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John Frankenheimer (1930-2002)


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51 replies to this topic

#21 corey

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Inviato 05 maggio 2011 - 09:09

Ahi, questa è una mia altra lacuna!  :(
Da dove mi consigliate di iniziare?  ::)


Per gli anni '60 ti suggerisco di iniziare da Va' e uccidi e continuare con Operazione diabolica.
Anni '70: Un uomo senza scampo e Il braccio violento della legge II.
Anni '80: 52 gioca o muori
Anni '90: Against the Wall (uscito straight to video in Italia col titolo The Prison) e Ronin.
Anni '00: Path to War e il corto Ambush girato per la serie di Hire sponsorizzata dalla BMW.

Ambush si può vedere qui: http://www.youtube.c...h?v=PKYUtUw-8ig
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#22 Auguste

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Inviato 05 maggio 2011 - 18:23

Grazie mille! Provvederò!  ;)
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#23 corey

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Inviato 08 giugno 2011 - 08:02

Oggi pomeriggio su RAI 3, ore 15.45, verrà trasmesso The Manchurian Candidate.

Ne approfitto per riportare qui parte della recensione "spietata" che ho assemblato ieri pomeriggio in fretta e furia (tirando un tantino via e combinando, almeno parzialmente, materiale che avevo scritto in precedenza). Lo faccio a beneficio degli appassionati di Frankenheimer: lo stralcio riportato si concentra su informazioni, dettagli tecnici e aneddoti poco noti da noi (dal momento che, incredibilmente, in Italia non è ancora stata pubblicata una monografia sul regista).

The first film I really instigated and had complete control over was The Manchurian Candidate. This is the film I did exactly as I wanted.

Immagine inserita

Quinto lungometraggio di John Michael Frankenheimer, Va' e uccidi, inverosimile stravolgimento di The Manchurian Candidate, è il primo film da lui coprodotto (insieme allo sceneggiatore George Axelrod e a Frank Sinatra) nonché la sua prima pellicola controllata integralmente: l'impetuosa visualità del trentaduenne cineasta newyorkese può finalmente esprimersi senza freni o limitazioni produttive, confidando nell'appoggio incondizionato di Frank Sinatra, che accettò persino di rinunciare all'amica Lucille Ball in favore di Angela Lansbury nel ruolo della Signora Iselin, assecondando così la scelta del giovane regista. Sventuratamente profetico nell'anticipare l'omicidio Kennedy e fantasiosamente sbrigliato nella rappresentazione delle tecniche di brainwashing, The Manchurian Candidate è tratto dall'omonimo romanzo di Richard Condon, libro passato tra le mani di molti produttori e rifiutato da ogni studio di Hollywood. Sollecitato da Axelrod, Frankenheimer lesse il romanzo di Condon e insieme acquistarono i diritti a un costo relativamente basso, ma fu solo grazie a Sinatra, entusiasta all'idea di fare il film, che il progetto poté spiccare il volo.

Also, the most important aspect is that this country was just recovering from the McCarthy era and nothing had ever been filmed about it. I wanted to do a picture that showed both how ludicrous McCarthy-style far-right politics are and how dangerous the far-left is also, how they were really exactly the same thing, and the idiocy of it all.

Immagine inserita

Politicamente progressista, il regista newyorkese si è sempre contraddistinto per il peso assoluto dato al valore della libertà, valore continuamente messo in pericolo dalla bestialità degli istinti da una parte e dalla normatività dei codici comportamentali dall'altra. Un cineasta profondamente umanista che nella sua disomogenea filmografia non ha fatto altro che enunciare una concezione della libertà come equidistanza sia dallo spontaneismo irrazionale che dal conformismo intransigente. Ma se dal punto di vista tematico Frankenheimer è un liberal in qualche modo moderato, stilisticamente possiede una spregiudicatezza e un'aggressività inequivocabilmente radicali. Ne è riprova The Manchurian Candidate, girato prevalentemente con lenti grandangolari e in real location: si tratta di uno stile che Frankenheimer ha sviluppato negli show televisivi live per la CBS e la NBC negli anni '50. Tuttavia, pur avendolo già utilizzato sporadicamente nei suoi film precedenti, è in questa pellicola che lo impiega quasi di continuo, dando alle immagini una marcata profondità di campo proveniente dagli obiettivi grandangolari.

