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Le Molte Vite Del Folk Tradizionale


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74 replies to this topic

#21 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 18 gennaio 2016 - 21:33

Non prendo parte alla discussione teorica sebbene mi interessi. In questo periodo soprattutto l'area campana e sicula, per cui sfrutterò alcuni consigli di maladiez.

 

Segnalo in ambito sardo, invece, i Concordu e Tenore de Orosei, che ho sentito quest'estate, e mi sono piaciuti moltissimo. E' tradizionale senza contaminazioni e ripropongono il repertorio laico e sacro di Orosei. Però però, hanno collaborato anche con Ernst Reijseger (colonnista sonoro di Herzog), e nel video che linko ci sono due musicisti mongoli, che in questo caso non suonano, ma con cui hanno suonato anche al concerto a cui sono stato (lo strano abbinamento mi risultava assai riuscito anche per la singolare assonanza tra le tecniche di canto sarde e mongole)

 

https://www.youtube....h?v=EN82VkZcl3M


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#22 Thælly

Thælly

    mascellona da bukkake

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Inviato 18 gennaio 2016 - 21:49

wago, il modo di usare la voce pieno di trudelù ad esempio di questa sciura qui ti disturba? È abbastanza dura da digerire per alcuni, ma se ispira il genere... (lei tra l'altro ho avuto il piacere di cenarci insieme per vie traverse, è molto simpatica asd)


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Una tua action figure che quando la schiacci ti parla degli accordi.


#23 Cyclo

Cyclo

    Palmen am balkon

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Inviato 18 gennaio 2016 - 22:31

Che bel pezzo, Thelly; grazie per averlo proposto.


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ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 

#24 Greed

Greed

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Inviato 18 gennaio 2016 - 22:36

Molto bello, vero. Pensavo fosse un video e ho aspettato per un minuto che la tipa comparisse. Dicci qualcosa di più thaelly, io non so manco che lingua sia (le melodie però mi ricordano il celtico scozzese).

 

ps. ok, norwy.

 

pps. Paloz, mi aveva consigliato questa compilation norwy, che aveva bei pezzi. Non tutto tuttavia mi piacque. http://www.allmusic....ng-mw0000099510


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#25 Cyclo

Cyclo

    Palmen am balkon

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Inviato 18 gennaio 2016 - 22:43

Senti belle queste, Greed (è sempre la norwy che canta)

 

https://www.youtube....h?v=cEIis31-B0g

https://www.youtube....h?v=Gf1RHyuuLnI

 

(Ma già mi viene da ridere al pensiero di Francone Bragagna che legge i titoli ed il nome della cantante asd)


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ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 

#26 Thælly

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Inviato 19 gennaio 2016 - 00:16

Sì, come ci siete arrivati da soli è norvegese. A dirla tutta questi pezzi sono sempre in varianti/dialetti super arcaici di qualche valle sperduta, con forme norrene cristallizzate, quindi non li capisco né io né, spesso, gli abitanti del posto asd Però sì, lei è una delle più grosse nell'ambito (e con la voce che ha, a ben vedere).

In generale qui la folkemusikk è molto ben conosciuta, suonata ovunque e preservata. Mentre io molta roba italiana linkata da wago manco sapevo esistesse, qua tutti sanno che questa musica c'è, anche se non la ascoltano, e come suona, e ci sono costantemente festival o concerti ovunque.


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Una tua action figure che quando la schiacci ti parla degli accordi.


#27 wago

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Inviato 19 gennaio 2016 - 07:58

wago, il modo di usare la voce pieno di trudelù ad esempio di questa sciura qui ti disturba? È abbastanza dura da digerire per alcuni, ma se ispira il genere... (lei tra l'altro ho avuto il piacere di cenarci insieme per vie traverse, è molto simpatica asd)

La voce mi piace, il pezzo anche ma devo dire che per i miei gusti è un po' troppo calmo, il singolo brano ok (magari a conclusione di un disco) ma tutto un album così non credo lo ascolterei.


