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La Ricerca Del Lavoro [Ortodosso Vs Feudatari]


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1370 replies to this topic

#1 Ortodosso

Ortodosso

    baby even the losers

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Inviato 25 settembre 2013 - 21:18

Glielo dicono, ripetono in continuazione e così è spesso. E subito sa che deve darsi da fare per conto proprio.


Eh sì, infatti tu ti dai da fare alla grandissima.

Lassi: mi piacerebbe dire che sono andato a botta sicura, invece non è stato così, però pur non avendo una lira avevo altre cose che mi hanno fatto cadere in piedi. Il che non toglie che abbia fatto delle scelte del cazzo o comunque delle scelte buone più per culo che per metodo, anche se di certo non sono andato a fare il DAMS.

Il punto è un altro, ovvero che se 10-20 anni fa il gap vero non era quello economico ma quello sociale, ovvero quelli che non avevano un background socio-economico di un certo tipo non disponevano assolutamente di informazioni adeguate e non avevano idea di molte delle possibilità che invece c'erano, oggi l'informazione è incommensurabilmente più veloce e accessibile, per cui anche i poverelli possono riuscire a fare scelte molto più intelligenti in un ventaglio molto più ampio.

A meno che sia un caso avere oggi una decina di persone del forum all'estero mentre dieci anni fa ce n'erano zero: Thelonius è un capo, però 10-20 anni fa quelle robe lì le facevano solo i figli dell'altissima borghesia (non per una questione di soldi, ma di incoraggiamento, rischio calcolato, confidenza).

Il discorso invece dell'inserimento del mondo nel lavoro è ancora molto indietro, si fa ancora il legame con l'università che è anacronistico al massimo: le stesse informazioni che ci sono per l'università ci sono anche per la domanda/offerta nel mercato del lavoro, e ci sono sperequazioni talmente enormi in taluni campi che chiunque anche partendo da zero e con un investimento pressoché solo di tempo e sforzo trova un ottimo lavoro con brutale facilità, naturalmente ci vuole confidenza in se stessi e il succitato sforzo, cose più difficili da trovare che la consueta autocommiserazione a buon mercato.

Ecco a me piacerebbe leggere di qualcuno che sta cercando lavoro con poco successo per capire come lo sta facendo e provare a migliorare in quel senso.
  • 5

Battibecco dovete domandare a Sarri, che è un razzista; e gli uomini come lui non possono stare nel mondo del calcio.


#2 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Pietra MIliare

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Inviato 25 settembre 2013 - 21:24

Lassi: mi piacerebbe dire che sono andato a botta sicura, invece non è stato così, però pur non avendo una lira avevo altre cose che mi hanno fatto cadere in piedi. Il che non toglie che abbia fatto delle scelte del cazzo o comunque delle scelte buone più per culo che per metodo, anche se di certo non sono andato a fare il DAMS.


io intendevo dire che oggi chi ha idea di lavorare (già da subito a 14-18 anni) lavora, insomma non è casuale

la differenza è che magari chi perde tempo (facendo una laurea inutile per gli sbocchi o non facendo proprio una sega) non sale più sul treno mentre 15 anni fa si riusciva comunque a rimanere attaccati (magari con un lavoro di merda, certo) pure dopo, quello che aveva fatto l'adolescenza alla Sid Vicious poi si rimetteva +o- al passo

cmq l'importante è non colpevolizzarsi per il passato e vedere che si può fare ora
  • 1

#3 Blue Tears

Blue Tears

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Inviato 25 settembre 2013 - 21:35

@ Ortodosso ...scelte intelligenti, sei sicuro che chi non sceglie il Dams faccia una scelta più intelligente di chi lo sceglie ? Questa del ''pratico intelligente'' è un'altra battuta da nonno...invece il resto del tuo discorso è più o meno condivisibile.

