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Italia - questione urbanistica


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76 replies to this topic

#1 Number 6

Number 6

    Scaruffiano

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Inviato 02 agosto 2010 - 15:27

http://www.beppegril...istero_dei.html

Questo post è estremamente interessante. Bisogna ammettere che al nord la cosa è davvero terrificante, le volte che mi capita di andarci resto sempre impressionato da questo fenomeno. I terreni agricoli ormai sono una assoluta rarità. Vidi una puntata di Report in cui dicevano che ci sono alcuni comuni in provincia di Milano che hanno ormai un indice di edificazione dell'80%. C'erano riprese con (ma l'ho visto coi miei occhi) tutto un susseguirsi di capannoni, case, capannoni, case, centro commerciale, case, capannoni, multisala, capannoni, capannoni, case, centro commerciale, capannoni. Allucinante. Produttività per la produttività, costruire per costruire, sghei per gli sghei, ma alla fine con qualità della vita da operaio di una conceria dell'800. Senza usicre mai dal quadrato industriale, dalla fabbrichetta, dall'asfalto e dal cemento.
Poi dice che i cinesi mangiano e dormono dove lavorano, dio che schifo. Bah...
Tuttavia aggiungo una cosa che probabimente è sfuggita, che forse sono ancora di più i capannoni occupati per pochi anni, o addirittura mesi, e poi lasciati lì vuoti a marcire, a far invecchiare gli impianti che vanno così fuori mercato. Il tutto in bella vista davavnti a tutti.
Qui a Prato per esempio, non ultima colpevole è la Coop, che ha occupato per tre anni un enorme capannone di almeno cinquemila metri quadri su due piani sulla tangenziale, con enorme parcheggio esterno da centinaia di posti per altrettanti metri quadri e parcheggio sul tetto, per poi ottenere i permessi edilizi per una mega speculazione per un mega centro commerciale a nemmeno un chilometro in linea d'aria, abbandonando ovviamente al suo destino e alle erbacce il primo capannone e l'area "di servizio" tutta attorno. Questo è successo a novembre. Avevano assicurato che dopo le vacanze natalizie sarebbero iniziati i lavori per installarvi una cosiddetta "Coop di vicinato", ovvero un supermercato più piccolo. Ovviamente tute balle. Adesso il primo capannone e il suo mega parcheggio stanno sempre li, guscio vuoto di un mollusco emigrato altrove.
Questo è solo un esempio, dato che la crisi pratese di questi tempi ha provocato l'abbandono di decine e decine di capannoni soprattutto in zona macrolotto 1. Uno scempio.
Ottima la proposta di tassare di più gli spazi commerciali sfitti oltre una certa metratura. Soprattutto se si tratta di nuove costruzioni. Così ci pensi due volte perima di tirar su lo scheletro giusto per non far scadere i permessi a costruire. E se non termini comunque tutto entro un certo limite, perdi comunque il permesso che torna al Comune il quale lo rimette all'asta, tra l'altro con un valore enormemente accrsciuto dall'inizio di costruzione. Un sistema semplcie semplice per rimpinguare le casse dei comuni in questi tempi di tagi ai trasferimenti. Però i potenti del uogo farebbero passare dei brutti quarti d'ora ai sindaci, forse par di capire che è per quello che non si fa.
Nel frattempo diventa tutto una enorme periferia, da Trieste a Sanremo e da Firenze a Pisa.
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#2 joseph K.

joseph K.

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Inviato 02 agosto 2010 - 15:55

Tutto questo per me merita una discussione a parte: sarei felice se non si disperdesse qui dentro.

E' una cosa veramente vomitevole soprattutto del nord tutto quanto Number ha scritto. Io vivo in una provincia che continuamente sottrae terreno alla natura: escluso il Parco del Ticino, in molte sue parti una discarica a cielo aperto, fatta di piazzole ridotte a sversatoi di merde varie, anche il Parco Campo dei Fiori viene sventrato da schifose villette a schiera o singole e ridotto nel suo spazio "libero" ogni giorno. Sopra di me che abito ai confini del parco si costruiscono case, villette signorili con piscine e vista sul Lago di Varese. E' la piccola (mentalmente) boghesia ansiosa di promozione sociale che si fa un'identità che è costituita esclusivamente dalla visibilità della propria macchina e della propria casa.