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#28 slothrop

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Inviato 19 gennaio 2016 - 08:55

Ho letto solo il post d'apertura, e al netto del fatto che definire i '70 gli anni del "folk elettrico" mi sta bene ma mi sta molto meno bene definirli gli anni del "folk revival" (questi sarebbero i '50 e i '60: è vero negli Usa e pure in Italia, ma anche in Gran Bretagna Ewan McCall opera da metà degli anni '50), non so una mazza del folk britannico, non mi è mai piaciuto, ma non ci sono dubbi che, per lo meno in Italia, la faccenda dell'insabbiamento e della nicchia isolata sia un dato di fatto tangibile.
Conosco abbastanza questa scena per via del mio lavoro nella stampa locale, che mi costringe ad uscire dagli ambiti indie per gettarmi a capofitto altrove: liscio, tango, jazz e appunto il folk "vero e proprio", la "musica delle aie", quella che traffica coi saltarelli, le manfrine e i balli staccati e non c'entra praticamente niente con il cantautorato acustico che nell'abbecedario indie è sinonimo grossolano (ma universalmente accettato) di "folk".
Un festival come "La musica delle Aie" a Castel Raniero (vicino casa mia) è un punto di riferimento italiano, e aree molto sensibili sono la puglia (con la storia della taranta, etc...) e il piemonte, luogo d'origine del cantacronache. E' roba totalmente estranea all'universo indie, soltanto il Mei nella sua bislaccheria tassonomica cerca malamente di coniugare i due mondi, molto autoreferenziale e in genere piuttosto dogmatica, oltre che poco storicizzata sul web e forse proprio poco storicizzata in modo condiviso negli ultimi decenni (come il jazz). Però è vero che quando si cerca la strada della contaminazione le strade sono proprio quelle del folk-metal poco serio o improbabili tentativi in direzione afro/reggae.

E' un mondo che ha caratteristiche simili a quello del jazz, chiuso nei suoi dogmi, genericamente scettico sul mondo indie, imbrigliato a doppio filo con le istanze della canzone etico-politica (i canti della Resistenza, Bella Ciao, etc...) ma secondo me ha il limite cruciale di misconoscere quasi del tutto le direzioni realmente nuove della musica, cosa che nel jazz è vera solo in parte, perchè i tradizionalisti sono in maggioranza ma per fortuna non è una maggioranza troppo schiacciante.


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#29 slothrop

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Inviato 19 gennaio 2016 - 09:19

Probabilmente è inevitabile che i tentativi di rinnovamento del folk naufraghino verso direzioni pacchiane o bislacche. E' una musica troppo abituata a guardarsi alle spalle, a studiare e canonizzare il passato, la tensione sperimentale in questa musica non è un valore condiviso e nemmeno la raffinatezza lo è (due differenze cruciali con il jazz).


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#30 wago

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Inviato 19 gennaio 2016 - 09:25

Penso tu abbia ragione sulla faccenda del "revival". Leggerezza mia.
Sapevo che un po' bazzicavi la scena folk nostrana e in tutta onestà speravo proprio in un tuo intervento. Mi piacerebbe che mi aiutassi ad approfondire la questione delle fonti. Questa roba (parliamo tranquillamente di Italia, e se ti è più congeniale di Pianura Padana) tramite quali canali circola? Più tramite i giornali locali o le feste di paese? E' in qualche modo sbarcata sulla Rete, al di là delle pagine personali degli artisti (che se non sai che esistono, non trovi)? Ci sono testate specializzate? Esistono canali diversi per cose diverse, che aiutino a distinguere, che ne so, l'orchestrina del lissio per vecchietti dal fisarmonicista che porta avanti il suo percorso stilistico personale dalla formazione di zuen che provano (magari goffamente) a fare cose "più artistiche" - o al contrario cose più becere e stucchevoli?

Io non ne so nulla e immagino queste cose cambino da zona a zona (figuriamoci poi da nazione a nazione); qua da me il circuito folk è fatto soprattutto di roba di importazione, poi boh, magari non leggendo i giornali locali mi perdo chissaché senza manco accorgermene.


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#31 wago

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Inviato 19 gennaio 2016 - 09:34

Probabilmente è inevitabile che i tentativi di rinnovamento del folk naufraghino verso direzioni pacchiane o bislacche. E' una musica troppo abituata a guardarsi alle spalle, a studiare e canonizzare il passato, la tensione sperimentale in questa musica non è un valore condiviso e nemmeno la raffinatezza lo è (due differenze cruciali con il jazz).

