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Edizioni, Traduzioni, Aneddoti, Curiosità: La Quarta Di Copertina Della Letteratura


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129 replies to this topic

#41 Leeeo

Leeeo

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Inviato 19 aprile 2016 - 15:14

Paolo Nori NO

 

Paolo Nori e i classici russi dell’Ottocento (o della visibilità del traduttore)
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#42 Leeeo

Leeeo

    nazi-core

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Inviato 19 aprile 2016 - 15:41

E a proposito di Conrad, dato che ho fatto un lavoro da stronzo che però non ho mai avuto lo sbattimento di pubblicare: qual è la miglior traduzione di Heart of Darkness?

Prendiamo due passi:

l'incipit:

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e la morte di Kurtz:

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Prima traduzione: Luisa Saraval, Garzanti, 1990

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Seconda traduzione: Flaminio Di Biagi, Newton Compton, 1992
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Terza traduzione: Rossella Bernascone, Mondadori, 2000.
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Quarta traduzione: Marco Longhi Paripurna, Giunti, 2006.
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A parer mio: escludendo la prima e la terza per quei due "che orrore!" da far trasalire l'anima, io opto per quella Newton Compton di Di Biagi, la seconda, che mi pare molto più aderente al testo e precisa rispetto a quella Giunti.


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#43 Greed

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Inviato 19 aprile 2016 - 22:57

 

Non è la prima volta che leggo articoli di traduttori di professione (vs scrittori-traduttori) che vagheggiano questa fedeltà. Umberto Eco traducendo gli Esercizi di stile di Queneau diceva di aver introdotto dei sonetti, al posto di altre forme poetiche più tipicamente francesi: una trasposizione, ma lì il carattere giocoso del testo aiuta e giustifica le deviazioni. Ci sono libri e libri, lingue e lingue, non puoi tradurre London come traduci Faulkner. Insomma, questa crociata per la fedeltà e la ricerca di trasparenza, di per sé lodevole, mi sembra in questo tipo di articoli spesso pretestuosa. Celati invece - citato nell'articolo - dice bene, così come la nota di Primo Levi alla traduzione del Processo: ci sono alcuni parti non citate in cui PL spiega come sia stato costretto talvolta a tradire la letteralità data la diversità sintattica di tedesco e italiano.

 

Nori non lo conosco, comunque effettivamente non fa una gran figura, ma è anche molto facile smontare qualcuno in questo modo. Meglio leggere dieci pagine prima d'acquistare che fidarsi di questi articoli, per me. Spesso si capisce benissimo anche senza testo a fronte.

Sono curioso di leggere qualche versione di Landolfi, e francamente non mi importa se è landolfiana e quindi non trasparente.


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#44 Leeeo

Leeeo

    nazi-core

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Inviato 20 aprile 2016 - 12:31

 

 

Non è la prima volta che leggo articoli di traduttori di professione (vs scrittori-traduttori) che vagheggiano questa fedeltà. Umberto Eco traducendo gli Esercizi di stile di Queneau diceva di aver introdotto dei sonetti, al posto di altre forme poetiche più tipicamente francesi: una trasposizione, ma lì il carattere giocoso del testo aiuta e giustifica le deviazioni. Ci sono libri e libri, lingue e lingue, non puoi tradurre London come traduci Faulkner. Insomma, questa crociata per la fedeltà e la ricerca di trasparenza, di per sé lodevole, mi sembra in questo tipo di articoli spesso pretestuosa. Celati invece - citato nell'articolo - dice bene, così come la nota di Primo Levi alla traduzione del Processo: ci sono alcuni parti non citate in cui PL spiega come sia stato costretto talvolta a tradire la letteralità data la diversità sintattica di tedesco e italiano.

 

Nori non lo conosco, comunque effettivamente non fa una gran figura, ma è anche molto facile smontare qualcuno in questo modo. Meglio leggere dieci pagine prima d'acquistare che fidarsi di questi articoli, per me. Spesso si capisce benissimo anche senza testo a fronte.

Sono curioso di leggere qualche versione di Landolfi, e francamente non mi importa se è landolfiana e quindi non trasparente.

Se faccio un buon lavoro, traduco Faulkner in modo che sappia di Faulkner, e London in modo che si senta parlare London.

