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Pier Paolo Pasolini


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87 replies to this topic

#21 Guest_Cooper_*

Guest_Cooper_*
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Inviato 11 novembre 2006 - 01:50

le opere di autori come Pasolini, Calvino (salvo eccezioni scolastiche) e Moravia oggi non le legge più nessuno.


Altra stronzata...Calvino è continuamente ristampato, e letto.



Toh, non l'avrei detto!
Credo che Busi parlasse dell'incidenza reale che le voci di questi tre imprescindibili autori hanno sui lettori di oggi, in ogni caso.


#22 Enrico

Enrico

    Roadie

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Inviato 11 novembre 2006 - 02:38

Non sono un intellettuale, non ho fatto il liceo e non ho la laurea, e di Pasolini non ho letto saggi; per capire qualcosa, magari non tutto ma qualcosa si, mi è bastato leggere alcune sue opere e alcuni suoi articoli (ancora, magari non tutti ma qualcuno si), una prassi forse ormai desueta per chi pensa che la cultura siano gli estratti da wikipedia.


Sì, perchè sei una eccezione e non sei il target a cui si rivolge il film. Si suppone che il proselitismo si cerchi di farlo tra chi è all'oscuro (?) della propria condizione. In parole povere, a chi è diretto questo film? Ad una piccola fetta di critici e cinefili perfettamente in grado di cogliere il messaggio, ad una platea di spettatori coscienti, che abbia un minimo di voglia di perdere del tempo ad interpretare e a documentarsi oppure alla stragrande maggioranza della popolazione non conscia della propria situazione? Nei primi due casi allora il film avrebbe nessuna o scarsa ragione di esistere, si suppone che larga parte della popolazione sia ottenebrata e quindi il risveglio sia una questione morale. E allora perchè rendere il messaggio così contorto e difficile, ma Pasolini questo film per chi l'ha fatto, per le masse bisognose o per sè stesso ed una ristretta cerchia? Come può lo spettatore medio o l'operaio o io stesso cogliere i paralleli tra i prigionieri costretti a mangiare merda e la società odierna (soprattutto nel 1975 quando ancora non c'era internet)? Non so se avete presente Men Behind The Sun, è un film che denuncia le atrocità commesse dall'esercito giapponese durante la conquista della Manciuria, è un film DISGUSTOSO. Ci sono delle scene raccapriccianti che rimangono impresse ben bene. Adesso, possiamo stare a discutere per ore se sia giusto o no arrivare a livelli simili di violenza e crudezza, fatto sta che un film così per me è 100 volte più sensato, giunge direttamente all'obbiettivo senza alcuna pretesa, qual è il miglior modo di denunciare qualcosa che si ritiene ingiusto? Farlo capire a più gente possibile. E mi sembra un ragionamento logico. Secondo te, l'operaio della fiat, nel 75, tornava a casa e si andava a vedere Salò? Cercava in un secondo momento di capire la complessità dei rimandi? E questo non perchè fosse stupido, questo perchè il tempo non ce l'aveva di certo porcogiuda. Ma vuoi mettere quanti cazzo di proseliti in più potesse fare un semplice, idiota volantino di protesta?


Invece mi interrogo su che gusto si provi a vantarsi di non capire un artista, solo perchè magari questo non va più 'di moda', e che gusto si provi a fare queste sparate che servono solo a mascherare, col piglio arrogante delle provocazione, la propria ignoranza.


Ma di cosa mi vanto io... Rispondimi nel merito, qui non è questione di ignoranza o no, posso anche essere il più grande ignorante del mondo ma 2+2 lo riesco a fare lo stesso. Se l'importante è il messaggio allora bisogna che il messaggio possa essere recepito dalla maggior parte di gente possibile. Sennò è un esercizio di intellettualismo poco consono alla ideologia che sottende il messaggio. Non sto parlando della realizzazione ma della logica a monte, che regola il parto di opere del genere, come non sto discutendo la grandezza o meno di Pasolini (ripeto, non ho i mezzi per giudicare il suo operato come regista), sto solo constatando che Pasolini ha anteposto le proprie velleità artistiche alla divulgazione di una idea.
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#23 Enrico