"Sposati e te ne pentirai, non ti sposare e te ne pentirai lo stesso; sposarsi o non sposarsi, te ne pentirai comunque; sia che ti sposi o che non ti sposi rimpiangerai tutto. Ridi delle assurdità del mondo, e te ne pentirai; piangi sulle assurdità del mondo, e te ne pentirai; ridi o piangi, te ne pentirai lo stesso; sia che tu rida di esse o che tu pianga per esse lo rimpiangerai comunque. Dai fiducia ad una ragazza e te ne pentirai; non dare fiducia a una ragazza e te ne pentirai ugualmente; le dai fiducia o non le dai fiducia te ne pentirai in entrambi i casi; sia che le dai fiducia o che non le dai fiducia lo rimpiangerai. Impiccati e te ne pentirai; non ti impiccare e te ne pentirai, ti impicchi o non ti impicchi, lo rimpiangerai; sia che ti impicchi o che non lo fai, lo rimpiangerai comunque. Questo, signori, è la personificazione di tutta l’umana saggezza."

- Soren Kierkegaard
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Anche tra fiamme violente si può piantare il loto d'oro

#4 starmelt

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Inviato 25 settembre 2013 - 22:25

Ecco a me piacerebbe leggere di qualcuno che sta cercando lavoro con poco successo per capire come lo sta facendo e provare a migliorare in quel senso.


Eccomi. Però non partendo più da neolaureato ma da cassaintegrato->mobilitato->licenziato, quindi mi sa che non c'entra.

Riassunto: a casa da gennaio sono partito con i soliti invioni senza senso a Page Personnel, Hays, vari ed eventuali, ho scavato alcuni colloqui e qualche altro l'ho fatto grazie ai contatti che avevo sviluppato lavorando (le agenzie chiamavano i miei ex colleghi e loro segnalavano me). Poi sono riuscito ad agganciare un paio di headhunter di queste parti (per caso, non mi sono messo vincoli territoriali) che si sono un po' sbattuti e mi hanno fatto fare altri colloqui. Però niente di concluso. Mi ha chiamato il CENTRO PER L'IMPIEGO (penso sia un evento) e il tutto non sembrava neanche male (start-up) però in contemporanea mi ha chiamato una nota compagnia assicurativa mi sono fatto prendere dal nome e da due settimane mi ritrovo ad aprire sinistri. Probabile cazzata. Quindi mi sa che si lavora e che si ritorna a cercare.

Ho pensato anche all'estero ma parlo solo un inglese abbastanza penoso/da italiano standard e in più mi pesa un po' tanto il culo.

La mia fregatura è che nei quattro anni che ho lavorato ho cambiato tre ruoli, ok in crescita, sempre nella stessa azienda e nello stesso ambito (marketing) ma sono state esperienze di un anno/due, quindi ai colloqui andava così: "ah bene vedo che sei maturato/bel profilo/blablabla ma noi cercavamo uno con più esperienza" o il terribile "uno che facesse anche il commerciale".
  • 3

#5 Ortodosso

Ortodosso

    baby even the losers

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Inviato 25 settembre 2013 - 22:41

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Lavoro è l'intersezione tra quello che vuoi fare, quello che sai fare, e quello per cui pagano (a sufficienza). Ci sono quindi quattro elementi:

1. Quello che vuoi fare
2. Quello che sai fare (e/o che puoi imparare)
3. Quello per cui pagano
4. Vincoli vari auto o etero-imposti in termini di salario, location, "vendita mai", etc.

Un buon lavoro è l'intersezione di queste quattro cose.

Al posto di fare un mischione e di confondere la strategia con la tattica (il famoso parto con gli invioni a Manpowe, dal quale nulla di buono può venire). Di fatto 3 su 4 delle dimensioni di cui sopra hanno tutto a che vedere con l'individuo, e nulla col mercato o il destino cinico e baro.

Io affronterei la cosa sequenzialmente e in maniera mutualmente esclusiva, e a prima cosa è quello che vuoi fare. Starmelt, tu cosa vuoi fare [1]? Perché? Sei sicuro? Se non sei sicuro, probabilmente vuoi fare qualcosa che apra più opzioni dopo, specialmente nell'area approssimata che pensi ti interessi.

Per fare un minimo di disegno della ricerca (e quindi della carriera) bisogna iniziare sognando, non solo per guadagnare entusiasmo, ma soprattutto perché serve a rimuovere vincoli, che è l'ingrediente chiave (infatti poi passeremo a rimuoverli anche dal punto di vista di quello che sai fare, di quanti soldi servono, e di quali sono le cose che non vuoi fare).

