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"era Una Notte Buia E Tempestosa"... Il Topic Degli Incipit


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134 replies to this topic

#1 Reynard

Reynard

    segno zodiacale: salamandra ascendente testadicazzo

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Inviato 04 ottobre 2016 - 08:56

Dest nel topic "Cosa state leggendo":

dovremmo aprire il topino degli incipit più belli

 

 

 

A me piace questo:

"Sull'Atlantico incombeva un'area di bassa pressione; si muoveva verso oriente in direzione di quella di alta pressione che si trovava sulla Russia, senza manifestare ancora la tendenza a eluderla, spostandosi verso nord. Le isotere e le isoterme facevano il loro dovere. La temperatura dell'aria era nella norma rispetto alla temperatura media annua, rispetto a quella del mese più freddo come a quella del mese più caldo e all'oscillazione mensile aperiodica della temperatura. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi lunari, quelle di Venere, dell'anello di Saturno e molti altri fenomeni significativi corrispondevano alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell'aria aveva l'elasticità massima e l'umidità era scarsa. In poche parole, che, seppure un po' fuori moda, descrivono molto bene questo stato di cose: era una bella giornata d'agosto dell'anno 1913".

 

Può sembrare una stronzatina, nient'altro che una gag un po' lunga. Ma secondo me introduce efficacemente il tono e soprattutto la tematica portante del romanzo.


  • 7
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#2 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:00

Chiamatemi Ismaele.... -_-


  • 2

#3 combatrock

combatrock

    utente antifrastico-apotropaico

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:03

Aujourd'hui maman est morte. Ou peut-etre hier, je ne sais pas.

 

(Camus, Lo straniero)


  • 4

Rodotà beato te che sei morto


A voi la poesia proprio non piace eh?Sempre a rompere il cazzo state.


Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 


#4 combatrock

combatrock

    utente antifrastico-apotropaico

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:06

"Sull'Atlantico incombeva un'area di bassa pressione; si muoveva verso oriente in direzione di quella di alta pressione che si trovava sulla Russia, senza manifestare ancora la tendenza a eluderla, spostandosi verso nord. Le isotere e le isoterme facevano il loro dovere. La temperatura dell'aria era nella norma rispetto alla temperatura media annua, rispetto a quella del mese più freddo come a quella del mese più caldo e all'oscillazione mensile aperiodica della temperatura. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi lunari, quelle di Venere, dell'anello di Saturno e molti altri fenomeni significativi corrispondevano alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell'aria aveva l'elasticità massima e l'umidità era scarsa. In poche parole, che, seppure un po' fuori moda, descrivono molto bene questo stato di cose: era una bella giornata d'agosto dell'anno 1913".

 

Quello è un capolavoro. Qualche tempo fa notavo la somiglianza (voluta?) con l'incipit delle "Correzioni" di Frenzen. O forse ce la vedo solo io.

 

Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell'aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia. Alberi irrequieti, temperature in diminuzione, l'intera religione settentrionale delle cose era giunta al termine. Neanche un bambino nei giardini. Ombre e luce sulle zoysie ingiallite. Querce rosse e querce di palude e querce bicolori riversavano una pioggia di ghiande sulle case senza ipoteca. Le controfinestre rabbrividivano nelle stanze da letto vuote. 


  • 1

Rodotà beato te che sei morto


A voi la poesia proprio non piace eh?Sempre a rompere il cazzo state.


Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 


#5 il mistico

il mistico

    proxima centauri

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:07

maupassant bel ami

 

