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Su Netflix E Le Nuove Frontiere Della Narrazione Audiovisiva


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#161 William Blake

William Blake

    Titolista ufficiale

  • Redattore OndaCinema
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Inviato 29 dicembre 2019 - 16:01

Il successo di uno spettacolo come Nanette, che alla fine più che uno special di stand up comedy è una sorta di ted talk bacchettona, lo trovo una diretta conseguenza dello stato della comicità americana e mondiale durante/dopo l'era #metoo.

 

Utilizzare i propri traumi per creare un grande spettacolo comico è quello che fanno i grandi comici dalla notte dei tempi, penso negli anni scorsi alla (lei si) stand up comedian Tig Notaro, che nel 2012 utilizza il dramma della sua malattia per metter su uno spettacolo commovente e che fa tanto tanto ridere (tra l'altro primo sostenitore di quello spettacolo e con una parte attiva nel promuoverlo fu proprio il brutto e cattivo Louie, che lo descrisse come uno dei migliori show che avesse mai visto). La Gadsby invece è perfetta per questo preciso momento storico perchè è rassicurante il suo non voler far ridere, parlando male della comicità, degli uomini bianchi e del pubblico, portando proprio quest'ultimo nella scomoda posizione di non poter fare altro che sentirsi scomodo e coinvolto nel suo inattaccabile dolore, sul quale non ci si può scherzare sopra e che nessuno si azzardi a farlo. Tra l'altro questi sono gli unici argomenti che la società americana in questo momento storico ti permette di attaccare e anzi bisogna farlo il più possibile e nella maniera più ipocrita possibile. E infatti quando la comicità si fa dettare gli argomenti dalla stessa società che osserva smette di essere divertente.

 

Nanette ha anche qualche discreto spunto di riflessione e una storia personale dell'autrice, che è dura e raccontata in maniera interessante. Non mi piace il personaggio Gadsby però, per la boria con la quale si erge sopra la categoria "comicità" (categoria che ha scelto come strada nella vita, che porta avanti in maniera mediocre e che poi addirittura incolpa) e per quel sessismo, neanche troppo velato, che traspare in molte situazioni. Questo discorso, pieno di momenti al limite dell'imbarazzo, è un perfetto esempio.

 

 

Sono d'accordo sia con questo post, sia, in parte, con l'articolo di thevision.com. Probabilmente "Nanette" è stato uno spettacolo importante perché traccia una riga su come trattare le tematiche queer, dimostrando come ci sia un cambiamento di percezione e di sensibilità importante e non si può dire qualsiasi cosa derubricandola al "facciamoci una risata"...si può scherzare, si può fare ironia ma bisogna anche rendersi conto che uno ha il diritto di offendersi (poi come questo diritto venga utilizzato sui social network et similia è un altro paio di maniche). Come scrive central perk, però, la Gadsby sceglie la via più lineare e politicamente inattaccabile: in "Nanette" dice chiaramente che non farà ridere e infatti costruisce una sorta di monologo/rant in cui se la prende coi maschi bianchi etero che le hanno angustiato l'esistenza, passando da Picasso al tizio che l'ha picchiata. Chi le può dire "no, scusa, ci sono maschi bianchi etero buoni" o "anche Picasso ha fatto cose buone" senza passare per cretino o, peggio, per misogino? (è ovvio che la Gadsby, lo sappia ma non è quello il punto, il punto è che abbiamo fatto parte di un sistema sociale discriminatorio). Al che la direzione artistica andrebbe discussa perché siamo più dalle parti dell'oratoria pura, o del monologo teatrale, molto meno dalle parti della stand-up. Sarà soggettivo ma a me ha strappato due mezze risate in un'ora, mentre mi ha fatto ridere di più Dave Chappelle - il cui spettacolo in realtà mi è piaciuto meno. Durante il suo rant ho ascoltato cose che, in fondo, condividevo già e qua sorge un'altra questione: la Gadsby la vanno a vedere membri della comunità LGBTQIA, liberal, dem etc. oppure fascisti, KKK e quelli della Bible Belt della Tasmania? è facile farsi applaudire da chi è già d'accordo con te, anche perché, al contrario di altri, come Gervais o Louis CK, non c'è il rischio che venga mal interpretata. E qui concludo: la comicità lavora sul filo del rasoio, ribalta pesi e contrappesi del discorso pubblico e la Gadsby non lo fa mai, non si prende un rischio che sia uno e, per di più/di conseguenza, non fa nemmeno ridere. Non capisco come all'epoca si potesse dire che "Nanette" avrebbe rivoluzionare la comedy, ma a distanza di un anno il suo impatto mi pare minimizzato.*

 

 

* ovviamente posso sbagliarmi, non vivendo negli U.S.A.


