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KON ICHIKAWA


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3 replies to this topic

#1 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 22 agosto 2006 - 14:17

un regista da me molto amato ed una persona adorabile; eclettico, ha fatto di tutto nella sua carriera artistica; cartonI animatI, pupazzi (un film con topo gigio), documentari e anche grandi film;
cagionevole di salute gli fu risparmiata la guerra e questo gli ha dato l'occasione di mettersi in evidenza, essendo uno dei pochi registi rimasti in circolazione; la sua salute cagionevole non gli ha impredito di girare 70 film ed arrivare in buona salute (spero) all'età di 90 fumandosi 60 sigarette al giorno;

dei suoi film ho visto:

l'arpa birmana (penso sia noto a tutti)
enjo (un film complesso sulla purezza del corpo e dello spirito e sulla contaminazione post bellica della cultura giapponese; il preferito dell'autore)
kagi (divertente satira noir sulla borghesia; dallo stesso soggeto brass ha tratto la chiave; inutile fare paragoni)
nobi (il suo capolavoro; vedi sotto)
la vendetta di un attore (metacinema, dove tutto è falso ma è autentico il senso più profondo del male)
l'olimpiade di tokio (bellissimo documentario che trasmette il senso di amicizia e di divertimento della festa dello sport e della gioventà e la curiosità del pubblico giapponese divertito davanti a sport per lui esotici)
taketori monogatari (una classica fiaba giapponese; bello e delicato; ultimo film di toshiro mifune)


FUOCHI NELLA PIANURA

Febbraio 1945, siamo nelle Filippine, la guerra è agli sgoccioli e per i giapponesi non c??è più speranza, ma non si arrendono.
Il soldato Tamura ritorna al reparto dopo essere stato dimesso dall??ospedale da campo; è malato di tisi, disturbo troppo lieve per poter essere considerato malattia da curare all??ospedale militare; ma troppo grave per il comandante del reparto che lo considera una palla al piede, una bocca inutile da sfamare; Tamura viene rimandato all??ospedale.
Stavolta le consegne sono chiare; o l??ospedale lo accoglie o deve arrangiarsi; in ogni caso non dovrà mai più tornare al reparto; unica dotazione alcune patate recuperate qua e là ed una granata; che Tamura ne faccia l??uso che vuole, anche su se stesso se crede.
Tamura parte per il suo viaggio senza speranza; l??unica incognita è il modo in cui morirà; per fame, ucciso dagli americani, ucciso dai guerriglieri o, ma questo non lo immagina ancora, mangiato da altri suoi commilitoni; la soluzione suicida sembrerebbe la più ragionevole e la meno sofferta.
Strada facendo, camminando verso il nulla, Tamura si accorge con stupore di tenere ancora moltissimo alla sua vita, di comportarsi come un soldato in missione e di essere attento e prudente ad evitare tutte le possibili insidie del territorio.
Arrivato all??ospedale Tamura riceve il trattamento atteso; viene mandato via perché le sue condizioni di salute non ne richiedono il ricovero e se ne va randagio per campi e foreste combattuto fra l??istinto di conservazione e la paura di cedere agli stimoli più ignobili, col costante miraggio delle colonne di fumo alte sulla pianura; i fuochi nella pianura, dove i contadini nativi bruciano le stoppie, sono l??unica speranza di un approdo; arrivato in un villaggio completamente abbandonato, senza necessità, preso nell??ingranaggio del terrore, uccide un??indigena indifesa; recupera dello zucchero che si rivelerà preziosa merce di scambio per la sua futura sopravvivenza; una sopravvivenza a cui non riesce più a dare un senso razionale ed una aspettativa di vita; getta in un corso d??acqua il fucile, arma con cui ha scelleratamente ucciso la giovane donna; un gesto che ripeterà altre volte, tanto ormai è facile recuperare fucili dai cadaveri dei soldati disseminati sul territorio.

Questa prima parte del film è una vetta della cinematografia; le immagini di un uomo cacciato ed abbandonato al suo destino, senza speranza di una qualsiasi vita futura; per il senso di vuoto e di vertigine che danno sono immagini che resteranno nella storia del cinema.
Tamura di quando in quando riesce ad aggregarsi ad altri suoi sfortunati commilitoni; pattuglie di sbandati ormai senza missione il cui unico scopo è la sopravvivenza ad oltranza; gente che per sopravvivere si dimostra disposta a tutto, a qualsiasi atrocità e crudeltà. Ogni tanto si perde qualcuno per strada, ogni tanto si ritrova qualcuno che si credeva disperso, mentre l??aspetto e le condizioni fisiche dei soldati degradano a vista d??occhio.
Unico obiettivo possibile l??abitato Polotoman, dove c??è un presidio militare americano cui arrendersi; anche arrendersi è una impresa ardua perché questa è una guerra dove non si fanno prigionieri.
Tamura incontra Nagamatsu, suo caro amico, anche lui sbandato; si aiutano a vicenda ormai allo stremo delle forze; sono malati, hanno fame e Nagamatsu, ormai andato fuori di senno, uccide un commilitone e lo mangia.
In un soprassalto di dignità e di pietà umana Tamura uccide il suo amico e si dirige a mani alzate verso uno dei fuochi nella pianura; non vi arriverà.