Avuto dalla cassiera il resto alla sua moneta da cinque franchi, Georges Duroy
uscì di trattoria.
Sfoggiando il suo bel portamento, naturale in parte e in parte posa d'ex
sottufficiale, spinse in fuori il petto, s'arricciò i baffi con gesto militaresco
divenutogli abituale, e lanciò su quanti erano ancora a tavola una rapida occhiata
avvolgente, una di quelle occhiate da bel giovanottone, gittate a tondo come il
giacchio in mare.
Le donne avevan sollevato il capo per guardarlo, tre ragazze di fabbrica, una
maestra di pianoforte di mezza età, spettinata, trasandata, sempre col solito
cappellino eternamente polveroso e il solito abito sbilenco, e due borghesucce con
relativi mariti, abituali clienti della gargotta a prezzo fisso.
Sul marciapiede sostò un attimo, immobile, chiedendosi come si sarebbe
regolato. S'era al ventotto di giugno, e gli restavan giusti giusti in tasca tre franchi e
quaranta per arrivare alla fine del mese. Il che voleva dire o due desinari senza cena,
o due cene senza desinare, a sua scelta.
Dato che i pasti del mattino costavano ventidue soldi anziché trenta come
quelli serali, pensò che se si fosse contentato del solo desinare gli sarebbe rimasto un
margine d'un franco e venti centesimi, sufficiente per aggiungere due spuntini con
pane e salame, più due boccali di birra sul boulevard. Solito scialo, questo, e solita
follia d'ogni sua notte. E s'avviò giù per Rue Notre-Dame-de-Lorette.

  • 4

#6 dUST

dUST

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:08

Mi avete letto nel pensiero, volevo aprirlo io ma sto un po' incasinato con il lavoro. Poi contribuisco. Magari aggiungete titolo e autore, per chi non ha letto tutto lo scibile


  • 0

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#7 Harry Caul

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:13

Quando si spostarono a sud della Grant County, Boyd era un bambino e la nuova contea chiamata Hidalgo aveva solo qualche anno più di lui.

Nella terra che avevano lasciato erano sepolte le ossa di una sorella e della nonna materna. La nuova contea era fertile e selvaggia. Si poteva cavalcare fino al Messico senza incontrare mai una staccionata.

Portava Boyd davanti a sé sull’arcione e gli diceva i nomi di tutto ciò che vedevano, terra e alberi e uccelli e animali, in spagnolo e in inglese. Nella casa nuova dormivano in una stanza accanto alla cucina e la notte a volte stava sveglio e al buio ascoltava il respiro del fratello addormentato e gli sussurrava i progetti che aveva per entrambi e la vita che avrebbero fatto.
 


  • 0

#8 Nijinsky

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:15

Fenoglio regna:

Pioveva su tutte le langhe, lassù a San Benedetto mio padre si pigliava la sua prima acqua sottoterra.

[La malora]

Alla fine di giugno Pietro Gallesio diede la parola alla doppietta.

[Un giorno di fuoco]

Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944.

[I ventitré giorni della città di Alba]
  • 9

Siamo vittime di una trovata retorica.


#9 Reynard

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:32

Mi avete letto nel pensiero, volevo aprirlo io ma sto un po' incasinato con il lavoro. Poi contribuisco. Magari aggiungete titolo e autore, per chi non ha letto tutto lo scibile

 

Il mio è "L'uomo senza qualità"

Spoiler


  • 0
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#10 Reynard

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:39

"Avrei voluto che mio padre o mia madre, o in verità entrambi, poiché entrambi erano tenuti a farlo, pensassero a quello che facevano quando mi hanno concepito".

 

Laurence Sterne, Tristam Shandy.


  • 5
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#11 guast

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:51

Il mento poggiato sulle braccia incrociate, l'uomo era disteso sulla terra bruna del bosco coperta d'aghi di pino. Sulla sua testa il vento investiva, fischiando, le cime degli alberi. In quel punto il versante del monte si raddolciva ma un poco più in giù precipitava rapido, e l'uomo poteva vedere la traccia nera della strada incatramata che, serpeggiando, attraversava il valico.

___

 

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce.


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#12 dUST

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    dolente o nolente

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:51

Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be’, almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be’, io invece lo capisco.

 

teodoro, memorie dal sottosuolo
 


  • 4

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#13 guast

guast

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:53

Eravamo irritabili e strapagati. Le nostre giornate non promettevano nulla . Quelli di noi che fumavano potevano almeno aspettare con ansia le dieci e un quarto. La maggioranza voleva bene quasi a tutti, pochi odiavano qualcuno in particolare e un paio di noi amava tutto e tutti. Quelli che amavano tutto e tutti venivano ingiuriati all’unanimità.

