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Gli Zorniani


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50 replies to this topic

#41 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 31 marzo 2016 - 19:03

Permane in me la delusione nello scoprire che il topic parla dei musicisti attorno a Zorn e non degli (ex?) malati come me. :°°°


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#42 Guybrush Threepwood

Guybrush Threepwood

    avvocato delle cause perse

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Inviato 08 dicembre 2018 - 13:44

Una cosa che mi sono sempre chiesto: ma John Zorn come viene considerato nella scena jazz (critica e pubblico)? Da quel che mi è parso di vedere/capire sembra godere di popolaritá piú nella scena rock/alternative che in quella jazz vera e propria?


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#43 woody

woody

    mainstream Star

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Inviato 08 dicembre 2018 - 17:45

Zorn credo che fosse in effetti più conosciuto/considerato dagli appassionati di rock sperimentale e musiche di confine difficilmente catalogabili (mi riferisco a roba tipo Zappa, Sun Ra, Residents etc).
Grazie al MAsada quartet negli anni 90 ha ottenuto un po' notorietà anche fra il pubblico jazz più "straight", ma credo che ad oggi rimanga comunque sconosciuto ai più o al massimo trovi il jazzofilo medio che ti dice "si ho sentito una volta questo Zorn, un pazzo".
Sconosciuto o rispettato insomma, no ntroppo ascoltato credo.

Comunque questa è la mia impressione, può darsi che sia piuttosto falsata. Io lo seguivo parecchio fino a 7/8 anni fa. Mi sono appunto aggiornato su qualche capitolo più recente della sua discografia nei mesi scorsi, con qualche piacevole sorpresa direi.


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#44 Stephen

Stephen

    Gatto disidratato

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  • LocationAmong these dark Satanic Mills

Inviato 08 dicembre 2018 - 19:04

Io nei pochi libri sulla storia del jazz/jazz contemporaneo che ho lo trovo sempre citato, e della serie di lavori solisti su cui ha appioppato il nome senza suonare (mi pare Book of Angels, ma magari mi sbaglio) ho sentito solo dire un gran bene.

 

Va detto che il suo eclettismo di buono ha che dovrebbe rendere un po' superate certe linee di confine tra i generi. È forse più snobbato tra i rockettari, che al di fuori della musica leggera forse cercano troppo spesso """il genio""" che non tra i jazzisti, che faccio fatica a immaginare sorvolare indifferentemente le collaborazioni e delle scoperte di Zorn.


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"Proprio luiii... Piątek, il pistoleeerooo!!!"

Uno show crossover con Montalbano e Don Matteo.


#45 vit vit

vit vit

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Inviato 11 dicembre 2018 - 01:04

Irriducibilmente legati a lui, quasi non esistono senza di lui:

Kenny Wollesen, Greg Cohen, Joey Baron, Cyro Baptista, Bobby Previte, Mark Dresser, Mark Feldman"

 

Dissento enormemente su quest'affermazione:trattasi di alcuni dei miei musicisti preferiti:ancor prima o contemporaneamente alle collaborazioni con Zorn avevano prodotto notevoli lavori come Claude Late morning,suonato con Braxton,con Frisell e Berne nel mirabile quintetto/settetto di fine anni 80.....

 

Dire che Baron senza Zorn non esiste vuol dire non aver mai ascoltato ed apprezzato I Miniature,il Frisell  quartett e trio dei bellissimi Marinade e Force Green di Dresser.......ecc ecc


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#46 Plozzer

Plozzer

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Inviato 11 dicembre 2018 - 10:04

 "si ho sentito una volta questo Zorn, un pazzo".

 

leggero OT: nel 2018 capita ancora di sentire il jazzofilo medio definire "uno sperimentatore" Bill Frisell - che io adoro ma tutto è tranne che un rivoluzionario, da un bel pezzo


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Whatever you do, don't


#47 Guybrush Threepwood

Guybrush Threepwood

    avvocato delle cause perse

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Inviato 11 dicembre 2018 - 13:40

Ovviamente generalizzo, ma anche nella mia esperienza i jazzofili sono spesso piü "conservatori" di molti ascoltatori di "indie/alternative"
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#48 woody

woody

    mainstream Star

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Inviato 11 dicembre 2018 - 14:31

Beh non credo che Zorn venga ascoltato dagli ascoltatori indie/alternative, più che altro da quegli ascoltatori rock più o meno onnivori che hanno orecchio anche per le cose poco convenzionali.
Con indie/alternative associo ascoltatori a cui riconosco un gusto musicale (come ai jazzofili più classicisti diciamo) ma che nutrono poco interesse in altre forme di musica. Niente di male in questo sia chiaro, solo un'osservazione.

 


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#49 wago

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Inviato 11 dicembre 2018 - 15:14

Ma chi ha lavorato ai vari "Book of Angels" non conta? I tizi dei Secret Chiefs 3, oltre ad essere zorniani fino al midollo e avere un po' tutti inciso anche con Zorn e/o con artisti strettamente associati a Zorn, sono usciti giusto quest'anno con uno degli 11 dischi di The Book Beri'ah


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#50 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 11 dicembre 2018 - 15:22

Io ho la percezione che Zorn sia poco considerando dal giro Jazz. 

Da fuori lo ascrivo al genere, ma capisco pure può interessare più i quelli che il jazz lo ascoltano meno.

 

Non è come la questione Kamasi Washington. È forse più una attitudine: Zorn è più orientato alla sperimentazione fra i generi che non un jazzista vero e proprio.


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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.


#51 paloz

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Inviato 11 dicembre 2018 - 16:44

Anche la mia impressione – con riscontro diretto in un jazzofilo della prim'ora tra i miei colleghi – è che Zorn interessi poco all'appassionato tipico di jazz per ragioni specialmente di eclettismo e prolificità ("troppo lavoro" e troppa poca intersezione coi gusti "classici"), cosa che invece attrae molto chi proviene da altri ambiti e lo spinge ad approfondirne la varietà della produzione. C'è sicuramente un gran rispetto per la sua figura (e chi mancherebbe!) ma sono in pochi quelli che lo affrontano con la stessa curiosità, e sospetto che molti di questi afferiscano a un pubblico "nerd" più vicino ai riccardoni metallari che appunto ai jazzofili, per quanto di larghe vedute. Il classicista jazz ha molta più curiosità nel muoversi in un terreno "sicuro" come ECM – variegato ma non troppo sorprendente, e soprattutto ben riconoscibile – che in un calderone come la discografia zorniana e in generale la Tzadik, che richiede una dedizione davvero sconfinata se si vuole averne una visione d'insieme soddisfacente.


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