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Gli Zorniani


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#1 slothrop

slothrop

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Inviato 30 marzo 2016 - 12:55

Più che Zorn, mi sono sempre interessati altri musicisti che gli gravitano intorno. Solo che, come accade con tutti i "potenti", di gente che gli gravita intorno ce n'è parecchia, e quindi ho pensato di provare a "catalogarli". Preciso che non conosco bene tutti i nomi inseriti sotto, quindi l'idea è proprio che le mie catalogazioni siano contestabili, alla luce ovviamente di argomenti. Preciso inoltre che la catalogazione, al netto delle mie lacune, non intende essere una lista di consigli, quindi non distinguerò tra chi mi piace e chi no, ma tra chi appare più o meno indissolubilmente legato a Zorn e alle sue produzioni ed etichette (Tzadik e Avant).


Irriducibilmente legati a lui, quasi non esistono senza di lui:
Kenny Wollesen, Greg Cohen, Joey Baron, Cyro Baptista, Bobby Previte, Mark Dresser, Mark Feldman


Quasi irriducibili, cioè qualcosa han fatto anche fuori dalla sua ombra ma non molto:
Bob Ostertag, Eyvind Kang, David Krakauer, Doug Wieselman, Jamie Saft, Polly Bradfield, Susie Ibarra, Erik Friedlander, Wayne Horvitz


Legati a Zorn ma capaci di sviluppare la propria carriera comunque:
Marc Ribot, Bill Laswell, Anthony Coleman, David Shea, Ikue Mori, Chris Cochrane, Guy Klucevsek


Legati a Zorn ma non in maniera vitale, gente già affermata quando l'ha incontrato e comunque condizionata in minima parte dal sassofonista newyorkese.
George Lewis, Bill Frisell, Eugene Chadbourne, Elliot Sharp, Fred Frith, Tom Cora, Mike Patton, Trevor Dunn, Ned Rothenberg, Arto Lindsay, Anton Fier, Dave Douglas, Melvin Gibbs, Yamatsuka Eye, Makigami Koichi, David Moss, Mark Kramer, Shelley Hirsch, Sylvie Courvoisier, Lukas Ligeti
 

 

Cosa manca?
Cosa cambiereste?



Alla fine, ovviamente, vi domando chi siano i vostri preferiti. I miei, su due piedi, sono:
Eugene Chadbourne, Arto Lindsay, Yamatsuka Eye, Marc Ribot (abbastanza ovvi)
Makigami Koichi
Anthony Coleman
Bill Laswell (solo alcune cose però)
Jamie Saft (ma è paurosamente incostante e quasi sempre NON mi piace, però lo seguo lo stesso, sa stupire)
Polly Bradfield (la ascoltavo anni fa, la vedo ostica oggi)

Da approfondire di sicuro: Erik Friedlander, David Shea, Ned Rothenberg.


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#2 Bara dei pupi

Bara dei pupi

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Inviato 30 marzo 2016 - 13:40

mi piacerebbe tanto potere portare fuori dalle grinfie orrende di Zorn alcuni miei idoli da te citati ma sarebbe una battaglia persa

 

al di là delle collaborazioni spiegami però in che maniera considerare, ad esempio, Arto Lindsay uno zorniano (quasi peggio di radiohediano), così magari mi salirà un pochino (Zorn eh, Arto è già in cielo)

 

i suoi lavori che preferisco: come solista secondo me il migliore dei tropico-brasiliani sfornati, perché più no-punk degli altri, è Noon Chill (Prize, ancora più spinto, quasi sullo stesso livello), e poi ovviamente l'intera produzione degli Ambitious Lovers e soprattutto dei DNA (per quanto abbastanza ridotta per la brevità del fenomeno che ha giovato all'originalità)


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#3 combatrock

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:08

mi piacerebbe tanto potere portare fuori dalle grinfie orrende di Zorn alcuni miei idoli da te citati ma sarebbe una battaglia persa

 

 

Not too afraid to ask: Lassi, ma si può sapere che cavolo t'ha fatto di male Zorn?


