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La ragazza del lago (Andrea Molaioli)


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22 replies to this topic

#1 scirocco

scirocco

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Inviato 20 settembre 2007 - 22:55

Interessante debutto, lucido e severo (linee geometriche, colori marmorei, fotografia sfuggente, colonna sonora enigmatica), frenato, però, da una trama eccessivamente stratificata e cerebrale che, spargendo notevole quantità di frammenti irrisolti, frantuma la potenzialità della pellicola. Un "noir metafisico", come è stato da molti definito, al quale non giova, secondo me, la presenza dello stesso produttore sorrentiniano di "Le conseguenze dell'amore".
Cast di alto livello (in cui un sorprendente Antonutti - di rara ruvidezza - tiene testa alla consueta bravura di Toni Servillo) che avrebbe meritato una sceneggiatura molto più attenta. 6+
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#2 Brucaliffa

Brucaliffa

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Inviato 24 settembre 2007 - 12:06

Non sono ancora riuscita a vederlo, ma ho letto molto su questo film e ho molte aspettative, solo 6+?
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Better Call Saul!

#3 Nekokuma

Nekokuma

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Inviato 24 settembre 2007 - 13:09

Considero impropria la definizione "noir metafisico", La Ragazza Del Lago non è per niente un noir, è proprio un giallo classico, con un commissario che viene incaricato di indagare su un caso, l'indagine da svolgere, l'utilizzo della logica per la risoluzione della stessa, la chiarezza completa finale sulla dinamica del misfatto (chi, come, perchè - quando c'è questo non c'è bisogno che tutti gli altri frammenti irrisolti si risolvano), è un whodonit in piena regola. E nemmeno sul metafisico sono tanto d'accordo, semplicemente è un giallo moderno in cui, parallela alla storia misteriosa, scorre un approfondimento psicologico maggiore rispetto alle storie classiche messo in scena attraverso squarci di vita privata del commissario soprattutto e anche di alcuni dei protagonisti (sebbene questi ultimi siano quasi sempre funzionali alla storia principale). Non conosco il libro (mi pare sia norvegese) dal quale La Ragazza Del Lago è stato tratto, però sono certo che esso ne ricalca abilmente le atmosfere perchè ho letto altri gialli nordeuropei e sono fatti esattamente in questo modo, come trama, come caratterizzazione dei personaggi e come atmosfera generale (vedi per esempio tutta la saga del commissario Wallander di Henning Mankell, questa potrebbe essere perfettamente una storia di Wallander ed il commissario, con i suoi problemi, è esattamente come Wallander); dico questo per dire che non si può considerare questo film un tentativo malriuscito di coniugare due cose, il giallo da una parte e il dramma personale/psicologia/metafisica dall'altro, queste sono le caratteristiche che fanno già parte di quel tipo di giallo, se le snaturi vai già oltre il film di genere, la sfida è proprio quella di rimanere perfettamente inquadrati dentro al genere per mostrare che questo lato metafisico esiste dall'interno. Registicamente non mi pare si possa dire proprio nulla visto che il film da quel punto di vista è veramente impeccabile e molto molto suggestivo, gli attori sono tutti straordinari dal primo all'ultimo, non saprei cosa chiedere di più ad un film di genere. L'unica pecca è la colonna sonora, che in alcuni momenti davvero cozza in maniera fastidiosa con il significato delle immagini e non è neanche lontanamente a quei livelli di bellezza che permettono ad una colonna sonora di poter viaggiare su un piano diverso rispetto a quello delle immagini, aggiungendo anzichè sottolineando.
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#4 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 24 settembre 2007 - 15:15

Il paragone con Mankell è la prima cosa che mi è venuta in mente alla fine del film...anche Servillo indaga immerso nel clima (sia di ambiente che metereologico), l'indagine la si fa raccogliendo e respirando l'atmosfera dei protagonisti, di chi ha conosciuto la vittima ecc....

