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[Monografia] Ingmar Bergman


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48 replies to this topic

#1 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 07 settembre 2006 - 17:31

Io preferisco il primo Bergman, quello che coniuga nei suoi film l‚??elemento tragico con l‚??elemento buffo; molto belli i suoi film giovanili; tra questi spiccano: ‚??una estate d‚??amore‚?Ě  ‚??una vampata d‚??amore‚?Ě, ‚??sorrisi di una notte di estate‚?Ě, ‚??il settimo sigillo‚?Ě e ‚??il posto delle fragole‚?Ě.
In seguito il suo stile si fa pi√Ļ austero e pi√Ļ asciutto con ‚??il silenzio‚?Ě e ‚??luci d‚??inverno‚?Ě, fino a ‚??persona‚?Ě; un film molto parlato, fatto quasi esclusivamente di primi piani; un cinema assoluto, senza azione, ridotto all‚??essenziale, ieratico; di questo periodo fanno parte anche alcuni brutti film; quasi una involuzione.
Bergman ne esce alla grande con ‚??sussurri e grida‚?Ě; film che racconta un drammatico rapporto tra tre sorelle; film che ci fa riflettere su quella che √® la natura umana, il film rosso di Bergman; e quando entrano in scena i mariti si ha la sensazione di un gran pieno orchestrale.
Bergman ritorna al cinema asciutto con ‚??scene di un matrimonio‚?Ě; ma fa la scelta giusta poich√© si rivolge al mezzo televisivo per fare cinema fatto quasi esclusivamente di primi piani e di dialoghi; sei puntate che ho avuto la fortuna di vedere su RAI 1 in prima serata; ve lo immaginate oggi ‚??scene da un matrimonio‚?Ě in prima serata?
Bergman era anche un grande regista teatrale ed i suoi allestimenti teatrali non sono stati da meno dei suoi film; dicono, perch√© non li abbiamo potuti vedere; ma abbiamo potuto vedere il ‚??flauto magico‚?Ě, una mirabile fusione tra cinema e teatro.
Ormai abbastanza avanti con gli anni gira Fanny e Alexander; lo ha girato pensando che fosse il suo ultimo film e tale va considerato, anche se poi ha aggiunto ancora qualcosa alla sua filmografia.
Fanny e Alexander doveva essere una summa riassuntiva della sua vita di artista; un film testamento, lo ha detto lui stesso. Io lo considero anche un film pentimento; forse l‚??unico film (non li ho visti tutti) dove Bergman concede molto alla visualit√†, alla coreografia, all‚??azione, allo spettacolo; l‚??elemento teatrale √® sempre presente, ma in citazione, non immanente come in altri film. In questo film Bergman va gi√Ļ pi√Ļ leggero; non rivolta pi√Ļ l‚??animo umano come un calzino, ma si ferma al contorno.
Storia di due bambini; Fanny proprio una bambina che osserva quasi muta tutto quello che le succede attorno, ma è evidente che le resterà tutto dentro; Alexander adolescente protagonista e vittima delle circostanze.
Il film si apre con la bellissima festa di natale, la festa di tutta la famiglia riunita, ma soprattutto la festa dei bambini; la gioia di vivere che in tale occasione si manifesta; gioia che presto si dissolve per la morte del padre di Fanny e Alexander e per il secondo matrimonio della madre dei bambini che si rivelerà si disastro; il rapporto col patrigno diventerà una via crucis per Alexander, che finirà per desiderarne ardentemente la morte e sarà accontentano in seguito a circostanze tali da sembrare quasi di origine soprannaturale.
Pure con una festa si chiude il film; una festa per la riunificazione della famiglia dopo le tragiche vicissitudini e la nascita di un fratellino per Fanny e Alexander; una festa liberatoria per tutti, ma soprattutto per i due bambini reduci da una drammatica esperienza che costituirà per loro un incubo da rimuovere.
Fanny e Alexander √® un grandissimo film; per i pi√Ļ il capolavoro assoluto di Bergman.
Nelle mie personali valutazioni preferisco ‚??una vampata d‚??amore‚?Ě, ‚??il posto delle fragole‚?Ě e ‚??sussurri e grida‚?Ě.


#2 Homer

Homer

    Classic Rocker

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Inviato 07 settembre 2006 - 21:29

Ho visto solo 3 film di Bergman: Il settimo sigillo, La fontana della Vergine, Sussurri e Grida.
Di questi quello che mi √® piaciuto di pi√Ļ, per la sua intensit√†, √® sicuramente l'ultimo. Un film angosciante, forte, un pugno nello stomaco, che lascia il segno. Grandissimo film, uno di quelli che pi√Ļ mi ha sconvolto tra tutti quelli che ho visto.
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#3 Pickpocket

Pickpocket

    Roadie

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Inviato 07 settembre 2006 - 22:04

Io preferisco il primo Bergman, quello che coniuga nei suoi film l‚??elemento tragico con l‚??elemento buffo; molto belli i suoi film giovanili; tra questi spiccano: ‚??una estate d‚??amore‚?Ě  ‚??una vampata d‚??amore‚?Ě, ‚??sorrisi di una notte di mezza estate‚?Ě, ‚??il settimo sigillo‚?Ě e ‚??il posto delle fragole‚?Ě.
In seguito il suo stile si fa pi√Ļ austero e pi√Ļ asciutto con ‚??il silenzio‚?Ě e ‚??luci d‚??inverno‚?Ě, fino a ‚??persona‚?Ě; un film molto parlato, fatto quasi esclusivamente di primi piani; un cinema assoluto, senza azione, ridotto all‚??essenziale, ieratico; di questo periodo fanno parte anche alcuni brutti film; quasi una involuzione.


