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A snake of june


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30 replies to this topic

#1 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 22 agosto 2006 - 11:57

A snake of june

Una delicata e romantica storia di amore tra una donna Rinko e suo marito Shigehiko; un amore che si è raffreddato nel corso degli anni della vita loro matrimoniale; i loro due corpi si sono allontanati e non si desiderano più. Un terzo uomo Iguchi, un voyeur malato terminale di cancro e bisognoso della assistenza psicologica di Rinko, che è una assistente sociale ed è pure lei affetta da un cancro al seno, si intromette tra i due ed in modo surreale inverte le parti; diventa una voce interiore, perentoria ma rassicurante nei confronti di lei ed una forza attiva, determinata e coercitiva nei confronti di lui; i due protagonisti sono accompagnati verso la conoscenza di se stessi e del proprio corpo passando attraverso lo voyeurismo e la masturbazione; imparano ad accettare ed amare reciprocamente il proprio corpo per quello che è, per quello che è diventato e non per quello che è stato o che vorrebbero che fosse e tornano ad amarsi ed accettarsi l??un l??altro per quello che sono.
Il regista Tsukamoto, che non a caso impersona il ruolo del voyeur Iguchi, ci rappresenta il cinema come voyeurismo, una forza attiva e partecipe della nostra vita che determina i nostri atteggiamenti.
Un film perfettibile che, non ostante sia molto breve, presenta qualche lungaggine e qualche momento di stanca; qualche sbavatura e qualche esibizione non necessaria; qualcuno deve dire al signor Tsukamoto che capiamo benissimo anche senza le sue spiegazione e che non occorre agitare così freneticamente la macchina da presa.
Il film contiene delle pagine di grande cinema per stile e sincope del racconto nella prima mezzora, che è avvincente; delle immagini forti ed emozionanti, come il ballo di lei nuda sotto la pioggia sotto il bombardamento dei flash del terzo uomo col marito che la guarda e si masturba, o come il bellissimo e liberatorio balletto finale a due.


#2 Nekokuma

Nekokuma

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Inviato 22 agosto 2006 - 12:22

Per me A Snake Of June è un film molto bello, sia per come è girato (ma in effetti Tsukamoto a livello tecnico/visuale non si è mai smentito finora) sia soprattutto per il contenuto. Sebbene il chiaro messaggio che il film intende mandare arrivi chiaro e forte anche a noi spettatori occidentali però, forse esso è ancora più incisivo agli occhi di coloro che vivono la propia quotidianità in una realtà come quella giapponese in cui la formalità riveste ancora un ruolo fondamentale, molto più che da noi, anche nei rapporti di coppia nei quali a causa di ciò non deve essere cosa rara passare la vita accanto a una persona senza mai riuscire a conoscerla sul serio. Questo tema, che in A Snake Of June è proprio esplicito, si ritrova secondo me in parecchi dei suoi film, Tokyo Fist e Gemini in particolare (ma anche Tetsuo si potrebbe leggere in questo senso).

Quali sono i momenti di stanca, le sbavature e le lungaggini di cui parli? E quali le "spiegazioni" che il regista darebbe? e soprattutto quali sono le "esibizioni non necessarie"?
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#3 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 22 agosto 2006 - 13:46

 
Quali sono i momenti di stanca, le sbavature e le lungaggini di cui parli? E quali le "spiegazioni" che il regista darebbe? e soprattutto quali sono le "esibizioni non necessarie"? 


mi riferisco alla parte centrale del film; quando ho tempo sarò più preciso;

#4 Nekokuma

Nekokuma

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Inviato 22 agosto 2006 - 13:50

ok attendo fiducioso.
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#5 Ejzenstejn

Ejzenstejn

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Inviato 23 agosto 2006 - 10:11

A me è sembrato un film splendido, risolto e risolutivo per certi aspetti, almeno per quanto riguarda il percorso artistico di questo regista giapponese che ha saputo evolversi senza ripetersi troppo, guardare al passato per certi aspetti (come il bianco e nero per esempio), ma proiettandosi in una sperimentazione personalissima e affrontando un tema difficile come quello della riscoperta del corpo attraverso il dolore. Il risveglio dall??anestesia dei sensi attraverso la brutalità del dolore inflitto e autoinflitto, riproposto nel corso dei film gli ha procurato una cattiva fama presso gli spettatori disattenti, che lo hanno confuso con quanti praticano lo splatter per pura mancanza di idee. Non è questo il caso di Tsukamoto, ovviamente. 
A snake of june mostra una situazione erotica di apparente persecuzione che consentirà invece alla e poi alla coppia di riscoprire la forza dei sensi, il corpo malato e pure traboccante di desiderio carnale (il persecutore che salva la vittima, già questo è un finale che merita rispetto). Malattia e desiderio sessuale, un connubio esplorato in letteratura, poco nel cinema, e forse senza mai arrivare al cancro... la malattia come punizione per i peccati è un concetto tipicamente occidentale, probabilmente la cultura giapponese ne è priva, in ogni caso la malattia equivale alla negazione della forza vitale della sensualità, il ripiegamento del corpo verso una più o meno lenta autodistruzione.