Sono stato una settimana in una terra meravigliosa chiamata Provenza. L'anno scorso ho fatto una settimana in Baviera: lo schifo urbanistico italiano non esiste appena passate le Alpi. Da noi il concetto stesso di "campagna" si perde: riuscire a trovare un luogo dove girarsi a 360 gradi e non vedere nulla se non verde è realmente impossibile. E, cosa ancora peggiore, l'occhio a questo si è abituato.

Oltre ai sotterfugi, ai guadagni illeciti, alla speculazione edilizia e ai vari condoni, oltre agli Expo e alle città che si allargano senza alcun criterio c'è l'assoluta mancanza di un'idea che all'estero appare elementare: c'è il centro dove si abita, c'è la zona industriale compresa di negozi e centri commerciali e poi basta, non c'è più niente. La città finisce e prima dell'altra città di sono km di nulla (e intendo spesso anche campagna pura, nemmeno coltivata).
Da noi le strade diventano arterie per collegare infinite serie di negozi e centri commerciali: guardate com'è ridotto il Sempione, giusto per citare un caso. Non esiste un millimetro che non sia edificato e chi solo ricorda com'era 20 anni prima capisce quanto velocemente si è compiuto il tutto. Non esiste un criterio estetico per la costruzione delle case: tutti fanno ad minchiam. Non c'è un criterio estetico per conservare i centri storici, che sarebbero anche bellissime vestigia di un passato agricolo.
In Provenza il paesaggio fatto di muri di sasso e persiane viola, le case coi tetti di legno della Baviera, passi le Alpi e arrivi da noi con lo schifo degradato di cemento spruzzato a caso. I laghi dove ancora si sversa lo schifo "per risparmiare", i fiumi cloache (vedasi rapporto Goletta dei laghi sui fiumi e laghi lombardi). E la gente che se ne frega.
Per trovare una città schifosa in 500 km di Provenza occorre arrivare alle porte di Marsiglia, ai centri storici più abbandonati a se come Beaucaire (non a caso dove è sorto anche un megacementificio + centrale elettrica che ammazza il paesaggio). Da noi, all'opposto, devi scovare gli ultimi resti di incontaminato, di lasciato a sé. L'intervento antropizzato è totale e l'enorme quantità di industrie, capannoni, fabbriche dismesse resta lì a intorbidire tutto.
Questa è la vera coscienza ecologica che non è solo separare la carta dalla plastica come insegnano le maestrine a scuola. Qui va insegnato a rieducare l'occhio, si deve insegnare quel bello che era immediatamente percepito dal contadino nell'Ottocento e che oggi un qualsiasi medio architetto non si sogna manco lontanamente cosa sia.
E ci vuole il coraggio di dire che il vero piano casa sarebbe DEMOLIRE, altro che aumentare le cubature e "farsi una stanzetta in più"...


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Ora l'inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell'oceano.


#3 tupelo

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Inviato 02 agosto 2010 - 16:33

Ho creato una nuova discussione, come auspicato da joseph K.
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#4 Number 6

Number 6

    Scaruffiano

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Inviato 02 agosto 2010 - 17:19

Per trovare una città schifosa in 500 km di Provenza occorre arrivare alle porte di Marsiglia,


E che comunque Marsiglia è una città che da patria della mafia, della fatiscenza e con un centro storico/Vieux Port degradato è stata rigenerata ed è certamente degna di visita proprio in quelle zone li. Per quanto "cittadina" e "commerciale" anche la riqualificazione dal precedente abbandono del confinante quartiere Euromediterranee è il paradiso a confronto di come vengono trattate certe riqualificazioni di casa nostra.
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#5 joseph K.

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Inviato 03 agosto 2010 - 10:49


Per trovare una città schifosa in 500 km di Provenza occorre arrivare alle porte di Marsiglia,


E che comunque Marsiglia è una città che da patria della mafia, della fatiscenza e con un centro storico/Vieux Port degradato è stata rigenerata ed è certamente degna di visita proprio in quelle zone li. Per quanto "cittadina" e "commerciale" anche la riqualificazione dal precedente abbandono del confinante quartiere Euromediterranee è il paradiso a confronto di come vengono trattate certe riqualificazioni di casa nostra.


Grazie Tup. della divisione.

