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"era Una Notte Buia E Tempestosa"... Il Topic Degli Incipit


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134 replies to this topic

#21 Suxxx

Suxxx

    Pietra Molare

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Inviato 04 ottobre 2016 - 11:22

Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be’, almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be’, io invece lo capisco.

teodoro, memorie dal sottosuolo

Volevo metterlo io
Hai visto che alla fine ci assomigliamo?
  • 0
Caro signor Bernardus...

#22 Serena

Serena

    Let's go jumping overboard

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Inviato 04 ottobre 2016 - 11:24


Bellissimo questo thread :wub:


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They're coming outta the goddamn walls

 


#23 Gael

Gael

    Fire Walk with Me

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Inviato 04 ottobre 2016 - 11:39

Ho un debole per gli incipit brevi, alla Beckett. Tipo Murphy: "Il sole splendeva, non avendo altra alternativa, sul niente di nuovo". Ma basta aprire un suo volume a caso.

Per incipit lunghi devo spulciare libri e sono sommersa da una madonnasanta di lavoro, dunque mi leggo i vostri, grazie per avermi messo "L'uomo senza qualità".

 

Edit: lo ha già scritto Not, vedo ora. Evviva Not.


  • 1

#24 dUST

dUST

    dolente o nolente

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Inviato 04 ottobre 2016 - 11:51

Alla fine lo beccai, Abraham Trahearne: lo beccai che beveva birra in compagnia di un bulldog alcolizzato, tale Fireball Roberts, in una sgangherata bettola appena fuori Sonoma, California, intento a spremere anche le ultime gocce di un bel pomeriggio di primavera.

Erano quasi tre settimane che Trahearne vagabondava in pieno delirio alcolico; un omaccione in uno stazzonato abito di tela cachi, simile ad un vecchio soldato reduce da una lunga campagna e tutto preso a centellinare una birra dopo l'altra, come a volersi togliere di bocca il sapore della morte.

Il cane si era sbracato sullo sgabello lì accanto, a mo' di piccolo e sfinito commilitone, e di quando in quando rialzava la testa per bere una sorsata di birra da un lercio portacenere piazzato sul bancone.

 

J.Crumley, L'ultimo vero bacio

 

-

 

Erano pressappoco le undici del mattino, mezzo ottobre, sole velato, e una minaccia di pioggia torrenziale sospesa nella limpidezza eccessiva là sulle colline. Portavo un completo blu polvere, con camicia blu scuro, cravatta e fazzolettino assortiti, scarpe nere e calzini di lana neri con un disegno a orologini blu scuro. Ero corretto, lindo, ben sbarbato e sobrio, e me ne sbattevo che lo si vedesse. Dalla testa ai piedi ero il figurino del privato elegante. Avevo appuntamento con quattro milioni di dollari

 

Il candeliere, The big sleep

 

-

 

Giura che non scoperai più le altre o fra noi è finita.
Questo l'ultimatum, il delirante, improbabile, assolutamente imprevedibile ultimatum che la signora cinquantenne impose tra le lacrime al suo amante sessantaquattrenne, il giorno in cui il loro legame, di stupefacente impudicizia e altrettanto stupefacente riservatezza, compiva tredici anni. E adesso che l'afflusso di ormoni andava esaurendosi, e la prostata ingrossava, e forse non gli restavano che pochi anni di potenza relativamente affidabile, e forse ancor meno anni di vita; adesso, quando si avvicinava la fine di ogni cosa, gli veniva imposto, per non perdere lei, di stravolgere se stesso.

 

che ve lo dico a fare


  • 2

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#25 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

    Tony Nelli

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Inviato 04 ottobre 2016 - 12:00

Grandissimo Sabbath.


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#26 ArchieFisher

ArchieFisher

    pacato come il vecchio che ho in avatar da 50 anni

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Inviato 04 ottobre 2016 - 12:10

Sulla prima pagina è scritto: Nell'affresco sono una delle figure di sfondo.

 

Luther Blissett - Q

 

In generale, però mi piace molto tutto il capitolo introduttivo, che si conclude con:

 

Un punto d'origine.

