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Cosmopolis (Cronenberg, 2012)


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92 replies to this topic

#21 satyajit

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Inviato 29 maggio 2012 - 17:19

Perchè io ancora i limiti di Cosmopolis non li ho mica capiti. :blink:


Appena trovo il tempo provo a entrare un po' nel merito. Questa settimana purtroppo non ne ho.
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#22 satyajit

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Inviato 29 maggio 2012 - 17:20

...


Claudio, su Cineforum, ad esempio, "Shame" ha ottenuto una media di 2,7 (su 5) x 18 voti.
Eppure a te e piaciuto molto e ha fatto impazzire quasi tutta la redazione. :rolleyes:


Infatti quello è un caso. Un altro è Tree of Life, su Cineforum poco più di 3, per loro non tra i migliori di Cannes 2011.
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#23 sokurov

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Inviato 29 maggio 2012 - 17:22


Perchè io ancora i limiti di Cosmopolis non li ho mica capiti. :blink:


Appena trovo il tempo provo a entrare un po' nel merito. Questa settimana purtroppo non ne ho.


Aspetto! ]:)
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#24 sokurov

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Inviato 29 maggio 2012 - 17:24


...


Claudio, su Cineforum, ad esempio, "Shame" ha ottenuto una media di 2,7 (su 5) x 18 voti.
Eppure a te e piaciuto molto e ha fatto impazzire quasi tutta la redazione. :rolleyes:


Infatti quello è un caso. Un altro è Tree of Life, su Cineforum poco più di 3, per loro non tra i migliori di Cannes 2011.


Ma stiamo parlando di titoli che inevitabilmente possono dividere la critica. Poi se la redazione si sbilancia verso uno dei due fronti è pura soggettività.
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#25 satyajit

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Inviato 29 maggio 2012 - 17:26



...


Claudio, su Cineforum, ad esempio, "Shame" ha ottenuto una media di 2,7 (su 5) x 18 voti.
Eppure a te e piaciuto molto e ha fatto impazzire quasi tutta la redazione. :rolleyes:


Infatti quello è un caso. Un altro è Tree of Life, su Cineforum poco più di 3, per loro non tra i migliori di Cannes 2011.


Ma stiamo parlando di titoli che inevitabilmente possono dividere la critica. Poi se la redazione si sbilancia verso uno dei due fronti è pura soggettività.


Infatti, i film che normalmente dividono, a noi ci uniscono, salvo poche voci fuori dal coro.
Forse l'unica eccezione è von Trier, che divide anche noi.
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#26 Fitzcarraldo

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Inviato 29 maggio 2012 - 17:28

Sarebbe interessante capire perché noi tendiamo a 'far branco' intorno a certi film.


ma credo che sia solo una questione d'affinità di gusti (per un certo senso anche elettiva visto che i nuovi redattori vengono scelti dai precedenti), e che ognuno decida in cuor suo a prescindere dagli altri. Io ho messo il mio voto subito dopo la pubblicazione alzando quello della recensione e credo che così sia per tutti (non credo che qualcuno dica tra sè e sè "vediamo che voto danno gli altri almeno mi accodo")
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I'm too old for this shit


#27 vegeta851

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Inviato 30 maggio 2012 - 00:35

Mazzarella gli da 9. P.M. Bocchi 8...

comunque...gran film.
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#28 eugenio_barba

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Inviato 30 maggio 2012 - 23:29

Ottima pellicola, eccentrica e psicotica: un incubo paranoico.
Detto questo, sarà stato il vino in eccesso, ma nel lungo dialogo teorico sul tempo...che cosa si sono detti??
Lì ho perso un attimo il filo e purtroppo nessuna recensione letta si sofferma sull'argomento :P
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#29 vegeta851

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Inviato 30 maggio 2012 - 23:36

dici il dialogo in auto tra pattinson e samantha morton?

ho trovato interessante questa recensione di Giona Nazzaro: http://temi.repubbli...oOnqeo.facebook
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#30 eugenio_barba

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Inviato 31 maggio 2012 - 00:08

Sì esatto, proprio quello, spero di trovare da qualche parte la sequenza per rivederla con calma :)
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#31 piersa

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Inviato 31 maggio 2012 - 08:02

Boh, l'ho visto ieri e ancora non mi decido.
Cose che mi sono piaciute:
- i micromovimenti della limousine stile video dei Sigur Ros;
- il design generale, dal minimale tecnologico a colori freddi fino alla fantastica bottega del barbiere; il terzo scenario, quella specie di casa disastrata non mi è piaciuta forse perché ho rivisto Possession giusto ieri l'altro;
- Paul Giamatti
- le cose à la cronenberg, la bottiglietta e l'ispezione (che spero nella realtà non duri così tanto asd ).