Senza una risposta sera a questa domanda non si parte neanche, e se uno non ha il coraggio di chiedersela (codardìa spesso mascherata da cinismo, battute da due soldi, a volte addirittura paura del giudizio altrui o di se stessi perché mettere impegno nel lavoro [2] è passibile di presa in giro, affermazioni buone per ogni stagione ma che non c'entrano un cazzo tipo prendo quello che c'è o c'è la crisi) è finito in partenza.

[1]: se competenze, mercato e soldi non fossero un problema, ovviamente senza buttarla nella caciara dell'astronauta.
[2]: e cercare lavoro è un lavoro

mi sa che di queste note faccio un libriccino che all'Eco di Come scrivere una tesi di laurea ci spalmo la merda in faccia.
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Battibecco dovete domandare a Sarri, che è un razzista; e gli uomini come lui non possono stare nel mondo del calcio.


#6 starmelt

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Inviato 25 settembre 2013 - 23:25

Starmelt, tu cosa vuoi fare [1]? Perché? Sei sicuro? Se non sei sicuro, probabilmente vuoi fare qualcosa che apra più opzioni dopo, specialmente nell'area approssimata che pensi ti interessi.


Cosa vuoi fare?
Quello che facevo prima mi piaceva, però ho anche scoperto che: 1) sono molto sensibile all'ambiente di lavoro, dall'ambiente ok con ottimi rapporti con il mio direttore e colleghi il clima è diventato, causa cassaint, crisi, atmosfera da inquisizione, rivoluzione ai vertici e nuova direttrice di Barcellona nell'anno degli europei, una merda. E anche se finalmente facevo quello che avevo detto di voler fare il giorno del colloquio (product manager) la quotidianità lavorativa era comunque una merda. Aggiungo che ho vissuto in un posto che non mi piaceva, ed è anche questo un aspetto si deve considerare 2) se mi fai fare una cosa che non conosco di norma mi ci appassiono e imparo volentieri. Da qui l'ok all'assicurazione, anche perché ho pensato che possa essere un modo per entrare e poi vedere di spostarmi dall'interno della società.

Sei sicuro?
No. Però comincio ad avere un'età (32) per la quale è difficile che ti prendano senza esperienza in qualcosa. Quindi punto su quella che ho.


Precisazione riguardo ai vincoli: non è che vendita mai, ma alla domanda "gestivi clienti" non potevo fare altro che rispondere "no" e quindi via.
  • 0

#7 Ortodosso

Ortodosso

    baby even the losers

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Inviato 25 settembre 2013 - 23:34

Sì sì, vendita mai non sei tu ma è un luogo comune che c'è sempre. Ma prima cosa facevi? Descrivi nel dettaglio. E come detto lascia perdere ogni vincolo di età, esperienza, quello che pensi il mercato voglia.
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#8 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 26 settembre 2013 - 00:42

Io finora ho fatto solo lavori che non mi piacevano, un po' per il principio che finché non provi a fare qualcosa non puoi sapere se ti piace o no, un po' perché fare quello che ti piace va bene finché la tua passione non è quella di scrivere musica, poesie o più in generale l'ambito artistico, che poi è anche quello che scatena maggiormente le passioni delle persone normalmente. Fare quello che ti piace è possibile, ma se uno non c'ha margine economico di manovra e deve reperire i soldi nell'immediato non può mica buttarsi a capofitto su quello che gli piace prendendo 0 € al mese. O meglio, può farlo e gli farà anche onore, ma in quel caso può andare a finire molto male.
  • 0

Statisticamente parlando, non lo so.


#9 Ortodosso

Ortodosso

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Inviato 26 settembre 2013 - 01:14

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poi figurarsi se oblo e franzzz non lavorano


Ma Oblomov è cancellato dai, mentre Franzz in quanto colonialista deve restare.

Drogo, il tuo intervento è una cazzata sesquipedale ma molto utile perché una posizione rozzamente molto diffusa. Nota la contraddizione tra:


il principio che finché non provi a fare qualcosa non puoi sapere se ti piace o no


e

l'ambito artistico, che poi è anche quello che scatena maggiormente le passioni delle persone normalmente


l'ambito artistico (BLARG) non scatena un cazzo di per sé, l'unico fattore scatenante è che è più facile fingere (verso gli altri e se stessi) un serio interesse verso la fotografia che verso la biologia molecolare o la matematica, per la semplice ragione che la seconda ha una soglia di competenza (vocabolario, notazione) sotto la quale non è neanche possibile parlare, mentre nella prima non c'è alcun requisito all'ingresso. Ne risulta che nella fotografia persino un Marz troverà qualche disperata che gli dà retta, ma nella seconda non è possibile improvvisare o almeno non così grossolanamente. Ma questo è totalmente indipendente dalla quantità di passione o dall'appeal intrinseco della disciplina.