Consentimi di dirti che non √® affatto cos√¨. Il Bergman del primo tempo (nel quale non va assolutamente inserito il posto delle fragole) √® un Bergman ancora legato al suo primo amore, il teatro, i film ceh citavi sono splendidi e questo stesso periodo ha raggiunto vette altissime proprio ricercando nel contatto fra la messa in scena teatrale e quella cinematografica.D'altronde il metateatreasco settimo sigillo, che √® sicuramente uno dei capolavori del regista svedese, √® uno dei film pi√Ļ grezzi e trascurati(in parte volutamente, in parte no) della storia del grande cinema.
Il posto delle fragole segna il contatto fra quel Bergman, e il Bergman (come si defin√¨ lui stesso) da camera.Il cinema da camera di Bergman, che vede spiccare fra i suoi lavori pi√Ļ alti la trilogia del silenzio di Dio (come in uno specchio, luci d'inverno, il silenzio) , e poi i due film che egli stesso reputa i pi√Ļ avanzati (Persona e Sussurri e grida) √® un Bergman che deve molto e da molto al minimalismo francese di bresson e al cinema di protesta al cosiddetto "teatro filmato", seppur conservando le angoscie che avevano contraddistinto la sua poetica (la morte e dio) e volgendo lo sguardo molto pi√Ļ verso la mente che verso il linguaggio del corpo, cosa che invece appartiene all'amato Bresson.Non si tratta affatto di un'involuzione, bens√¨ di un'evoluzione, intesa nel senso di progresso, non di miglioramento.Si tratta di due lavori di ricerca molto diversi su cui non posso dilungarmi perch√® sto vedendo un Fassbinder, ma posso dirti che Bergman prefer√¨ di gran lunga i lavori della seconda fase, ed io con lui.Poi √® questione di gusti e capisco chi preferisce il primo periodo, ma non bisogna pensare che da un giorno all'altro una personalit√† cos√¨ poco istintiva come Bergman abbia preso un abbaglio e si sia messo a fare filmacci criptici e ieratici.
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#4 dick laurent

dick laurent

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Inviato 07 settembre 2006 - 22:25

Consentimi di dirti che non √® affatto cos√¨. Il Bergman del primo tempo (nel quale non va assolutamente inserito il posto delle fragole) √® un Bergman ancora legato al suo primo amore, il teatro, i film ceh citavi sono splendidi e questo stesso periodo ha raggiunto vette altissime proprio ricercando nel contatto fra la messa in scena teatrale e quella cinematografica.D'altronde il metateatreasco settimo sigillo, che √® sicuramente uno dei capolavori del regista svedese, √® uno dei film pi√Ļ grezzi e trascurati(in parte volutamente, in parte no) della storia del grande cinema.
Il posto delle fragole segna il contatto fra quel Bergman, e il Bergman (come si defin√¨ lui stesso) da camera.Il cinema da camera di Bergman, che vede spiccare fra i suoi lavori pi√Ļ alti la trilogia del silenzio di Dio (come in uno specchio, luci d'inverno, il silenzio) , e poi i due film che egli stesso reputa i pi√Ļ avanzati (Persona e Sussurri e grida) √® un Bergman che deve molto e da molto al minimalismo francese di bresson e al cinema di protesta al cosiddetto "teatro filmato", seppur conservando le angoscie che avevano contraddistinto la sua poetica (la morte e dio) e volgendo lo sguardo molto pi√Ļ verso la mente che verso il linguaggio del corpo, cosa che invece appartiene all'amato Bresson.Non si tratta affatto di un'involuzione, bens√¨ di un'evoluzione, intesa nel senso di progresso, non di miglioramento.Si tratta di due lavori di ricerca molto diversi su cui non posso dilungarmi perch√® sto vedendo un Fassbinder, ma posso dirti che Bergman prefer√¨ di gran lunga i lavori della seconda fase, ed io con lui.Poi √® questione di gusti e capisco chi preferisce il primo periodo, ma non bisogna pensare che da un giorno all'altro una personalit√† cos√¨ poco istintiva come Bergman abbia preso un abbaglio e si sia messo a fare filmacci criptici e ieratici.


Io ho sempre letto che il suo film preferito (che poi è nettamente anche il mio preferito) fosse Luci d'inverno...
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dai manichei che ti urlano o con noi o traditore libera nos domine


#5 Pickpocket

Pickpocket

    Roadie

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Inviato 07 settembre 2006 - 22:44



Io preferisco il primo Bergman, quello che coniuga nei suoi film l‚??elemento tragico con l‚??elemento buffo; molto belli i suoi film giovanili; tra questi spiccano: ‚??una estate d‚??amore‚?Ě  ‚??una vampata d‚??amore‚?Ě, ‚??sorrisi di una notte di mezza estate‚?Ě, ‚??il settimo sigillo‚?Ě e ‚??il posto delle fragole‚?Ě.
In seguito il suo stile si fa pi√Ļ austero e pi√Ļ asciutto con ‚??il silenzio‚?Ě e ‚??luci d‚??inverno‚?Ě, fino a ‚??persona‚?Ě; un film molto parlato, fatto quasi esclusivamente di primi piani; un cinema assoluto, senza azione, ridotto all‚??essenziale, ieratico; di questo periodo fanno parte anche alcuni brutti film; quasi una involuzione.