La seconda parte del film, quella che fa vedere le atrocità della guerra ed il degrado dell??uomo quando si fa sopraffare dai suoi istinti bestiali è bellissima come rappresentazione estetica anche se vista oggi appare un po?? scontata nei contenuti.
Forse il film assomiglia un po?? troppo all??arpa birmana, sia sotto il profilo estetico e stilistico, che quello dei contenuti; il percorso di un uomo che di fronte alla morte non si arrende e non cede ai suoi istinti peggiori e ritrova il senso della pietà umana; rispetto all??arpa birmana è un film più crudo e crudele e se vogliamo meno ipocrita, ma non ne ha lo slancio lirico e la carica emotiva; comunque non è da meno; un gran film;

Nobi (fires on the plain), 1959, Kon Ichikawa.


#2 popten

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Inviato 20 aprile 2007 - 07:27

Dunque giusto ieri ho visto l'arpa birmana, un film che ho trovato a tratti stupendo e che davvero spero sia noto ai più! in caso contrario,anche io lo raccomando sinceramente.

Se dovessi indicare un qualche difetto, gli imputerei lo stesso che imputo a Vivere di Kurosawa, e cioè che a tratti forse il regista si dilunga un po' troppo, in Vivere nei lunghi primi piani, qui in alcune sequenze forse un po' ridondanti.Se vogliamo però sono proprio alcuni degli aspetti caratterizzanti dei due film, di conseguenza non direi che si tratta di chissà quali pecche e anzi probabilmente è solo una mia impressione.

Chiudo quindi ribadendo a chi non lo conosce : recuperatelo e vedetelo, fatevi del bene!

Personalmente,spero di riuscire a recuperare altri suoi film, magari quelli consigliati da verdoux!
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#3 verdoux

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Inviato 20 aprile 2007 - 11:43

 
Se dovessi indicare un qualche difetto, gli imputerei lo stesso che imputo a Vivere di Kurosawa, e cioè che a tratti forse il regista si dilunga un po' troppo, in Vivere nei lunghi primi piani, qui in alcune sequenze forse un po' ridondanti.

Personalmente,spero di riuscire a recuperare altri suoi film, magari quelli consigliati da verdoux! 


si, sono d'accordo; nella terza parte c'è qualche prolissità e ripetitività di troppo; per esempio la scena nella statua del budda poteva essere omessa;

una curiosità: la stessa musica, arpeggi compresi, è utilizzata in twenty-four eyes di Kinoshita, film del 1954, quindi anteriore; ecco un capolavoro di quel periodo che mi ero dimenticato di citare; rimedio adesso;

altri fil di Kon Ichikawa che meritano:

Being Two Isn't Easy
Storia di una giovane coppia di sposi alle prese con il loro figlioletto Taro, che impreparati ed troppo apprensivi, lo fanno diventare precocemente ipocondriaco.

Punishment Room
una storia dura e cruda di gioventà bruciata giapponese

sta per uscire in dvd Dora-heita, un vecchio progetto a quattro mani, Kurosawa, Kinoshita, Kobayashi e Ichikawa stesso che, rimasto solo, lo ha realizzato nel 2000;
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#4 popten

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Inviato 20 aprile 2007 - 12:25



si, sono d'accordo; nella terza parte c'è qualche prolissità e ripetitività di troppo; per esempio la scena nella statua del budda poteva essere omessa;

una curiosità: la stessa musica, arpeggi compresi, è utilizzata in twenty-four eyes di Kinoshita, film del 1954, quindi anteriore; ecco un capolavoro di quel periodo che mi ero dimenticato di citare; rimedio adesso;

altri fil di Kon Ichikawa che meritano:

Being Two Isn't Easy
Storia di una giovane coppia di sposi alle prese con il loro figlioletto Taro, che impreparati ed troppo apprensivi, lo fanno diventare precocemente ipocondriaco.

Punishment Room
una storia dura e cruda di gioventà bruciata giapponese

sta per uscire in dvd Dora-heita, un vecchio progetto a quattro mani, Kurosawa, Kinoshita, Kobayashi e Ichikawa stesso che, rimasto solo, lo ha realizzato nel 2000;


però poi a ben vedere la sequenza della statua del Buddah ha dei momenti molto belli visivamente..!
la colonna sonora poi l'ho trovata davvero bella e molto appropriata per il film,che quindi rafforza.
interessante questa storia del film a 4 mani!
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