Marsiglia non l'ho vista ma ho letto ovunque che ha avuto un cambiamento spettacolare rispetto al passato. Le parti più brutte della succitata Provenza che ho visto sono state i centri di Beaucaire e Terascona, città dove comunque alla sera ci sono mercati cittadini e la presenza del fiume rende il tutto meno abominevole di come potrebbbe essere e dove comunque ci sono elementi artistici (i castelli) che danno un tono di gradevolezza.
La differenza è riassumibile in pochissimi punti:
- criteri rigorosissimi di costruzione e ricostruzione. Se non costruisci con il sasso a vista, se non metti le persiane di quel colore ecc. non ti fanno fare un cavolo di niente.
- Centri commerciali, industrie ed attività produttive tutte insieme nelle parti più lontante dalle arterie principali e nascoste rispetto al passaggio delle auto. Inoltre limitate nello spazio e non diffuse a caso ovunque. Quindi netta separazione tra parte abitata e parte "lavoro".
- Idea di tutela della campagna incolta e idea del valore della "terra": per noi la terra è solo "attesa di edificabilià".

Poi c'è anche da dire che avere quasi la stessa popolazione dei francesi in un territorio grande la metà ha molta importanza. Dovremmo essere 25 milioni in Italia e forse il tutto diverrebbe più naturale. Ma in fin dei conti è un problema di testa e di accettazione: la grande massa popolare nemmeno nota questa "disfunzione" urbanistica italiana. Se si continua a costruire, ovunque e senza criterio, non solo non protesta ma nemmeno si accorge che la cosa possa costituire un problema.
Aggiungiamoci un paese che ha santificato l'automobile e tutto quanto all'automobile serve per circolare. Dove importa la strada e non il paesaggio. E dove il mito piccolo borghese della villetta è il sogno agognato. "Mi sono fatto la casa". Frase assurda se si pensasse a quanto bello e di valore sarebbe un centro storico tutelato e vissuto in maniera esteticamente corretta.

P.s. non apro nemmeno il capitolo Avignone con relativo festival (o in generale dell'offerta straordinaria culturale e musicale francese anche nelle città meno toccate dal turismo) perché da noi un mese di festival così è semplicemente impensabile.
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#6 Notker

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Inviato 03 agosto 2010 - 11:18

è dai tempi del boom, almeno, che l'edilizia (residenziale, commerciale e industriale) è diventato il motore dell'economia italiana. E le costruzioni il bene rifugio degli italiani.
lo sviluppo edilizio è certametne il fulcro di tutto il sistema economico, soprattutto in questi ultimi anni che hanno visto l'Italia abbandonare una politica industriale.
Che l'edilizia sia un business che tira tanto, lo dimostrano anche una sequela di ordinanze e leggi che finanziano con contributo pubblico (si arriva fino al 50% a fondo perduto!) la realizzazione di nuovi insediamenti.
Spesso, sia al sud che al nord, si costruisce con il solo scopo di ottenere il sovvenzionamento pubblico; lo stabilimento rimane in piedi per qualche tempo e poi... via!
Al nord si aggiunge il fenomeno della delocalizzazione all'estero; oggi se fai un giro per la Brianza, fiore all'occhiello della fu gloriosa industria italiana, trovi una distesa di capannoni completamente svuotati, al massimo convertiti a magazzino o, quando qualche comune sgancia un po' di soldi (o è generoso con gl'indici di fabbricabilità), un centro commerciale.

a Milano la situazione è drammatica e la cemetificazione, incoraggiata e foraggiata dall'amministrazione comunale, prosegue a un ritmo selvaggio (in tutti i sensi).
la Moratti e i suoi hanno capito che per ottenere devi dare; per cui, spesso il Comune "trucca" gli indici di fabbricabilità al fine di ottenere un tornaconto (ad esempio servizi, messa in sicurezza, ecc.).
è il caso della CityLife (su cui la magistratura ha già aperto da tempo un'inchiesta), la conversione della vecchia area espositiva della città, oppure della EuroMilano (patron De Corato) che sta cementificando gli ultimi baluardi verdi di Milano.
Caso a parte è Ligresti che, spalleggiato dai fratelli La Russa, sta stravolgendo il quartiere Isola e la via Gioia, giocando in maniera spavalda e spudorata proprio sugli indici; un quartiere già messo a ferro e a fuoco dalla costruzione del Palazzo Formigoni, un mostro di acciaio e vetro, urbanisticamente il parto della mente di un novello Mengele dell'architettura. A ferro e a fuoco perché le faraoniche vetrate hanno funzionato da "specchi ustori" e hanno sciolto le tapparelle degli edifici di fronte.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#7 joseph K.