Enrico

    Roadie

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Inviato 11 novembre 2006 - 02:51






Ma che cosa dici? Non recepisci il messaggio di Salò? Non recepisci la provocazione della propensione umana alla barbarie? Non recepisci le incredibili sequenze scioccanti, eppure così lontane da ogni forma di facile propaganda o qualunquismo?
Forse in letteratura non ci capirò tanto, e ritenere che i due romanzi citati da Claudio sia due pietre miliari forse sarà un grosso sbaglio, ma sul Pasolini cinematografico mi pare che ormai siamo alla follia...


Sì, la propensione umana alla barbarie la capisco, ma chi è che capisce che "il potere, di per sé, è codificatore e rituale; la ripetitività del gesto sodomitico rappresenta, per la sua meccanicità, il paradigma che riassume questa terrificante imposizione del neocapitalismo.
Per il carnefice si pone, dunque, il problema della ripetitività dell'atto in riferimento alla morte, che lo porta a ricercare non una ma cento vittime, perché altrimenti non potrebbe ripetersi perdendo, in ultima analisi, il suo potere. Ma nel film c'è un'altra soluzione, ovvero fingere di ammazzare la vittima, ma in realtà non ucciderla affatto: "il ritorno alla vita diventerebbe una variante perversa, essendo ormai il rito della morte consumato".
Perchè la critica al film mi sembra concorde nel ravvisare rimandi a ciò. Cioè io vedo uno che mangia merda o che viene sodomizzato e penso alla moderna società capitalistica? Ma scherziamo? Diventa allora un puro fatto di choc dovuto alle immagini? E lo splatter allora?
Senza sapere i rimandi e la volontà interpretativa di Pasolini il film appare come un film weird/violento cazzo! Mi sembra che l'interpretazione svolga un ruolo più che fondamentale! Per denunciare qualcosa bisogna far capire quello che si sta denunciando! L'autore si scaglia contro le sole barbarie umane, una condanna a tutti i tipi di violenza? Beh, se voleva fare questo ci riesce in pieno. ? questa l'interpretazione giusta?

Dove sta la genialità di Pasolini: nell'essere riuscito ad inventare un modo di fare dinema ssolutamente unico e di averlo fatto con uno stile forte ed una padronanza tecnica che migliaia, ma cosa dico migliaia, milioni di registi che il cinema l'hanno studiato per anni, non hanno mai acquisito..


Eh questo non te lo so dire e non mi ci metto neanche, lo ripeto, di storia del cinema so zero.
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#24 Enrico

Enrico

    Roadie

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Inviato 11 novembre 2006 - 03:07

Certo che liquidare in questo modo un artista partendo da premesse "culturali" come "la poesia in generale mi fa cagare" lascia un po' il tempo che trova, eh!


Eh no, io non sto liquindando niente. Ho detto che la poesia TUTTA mi fa cagare, mi piace solo Langston Hughes. Detto questo ho chiesto consigli sul Pasolini scrittore. Quindi mi sono interrogato sul perchè Salò sia ritenuto uno dei più grandi film di denuncia quando la denuncia non la può capire nessuno. Mi è stato inoltre fatto notare come, e ditemi se non è così, la stragrande maggioranza delle persone si avvicini a Pasolini già conscia del messaggio intrinseco  alle sue opere. Perchè si guarda un film di Pasolini? Perchè chi lo guarda sa già a cosa andrà incontro. Questo atteggiamento è probabilmente figlio dell'opera stessa, della sua iniziale elitarietà.
Questo testimonia ancora di più come siano elitarie le sue opere. Non è questo un tipico esercizio di intellettualismo borghese? Borghesissimo e individualista! ? questo quello che voglio dire, non che Pasolini sia un regista orrendo, non saprei dirlo, solo che i suoi film sono troppo borghesi nella loro macchinosa e raffinata denuncia. ? un "male" atavico, basti pensare a certo naturalismo/realismo romanzesco.
Ci sarebbe poi da stabilire se accettare acriticamente non sia ancora peggio che essere "manipolati". Cazzo, i primi a prendere le distanze da un esercizio simile dovrebbero essere proprio quelli in cui nel messaggio ci credono e al quale attribuiscono una certa importanza... Questo a prescindere dalla qualità tecnico/innovativa del film (cose che io non riesco a valutare).
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#25 Fudoshin