Consentimi di dirti che non √® affatto cos√¨. Il Bergman del primo tempo (nel quale non va assolutamente inserito il posto delle fragole) √® un Bergman ancora legato al suo primo amore, il teatro, i film ceh citavi sono splendidi e questo stesso periodo ha raggiunto vette altissime proprio ricercando nel contatto fra la messa in scena teatrale e quella cinematografica.D'altronde il metateatreasco settimo sigillo, che √® sicuramente uno dei capolavori del regista svedese, √® uno dei film pi√Ļ grezzi e trascurati(in parte volutamente, in parte no) della storia del grande cinema.
Il posto delle fragole segna il contatto fra quel Bergman, e il Bergman (come si defin√¨ lui stesso) da camera.Il cinema da camera di Bergman, che vede spiccare fra i suoi lavori pi√Ļ alti la trilogia del silenzio di Dio (come in uno specchio, luci d'inverno, il silenzio) , e poi i due film che egli stesso reputa i pi√Ļ avanzati (Persona e Sussurri e grida) √® un Bergman che deve molto e da molto al minimalismo francese di bresson e al cinema di protesta al cosiddetto "teatro filmato", seppur conservando le angoscie che avevano contraddistinto la sua poetica (la morte e dio) e volgendo lo sguardo molto pi√Ļ verso la mente che verso il linguaggio del corpo, cosa che invece appartiene all'amato Bresson.Non si tratta affatto di un'involuzione, bens√¨ di un'evoluzione, intesa nel senso di progresso, non di miglioramento.Si tratta di due lavori di ricerca molto diversi su cui non posso dilungarmi perch√® sto vedendo un Fassbinder, ma posso dirti che Bergman prefer√¨ di gran lunga i lavori della seconda fase, ed io con lui.Poi √® questione di gusti e capisco chi preferisce il primo periodo, ma non bisogna pensare che da un giorno all'altro una personalit√† cos√¨ poco istintiva come Bergman abbia preso un abbaglio e si sia messo a fare filmacci criptici e ieratici.


Io ho sempre letto che il suo preferito (che poi è nettamente anche il mio preferito) fosse Luci d'inverno...


Infatti Luci d'inverno fa parte del secondo periodo, √® il secondo capitolo della trilogia del silenzio di Dio.Lui reputa Persona e Sussurri e grida solamente come i pi√Ļ avanzati, it's so different.
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#6 Pickpocket

Pickpocket

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Inviato 07 settembre 2006 - 22:48

Io non l'ho mai considerato un imprescindibile...anzi mi sta proprio antipatico con questo suo manierismo di se stesso portato all'eccesso...anche se poi ogni volta che ripenso alla sua filmografia preferisco tacere...

Ora il tempo √® poco ed il sonno √® tanto, anche se non vengo da un Fassbinder, mi limito a dire che la definizione che ha dato in apertura Verdoux di Fanny & Alexander mi piace molto...non tanto e non solo testamento cinematografico di tutte le sue intenzioni pi√Ļ o meno riuscite, ma pure attestato di pentimento, accettazione che forse in certi casi uno stile pi√Ļ morbido avrebbe giovato..


Mi dispiace la pensi cos√¨, credo sia una limitazione illimitata, Bergman √® uno dei dieci grandi geni del cinema di tutti i tempi, nonch√® uno dei miei tre autori preferiti.Considero anch'io ottima la definizione di Fanny & Alexander, anche se tutto sommato il film che pi√Ļ gli appartiene √® Come in uno specchio, dato che il personaggio del padre √® in larga parte ispirato all'artista stesso, che aveva tentato il suicidio pochi mesi prima.
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#7 Pickpocket

Pickpocket

    Roadie

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Inviato 07 settembre 2006 - 23:44

No personalmente tra i 10 pi√Ļ grandi non ce lo vedo...e non ho manco la pretesa di considerare Fanny & Alexander il suo film pi√Ļ rappresentativo...anzi, sarebbe come negare l'impegno profuso prima degli anni 80...√® per questo che pi√Ļ che summa della poetica di Bergman il suddetto film ce lo vedo meglio come una dichiarazione di (semi) pentimento su certi orientamenti estremi della sua produzione precedente..


Ben che ce lo veda tu, il fatto √® che non ce lo vede lui, che se ha ripensato a qualcosa √® stato proprio a quel periodo che Verdoux tanto esaltava, quello pi√Ļ "teatrale".Le proprie opinioni non possono scavalcare una critica universale ad un regista, che si √® formata nel tempo ed √® stata aiutata anche dalle sue stesse interviste.
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#8 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

    Classic Rocker

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Inviato 08 settembre 2006 - 00:42

ho visto solo Il settimo sigillo, veramente visionario, quasi paragonabile a qualsiasi film surrealista e il proprio astenersi nel dare qualsiasi interpretazione.
ho visto Sussurri e Grida ed è veramente superbo, un dramma unico.. ha fatto altri film di quel tono, di quel magone ?
Scene di un Matrimonio è stato un chiarissimo esempio di tributo che Vinterberg ha omaggiato col suo Festen ?
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<a href="http://rateyourmusic...ofSILENCE"><img border=0 src="http://rateyourmusic...DofSILENCE.png" width=250 height=72></a>

http://rateyourmusic...ceLORDofSILENCE
http://www.anobii.com/people/moro/
http://www.lastfm.it...r/BlackiceLORD/

la mamma dei sottogeneri del metal è sempre incinta

Che poi Hitler √® un personaggio cos√¨ black metal... esteticamente impossibile non restarne colpiti. Stalin √® pi√Ļ death-grindcore. Mussolini garage-punk, Mao invece √® doom.


#9 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 08 settembre 2006 - 08:55

commento qualche film per esteso (mi scuso, devo scrivere in giallo) così mi spiego meglio:


Un'estate d'amore.