Memorie che ricompongono i frammenti di un'epoca.

La mia.

E quella del mio nemico: Q.


  • 3
Life was never better than
in nineteen sixty-three

Ogni vita ha peso e dimenticanza calcolabili

"What kind of music do you usually have here?"
"Oh, we got both kinds. We got Country, and Western."

#27 ravel

ravel

    mon cœur est rouge

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Inviato 04 ottobre 2016 - 12:25

Ça a débuté comme ça. Moi, j'avais jamais rien dit. Rien. C'est Arthur Ganate qui m'a fait parler. Arthur, un étudiant, un carabin lui aussi, un camarade. On se rencontre donc place Clichy. C'était après le déjeuner. Il veut me parler. Je l'écoute. « Restons pas dehors ! qu'il me dit. Rentrons ! » Je rentre avec lui. Voilà. « Cette terrasse, qu'il commence, c'est pour les oeufs à la coque ! Viens par ici ! » Alors, on remarque encore qu'il n'y avait personne dans les rues, à cause de la chaleur ; pas de voitures, rien. Quand il fait très froid, non plus, il n'y a personne dans les rues ; c'est lui, même que je m'en souviens, qui m'avait dit à ce propos : « Les gens de Paris ont l'air toujours d'être occupés, mais en fait, ils se promènent du matin au soir ; la preuve, c'est que lorsqu'il ne fait pas bon à se promener, trop froid ou trop chaud, on ne les voit p lus ; ils sont tous dedans à prendre des cafés crème et des bocks. C'est ainsi ! Siècle de vitesse ! qu'ils disent. Où ça ? Grands changements ! qu'ils racontent. Comment ça ? Rien n'est changé en vérité. Ils continuent à s'admirer et c'est tout. Et ça n'est pas nouveau non plus. Des mots, et encore pas beaucoup, même parmi les mots, qui sont changés ! Deux ou trois par-ci, par-là, des petits... » Bien fiers alors d'avoir fait sonner ces vérités utiles, on est demeurés là assis, ravis, à regarder les dames du café.
Après, la conversation est revenue sur le Président Poincaré qui s'en allait inaugurer, justement ce matin-là, une exposition de petits chiens ; et puis, de fil en aiguille, sur Le Temps où c'était écrit. " Tiens, voilà un maître journal, Le Temps ! " qu'il me taquine Arthur Ganate, à ce propos. " Y en a pas deux comme lui pour défendre la race française ! - Elle en a bien besoin la race française, vu qu'elle n'existe pas ! " que j'ai répondu moi pour montrer que j'étais documenté, et du tac au tac.
- Si donc ! qu'il y en a une ! Et une belle de race ! qu'il insistait lui, et même que c'est la plus belle race du monde, et bien cocu qui s'en dédit ! Et puis, le voilà parti à m'engueuler. J'ai tenu ferme bien entendu.
- C'est pas vrai ! La race, ce que t'appelles comme ça, c'est seulement ce grand ramassis de miteux dans mon genre, chassieux, puceux, transis, qui ont échoué ici poursuivis par la faim, la peste, les tumeurs et le froid, venus vaincus des quatre coins du monde. Ils ne pouvaient pas aller plus loin à cause de la mer. C'est ça la France et puis c'est ça les Français.
- Bardamu, qu'il me fait alors gravement et un peu triste, nos pères nous valaient bien, n'en dis pas de mal !...
- T'as raison, Arthur, pour ça t'as raison ! Haineux et dociles, violés, volés, étripés et couillons toujours, ils nous valaient bien ! Tu peux le dire ! Nous ne changeons pas ! Ni de chaussettes, ni de maîtres, ni d'opinions, ou bien si tard, que ça n'en vaut plus la peine. On est nés fidèles, on en crève nous autres ! Soldats gratuits, héros pour tout le monde et singes parlants, mots qui souffrent, on est nous les mignons du Roi Misère. C'est lui qui nous possède ! Quand on est pas sages, il serre... On a ses doigts autour du cou, toujours, ça gêne pour parler, faut faire bien attention si on tient à pouvoir manger... Pour des riens, il vous étrangle... C'est pas une vie...
- Il y a l'amour, Bardamu !
- Arthur, l'amour c'est l'infini mis à la portée des caniches et j'ai ma dignité moi ! que je lui réponds.