 

(Joshua Ferris, E poi siamo arrivati alla fine)


  • 0

#14 ArchieFisher

ArchieFisher

    pacato come il vecchio che ho in avatar da 50 anni

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Inviato 04 ottobre 2016 - 10:01

Alcuni anni fa avevo trovato un elencone di incipit - in inglese.

Quello che mi aveva colpito di più, dopo quelli arcinoti, era quello di Blown Away di Ronald Sukenick (non chiedetemi nulla del libro, non so neanche chi sia Sukenick):

 

Psychics can see the color of time it's blue.

 

Incipit fra l'altro intraducibile - in italiano "blue" vuol dire solo "blue".


  • 0
Life was never better than
in nineteen sixty-three

Ogni vita ha peso e dimenticanza calcolabili

"What kind of music do you usually have here?"
"Oh, we got both kinds. We got Country, and Western."

#15 murphy

murphy

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Inviato 04 ottobre 2016 - 10:16

Donald Antrim, "I cento fratelli":

"I miei fratelli, Rob, Bob, Tom, Paul, Ralph, Phil, Noah, William, Nick, Dennis, Christopher, Frank, Simon, Saul, Jim, Henry, Seamus, Richard, Jeremy, Walter, Jonathan, James, Arthur, Rex, Bertram, Vaughan, Daniel, Russel e Angus; Herbert, Patrick e Jeffrey, nati da parto trigemino; i gemelli identici Michael e Abraham, Lawrence e Peter, Winston e Charles, Scott e Samuel; ed Eric, Donovan, Roger, Lester, Larry, Clinton, Drake, Gregory, Leon, Kevin e Jack – tutti nati lo stesso giorno, il ventitré maggio, benché a orari diversi e in anni distinti – e il caustico grafomane Sergio, le cui feroci opinioni appaiono con regolarità nelle primissime pagine dei mensili più conservatori, per non parlare degli schermi a cristalli liquidi che di notte rilucono sulle fulgide postazioni informatiche di innumerevoli frequentatori di forum dalla vista appannata (tra i quali nostro fratello è affettuosamente, elettronicamente noto come il Serger); e Albert, che è cieco; e Siegfried, che fa sculture di acciaio fuso; il clinicamente depresso Anton, lo schizofrenico Irv, l’ex tossicodipendente Clayton; Maxwell, il botanico esperto in vegetazione tropicale che, dopo il ritorno dalla foresta pluviale, ci pare un tantino scombussolato; Jason, Joshua e Jeremiah, tutti e tre vagamente cupi, ciascuno nella sua personale versione del «ragazzo perduto»; Eli, che trascorre solitarie notti di veglia nella torre, riempiendo interi quaderni di disegni – le multiple declinazioni che un artista offre di un’opera più ampia? – ritraendo i volti dei suoi fratelli, incluso Chuck, il pubblico ministero; Porter, lo scrittore di diari; Andrew, l’attivista per i diritti civili; Pierce, l’architetto che progetta edifici intrinsecamente inedificabili; Barry, il medico buono; Fielding, il documentarista; Spencer, la spia notoriamente legata al Ministero degli Esteri; Foster, lo psicoterapeuta del nuovo millennio; Aaron, l’orologiaio; Raymond, che guida un aereo di sua proprietà; e George, l’urbanista che – se leggete i giornali lo ricorderete – si distinse, non molto tempo fa, con un innovativo programma per infondere nuova vita al centro città in stato di degrado (sotto forma di «un diorama animato interattivo che illustra i costumi culturali ed economici contemporanei»), per poi scioccare e sbalordire tutti, ma proprio tutti quanti, dandosi alla macchia con una ragazza di nome Jane e una ventiquattr’ore zeppa di fondi municipali in mazzette da cento non contrassegnate; e tutti i giovani padri: Seth, Rod, Vidal, Bennet, Dutch, Brice, Allan, Clay, Vincent, Gustavus e Joe; e poi Hiram, il maggiore; Zachary, il Gigante; Jacob, l’intellettuale poliedrico, Virgil, il sussurratore compulsivo; Milton, il canalizzatore di spiriti che parlano attraverso il tempo; e i donnaioli impenitenti: Stephen, Denzil, Forrest, Topper, Temple, Lewis, Mongo, Spooner e Fish; e, naturalmente, il nostro celebre fratello «perfetto», Benedict, cui è stata conferita una medaglia d’onore dall’Accademia delle Scienze per il lavoro svolto nel corso di oltre vent’anni sulla trasmissione chimica del «linguaggio sessuale» in undici specie di insetti sociali – tutti noi (eccetto George, sul quale circolano voci disparate, voci su voci: è fuggito lontano, è proprio qui, sotto il nostro naso, sta usando un nome falso, o forse più di uno, ha cambiato faccia, cose di questo genere) – tutti i miei novantotto fratelli, senza contare George, e io ci siamo di recente riuniti nella biblioteca rossa e abbiamo deciso che era giunto il momento, infine, di dire basta alla tristezza, di lasciarci il passato alle spalle, condividere una cena leggera e rintracciare, ammesso che la cosa ci risultasse sopportabile, l’urna smarrita contenente le ceneri del vecchio rompicoglioni.”