La sceneggiatura mi pare attentissima, semmai, su questo posso essere d'accordo, si respira un certo ultra-manierismo in cabina di regia, come se il giallo d'atmosfera abbia più bisogno di uno stile marcato piuttosto che della cura della messa in scena...comunque, promosso decisamente per come la vedo io..
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#5 mr.paradise

mr.paradise

    Roadie

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Inviato 05 ottobre 2007 - 11:34

è strano sedersi al cinema e seguire un film ambientato nei luoghi in cui vivi ogni giorno da quando sei nato, non mi era mai successo prima di guardare e capire così in fretta.
ho riconosciuto i colori e le atmosfere di questo mondo che mi circonda appena al di là delle pareti, il senso di vuoto di alcune domeniche pomeriggio, la desolatezza dei canaloni che sembrano non finire mai, i viadotti austostradali che appesantiscono ancora di più il silenzio delle montagne. una nota di merito alla fotografia.
per il resto il film non mi è sembrato un granché e nemmeno i suoi personaggi, eccetto il commisario. non capisco dove stia la loro impeccabilità, alle volte sembravano davvero degli attori non-attori, una specioe di esperimento, a esempio quando era evidente il loro sforzo nel manifestare il dolore (la madre della bambina) o la loro asprezza (il padre di mario il matto) o estraneità (la sorella della vittima).
mi ha deluso l'epilogo, tutto concentrato negli ultimi cinque minuti, come se la ricerca della verità da parte del commisario per tre quarti di film fosse servita solo a delineare i vari livelli di pazzia dei personaggi e non il raggiungimento dell'obbiettivo investigativo. cioè, è troppo facile svelare il segreto dopo che per ottantacinque minuti non si è fatto altro che proporre innumerevoli altre possibilità (il matto, il ragazzo esaurito, il padre morboso, la sorella gelosa, l'allenatore spiritoso).
concordo pure io per quel che riguarda la colonna sonora, in due particolari situazioni le urla elettroniche non trovavano nessun tipo di giustificazione con il resto. orribili.
una menzione speciale alla vittima che secondo me non era friulana per nulla: una ragazza davvero bellissima, incantevole.
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soldato witt: lei non si sente mai solo?
sergente welsh: solo in mezzo alla gente

mi sono innamorato di un'attrice hard

Non morite come me

#6 Disposable Hero

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Inviato 05 ottobre 2007 - 18:37

Sono andato a vederlo ieri sera, ma c'ho riflettuto un po' prima di esprimermi.

Uscito dalla sala non ero entusiasta. Si tratta di un giallo privo di colpi di scena, che gradualmente ti accompagna alla soluzione del caso; e che quindi è anche abbastanza prevedibile. Ripensandoci, però, l'umanità del personaggio del commissario, il suo percorso attraverso le molteplici follie della mente umana, sono qualcosa di commovente e desolante. La conclusione è quanto di più umano si possa immaginare.
Il film non è un giallo, alla fine, ma il dramma di un uomo che grazie a questa indagine scava attraverso pazzia, rimorsi, rimpianti, come un geologo che analizza gli strati della terra per cercare di capire il proprio presente.
Sulla colonna sonora spezzo una lancia (in parte): anche io in quei due punti l'ho trovata fastidiosa, ma in altri momenti mi è sembrata molto buona.

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#7 Claudio

Claudio

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Inviato 13 ottobre 2007 - 21:50

come se la ricerca della verità da parte del commisario per tre quarti di film fosse servita solo a delineare i vari livelli di pazzia dei personaggi e non il raggiungimento dell'obbiettivo investigativo.


Ma è proprio così: è entrambe le cose, e secondo me, questa coesistenza dei due livelli (giallo e introspettivo) è resa molto bene.
Per il resto, concordo in tutto e per tutto con Neko, inclusa la questione-fedeltà a quel tipo di romanzo scandinavo e anche l'eccessivo stridore, a tratti, della colonna sonora.

Per me l'elemento centrale del film è la malattia e il rapporto con essa.

SPOILER

E' la malattia che determina il ritrovamento del corpo da parte della bambina (è il "matto" che la porta con sé in quel luogo), è la malattia che determina la mancanza di resistenza della vittima, consapevole della sua sorte, ma anche la causa dell'episodio da cui si scatena tutto (quello che succede a Angelo e le conseguenze devastanti sulla sua famiglia). E' malato il padre di Mario il matto ed è irreversibilmente malata la moglie del commissario, elemento che gioca un ruolo determinante nel suo stesso procedere nel caso. In definitiva, la malattia è l'elemento che mina dall'interno ogni relazione, portandola alle sue estreme conseguenze.