 

(Louis-Ferdinand Céline, Voyage au bout de la nuit)

 

E questo volevo metterlo io...

 

Ne sceglierò allora un altro, del medesimo autore (Bagatelle)

 

Il mondo è pieno di gente che si dice raffinata e che poi non è, ve l'assicuro, raffinata neanche tanto così. Io, servitor vostro, credo davvero di esserlo, un raffinato! Sputato! Autenticamente raffinato.  Fino a poco tempo fa, facevo fatica ad ammetterlo... Resistevo... E poi un giorno mi sono arreso... Al diavolo!... Però sono un po' infastidito dalla mia raffinatezza...  Cosa si finirà per dire?  Pretendere? Insinuare?
Un vero raffinato, raffinato per diritto, per costume, garantito, di solito deve scrivere almeno come il sig.  Gide, il sig. Vanderem, il sig. Benda, il sig. Duhamel, la  signora Colette, la signora  Femina, la signora Valéry,  i  «Théâtres  Français»... sdilinquirsi sulla sfumatura... Mallarmé,  Bergson, Alain... spompinarsi   l'aggettivo...  goncourtizzare...  cristo!  Inculare le mosche, frenetizzare l'Insignificante, cinguettare in  pompa magna, pavoneggiarsi, chicchirichire ai  microfoni... Rivelare i miei «dischi preferiti»... i miei progetti di conferenze... Potrei, potrei  certamente diventarlo anch'io, un vero stilista, un  accademico «pertinente».  È una questione di lavoro, un'applicazione di mesi... forse di anni... Si può ottenere tutto come dice il proverbio spagnolo: «Molta vaselina, tanta pazienza, e l'elefante s'incula la formica».


  • 2

"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Moriremotuttista


#28 piersa

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    Megalo-Man

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Inviato 04 ottobre 2016 - 12:29

che bruttino 'sto incipit :(  [quello di kerouac]


  • 0

#29 guast

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    Classic Rocker

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Inviato 04 ottobre 2016 - 12:32

In mezzo all'aperta pianura, sotto un cielo senza stelle, nero d'un nero d'inchiostro, un uomo percorreva, solo, la strada maestra tra Marchiennes e Montsou

 

(E. Zola, Germinale)


  • 0

#30 debaser

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Inviato 04 ottobre 2016 - 12:34

"Avrei voluto che mio padre o mia madre, o in verità entrambi, poiché entrambi erano tenuti a farlo, pensassero a quello che facevano quando mi hanno concepito".

 

Laurence Sterne, Tristam Shandy.

 

:luv:


  • 0

Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#31 guast

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    Classic Rocker

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Inviato 04 ottobre 2016 - 12:34

Sono già oggi trascorsi trecentoquarantotto anni sei mesi e diciannove giorni da che i parigini si svegliarono al frastuono di tutte le campane che suonavano a distesa nella tripla cerchia della Cité, dell'Université e dell'intera città.


  • 0

#32 Dark Mavis

Dark Mavis

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Inviato 04 ottobre 2016 - 13:20

«Dallo steccato, tra i buchi dei fiori arricciati, li vedevo giocare. Loro venivano verso la bandiera e io andavo lungo lo steccato. Luster frugava in mezzo all’erba sotto l’albero dei fiori. Loro tolsero la bandiera e colpirono la palla. Poi rimisero a posto la bandiera e raggiunsero la piazzuola, e prima tirò uno e poi l’altro. Poi ripresero a camminare e io li seguii lungo lo steccato. Luster si staccò dall’albero dei fiori e andammo avanti lungo lo steccato, e loro si fermarono e ci fermammo anche noi, e io guardavo dai buchi della siepe mentre Luster frugava in mezzo all’erba»