 

Philipp Meyer, "Il figlio":

"Mi hanno profetizzato che sarei vissuto fino a cent’anni e siccome li ho compiuti non vedo perché dovrei dubitarne. Non morirò da cristiano, ma il mio scalpo è intatto e se esiste un terreno di caccia eterno, lì sono diretto. Oppure allo Stige. Al momento credo che la mia vita sia stata fin troppo breve: quanto bene potrei fare se mi fosse concesso un altro anno in piedi. Invece sono inchiodato a questo letto, a farmela addosso come un poppante. Se il Creatore riterrà di darmi la forza mi incamminerò verso il fiume che attraversa il pascolo. L’ansa orientale del Nueces. Ho sempre preferito il Fiume del Diavolo. Nei miei sogni l’ho raggiunto per tre volte, ed è noto che nella sua ultima notte di vita mortale Alessandro Magno sgusciò fuori dal palazzo e cercò di calarsi nell’Eufrate, sapendo che se il suo corpo fosse scomparso, il popolo lo avrebbe creduto asceso al cielo come un dio. La moglie lo fermò sulla riva. Lo trascinò a casa perché morisse da semplice uomo. E poi mi chiedono perché non mi sono risposato."

 

Donna Tartt, "Dio di illusioni":

"La neve sulle montagne si stava sciogliendo e Bunny era già morto da molte settimane prima che arrivassimo a comprendere la gravità della nostra situazione. Era già morto da dieci giorni quando lo trovarono, sapete. Fu la più grande battuta della storia del Vermont-polizia dello Stato, FBI, persino un elicottero dell’esercito; il college chiuse, la fabbrica di colori a Hampden serrò i battenti, la gente veniva dal New Hampshire, dal nord dello Stato di New York, addirittura da Boston."

 

John Irving, "Preghiera per un amico":

"Eccomi condannato a ricordare un ragazzo dalla voce fessa – non già a causa della sua voce, né perché fosse la persona più piccola che io abbia mai conosciuto, o neppure perché fu strumento della morte di mia madre – ma perché è lui la ragione per la quale io credo in Dio: sono cristiano grazie a Owen Meany. Non ho la pretesa di vivere in Cristo, o con Cristo – e men che meno per Cristo, come tanti bigotti pretendono. Non ho una conoscenza tanto profonda del Vecchio Testamento, ed è dai giorni del catechismo che non leggo più il Vangelo – a parte quei brani di cui si dà lettura in chiesa. Mi sono piuttosto familiari quei passi della Bibbia riportati dal mio Libro di Preghiere. Questo, lo leggo spesso. La Bibbia, invece, solo alle feste comandate. Il Libro di Preghiere è molto più ordinato."