La verità è che non solo non puoi sapere se qualcosa ti piace prima di farlo (che è un'affermazione limitata, visto che tutto si può "fare" anche non lavorando, basta farsi un progetto per cazzi propri, o sei un fisico che ha bisogno del laboratorio o le barriere all'entrata sono molto basse), ma che non puoi sapere cosa ti piace se non hai una vaga idea, una mappa di tutto quello che c'è. Questo è il vero disastro dell'università, ma anche dell'istruzione superiore, italiana: forma gente che non sa neanche cosa siano branche importantissime del sapere, figuriamoci avere una vaga del se ti piace o meno.

C'è una grossa parte dello scibile teorico umano che è completamente ignorata dalle comuni discussioni sul lavoro e incidentalmente rappresenta un'ancora più grande parte del sapere applicato, che fa rima con opportunità di lavoro qualificato.

Fortunatamente c'è pieno di risorse per documentarsi più che decentemente su qualsiasi cosa, quindi l'esplorazione anche un po' lirica è la prima cosa da fare anche solo per rispondere alla prima domanda "cosa vuoi fare". Io per esempio faccio lo statistico (cosa che manco sapevo cosa fosse a 26 anni), mi piacerebbe però almeno anche gestire un manufacturing plant, un marketplace, scrivere un libro, fare il ministro dell'istruzione, il quant trader, lo stay at home dad. E lo dico non come il giochino di Marzullo se non avessi fatto la soubrette cosa avresti fatto da grande ma come obiettivi serissimi molti dei quali conto di raggiungere e ognuno dei quali sto comunque coltivando nel senso che ho un'interesse amatoriale medio-alto in tutti questi soggetti. Ed è sempre dalla capacità di coniugare un interesse con un'opportunità che nascono, spesso improvvisamente (quindi bisogna essere pronti), le occasioni migliori e quelle di transizione. Investimenti in conoscenza (o relazioni) che hai fatto per motivi completamente scollegati da un ritorno economico che improvvisamente generano un ritorno di quel tipo.

E chiaro che se uno non li fa in base a cose tipo "la matematica mi fa schifo" o "la mia vera passione è la filologia romanza", siamo morti in partenza. L'equivoco supremo è pensare che ci sia prima la passione (determinata da non si sa che cosa) e poi lo sforzo (per la cosa di cui sono appassionato): c'è prima lo sforzo (ovvero un leap of faith) e poi eventualmente --e più spesso di quanto si immagini-- nasce la passione.
  • 10

Battibecco dovete domandare a Sarri, che è un razzista; e gli uomini come lui non possono stare nel mondo del calcio.


#10 Seattle Sound

Seattle Sound

    Non sono pigro,è che non me ne frega un cazzo.

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  • LocationTiny little green

Inviato 26 settembre 2013 - 02:34

c'è prima lo sforzo (ovvero un leap of faith) e poi eventualmente --e più spesso di quanto si immagini-- nasce la passione.


lo diceva anche bob malone!
  • 2

Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#11 grivs

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Inviato 26 settembre 2013 - 04:49

l'ambito artistico (BLARG) non scatena un cazzo di per sé, l'unico fattore scatenante è che è più facile fingere (verso gli altri e se stessi) un serio interesse verso la fotografia


leggendo letteratura e arti figurative non sempre si direbbe asd
  • 0
[0:08] webnicola: allora facendo una media di 80 anni e cagando 300 gr al giorno (siamo italiani dai caghiamo di piu) cachiamo 8,7 tonnellate in una vita quindi [0:09] webnicola: possiamo teorizzare che nella propria vita fa un peso di merda [0:10] webnicola: circa 100 volte il proprio peso [0:10] webnicola: cmq sostanzialmente in un anno circa si caga il proprio peso quindi potresti farti un amico di merda e nel tiro alla fune si sarebbe pari