Marie, giovane ballerina del teatro di Stoccolma, si reca per la vacanza estiva su una isoletta vicina alla costa; già sul traghetto incontra Henrik, giovanotto timido ed introverso pieno di problemi esistenziali.
Tra i due √® subito simpatia, poi nasce l‚??amicizia e poi l‚??amore. Un amore fresco e sincero tra ragazzi; un amore che √® una promessa di felicit√† per tutta la vita.
√? quasi autunno. Mancano pochi giorni al rientro dall‚??isola quando Henrik, con la sua giovanile esuberanza ed incoscienza, si tuffa in mare in un punto pericoloso e sbatte sugli scogli.
Una schiena spezzata, una vita spezzata, un sogno d‚??amore che si spegne di colpo e lascia stordita ed attonita Marie.
Un uomo laido (che lei chiamava ‚??zio‚?Ě), che era stato gi√† amante di sua madre, si prende cura di lei, in tutti i sensi; le costruisce dei ‚??muri‚?Ě attorno, la isola dal modo e dalla vita, la consacra al ballo ed a se stesso.
Dopo tredici anni succede qualcosa dentro di lui, per cui le spedisce il diario di Henrik, di cui si era appropriato e che aveva gelosamente custodito e mantenuto segreto.
Marie nel leggerlo ripensa e rivive la sua estate di amore e, approfittando di un guasto elettrico che fa sospendere le prove del balletto, prende il traghetto e rivisita il suo posto delle fragole.
Nel ricordo della sua estate di amore, Marie ritrova la voglia di vivere, la serenità interiore e la forza di amare un uomo che la ama e di ritrovare la felicità.

Bergman aveva già fatto alcuni film, ma considera questo la sua opera prima.
Un film meraviglioso, di scuola paesaggistico scandinava, che punta dritto ai temi esistenziali propri della poetica di Bergman, quali la relazione tra uomo e Dio, il silenzio, il guardarsi allo specchio; nel rivisitare i luoghi della memoria e nel ritrovare ivi la forza di interiore di risollevarsi il film è antesignano del posto delle fragole.
Ma l‚??elemento che maggiormente spicca in questo film √® la brezza di indicibile freschezza vi spira, lo splendore delle immagini e la bellezza dei paesaggi, la poesia e la gioia dell‚??amore giovanile, il conoscere se stessi, il ritrovarsi, la voglia di rivivere.



Monika e il desiderio

Monika √® una ragazza di 16 anni che lavora come operaia in una fabbrica di Stoccolma. √? una ragazza non bellissima, ma molto attraente per la sua sensualit√† gestuale e per il suo sguardo. √? una che viene molto desiderata e che con una relativa facilit√† accontenta. Per questo motivo viene poco rispettata sul posto di lavoro e nel quartiere e tutti si sentono in diritto di fare proposte e di allungare le mani.
L‚??ambiente familiare in cui vive non √® tranquillo; una casa piccola dove vive con i genitori e tre fratellini ancora piccoli, un padre che sbevazza; non √® proprio indigenza ma una relativa povert√† che non le permette di avere tutto quello che a cui aspira, cio√® le solite cose, bei vestiti, viaggi esotici, una bella auto eccetera.
Un giorno attacca bottone al bar con Harry, un ragazzo di 18 anni, anche lui operaio. I due cominciano ad uscire insieme.
Harry è un bravo ragazzo che si innamora di Monika; anche lui soffre qualche disagio familiare per via del padre, persona per bene, ma malato.
Dopo una lite in famiglia Monika fa fagotto e fugge da Harry; i due non sanno dove andare ed allora prendono il cabinato del padre e vanno in campeggio su un‚??isola vicino a Stoccolma, dove vivono la loro estate d‚??amore.
Monika rimane incinta, non hanno pi√Ļ soldi e viveri e sono costretti a tornare a casa dove la zia di Harry si prende cura di loro.
Si sposano e nasce una bambina. Harry fa il bravo, lavora e studia ingegneria per assicurare un futuro alla famiglia.
Monika invece, che √® una ragazza capace di esprimere sensualit√† e di conquistare ma non di trasformare in amore il suo approccio sessuale, non ostante la presenza del frutto dell‚??amore, non accetta una vita di sacrificio, non ripone le sue ambizioni piccolo borghesi ( chiamiamole cos√¨) e la sua voglia di essere donna a modo suo.
Così quando un giorno Harry torna a casa dopo una settimana di studio e di lavoro, trova nel letto nuziale uno sgradito ospite.
La situazione non si ricompone e Monika se ne va lasciando Harry col bambino.
La bravissima Harriet Andersson, cui spesso Bergman ha affidato ruoli scomodi, esprime in questo film una fortissima carica di sensualità, col corpo, coi gesti e soprattutto con lo sguardo a volte provocatorio, da monellaccia, a volte dolcissimo e rappresenta con grande efficacia la donna che sa conquistare ma che non sa amare.
Un film diviso in tre parti, che comincia e finisce nei quartieri bassi di Stoccolma ed ha, nella parte centrale, una interludio naturalistico paesaggistico, un eden cui non è dato agli uomini comuni di usufruire.
Uno splendido film anche se inferiore agli altri film ‚??estivi‚?Ě di Bergman di quel periodo.