 

Bret Easton Ellis, "Less than zero" (è molto meglio in inglese):

 

“People are afraid to merge on freeways in Los Angeles. This is the first thing I hear when I come back to the city. Blair picks me up from LAX and mutters this under her breath as she drives up the onramp. She says, "People are afraid to merge on freeways in Los Angeles." Though that sentence shouldn't bother me, it stays in my mind for an uncomfortably long time. Nothing else seems to matter. Not the fact that I'm eighteen and it's December and the ride on the plane had been rough and the couple from Santa Barbara, who were sitting across from me in first class, had gotten pretty drunk. Not the mud that had splattered on the legs of my jeans, which felt kind of cold and loose, earlier that day at an airport in New Hampshire. Not the stain on the arm of the wrinkled, damp shirt I wear, a shirt which looked fresh and clean this morning. Not the tear on the neck of my gray argyle vest, which seems vaguely more eastern than before, especially next to Blair's clean tight jeans and her pale-blue shirt. All of this seems irrelevant next to that one sentence. It seems easier to hear that people are afraid to merge than "I'm pretty sure Muriel is anorexic" or the singer on the radio crying out about magnetic waves. Nothing else seems to matter to me but those ten words. Not the warm winds, which seem to propel the car down the empty asphalt freeway, or the faded smell of marijuana which still faintly permeates Blair's car. All it comes down to is the fact that I'm a boy coming home for a month and meeting someone whom I haven't seen for four months and people are afraid to merge.”

Ellis è un fenomeno a iniziare, tutti i suoi libri fino a Lunar Park hanno degli incipit strepitosi.


  • 1

#16 Spiritchaser

Spiritchaser

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Inviato 04 ottobre 2016 - 10:27

Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.
Il signor Dursley era direttore di una ditta di nome Grunnings, che fabbricava trapani. Era un uomo corpulento, nerboruto, quasi senza collo e con un grosso paio di baffi. La signora Dursley era magra, bionda e con un collo quasi due volte più lungo del normale, il che le tornava assai utile, dato che passava gran parte del tempo ad allungarlo oltre la siepe del giardino per spiare i vicini. I Dursley avevano un figlioletto di nome Dudley e secondo loro non esisteva al mondo un bambino più bello.

 

Il giorno più caldo dell'estate - almeno fino a quel momento - volgeva al termine e un silenzio sonnacchioso gravava sulle grandi case quadrate di Privet Drive. Le automobili di solito scintillanti sostavano impolverate nei vialetti e i prati un tempo verde smeraldo si stendevano incartapecoriti e giallognoli, perché l'irrigazione era stata proibita a causa della siccità. In mancanza delle loro consuete occupazioni - lavare l'auto e falciare il prato - gli abitanti di Privet Drive si erano rintanati nella penombra delle loro case fresche, con le finestre spalancate nella speranza di indurre una brezza inesistente ad entrare. La sola persona rimasta all'aperto era un adolescente che giaceva lungo disteso sulla schiena in un'aiuola fuori dal numero quattro.

 

Due incipit abbastanza magistrali di J.K. Rowling.

 


  • 0

#17 Ɲ●†

Ɲ●†

    Haunted

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Inviato 04 ottobre 2016 - 10:38

"Splendeva il sole, non avendo alternative, sul niente di nuovo." (Beckett, Murphy)
  • 9
A chemistry of commotion and style

#18 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

    Tony Nelli

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Inviato 04 ottobre 2016 - 10:40

