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Competizione globale: liberismo (v/s?) giustizia sociale


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5 replies to this topic

#1 Mr Repetto

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Inviato 03 settembre 2006 - 21:20

Prendo spunto da questa affermazione di Piero Ostellino Giovanni Lindo Ferretti,  che tocca un punto fondamentale:

"le politiche fiscali rimangono uno strumento di competitività per i singoli sistemi produttivi nazionali nell'ambito della globalizzazione. Perché mai gli inglesi, in nome dell'Europa, dovrebbero rassegnarsi a pagare le stesse tasse di italiani e tedeschi?"


Ammetto che affermazioni come queste mi fanno violentemente incazzare.
La convenienza per uno stato ad abassare le tutele sociali per guadagnare competitività nel sistema internazionale a me sembra IL PROBLEMA della globalizzazione. Secondo i "liberali" alla Ostellino Giovanni Lindo Ferretti, invece, sembra essere una soluzione.

A me sembra evidente che a pagare il prezzo di questo meccanismo perverso siano le masse di sforunati ad ogni latitudine e che una maggiore armonizzazione tra le politche nazionali debba essere l'obiettivo imprescindibile di lungo periodo.

Non voglio dire che non si debba discutere sul come e sul quando, ma a me sembra che l'unica via per difendere la dignità umana dagli eccessi della competizione capitalista passi da una maggiore integrazione tra le nazioni.
Saranno anche considerazioni banali, ma allora perchè ci sono così tante voci che,  invece che discutere di come riformare e rendere più efficaci le istituzioni sovranazionali, sembrano godere delle loro debacle?

Ci si compiace della realizzazione delle  proprie previsione "realiste" di fronte all'ingenua ideologia delle "anime belle", oppure si è oramai acettato serenamente che sia il "darwinismo sociale" a governare il futuro della globalizzazione?
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#2 Guest_Surfer_*

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Inviato 04 settembre 2006 - 05:13

Bellissimo intervento

#3 Russian

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Inviato 04 settembre 2006 - 11:30

Prendo spunto da questa affermazione di Piero Ostellino, che tocca un punto fondamentale:


"le politiche fiscali rimangono uno strumento di competitività per i singoli sistemi produttivi nazionali nell'ambito della globalizzazione. Perché mai gli inglesi, in nome dell'Europa, dovrebbero rassegnarsi a pagare le stesse tasse di italiani e tedeschi?"


Ammetto che affermazioni come queste mi fanno violentemente incazzare.
La convenienza per uno stato ad abassare le tutele sociali per guadagnare competitività nel sistema internazionale a me sembra IL PROBLEMA della globalizzazione. Secondo i "liberali" alla Ostellino, invece, sembra essere una soluzione.


L'affermazione di Ostellino è applicabile anche a livello interno,non solo in ambito sovranazionale,è una vecchia storia che riesce a far ragionare differentemente la stessa persona sullo stesso concetto....
La globalizzazione non è il motore di un meccanismo atto a rendere povere le zone sfortunate del pianeta.Piuttosto mira a sfruttarle,a sfruttarne la vorace richiesta di manodopera e questo a scapito di società e popoli che erano già entrate in un meccanismo di semi-globalismo e di presunta ricchezza.
E da chi poteva nascere questa necessità se non da quella parte di mondo,cosiddetto occidentale,basato sul liberismo ?
Si può essere no-global anche a tutela delle nostre conquiste sociali,come in un certo modo dicevi tu,non solo per solidarietà nei confronti degli esclusi.
A margine e a proposito di solidarietà,l'ultima vicenda trattata in schiavismo moderno da l'idea delle aberrazioni generabili dalle nuove logiche di mercato e insegna che è ora che impariamo ad associare la parola SOSTENIBILE alla parola SOLIDARIETA' .
E intano,noi liberisti che abbiamo da tempo raggiunto lo "sviluppo",andiamo in pensione sempre più vecchi,parallelamente alla crescita ipertrofica degli utili e delle dimensioni strutturali delle grandi aziende multinazionali che fanno da stampelle a questo nuovo ordine del mercato globale.
  • -1

Qua sul forum non è mai sbarcato un povero profugo o un povero clandestino, ovviamente.

Ma è approdato dopo lunga deriva un bisognoso di un qualche aiuto, magari non lo ha chiesto, poverino aveva evidenti sbandamenti emotivi oltre che psicologici...ha chiesto di essere cancellato perchè gli sono arrivati solo calci in faccia, derisione e manifestazione di fastidio per la sola presenza...che per lorsignori significava rompere l'idilliaca armonia tipica degli attaccabrighe benpensanti, la fottuta rogna di dover leggere ( chissà perchè poi ) le sue inestricabili parabole di giochi di parole fatte per liberare il proprio pensiero...e ovviamente l'invasione del loro territorio.

 

W la solidarietà. Quella vera !


#4 Mr Repetto

Mr Repetto

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Inviato 05 settembre 2006 - 08:26

Timoroso di subire l'onta di aver iniziato il thread di minor successo della breve storia di Vota la Trippa, ho fatto alcune modifiche al post iniziale che spero possano migliorarne l'appeal...
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#5 Guest_Number 5_*

Guest_Number 5_*
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Inviato 05 settembre 2006 - 08:32

Io sono d'accordo con quello che ha detto ieri Pietro Ichino (CGIL, Lavoce.info) basta col tabù: i dipendenti pubblici fannulloni si possono pure licenziare. E ce ne sono, oh se ce ne sono! Vi inviterei a vedere le meraviglie dell'aggirasi per gli uffici dell'Agenzia Entrate di Prato, tra i primi dieci minuti dell'orario di lavoro trascorsi davanti alla macchinetta del caffé alle tranquille chiacchiere sui figli nei corridoi. Il tutto col contribuente o il professionista lì davanti o di passaggio: senza la minima vergogna. Ed è quest'ultima cosa che preoccupa di più e fa più incazzare.

Giovanni Lindo Ferretti

#6 Mr Repetto

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Inviato 05 settembre 2006 - 08:49

Per quanto concerne i popoli continentali, è importante, io ne sono certo, che debbano espandersi solo in quelle direzioni nelle quali è certo che le terre dei conquistatori e dei conquistati sono contigue. Questa necessità di affondare radici là dove è giusto si applica a tutti i popoli continentali e in particolare, a parer mio, al popolo tedesco.

Giovanni Lindo Ferretti
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