraio 2018 - 17:21

con tutto il rispetto per il giornalista che stimo moltissimo e come sempre si esprime in modo elegante, in questo "settore" preferisco lasciare a casa la lieta novella della parola e postare il più possibile capolavori che sono sensazioni a sè quasi mai catalogabili scientemente... 

 

rispondo ad un utente che simpaticamente mi rimproverava di aver postato dei dischi difficili tipo quello del sassofonista danese... che cosa significa la parola difficoltà in musica? anni fa scriveva su questo forum un utente tracotante che andava formulando teorie di un fascismo irritante (proprio lui ce si professava militante comunista) che solo dopo dieci anni di studi al conservatorio puoi ascoltare IL CANTO SOSPESO di Luigi Nono, per fortuna non scrive più.

 

la musica jazz potrebbe rivelare il genio immediato di un utente,,, perchè devo indirizzarlo direttamente a KIND OF BLUE? sapete chi è Godard? la parola prima della parola: ecco cerchiamo di locarci in questo intra-concetto e godiamoci la musica. Poche ore fa stavo ascoltando James Blood Ulmer è troppo funk o jazz rock per questa sezione? 


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Moja birokracija ne bo obrabljena. Tukaj ne skrbim za pravičnost; moja naloga je samo uničiti in iztrebiti; nič drugega. Hermann Göring

 

Il colpo più duro che l'umanità abbia ricevuto è l'avvento del cristianesimo. il bolscevismo è un figlio illegittimo del cristianesimo. L'uno e l'altro sono un'invenzione degli Ebrei. Adolf Hitler

 

Sai, sono automaticamente attratto dalla bellezza – inizio subito a baciarle, è così. È come una calamita. Bacio subito. Nemmeno aspetto. Quando sei famoso te lo lasciano fare. Puoi fare tutto. Afferrale dalla figa. Puoi fare tutto. Donald Trump

 

 


#30 slothrop

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Inviato 28 febbraio 2018 - 17:23

"Kind of blue", emblema del "modale", potrebbe già stare in categoria 2, benchè si tratti naturalmente di un "super classico".

 

Come spunto stilistico ti hanno già dato, secondo me, un ottimo consiglio con il trio classico di Bill Evans e il suo live at Village Vanguard. Naturalmente si può suonare il jazz in tantissimi modi (sennò non sarebbe divertente...), però come lo fa Evans in particolare in quell'album è illuminante su cosa sia lo stile e su certi luoghi comuni. Nonostante siano tre musicisti straordinari (il bassista LaFaro si mette in luce proprio perchè è un virtuoso molto creativo in uno strumento che fino ad allora ne aveva conosciuti pochi) a emergere è il gioco di squadra. In pratica abbiamo ache fare con un triangolo equilatero ed è notevole che un musicista in ascesa come Evans non approfitti del "suo" piano trio per fare la star.

Si mette invece al servizio della musica e non lo fa nemmeno da compositore, visto che parliamo per lo più di standard, anche abbastanza noti.

Il bello di quel disco è il "come si capiscono" i tre, che rimangono perfettamente sul pezzo - è un grande disco, a suo modo rivoluzionario, ma non è quel che si dice un disco "radicale" -, ma nello stesso tempo dialogano alla grande, in modo non scontato e senza mai prevaricarsi tra loro (quando parlavo di luoghi comuni mi riferivo ai tipici "assolo sboronata" o al "jazz in cui tutti suonano acasaccio"). Fluidità ed elasticità della musica e del modo leggiadro ma al tempo stesso profondo di interpretare una canzone in quel disco lì stanno ai massimi livelli.

Se quel disco ti piace molto o ti piace poco è un altro bell'indizio.

A mio modo di vedere "A Love Supreme" non gli è così lontano, specie se teniamo conto dello straripante talento strumentale di Coltrane, che in quell'album è tenuto a freno non tanto nella creatività (e per fortuna!) ma nella priorità di mantenere l'equilibrio formale al primo posto, senza sbavare su nulla ma rimanendo sempre lontani dai rigori della musica classica, troppo "scritta" e rigida* nel momento della performance dal vivo.