Perplessioni:
- il teatro parlato generale (odio quando parlano troppo e vorrei un parere di chi lo ha visto sottotitolato, praticamente si è letto il libro in due ore)
- lo scenario: pensavo fosse un romanzo anni '80 e invece è del 2003! Poteva sembrare una'altra faccia della medaglia degli scenari di Ellis e invece viene 20 anni dopo. Non insisto perché Delillo non mi ispirava e continua a non ispirarmi ma secondo me c'ha scarsa visione rispetto a altri, Ballard, Ellis... è come paragonare Pirlo a Felipe Melo. Parafrasando Incidente, come ci ridurremo, dice lui. Secondo me calca troppo su un sentimento di angoscia che non porta da nessuna parte e il "dominio dei segni" che sembra predicare Packer fa troppo Bill Gates, umano troppo umano. Come evolve non mi convince. Il taglio dei capelli mi sembra di natura psicotica-ansiotica, mi piace e non mi piace.
- lo schematismo, quasi televisivo; non mi fa strano che sia coprodotto dalle televisioni di mezza Europa

In sintesi: lo trovo utilissimo (il dibattito è questo, occupy wall street, basta con le raccolte fondi via sms...); difficilmente avrei voglia di rivederlo, impossibile che mi metta a leggere Delillo.
Costo del biglietto: 5 euro
voto 6,5 al massimo
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#32 sokurov

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Inviato 31 maggio 2012 - 11:38

Ottima pellicola, eccentrica e psicotica: un incubo paranoico.
Detto questo, sarà stato il vino in eccesso, ma nel lungo dialogo teorico sul tempo...che cosa si sono detti??
Lì ho perso un attimo il filo e purtroppo nessuna recensione letta si sofferma sull'argomento :P


Secondo me è il punto più alto del film insieme a Pattinson che piscia. E' un dialogo provocatoriamente sterile, dove si raggiunge il picco di saturazione della parola. La donna esperta di finanza (Morton) parla di cybercapitale come prerogativa di un futuro dove il capitalismo si regge sul tempo, lo fa suo.

Dal libro di DeLillo: "Perchè oggi il tempo è un bene aziendale. Appartiene al sistema del libero mercato. Il presente è più difficile da trovare. Lo stanno risucchiando fuori dal mondo per fare posto a un futuro di mercati incontrollati ed enormi potenziali di investimento. Il futuro diventa insistente. Ecco perchè presto accadrà qualcosa, forse oggi stesso. Per correggere l'accelerazione del tempo. Per riportare la natura alla normalità, più o meno".

Ed è sintomatico che il personaggio della Morton esprima questo concetto mentre all'esterno la manifestazione è degenerata in uno scoppio particolarmente violento e che l'oggetto di tale violenza sia la limousine di Packer (e chi c'è al suo interno, i quali però non si scompongono di una virgola).

Il riferimento a quel "accadrà qualcosa" mi ha fatto tornare in mente l'epilogo de "La coscienza di Zeno", a quell'esplosione enorme che nessuno udrà e che si spera sia il ritorno a un mondo privo di "parassiti e malattie".
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#33 William Blake

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Inviato 31 maggio 2012 - 13:16

Perplessioni:
- il teatro parlato generale (odio quando parlano troppo e vorrei un parere di chi lo ha visto sottotitolato, praticamente si è letto il libro in due ore)