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#162 Pancakes

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    Frankly, my dear, I don’t give a damn

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Inviato 27 marzo 2020 - 09:53

Comunque passino i titoli di testa stile serie di un film originale netflix [me li ricordo su The Outsider ad esempio, caso di progetto partito benissimo e poi finito male].

Ma pure le locandine dei film non netflix fatte diventare thumbnail accattivanti stile ultima serie originale... per non parlare delle sinossi poi. :facepalm:


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#163 cinemaniaco

cinemaniaco

    FЯEAK ON A LEASH

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Inviato 27 marzo 2020 - 13:08

spesso ci siamo chiesti come mai i film originali netflix di registi che ci stavano infottando un sacco, finiscono per risultare delle grandi delusioni

forse ho la soluzione dopo essermi imbattuto in un altro caso: SPENSER CONFIDENTIAL

la 5° collaborazione tra peter berg e marky mark vorrebbe fin dal titolo ibridare questa volta il loro tipico action con il noir di ambiente poliziesco di un ellroy o – esagero – di un chandler. due indizi fanno una prova: la presenza di brian helgeland in sede di sceneggiatura (fu lui a pennellare lo script di l.a. confidential). in realtà l’ambientazione bostoniana più che ellroy fa venire in mente lehane e i suoi rispettivi adattamenti cinematografici, in particolare quelli di ben affleck. nel canovaccio comunque ci sono tutti elementi comuni al noir/crime/poliziesco americano: mobster irlandesi in tuta, sbirri corrotti, investigatori privati (più o meno ufficiosi). le intenzioni sono anche buone, ma sulla produzione grava un grosso limite: esatto, proprio l’egida di netflix

ormai l'ho capito: il target di netflix è il suo abbonato tipo, ovvero un esponente della fascia di età che va dai 16 ai 29 anni, con una predilezione per la parte più bassa della forbice anagrafica. per questo tipo di pubblico viene confezionato un film che non possa turbarlo troppo, né richiedere troppa energia alle sue meningi, intrattenendolo per due ore avendogli dato l’illusione di aver assaggiato una pietanza ricca di tante cose. questo film vorrebbe essere un noir “serio”, un buddy-movie sagace e divertente, un action fracassone. non funziona in pratica in nessuno dei tre segmenti, o se funziona, funziona a corrente alterna, ma soprattutto non c’è il giusto amalgama tra le componenti e c’è tanta incoerenza a livello di ritmo, tono e costruzione. la parte da noir “serio” non è controbilanciata da un altrettanto approccio serio all’action, che ridicolizza ed infantilizza il tutto. la parte da buddy-movie non fa ridere e il rapporto tra i due personaggi è solo abbozzato

spero di sbagliarmi, ma netflix mi sembra avviato a diventare la disney 2.0 , solo con un altro tipo di target
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#164 Pancakes

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Inviato 27 marzo 2020 - 16:45

spesso ci siamo chiesti come mai i film originali netflix di registi che ci stavano infottando un sacco, finiscono per risultare delle grandi delusioni

forse ho la soluzione dopo essermi imbattuto in un altro caso: SPENSER CONFIDENTIAL

la 5° collaborazione tra peter berg e marky mark vorrebbe fin dal titolo ibridare questa volta il loro tipico action con il noir di ambiente poliziesco di un ellroy o – esagero – di un chandler. due indizi fanno una prova: la presenza di brian helgeland in sede di sceneggiatura (fu lui a pennellare lo script di l.a. confidential). in realtà l’ambientazione bostoniana più che ellroy fa venire in mente lehane e i suoi rispettivi adattamenti cinematografici, in particolare quelli di ben affleck. nel canovaccio comunque ci sono tutti elementi comuni al noir/crime/poliziesco americano: mobster irlandesi in tuta, sbirri corrotti, investigatori privati (più o meno ufficiosi). le intenzioni sono anche buone, ma sulla produzione grava un grosso limite: esatto, proprio l’egida di netflix

ormai l'ho capito: il target di netflix è il suo abbonato tipo, ovvero un esponente della fascia di età che va dai 16 ai 29 anni, con una predilezione per la parte più bassa della forbice anagrafica. per questo tipo di pubblico viene confezionato un film che non possa turbarlo troppo, né richiedere troppa energia alle sue meningi, intrattenendolo per due ore avendogli dato l’illusione di aver assaggiato una pietanza ricca di tante cose. questo film vorrebbe essere un noir “serio”, un buddy-movie sagace e divertente, un action fracassone. non funziona in pratica in nessuno dei tre segmenti, o se funziona, funziona a corrente alterna, ma soprattutto non c’è il giusto amalgama tra le componenti e c’è tanta incoerenza a livello di ritmo, tono e costruzione. la parte da noir “serio” non è controbilanciata da un altrettanto approccio serio all’action, che ridicolizza ed infantilizza il tutto. la parte da buddy-movie non fa ridere e il rapporto tra i due personaggi è solo abbozzato

spero di sbagliarmi, ma netflix mi sembra avviato a diventare la disney 2.0 , solo con un altro tipo di target

Piano piano stiamo convergendo, poi è vero che hanno vari prodotti ma come loro target principale abbasserei pure l'età, viste le serie che propinano: Umbrella Academy, Casa di Carta, tutte ste bambinate guardate però non solo dai liceali di oggi.