FINE SPOILER

Nel complesso, comunque, un giallo coi fiocchi (che per un film italiano resta un traguardo già ragguardevole), unito a un film sottile e profondo, in cui praticamente tutti gli attori sono all'altezza (altro traguardo ragguardevole per un film italiano), con un Servillo addirittura strepitoso.
E poi Valeria Golino, passando gli anni, è sempre più bella  :-*
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#8 Guest_eustache_*

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Inviato 14 ottobre 2007 - 00:06

visto stasera. molto interessante.
un film di petraglia in tutto e per tutto. lo scenggiatore che ha raccontato la cronaca italiana degli ultimi 20 anni e passa in un film personale che racconta sotto forma di indagine metaforica l'impossibilità di un incontro tra i padri e i figli, petraglia per la prima volta un'opera amara e pessimista sul futuro in cui il genere è solo supporto attravero cui sviluppare il tema e l'indagine (come in antonioni) si sviluppa su di un altro livello

(la dimensione metaforica è introdotta magistralmente nell'introduzione con la bambina/capuccetto rosso e lo scemo del villaggio/lupo)

alcuni personaggi sembravano usciti da un fumetto di dylan dog (e forse quel poster di luchtenstein che si vede all'inizio non è casuale)

#9 astrodomini

astrodomini

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Inviato 14 ottobre 2007 - 00:53

è strano sedersi al cinema e seguire un film ambientato nei luoghi in cui vivi ogni giorno da quando sei nato, non mi era mai successo prima di guardare e capire così in fretta.


Vorrei vederlo solo per questo ma non ci sono ancora riuscito.

:-[
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the music that forced the world into future


#10 Guest_Maori Tattoo_*

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Inviato 16 ottobre 2007 - 11:16

GUARDA E` FANTASTICO GUARDA, FORTE COME IL ROKKENROLL...

#11 Guest_vegeta_*

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Inviato 01 gennaio 2008 - 15:23

molto bello, non l'avrei detto

Personaggi complessi, umani sofferti. Una visione della vita grigia e pessimista, in cui la morte è quasi una via di fuga. La regia, solida e tradizionale, è priva degli odiosi vezzi stilistici di tanti esordienti, mentre la sceneggiatura costruisce una placida e dilatata suspence, che piano piano conquista. E il cast (Servillo in testa) è ottimo.
Manca il guizzo finale che avrebbe reso il film un capolavoro, ma anche così va bene.

7/8

unica nota stonata (a mio parere) la banale colonna sonora "stile" Mum

#12 Claudio

Claudio

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Inviato 21 aprile 2008 - 23:11

Un film che mi era piaciuto molto, che aveva avuto riscontri contrastanti di critica e che però alla fine ha ricevuto i premi che meritava ai David di Donatello 2008 (ben dieci!), tra l'altro piuttosto sorprendentemente.
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#13 nicholas_angel

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Inviato 22 aprile 2008 - 12:33

Senza dubbio, il miglior film italiano della scorsa stagione. Difficile imputargli difetti: è un 'one-man show' con Toni Servillo che buca letteralmente lo schermo, come sempre(accompagnato da ottimi comprimari come Antonutti, Gifuni...). Musiche sorrentiniane a loro modo interessanti. Molaioli è stato l'aiuto regista di Moretti. Sono contento per il suo successo; speriamo che questo talento non si perda per strada.
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#14 Homer

Homer

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Inviato 22 aprile 2008 - 17:35

Un noir cupo, dal ritmo sommesso ed antispettacolare, che risulta del tutto atipico nel cinema nostrano. Sicuramente un buon film, con un grande e disilluso Toni Servillo. Bella la colonna sonora.
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#15 Mia

Mia

    Non sono bionda.

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Inviato 27 aprile 2008 - 16:30

Visto oggi. Concordo con chi afferma che non sia un noir ma un giallo classico. Devo dire che mi aspettavo di più da questa pellicola. Certo lo spettacolo è senza dubbio di classe, a cominciare dagli interpreti. Credo che uno dei meriti di questo film sia infatti stato quello di riunire alcuni tra i migliori attori italiani in circolazione (Servillo in primis, la Bonaiuto, la Golino, bravissima, Gifuni). Ma è la sceneggiatura che mi ha lasciata un pò perplessa. Non ho mai avvertito nessuna tensione (il che non è necessariamente un difetto), la conclusione è davvero troppo repentina e certi aspetti vengono abbozzati e mai approfonditi, nonostante pare che all'inizio abbiamo una grande importanza( vedi il rapporto della vittima col padre). Insomma un bello spettacolo di attori, ma nulla che mi abbia davvero entusiasmata alla fine della visione.
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#16 Emiliano