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Inviato 03 agosto 2010 - 13:02

Ma il punto è proprio questo: finché si ragiona nei termini che "costruire per costruire" è conveniente allora non si va da nessuna parte. Si deve passare alla decostruzione, alla demolizione, alla riconversione: anche lì ci sarebbe business e per decenni (se vogliamo ragionare in questi termini).
Lo spettacolo più deprimente sono i bellissimi centri storici, magari di aspetto rurale o pre-industriale, con residui di cascine, corti ecc. abbandonati e l'abominio della "villetta" che sorge dappertutto a puntellare di cemento ogni parte di terra libera.
Luoghi con un senso estetico preciso che decadono e non sono più abitati e micronuclei urbani ovunque che crescono senza alcun criterio di bellezza e nemmeno di "funzionalità" rispetto alla vivibilità cittadina.

P.s. Ligresi ha avuto la sfortuna di essere affidato ai servizi sociali alla città mio capoluogo, quella che chiamano ancora "la città giardino". Mentre era in "detenzione" ha addocchiato (e comprato) il prato dove è sorto anni dopo l'abominevole mega-albergo dei mondiali di ciclismo. Uno schifo totale, con personale in cassaintegrazione perché troppo grande per la città, un impatto visivo che si coglie da centinia di metri di distanza con le sue lucine stile lunapark. L'albergo è sorto ovviamente in deroga con Bertolaso commissario straordinario... I tempi stretti per i milioni di turisti che dovevano arrivare lo avevano richiesto...

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#8 Number 6

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Inviato 03 agosto 2010 - 13:48

Marsiglia città la conosco abbastanza bene e il resto della Provenza l'ho girato due anni fa. La prima è uno degil esempi migliori di riqualificazione di quartieri fatiscenti appunto tutta la zona Vieux Port, Le Panier, Euromediterranee, anche se quest'ultima causa crisi immobiliare intervenuta è rimasta un po' a metà con i cartelloni "vendesi" sui palazzi e le ristrutturazioni in corso.
La Provenza inutile dire che è un esempio di convivenza tra abitazioni e natura. Usciti dalla città si è usciti dalla città. Non ci sono capannoni per millemila chilometri lungo l'autostrada, ci sono i campi e la campagna, tanto è vero per fare un'esempio elementare che ancora la distinzione tra Marsiglia e Aix En Provence è nettissima nonostante distino solo pochi chilometri. Non c'è un unica sterminata periferia a unirle. Magari anche per ragioni orografiche, dato che ci sono dei monti di mezzo.

Per tornare a casa nostra, ormai tra Firenze, Prato e Pistoia è tutt'uno. Costruzioni senza soluzione di continuità. Molte delle quali per l'appaunto vuote. E' questo che mi ammazza, sono vuote. Perché non si rioccupano i capannoni precedentemente suvotati? Perché se ne costruiscono sempre di nuovi? Perché nonostantre quetso enorme spreco di risorsa-terreno, questo immenso aumento di cubature e metriquadri, i prezzi non scendono in proporzione? C'è voluta una crisi epocale per rallentare, non dico bloccare, i prezzi, altrimenti avrebbero continuato a salire.
Una risposta può essere che sono sempre i soliti, anzi sempre meno, che possiedono sempre più metri quadri, perciò il prezzo non scende.
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#9 Limenitis

Limenitis

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Inviato 03 agosto 2010 - 14:18

Questa è la vera coscienza ecologica che non è solo separare la carta dalla plastica come insegnano le maestrine a scuola. Qui va insegnato a rieducare l'occhio, si deve insegnare quel bello...



L'estetica è fondamentale per la qualità della vita. La bellezza non è mai superflua: sconfini in Austria (per dirne una) e percepisci questa "sacralità", tanto che non t'azzarderesti mai a deturparla. La bellezza de luogo in cui si vive determina i nostri comportamenti, la "salute" di un complesso sociale. Purtroppo, è facile notare come da noi, da tempo, siamo come un cane che si morde la coda, schifo chiama schifo sempre di più e sempre con maggior noncuranza.