 

Mi è piaciuta la recensione dei 400calci, che dice un pò le stesse cose tue anche se è più positiva. Una cosa che lascia invece intendere e che credo si possa dire con ragionevole certezza: se non ci fossero Boston e Wahlberg questo film non andrebbe da nessuna parte.

 

Un'altra cosa in tema costruzione a tavolino di netflix che mi ha lasciato perplesso: il "featuring" di Post Malone. Una scena all'inizio, una a metà, una alla fine. Più calibrato dello screen time dei personaggi Disney e Warner in Chi ha incastrato Roger Rabbit asd


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#165 oblomov

oblomov

    Mommy? Can I go out and kill tonight?

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Inviato 30 marzo 2020 - 07:44

per non perdermi negli status: tiger king il meglio del 2020 finora

 

there-might-be-a-follow-up-to-tiger-king

 

Mai vista sullo schermo una così incredibile immersione in 'Murica e la carrellata di villains con sfondo di tigri, sicari, crackheads, matrimoni omo a tre, pessima musica country è talmente larger than life che viene quasi il dubbio che sia tutto una complicatissima messa in scena ventennale


  • 7
Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.

#166 lasa

lasa

    mainstream Star

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Inviato 30 marzo 2020 - 09:55

1*vl7p6iIlInVH6vSHLrhPiA.png

 

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Una menzione d'obbligo anche per James Garretson - businessman. 

Ciccione viscidissimo, che alla fine si dimostra forse il più saggio di tutti capendo per primo quando era il caso di fare un passo indietro (per pugnalare alle spalle meglio gli altri). Una specie di Proposition Joe versione redneck.


  • 3

#167 Gonzo

Gonzo

    Twenty-Three Lubed Up Schizophrenics With Delusions of Grandeur

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Inviato 30 marzo 2020 - 10:19

Spoiler

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the best ever death metal band out of Denton
never settled on a name.
but the top three contenders, after weeks of debate,
were Satan's Fingers, and the Killers, and the Hospital Bombers.


#168 oblomov

oblomov

    Mommy? Can I go out and kill tonight?

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Inviato 30 marzo 2020 - 10:20

l'unico che si salva di tutta la serie per me è lui

 

erik-cowie-tiger-king-1585079851479.png

 

oltre a essere l'unico dei rednecks di joe exotic a cui non mancano pezzi e a non avere denti da meth, sembra anche un essere umano funzionante

 

 

tiger-king-kelci-saffery.jpg?itok=jMiEcn

 

tiger-king-john-reinke.jpg?itok=icc_Bwqi

 

per i ricchi 150 dolla a settimana e la carne marcia nel rimorchio questi poracci ci hanno rimesso estremità varie, non parliamo poi del campaign manager della corsa a governatore per lo stato dell'Oklahoma, che rimane con lui anche quando la campagna e finita e l'altro fattone si spara, non voglio neanche sapere che tipo di droghe/perversioni lo legassero al suddetto joe exotic

 

ah, e vogliamo parlare dell'album di matrimonio di carole?

 

weddingafter.jpg


  • 1
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#169 Central Perk

Central Perk

    Il fu Chanandler Bong

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Inviato 30 marzo 2020 - 22:05

Carole e Howard forse anche più spaventosi di Joe. E ce ne vuole.


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#170 oblomov

oblomov

    Mommy? Can I go out and kill tonight?

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Inviato 31 marzo 2020 - 09:29

campaign manager della corsa a governatore per lo stato dell'Oklahoma, che rimane con lui anche quando la campagna e finita e l'altro fattone si spara, non voglio neanche sapere che tipo di droghe/perversioni lo legassero al suddetto joe exotic

 

eccolo qua: http://www.kten.com/...in-pauls-valley

 

assalto con katana, not bad

 

ah ci siamo dimenticati di un altro grande protagonista

 

gettyimages-520575020-1585331622.jpg

 

non ricordo un'altra serie in cui la partecipazione di un ex super-narco degli anni 80 venga liquidata in 5 minuti e "ha comprato qualche animale da joe exotic"

 

altre cose non citate o che durano 3 secondi

 

la micheal jackson connection: https://kj103fm.ihea...son-connection/

 

il cameo di shaq https://edition.cnn....trnd/index.html

 

ah vorrei poi rassicurarvi: jeff la tata per la pargola l'ha trovata

 

jeff-lowe-nanny-1585595078094.jpg


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#171 Giubbo

Giubbo

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Inviato 31 marzo 2020 - 10:42

capisco che questo Tiger King sia interessantissimo dal punto di vista dello studio sociale di un'America rurale macha, fuori dal tempo, ignorante, borderline, ma cavolo, 7 puntate su cosa?!