Rokugatsu no hebi parla delle convenzioni che diventano parte di una strategia di controllo. "Fotografare è fermare il tempo, fotografare è uccidere" è una famosa frase di Araki.
Il voyeur che perseguita Rinko vuole distruggere il bozzolo che avvolge l??oggetto delle sue attenzioni per liberare una donna annichilita dall??insoddisfazione fino all??impossibilità di decidere le sorti del corpo. ? un invito a rispondere al richiamo delle pulsioni, ad esporre la pelle che vibra in un orgasmo liberatorio in faccia a chi si estingue a rilento stroncato dal cancro del perbenismo. Si muore anche (soprattutto) di questo, oggi. E questa morte la chiamano ??vita civile??.

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#6 Guest_Swampcamel_*

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Inviato 23 agosto 2006 - 14:21

Lo adoro. Introdurre il personaggio del voyeur, che ricatta Rinko e la obbliga a cercare il piacere da tempo perduto, è una scelta audace, soprattutto perchè risulta essere un personaggio positivo.

E' la storia di una donna che si rende conto del suo stato di solitudine psicologica e carnale solo quando un personaggio totalmente estraneo la costringe a giochetti erotici, per i suoi standard, estremi.

Non è facile da capire o da accettare, molti potrebbero perdersi in qualche dilemma morale, del tipo.. Un guardone che salva una donna dal baratro scattandole foto e ricattandola? Un grosso pene metallico che viene usato per punire un marito all'oscuro dello stato della moglie? Beh, le metafore di Tsukamoto sono queste, la sua genialità visionaria è unica.

Alla fine cosa abbiamo? Un'opera che nel suo modo inusuale di trattare un tema spesso abusato nel cinema erotico come la repressione femminile, è una parabola molto più sincera sulla ricerca di comunicazione, rispetto reciproco, e "piacere".

Piacere inteso come gioia di vivere, come eros. Rinko abbraccia il piacere.

A questo si aggiungono la fotografia, in chiave di blu,  e la straordinaria prova d'attrice della Kurosawa.

Ho visto solo altri due lavori di Tsukamoto (Tetsuo e Bullet Ballet), ma questo rimane il più riuscito. Quoto Ejzenstejn, soprattutto per quanto riguarda la parte in corsivo.

Un film perfettibile che, non ostante sia molto breve, presenta qualche lungaggine e qualche momento di stanca; qualche sbavatura e qualche esibizione non necessaria; qualcuno deve dire al signor Tsukamoto che capiamo benissimo anche senza le sue spiegazione e che non occorre agitare così freneticamente la macchina da presa.


Evidentemente non hai visto Tetsuo, quello sì che è un eccesso di frenesia (cmq voluto e riuscito), ma qui non mi sembra di aver visto molti movimenti eccessivamente frenetici.

Ecco, anch'io voglio sapere delle sbavature :\

Cmq, per chiudere, grande film!




#7 Nekokuma

Nekokuma

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Inviato 23 agosto 2006 - 14:56

A me è sembrato un film splendido, risolto e risolutivo per certi aspetti, almeno per quanto riguarda il percorso artistico di questo regista giapponese che ha saputo evolversi senza ripetersi troppo, guardare al passato per certi aspetti (come il bianco e nero per esempio), ma proiettandosi in una sperimentazione personalissima e affrontando un tema difficile come quello della riscoperta del corpo attraverso il dolore. Il risveglio dall??anestesia dei sensi attraverso la brutalità del dolore inflitto e autoinflitto, riproposto nel corso dei film gli ha procurato una cattiva fama presso gli spettatori disattenti, che lo hanno confuso con quanti praticano lo splatter per pura mancanza di idee. Non è questo il caso di Tsukamoto, ovviamente. 
A snake of june mostra una situazione erotica di apparente persecuzione che consentirà invece alla e poi alla coppia di riscoprire la forza dei sensi, il corpo malato e pure traboccante di desiderio carnale (il persecutore che salva la vittima, già questo è un finale che merita rispetto). Malattia e desiderio sessuale, un connubio esplorato in letteratura, poco nel cinema, e forse senza mai arrivare al cancro... la malattia come punizione per i peccati è un concetto tipicamente occidentale, probabilmente la cultura giapponese ne è priva, in ogni caso la malattia equivale alla negazione della forza vitale della sensualità, il ripiegamento del corpo verso una più o meno lenta autodistruzione.