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Rodotà beato te che sei morto

 

A voi la poesia proprio non piace eh?

Sempre a rompere il cazzo state. 

 


#4 slothrop

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:09

Beh, Lindsay è inserito nell'ultima lista, che è quella dei totalmente "indipendenti" da Zorn. Li ho però aggiunti perchè sono grandi nomi e indubbiamente han lavorato con lui. Lindsay è, in effetti, uno dei più slegati in assoluto, però in alcuni dei lavori "fondativi" del Zorn anni '80 la sua chitarra compare: "Spillane", il "Cobra" dell'87, "The Big Gundown" e "Locus Solus" almeno.

Secondo me Lindsay in quegli anni aveva tutto l'interesse a lavorare con jazzisti radicali ma "veri" (vedi anche John Lurie) perchè pur venendo dal dilettantismo totale (quindi neanche dal punk, proprio dal nulla) aveva trovato in quella contaminazione punk-jazz la sua strada, e figure come Zorn e Lurie quella strada lì l'hanno proprio lastricata. Poi già con gli Ambitious Lovers imbocca una strada diversa che lo porterà al Brasile più o meno "vero".


 

mi piacerebbe tanto potere portare fuori dalle grinfie orrende di Zorn alcuni miei idoli da te citati ma sarebbe una battaglia persa

 

 

Not too afraid to ask: Lassi, ma si può sapere che cavolo t'ha fatto di male Zorn?

 

 

 

A questa rispondo anch'io, perchè poi è il tema che sottende il thread, ma mi serve un po' di tempo per scrivere.


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#5 Bara dei pupi

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:14

 

mi piacerebbe tanto potere portare fuori dalle grinfie orrende di Zorn alcuni miei idoli da te citati ma sarebbe una battaglia persa

 

 

Not too afraid to ask: Lassi, ma si può sapere che cavolo t'ha fatto di male Zorn?

 

 

non qua dai, lo facciamo in "pensieri liberi", qua fatemi capire dove Arto zornizza altrimenti mando il topic in confusione (che poi lo farò comunque ma aspettiamo 20/30 post asd), magari si tratta di album che ho capito poco e/o che non mi piacciono

 

io sono per questo Arto

https://www.youtube....v=RTnGiFs5aMg  (Whirlwind da Noon Chill)

o questo https://www.youtube....h?v=2EAlpbVSSA0 con i DNA (posto appositamente un pezzo del periodo Crutchfield perché è naturalmente il mio prefe)


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#6 slothrop

slothrop

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:19

Potrei aggiungere che anche Anton Fier (che trovi in lista) ha lavorato con Zorn all'incirca negli stessi anni e negli stessi dischi. Vedo Lassie che non hai citato i Golden Palominos, che furono un po' la deriva jazzosa dei Dna, e ci troviamo anche Fred Frith (mi sa troppo jazz per i tuoi gusti), David Moss e (soprattutto) Bill Laswell, lui sì uno zorniano vero, però con personalità: i Material vengono prima del suo incontro con Zorn, che comunque risale ad Archery, nell'81, quindi è successo presto, infatti Laswell ha una % di zornismo infinitamente più alta di Lindsay (se è anche un po' questo quello che volevi sapere da me).


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#7 Bara dei pupi

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:24

 Vedo Lassie che non hai citato i Golden Palominos, che furono un po' la deriva jazzosa dei Dna,

 

sì ma loro furono un'idea principalmente di Anton Fier appunto

 

cmq mi piacciono abbastanza, non tantissimo

 

pensa che mi piace da morire anche un disco dei Material, indoviana quale asd era il periodo del genere "Leftfield" chiamato così dall'omonima band (quella con Lydon come ospite), i Material ci erano finiti dentro nonostante un background diversissimo (e ammetiamolo, anche la musica)


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#8 Ɲ●†

Ɲ●†

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:26

C'è anche il napalmiano-scorniano-lulliano Mick Harris che ha avuto un ruolo fondamentale nei Painkiller (che sono meglio dei Naked City)

 

Ecco io devo dire che mi piacciono molto i "gruppi" dove c'è Zorn mentre con lo Zorn solista o comunque con i dischi a suo nome faccio fatica ad approcciare

 

Su alcune cose / personaggi Zorn è stato molto bravo ad "intellettualizzarli". Se detto così suona male allora dico "a farli arrivare ad un tipo di ascoltatori che prima non avevano (ma forse neanche dopo)."


