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I giochi della luce - Direttori della fotografia


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20 replies to this topic

#1 Ejzenstejn

Ejzenstejn

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Inviato 08 settembre 2006 - 19:29

Questo intervento mi è stato stimolato dal Film "Le ragazze si San Frediano" di Zurlini, dove, accanto alla qualità della regia, gioca un ruolo determinante la gestione della luce.
Nel film, il direttore della fotografia, con abile destrezza, illumina le giovani ragazze con luce dedicata, a volte come se fossero  su un altro piano sequenza.
Questo gioco di luci e ombre mi ha rimandato ad altri film, penso ad esempio a "Paris-Texas" (dove l'interprete maschile si trova al di là di un vetro che non lo fa riconoscere - mentre la sua donna si confessa - ma al tempo stesso lo si intravede in contrapposizione all'immagine di lei); oppure alle riprese notturne, con immagini riflesse o fugaci, in Blow-up; per poi giungere alle scene/opere d'arte di Wong Kar-Wai, tanto per citare alcuni film (a mio parere veri out-layer).
Insomma penso che la fortuna di molti registi sia stata creata in parte dalle intuizioni del direttore della fotografia e dalle sue abilità di gestire la luce  e giocare con la luce.
Mi piacerebbe un confronto su queste riflessioni e sapere che cosa ne pensate.
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#2 scirocco

scirocco

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Inviato 08 settembre 2006 - 19:43

Mi viene subito in mente certo noir americano anni Quaranta, una delle correnti che, secondo me, ha saputo esaltare alla massima potenza il ruolo della luce. Dall'incredibile gioco di rifrazioni e ombre di "Lo specchio scuro" al cupissimo "Detour", da "Il terzo uomo" al meraviglioso "Lettera da una sconosciuta" dove i fasci di luce giocano un ruolo fondamentale nei primi piani del viso dell'indimenticabile Joan Fontaine. Probabilmente è proprio laddove il virtuosismo si mette totalmente al servizio della sceneggiatura o del soggetto (rimanendo, così, fintamente celato) che si creano i risultati migliori.
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#3 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 08 settembre 2006 - 19:56

La fotografia è senza dubbio l'elemento che contribuisce di più alla resa "visiva" e sensoriale di una pellicola, ma spesso è anche in grado di influenzare la sfera emotiva dello spettatore.

E' capitato più di una volta che film solo discreti siano stati impreziositi da un ottimo lavoro sulle luci.

Non mi reputo un esperto in questo campo, ma mi piacerebbe fare alcuni nomi di quelli che reputo tra i più importanti esponenti in questo ambito, di ieri e di oggi:

-Vilmos Zsigmond
-Laszlo Kovacs
-Tak Fujimoto
-Darius Khondji
-Conrad L. Hall
-Roger Deakins
-Christopher Doyle (citavate Kar Wai)
-Peter Deming
-Janusz Kaminski
-John Toll


#4 Pickpocket

Pickpocket

    Roadie

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Inviato 09 settembre 2006 - 00:27

Per citare tre immortali : Sven Nykvist, Kazuo Miyagawa e Xaver Schwarzenberger.
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#5 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 09 settembre 2006 - 08:52

Per citare tre immortali : Sven Nykvist, Kazuo Miyagawa e Xaver Schwarzenberger.


conosco solo il primo, storico collaboratore di Bergman.

Comunque ci siamo dimenticati del grande Michael Ballhaus, più volte al fianco di Scorsese e Fassbinder.

#6 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 09 settembre 2006 - 11:14

In certi casi è vero, il direttore della fotografia aiuta molto il regista...e per un regista trovare un grande direttore è una manna dal cielo...pensate un pò ai film di Spielberg e alla sua collaborazione con Kaminski...a detto del regista stesso è il suo collaboratore ad avere una libertà totale nella scelta delle luci...e di qui si arriva ai risultati sorprendenti e così diversificati di lavori come Salvate il soldato Ryan e Prova a prendermi...