 

William Faulkner, L’urlo e il furore

 

 

 

Sento sul collo il fiato caldo della Legge, li sento che fanno le loro mosse, piazzano pupe diaboliche come informatori e canticchiano davanti al cucchiaino e al contagocce che butto via alla fermata di Washington Square, salto un cancelletto girevole, scendo a precipizio due rampe di scale di ferro, prendo la metropolitana in direzione uptown… Una checca con l’aria da pubblicitario, giovane, carino, capelli a spazzola, targato Ivy League, mi tiene aperta la porta. Evidentemente sono il suo tipo. Sapete, uno di quelli che se la fa con baristi e tassisti, sempre lì a parlare di ganci giusti e dei Dodger, e che chiama per nome il barman di Nedick’s. Un vero stronzo. Ma proprio all’ultimo momento ‘sto paraculo della narcotici con trench bianco (ve l’immaginate pedinare qualcuno con un trench bianco? Per spacciarsi meglio da frocio, immagino) zompa sulla panchina del métro. Già sento che dice, stringendo nella mano sinistra le cose che uso per prepararmi la dose, la mano destra sul cannone: «Amico, mi sa che t’è caduto qualcosa».

 
Il pasto nudo (William S. Burroughs)
 
 
 
Ogni uomo, quando è ammalato, ha bisogno della mamma; se la mamma non è disponibile, altre donne dovranno sostituirla.
 
La lezione di anatomia - Philip Roth
 
 
 
 
Io sono fatto d’acqua. Non ve ne potete accorgere perché faccio in modo che non esca fuori. Anche i miei amici sono fatti d’acqua. Tutti quanti. Il nostro problema è che non solo dobbiamo andarcene in giro senza essere assorbiti dal terreno ma, anche, che dobbiamo guadagnarci da vivere.
 
Philip K. Dick - Confessioni di un artista di merda
 
 

  • 1

#33 Ganzfeld

Ganzfeld

    Scaricatore di porco

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Inviato 04 ottobre 2016 - 13:30

In mezzo all'aperta pianura, sotto un cielo senza stelle, nero d'un nero d'inchiostro, un uomo percorreva, solo, la strada maestra tra Marchiennes e Montsou

 

(E. Zola, Germinale)

Fra l'altro il romanzo si chiude con un'immagine che è l'esatto opposto di quella iniziale.


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Tuttavia nella mia vita non ho mai smesso di masturbarmi


#34 guast

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Inviato 04 ottobre 2016 - 13:32

Lucio Lucertola festeggiò il suo settantesimo compleanno svegliandosi.

 

(S. Benni, Comici Spaventati Guerrieri)


  • 3

#35 guast

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Inviato 04 ottobre 2016 - 13:38

Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente.

"Quando ti vien voglia di criticare qualcuno" mi disse "ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu". Non disse altro, ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e capii che voleva dire molto più di questo.

 

(F.S. Fitzgerald, Il Grande Gatsby)


  • 0

#36 thom

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Inviato 04 ottobre 2016 - 13:39

La guerra provò a ucciderci in primavera. Quando l'erba tingeva di verde le pianure del Ninawa e il clima si faceva piú caldo, pattugliavamo le colline basse dietro città e cittadine. Superavamo le alture e ci spostavamo nell'erba alta mossi dalla fede, aprendoci sentieri con le mani come pionieri, tra la vegetazione spazzata dal vento. Mentre dormivamo, la guerra sfregava a terra le sue mille costole in preghiera. Quando arrancavamo, sfiniti, i suoi occhi erano bianchi e spalancati nel buio. Se noi mangiavamo, la guerra digiunava, nutrita dalle sue stesse privazioni. Faceva l'amore e procreava e si propagava col fuoco. Poi, in estate, la guerra provò a ucciderci mentre il calore prosciugava dei colori le pianure.

Yellow Birds - Kevin Powers
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#37 Garga Charrua

Garga Charrua

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Inviato 04 ottobre 2016 - 13:54

Incipit che non è propriamente un incipit:

 

"Ascoltate: Billy Pilgrim ha viaggiato nel tempo."