[webnicola]: io [mi aspettavo] che si dimettesse subito o che non si dimettesse. tipo "resisto è stata solo un colpo di testa dei miei uomini" e l'assalto alla camera sfasciata e qualche cranio rotto, gente che caga dentro la testa di cicchitto morto, cose così

oggi ho combattuto come un toro. ho il cuore sfiancato. sento che stanno crollando le mura DI QUESTA BABILONIA PRECRISTIANA! vinceremo! Cit. Ale

webnicola: non sto leggendo. mi state facendo venire la colite

gli butto lì un "rizoma" così mi si bagna


#12 Blue Tears

Blue Tears

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Inviato 26 settembre 2013 - 05:03

Io finora ho fatto solo lavori che non mi piacevano, un po' per il principio che finché non provi a fare qualcosa non puoi sapere se ti piace o no, un po' perché fare quello che ti piace va bene finché la tua passione non è quella di scrivere musica, poesie o più in generale l'ambito artistico, che poi è anche quello che scatena maggiormente le passioni delle persone normalmente. Fare quello che ti piace è possibile, ma se uno non c'ha margine economico di manovra e deve reperire i soldi nell'immediato non può mica buttarsi a capofitto su quello che gli piace prendendo 0 € al mese. O meglio, può farlo e gli farà anche onore, ma in quel caso può andare a finire molto male.

soprattutto se, a prescindere dai soldi che occorrono per poterti dedicare all'arte, non sei un'artista.
  • 0
Anche tra fiamme violente si può piantare il loto d'oro

#13 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 26 settembre 2013 - 06:06

l'ambito artistico (BLARG) non scatena un cazzo di per sé, l'unico fattore scatenante è che è più facile fingere (verso gli altri e se stessi) un serio interesse verso la fotografia che verso la biologia molecolare o la matematica


Ok, nella maggior parte dei casi è tutta una finzione, volevo solo porre l'accento sul fatto che a volte è assolutamente necessario scindere lavoro nel senso più comune del termine e passione/interesse, per i motivi più svariati, quindi l'intersezione non si fa.

Che poi in effetti il discorso artistico manco dovevo citarlo perché ha tratto in inganno, la mia compagna ad esempio c'ha una forte passione nell'assistere le persone in difficoltà, con disabilità varie e problemi mentali (ed infatti sta con me asd ), ma si sta facendo Agraria nonostante la appassioni infinitamente meno, dedicandosi appena può alla prima cosa, e nel frattempo prende ogni tanto lavoretti tipo volantinaggio e cazzate varie. E secondo me fa bene. Nel campo in cui vorrebbe lavorare lei richiedono sempre più di frequente lauree in scienze dell'educazione o della formazione, che son cagate e può farsi più tardi studiando il minimo, mentre era andata a seguire qualche lezione di psicologia e l'aveva trovata una merda (vabé, in Italia).
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Statisticamente parlando, non lo so.


#14 strafanich

strafanich

    Classic Rocker

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Inviato 26 settembre 2013 - 07:13

Io mi trovo in una fase un po' così, il mio lavoro attuale non mi dispiace (statistico in ambito logistica, forecast/inventory/availability/ etc..) però fatico davvero molto a trovare stimoli che mi diano soddisfazione, a parte quella economica, di cui non mi posso lamentare.

Non saprei cosa voglio fare, su cosa mi piacerebbe imparare meglio, mi piacerebbe padroneggiare meglio linguaggi di programmazione ad esempio. Però fra le fottute otto ore qui e la vita fuori, uno fa fatica a trovare il tempo di fare tutto.

Mi era anche venuta l'idea di reiscrivermi all'università per finire la magistrale in statistica, ma qui la facoltà è pesantemente sbilanciata verso il mondo assicurativo (Generali e Allianz presenti in città entrambe) e francamente il mondo non mi attira moltissimo.

Per ora l'approccio è: continuo a fare il mio lavoro meglio possibile, e nel frattempo cerco qualche corso/slide eccetera per imparare qualcosa di nuovo (che poi magari mi torna utile anche a lavoro)
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#15 marz

marz

    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 26 settembre 2013 - 07:53

Comunque ci tengo a precisare che io ero/sono anche appassionato di biologia (davvero).