In altri casi, e penso per esempio a Deakins, il maggior pregio di certi responsabili della fotografia è invece la loro duttilità nell'adeguarsi ai desideri dei vari registi con cui lavorano...pensiamo in questo caso ai fratelli Coen che hanno la prima e l'ultima parola su ogni particolare tecnico della lavorazione di un loro film...e nel caso precipuo della fotografia pensate un pò alle splendide intuizioni di parecchi loro film, intuizioni avute da loro, ma che hanno certamente trovato in Deakins un perfetto esecutore..
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#7 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 09 settembre 2006 - 12:07



In altri casi, e penso per esempio a Deakins, il maggior pregio di certi responsabili della fotografia è invece la loro duttilità nell'adeguarsi ai desideri dei vari registi con cui lavorano...pensiamo in questo caso ai fratelli Coen che hanno la prima e l'ultima parola su ogni particolare tecnico della lavorazione di un loro film...e nel caso precipuo della fotografia pensate un pò alle splendide intuizioni di parecchi loro film, intuizioni avute da loro, ma che hanno certamente trovato in Deakins un perfetto esecutore..


non centra molto, ma volevo chiederti che ne pensavi della fotografia nei film di Shyamalan.

Io credo che, all'interno del panorama americano, le fatografia dei suoi film sia forse la più raffinata...e non a caso si è avvalso di collaboratori come il citato Deakins o Christopher Doyle.

Comunque un altro grande (ex) direttore della fotografia è Barry Sonnenfeld.



#8 Pickpocket

Pickpocket

    Roadie

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Inviato 09 settembre 2006 - 12:16




In altri casi, e penso per esempio a Deakins, il maggior pregio di certi responsabili della fotografia è invece la loro duttilità nell'adeguarsi ai desideri dei vari registi con cui lavorano...pensiamo in questo caso ai fratelli Coen che hanno la prima e l'ultima parola su ogni particolare tecnico della lavorazione di un loro film...e nel caso precipuo della fotografia pensate un pò alle splendide intuizioni di parecchi loro film, intuizioni avute da loro, ma che hanno certamente trovato in Deakins un perfetto esecutore..


non centra molto, ma volevo chiederti che ne pensavi della fotografia nei film di Shyamalan.

Io credo che, all'interno del panorama americano, le fatografia dei suoi film sia forse la più raffinata...e non a caso si è avvalso di collaboratori come il citato Deakins o Christopher Doyle.

Comunque un altro grande (ex) direttore della fotografia è Barry Sonnenfeld.



Volevo citarlo anch'io ma m'è sfuggito.Il secondo dei due che ho citato è il fotografo dei film di Mizoguchi, il terzo è quello dell'ultimo periodo di Fassbinder, e della straordinaria fotografia di Veronika Voss.
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#9 Ejzenstejn

Ejzenstejn

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Inviato 09 settembre 2006 - 21:40

Noto che nessuno si è ricordato di Tonino delli Colli, a mio modesto avviso uno dei più grandi direttori di fotografia, capace di lasciare la sua impronta che si trattasse di un film di Totò o Polanski, di Leone o Pasolini.

Comunque, aprendo questo thread mi aspettavo non tanto una lista di direttori della fotografia quanto un riandare con la memoria a scene di film fuori dagli schemi per la particolarità del modo in cui era stata usata la luce, entrando di più sugli aspetti tecnici della fotografia, giacchè do per scontato che tutti i grandi registi sappiano come va usata la luce.
Quello che mi interessa è focalizzare l'attenzione su scene mirabili, che valgano la pena di essere ricordate di per sé, sottolineando ciò che ci ha colpito, al di là del regista e invece si torna sempre a fare un elenco di registi passando per l'elenco dei rispettivi fotografi.


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#10 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 10 settembre 2006 - 10:39

Noto che nessuno si è ricordato di Tonino delle Colli, a mio modesto avviso uno dei più grandi direttori di fotografia, capace di lasciare la sua impronta che si trattasse di un film di Totò o Polanski, di Leone o Pasolini.

Comunque, aprendo questo thread mi aspettavo non tanto una lista di direttori della fotografia quanto un riandare con la memoria a scene di film fuori dagli schemi per la particolarità del modo in cui era stata usata la luce, entrando di più sugli aspetti tecnici della fotografia, giacchè do per scontato che tutti i grandi registi sappiano come va usata la luce.
Quello che mi interessa è focalizzare l'attenzione su scene mirabili, che valgano la pena di essere ricordate di per sé, sottolineando ciò che ci ha colpito, al di là del regista e invece si torna sempre a fare un elenco di registi passando per l'elenco dei rispettivi fotografi.