Rokugatsu no hebi parla delle convenzioni che diventano parte di una strategia di controllo. "Fotografare è fermare il tempo, fotografare è uccidere" è una famosa frase di Araki.
Il voyeur che perseguita Rinko vuole distruggere il bozzolo che avvolge l??oggetto delle sue attenzioni per liberare una donna annichilita dall??insoddisfazione fino all??impossibilità di decidere le sorti del corpo. ? un invito a rispondere al richiamo delle pulsioni, ad esporre la pelle che vibra in un orgasmo liberatorio in faccia a chi si estingue a rilento stroncato dal cancro del perbenismo. Si muore anche (soprattutto) di questo, oggi. E questa morte la chiamano ??vita civile??.


splendido post, benvenuto Ejzenstejn!
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#8 Nekokuma

Nekokuma

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Inviato 23 agosto 2006 - 14:57


Un film perfettibile che, non ostante sia molto breve, presenta qualche lungaggine e qualche momento di stanca; qualche sbavatura e qualche esibizione non necessaria; qualcuno deve dire al signor Tsukamoto che capiamo benissimo anche senza le sue spiegazione e che non occorre agitare così freneticamente la macchina da presa.


Evidentemente non hai visto Tetsuo, quello sì che è un eccesso di frenesia (cmq voluto e riuscito), ma qui non mi sembra di aver visto molti movimenti eccessivamente frenetici.

Ecco, anch'io voglio sapere delle sbavature :\


speriamo di ricevere risposta in proposito.
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#9 Guest_Figazzo_*

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Inviato 23 agosto 2006 - 16:51

l'unico che mi ha deluso è stato gemini, per il resto solo capolavori, c'è da costruirgli una statua a questo cineasta. Molto più che il Cronenberg d'oriente a parer mio.

#10 Guest_verdoux_*

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Inviato 23 agosto 2006 - 22:05

speriamo di ricevere risposta in proposito.


senti, per farla breve stasera mi sono rivisto il film; bello ma non al di sopra di ogni possibile critica; se devo dirla tutta mi sono piaciuti i primi 25 minuti; poi altro che sbavature, si impantana e perde il filo del racconto; inquadrature e stacchi senza senso su lumache e criceti; mucchi di spazzatura e chissà perchè piove sempre; vuole dare spiegazioni nella scena dei guardoni coi paraocchi; (o forse non ho ben capito quello che avevano sulla faccia, ma un film non dovrebbe essere un rebus, altrimenti compro la settimana enigmistica); poi certo che sovente il film riprende quota ed avvince, ma insomma usiamo gli aggettivi giusti al posto giusto, manteniamo una scala dei valori, esercitiamo un senso critico; è un film da 3,5 stelle su 5; a mio parere si intende;

#11 Nekokuma

Nekokuma

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Inviato 24 agosto 2006 - 06:58

cioè fammi capire le critiche che muovi sono che "piove sempre" e "ci sono delle inquadrature a lumache e criceti e spazzatura"? E quale sarebbe questa spiegazione che vorrebbe dare nella scena dei guardoni coi paraocchi? E perchè il film perderebbe il filo del racconto?
Dici dici ma alla fine non spieghi comunque niente, è chiaro che A Snake Of June non è al di sopra di ogni possibile critica ma quelle che muovi tu, perdonami, sono abbastanza ridicole ed incomprensibili.

1) piove sempre perchè il film è ambientato nel mese di Giugno, che in Giappone è il mese delle piogge perchè, appunto, piove sempre;

2) da un'intervista a Tsukamoto:

Perché ricorre l'immagine di una lumaca in A Snake of June?

Si tratta di un disegno che ho fatto molto tempo fa: La lumaca sull'ortensia. L'ortensia fiorisce in giugno, che è la stagione delle piogge e quindi fa uscire le lumache; mi sembra che rappresenti la stagione. Inoltre la lumaca, con il suo lasciarsi dietro una scia viscida, evoca un forte senso erotico.

sui guardoni se mi fai capire questa fantomatica "spiegazione" cerco di risponderti.