Fudoshin

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Inviato 11 novembre 2006 - 03:26



Dove sta la genialità di Pasolini: nell'essere riuscito ad inventare un modo di fare dinema ssolutamente unico e di averlo fatto con uno stile forte ed una padronanza tecnica che migliaia, ma cosa dico migliaia, milioni di registi che il cinema l'hanno studiato per anni, non hanno mai acquisito..


In cosa consisterebbero queste grandi innovazioni "tecniche" di Pasolini ?
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#26 Guest_Mattia_*

Guest_Mattia_*
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Inviato 11 novembre 2006 - 07:56

Dici bene Tom...non mi viene in mente nessuno che si è applicato con tali risultati in tanti campi: narrativa, poesia, saggistica, teatro, satira, televisione, cinema..


Jean Cocteau, ad esempio. E con ben altri risultati.

Quoto con il sangue Enrico che, quando sostiene che certo cinema di Pasolini sia "un tipico esercizio di intellettualismo borghese? Borghesissimo e individualista!", mostra di avere centrato il cuore del problema. E aggiungo che, dal punto di vista tecnico, Pasolini può essere tranquillamente accostato a un Marino Girolami o ad un Giorgio Simonelli... Tutti geni!? Tutti strepitosi registi!? A mio avviso, i meriti di Pasolini sono stati ben altri:

...due libri come "Ragazzi di vita" e "Una vita violenta" per rendersi conto dello spessore del personaggio. Libri che peraltro restano comprensibilissimi e accessibilissimi anche nell'anno 2006 (anzi, diciamo pure che spiegano alcune cose su Roma più di un trattato di storiografia).


P.s.: la posizione di Jules nei confronti del cinema mi ricorda parecchio quella di Zingales nei confronti della musica.

#27 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 11 novembre 2006 - 10:54




Dove sta la genialità di Pasolini: nell'essere riuscito ad inventare un modo di fare dinema ssolutamente unico e di averlo fatto con uno stile forte ed una padronanza tecnica che migliaia, ma cosa dico migliaia, milioni di registi che il cinema l'hanno studiato per anni, non hanno mai acquisito..


In cosa consisterebbero queste grandi innovazioni "tecniche" di Pasolini ?


Ma io non ho parlato di innovazioni tecniche, ho parlato di padronanza tecnica, che è ben diverso...

Ps: Mattia mi spieghi quale sarebbe la mia posizione verso il cinema? A me piace confrontarmi se mi spieghi l'obiezione io cerco di difendere la mia posizione..
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#28 Guest_Mattia_*

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Inviato 11 novembre 2006 - 13:32

Ps: Mattia mi spieghi quale sarebbe la mia posizione verso il cinema? A me piace confrontarmi se mi spieghi l'obiezione io cerco di difendere la mia posizione..