Da quelle due-tre frasi - non paragrafi, non pagine - di Nori che traduce i russi, posso già ben delineare il tipo: un riscrittore che, con la scusa di aggiornare il linguaggio e tante belle scemate simili (e per aggiornare il linguaggio basta inserire qualche bella cit. e due o tre parolacce), infila la sua bella figura, urlatrice e scomoda, tra te e il romanziere di origine, per farti capire quello che lui ha capito, provare quello che lui ha provato, sentito quello che lui ha sentito. Tanto vale leggersi il riassunto su Wikipedia, a 'sto punto.

Se volete qua c'è il podcast delle Memorie. Io mi sono fermato a 00:00:22: "non capisco una mazza della mia malattia"...


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#45 piersa

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    Megalo-Man

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Inviato 20 aprile 2016 - 12:49

asd, dai, il mondo sta finendo per fortuna
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#46 Greed

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Inviato 20 aprile 2016 - 19:26

Stavo criticando la saccenteria poco lucida di questi articoli, più che difendere Nori (le cui trovate sembrano piuttosto discutibili. Il dialetto in Russia, quale orrore! (cit.) asd).

Questo perché le note e i commenti dei bravi traduttori (Celati con Gulliver, Levi col Processo, Eco con Queneau...fino a Moshe Kahn vs Horcynus Orca), al contrario, spesso sono quanto di più bello si possa leggere riguardo alla letteratura. Commenti di chi con pazienza cerca di entrare in un universo creato da un altro; e con molta più modestia e perplessità di fronte alla grandezza.

 

Comunque sia chiaro che sto facendo chiacchiere da bar elevate alla seconda. In ogni caso sono discussioni che mi piacciono, come mi piace che ci sia qualcuno che confronta quattro traduzioni di Conrad per consigliare quella più valida.


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#47 atlas

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Inviato 20 aprile 2016 - 20:19

comunque è davvero un falso problema quello di conrad, visto che lo vendono tutti col testo a fronte. nel dubbio, leggi a sinistra.


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#48 100000

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    Enciclopedista

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Inviato 20 aprile 2016 - 21:08

A proposito di Nori, mi è venuto in mente che proprio lui criticava una traduzione di Landolfi proprio di Memorie dal sottosuolo.

Ora non vorrei sbagliarmi, ma domani magari riporto meglio.

In ogni caso non m'avete ancora detto qual è l'edizione/traduzione migliore.


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#49 Leeeo

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    nazi-core

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Inviato 20 aprile 2016 - 22:52

Ma io Atlas non leggo in originale, sono un ragazzo un po' scazzato.

 

Stavo criticando la saccenteria poco lucida di questi articoli, più che difendere Nori (le cui trovate sembrano piuttosto discutibili. Il dialetto in Russia, quale orrore! (cit.) asd).

Questo perché le note e i commenti dei bravi traduttori (Celati con Gulliver, Levi col Processo, Eco con Queneau...fino a Moshe Kahn vs Horcynus Orca), al contrario, spesso sono quanto di più bello si possa leggere riguardo alla letteratura. Commenti di chi con pazienza cerca di entrare in un universo creato da un altro; e con molta più modestia e perplessità di fronte alla grandezza.

 

Comunque sia chiaro che sto facendo chiacchiere da bar elevate alla seconda. In ogni caso sono discussioni che mi piacciono, come mi piace che ci sia qualcuno che confronta quattro traduzioni di Conrad per consigliare quella più valida.

Perché poco lucida? Si prende una frase in originale, la si confronta con la corrispondente traduzione, si vede cosa va e cosa non va. Se c'è troppo che non va, vuol dire che il traduttore si è infilato un po' troppo. Se poi tu, nel tradurre, trovi corrispondenze, aneddoti, parallelismi, richiami, benissimo, mi fai un bell'asterisco (se proprio vuoi, non è necessario palesare tutto tutto, un po' di piacere della scoperta devi pur lasciarmelo) e mi scrivi una notarella a piè pagina. Niente di più facile, se sei un bravo traduttore: che, a parer mio, è più un lavoro da artigiano che da intellettuale.

 

 

A proposito di Nori, mi è venuto in mente che proprio lui criticava una traduzione di Landolfi proprio di Memorie dal sottosuolo.