It was the first time I'd had the courage, the assurance and self-confidence to go back to what I really had been good at in television.

Immagine inserita

Considerato da Frankenheimer uno dei migliori script su cui abbia mai lavorato, l'adattamento di Axelrod fu modificato pochissimo e, dopo due settimane di prove preliminari, le riprese durarono 41 giorni. La celebre sequenza del brainwashing venne filmata secondo sei combinazioni diverse, alternando attori e scenografie: al montaggio fu affidato il compito di assemblare le singole parti. L'idea della distorsione percettiva era già contenuta nel romanzo di Condon, ma l'intuizione della panoramica a 360°, realizzata grazie a set su rotaie fatti slittare a seconda della posizione della mdp, fu totalmente frutto dell'inventiva del regista. Dal momento che Frankenheimer era impegnato nelle riprese e non aveva il tempo necessario per progettare la configurazione del montaggio di questa scena, chiese ad Axelrod, che non aveva mai montato una singola sequenza in vita sua, di basarsi sulla sceneggiatura e mettere qualcosa assieme. Script alla mano, Axelrod segnò sulla sceneggiatura le variazioni che avrebbe voluto vedere sullo schermo. Il montatore Ferris Webster mise le inquadrature insieme e il risultato fu pressappoco quello definitivo, con leggere correzioni apportate in un secondo momento. Ma la creatività visuale del cineasta non conosce davvero pause: oltre a comporre inquadrature caratterizzate dalla presenza di volti immobili in primissimo piano col resto dell'immagine in movimento sullo sfondo, Frankenheimer lavora sull'intersezione tra riprese televisive visualizzate sui monitor e riprese cinematografiche simultanee, azzardando persino momenti di concitatissimo overlapping dialogue (la sequenza in cui il Senatore Iselin denuncia la presenza di comunisti infiltrati nel Dipartimento della Difesa).

On another level we believed that we lived in a society that was brainwashed. And I wanted to do something about it.

Buona visione.
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#24 Tom

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Inviato 08 giugno 2011 - 08:10

Anni '80: 52 gioca o muori


Il mio preferito dei suoi 80 è "Dead Bang", piccolo grande poliziesco - thriller con un Don Johnson mai più così in parte.
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#25 corey

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Inviato 08 giugno 2011 - 08:39

Film visivamente poderoso (grazie all'eccellente lavoro di Gerry Fisher alla fotografia) e perfettamente nelle corde di Frankenheimer (che eccezionalmente collaborò alla sceneggiatura di Robert Foster), Dead Bang fu tempestato da problemi di lavorazione. In particolare il rapporto tra il regista e Don Johnson non fu propriamente dei migliori ("Let's simply say that we did not agree on how the picture should be made").

L'attore, che aveva diretto alcuni episodi di Miami Vice, pensava di conoscere la regia meglio di Frankenheimer, la scrittura meglio di Foster e la produzione meglio dell'executive Bob Rosen. In pratica, complice l'acquisizione della casa di produzione che aveva avviato il film (la Lorimar) da parte della Warner Bros., la lavorazione si trasformò, secondo le parole di Frankenheimer, in una "continuing struggle to make the film as I saw it".

La conclusione del regista, per quanto mitigata dal riconoscimento della parziale riuscita del film, suona piuttosto sconsolata: "I don't blame anyone but myself, not Don Johnson, not the studio. I didn't stand up enough for what I believed in".
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#26 Tom

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Inviato 08 giugno 2011 - 08:56

Non sapevo nulla di questi contrasti. In effetti si nota che il protagonista è spesso sopra le righe con modi insoliti rispetto ai thriller del regista. Direi che è uno di quei film in cui l'attrito tra personalità ha prodotto salutari scintille.
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#27 corey

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Inviato 08 giugno 2011 - 09:04

Personalmente preferisco la recitazione corrugata di Scheider in 52 Pick-Up, mi sembra più consona alla sensibilità frankenheimeriana dell'interpretazione over the top di Johnson in Dead Bang. Ma si tratta pur sempre di angolazioni personali, che te lo dico a fare? ;)
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#28 Dudley