Per quanto conosca superficialmente il tuo personaggio forumistico e abbia letto pochi dei tuoi messaggi (frequenti quasi per nulla la sezione che seguo di più, qui dentro: quella musicale), mi sono fatto un'idea della tua personalità virtuale (seppur parecchio approsimativa, ma tant'è). Sei sicuramente un appassionato di cinema provvisto di una conoscenza piuttosto approfondita in tale campo. Tuttavia, il tuo approccio mi sembra eccessivamente accademico e poco "disinvolto". Come tutti, anche tu hai  mostri sacri che tendi a relegare nell'empireo dell'insindacabilità (spesso sostenuta dal dogma e non da una posizione ponderata col tempo e la metabolizzazione) e, ogni tanto, capita che dia l'impressione di parlare più per partito preso che per reale convinzione. Alcuni giudizi, poi, mi sono sembrati suffragati da uno snobismo di fondo indotto dalla consapevolezza di avere raggiunto un buon livello culturale che ti consenta di poter discettare della tua passione più o meno con chiunque e, magari, d'imporgli pure la tua visione [il paragone con Zingales - un tizio che scrive di musica su una rivista di settore - si estrinseca proprio in quella goduria autoreferenziale (che ho riscontrato anche in qualche tuo intervento) nel tentativo di "manipolare" l'opinione altrui, magari sdoganando merda bell'e buona, ma illudendolo che si tratti dell'/della ascolto/visione del secolo]. In pratica, ti sei fatta l'idea di cosa sia "giusto" e di cosa sia "sbagliato" nel cinema. Ma ciò, se mi permetti, è... Quanto di più sbagliato un appassionato possa fare!

#29 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 11 novembre 2006 - 14:44

Oddio ma questa è una terribile offesa!

Ti invito a partecipare più spesso alla sezione cinema e ti accorgerai che non solo sono molto "disinvolto" nei miei gusti...ma proprio come te non sopporto qualsiasi forma di approccio assolutistico all'arte cinematografica (così come alla letteratura)...non ho un regista preferito, nè un genere o un filone cinematografico preferito e di cultura filmica ho ancora un gran bisogno, visto che ignoro totalmente tanto cinema di tante parti del mondo...credimi, quando dico che Pasolini è un genio cinematografico lo faccio con convinzione, ma non per convinzione auto-inculcatami acriticamente, ma perchè lo ritengo per una serie di motivi, che magari nell'apposita sezione potremo approfondire, uno dei più grandi registi del Novecento, non solo italiani ma di tutto il pianeta Terra..
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#30 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 11 novembre 2006 - 15:23

Pasolini è un autore che divide ancora oggi, come dimostra questo ennesimo thread su di lui; questo, credo, sia il sintomo più evidente della sua modernità e attualità, nonostante siano passati 30 anni dalla sua morte.

Il conformismo con il quale viene difeso Pasolini credo offenderebbe Pasolini stesso.


questa è una cazzata... scusa clarissa, eh.

ps: ma la vecchia discussione su PPP era sul vecchio forum?
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#31 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 11 novembre 2006 - 15:51

In parole povere, a chi è diretto questo film? Ad una piccola fetta di critici e cinefili perfettamente in grado di cogliere il messaggio, ad una platea di spettatori coscienti, che abbia un minimo di voglia di perdere del tempo ad interpretare e a documentarsi oppure alla stragrande maggioranza della popolazione non conscia della propria situazione?


scusa Enri, ma se non conosci Pasolini (come hai dichiarato qualche post indietro) come puoi pretendere di capire il senso della sua opera?
Pasolini faceva film assolutamente popolari, rivolti nientaffatto a un'elite intellettualoide (tipico difetto italiota di interpretare un'opera non conformista); il film che hai visto, l'unico che hai visto e che non t'è piaciuto era, per stessa dichiarazione del regista, rivolto proprio al pubblico piccolo-borghese che popola(va) l'Italia ossia a una maggioranza di persone.Mostrava, amplificandolo sino al parossismo, quella crudeltà tipica e latente che anima gli italiani; quella che trovò la sua massima espressione nel fascismo, soprattutto nella sua stagione crepuscolare.
del resto, proprio partendo da un equivoco sulla sua ultima filmografia (la cosiddetta Trilogia della vita) è nata la stagione del cinema "scollacciato" egli anni '70. Dimostrando, tralaltro, da quale schifosa ipocrisia fosse animato il mondo del cinema popolare italiano.