Allora dovresti modificare il tuo post di apertura...a domanda, risposta..
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#11 Ejzenstejn

Ejzenstejn

    aspirante indie

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Inviato 10 settembre 2006 - 19:17


Allora dovresti modificare il tuo post di apertura...a domanda, risposta..


Ma no, e perché? In fondo gli off topic a volte sono più interessanti...
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#12 Guest_verdoux_*

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Inviato 10 settembre 2006 - 21:31

potrei citare le luci riflesse nel lungo addio di Altman

#13 Ejzenstejn

Ejzenstejn

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Inviato 22 settembre 2006 - 10:16

potrei citare le luci riflesse nel lungo addio di Altman


ah, Altman. Pensavo che Altman più che usare le luci per fare cinematografia le usasse per creare ambientazioni da psicoterapia.
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#14 Guest_eustache_*

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Inviato 22 settembre 2006 - 10:44

il 21 settembre è morto sven nykvist

#15 Guest_vegeta_*

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Inviato 22 settembre 2006 - 11:35

il 21 settembre è morto sven nykvist


questa è una grave perdita. :'(

#16 strangelove

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Inviato 22 settembre 2006 - 18:33


il 21 settembre è morto sven nykvist


questa è una grave perdita. :'(


Verissimo. In un'ideale top 5 dei direttori della fotografia ci rientrerebbe di certo.
Sepre straordinari i suoi lavori.
Miracolosi e ineguagliati i risultati raggiunti con opere come "Fanny e Alexander".
  • 0

#17 Homer

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Inviato 22 settembre 2006 - 19:42



il 21 settembre è morto sven nykvist


questa è una grave perdita. :'(


Verissimo. In un'ideale top 5 dei direttori della fotografia ci rientrerebbe di certo.
Sepre straordinari i suoi lavori.
Miracolosi e ineguagliati i risultati raggiunti con opere come "Fanny e Alexander".


Soprannominato il maestro della luce, Nykvist (nato in Svezia nel 1992) era stato reso famoso dalla sua lunga collaborazione con Ingmar Bergman. Questa inizia nel 1953 con Una vampata d'amore, che firma insieme ad un altro collega; rimpiazzando il grande Gunnar Fischer come suo operatore di fiducia, firmerà da solo, invece, nel 1960 La fontana della vergine. Collaborazione che gli aveva portato ben due Oscar: nel 1973 per Sussurri e grida e nel 1982 per Fanny e Alexander.

Nykvist ha diretto la fotografia in numerosi film di Bergman, tra i quali ''Come in uno specchio'',''Luci d'inverno'', ''Il silenzio'', ''Persona'', ''Il rito'', ''Scene da un matrimonio'', ''Sinfonia d'autunno'', ''Un mondo di marionette'', ''L'uovo del serpente'', ''Dopo la prova''.

Nella lista dei grandi filmmaker che hanno lavorato con lui, ci sono Andrei Tarkovskij (Sacrificio), Roman Polanski (L'Inquilino Del Terzo Piano), Louis Malle (Pretty Baby), Lasse Halström (Buon compleanno, Mr. Grape), Richard Attenborough (Charlot), Philip Kaufman (L??insostenibile leggerezza dell??essere), e, naturalmente, l??erede spirituale di Bergman, Woody Allen, con il quale ha collaborato a tre film (Celebrity, Un'altra donna e Crimini e Misfatti).

In totale, Nykvist ha realizzato 130 lungometraggi e produzioni tv, e ha diretto due pellicole fra le quali The Ox, nominata all??Oscar nel 1991.


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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#18 Ejzenstejn

Ejzenstejn

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Inviato 24 settembre 2006 - 07:52


In totale, Nykvist ha realizzato 130 lungometraggi e produzioni tv, e ha diretto due pellicole fra le quali The Ox, nominata all??Oscar nel 1991.


Finalmente qualcuno che apprezza la fotografia!
Una stella è morta ma la sua luce continuerà a brillare per milioni di anni (come si usava dire).... nei film in cui ha lavorato.
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#19 strangelove

strangelove

    Scaruffiano

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Inviato 02 giugno 2012 - 14:56

E' morto Marco Onorato. Giusto in tempo per la fotografia di "Reality" di Matteo Garrone. :(
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#20 marz

marz

    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 02 giugno 2012 - 15:07

E' morto Marco Onorato. Giusto in tempo per la fotografia di "Reality" di Matteo Garrone. :(


:'(

(ma dov'era questo topic...?)
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