Ecco, vedete il manifestarsi dello spettatore di cui parlavamo nell'altro thread? Di fronte a un film di questa portata, egli si interroga sul perchè appare una lumaca o perchè piove sempre. E non è che si interroga soltanto, CRITICA il film per questo, il film è meno bello perchè si inquadra una lumaca e perchè piove sempre.
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#12 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 24 agosto 2006 - 07:31

 
2) da un'intervista a Tsukamoto:



mi oppongo; un film deve essere autosufficiente; le interviste al regista non fanno parte del film;

#13 Nekokuma

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Inviato 24 agosto 2006 - 07:35

ma che cosa cazzo ti opponi?

a giugno escono anche le lumache, il film è ambientato a Giugno, ci sta una lumaca nel film.

ho riportato le parole del regista solo per darti ulteriore conferma di questa spiegazione, la prossima volta te lo spiego con parole mie così forse è meglio per te.
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#14 Guest_Pablito_*

Guest_Pablito_*
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Inviato 24 agosto 2006 - 08:27

 
2) da un'intervista a Tsukamoto:



mi oppongo; un film deve essere autosufficiente; le interviste al regista non fanno parte del film;

Scusami ma questa risposta non regge.
O meglio, se davvero un film deve essere autosufficiente lo deve essere anche la persona che guarda il film, ovvero in grado di interpretare tutto quello che vede. Siccome i film vengono visti in tutto il mondo le soluzioni sono due:
1) i registi fanno film che presentano immagini in grado di essere capiti da tutti, questo comporterebbe che, siccome i film vengono visti in tutto il mondo, se uno fa una scena con la pioggia questa deve essere tanto ridotta al minimo termine da un punto di vista metaforico da poter essere capita da un giapponese così come da un italiano o da un senegalese, immagina tu che bello, che libertà espressiva esce fuori.
2) gli spettatori invece di fare i critici si vanno a leggere 4 righe in maniera tale da contestualizzare quello che hanno visto, questo almeno se si vuol dare importanza al cinema in quanto tale. Cioè quello che si fa per romanzi e dischi tra l'altro. Sennò ci sono sempre i film americani...

#15 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 24 agosto 2006 - 09:36

Dici dici ma alla fine non spieghi comunque niente, è chiaro che A Snake Of June non è al di sopra di ogni possibile critica ma quelle che muovi tu, perdonami, sono abbastanza ridicole ed incomprensibili.


infatti se avessi critiche più consistenti direi che è un brutto film; per me è un buon film che mi ha lasciato una sensazione di imperfezione e che secondo me avrebbe potuto essere migliore se il regista non avesse ecceduto in manierismi;
dal minuto 29 circa ho visto una serie di minisequenze scollegate, ellittiche, cui non sono riuscito a dare un senso (criceti, spazzatura bagnata e lumache appunto) ed ho perso il filo del racconto; la scena dei guardoni col paraocchi ovvero il cinema come  voyeurismo; la pioggia è un espediente cui ricorrono in molti, troppi; d'accordo è giugno, ma è anche un evidente pretesto per farla spogliare sotto la pioggia; baganata riesce meglio;

#16 oyster

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Inviato 24 agosto 2006 - 09:42

Visto al cinema qualche anno fà in lingua originale sottotitolato in italiano.
Ricordo fu una bella mazzata. Il sesso della mente è certamente quello più conturbante, quasi più di quello fisico.
Mi è tornato il desiderio di rivederlo. Tutte quelle lumache sotto la pioggia.
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#17 Nekokuma

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Inviato 24 agosto 2006 - 11:09


infatti se avessi critiche più consistenti direi che è un brutto film; per me è un buon film che mi ha lasciato una sensazione di imperfezione e che secondo me avrebbe potuto essere migliore se il regista non avesse ecceduto in manierismi;
dal minuto 29 circa ho visto una serie di minisequenze scollegate, ellittiche, cui non sono riuscito a dare un senso (criceti, spazzatura bagnata e lumache appunto) ed ho perso il filo del racconto; la scena dei guardoni col paraocchi ovvero il cinema come  voyeurismo; la pioggia è un espediente cui ricorrono in molti, troppi; d'accordo è giugno, ma è anche un evidente pretesto per farla spogliare sotto la pioggia; baganata riesce meglio;