su questo sono parzialmente d'accordo, e l'ho visto in VO+sub, però credo che anche questa forma non sia casuale...ma andiamo con ordine.
i simboli sparsi sono naturalmente metafore e metonimie della crisi dell'espansione capitalista che il romanzo di DeLillo aveva fotografato con 10 anni di anticipo e che, quindi, nel film di Cronenberg diventa cronaca. cronaca grottesca, perché "Cosmopolis" ha come set una limousine iper-tecnologica, un lussuoso loft ambulante che calamita tutti i vari personaggi che ruotano intorno al genio dell'alta finanza. la struttura dialogica non è casuale: a me pare evidente che DeLillo si sia richiamato ai dialoghi dei classici greci e latini. la differenza tra romanzo e film è che il primo sviluppava una tesi (molti l'hanno definito infatti un pamphlet) mentre il secondo fa constatazioni di fatto. inoltre Cronenberg ha ritrovato nella pagina scritta la naturale prosecuzione del suo ultimo mutamento, dove il cinema psico-somatico degli anni 00 ha raggiunto la saturazione nella verbosità di "A dangerous method", l'opera che sancisce l'inizio del nuovo millennio per il regista canadese richiamandosi alla rivoluzione psicanalitica dell'inizio del secolo scorso. Col salto temporale di "Cosmopolis" si chiude il cerchio: lo sanno, che stiamo portando loro la peste? si chiedeva Freud vedendo la statua della Libertà. bene, il virus non solo si è diffuso, non solo ha sgretolato le persone, ma questa umanità ha ormai sgretolato il sistema-mondo che scivola silenziosamente (ma disastrosamente) verso l'Apocalisse.
il viaggio di Packer è il viaggio del capitalista verso l'incontro con la sua nemesi, attraversa lo Stige con il mezzo che gli è più consono. fuori incorre la peste, dentro è tutto ovattato: basta del sughero, come mettersi i tappi nelle orecchie per attutire il rumore di un'esplosione. Matteo ha citato lo sveviano Zeno, ma l'inetto è un personaggio-tipo del novecento e Packer vi rientra tranquillamente: è un personaggio disponibile a tutte le pause-digressioni del suo viaggio, ma non cede all'obiettivo della giornata: tagliarsi i capelli. Packer preferisce testardamente dimostrare la sua superiorità (la descrizione all'inizio del romanzo fa capire che si tratta di un genio egomaniaco) e consegnarsi nelle braccia della sua nemesi, piuttosto che porsi domande dirette sula sua deiezione (quando Benno lo costringe a farlo, confessa infatti che odia parlare razionalmente). la parola, d'altra parte, è uno strumento svalutato: si sale con una parola e si cade per una sillaba.
  • 1
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#34 paloz

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Inviato 31 maggio 2012 - 13:22

Davvero non so che dire di questo.
Non so fino a che punto la scelta di Pattinson sia un vederci lontano in fatto di inespressività/assurdità del soggetto. Perché obiettivamente è a tratti imbarazzante.
Non capisco in che cosa il romanzo di DeLillo (che ho letto di recente) possa essere materia adatta a Cronenberg. Lo vedo navigare benissimo nella psicanalisi, nei torbidi abissi delle "relazioni pericolose", ma in questo non proprio. Unico momento davvero cronenberghiano è il dialogo al campo da basket con la guardia del corpo, tensione al massimo.
Certi dialoghi non li puoi mettere in pellicola, non li puoi far dire a persone in carne ed ossa. Funzionano su pagina, che sia DeLillo o Wallace o chi vi pare, ma negli scambi dialogici di un film proprio no. Trasporre questo tipo di "surreale" al cinema è per pochi, e forse non per un maestro abituato più a destreggiarsi con lo schifiltor.
E' una delle poche volte che esco dal cinema e mi dico davvero "boh". L'unico errore che mi riconosco è di non aver aspettato l'occasione di vederlo in lingua originale (cosa che farò la prossima volta).
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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#35 piersa

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Inviato 31 maggio 2012 - 13:23

sì, troppe parole e poche sillabe in questo film
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#36 William Blake

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Inviato 31 maggio 2012 - 13:28

Non so fino a che punto la scelta di Pattinson sia un vederci lontano in fatto di inespressività/assurdità del soggetto. Perché obiettivamente è a tratti imbarazzante.


mah, imbarazzante non lo è. solo che parla come un paperotto...non sarà mai un grande attore, però il suo essere apatico e naturalmente ben poco espressivo è perfetto per il personaggio.
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#37 debaser

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Inviato 31 maggio 2012 - 15:37

Paloz ma delillo ti piace? A me proprio no
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#38 atlas

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Inviato 31 maggio 2012 - 15:44

Paloz ma delillo ti piace? A me proprio no

Perché un simile villano non ha un account anobii, per dire?
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#39 paloz

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Inviato 31 maggio 2012 - 16:04

asd
Anobii lo farò quando comincerò a leggere con sistematicità, non voglio vergognarmi di fronte a uno che fa ancora le superiori. :D
In realtà il libro non mi è piaciuto granché, ma vedendo il film l'ho quasi rivalutato. I dialoghi erano belli e avevano senso, lì.
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#40 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 01 giugno 2012 - 13:24

L'ho visto ieri sera, in VO con i sub. Credo che sia un film che cresce con il tempo, appena uscito ero per lo più dubbioso. Per carità, un gran film, ma la scelta dei dialogi così letterari è stata veramente azzardata. Il mio inglese non è abbastanza buono, quindi ho dovuto leggere spesso i dialoghi e la situazione era alquanto straniante perché pareva proprio di leggere DeLillo (autore che per altro amo). Oggi, elaborato il tutto, mi pare più convincente. Pattison è un cane, ma forse serviva proprio un cane per quel ruolo, dunque bravo Cronenberg! Parte iniziale e finale spettacolari. In mezzo tanta carne al fuoco, forse troppa per un solo film.
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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.





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