 

 

* su questo si potrebbe polemizzare all'infinito, perchè sto vendendo una lettura molto grossolana di cosa sia l'interpretazione nella musica classica, però diciamo che in termini di spregiudicatezza interpretativa non è solo un luogo comune pensare che, in genere, il jazz superi la classica


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#31 slothrop

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Inviato 28 febbraio 2018 - 17:25

x simon: no, ma pure io son sempre per l'anarchismo metodologico, per dirla alla Feyerabend e riferendomi a quel che dite tu e wago. In questo caso però Cliff ha chiesto in modo esplicito e penso gli occorra prima di tutto capire cosa sta cercando e cosa no. Per ora mi sono limitato non tanto a consigliargli ma a chiedergli se gli piace il trio di Bill Evans, perchè è un modo di approcciare il jazz che porta con sé una filosofia molto specifica.


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#32 Cliff

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Inviato 28 febbraio 2018 - 17:35

x simon: no, ma pure io son sempre per l'anarchismo metodologico, per dirla alla Feyerabend e riferendomi a quel che dite tu e wago. In questo caso però Cliff ha chiesto in modo esplicito e penso gli occorra prima di tutto capire cosa sta cercando e cosa no. Per ora mi sono limitato non tanto a consigliargli ma a chiedergli se gli piace il trio di Bill Evans, perchè è un modo di approcciare il jazz che porta con sé una filosofia molto specifica.

 

In realtà non credevo di essere stato molto specifico, comunque per me va bene tutto, anche postare o semplicemente scrivere delle cose che a voi più piacciono, quindi ben vengano anche cose lontane dalle mie linee guida.

Probabilmente mi interessava saperne di più da voi, della vostra idea di Jazz ecc...invece che cercarle qua e la nella sezione, una roba un po' egoistica insomma.


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#33 pooneil

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Inviato 28 febbraio 2018 - 17:38

cliff com'è andata con la Raggi in Messico?

tu sei un mezzo dipendente pubblico no?


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#34 Cliff

Cliff

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Inviato 28 febbraio 2018 - 17:48

cliff com'è andata con la Raggi in Messico?

tu sei un mezzo dipendente pubblico no?

 

Mangiato pesante?

 

Scherzi a parte, ha tutta l'aria di una domanda di stampo piersano asd


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#35 pooneil

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Inviato 01 marzo 2018 - 08:39

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non fare il furbo!


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#36 Cliff

Cliff

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Inviato 01 marzo 2018 - 08:52

Dovrò rassegnarmi all'idea che sono il sosia di ogni pelato con gli occhiali da sole


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Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]

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#37 pooneil

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Inviato 01 marzo 2018 - 09:48

beh ma mica ti devi vergognare di essere dei 5stelle, anzi ormai puoi rivelare a tutti che Filippo è un tuo fake

 

ti dò il buon esempio dicendo che Snoopa è un (dei tanti) mio fake, infatti i più acuti hanno già notato che letto al contrario diventa

 

a poo ns

 

per cosa stia ns penso che ci arrivino tutti 


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#38 lazlotoz

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Inviato 01 marzo 2018 - 10:52

"Kind of blue", emblema del "modale", potrebbe già stare in categoria 2, benchè si tratti naturalmente di un "super classico".

 

Come spunto stilistico ti hanno già dato, secondo me, un ottimo consiglio con il trio classico di Bill Evans e il suo live at Village Vanguard. Naturalmente si può suonare il jazz in tantissimi modi (sennò non sarebbe divertente...), però come lo fa Evans in particolare in quell'album è illuminante su cosa sia lo stile e su certi luoghi comuni. Nonostante siano tre musicisti straordinari (il bassista LaFaro si mette in luce proprio perchè è un virtuoso molto creativo in uno strumento che fino ad allora ne aveva conosciuti pochi) a emergere è il gioco di squadra. In pratica abbiamo ache fare con un triangolo equilatero ed è notevole che un musicista in ascesa come Evans non approfitti del "suo" piano trio per fare la star.