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Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#10 joseph K.

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Inviato 03 agosto 2010 - 14:45


Questa è la vera coscienza ecologica che non è solo separare la carta dalla plastica come insegnano le maestrine a scuola. Qui va insegnato a rieducare l'occhio, si deve insegnare quel bello...



L'estetica è fondamentale per la qualità della vita. La bellezza non è mai superflua: sconfini in Austria (per dirne una) e percepisci questa "sacralità", tanto che non t'azzarderesti mai a deturparla. La bellezza de luogo in cui si vive determina i nostri comportamenti, la "salute" di un complesso sociale. Purtroppo, è facile notare come da noi, da tempo, siamo come un cane che si morde la coda, schifo chiama schifo sempre di più e sempre con maggior noncuranza.



E pensare che abbiamo avuto fior di architetti e urbanisti, e pensare che l'idea rinascimentale della "città ideale" è costruzione nostra, e pensare che mila città europee sono nate da semplicissima pianta razionale romana: piazza al centro, due vie principali. L'idea di rigore e "proporzione" nel bello ha fatto parte della nostra natura costruttiva, almeno in termini ideali (nelle insulae romane si faceva un po' di tutto).
Ma soprattutto mi fa pensare il fatto che il contadino analfabeta costruiva bene in termini estetici e tendenzialmente anche in termini funzionali (la civiltà della terra è sempre stata una civiltà attenta al recupero dei materiali e al risparmio). Mentre oggi non dico il geometra ma l'architetto, magari di grido, tira fuori esempi di schifo come questo, in pieno centro, senza alcuna continuità con tutto quello che c'è (e soprattutto c'era) intorno (la foto non rende la grandezza):

Immagine inserita


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#11 KissRelish

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Inviato 03 agosto 2010 - 15:05

- criteri rigorosissimi di costruzione e ricostruzione. Se non costruisci con il sasso a vista, se non metti le persiane di quel colore ecc. non ti fanno fare un cavolo di niente.

i criteri esistono, la maggior parte dei comuni nel regolamento edilizio hanno il cosiddetto "piano del colore", se non li fanno rispettare è un altro paio di maniche.
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#12 Limenitis

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Inviato 03 agosto 2010 - 15:10


E pensare che abbiamo avuto fior di architetti e urbanisti, e pensare che l'idea rinascimentale della "città ideale" è costruzione nostra, e pensare che mila città europee sono nate da semplicissima pianta razionale romana: piazza al centro, due vie principali. L'idea di rigore e "proporzione" nel bello ha fatto parte della nostra natura costruttiva, almeno in termini ideali (nelle insulae romane si faceva un po' di tutto).



Di che ti stupisci... al solito abbiamo inventato tutto, ce lo siamo rivenduto/c'hanno copiato e adesso non lo sappiamo più fare, guarda le auto...
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Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#13 ubik

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Inviato 03 agosto 2010 - 15:32


- criteri rigorosissimi di costruzione e ricostruzione. Se non costruisci con il sasso a vista, se non metti le persiane di quel colore ecc. non ti fanno fare un cavolo di niente.

i criteri esistono, la maggior parte dei comuni nel regolamento edilizio hanno il cosiddetto "piano del colore", se non li fanno rispettare è un altro paio di maniche.

in Liguria li rispettano, tendenzialmente.
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#14 joseph K.

joseph K.

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Inviato 03 agosto 2010 - 15:38

Molta responsabilità è anche dei singoli, gente che magari fa rigorosissimamente la spesa al bio ma che poi si fa la villetta multipiano secondo indispensabile canone piccolo-borghese. Il mito del successo si valuta anche in quanto è grande la tua casa, quanto è potente la tua auto ecc.
L'immagine esteriore è proprio questo: il grande prima del bello, l'impatto scenico prima del gusto. E le solite convenienze che fanno dire ad un sindaco di Ischia che non può procedere agli abbattimenti dei locali abusivi perché gli abbattimenti "danneggerebbero" la vita di molte persone...