Dai su, nella vita si scazza spesso. Ora non raccontiamoci la stronzata che tutti i ragazzi sono o devono essere dei mini-robot o come thelly. Si attraversano momenti più incerti, si sprofonda magari anche per pigrizia e inettitudine e poi magari si rinsavisce. Ora mettersi ad additare negativamente le persone come fa Ortodosso con me ed altri dall'alto del suo successo professionale (penso meritato) mi sembra francamente arrogante. Ben vengano comunque i suoi consigli quando riescono ad essere costruttivi.

p.s.
mi dispiace far cadere il mito del feudatario e d'interrompere il giochino simpatico con lassigue ma l'anno scorso ho lavorato part-time per un periodo, che non vuol dire un cazzo però tent'è. E anche quest'anno penso lo farò, se mi chiamano di nuovo, perché alla fine le esigenze di autonomia ci sono e i soldini di papà non ci sono per sempre. Certo, non è un lavoro come statistico a L.A. però ci accontentiamo per il momento.
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Everybody needs a bosom for a pillow

#16 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Pietra MIliare

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Inviato 26 settembre 2013 - 09:40

cmq questa roba del lavoro che piace, creativo, ecc. poi è un po' una baggianata dai

secondo me ci sono 1000 fattori che contano, l'ambiente e l'interazione con gli altri sono importanti almeno quanto il contenuto, e così la possibilità e la capacità di lavorare in armonia e con calma
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#17 mongodrone

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Inviato 26 settembre 2013 - 11:20

tu cosa vuoi fare? Perché? Sei sicuro? Se non sei sicuro, probabilmente vuoi fare qualcosa che apra più opzioni dopo, specialmente nell'area approssimata che pensi ti interessi.

Per fare un minimo di disegno della ricerca (e quindi della carriera) bisogna iniziare sognando, non solo per guadagnare entusiasmo, ma soprattutto perché serve a rimuovere vincoli, che è l'ingrediente chiave (infatti poi passeremo a rimuoverli anche dal punto di vista di quello che sai fare, di quanti soldi servono, e di quali sono le cose che non vuoi fare).

Senza una risposta seria a questa domanda non si parte neanche, e se uno non ha il coraggio di chiedersela (codardìa spesso mascherata da cinismo, battute da due soldi, a volte addirittura paura del giudizio altrui o di se stessi perché mettere impegno nel lavoro è passibile di presa in giro, affermazioni buone per ogni stagione ma che non c'entrano un cazzo tipo prendo quello che c'è o c'è la crisi) è finito in partenza.


:fear: :fear: :fear: :fear: :fear:

comunque ci voleva un topic ad hoc
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#18 Bara dei pupi

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Inviato 26 settembre 2013 - 11:22


tu cosa vuoi fare? Perché? Sei sicuro? Se non sei sicuro, probabilmente vuoi fare qualcosa che apra più opzioni dopo, specialmente nell'area approssimata che pensi ti interessi.

Per fare un minimo di disegno della ricerca (e quindi della carriera) bisogna iniziare sognando, non solo per guadagnare entusiasmo, ma soprattutto perché serve a rimuovere vincoli, che è l'ingrediente chiave (infatti poi passeremo a rimuoverli anche dal punto di vista di quello che sai fare, di quanti soldi servono, e di quali sono le cose che non vuoi fare).

Senza una risposta seria a questa domanda non si parte neanche, e se uno non ha il coraggio di chiedersela (codardìa spesso mascherata da cinismo, battute da due soldi, a volte addirittura paura del giudizio altrui o di se stessi perché mettere impegno nel lavoro è passibile di presa in giro, affermazioni buone per ogni stagione ma che non c'entrano un cazzo tipo prendo quello che c'è o c'è la crisi) è finito in partenza.


:fear: :fear: :fear: :fear: :fear:



sei tu che volevi le sue delucidazioni, adesso vi rigira per bene
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#19 botty

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Inviato 26 settembre 2013 - 11:23

mongo perché non fai l'istruttore di tennis?
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I aim to misbehave


#20 mongodrone

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Inviato 26 settembre 2013 - 11:28

fra 10 anni se divento bravo è un'opzione (ma a quel punto spero di essere già un feudatario di Filicudi).
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