Vai al contenuto


Foto
- - - - -

CASSAZIONE, ‚??MAMBRO HA CONDANNATO IL SUO PASSATO‚?Ě


  • Please log in to reply
4 replies to this topic

#1 R. Mutt

R. Mutt

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2667 Messaggi:

Inviato 02 marzo 2009 - 16:29

Notizia

Un "effettivo ravvedimento", con la "condanna totale del proprio passato criminoso". E' quello a cui, secondo la Cassazione, e' pervenuta l'ex terrorista dei Nar Francesca Mambro, per la quale la Suprema Corte, il 4 febbraio scorso, ha confermato la liberta' condizionale concessale dal tribunale di sorveglianza della Capitale, alla luce anche dei "gesti dimostrativi di un effettivo interessamento e di solidarieta'" con i familiari di alcune vittime. La Suprema Corte (prima sezione penale, sentenza n.9001), spiega perche' ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura generale di Roma contro la decisione della sorveglianza, sottolineando che "il lavoro" presso l'associazione 'Nessuno tocchi Caino', "lo studio" (la Mambro si e' laureata in lettere nel luglio 2005, ndr), "l'educazione della figlia" avuta da Valerio Fioravanti - condannato, come la compagna, all'ergastolo anche per la strage di Bologna del 2 agosto 1980 - e "le attivita' svolte" sono elementi che "valutati nel loro insieme, hanno consentito di affermare che vi e' stata da parte della condannata una revisione critica della sua vita, un'aspirazione al suo riscatto morale". Anche le valutazioni degli operatori penitenziari, espresse in alcune relazioni da cui emergeva un "reale pentimento della condannata che ancora oggi si sofferma con dolore a quel tempo giovanile in cui aveva aderito ad atti che giudica riprovevoli per ogni essere umano", secondo la Cassazione, "non perdono mai di vista titolo e gravita' dei reati commessi e concludono per l'effettivo ravvedimento".


Commento che condivido al 100 per cento

S√¨, certo, il ravvedimento, l'impegno (o meglio lavoro remunerato, cosa da non sottovalutare) in ‚??Nessuno tocchi Caino‚?Ě, cio√® i dispensatori di morte contro la pena di morte. E poi la laurea, la prole, tutti i segni rassicuranti dell'integrazione che alla societ√† borghese, alla sua giustizia di toghe e di ermellini interessano per poter considerare uno non pi√Ļ marginale, non pi√Ļ pericoloso. Ma ci si pu√≤ davvero lasciare alle spalle sette o otto ergastoli, tolto quello, controverso ma non per questo meno grave, degli ottantacinque morti alla stazione di Bologna? Che cosa vuole dire ‚??effettivo ravvedimento‚?Ě? Basta essersi fatti una famiglia, al riparo di un'associazione umanitaria, a risolvere tutto? E che senso ha, che misura pone il ‚??condannare‚?Ě un passato che comunque resta tuo, che dovrebbe farti sentire l'impulso a nascondersi ogni volta che sorge il sole? Qui non stiamo parlando di cazzate giovanili ma di una striscia di morti, di feriti, di disperazione che, se pure s'√® asciugata in chi la stese, non potr√† mai asciugarsi in chi √® rimasto steso.
E non parliamo solo del pianto delle vittime, che pure è importante, che merita una considerazione da non perdere mai di vista. Parliamo di gente passata per i fuochi di una stagione infernale, della quale conserva ancora tanti segreti. Si dice: ingiusto non recuperare gente che ha deposto le armi. Ma questa gente, solo una volta persa la partita ha capito che quella partita era sbagliata. Mambro e Fioravanti, insieme a tanti, quasi tutti, come loro, hanno abbandonato il passato quando il passato li ha abbandonati. Non prima. E deve pur esserci un giusto mezzo, una misura tra la distruzione di belve ormai domate e una riabilitazione tanto radiosa da diventare tronfia. Usciti dal carcere, due criminali così non hanno dovuto neppure subire il calvario minimo del reinserimento, sono stati agevolati (dalla politica, dalle strutture sociali) nella ricerca di un'occupazione e questo vantaggio immeritato ha a sua volta deposto per la loro libertà definitiva. Un cane che si morde la coda dell'ingiustizia.
Non sar√† cristiana, non sar√† umana questa mia riflessione: ma io dell'umanit√† disumana, scusate, non so che farmene. E continua ad indignarmi lo spettacolo di una coppia di assassini nati cos√¨ ‚??riabilitati‚?Ě, cos√¨ dentro quella societ√† che per anni hanno insanguinato compiacendosene, non spinti da nessuno, neppure da quell'alibi discutibile, labile, ma concreto che √® il sottosviluppo, l'emarginazione, la povert√†. La Cassazione sceglie di cancellare semplicemente un passato torbido: annulliamolo, si sono ravveduti (e, soprattutto, tengono la bocca chiusa sulle loro gesta, sui loro rapporti coi Servizi, con la Banda della Magliana, con la Mafia, su chi li lasci√≤ crescere e imperversare, li fece diventare strumenti di morte, per conto di chi, per quali finalit√†). Una volta ‚??condannato‚?Ě, scordiamoci il passato. Soluzione da canzonetta, che placa le coscienze di un Paese cattolico, ma lascia a qualcuno l'amaro in bocca.
Mambro e Fioravanti erano due adolescenti fortunati, che hanno scelto di uccidere e l'hanno fatto finch√® non sono stati fermati, finch√® non si sono dilaniati da soli nel loro cupio dissolvi. Hanno sterminato poliziotti, istituzioni, compagni di sventura, ragazzi come loro. Senz'altra ragione che quella della noia e di una rabbia fine a se stessa. Adesso stanno diventando due saggi, due martiri, due testimonial del buon vivere. Non l'ho mai capita la storia del figliol prodigo, mi ha sempre fatto ribrezzo la libidine del recupero, pi√Ļ uno ha sterminato e pi√Ļ c'√® da godere nel riprenderselo. Ci ho sempre visto un morboso delirio di onnipotenza. Io non credo al pentimento di gente simile, o, pi√Ļ esattamente, non mi interessa. E mi sento liberissimo di prescinderne. Io, mi dispiace, non riesco a capire perch√® mai, con una sfilza di ergastoli da scontare, quindici anni di galera gi√† sembrano troppi. A questo punto aboliamolo formalmente l'ergastolo, almeno quello ‚??impegnato‚?Ě. Diciamo che quando si spara addosso a uno e basta, di condanna, pi√Ļ o meno protratta, si pu√≤ anche parlare. Ma se lo si fa da intellettuali, ancora in et√† scolare o poco pi√Ļ, per imprescindibili motivazioni politiche, allora √® tutto un altro discorso e i processi di rilettura del passato prevalgono sull'entit√† di ogni pena. Insomma accettiamo che lo Stato scende a patti con chi lo ha dilaniato per anni, gli molla uno scappellotto, un buffetto ma poi lo premia per non avere insistito. Quasi continuasse ad averne un sacro rispetto, se non terrore.
Lo Stato, forse. Io, mi spiace, per il nulla che conto, a considerare chiusi i conti con gente così, non ci sto. E non ci starò mai.
Massimodelpapa