 

Kurt Vonnegut - Mattatoio N°5

 

 

Incipit vero:

 

"Sesso, valido pretesto per spezzare la monotonia; sesso-motore; sesso-affanno; abitudine al sesso come un'ingozzata qualunque che diventa, poi, zavorra; sesso smisurato, incontenibile, frenetico, ambiguo come un gioco che confonde e poi rischiara e ancora confonde; sesso-simulacro, sesso-ovvietà. Il piacere, alla fine, come un elogio che viaggia in senso contrario alla vita. Pensieri sospesi durante una camminata in un pallido pomeriggio. Strade in salita e in discesa, isolato dopo isolato. Ansia nel passo, ansia nella mente. Il soggetto in questione era un certo Demetrio Sordo, alto e magro, sui trent'anni, legato alla vita di campagna dove svolgeva le proprie mansioni con moderato entusiasmo, ma per svagarsi: quali emozioni? Le partite notturne a domino in una locanda di quart'ordine; le passeggiate, rare e monotone, lunghe appena tre chilometri, ma anche meno; i caffè bevuti di sera, sempre da solo e senza un perchè; le lettere scritte a individui conosciuti ma ormai spettrali. Al che la nausea, e allora, che fare? Pensare prevenendo dubbi e certezze; tante ipotesi scartate e molti più ripensamenti a cui, senza spremersi troppo le meningi, dovette la scintilla che andava cercando in quel pomeriggio nuvoloso. Era il sesso la risposta più ovvia, anche se la vera sfida sarebbe stata farlo ogni ventiquatt'ore."

 

Daniel Sada - Quasi mai


  • 1

"Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Gargamella."


#38 guast

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Inviato 04 ottobre 2016 - 13:58

Ecco, per stilare una classifica, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, in ordine cronologico:

1) Alison Ashworth

2) Penny Hardwick

3) Jackie Allen

4) Charlie Nicholson

5) Sarah Kendrew

 

Ecco quelle che mi hanno ferito davvero. Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura? Ammetto che rientreresti tra le prime dieci, ma no c'è spazio per te tra le prime cinque; sono posti destinati a quel genere di umiliazioni e di strazi che tu semplicemente non sei in grado di appioppare.  

 

(N. Hornby, Alta Fedeltà)


  • 0

#39 Spiritchaser

Spiritchaser

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Inviato 04 ottobre 2016 - 14:11

Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna - ora in stato di abbandono, per la verità - il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenze in abbondanza. Ma il suo appartamento-studio al venticinquesimo piano sarebbe stato di sicuro l'ultimo posto che Laing avrebbe scelto come teatro della prima scaramuccia. Era una cella supervalutata, aperta sostanzialmente a casaccio nella facciata del palazzo, che aveva comprato dopo il divorzio specificatamente per la pace, il silenzio e l'anonimato che la caratterizzavano. Nonostante tutti gli sforzi di Laing per isolarsi dai suoi duemila vicini e dal regime di banali controversie e irritazioni che costituivano la loro unica vita di comunità, stranamente il primo evento significativo aveva avuto luogo proprio lì. Su quel balcone dove ora, accucciato davanti a un fuoco di guide telefoniche, si stava mangiando il posteriore arrostito del pastore tedesco, prima di uscire per la sua lezione alla Facoltà di Medicina. 

 

J.G. Ballard, Il condominio 


  • 1

#40 ArchieFisher

ArchieFisher

    pacato come il vecchio che ho in avatar da 50 anni

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Inviato 04 ottobre 2016 - 15:48

Lucio Lucertola festeggiò il suo settantesimo compleanno svegliandosi.

 

(S. Benni, Comici Spaventati Guerrieri)

hai dimenticato la parte migliore (cioè la seconda frase):

 

Lucio Lucertola festeggiò il suo settantesimo compleanno svegliandosi.
Riteneva questo un fondamentale segreto della vita: svegliarsi e addormentarsi un numero di volte esattamente uguale.


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