Una vampata di amore

Albert √® il proprietario dell‚??omonimo circo e convive con Anne, la cavallerizza, dopo avere abbandonato alcuni anni prima la moglie Afga ed il figlioletto; sono tre anni che non li vede.
Durante uno spostamento della carovana, alla guida di un carro Albert rievoca un lacerante episodio di sette anni prima quando Alma, la moglie di Frost il buffone, ubriaca ed in preda ad una crisi di disperazione, andò sulla spiaggia dove dei militari facevano esercitazioni di tiro e divenne la figlia del reggimento, dando uno indecoroso spettacolo; suo marito Frost, tra il dileggio di tutti, si umiliò per andarla a recuperare nuda dal mare, dove stava divertendosi con i militari; un flashback surrealista e paesaggistico di grande forza e drammaticità; niente male come inizio.
Il circo va male, √® sull‚??orlo del fallimento e mancano i mezzi; Albert decide di far visita al direttore del teatro Mr. Sjuberg per chiedere dei costumi in prestito; porta con se Anne sperando che la sua avvenenza sia convincente; dopo essere stato umiliato da Mr. Sjuberg, che rimarca il solco che divide il suo teatro dotto da quello dei saltimbanchi del circo, ottiene il prestito; generosamente concesso a titolo quasi gratuito essendo l‚??unico compenso dovuto la partecipazione dei teatranti allo spettacolo circense, un grande onore per lui. Durante tutta conversazione gli sguardi di Frans, giovane e bellissimo attore del teatro, e di Anne si incrociano pi√Ļ volte.
Il circo approda nella citt√† dove vive Afga, la moglie di Albert; egli suscitando le ire e le gelosie di Anne decide di far visita al figlioletto che non vede da tre anni; quando si trova a tu per tu, si rende conto che il distacco √® incolmabile; ma il suo vero obiettivo √® quello di riconquistare la moglie che si √® sistemata benino con una tabaccheria ed ha un reddito sicuro; Afga si comporta in modo molto gentile e umano; vedendolo affamato gli offre un pasto e rammenda i suoi vestiti malmessi; ma quanto tornare a vivere con lui non se ne parla; ricorda gli anni passati al circo come un incubo dal quale √® uscita e nel quale non vuole pi√Ļ rientrare.
Sconsolato Albert se ne va dalla casa della moglie ed uscendo vede di sfuggita Anne uscire da un portone sospetto.
Anne infatti, vuoi per ripicca, vuoi per curiosit√† femminile era andata tornata al teatro dove assiste alla prova di Frans del finale di otello; ne viene avvinta; finita la prova i due si intrattengono un po‚?? e l‚??aggressivo e sfrontato Frans la porta nel suo camerino e chiude la porta a chiave. Senza molta delicatezza le offre in dono un prezioso gioiello in cambio di un rapporto; altrimenti non le dar√† la chiave per uscire. Anne tituba molto e poi cede. Non sapremo mai se cede per i soldi di cui aveva disperato bisogno o per un amore di cui anche aveva disperato bisogno. Il fatto che sia stata chiusa a chiave la porta √® comunque solo un buon pretesto. Frans non sembrava certo tipo da farle violenza.

Dove hanno nascosto questo film? La scena della seduzione e del cedimento di Anne √® un capolavoro nel capolavoro; Bergman si supera nelle inquadrature e nei movimenti della MDP e la strepitosa Harriet Anderson fa il resto; attrice non bellissima, ma bravissima e sensualissima, esprime tutto il turbamento di una donna combattuta tra opposti sentimenti, fino al suo cedimento ed al suo concedersi; la scena dell‚??amplesso √® una perla nella storia del cinema.
Albert vede Anne entrare ed uscire da una gioielleria, la raggiunge e la incalza di domande; piano piano Anne confessa tutto, compreso il suo tradimento.
Costernato Albert si chiude nel suo carrozzone dove lo raggiunge il buffone Frost in preda alle sue angosce di un amore che non c‚??√® pi√Ļ. Salta fuori una pistola che viene pericolosamente puntata prima alla tempia dell‚??uno e poi dell‚??altro. Ma fuori c‚??√® allegria; i circensi consolano la loro disperazione ballando e cantando ed i due si uniscono a loro.
Alla sera comincia lo spettacolo e sono presenti gli attori del teatro tra gli spettatori.
Quando entra in scena Anne a cavallo Frans, in prima fila, comincia a fare battute pesanti del tipo ‚??piccola mi fai cavalcare con te?‚?Ě una, due, pi√Ļ volte fino a che Albert esplode e gli d√† una frustata in testa; Frans gli restituisce uno schiaffo; √® una sfida. Mr. Sjuberg interviene e per sdrammatizzare impone, con la sua personalit√†, che la sfida sia fatta a pugni ed abbia luogo nel circo, come spettacolo per tutto il pubblico. Albert le prende.
Sconsolato si ritira nel suo carrozzone prende la pistola e si tira un colpo; a vuoto non c‚??era il bossolo; ne tira un secondo verso la finestra e stavolta il bossolo c‚??era.
Accorrono tutti, fanno quello che possono; ma Albert ormai in delirio va verso la gabbia dell‚??orso e lo uccide; √® come uccidere il circo; √® come un suicidio.
Al mattino la carovana riparte. Sul volto di Albert la sconfitta di tutta una vita. Sul volto di Anne lo smarrimento e l‚??angoscia di una donna diventata cenere per una vampata d‚??amore‚?¶.Tutta la vita in una notte; Ingmar Bergman nel suo film pi√Ļ bello, pi√Ļ intenso e pi√Ļ disperato, ci sprofonda con lui nei suoi abissi.
Gycklarnas afton, 1953, Ingmar Bergman

Altri titoli con cui è noto il film:
Sawdust and Tinsel
Sunset of a Clown
The Naked Night

#10 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 08 settembre 2006 - 10:56

victor sjostrom, me lo sono dimenticato nel topic iniziale, noto per aver interpretato in tarda et√† il posto delle fragole √® stato anche un grande regista della scuola paesaggistico scandinava; rivedendo il suo ‚??carretto fantasma‚?Ě ci si rende conto di quanto gli debba bergman; non solo per la sua interpretazione, ma anche per quanto di suo √® stato trasfuso nel posto delle fragole; il carretto fantasma √® un film splendido, complesso, evoluto, di non facile lettura; un racconto fantastico surrealista, fatto di pezzi di mosaico che vanno a comporre un puzzle, racconta la storia di un uomo che sulla soglia della morte rivede tutto il male che ha fatto; alla fine compie una opera buona e si pacifica con la propria coscienza; non √® il posto delle fragole?