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A chemistry of commotion and style

#9 Bara dei pupi

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:31

C'è anche il napalmiano-scorniano-lulliano Mick Harris che ha avuto un ruolo fondamentale nei Painkiller (che sono meglio dei Naked City)

 

avevi scritto subito "lulliano"?

ti volevo già assalire asd

 

https://www.youtube....h?v=7zXPZrPdgmY

"quando i droni erano rumore e annullamento mistico"

musica così ricca di aridità da commuovere anche i cuori duri; mi piacciono molto pure Scorn e Napalm Death, sono poi solo maniere diverse di rendere lo stesso concetto


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#10 Ɲ●†

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:33

 

C'è anche il napalmiano-scorniano-lulliano Mick Harris che ha avuto un ruolo fondamentale nei Painkiller (che sono meglio dei Naked City)

 

avevi scritto subito "lulliano"?

ti volevo già assalire asd

 

https://www.youtube....h?v=7zXPZrPdgmY

"quando i droni erano rumore e annullamento mistico"

musica così ricca di aridità da commuovere anche i cuori duri

 

 

sì sì mi pare di averlo messo da subito, ho editato qualche dettaglio ma quello c'era.


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#11 paloz

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:35

Bisogna solo ringraziare se Zorn ha fatto emergere musicisti come:

Joey Baron - eclettico, talentuosissimo, simpatico da morire

Erik Friedlander - fatto gran belle cose per solo cello al di fuori di Tzadik, sensibilità melodica fuori dal comune

Eyvind Kang - che solo dopo ha spiccato il volo lanciandosi in un nuovo spettralismo

Cyro Baptista - worldista autentico e fuori controllo, un genietto in quel che fa

 

+ i mille altri satelliti / comparse nei vari progetti intorno al macro-insieme Masada, specie per Book of Angels che sta per volgere al termine con una trentina di volumi, alcuni dei quali eccellenti.

 

 

Ha sicuramente senso parlare di Zorn come sorta di talent scout e accentratore, tanto dal punto di vista discografico con Tzadik (ha fatto uscire robe che altrove nessuno avrebbe mai pubblicato, negli anni 90 come oggi, spianando la strada a un certo tipo di etichette indipendenti) quanto dal punto di vista della scena live newyorchese. Non si può neanche obiettare troppo sull'orientamento ebraico dei suoi accoliti, visto che praticamente tutti sono passati di lì, anche senza kippah; il suo specifico interesse è un discorso che ha portato comunque avanti ma senza escludere molte altre influenze e correnti, dall'hardcore al noise, dalla classica contemporanea all'elettroacustica.


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

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#12 slothrop

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:37

Abbiamo gusti lontanissimi in quanto a predilizioni di protetti zorniani, ma sono molto vere le cose che dici a proposito del coraggio discografico/produttivo. Io, personalmente, non ho dubbi sul fatto di preferire il produttore al musicista.


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#13 paloz

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Inviato 30 marzo 2016 - 14:45

La verità è che non ho mai dedicato abbastanza tempo al resto del catalogo Tzadik, pescando qua e là per associazione di idee o interessi più o meno relativi a Zorn o ad altri generi di mio interesse. Sono piuttosto onnivoro, quindi di fatto quei nomi sono quelli che più spesso mi sono capitati sotto mano per via dei dischi di Zorn che consumavo quotidianamente tra 2007 e 2010 circa. Poi alcuni li ho conosciuti dal vivo - appunto Baron, Saft, il bassista di Moonchild che ora non ricordo, lo stesso Zorn del quale conservo gelosamente una foto, lui col gelato in mano, io che lo abbraccio senza nascondere una certa emozione da fanboy.


