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"Sulla strada" di Jack Kerouac


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36 replies to this topic

#1 MisterX

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Inviato 03 luglio 2006 - 01:24

Ricordo che sul vecchio forum, probabilmente nel megathread dedicato ai libri, si era abbozzata una discussione su quest'opera.
I pareri mi pare fossero piuttosto discordanti, quindi potrebbe essere interessante parlarne un po'...

"Addirittura" qualcuno arrivò ad affermare di aver trovato difficoltà nel leggerlo.
Tutto il contrario di quello che è successo a me: la lettura è stata tra le più piacevoli e scorrevoli che mi sia mai capitata.
Quando poi, dopo averlo finito, sono venuto a conoscenza della storia leggendaria che vorrebbe questo libro essere stato scritto in una notte, su un unico rotolo di carta ad imbrigliare lo straordinario flusso di pensieri di Kerouac, ecco, mi sono reso conto di quanto avevo percepito questa sua particolarissima genesi.

Non sono assolutamente esperto di letteratura "beat", forse al suo interno c'è di meglio, o forse è un movimento sopravvalutato, tutto è possibile, ma fatto sta che quest'avventura sulla strada e l'America descritta in quelle pagine mi hanno coinvolto ed affascinato incredibilmente.
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#2 rubbish

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Inviato 03 luglio 2006 - 14:35

io ero - e resto - sostanzialmente tra i detrattori di quest'opera: la lessi qualche anno fa con grandissime aspettative e il libro si rivelò non all'altezza, nonostante una certa abilità stilistica di Kerouac (che ho apprezzato molto di più, ad esempio, in alcuni romanzi brevi tipo Pic e i sotterranei.  magari ero io che mi aspettavo troppo, però. :(

en tout cas, non credo sia possibile, data la sua lunghezza, che On the road sia stato scritto IN UNA SOLA NOTTE, a meno che Kerouac non si fosse trasferito a scriverlo in Groenlandia o in qualche posto simile.
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#3 sbando_shine

sbando_shine

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Inviato 06 luglio 2006 - 14:22

bè on the road è la lettura diciamo "storica" della beat generation
di solito uno inizia con questo e si appassiona a questa corrente...
o almeno per me è stato cosi, il libro di certo non è difficile di comprensione, anzi
anche se adoro questo libro, devo ammettere che non è il migliore tra tutti i beat

ci sono autori molto molto validi che passano in secondo piano, ma che credo invece meritino davvero
sicuramente Burroughs, consiglio "La scimmia sulla schiena" è stato uno dei libri beat che mi hanno lasciato piu pensierosa
Ginsberg anche...

ma non ho capitoperchè era nata una discussione su quest'opera...
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#4 MisterX

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Inviato 06 luglio 2006 - 20:04

en tout cas, non credo sia possibile, data la sua lunghezza, che On the road sia stato scritto IN UNA SOLA NOTTE, a meno che Kerouac non si fosse trasferito a scriverlo in Groenlandia o in qualche posto simile.


Eheh, infatti... ma se no che leggenda è?


ma non ho capitoperchè era nata una discussione su quest'opera...


Non era nata una vera e propria discussione, ma uno scambio di battute dalle quali emergeva come diverse persone avessero trovato difficoltà nel leggerlo, al punto di mollarlo a metà. Sinceramente la cosa mi sorprese un po', tutto qua.


Comunque ho una mezza intenzione di rileggerlo, con un po' più di spirito critico magari, che alla prima me l'ero "bevuto" tanto velocemente da non saperlo poi descrivere e giudicare più di tanto... quel che è certo è che mi aveva lasciato buone sensazioni: l'immaginario creato da Kerouac, la sua descrizione dell'America percorsa in lungo e in largo a ritmi anfetaminici, incessanti, con l'inseauribile Cassidy a scandire il tempo, le saltuarie ed indispensabili pause salvifiche di Kerouac, tutto mi aveva totalmente coinvolto ed affascinato.
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#5 Guest_gunner_*