IL POSTO DELLE FRAGOLE

√? il giorno del giubileo di Isak Borg che, dopo 50 anni di onorato lavoro come medico condotto, deve recarsi all‚??universit√† per essere insignito dell‚??ambito riconoscimento.
Persona amabile ed amata da tutti in città e nel circondario è meno amato da chi lo conosce bene, come la nuora o come la vecchia serva e soprattutto da se stesso.
√? in realt√†, nel suo intimo, una persona dal cuore duro e molto egoista, insensibile verso il prossimo ed incapace di donare agli altri qualcosa di se.
Lo sa bene la nuora che, in rotta col marito, ha cercato invano conforto presso di lui, ritrovando in lui non altri che il marito allo specchio.
I due fanno il viaggio assieme e durante il viaggio Isak fa dei sogni che risvegliano in lui i fantasmi del suo passato e che ne sollecitano le riflessioni sul senso della sua vita e sul senso di vuoto che prova, non ostante i crediti professionali che tutti gli riconoscono, per aver mancato di realizzarsi sul piano umano (‚??il primo dovere di un medico √® chiedere perdono‚?Ě),.
Isak e la nuora rivisitano i luoghi della memoria ed incontrano persone come la gelida madre, come una coppia di coniugi nevrotici e soprattutto tre giovani, tre bravi ragazzi tra cui Sara, che ha lo stesso nome del suo primo amore non andato a buon fine e la stessa esuberanza e voglia di vivere.
Sono i tre giovani che ridanno a Isak la fiducia che per qualcuno la vita pu√≤ essere qualcosa di diverso e di pi√Ļ positivo di quella da lui vissuta.
Quando arriva a destinazione Isak non √® pi√Ļ la stessa persona che era partita all‚??alba del mattino ed assume verso gli altri un atteggiamento amabile ed umano come mai non aveva fatto in vita sua e riesce a riconciliarsi col mondo e con la vita.

Un film dalla struttura narrativa complessa; un on the road che si sviluppa su tre piani narrativi: il viaggio lungo la strada che porta al giubileo, il viaggio nella memoria ed il viaggio nel subconscio; la rivisitazione dei luoghi della memoria e l‚??incontro con Sara risvegliano nella coscienza del protagonista il rammarico per il proprio egoismo e ne suscitano il pentimento e la riconciliazione con se stesso.
Un grandissimo capolavoro.


#11 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 08 settembre 2006 - 11:53

PERSONA

√? stato il primo film di Bergman che ho visto in prima visione; in precedenza avevo visto in retrospettiva la sua filmografia fino a luci d‚??inverno; enorme l‚??impressione che mi suscit√≤; che diavolo era successo al mio pi√Ļ che amato Bergman perch√© facesse un film cos√¨?
Un film glaciale, ieratico, asciutto, tutto dialogo e primi piani.
Credo che Bergman debba molta parte della sua fama di regista palloso a questo film.
Un film sul cui valore non si può discutere, ma il modo di fare cinema lascia perplessi; un cinema azzerato, ridotto alle ossa, una sublimazione che elimina ogni elemento spettacolare, ogni elemento ludico.
Una storia di due donne; Elisabeth attrice diventata improvvisamente muta durante una rappresentazione di Elettra ed Alma √® l‚??infermiera che la prende in cura.
Elisabeth non soffre di alcuna patologia, semplicemente tace; parla sempre Alma; ne nasce un dialogo asimmetrico nel quale le due diventano amiche e confidenti ed in cui Elisabeth si esprime solo con l‚??accondiscendenza della sua espressione.
Alma, sicura di se ed estroversa, parla, parla racconta tutto di se, si addentra nella propria intimità e alla fine la sua diventa una confessione di cui Elisabeth prende nota e ne fa oggetto di studio.
Si rovescia il rapporto tra paziente ed infermiera ed Alma si identifica nella sua assistita.
Quando Alma si rende conto della situazione si ribella e tra le due √® crisi; Alma la insulta, la picchia e quando fa il gesto di versarle addosso acqua bollente, Elisabeth sbotta ‚??no, sei pazza‚?Ě.
Si √® rotto l‚??incantesimo adesso le due donne si specchiano l‚??una nell‚??altra e si sovrappongono, tanto che quando il marito di Elisabeth arriva in visita, abbraccia Alma al posto di sua moglie.
Alla fine di un violento sfogo in cui Alma mette a nudo l‚??anima di Elisabeth, ripetuto due volte da due diverse angolature per confondere Alma con Elisabeth, questa dice ‚??nulla‚?Ě.
Si sono dette tutto e possono tornare a casa ciascuna per conto proprio.
Forse Elisabeth ha ritrovato il coraggio di vivere ed Alma ha perso un po‚?? della sua sicurezza e del suo ottimismo.

√? un film che va visto con lo stato d‚??animo giusto.
√? un capolavoro di regia di Bergman.