Ora non vorrei sbagliarmi, ma domani magari riporto meglio.

In ogni caso non m'avete ancora detto qual è l'edizione/traduzione migliore.

Sulla fiducia - e solo su quella, non sapendo il russo - ti consiglierei il mio caro Polledro, della Einaudi. 


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#50 Guest_Michele Murolo_*

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Inviato 21 aprile 2016 - 07:03

Con tutto il tempo che avete speso a confrontare quattro versioni diiferenti potevate leggerlo in lingua, imparando la lingua da zero eh asd



#51 100000

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Inviato 21 aprile 2016 - 07:22

Grazie (intanto ho scoperto che esistono ben 7 traduzioni diverse di Memorie in italiano).

 

Come promesso (non per supportare uno o l'altro traduttore o filone, giusto per aggiungere qualcosa alla conversazione, interessante):

Nori sull'incipit di Memorie dal sottosuolo e la traduzione di Landolfi:

 

L’inizio in russo è così: Ja čelovek bol’noj, ja sloj čelovek, neprivlekatel’nyj ja čelovek; ja dumaju, čto mne bolit pečen’, che tradotto più o meno sarebbe Io sono un uomo malato, un uomo cattivo, sono, un brutto uomo, sono io; credo di esser malato di fegato. Che è un unizio dove Dostoevskij costruisce una specie di trottola sonora, nella quale il pronome, ja, io, il sostantivo, čelovek, uomo, e l’aggettivo, bol’noj, sloj e neprivlejatel’nyj, sno sempre presenti nelle prime tre frasi ma si cambiano di posto, Ja čelovek bol’noj, Ja sloj čelovek, Neprivlekatel’nyj ja čelovek. E’ una cosa che fa girare la testa, dal tanto che è fatta bene, secondo me; con questa frase, quasi esclusivamente con l’involucro sonoro della frase, Dostoevskij ci dà il carattere del personaggio; l’uomo del sottosuolo, contraddittorio disperato ridicolo così simile a noi, è già tutto qui: Io sono un uomo malato, un uomo cattivo, sono, un brutto uomo, sono io; credo di essere malato di fegato.

Ecco, sono andato a prendere la traduzione di Ricordi dal sottosuolo nell’edizione dei classici della Bur: Sono un malato… Sono un malvagio. Sono un uomo odioso. Credo d’aver male al fegato. Il suono, di Dostoevskij, la trottola sonora, non c’è più. Ci han messo anche tre puntini dopo malato che chissà da dove saltano fuori.


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#52 Guest_Michele Murolo_*

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Inviato 21 aprile 2016 - 07:25

Questa però la sapevo tradurre come Nori anch'io! Qui mi sembra che abbia ragione però il povero Nori, se ripete cilaviek per tre volte nella prima frase qualcosa vorrà pur far capire asd



#53 Greed

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Inviato 21 aprile 2016 - 09:00

Suona artificiosa la traduzione di Nori, anche se magari è aderente. Bisognerebbe sapere bene il russo per capire "l'effetto che fa", se l'effetto ritmico e l'ordine delle parole suonano così marcati. (ps. anche nella mia trad. di Igor Sibaldi, che pare più bella e più aderente alla "trottola" delle ripetizioni, ci sono i tre puntini di sospensione).

Per questo genere di cose ponevo un interrogativo sui concetti di fedeltà e trasparenza, che hanno bisogno di strategie elaborate per essere attuati (ci sono di mezzo le lingue, materia che oppone una resistenza).

 

Con tutto il tempo che avete speso a confrontare quattro versioni diiferenti potevate leggerlo in lingua, imparando la lingua da zero eh asd

 

Vuoi mettere il piacere di criticare dei traduttori di daastoeschi senza neanche sapere il russo?  :firuli:


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#54 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 21 aprile 2016 - 09:26

guarda  conoscendo un pochininonino il russo la traduzione di Nori mi sembra buona, non che ci voglia molto per una frase del genere asd. Quella di Nori mi sembra che renda il carattere sofferto e psicotico delle parole attraverso la ripetizione ossessiva di io e uomo, "pleonasmo" ingiustificato, avrebbe potuto scrivere solo ja... ja; se ci togli uomo e metti i puntini mi si perde la sofferenza non so, mi sembra più meditativo il che non mi piace, non mi sembra adatta a un testo del genere, mi perde di concretezza. Che fregnacce che ho scritto ashd

Aspettiamo Leeeo per precisazioni



#55 Leeeo

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Inviato 21 aprile 2016 - 17:57

Ripeto: io di russo no so quasi niente. Però posso dire che se l'originale fa così:

 

Я человек больной... Я злой человек. Непривлекательный я человек. Я думаю, что у меня болит печень.