Secondo me il tuo problema è che stai semplicemente facendo un discorso di "mi piace/non mi piace" sul quale per carità non mi permetto di obiettare, mascherandolo però dietro pretese di oggettivismo che, considerate nello specifico le cose che critichi, sono proprio fuori luogo. Il film è ambientato a Giugno, a Giugno di solito là piove, mi spieghi dove sta il problema? Perchè avrebbe dovuto scegliere di ambientarlo in un'altra stagione e, soprattutto, perchè se fosse stato ambientato in una stagione in cui splende il sole sarebbe risultato più bello? Ti sembra un modo normale di fare critica quello di fare un processo alle intenzioni di un regista, uno come Tsukamoto poi che ha dato ben più di una prova di essere, piaccia o non piaccia, un grande artista? Di arrivare addirittura a sostenere con certezza che egli abbia costruito una sceneggiatura intera e scelto le costanti metereologiche solamente in funzione di far spogliare la protagonista sotto la pioggia (sequenza che fra l'altro nel tuo post d'apertura annoveri fra le più significative della pellicola)? Cosa diavolo significa "la pioggia è un espediente cui ricorrono in molti"? Che in molti film piove? Non si è nemmeno più liberi di filmare la pioggia? E' diventata banale e scontata pure l'acqua? Di grazia, quali sarebbero i "molti" che usano quest'espediente? E in che misura la pioggia sarebbe un espediente? In termini puramente erotici? Ma di cosa cazzo stai parlando di Playboy Show? E poi, è mai possibile che l'inquadratura di un criceto o di una lumaca (peraltro con un significato ben preciso e totalmente inerente al film) possa far perdere il filo del racconto in una trama così lineare che presenta praticamente solamente tre personaggi?

L'interpretazione del film in chiave metacinematografica inoltre, come riflessione sul voyeurismo dello spettatore non la condivido affatto, il significato del film è chiarissimo, Tsukamoto ne ha parlato a lungo in numerosissime interviste e mi pare lo abbiano colto tutti in questo thread, c'è nel post di Ejzenstejn, in quello di Swampcamel e persino nella parte in giallo del tuo primo post.
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#18 Ejzenstejn

Ejzenstejn

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Inviato 25 agosto 2006 - 07:52


Ho visto solo altri due lavori di Tsukamoto (Tetsuo e Bullet Ballet), ma questo rimane il più riuscito. Quoto Ejzenstejn, soprattutto per quanto riguarda la parte in corsivo.


La parte in corsivo non è mia, l'ho scaricata da internet tempo fa, quando ho raccolto del materiale vario su questo regista che mi aveva colpito particolarmente. Tenterò di ritrovare l'autore, tanto per dare a Cesare quel che è di Cesare, tanto più che è raro trovare un critico capace di entrare verament ein sintonia con un film.
Sono d'accordo con te sul fatto che il film rappresenti una tappa di arrivo per il regista, se ti capita di vederlo, anche Tokyo fist merita!
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#19 Ejzenstejn

Ejzenstejn

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Inviato 25 agosto 2006 - 07:59


Si tratta di un disegno che ho fatto molto tempo fa: La lumaca sull'ortensia. L'ortensia fiorisce in giugno, che è la stagione delle piogge e quindi fa uscire le lumache; mi sembra che rappresenti la stagione. Inoltre la lumaca, con il suo lasciarsi dietro una scia viscida, evoca un forte senso erotico.


La moglie che si sente trascurata si toglie le mutandine a dice al marito: "la vedi questa? Si chiama lumachina. Se la tocchi fa la bava, se non la tocchi fa le corna".
Scusate il fuori tema, ma è solo per dire che la lumaca è un archetipo universalmente erotico.


Quanto alla disputa sulla pioggia, da sempre questa è stata associata alla fecondazione della natura, e quindi al risveglio degli istinti sessuali negli insetti, ma anche negli essere umani, che hanno conservato qualche retaggio biologico e istintuale, seppur camuffato dalle convenzioni della vita cittadina.
Credo che la funzione della pioggia sia quella di trasmette un "clima" impregnato di erotismo, l'umidità che rimanda alla sessualità, un ambiente ideale nel quale la donna e l'uomo possano finalmente recuperare la voglia di amarsi e magari di riprodursi. Mi pare che da qualche parte Tsukamoto accenni al problema demografico del Giappone.
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#20 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 25 agosto 2006 - 08:32

 
il significato del film è chiarissimo, Tsukamoto ne ha parlato a lungo in numerosissime interviste e mi pare lo abbiano colto tutti in questo thread, c'è nel post di Ejzenstejn, in quello di Swampcamel e persino nella parte in giallo del tuo primo post. 


va bene, vuol dire che da domani scriverò sempre in giallo  ;D

perdonami la battuta e grazie; vorrei risponderti sulla pioggia, sulla oggettività, su altre cose  ed a pablito, ma andrei ot; capiterà l'occasione; con a snake of june mi fermo qui;




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