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Inviato 08 giugno 2011 - 10:06

Personalmente preferisco la recitazione corrugata di Scheider in 52 Pick-Up, mi sembra più consona alla sensibilità frankenheimeriana dell'interpretazione over the top di Johnson in Dead Bang. Ma si tratta pur sempre di angolazioni personali, che te lo dico a fare? ;)

"52 pick-up" visto l'altro giorno, bel film!
Personaggi duri e sgradevoli ... e beninteso la solita, notevole prestazione di Scheider!
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#29 William Blake

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Inviato 08 giugno 2011 - 17:58

Oggi pomeriggio su RAI 3, ore 15.45, verrà trasmesso The Manchurian Candidate.

Ne approfitto per riportare qui parte della recensione "spietata" che ho assemblato ieri pomeriggio in fretta e furia (tirando un tantino via e combinando, almeno parzialmente, materiale che avevo scritto in precedenza). Lo faccio a beneficio degli appassionati di Frankenheimer: lo stralcio riportato si concentra su informazioni, dettagli tecnici e aneddoti poco noti da noi (dal momento che, incredibilmente, in Italia non è ancora stata pubblicata una monografia sul regista).

The first film I really instigated and had complete control over was The Manchurian Candidate. This is the film I did exactly as I wanted.

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Quinto lungometraggio di John Michael Frankenheimer, Va' e uccidi, inverosimile stravolgimento di The Manchurian Candidate, è il primo film da lui coprodotto (insieme allo sceneggiatore George Axelrod e a Frank Sinatra) nonché la sua prima pellicola controllata integralmente: l'impetuosa visualità del trentaduenne cineasta newyorkese può finalmente esprimersi senza freni o limitazioni produttive, confidando nell'appoggio incondizionato di Frank Sinatra, che accettò persino di rinunciare all'amica Lucille Ball in favore di Angela Lansbury nel ruolo della Signora Iselin, assecondando così la scelta del giovane regista. Sventuratamente profetico nell'anticipare l'omicidio Kennedy e fantasiosamente sbrigliato nella rappresentazione delle tecniche di brainwashing, The Manchurian Candidate è tratto dall'omonimo romanzo di Richard Condon, libro passato tra le mani di molti produttori e rifiutato da ogni studio di Hollywood. Sollecitato da Axelrod, Frankenheimer lesse il romanzo di Condon e insieme acquistarono i diritti a un costo relativamente basso, ma fu solo grazie a Sinatra, entusiasta all'idea di fare il film, che il progetto poté spiccare il volo.

Also, the most important aspect is that this country was just recovering from the McCarthy era and nothing had ever been filmed about it. I wanted to do a picture that showed both how ludicrous McCarthy-style far-right politics are and how dangerous the far-left is also, how they were really exactly the same thing, and the idiocy of it all.

Immagine inserita

Politicamente progressista, il regista newyorkese si è sempre contraddistinto per il peso assoluto dato al valore della libertà, valore continuamente messo in pericolo dalla bestialità degli istinti da una parte e dalla normatività dei codici comportamentali dall'altra. Un cineasta profondamente umanista che nella sua disomogenea filmografia non ha fatto altro che enunciare una concezione della libertà come equidistanza sia dallo spontaneismo irrazionale che dal conformismo intransigente. Ma se dal punto di vista tematico Frankenheimer è un liberal in qualche modo moderato, stilisticamente possiede una spregiudicatezza e un'aggressività inequivocabilmente radicali. Ne è riprova The Manchurian Candidate, girato prevalentemente con lenti grandangolari e in real location: si tratta di uno stile che Frankenheimer ha sviluppato negli show televisivi live per la CBS e la NBC negli anni '50. Tuttavia, pur avendolo già utilizzato sporadicamente nei suoi film precedenti, è in questa pellicola che lo impiega quasi di continuo, dando alle immagini una marcata profondità di campo proveniente dagli obiettivi grandangolari.

It was the first time I'd had the courage, the assurance and self-confidence to go back to what I really had been good at in television.