 

e tu me lo metti così:

 

Io sono un uomo malato... Un uomo cattivo, sono. Un brutto uomo, sono io. Credo di esser malato di fegato.

 

inserendo due virgole, spostando soggetti e predicati ad minchiam (si potrebbe spostare uomo nella seconda frase, per seguire quello fatto da Dosto, con  человек che si presenta due volte in anticipo e una in ritardo), cambiando totalmente la subordinata conclusiva (il fegato fa male presso me, e non sono malato di fegato), posso ben dire che, per me, non hai fatto un buon lavoro.

Senza parlare poi di дураки tradotto con coglioni, qualche rigo più sotto.

 

Il discorso della trottola è invece proprio quello che a me dà più fastidio: tu, Paolo Nori, ci vedi tutto ciò. Permetti che io, invece, ci veda un conflitto, uno sforzo disumano di uno che, per riuscire a mettere per iscritto tre frasi smozzicate, spende una notte di conflitto con i propri demoni interiori e gli incubi più neri scaturiti dalla propria mente malata? Niente pazzia febbrile, turbinii psicotici al fulmicotone, pazzia che corre a briglia sciolta su una giostra per topi. Se tu la traduci così, però, sottendi già un certo tipo di visione, la tua, che magari a qualcun altro, tipo me, non va bene, non si attaglia, non rende bene quello che io ci vedo e voglio vederci.

 

Sono una persona malata... Sono una cattiva persona. Non sono una persona attraente. Credo che mi faccia male il fegato.

 

Non lo sentite il digrignar di denti e lo stridio di cinghie?


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#56 100000

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Inviato 22 aprile 2016 - 07:00

Sinceramente, e mi riferisco esclusivamente alla primissa frase di cui abbiamo l'esempio, chi stravolge l'originale mi sembra proprio Landolfi. E "non sono una persona attraente" a me (a me, ma qui è personale) sembra una frase così formale che mi fa pensare a tutt'altro che la follia. (e poi la negazione mai presente nell'originale...credo)

Detto questo, anche la versione di Nori mi suona un po' artificiosa in italiano (non ho idea di come suoni in russo), ma è probabilmente più fedele. Con tutto che non mi frega niente di difendere Nori e dubito che l'articolo linkato sopra abbia tutti i torti, ma in questo caso non riesco a non fare il tuo stesso ragionamento, ma ribaltato su Landolfi.


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#57 Leeeo

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Inviato 22 aprile 2016 - 12:03

Ma infatti anche quella di Landolfi non mi piace. L'ho detto e lo ripeto: Polledro tutta la vita.


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#58 100000

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Inviato 22 aprile 2016 - 15:18

Segnato, grazie :)


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#59 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

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Inviato 22 aprile 2016 - 17:12

A questo punto, visto che di Dosto si parla, domando anch'io agli specialisti del foro: quale traduzione dei Demoni e dei Karamazov?

 

Grazie :)


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#60 Leeeo

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Inviato 23 aprile 2016 - 00:21

A questo punto, visto che di Dosto si parla, domando anch'io agli specialisti del foro: quale traduzione dei Demoni e dei Karamazov?

 

Grazie :)

Dei Demoni ti consiglierei la versione Einaudi, tradotta da Polledro e con un gran bel saggio introduttivo. Anche dei Karamazov ho la versione Einaudi, ma qua non mi sbilancio: c'è un pallosissimo saggio finale di Freud sul parricidio, che non c'entra niente col romanzo e rientra nella mania di Freud di freudizzare ogni cosa che tocca. Proverei magari con l'edizione Feltrinelli della Prina, che ho già incrociato nei racconti di Tolstoj.


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