Poi c'è il solito disinteresse o interesse italico ad intermittenza: sommosse popolari se il prete viene cambiato di diocesi, desolante silenzio se costruiscono 8 piani di schifo in centro cambiando completamente la percezione estedi una intera zona prima lasciata a verde...
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#15 Billie

Billie

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Inviato 03 agosto 2010 - 16:53

Molta responsabilità è anche dei singoli, gente che magari fa rigorosissimamente la spesa al bio ma che poi si fa la villetta multipiano secondo indispensabile canone piccolo-borghese. Il mito del successo si valuta anche in quanto è grande la tua casa, quanto è potente la tua auto ecc.
L'immagine esteriore è proprio questo: il grande prima del bello, l'impatto scenico prima del gusto. E le solite convenienze che fanno dire ad un sindaco di Ischia che non può procedere agli abbattimenti dei locali abusivi perché gli abbattimenti "danneggerebbero" la vita di molte persone...

Poi c'è il solito disinteresse o interesse italico ad intermittenza: sommosse popolari se il prete viene cambiato di diocesi, desolante silenzio se costruiscono 8 piani di schifo in centro cambiando completamente la percezione estedi una intera zona prima lasciata a verde...

Mah Anche Versailles è grande e anche la piramide di Cheope, però dubito siano piccolo borghesi.  ;) ;)
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#16 solanio

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Inviato 03 agosto 2010 - 23:20

io sono architetto e vi dico solo che l'urbanistica in italia è morta prima ancora di nascere.
Rimasta sulle carte e negli scritti.

poi all'univerità hanno anche tolto l'esame di estetica che qualcosa pur valeva, e fanno studiare i grandi piani urbani di parigi, barcellona o amsterdam...
dovrebbero solo, ad esempio, mostrare le foto dei nostri paesi com'erano 30 anni fà e -vivo in veneto sì e anche mia madre, vita da contadina, si è fatta il villino-

avevamo una paese dalla bellezza accecante.

ma d'altronde la volontà non dico politica, ma popolare proprio non c'è mai stata: tutti coloro che avrebbero dovuto parlare, si son girati altrove.
Galan giusto per dirne una, veniva almeno una volta al mese, nel mio paesino (3mila persone) a magiare la selvaggina, offerta (assieme alle zoccole in tarda serata) ovviamente da quegli imprenditori edili che qui, guarda caso, detengono il dominio assoluto sugli appalti.

Pensate che quelli tagliati fuori abbiano mai tentato di fare qualcosa?
si son sempre spartiti le briciole, perchè "anca mì faria cussì se ghavesse tutti chei schei"

e così se considerate il numero di piccole imprese in ogni comune veneto dai 3mila in sù, capirete come si è giunti qui
la DC già al tempo ebbe le sue colpe, ma è stata la lega a sdoganare certi comportamenti, che almeno prima erano accompaganti da un minimo di vergogna

ogni volta che vado in germania o in francia, ma anche solo a bolzano -l'anno scorso per i sonic youth- mi viene da piangere, realmente.

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#17 joseph K.

joseph K.

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Inviato 04 agosto 2010 - 08:49


Molta responsabilità è anche dei singoli, gente che magari fa rigorosissimamente la spesa al bio ma che poi si fa la villetta multipiano secondo indispensabile canone piccolo-borghese. Il mito del successo si valuta anche in quanto è grande la tua casa, quanto è potente la tua auto ecc.
L'immagine esteriore è proprio questo: il grande prima del bello, l'impatto scenico prima del gusto. E le solite convenienze che fanno dire ad un sindaco di Ischia che non può procedere agli abbattimenti dei locali abusivi perché gli abbattimenti "danneggerebbero" la vita di molte persone...

Poi c'è il solito disinteresse o interesse italico ad intermittenza: sommosse popolari se il prete viene cambiato di diocesi, desolante silenzio se costruiscono 8 piani di schifo in centro cambiando completamente la percezione estedi una intera zona prima lasciata a verde...