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Considerato da Frankenheimer uno dei migliori script su cui abbia mai lavorato, l'adattamento di Axelrod fu modificato pochissimo e, dopo due settimane di prove preliminari, le riprese durarono 41 giorni. La celebre sequenza del brainwashing venne filmata secondo sei combinazioni diverse, alternando attori e scenografie: al montaggio fu affidato il compito di assemblare le singole parti. L'idea della distorsione percettiva era già contenuta nel romanzo di Condon, ma l'intuizione della panoramica a 360°, realizzata grazie a set su rotaie fatti slittare a seconda della posizione della mdp, fu totalmente frutto dell'inventiva del regista. Dal momento che Frankenheimer era impegnato nelle riprese e non aveva il tempo necessario per progettare la configurazione del montaggio di questa scena, chiese ad Axelrod, che non aveva mai montato una singola sequenza in vita sua, di basarsi sulla sceneggiatura e mettere qualcosa assieme. Script alla mano, Axelrod segnò sulla sceneggiatura le variazioni che avrebbe voluto vedere sullo schermo. Il montatore Ferris Webster mise le inquadrature insieme e il risultato fu pressappoco quello definitivo, con leggere correzioni apportate in un secondo momento. Ma la creatività visuale del cineasta non conosce davvero pause: oltre a comporre inquadrature caratterizzate dalla presenza di volti immobili in primissimo piano col resto dell'immagine in movimento sullo sfondo, Frankenheimer lavora sull'intersezione tra riprese televisive visualizzate sui monitor e riprese cinematografiche simultanee, azzardando persino momenti di concitatissimo overlapping dialogue (la sequenza in cui il Senatore Iselin denuncia la presenza di comunisti infiltrati nel Dipartimento della Difesa).

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Buona visione.


visto oggi pomeriggio, grazie per la segnalazione. mi ha un po' infastidito la didascalica voce over all'inizio, tutto sommato ininfluente nell'economia del film...
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#30 corey

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Inviato 08 giugno 2011 - 19:24

sì, infatti fa la sua comparsa soltanto all'inizio (per fortuna) e poi sparisce per tutto il film.
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#31 tiresia

tiresia

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Inviato 09 giugno 2011 - 08:55

l'ho rivisto anch'io grazie all'informazione data da Corey (grazie!).

Non sapevo che per il personaggio della madre avessero pensato alla Ball, credo che qui la Lansbury abbia trovato una dimensione perfetta. Il film risulta inquietante ancora oggi, l'uso delle lenti grandangolari sollecitano una immedesimazione particolare con la psiche stravolta del protagonista. La parte edipica è pudica, ma molto forte.
Bello
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#32 corey

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Inviato 09 giugno 2011 - 10:01

l'ho rivisto anch'io grazie all'informazione data da Corey (grazie!).

Non sapevo che per il personaggio della madre avessero pensato alla Ball, credo che qui la Lansbury abbia trovato una dimensione perfetta. Il film risulta inquietante ancora oggi, l'uso delle lenti grandangolari sollecitano una immedesimazione particolare con la psiche stravolta del protagonista. La parte edipica è pudica, ma molto forte.
Bello


Mi fa piacere che la segnalazione sia stata utile, grazie a voi per averla raccolta.

A Lucille Ball ci aveva pensato solo Sinatra, Frankenheimer era straconvinto che il ruolo fosse perfetto per Angela Lansbury - con la quale aveva già lavorato, trovandosi meravigliosamente, in All Fall Down (E il vento disperse la nebbia) l'anno prima. La controversia si risolse quando Sinatra, sollecitato da Frankenheimer a valutare l'interpretazione della Lansbury in All Fall Down, vide il film insieme al regista e cambiò repentinamente idea esclamando "That's the lady".

L'uso degli obiettivi grandangolari, precipitato della sua esperienza televisiva con Lionel Lindon, è uno dei grandi marchi di fabbrica di Frankenheimer e, grazie alla collaborazione col direttore della fotografia James Wong Howe, in Seconds porterà questa impronta visiva al parossismo, mandando in bestia un po' tutti (al Festival di Cannes Operazione diabolica fu letteralmente massacrato da ululati di disapprovazione in sala e stroncature feroci).