Ça a débuté comme ça. Moi, j'avais jamais rien dit. Rien. C'est Arthur Ganate qui m'a fait parler. Arthur, un étudiant, un carabin lui aussi, un camarade. On se rencontre donc place Clichy. C'était après le déjeuner. Il veut me parler. Je l'écoute. « Restons pas dehors ! qu'il me dit. Rentrons ! » Je rentre avec lui. Voilà. « Cette terrasse, qu'il commence, c'est pour les oeufs à la coque ! Viens par ici ! » Alors, on remarque encore qu'il n'y avait personne dans les rues, à cause de la chaleur ; pas de voitures, rien. Quand il fait très froid, non plus, il n'y a personne dans les rues ; c'est lui, même que je m'en souviens, qui m'avait dit à ce propos : « Les gens de Paris ont l'air toujours d'être occupés, mais en fait, ils se promènent du matin au soir ; la preuve, c'est que lorsqu'il ne fait pas bon à se promener, trop froid ou trop chaud, on ne les voit p lus ; ils sont tous dedans à prendre des cafés crème et des bocks. C'est ainsi ! Siècle de vitesse ! qu'ils disent. Où ça ? Grands changements ! qu'ils racontent. Comment ça ? Rien n'est changé en vérité. Ils continuent à s'admirer et c'est tout. Et ça n'est pas nouveau non plus. Des mots, et encore pas beaucoup, même parmi les mots, qui sont changés ! Deux ou trois par-ci, par-là, des petits... » Bien fiers alors d'avoir fait sonner ces vérités utiles, on est demeurés là assis, ravis, à regarder les dames du café.
Après, la conversation est revenue sur le Président Poincaré qui s'en allait inaugurer, justement ce matin-là, une exposition de petits chiens ; et puis, de fil en aiguille, sur Le Temps où c'était écrit. " Tiens, voilà un maître journal, Le Temps ! " qu'il me taquine Arthur Ganate, à ce propos. " Y en a pas deux comme lui pour défendre la race française ! - Elle en a bien besoin la race française, vu qu'elle n'existe pas ! " que j'ai répondu moi pour montrer que j'étais documenté, et du tac au tac.
- Si donc ! qu'il y en a une ! Et une belle de race ! qu'il insistait lui, et même que c'est la plus belle race du monde, et bien cocu qui s'en dédit ! Et puis, le voilà parti à m'engueuler. J'ai tenu ferme bien entendu.
- C'est pas vrai ! La race, ce que t'appelles comme ça, c'est seulement ce grand ramassis de miteux dans mon genre, chassieux, puceux, transis, qui ont échoué ici poursuivis par la faim, la peste, les tumeurs et le froid, venus vaincus des quatre coins du monde. Ils ne pouvaient pas aller plus loin à cause de la mer. C'est ça la France et puis c'est ça les Français.
- Bardamu, qu'il me fait alors gravement et un peu triste, nos pères nous valaient bien, n'en dis pas de mal !...
- T'as raison, Arthur, pour ça t'as raison ! Haineux et dociles, violés, volés, étripés et couillons toujours, ils nous valaient bien ! Tu peux le dire ! Nous ne changeons pas ! Ni de chaussettes, ni de maîtres, ni d'opinions, ou bien si tard, que ça n'en vaut plus la peine. On est nés fidèles, on en crève nous autres ! Soldats gratuits, héros pour tout le monde et singes parlants, mots qui souffrent, on est nous les mignons du Roi Misère. C'est lui qui nous possède ! Quand on est pas sages, il serre... On a ses doigts autour du cou, toujours, ça gêne pour parler, faut faire bien attention si on tient à pouvoir manger... Pour des riens, il vous étrangle... C'est pas une vie...
- Il y a l'amour, Bardamu !
- Arthur, l'amour c'est l'infini mis à la portée des caniches et j'ai ma dignité moi ! que je lui réponds.

 

(Louis-Ferdinand Céline, Voyage au bout de la nuit)


  • 2

#19 piersa

piersa

    Megalo-Man

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  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 04 ottobre 2016 - 10:46

Sarebbe "carino" distinguere tra l'incipit lungo e la frase ischemica.
Fenoglio e Beckett insuperabili.
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#20 ocomedicevantutti francy

ocomedicevantutti francy

    Quella dal cuore urgente

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Inviato 04 ottobre 2016 - 11:02

"Ero una volta giovane e aggiornato e lucido e sapevo parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza e senza far tanti retorici preamboli come faccio ora; in altre parole questa è la storia di uno sfiduciato che non è più padrone di sé e insieme la storia di un egomaniaco, per costituzione e non per facezia – questo tanto per cominciare dal principio con ordine ed enucleare la verità, perché è proprio questo che voglio fare. – Cominciò una calda notte d'estate, sì, con lei seduta su un parafango quando Julien Alexander che sarebbe... Ma cominciamo dalla storia dei sotterranei di San Francisco."

Kerouac - I sotterranei

Bellissimo questo thread :wub:
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