SUSSURRI E GRIDA

Tre sorelle vivono in una villa isolata con la loro domestica.
Agnese è malata terminale di cancro e soffre pene indicibili.
Le sue sorelle Maria e Karim la assistono assieme ad Anna, la domestica.
√? da Anna che Agnese cerca e riceve il conforto maggiore e poggia la sua testa sul suo seno nudo alla ricerca della madre perduta.
Anna ha avuto un amante, il medico che incontra al capezzale della sorella moribonda e che vuole riprendere la relazione.
Anni prima il medico era andato nella villa per curare la figlia di Anna, poi deceduta, e era nata una relazione.
Quando il marito di Anna se ne è reso conto ha tentato un goffo harakiri, non riuscito, col tagliacarte della sua scrivania; da allora tra i due è sceso il silenzio.
Come silenzio è tra Karin ed il rispettivo marito; anche Karin anni prima fece un suicidio simbolico, ferendosi la vagina con un coccio di bicchiere e facendola sanguinare, mentre il marito la attendeva per un amplesso.
Le condizioni di Agnese si aggravano; ha delle crisi respiratorie spaventose durante una delle quali espira.
La gelida orazione funebre del prete non apre nessuna luce nella mente e nel cuore delle sorelle; tra di loro √® silenzio; provano a parlarsi, ma muovono solo le labbra e non capiamo cosa si dicano; si sono dette cose belle, diranno dopo, ma probabilmente non si sono dette nulla e l‚??effetto √® nullo.
Le due coppie si congedano dalla villa portandosi addosso la loro incapacità di vivere, di rapportarsi e di amare.
Anna che aveva assistito devotamente per dodici anni Agnese, viene freddamente congedata con una piccola somma.
Anna rilegge le parole di Agnese scritte tempo prima nel suo diario, in un pomeriggio felice in cui aveva avuto tregua dal male e le tre erano andate nel parco a dondolarsi sull‚??altalena ‚??sento di dover essere grata alla vita che mi d√† tanto‚?Ě.
Agnese che si approssimava alla morte aveva capito pi√Ļ cose delle sue sorelle chiuse nella loro incapacit√† di vivere.

Sussurri e grida √® il film rosso di Bergman; rosso come l‚??interno dell‚??anima che il regista rivolta come un calzino e vi trova dentro l‚??orrore.
Bergman si era ispirato per il titolo del film alla recensione di un quartetto di mozart.
Una meditazione sulla vita e sulla morte; direi anche molto di pi√Ļ; una meditazione sull‚??orrore della morte; una meditazione sull‚??orrore della vita.
Dai rantoli di Agnese agonizzante, ai suicidi reali o simbolici tentati nel film, al silenzio tra le due coppie, all‚??odio tra le due sorelle, al gelo del prete officiante, alla cacciata brutale di Anna, in questo film non c‚??√® alcuna luce, non accende alcuna speranza; questo film non d√† scampo.
Non resta che attaccarsi, come faceva Agnese moribonda, al seno di Anna; l‚??unica luce del film.
Un film potente, devastante che penetra dentro lo spettatore che si trova davanti a due alternative: o il suicidio, o una grossa sbornia.
Un capolavoro di Bergman



#12 Pickpocket

Pickpocket

    Roadie

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Inviato 08 settembre 2006 - 12:53



No personalmente tra i 10 pi√Ļ grandi non ce lo vedo...e non ho manco la pretesa di considerare Fanny & Alexander il suo film pi√Ļ rappresentativo...anzi, sarebbe come negare l'impegno profuso prima degli anni 80...√® per questo che pi√Ļ che summa della poetica di Bergman il suddetto film ce lo vedo meglio come una dichiarazione di (semi) pentimento su certi orientamenti estremi della sua produzione precedente..


Ben che ce lo veda tu, il fatto √® che non ce lo vede lui, che se ha ripensato a qualcosa √® stato proprio a quel periodo che Verdoux tanto esaltava, quello pi√Ļ "teatrale".Le proprie opinioni non possono scavalcare una critica universale ad un regista, che si √® formata nel tempo ed √® stata aiutata anche dalle sue stesse interviste.


Che intendi per critica universale? Ammetto che è un concetto a me completamente sconosciuto..



Intendo il bagaglio critico ed analitico che un regista, un'opera, si sono costruiti con l'andare del tempo e che costituisce per questo parte necessaria nel caso in cui si voglia approfondire lo studio di questi stessi.
Come prenderesti uno che ti viene a dire che Godard faceva film realisti senza interessarsi minimamente della tecnica?O uno che viene a dirti che Hitchcock era solo un regista di genere?O uno che vuole sostenere che Woody Allen gira in piano sequenza esclusivamente per ragioni di tempo? Ecc.
Ogni film/regista ha un bagaglio critico che va rispettato perchè è il frutto, soprattutto, dell'analisi delle dichiarazioni e del percorso dell'autore stesso.Chiaramente poi la critica cambia, perchè comincia ad occuparsi della relazione che intercorre fra un'opera e ciò che l'ha seguita, ma senza mettere in discussione una serie di concetti fermi e figli del binomio criticamilitante/autore.
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#13 Jules

Jules

    Pietra MIliare

  • Redattore OndaCinema
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Inviato 08 settembre 2006 - 15:45

Molto interessante la tua considerazione pick...

Da parte mia concludo solo dicendo che:

1) Continuo a disconoscere una fantomatica critica universale riguardante qualsiasi maestro del cinema...

2) Dire che Fanny & Alexander √® una sorta di testamento-pentimento non lo giudico un'eresia come dire che Godard fa film realisti senza considerare la tecnica (che poi al limite sarebbe pi√Ļ facile che alcuni sostengono il contrario, e cio√® che Godard fa film concentrandosi troppo sulla tecnica e fregandosene del realismo)..
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#14 Pickpocket

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    Roadie

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Inviato 08 settembre 2006 - 16:07


2) Dire che Fanny & Alexander √® una sorta di testamento-pentimento non lo giudico un'eresia come dire che Godard fa film realisti senza considerare la tecnica (che poi al limite sarebbe pi√Ļ facile che alcuni sostengono il contrario, e cio√® che Godard fa film concentrandosi troppo sulla tecnica e fregandosene del realismo)..


Mh, opinioni.Ad ogni modo Godard è un genio, e questo è quanto.Recentemente ho rivisto Vivre sa Vie, quel finale, mio dio. E poi: "La vacca è un animale che si compone dell'interno e dell'esterno. Quando si toglie l'esterno, resta l'interno, quando si toglie l'interno, allora si vede l'arte."