Emiliano

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Inviato 22 maggio 2008 - 14:27

Visto oggi: buona la fotografia e l'ambientazione, anche la trama ha spunti interessanti, parte con il ritrovamento della vittima per poi finire con l'incastonarsi del puzzle che troverà l'assassino. Sono d'accordo sulla riflessione di Claudio riguardo il senso della malattia. Un buon film, ma io preferisco il Servillo di Le Conseguenze dell'amore.
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#17 tiresia

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Inviato 19 giugno 2008 - 21:42

Concordo con la centralità della malattia:

E?? sicuramente un film di genere, che non lo rivoluziona, nè lo reinterpreta.
Si serve però di una storia e un??ambientazione non scontati, l??una per questo microcosmo provinciale aulico e bellissimo, l??altra per una vicenda carica di malattia. E??, a mio parere, un film sulla malattia e l??inadeguatezza di fronte ad essa. La malattia, variamente intesa, pervade e vive in casa di quasi tutti i protagonisti, sta nel chiuso di abitazioni e vite ordinate e apparentemente perfette. La malattia è tale, senza ritorno, oppure è dissociazione dalla realtà e di fronte ad essa tutte le persone sono parimenti inadeguate, o se non lo sono di fronte alla malattia dell??altro, lo sono di fronte alla malattia che alberga nelle loro vite. L??ho trovato quindi veramente orrorifico, senza quegli orchi che pure sono evocati in continuazione (pedofilia, morbosità famigliare su tutte), ma con un concentrato di verosimili paure e furori, fughe e abbandoni, con un??umanità incapace di vivere la diversità, di affrontare la morte. Ed è la famiglia il luogo del disagio, un posto in cui neanche l??affetto può mettere riparo all??inadeguatezza, anzi la esarceba, un luogo pieno di mancanze, di assenze, di ruoli non ricoperti, di incapacità, di dolore.
Forse solo alla fine c??è un??accettazione, nata dal bisogno, una piccola bugia per sopravvive e affrontarla la vita, sghemba, brutta, malata.

Il suo più grande pregio: aver battuto ai david quella ciofeca di Caos Calmo....la pecca più grande: la mancanza di una impronta più forte dal punto di vista stilistico, il linguaggio filmico è, per l'appunto, a mio parerere non così forte, preminente,caratterizzante....ma si può ben sperare per il futuro
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#18 popten

popten

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Inviato 26 giugno 2008 - 07:14

visto un mesetto fa, un buon film, anche se personalmente non mi è andato oltre. si colleziona un'altra bella prova di Servillo, e non solo.
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#19 dick laurent

dick laurent

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Inviato 12 luglio 2018 - 21:46

Finito di vedere poco fa, e non riesco a capacitarmi del fatto che questa operina grigia e modesta abbia avuto successo (e al tempo anche qui dentro a quanto pare)... una regia televisiva da fiction della rai, una trama da giallo per nulla avvincente, personaggi dimenticabilissimi in blocco, zero atmosfera... E dire che l'italia di bei gialli ne ha prodotti eccome, il paragone è davvero impietoso. E  il tema del dolore mi pare aggiunga pochissimo al valore generale del film. A dirla tutta mi sembra quasi una specie di alibi per dire che il gialletto è quel che è, ma in realtà è  qualcos'altro, un "film sulla sofferenza" che in quello verrebbe letteralmente asfaltato dalla puntata meno ispirata di Dr. House eh, senza scomodare in grande cinema.

Si salvano una colonna sonora decente e i bei paesaggi, in quelle poche scene in cui si vedono ma nel complesso un film che è l'equivalente di una minestrina sciapa all'ospedale. 

Faccio veramente fatica a capire come una scemenzina simile abbia fatto incetta di premi. 


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#20 ucca

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Inviato 12 luglio 2018 - 21:57

Sui premi no, se li merita. Proprio perché è sufficientemente mediocre da piacere agli appassionati di fiction Rai, molto numerosi
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https://www.facebook...sychomusicband/

 

Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.





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