Quoto con il sangue Enrico che, quando sostiene che certo cinema di Pasolini sia "un tipico esercizio di intellettualismo borghese? Borghesissimo e individualista!", mostra di avere centrato il cuore del problema.


la vostra interpretazione, invece, è lontanissima dalla realtà; il cinema di Pasolini (che può benissimo non piacere, eh...) si è dimostrato essere uno degli esempi più belli di quel realismo poetico, di denuncia sociale, che la stagione del neorealismo italiano ha espresso.
il cinema di Pasolini, come anche la sua opera letteraria come quella poetica, non è affatto un mero esercizio intellettuale e sicuramente non è borghese.
guardate che siete fuori strada di brutto, eh...
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#32 Enrico

Enrico

    Roadie

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Inviato 11 novembre 2006 - 16:45

scusa Enri, ma se non conosci Pasolini (come hai dichiarato qualche post indietro) come puoi pretendere di capire il senso della sua opera?
Pasolini faceva film assolutamente popolari, rivolti nientaffatto a un'elite intellettualoide (tipico difetto italiota di interpretare un'opera non conformista); il film che hai visto, l'unico che hai visto e che non t'è piaciuto era, per stessa dichiarazione del regista, rivolto proprio al pubblico piccolo-borghese che popola(va) l'Italia ossia a una maggioranza di persone.Mostrava, amplificandolo sino al parossismo, quella crudeltà tipica e latente che anima gli italiani; quella che trovò la sua massima espressione nel fascismo, soprattutto nella sua stagione crepuscolare.
del resto, proprio partendo da un equivoco sulla sua ultima filmografia (la cosiddetta Trilogia della vita) è nata la stagione del cinema "scollacciato" egli anni '70. Dimostrando, tralaltro, da quale schifosa ipocrisia fosse animato il mondo del cinema popolare italiano.


Gagà io infatti parlo solo di Salò, non pretendo di parlare delle altre opere (tanto che ho chiesto consiglio sui libri perchè voglio leggere qualcosa). Non credo inoltre di essere troppo antintellettuale, è il film ad essere difficile da interpretare! Lascia pur che lo stesso Pasolini intendesse rivolgersi alla piccola borghesia, il problema è che la piccola borghesia non lo capirebbe adesso, figuriamoci nel '75. Al di là delle scene di violenza, che sono facilmente interpretabili (in mille modi diversi), come posso io, all'oscuro di tutte le letture critiche sull'opera, arrivare ad intuire il vero messaggio ispiratore del film stesso? ? impossibile. Per questo lo taccio di essere lui stesso borghese, mi sembra che abbia più a cuore l'opera, il proprio prodotto che il messaggio stesso. Io, guardando il film, noto subito alcune caratteristiche salienti:

1) l'estrema violenza e la continua pratica della sopraffazione

2) l'ampollosa solennità dei dialoghi e delle situazioni.

L'autore non fornisce nient'altro allo spettatore, come faccio io a capire che l'intento dell'autore era di critica verso la società dei consumi? Ed è, ovviamente, una omissione voluta, la pratica dei riferimenti esterni portata al limite. Adesso, non dico mica che ogni film di denuncia debba essere violento come Men Behind The Sun (che è proprio al limite, la denuncia più esplicita che si possa fare), ma ritengo che opere come "Ladri di Biciclette" o "Roma Città Aperta" riescano ad essere infinitamente più comunicative e facilmente interpretabili, lontane dall'esercizio di stile Pasoliniano ma pur sempre di classe.
Oh, poi ci voleva un gran coraggio a fare un film del genere nel 1975 ma infatti io non ho mai messo in dubbio le capacità cinematografiche di Pasolini perchè, ripeto, non riesco a giudicarle.



la vostra interpretazione, invece, è lontanissima dalla realtà; il cinema di Pasolini (che può benissimo non piacere, eh...) si è dimostrato essere uno degli esempi più belli di quel realismo poetico, di denuncia sociale, che la stagione del neorealismo italiano ha espresso.
il cinema di Pasolini, come anche la sua opera letteraria come quella poetica, non è affatto un mero esercizio intellettuale e sicuramente non è borghese.
guardate che siete fuori strada di brutto, eh...