 

 

Sottolineo solo come LaFaro sia forse il primo rivoluzionario del suo strumento per quel che ne so io. L'ho sempre visto come il Jaco Pastorius del contrabbasso. Ed è morto a 25 anni.

Il suo parallelo è Charlie Haden, che invece ha continuato per un bel po'.


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#39 dick laurent

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Inviato 01 marzo 2018 - 11:41

 

"Kind of blue", emblema del "modale", potrebbe già stare in categoria 2, benchè si tratti naturalmente di un "super classico".

 

Come spunto stilistico ti hanno già dato, secondo me, un ottimo consiglio con il trio classico di Bill Evans e il suo live at Village Vanguard. Naturalmente si può suonare il jazz in tantissimi modi (sennò non sarebbe divertente...), però come lo fa Evans in particolare in quell'album è illuminante su cosa sia lo stile e su certi luoghi comuni. Nonostante siano tre musicisti straordinari (il bassista LaFaro si mette in luce proprio perchè è un virtuoso molto creativo in uno strumento che fino ad allora ne aveva conosciuti pochi) a emergere è il gioco di squadra. In pratica abbiamo ache fare con un triangolo equilatero ed è notevole che un musicista in ascesa come Evans non approfitti del "suo" piano trio per fare la star.

 

 

Sottolineo solo come LaFaro sia forse il primo rivoluzionario del suo strumento per quel che ne so io. L'ho sempre visto come il Jaco Pastorius del contrabbasso. Ed è morto a 25 anni.

Il suo parallelo è Charlie Haden, che invece ha continuato per un bel po'.

 

 

oddio, dipende da che intendi per rivoluzionario, molti citerebbero gente come Jimmy Blanton o anche bassisti precedenti (poi io LaFaro non l'ho mai amato proprio perchè sugli assoli di contrabbasso spesso la vedo un po' come Checco Zalone).  Il terzino alla Roberto Carlos che sale e tira in porta va bene in certe occasioni, ma se poi sei scoperto prendi gol (passatemi l'orrenda metafora)


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#40 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 01 marzo 2018 - 11:56

 

 

"Kind of blue", emblema del "modale", potrebbe già stare in categoria 2, benchè si tratti naturalmente di un "super classico".

 

Come spunto stilistico ti hanno già dato, secondo me, un ottimo consiglio con il trio classico di Bill Evans e il suo live at Village Vanguard. Naturalmente si può suonare il jazz in tantissimi modi (sennò non sarebbe divertente...), però come lo fa Evans in particolare in quell'album è illuminante su cosa sia lo stile e su certi luoghi comuni. Nonostante siano tre musicisti straordinari (il bassista LaFaro si mette in luce proprio perchè è un virtuoso molto creativo in uno strumento che fino ad allora ne aveva conosciuti pochi) a emergere è il gioco di squadra. In pratica abbiamo ache fare con un triangolo equilatero ed è notevole che un musicista in ascesa come Evans non approfitti del "suo" piano trio per fare la star.

 

 

Sottolineo solo come LaFaro sia forse il primo rivoluzionario del suo strumento per quel che ne so io. L'ho sempre visto come il Jaco Pastorius del contrabbasso. Ed è morto a 25 anni.

Il suo parallelo è Charlie Haden, che invece ha continuato per un bel po'.

 

 

oddio, dipende da che intendi per rivoluzionario, molti citerebbero gente come Jimmy Blanton o anche bassisti precedenti (poi io LaFaro non l'ho mai amato proprio perchè sugli assoli di contrabbasso spesso la vedo un po' come Checco Zalone). Il terzino alla Roberto Carlos che sale e tira in porta va bene in certe occasioni, ma se poi sei scoperto prendi gol (passatemi l'orrenda metafora)

 

Sì, rivoluzionario forse è un aggettivo un po' forte... ma pensavo che il parallelo con Jaco chiarisse. Diciamo che è quello che ha portato lo strumento più avanti, meno gregario. 

Ma non è che lo dico con degli studi alla mano. Se mi contraddici va bene e imparo qualcosa...  ^_^


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