Il trattamento allusivo della componente edipica in effetti è uno dei punti di forza del film. Nel libro di Condon la tensione incestuosa sfocia in vero e proprio rapporto carnale. Il film ovviamente non poteva osare tanto, ma, come spesso accade nella filmografia frankenheimeriana, è la frizione psichica tra i personaggi a caricarsi di connotazioni morbose ed erotiche. Non si tratta di moralismo puritano - orizzonte del tutto sconosciuto a Frankenheimer - ma di un'obliquità ellittica che finisce per intensificare i rapporti distorti tra i personaggi.
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#33 William Blake

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Inviato 09 giugno 2011 - 11:42

L'uso degli obiettivi grandangolari, precipitato della sua esperienza televisiva con Lionel Lindon, è uno dei grandi marchi di fabbrica di Frankenheimer e, grazie alla collaborazione col direttore della fotografia James Wong Howe, in Seconds porterà questa impronta visiva al parossismo, mandando in bestia un po' tutti (al Festival di Cannes Operazione diabolica fu letteralmente massacrato da ululati di disapprovazione in sala e stroncature feroci).


da notare come i grandangoli oltre a restituire l'effetto manipolato della psiche dei protagonisti, grazie a diversi tagli obliqui delle inquadrature, rendono anche una certa vertigine: apice nella scena del doppio omicidio di Raymond con quel pavimento a scacchiera, perfettamente dicotomico, che mi ha ricordato non poco Kubrick. montaggio che si fa efficacemente sincopato nella scena del madison square garden. insomma un'opera piena di chicche. anche se forse nel complesso perde per strada la tensione. se "operazione diabolica" è anche più radicale probabilmente mi piacerà anche di più :P
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#34 corey

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Inviato 09 giugno 2011 - 12:21

montaggio che si fa efficacemente sincopato nella scena del madison square garden. insomma un'opera piena di chicche. anche se forse nel complesso perde per strada la tensione. se "operazione diabolica" è anche più radicale probabilmente mi piacerà anche di più :P


inoltre questa sequenza (un vero prodigio di montaggio ottenuto attraverso la combinazione di riprese on location, ricostruzione della convention nell'Olimpic Auditorium di Los angeles e materiale di repertorio (stock shots acquisite da un archivio) è introdotta da una delle più belle inquadrature del film: il punto di vista dall'interno della macchina che arriva di gran carriera all'entrata del madison square garden. camera a mano traballante, riflettori che colpiscono direttamente l'obiettivo della cinepresa e un senso di angosciosa rapidità che mette i brividi.

è vero che va' e uccidi ha qualche passaggio a vuoto (che peraltro non compromette l'esito complessivo del film): sono certo che operazione diabolica ti esalterà. a mio avviso rappresenta davvero il punto di non ritorno del linguaggio cinematografico americano degli anni '60 e l'autentico prototipo dell'imminente stagione neohollywoodiana. inevitabile che pubblico e critica fossero impreparati a uno stravolgimento simile: oggi (e giustamente) è stato ampiamente rivalutato e ricollocato tra le pellicole più significative del decennio.
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#35 Çorkan

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Inviato 27 settembre 2011 - 23:32

Ho visto oggi 7 giorni a maggio. A parte la bellezza del film ho notato due particolari:

a) Qui, come nel "Dottor Stranamore" c'è una scena in cui un personaggio deve telefonare da una cabina per sventare il supermegacomplotto e gli mancano gli spiccioli. Certo visto il tipo differente di film, la risoluzione di Frankenheimer non è spassosa come quella di Kubrick, ma il dubbio è un altro: possibile che si siano citati pur essendo entrambe del 1964

b) Sono invece piuttosto certo che a citare questo film sia Dylan Dog, nella figura del generale della RAF Scott. Anche Lancaster nel film è generale d'aviazione.I due personaggi, per quanto lo Scott di Sclavi sia piuù vecchio, sembrano somigliarsi anche fisicamente. Solo che a differenza di Lancaster, lo Scott del fumetto, è un militare "buono"
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#36 piersa

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Inviato 30 ottobre 2011 - 20:09

Non lo conosco per niente.
Ho deciso di comprare dal Mule la trilogia:

- va' e uccidi
- Sette giorni a maggio
- Operazione diabolica

che ignoranza, signora mia, che tempi...
.
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#37 Dudley

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Inviato 30 ottobre 2011 - 20:29

Proprio ieri sera, dopo averne finalmente trovato una copia in DVD, ho visto "Black Sunday" (1976): wow! Bel thriller con incursioni nel cinema di spionaggio, d'azione, catastrofico, dalla trama avvincente e dal cast superlativo: Marthe Keller nei panni del membro del gruppo terroristico "Settembre Nero", aiutata nei suoi intenti dal sublime Bruce Dern (qui fa lo psicopatico reduce di guerra esperto di volo, pilotaggio ed esplosivi). Oltre all'FBI, a cercare di fermare il complotto (mega-attentato durante la finale del Superbowl!) c'é Robert Shaw (vi ricordate? é il vecchio lupo di mare ne "Lo squalo"), dei servizi segreti israeliani. Classica e tipicamente seventies la struttura della pellicola, con tempi e luoghi delle varie azioni sempre indicati all'inizio delle varie scene (si passa da Beirut a Washington, dal deserto californiano a Miami). Non mancano diverse sparatorie piuttosto violente ed un lungo finale al cardiopalma, con riprese aeree decisamente spettacolari. Cinema d'altri tempi, anche per quel che riguarda la durata: quasi due ore e mezza, che permettono a Frankenheimer di ben approfondire i personaggi (penso in primis al personaggio di Dern).
Insomma, un buon precursore di pellicole quali "Carlos" o "Munich", se vi sono piaciuti questi films (o altri classici del filone, quali ad es. "Il giorno dello sciacallo") non perdetevelo (purtroppo, in DVD non é di facile reperimento, che io sappia ne esiste unicamente una versione in zona 1).
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#38 piersa

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Inviato 13 gennaio 2012 - 00:22

Non lo conosco per niente.
Ho deciso di comprare dal Mule la trilogia:

- va' e uccidi
- Sette giorni a maggio
- Operazione diabolica

che ignoranza, signora mia, che tempi...
.


Finita stasera la visione della trilogia, detta anche "della paranoia".
Votazione in scala discendente anche se a uno cui piace il cinema fa un certo effetto lo scempio dei tagli di Seconds (la festa bacchica all'americana, nel senso che il vino è solo un pretesto per la crapula e gli scherzi tipo sabbia negli occhi quando sei in spiaggia; il finale che Italia chissà cosa si è visto).
The manchurian candidate resta il migliore anche se il nuovo quadro geopolitico lo spoglia di tante suggestioni, ma la Signora Fletcher (forte e pudica, come ha scritto qualcuno sopra, nel suo edipo) è una sorpresa; la matura e bellissima janet Leigh e il sergente, più passivo e inquietante di Anthony Perkins, fanno pensare a qualcosa di Psycho anche se sir Alfred non si sarebbe mai sognato tutto quel sudore che imperla tutte le membra degli attori di questo e di tutta la trilogia. "Sette giorni a maggio" ha un cast ancora più importante ma le seconde linee tirano meglio dei campioni Douglas/Lancaster mentre la matura Ava Gardner fa un po' sesso e un po' tenerezza. L'inizio del film fa presagire una lobotomia galoppante che un gesto imprevisto fa tirare a tutti un sospiro un sollievo. Grande regista, ottime scene di massa, macchina indifferentemente a mano o su carrello, buona percezione del "vuoto retorico" (tutti i tre film hanno un pretesto politico) che stoppa i discorsi e i proclami a rischio ampollosità.
Grande davvero.
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#39 Tom

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Inviato 13 gennaio 2012 - 10:34

Per me Frankenheimerstein l'apice l'ha raggiunto con il desolatissimo dittico "I temerari" (The Gypsy Moths) e "Un uomo senza scampo" (I Walk the Line), due film con dentro tutta ma proprio tutta l'immane tristezza dei film "new hollywood". Mi sa che anche "L'uomo di Kiev" deve essere bello e triste, ma non l'ho mai visto.
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#40 piersa

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Inviato 13 gennaio 2012 - 14:12

Ok, grazie per le segnalazioni. Provvedo...
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