 

solo io ho l'impressione che già alla seconda puntata continuassero a girare in tondo, dicendo più o meno sempre le stesse cose? o forse ingrana dalla terza puntata?

 

mi sembra che gli manchi quel guizzo geniale tipo American Vandal. se non lo avessero fatto su Netflix, avrebbe avuto questo successo?

 

 

io volevo segnalare un nuovo oggetto di culto degli ultimi giorni di cui finalmente mi sono innamorato anch'io (al contrario di Stranger Things, La Casa de Papel, ecc.):

 

Il Buco (The Platform)

 

 

un film terrificante, che sembra scritto da un filosofo come Dino Buzzati, ma messo in scena da un pervertito tipo Cronenberg: il concept è fighissimo: una prigione verticale dove una piattaforma piena di ottimo cibo scende dal livello 1 giù giù fino al livello ???, cosicché più risiedi al piano basso, meno mangi, con gravi conseguenze sulla convivenza di chi sta con te.

ma non è solo ottimo a livello di concept, perché i personaggi sono scritti benissimo, l'evoluzione della storia ti fa stare col fiato sospeso, il ritmo è urgentissimo, nonostante le scenografie certo non aiutino, anzi, radicalizzano, ed anche come "involuzione/evoluzione personale" del protagonista funziona benissimo.

applauso anche alla regia, con tocchi di classe raccapriccianti, tipo le inquadrature vertiginose dal punto di vista del protagonista, il rumore terribile della piattaforma quando scende, i dialoghi veramente nichilisti e svuotati da ogni speranza.

 

un punto di domanda sul finale, sul quale mi piacerebbe parlare con chi l'ha visto.


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#172 Max Stirner

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Inviato 31 marzo 2020 - 13:35

ma che roba è


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#173 Fidelio

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Inviato 31 marzo 2020 - 15:38

Il Buco funziona a meraviglia, mi sono stupito di trovare un film così su Netflix. Unico punto di domanda, anche per quello che mi riguarda, è il finale. Se qualcuno ci ha capito qualcosa dica pure. 


  • 0

#174 Sandor

Sandor

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Inviato 31 marzo 2020 - 16:20

Il Buco funziona a meraviglia, mi sono stupito di trovare un film così su Netflix. Unico punto di domanda, anche per quello che mi riguarda, è il finale. Se qualcuno ci ha capito qualcosa dica pure. 

La bambina non c'entra una minchia,sembra un inserimento imposto tanto per fare un pò di tenerezza dopo tanta lotta e disperazione.

La panna cotta era il messaggio e stop .


  • 3

#175 Duck

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Inviato 31 marzo 2020 - 20:35

Ma porca troia Dillon come cazzo fa a starci con sto cessone di Joe Exotic?!?

Questa al momento è la cosa più incomprensibile della serie asd 


  • 0

«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto

Poi Eriksen è buono ma Sensi è meglio se non fosse sempre rotto.


#176 geeno

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    Scaruffiano

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Inviato 31 marzo 2020 - 21:11

A me quello che fa impazzire in documentari come questo è la quantità di materiale girato, qui poi è incredibile, è stato filmato TUTTO, non oso immaginare cosa c'era nelle 60.000 ore di footage andate in fiamme.

 

Comunque oh, Maldonado-Passage è un gran cognome.


  • 0

#177 brachilone

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Inviato 01 aprile 2020 - 06:58

Il Buco funziona a meraviglia, mi sono stupito di trovare un film così su Netflix. Unico punto di domanda, anche per quello che mi riguarda, è il finale. Se qualcuno ci ha capito qualcosa dica pure. 

 

L'idea mi è piaciuta, ma il film nel complesso non mi ha lasciato granché, mi sono rimaste in testa solo le scene splatter. Comunque rispetto allo standard film di Netflix siamo nettamente sopra, credo ci sia solo Storia di un matrimonio di meglio al momento.

 

Spoiler


  • 2

#178 Merlo

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Inviato 01 aprile 2020 - 09:20

Sale chiuse, ondata di film direttamente in digitale

 

https://www.ansa.it/...c4b51db810.html


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"Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace"

Ricette Veg

#179 debaser

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Inviato 01 aprile 2020 - 16:49

Era l'ora
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#180 PDeVo

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Inviato 01 aprile 2020 - 21:55

Boh carina l'idea di sto Buco ma nel complesso sviluppato in maniera banalotta, anche i dialoghi lasciano a desiderare


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