Scusate l'OT.
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#15 Ejzenstejn

Ejzenstejn

    aspirante indie

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Inviato 09 settembre 2006 - 21:51

Ci sono voluti 50 anni perché Fantozzi potesse dire che "La corazzata Potemkin è una cagata mostruosa"
.... forse prima o poi toccherà anche a Bergman??
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#16 Pickpocket

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    Roadie

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Inviato 10 settembre 2006 - 02:00

Ci sono voluti 50 anni perché Fantozzi potesse dire che "La corazzata Potemkin è una cagata mostruosa"
.... forse prima o poi toccherà anche a Bergman??


Ahahahahah, meravigliosa.
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#17 Chyro

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    Groupie

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Inviato 11 settembre 2006 - 09:23

di I.Bergman ho visto solo "Il settimo sigillo"un film che è un manifesto esistenziale ed esistenzialista, celebrazione della vita con Jof e Mia che aspettano il loro bambino, celebrazione della morte dove, emblematicamente, le scene raffigurate nella Danza Macabra del pittore nella cappella prendono vita nella realtà


***SPOILER ***

particolarmente toccante è la scena quando Antonius Block credendo di parlare con un prete, confessa alla morte, i suoi dubbi le sue perplessità ma soprattutto gli confida la sua strategia di gioco...


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ciò che è grande, ai mediocri appare oscuro
ma ciò che anche un idiota può afferrare non è degno di me.

#18 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 11 settembre 2006 - 09:40

 
di I.Bergman ho visto solo "Il settimo sigillo"un film che è un manifesto esistenziale ed esistenzialista


è il film che mi ha appassionato al cinema e so di non essere il solo;

un film esistenziale sulla morte; soggetto che mette i brividi, che ci accompagna quotidianamente e che facciamo di tutto per esorcizzare; come fa Bergman, che coniuga nel suo film l‚??elemento drammatico con l‚??elemento buffo e ci rappresenta la morte anche in modo ironico; innanzitutto ce la fa vedere un po‚?? grassa ed in sovrappeso e poi per vincere a scacchi la fa barare al gioco, nella scena che citi tu; tuttavia il cavaliere riesce ugualmente a farla fessa; ineluttabile per molti, ma non per tutti, perch√© i poveri di spirito, illuminati dalla grazia, si salvano; Bergman lascia questo spiraglio aperto alla speranza;


#19 Guest_verdoux_*

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Inviato 12 settembre 2006 - 09:51

 
i due film che egli stesso reputa i pi√Ļ avanzati (Persona e Sussurri e grida) √® un Bergman che deve molto e da molto al minimalismo francese di bresson e al cinema di protesta al cosiddetto "teatro filmato", seppur conservando le angoscie che avevano contraddistinto la sua poetica (la morte e dio) e volgendo lo sguardo molto pi√Ļ verso la mente che verso il linguaggio del corpo, cosa che invece appartiene all'amato Bresson.Non si tratta affatto di un'involuzione, bens√¨ di un'evoluzione, intesa nel senso di progresso, non di miglioramento. 


Tra persona e sussurri e grida trascorrono 6 anni, un periodo lunghissimo per uno come Bergman che faceva molti film; a questo periodo appartengono l‚??ora del lupo, passione, il rito, la vergogna, l‚??adultera, film che non hanno convinto e che non vanno in una direzione precisa dal punto di vista stilistico; per questo si parl√≤ di involuzione, di appannamento ed anche di declino del grande regista e sussurri e grida fu accolto come la sua rinascita; intendevo dire questo;

#20 Pickpocket

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    Roadie

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Inviato 12 settembre 2006 - 10:25

 
i due film che egli stesso reputa i pi√Ļ avanzati (Persona e Sussurri e grida) √® un Bergman che deve molto e da molto al minimalismo francese di bresson e al cinema di protesta al cosiddetto "teatro filmato", seppur conservando le angoscie che avevano contraddistinto la sua poetica (la morte e dio) e volgendo lo sguardo molto pi√Ļ verso la mente che verso il linguaggio del corpo, cosa che invece appartiene all'amato Bresson.Non si tratta affatto di un'involuzione, bens√¨ di un'evoluzione, intesa nel senso di progresso, non di miglioramento. 


Tra persona e sussurri e grida trascorrono 6 anni, un periodo lunghissimo per uno come Bergman che faceva molti film; a questo periodo appartengono l‚??ora del lupo, passione, il rito, la vergogna, l‚??adultera, film che non hanno convinto e che non vanno in una direzione precisa dal punto di vista stilistico; per questo si parl√≤ di involuzione, di appannamento ed anche di declino del grande regista e sussurri e grida fu accolto come la sua rinascita; intendevo dire questo;


Di questi film ne ho visti 3 e non credo che il discorso convincente/non convincente abbia molto senso, come ho gi√† avuto modo di sostenere, questi appartengono alla seconda fase del cinema di Bergman, quella che lui, e gran parte degli studiosi, ritengono pi√Ļ avanzata, in un lavoro di progressiva purificazione dal marchio teatrale verso, sono costretto a ripetermi, la sua fase cosiddetta "da camera". Il cinema che Bergman affront√≤ nella sua "seconda poetica" fa parte di un'idea di cinema che √® fortemente soggetta alla produzione di molti film, anche se, magari, poco significativi e poco simbolici.Tutte le filmografie dei registi che hanno saputo spogliarsi del concetto primordiale di drammaturgia cinematografica sono piene di film che a prima vista possono sembrare mediocri, ma che fanno pienamente parte di un processo di raffinamento dell'immagine che poi sfocia in un capolavoro come Sussurri e Grida.Credo si possa dire lo stesso anche di Godard, per dirne uno, ma anche Chabrol, lo stesso Bresson(il mio autore preferito) se avesse fatto pi√Ļ film sarebbe dolorosamente incorso in questo destino che spetta al cinema post-classico(concetto difficile perch√® poi il cinema americano ha sfornato i suoi classici migliori fino al 59).
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