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Inviato 07 luglio 2006 - 01:11

fondamentalmente un buon libro che ha il pregio di essere a tratti entusiasmante,forse un pò sopravvalutato e rappresentativo di un genere di cui però non rappresenta il vertice

#6 mrgimbo

mrgimbo

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Inviato 09 luglio 2006 - 10:59

come avevo letto da qualche parte è un libro che per pagine e pagine non ti dice nulla ma che improvvisamente rende tutto comprensibile con una singola frase

io mi trovo daccordo coon quest'interpretazione
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#7 dubh

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Inviato 10 luglio 2006 - 12:31

Lo iniziai con grandi aspettative poichè me ne avevano parlato un gran bene. Letto con fatica e noia (difficilmente non finisco un libro anche se non mi piace). Sarà stato anche perchè in quel periodo stavo leggendo molti libri del genere, ma ammetto che mi ricordo pochissimo di quanto letto e che non mi ha lasciato niente. Mi spiace per chi lo ha trovato bellissimo, sono sicura che per molti sia una grande opera e certo non gli darei fuoco, però...  ;D
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#8 Dean Moriarty

Dean Moriarty

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Inviato 11 luglio 2006 - 06:28

Sono di parte.
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#9 Rocker503

Rocker503

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Inviato 13 luglio 2006 - 15:40

opera geniale, innovativa, dissacrante e provocatoria, che indubbiamente si pone ai vertici della produzione letteraria made in usa e sancisce la nascita di un nuovo genere... ma al contempo noiosa e abbastanza monotona in certe sue parti e per via della propria celebrità e adulazione da cult eccessivamente sopravvalutata...
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#10 vale

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Inviato 13 luglio 2006 - 15:54

Ragazzi ma come fate a criticare un libro come "On The Road"? Dai scherzo, questione di gusti naturalmente...beh, io l'ho trovato molto interessante sia a livello stilistico che di contenuti. Mi è piaciuto così tanto che avendolo letto per la prima volta quattro anni fa a soli 14 anni qualche mese fa l'ho ripreso in mano e ho deciso di leggerlo nuovemente. La seconda volta sono riuscita ad apprezzarlo ancora di più... Lo trovo un libro intrigante, ricco di seri contenuti ma scorrevole che non risulta mai pesante ma al contrario si fa fatica a staccare gli occhi dalle quelle pagine....



Ma allora danzavano lungo le strade leggeri come piume, e io arrancavo loro appresso come ho fatto tutta la mia vita con la gente che m'interessa, perché per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno "Ooohhh!"
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#11 travelling man

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Inviato 17 luglio 2006 - 10:04

io ho letto questo libro nell'attesa che succedesse qualcosa, ma ne rimasi deluso.
a distanza di anni forse mi rendo conto che non era assolutamente scopo dell'opera far succedere qualcosa, ma descrivere il viaggio...fatto di piccole sensazioni ed esperienze e non di grandi eventi..

ma tutto sommato non mi è piaciuto granchè...

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#12 il_pado

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Inviato 17 luglio 2006 - 22:44

anche io non l'ho trovato scorrevolissimo e c'ho messo parecchio a finirlo, però in compenso mi è piaciuto molto. dalla metà in poi mi ha definitivamente coinvolto nell'atmosfera nel viaggio, della vita vissuta attimo per attimo, sino in fondo, spesso con intensità, a volte con la leggerezza di chi si fa trasportare dagli eventi.
in definitiva può essere forse un pò monotono perchè nonostante le 400 pagine descrive fondamentalmente sempre la stessa sensazione (o forse sarebbe meglio dire una filosofia di vita), ma lo fa benissimo, coinvolgendo completamente in essa.