Boh, a me Salò sembra troppo borghese, mi sembra un libro a caso dalla bibliografia di Tony Negri, che è così impegnato a scriversi addosso e a compiacersi di quanto sia bella la sua prosa, che le sue opere hanno una pericolosità sovversiva che rasenta lo zero, non le capisce nessuno...
Ovvio, con le dovute differenzedel caso! Pasolini è stato (forse ripeto, non so) rivoluzionario in campo cinematografico per tanti motivi (anzitutto per la violenza in sè, in Italia soprattutto) e le sue opere sono quindi meritorie e non vuote copie di pamphlet radical chic come quelli di Negri.
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#33 Guest_kobaia_*

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Inviato 11 novembre 2006 - 17:08

Il Pasolini poeta non lo conosco che l'opera è vasta e anche complessa e liquidarla così superficialmente mi pare da stolti

Quindi non posso esprimermi nonostante a me la poesia piaccia e non mi faccia cacare come ad Enrico

Il Pasolini che amo di più è quello di empirismo eretico, lettere luterane, il caos, scritti corsari insomma la parte saggistica che anche se mutuata molto dalla scuola di Francoforte e di stampo quindi marxista riveste per l'Italietta fine anni 50 e 60 , democristiana- fascista-golpista, un bel pugno allo stomaco

Sono libri che non mi stancherei mai di leggere e regalare

Del Pasolini frocio non mi interessa cazzi suoi

Del Pasolini narratore non ho letto: credo che Steinbeck avesse già detto tutto per quello molto prima di lui anche se su territori diversi ma accomunati poi da una universalità di fondo che è quella dei reietti e bastardi di questo porco mondo

Del Pasolini cineasta prediligo la sua fase B&W nonostante anche quella a colori non scherzi ( teorema porcile la ricotta sono superlativi) : non mi ha mai convinto la trilogia della vita per scelte stilistiche e narrative.
Salò e la merda italiana sadiana tour court: italiani guardatevi allo specchio e vedete da dove venite e cosa siete diventati e a cosa siete destinati: non ci è andato mica lontano nella profezia

Accattone ,  Mamma Roma ( una Magnani da brivido ) devono al 200- 300 figurativo la loro essenza e messa in scena e restano tra le cose migliori del cinema italiano degli anni 60 per non dire di Uccellacci dove un Totò finalmente anche attore rivela tutta la sua grandezza. Ah dimenticavo l'unico film guardabile su Cristo mai fatto e cioè il Vangelo secondo Matteo: un ateo comunista frocio : il Vaticano e la DC se lo presero tutti nel culo





#34 Colonna Infame

Colonna Infame

    Groupie

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Inviato 11 novembre 2006 - 18:24

un ateo comunista frocio : il Vaticano e la DC se lo presero tutti nel culo


Pasolini credo si definisse Cristiano.
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#35 botty

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    mi chiamo nenzi

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Inviato 11 novembre 2006 - 19:44


Il conformismo con il quale viene difeso Pasolini credo offenderebbe Pasolini stesso.

questa è una cazzata... scusa clarissa, eh.


Posso anche accettarlo, ma solo se mi spieghi il perché.

Pasolini faceva film assolutamente popolari, rivolti nientaffatto a un'elite intellettualoide

Hai ragionissima, mio padre mi racconta sempre delle masse di operai che nel '69 corsero a vedere Medea con Maria Callas...  ::)
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I aim to misbehave


#36 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 11 novembre 2006 - 19:49


Il conformismo con il quale viene difeso Pasolini credo offenderebbe Pasolini stesso.


questa è una cazzata... scusa clarissa, eh.


Posso anche accettarlo, ma solo se mi spieghi il perché.


semplicemente perchè non vedo ragione alcune per ritenere che affermazioni e attestati di stima verso l'opera di un grande intellettuale equivalgano a un gesto conformista. è il nesso tra le due posizioni che mi sembra campato in aria.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#37 Guest_kobaia_*

Guest_kobaia_*
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Inviato 11 novembre 2006 - 20:54


un ateo comunista frocio : il Vaticano e la DC se lo presero tutti nel culo


Pasolini credo si definisse Cristiano.