 

Eppure secondo me sia la stagione del folk elettrico sia le - molto più sparse, ma assai diffuse - contaminazioni col jazz hanno portato a cose davvero notevoli. Certo, si può dire che l'asso nella manica è stato l'apporto dei due generi-spalla (o che il jazz folkloristico non è vero folk, è jazz che prende a prestito roba dal folk), ma dal mio punto di vista anche quelli sono modi per tener viva la tradizione.
D'accordissimo con te quando rilevi che la raffinatezza e la sperimentazione non sono valori, prima di tutto per il pubblico: io non conosco "patiti di folk", quindi non so fare un ragionamento circostanziato, ma notando quali sono le cose folk che tendono a piacere ai miei conoscenti non melomani mi accorgo spesso di come quasi tutto trasudi di kitsch e artificialità new age o stucchevolissimi richiami pseudo-medievali. Il che c'entra poco coi complessini da sagra paesana, che nella mia mente prevede la pianola coi ritmi preregistrati, il basso dun-dun e la sciantosa su d'età ma comunque mezza svestita (so che anche questa è una visione parziale della cosa, che non ha a che fare con progetti ben più encomiabili sul piano musicale), ma senz'altro rafforza la sensazione che il peraltro assai biased "filtro antikitsch" dell'indie-rocker mal si concili coi tratti dominanti delle scene nostrane.


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#32 slothrop

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Inviato 19 gennaio 2016 - 10:04

Quello che non riesco a trovare è proprio una pubblicazione di riferimento, una volta c'era Keltica che però era soprattutto irish. Come siti puoi cominciare indagando ad esempio Musica nelle Aie o l'istituto Ernesto De Martino.

Sulle contaminazioni sì, negli anni '70 ci son state cose valide davvero (ad esempio Napoli Centrale) e poi nei '90 ci fu la scena combat e "legalizzala" con parentele col rap e il reggae, ma da allora mi pare che siamo alla ghettizzazione. Va l'etno-jazz, ad esempio quello di Riccardo Tesi e lì la raffinatezza si afferma come valore, è roba seguita nella scena folk. Roba che supera il filtro anti-kitsch ma non supera il filtro-vecchiume & polvere, ecco.


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#33 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Dungeon Synth nei giorni pari e Vaporwave in quelli dispari

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Inviato 19 gennaio 2016 - 10:26

io partirei da giovanna marini :)

 

signora lei è davvero una reduce dei Festival dell'Unità '70/'80, manca solo Pietrangeli; ci sfido che nel presente le piacciono i Coldplay


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#34 signora di una certa età

signora di una certa età

    old signorona

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Inviato 19 gennaio 2016 - 10:31

 

io partirei da giovanna marini :)

 

signora lei è davvero una reduce dei Festival dell'Unità '70/'80, manca solo Pietrangeli; ci sfido che nel presente le piacciono i Coldplay

 

guarda, cancello, tanto sloth ha già citato l'Istituto De Martino


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In realtà secondo me John Lurie non aveva tante cose da dire... ma molto belle


#35 Cyclo

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Inviato 19 gennaio 2016 - 11:04

Da profano del genere (e quindi, in questo senso, parto da una posizione simile a quella di di wago), a me pare che gran parte dell'attenzione che in Italia viene posta sul folk nostrano sia in gran parte filtrata da un'impostazione di tipo marxista.

 

Insomma, a parte l'interesse che ogni tanto si avverte per i Tenores* sardi, il resto mi pare che consista in una riproposizione più o meno filologicamente corretta (non ho gli strumenti per giudicare) di canti di lavoratori, canti della Resistenza, canti di minatori, di anarchici, di cavatori e giù di lì.

 

Non che questo non sia interessante (tutt'altro!), ma l'effetto che se ne ricava è quello di una forte autoreferenzialità: sono proposte che nascono in un preciso ambito culturale e che da quell'ambito non escono.

O al massimo finiscono con l'essere ibridate con elementi più o meno rock ed allora diventano giuste giuste per il thread di Claudione Tolio :).

 

Di recente ho sentito qualcosa (un paio di pezzi, eh!) del Canzoniere Grecanico Salentino: sono in giro da 40 anni, vantano presenze e collaborazioni a livello internazionale ed oggi hanno inserito in formazione i figli dei componenti originali.

Da una parte mi pare encomiabile il fatto che propongano musica di nuova composizione (anche se "in stile"), ma dall'altra mi pare che nemmeno loro siano in grado di uscire fuori dalla "nicchia" da cui prendono origine ed a cui si rivolgono.

Vedi/senti il prossimo post.

 

 

* che poi comunque magari anche i vari gruppi di Tenore cantano storie di anarchici, di minatori e di mondine, che ne so?

Ma tanto cantano in lingua sarda e quindi non li capisco asd

 

°°°

Al di fuori di questo, vi domando: come giudicate fenomeni tipo La Notte della Taranta o manifestazioni simili e l'interesse per la pizzica?  