Mah Anche Versailles è grande e anche la piramide di Cheope, però dubito siano piccolo borghesi.  ;) ;)


Sì ma Versailles una è e sfido a dire che faccia schifo ai porci: quante mila villette e villettine schifose ci sono invece in Italia? E quanto magnifici centri storici (perfettamente recuperabili) abbandonati o abitati solo da signori e signore sugli over-anta ci sono?
Cioè mediamente il nobile, anche il più puzzone, almeno "doveva" avere gusto. Era richiesto dal suo status sociale. Cosa che il medio-piccolo borghese arricchito non ha. Ha solo il gusto del "grande" e del "ad effetto" tout court.
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#18 Billie

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Inviato 04 agosto 2010 - 13:13



Molta responsabilità è anche dei singoli, gente che magari fa rigorosissimamente la spesa al bio ma che poi si fa la villetta multipiano secondo indispensabile canone piccolo-borghese. Il mito del successo si valuta anche in quanto è grande la tua casa, quanto è potente la tua auto ecc.
L'immagine esteriore è proprio questo: il grande prima del bello, l'impatto scenico prima del gusto. E le solite convenienze che fanno dire ad un sindaco di Ischia che non può procedere agli abbattimenti dei locali abusivi perché gli abbattimenti "danneggerebbero" la vita di molte persone...

Poi c'è il solito disinteresse o interesse italico ad intermittenza: sommosse popolari se il prete viene cambiato di diocesi, desolante silenzio se costruiscono 8 piani di schifo in centro cambiando completamente la percezione estedi una intera zona prima lasciata a verde...

Mah Anche Versailles è grande e anche la piramide di Cheope, però dubito siano piccolo borghesi.  ;) ;)


Sì ma Versailles una è e sfido a dire che faccia schifo ai porci: quante mila villette e villettine schifose ci sono invece in Italia? E quanto magnifici centri storici (perfettamente recuperabili) abbandonati o abitati solo da signori e signore sugli over-anta ci sono?
Cioè mediamente il nobile, anche il più puzzone, almeno "doveva" avere gusto. Era richiesto dal suo status sociale. Cosa che il medio-piccolo borghese arricchito non ha. Ha solo il gusto del "grande" e del "ad effetto" tout court.

E quindi meglio Versailles per i signori e gli altri nei tuguri?? A me non fa brutto che un numero sempre maggiore di persone abbia la possibilità di avere una casa grande (che quelle belle sono e rimarranno sempre in mano ai ricchi che hanno i soldi e la cultura per permettersele). Che poi grandi, le case mediamente erano più grandi 40 anni fa. Oggi le ditte dati i costi sono maestre nell'economizzare sugli spazi.
I centri storici sono abitati dagli over ecc. anche per i prezzi, i giovani mediamente preferiscono le case fuori perché costano meno, almeno da noi è così.
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#19 KissRelish

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Inviato 04 agosto 2010 - 13:19

ma che c'entra tutto sto discorso con Versailles?  :)
Per prima cosa la nobiltà e i "signori" grazie al cielo non esistono più, inoltre mi sembra chiarissimo il discorso di joseph k. che punta il dito contro un certo modo arrogante e sborone di costruire, come gli "arrivati" che si fanno la villazza cafona a 10 m dalla costa deturpando un paesaggio che è bene comune.

Venite sulla costa ionica a vedere lo schifo che c'è. E' l'anarchia.

A me non fa brutto che un numero sempre maggiore di persone abbia la possibilità di avere una casa grande


nemmeno a me, se parliamo di case che si inseriscono armonicamente nel contesto e non di cementificazione selvaggia. ma qua si parlava della seconda, non si soddsfare nella maniera migliore il fabbisogno abitativo.
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#20 Billie

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Inviato 04 agosto 2010 - 13:33

ma che c'entra tutto sto discorso con Versailles?  :)
Per prima cosa la nobiltà e i "signori" grazie al cielo non esistono più, inoltre mi sembra chiarissimo il discorso di joseph k. che punta il dito contro un certo modo arrogante e sborone di costruire, come gli "arrivati" che si fanno la villazza cafona a 10 m dalla costa deturpando un paesaggio che è bene comune.

Venite sulla costa ionica a vedere lo schifo che c'è. E' l'anarchia.


A me non fa brutto che un numero sempre maggiore di persone abbia la possibilità di avere una casa grande


nemmeno a me, se parliamo di case che si inseriscono armonicamente nel contesto e non di cementificazione selvaggia. ma qua si parlava della seconda, non si soddsfare nella maniera migliore il fabbisogno abitativo.


Non c'entra, ma volendo Versailles è la quintessenza del modo cafone di costruire per sbattere in faccia agli altri la propria ricchezza. E' a questo tipo di modello  (casa grande e prestigiosa) che si rifà quello che costruisce la villazza. Il piccolo borghese si ferma alla villetta a  schiera.
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