non mi risulta
in alcune interviste lui si è sempre definito non credente e quindi ateo
non l'ho mai sentito dire cristiano
il cristiano a cui forse fai riferimento era collegato al suo discorso dell'essere cristiani nel senso culturale nel senso storico

#38 MissWisteria

MissWisteria

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Inviato 12 novembre 2006 - 12:49

Penso che una considerazione ed un giudizio lucido su Pasolini non possano partire se non da un ridimensionamento, cosa che se a livello di opinione comune non è avvenuta (e appunto Pasolini è spesso considerato un genio ed un mito assoluto) è invece accaduta nella critica (quanto meno in quella istituzionale, scolastica): è difficile trovare posizioni che non sottolineino le contraddizioni, le ambiguità e le estremizzazioni presenti in tutta l'opera di Pasolini. Sono innegabili però la portata ed il ruolo di un intellettuale che pure con limiti visibili (di semplificazione, di caduta nel populismo etc) non ha mai mancato uno sguardo attento e partecipato su una realtà tanto estrema e contraddittoria quanto quella di quel Dopoguerra italiano i cui esiti avrebbero portato agli anni più difficili di questo paese.  Anni difficili e problematiche che Pasolini nella sua persona mi sembra aver ben racchiuso. E ripeto, a mio avviso, più nella sua persona che nella sua opera.

Ah, e dal momento che di Dopoguerra in poi si parla, e dal momento che se non sbaglio Aldo Busi nel Dopoguerra ci è nato il confronto mi lascia perplessa. Tanto più se si riduce ad una gara tra checche.


Pasolini faceva film assolutamente popolari, rivolti nientaffatto a un'elite intellettualoide


Hai ragionissima, mio padre mi racconta sempre delle masse di operai che nel '69 corsero a vedere Medea con Maria Callas... 



Qui do ragione a Clarissa però. Parlare del Popolo e dalla parte del Popolo, non sempre è parlare al Popolo. E se è vero che un Decamerone può di certo apparire come popolare, e comunque può essere goduto indipendentemente dall'appartenere ad un certo livello culturale (anche grazie al fatto, che bene o male quasi tutti si è fatto i conti con Boccaccio) si può dire lo stesso della chiave di lettura che sta invece in una certa problematica esistenziale e in una ideologia ben precisa?


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#39 botty

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Inviato 12 novembre 2006 - 13:39

Il confronto diretto tra Busi è Pasolini è nato perché poco sopra qualcuno ha paragonato il primo con Tinto Brass (che, tra l'altro, credo che prima di impazzire totalmente avesse anche velleità autoriali, ma ora non c'entra) e l'ha individuato colpevole di aver ridimensionato (non screditato!) il secondo. Io comunque tendo a confrontarli se non ad accomunarli per le tematiche condivise nei loro romanzi, e ritengo Busi intellettualmente superiore perché ha un'autocoscienza che gli permette una serenità narrativa che Pasolini non aveva.

Parlare del Popolo e dalla parte del Popolo, non sempre è parlare al Popolo.


Questo è Vangelo e mi sembra talmente chiaro che faccio fatica a credere che qualcuno ancora non l'abbia capito.
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I aim to misbehave


#40 Colonna Infame

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Inviato 12 novembre 2006 - 16:07

non mi risulta
in alcune interviste lui si è sempre definito non credente e quindi ateo
non l'ho mai sentito dire cristiano
il cristiano a cui forse fai riferimento era collegato al suo discorso dell'essere cristiani nel senso culturale nel senso storico


Diciamo che in Pasolini c'è sempre stata una tensione religiosa. Non era cattolico, questo è certo. Si definiva anticlericale e anche ateo, ma queste erano affermazioni più che altro volte a condannare la Chiesa e il Cattolicesimo in quanto istituzioni politico-religiose che - parere di Pasolini - avevano traviato la vera natura del Cristianesimo "primitivo".
Forse ho sbagliato nel dire che si definisse Cristiano. Ma di certo sentiva grande affinità nelle parole di Gesù Cristo e ravvisava nei primi Cristiani, per così dire, dei proto-comunisti.
Saluti. 

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