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#36 Cyclo

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Inviato 19 gennaio 2016 - 11:26

Ho scritto del Canzoniere Grecanico, ma non ho lasciato esempi....

 

Qui c'è il folk, ci sono i migranti, c'è un testo di Erri De Luca e la regia di Alessandro Gassmann

 

Qui c'è l'opposizione ad un gasdotto.


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#37 slothrop

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Inviato 19 gennaio 2016 - 12:13

Non so se nel corso della discussione sia stato citato, per capire l'evoluzione del fenomeno in Italia bisogna partire dal Cantacronache, poi evolutosi del Nuovo Canzoniere Italiano. Ovviamente è naturale che questa roba sia totalmente aliena dalle dinamiche internettare dell'informazione perchè, specialmente in epoca social, parlaimo nel 90% dei casi di fenomeni di marketing e la natura stessa della musica folk, anzi proprio del mondo folk, è quella di essere un mondo nel quale il mercato nel senso moderno del termine non esiste. Un mondo contadino e pre-moderno, che praticamente non esiste più (dove esiste, quella musica la chiamano "etnica", ed è una categorizzazione statunitense, credo), quindi tecnicamente parlando tutto ciò che si proclama folk oggi è "folk revival", riscoperta filologica (quindi intellettuale) delle musica della tradizione orale popolare.


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#38 Greed

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Inviato 19 gennaio 2016 - 13:44

L'esperienza cantacronache e n.c.i., però mi ha una visione un po' diversa. Rispetto a recuperi del folk volti a riscoprire radici arcaiche, mi pare (non conosco molto, correggi se sbaglio) che voglia riscoprire la canzone popolare dal basso, non importa se "antica" o "pura", importa più che sia popolare e spontanea, non commerciale. Ecco quindi i canti di lavoro ecc. ecc. La connotazione è poi decisamente più sociale e impegnata, rispetto al folk che vagheggia l'antico e la tradizione perduta (che sono poi chimere).

 

In ogni caso questa filastrocca mi piace troppo 

https://www.youtube....h?v=rqv-XEqPzhc

e anche https://www.youtube....h?v=UAq3w_2J_ms (temi attualissimi, anche il cambio di sesso!)

 

ps. C'era un programma su radio 3 di ottica "etnomusicologica", ma non ricordo il titolo, che faceva ascoltare i recuperi più "puri" della tradizione e anche le varie riletture e contaminazioni. Sicuramente si possono recuperare i podcast, era interessante (il Canzoniere Grecanico Salentino citato da cyclo l'ho sentito lì, per la prima volta)


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#39 Cyclo

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Inviato 19 gennaio 2016 - 13:51

Non so se nel corso della discussione sia stato citato, per capire l'evoluzione del fenomeno in Italia bisogna partire dal Cantacronache, poi evolutosi del Nuovo Canzoniere Italiano. Ovviamente è naturale che questa roba sia totalmente aliena dalle dinamiche internettare dell'informazione perchè, specialmente in epoca social, parlaimo nel 90% dei casi di fenomeni di marketing e la natura stessa della musica folk, anzi proprio del mondo folk, è quella di essere un mondo nel quale il mercato nel senso moderno del termine non esiste. Un mondo contadino e pre-moderno, che praticamente non esiste più (dove esiste, quella musica la chiamano "etnica", ed è una categorizzazione statunitense, credo), quindi tecnicamente parlando tutto ciò che si proclama folk oggi è "folk revival", riscoperta filologica (quindi intellettuale) delle musica della tradizione orale popolare.

 

Non mi convince la parte che ho boldato.

 

Voglio dire: se il gruppo folk X va a suonare alla Festa di Liberazione nella città di Alfa o alla rassegna organizzata dall'Assessore alla Cultura di Beta, o al concerto organizzato dal sindacato Gamma, io credo che ci vada con la speranza di percepire un compenso.

 

E quindi, inevitabilmente, anche il gruppo folk X si confronta col mercato: perchè se si presenta alla Festa di Liberazione per interpretare i canti dei miliziani della repubblica di Salò (esistono?) non credo che li paghino :).


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#40 Greed

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Inviato 19 gennaio 2016 - 13:55

Penso si riferisse al folk autentico, quello che cent'anni fa cantava un tizio con la chitarra nell'osteria in cambio di una bottiglia di vino (immagine un po' fasulla e romantica, ma vabbè).


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