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#13 camera obscura

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Inviato 18 luglio 2006 - 18:43

Anch'io sono tra quelli che si e'accostato a questo libro con enormi aspettative.Ne sono rimasto deluso ma forse bisogna guardare all'opera con l'occhio del tempo(di allora)..Contestualizzandolo nella realta'sociologica dell'america del tempo si ccoglie il perche della risonanza planetaria che ebbe e la sua "monumentalizzazione".Di kerouac preferisco"Big Sur"che contiene momenti di intensita'straordinaria.
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#14 Ronald Regaz

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Inviato 21 agosto 2006 - 12:48

io mi annovero fra i "detrattori", sempre inteso nel senso di "parzialmente delusi", ovvio. l'ho letto l'anno scorso e pur apprezzando l'anarchico senso di libertà e le accensioni liriche, non sono rimasto particolarmente catturato dallo stile di Kerouac. un giorno poi leggerò le altre sue opere e, come ormai sostengono in molti, scoprirò che sono migliori.
azzardo poi che su "on the road" pesi un po' lo spirito del 'grande romanzo americano, del dovere a tutti i costi il capolavoro della beat generation.
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#15 Guest_Sonic Stone_*

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Inviato 21 agosto 2006 - 20:55

Non sono riuscito a leggerlo tutto... la critica superficiale che mi viene da muovere è che non succede mai niente.

#16 sbando_shine

sbando_shine

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Inviato 21 agosto 2006 - 22:29

Sono di parte.



muahahah l'ho capito adesso ;D
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#17 Debord

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Inviato 29 agosto 2006 - 21:49

opera geniale, innovativa, dissacrante e provocatoria, che indubbiamente si pone ai vertici della produzione letteraria made in usa e sancisce la nascita di un nuovo genere...


Oddio, Henry Miller aveva scritto "Tropico del cancro" qualcosa come 35 (!) anni prima.
Prova a dargli un'occhiata.
Il "beat" era (già) tutto lì.
  • 0

#18 Notker

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Inviato 30 agosto 2006 - 08:38


opera geniale, innovativa, dissacrante e provocatoria, che indubbiamente si pone ai vertici della produzione letteraria made in usa e sancisce la nascita di un nuovo genere...


Oddio, Henry Miller aveva scritto "Tropico del cancro" qualcosa come 35 (!) anni prima.
Prova a dargli un'occhiata.
Il "beat" era (già) tutto lì.


che l'opera di Miller sia in qualche modo profetica non ci piove ma dire che il beat era già racchiuso in Tropico del cancro mi pare davvero azzardato.
Il beat, come tutti i fenomeni culturali e intellettuali, è stato figlio del suo tempo e delle contraddizioni che animavano e laceravano quella generazione.
che Miller avesse intravisto uno stile narrativo (perchè è solo di questo che si parla, eh) che si manifesterà successivamente è un'affermazione che mi trova d'accordo, ma la sostanza che si manifestò attraveso Kerouac è tutta un'altra cosa.
infatti nell'opera di Miller c'è una tensione estetica, spesso spasmodica, tipica di certa avanguardia letteraria degli anni 20 e 30 che, ovviamente, non troverà e non poteva trovare credito presso la gioventù letteraria del secondo dopoguerra.
Miller com precursore di stile letterario, certo, ma non nei contenuti.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#19 Hank Chinaski

Hank Chinaski

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Inviato 27 settembre 2006 - 21:58

avevo letto questo libro a quindici anni e pensavo leggendolo che quella fosse la vera vita, lungo la strada, e che la vita sarebbe stata una gran cosa...

l'ho riletto la scorsa estate restando commosso dalla straordinaria umanità e dal tono velatamente nostalgico con cui kerouac tratteggia molti esseri umani e situazioni con cui entra in contatto: prendete il modo in cui parla di gene del missisippi sul camion dei due fratelli, prendete il modo in cui descrive una ragazza annoiata dalla vita in una fermata dell'autobus con cui scambia poche battute...

una sensibilità straordinaria che emerge tra le righe, una fortissima carica esistenziale, sembra proprio realizzare quel "mi innamoravo di tutto" di cui parla de andrè...

p.s. durasse 100 pagine in meno, acquisterebbe molto...
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#20 darc said

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Inviato 27 settembre 2006 - 23:01

E' forse il libro più noioso che abbia mai letto. Una palla colossale, finirlo è stata un'impresa.
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