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#14 Bara dei pupi

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Inviato 30 marzo 2016 - 15:02

non ho dubbi sul fatto di preferire il produttore al musicista.

 

io ricordo anche band rovinate da Zorn

 

i Kletka Red con la sua produzione ingombrante su Tzadik

https://www.youtube....h?v=88tE4jAU6Tk

https://www.youtube....h?v=ocUHoszw1xQ

 

senza

https://www.youtube....h?v=yb44l1sHlCg

https://www.youtube....h?v=MB-K-LEKKB0

 

sono sbocciati come fiori al sole asd Hybrid è un supercapo sempre in equilibrio, l'esordio un album mediocre e noioso, con il rumore spesso messo a casaccio perché la cultura è quella del fare a chi ce l'ha più lungo (=estremo) e non dell'approfondire con cura/eleganza

 

chissà quanti altri, se si fossero liberati dalle catene, mi sarebbero piaciuti asd


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#15 slothrop

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Inviato 30 marzo 2016 - 15:30

Ok, diciamo il discografico e talent scout, nel senso che anche a me il suono vagamente ovattato e molto editato della Tzadik spesso non piace. Il fatto è che senza Zorn un sacco di gente non avrebbe proprio inciso, mi sa.


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#16 Bara dei pupi

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Inviato 30 marzo 2016 - 15:36

Ok, diciamo il discografico e talent scout, nel senso che anche a me il suono vagamente ovattato e molto editato della Tzadik spesso non piace. Il fatto è che senza Zorn un sacco di gente non avrebbe proprio inciso, mi sa.

 

sì boh, nel caso dei Kletka, c'è da capire la loro base iniziale; perché l'esordio sembra un Hybrid (il secondo) con Zorn che infila per forza le proprie idee e non un disco in armonia/equilibrio tra stili diversi, quasi un'imposizione del marchio ma magari mi sbaglio e in Hybrid hanno cambiato idea da quella che era la loro natura virtuos-rumorosa


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#17 paloz

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Inviato 30 marzo 2016 - 15:38

Davvero le uscite Tzadik hanno una marca così identificabile nel mastering? Non sono mai stato bravo con ste cose, riconosco giusto ECM e le metal-riccardonate Porcupine/Opeth/Kscope.


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Inviato 30 marzo 2016 - 15:41

Davvero le uscite Tzadik hanno una marca così identificabile nel mastering? Non sono mai stato bravo con ste cose, riconosco giusto ECM e le metal-riccardonate Porcupine/Opeth/Kscope.

 

quelle che conosco io sono di un riccardonismo estremo, anche e sopratttutto quando "improvvisano-sperimentano", e ci tengo a creare questa contrapposizione di parole che sembra non stare in piedi, proprio perché descrive la natura di Zorn (come la vedo io eh, non è una interpretazione diffusa ma sono contento così)

ZORNIANI RIEMPITEMI DI MENO SE AVETE IL CORAGGIO!!!!

VI ASPETTERO' CON IL FUCILE IN MANO NEL TOPIC DELLA EL RECORDS!!!!


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#19 paloz

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Inviato 30 marzo 2016 - 15:49

Non è affatto campata per aria: lo stesso Marc Ribot si potrebbe definire un "riccardone sperimentale", che fa incontrare (a volte al contempo, altre volte lasciandole separate) le strutture impossibili di Derek Bailey con l'eleganza e la pulizia di Pat Metheny. In generale i noiser duri e puri Zorn li ha lasciati un po' da parte dopo l'ondata 90-00, concentrandosi su robe come Moonchild che, appunto, mescolano l'attitudine hardcore al rigore formale con l'ausilio di una registrazione immacolata.


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#20 Bara dei pupi

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Inviato 30 marzo 2016 - 15:51

Non è affatto campata per aria: lo stesso Marc Ribot si potrebbe definire un "riccardone sperimentale",

 

paloz non è campata per aria però alcuni suoi fan si arrabbiano dai, questo intendevo; comunque poi lo sapete che sono offensivo anche quando descrivo i miei idoli, esprimere un concetto positivo non è tra i miei obiettivi mai, anche se parlo di un disco del cuore


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