Queste cose proprio non le tollero: è come pisciare sui cadaveri delle stragi e sputare in faccia ai loro parenti. Disgustoso.

  • 0

#2 arancino

arancino

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4375 Messaggi:
  • LocationBologna

Inviato 02 marzo 2009 - 18:05

"(...)Fa male ammettere che al momento vincono due a zero" (cit.)
  • 0

#3 Guest_Julian_*

Guest_Julian_*
  • Guests

Inviato 03 marzo 2009 - 15:27

Non temiamo, ci sar√† sicuramente un polverone come per il caso Battisti, il Governo mica bada ai colori politici, √® per la giustizia.  O_O

#4 arancino

arancino

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4375 Messaggi:
  • LocationBologna

Inviato 03 marzo 2009 - 17:07

Comunque è scioccante. In Italia non esiste la certezza di pena (ma va?) nemmeno per chi si becca 6 ergastoli, 84 anni e 8 mesi. Alla fine si è fatta solamente 16 anni di carcere + 10 di libertà vigilata!

.....
  • 0

#5 astrodomini

astrodomini

    ...

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 9181 Messaggi:
  • LocationUdine, Padova

Inviato 03 marzo 2009 - 17:11

Non temiamo, ci sar√† sicuramente un polverone come per il caso Battisti, il Governo mica bada ai colori politici, √® per la giustizia.  O_O


Non mi sembra la stessa cosa visto che Battisti è latitante da decenni mentre la Mambro è stata processata e ha scontato diversi anni di carcere.
In ogni caso ennesimo schiaffo a chi ha subito lutti e dolore in quella tragica stagione, non sono molto informato ma sarebbe interessante sapere quanti terroristi condannati sono ancora detenuti in carcere (è molto probabile che il numero tenda allo zero [*]); quando si decide sul ravvedimento o meno del condannato credo sia opportuno che chi è chiamato a decidere si ricordi che un lutto in famiglia non ha la durata di un pena carceraria ma accompagna le persone fino alla tomba.

[*] e credo sia così anche altrove visto che qualche tempo fa vidi un documentario sulla RAF tedesca e gli esponenti di rilievo intervistati erano tutti fuori dal carcere
  • 0

the music that forced the world into future





0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq