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[Disco Del Mese] King Hannah - Big Swimmer (City Slang, 2024)


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17 replies to this topic

#1 Psychonaut

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Inviato 05 giugno 2024 - 09:03

Impressioni?

A me, sarà che sono in fissa PJ Harvey da qualche settimana, l'album è piaciuto molto, sia quando è 'soffice' alla Mazzy Star, sia quando è sporco alla Yo La Tengo (per me un complimento).

Il pezzo che preferisco è "Suddendly, your hand".

Tra l'altro, commentare album NON post punk nel 2024 mi sembra un qualcosa di favoloso


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#2 Gozer

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Inviato 05 giugno 2024 - 13:10

Veramente c'è il mondo di non post-punk là fuori, al massimo è il forum che ormai è sclerotizzato e non si riesce più a parlare di niente che non esca dall'orticello. Orticello in cui i King Hannah rientrano peraltro in pieno con il loro indie rock vecchi(ssim)o stile.


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7 ottobre 2020, il più grande esperto di tennis del forum su Sinner al Roland Garros:

Tra due anni torniamo per vincere.


#3 wago

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Inviato 05 giugno 2024 - 13:12

 

 

A me, sarà che sono in fissa PJ Harvey da qualche settimana, l'album è piaciuto molto, sia quando è 'soffice' alla Mazzy Star, sia quando è sporco alla Yo La Tengo (per me un complimento).

 

Ero tentato di ascoltarlo per poterne dir male a ragion veduta, invece con queste coordinate qui mi sa che mi conviene continuare a pensarne male solo per pregiudizio!  :rolleyes:

Il precedente però non era malvagio, un po' noiosetto ma sound efficace nella sua prevedibilità. Forse una prova la faccio comunque.


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#4 Psychonaut

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Inviato 05 giugno 2024 - 13:43

 

 

 

A me, sarà che sono in fissa PJ Harvey da qualche settimana, l'album è piaciuto molto, sia quando è 'soffice' alla Mazzy Star, sia quando è sporco alla Yo La Tengo (per me un complimento).

 

Ero tentato di ascoltarlo per poterne dir male a ragion veduta, invece con queste coordinate qui mi sa che mi conviene continuare a pensarne male solo per pregiudizio!  rolleyes.gif

Il precedente però non era malvagio, un po' noiosetto ma sound efficace nella sua prevedibilità. Forse una prova la faccio comunque.

 

 

beh io amo questi artisti, niente di trascendentale, niente che faccia gridare al miracolo, ma mi è piaciuto molto, secondo me potresti tentare ;) dai  ascolta un vecchio progster :P


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#5 Psychonaut

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Inviato 05 giugno 2024 - 13:45

Veramente c'è il mondo di non post-punk là fuori, al massimo è il forum che ormai è sclerotizzato e non si riesce più a parlare di niente che non esca dall'orticello. Orticello in cui i King Hannah rientrano peraltro in pieno con il loro indie rock vecchi(ssim)o stile.

 

hai ragionissima, ma è da un bel po' che amici in carne ed ossa mi propinano post punk a manetta, i festival sono permeati di post punk a manetta e mi sono un po' rotto le palle. L'indie rock vecchissimo stile, per quanto mi riguarda, se fatto bene, non può solo che piacermi


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#6 wago

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Inviato 05 giugno 2024 - 17:07

Sto ascoltando ora, nulla di eclatante ma a tratti carino. Come il precedente, bel sound - un po' meglio di prima, direi. Parlo soprattutto dei brani con un po' di nerbo e diagonali slintiane, quelli più smorti mi sembrano difficilmente salvabili sia come suoni che come composizione e mood. Sono pure i più lunghi, mortacci loro! Tagliandoli via ne usciva un Ep apprezzabile (o anche un album breve, che di questi tempi si vedono anche Lp da 25 minuti).

Il fatto che cose così siano considerate notevoli comunque dà bene l'idea dell'ésprit de canna del gas che deve animare una parte del pubblico alternativo in questi anni. La cosa buffa è che trovo che anche con sound pienamente indie/alternative ci siano progetti più riusciti in giro, che però sono molto meno al centro dei riflettori: un esempio sono i Mansions, con una formula tra garage, power-pop ed emo (a me però ricordano un po' il primo dei Tribes); un altro i Tigercub con un piglio un poco stoner/heavy psych ma pure dei pezzi niente male in fatto di canzoni (però il loro apprezzamento potenziale è frenato dal fatto che un po' ricordino i Muse). Nei King Hannah funziona la voce femminile, che ha una sua piuttosto anodina personalità: molto più grintosa è invece Stefanie Mannaerts dei belgi Brutus, cantante e batterista. Loro potrebbero secondo me fare sfaceli presso il pubblico legato al rock alternativo, ma devono avere un promoting da noi meno efficace almeno in fatto di contatti con le riviste (dal vivo però sono passati da Milano, e spaccavano).

 

Ricollegandomi a quello che scrivevi sopra: quella che ipercelebra ogni scappato di casa postpostpunk e continua a porre al centro del mondo una piccola parte della scena alternativa è comunque una bolla, drogata peraltro dalla mancanza della percezione di esserlo (che non caratterizza allo stesso modo altri ambienti musicali più consapevoli di essere nicchie, come il metal). D'altra parte il mondo alternative da tempo ha saldato la propria unione poptimista col mainstream internazionale, che rafforza l'impressione di ammettere al suo interno tutto ma proprio tutto il musicalmente meritevole. E in realtà si tratta proprio dei due ambiti più asfittici e impermeabili all'innovazione.
Ovviamente i King Hannah non hanno alcuna colpa in tutto questo, né la ha chi legittimamente li recensisce in modo positivo perché li ha apprezzati. Al solito, gli effetti distorsivi nascono dalle comunicazioni a reti unificate, dalle sproporzioni algoritmicamente enfatizzate che rendono alcuni contenuti onnipresenti nelle bacheche social e altri (a cui le webzine starebbero in realtà cercando di dare analogo peso) pressoché invisibili, e dai bias di conferma del pubblico - che vuole pensare al pop e al rock come un territorio in cui ormai c'è pochissimo da valorizzare e sembra disposto a interessarsi solo a pochissimi nomi e stili alla volta, nonostante la pluralità dell'offerta e anzi forse proprio come reazione a essa.

 

p.s. Ma anche il disco nuovo di Ty Segall, e pure quelli subito prima: sul FB di Ondarock se lo sono filato quattro scemi (otto, per la precisione) ma ha un sound alt/granitico/stoner/Fripp che certamente piacerebbe a molti rimasti sotto anni 70/90. Però in fatto di numeri esterni se la passa meglio della gente che ho citato sopra (e pure dei King Hannah), d'altra parte è in giro da un pezzo e da N album è su Drag City.


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#7 Psychonaut

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Inviato 06 giugno 2024 - 08:16

C'è un equivoco: io non sto dicendo né che questo sia il disco del mese, né che sia qualcosa di eclatante, né che loro siano i salvatori del rock alternative/indie o come lo vogliamo/volete chiamare. Tra l'altro, Ty Segall per quanto mi riguarda l'ho filato e mi piace, nei Mansions invece non ci vedo nulla di migliore rispetto a questo disco dei King Hannah ad esempio, tanto che non ho proseguito con l'ascolto.

Siamo in un periodo in cui in un paese di orbi anche un ceco è re, e ne sono consapevole, ma ciò non significa che alcuni prodotti come questo non siano validi e fatti bene, come arrangiamento, come produzione, come canzoni stesse, nonostante non portino nulla di nuovo. E io non sono per l'innovazione fine a sé stessa.

Per quanto concerne il mio discorso sul post punk era scaturito, come dicevo, da discussioni in carne e ossa, festival a cui ho partecipato e dove praticamente era oberato di gruppi post punk che a me non dicono nulla o dicono poco; è anche un discorso di gusti, ma è innegabile che se i King Hannah godono di ottimo ufficio stampa, i gruppi post punk non scherzano tanto che coi miei amici parlavo di "psicosi post punk" tongue.png

Tornando, infine, al disco, non sono d'accordo sul discorso dei pezzi lunghi smorti, tanto che il mio preferito finora è uno dei due: non lo trovo per nulla smorto, soprattutto quando la chitarra si lascia un po' andare. La voce la trovo ricca di personalità, molto atmosferica e mi ha colpito, nonostante sia molto sopra la musica che in generale non è una cosa che amo.

Ma ero curioso di una cosa: perché leggendo i riferimenti PJ Harvey, Mazzy Star e Yo La Tengo hai storto il naso? Perché ti piacciono troppo e non si può osare ad accostarli, o esattamente per l'opposto?das.gif


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#8 wago

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Inviato 06 giugno 2024 - 10:09

Mmm mi sa che l'equivoco è tuo, non stavo accusandoti degli atteggiamenti che ho citato sopra, che invece attribuisco più che altro a diversi follower della nostra pagina Facebook (per la parte che riguarda l'illudersi che un ristretto novero di filoni e artisti al loro interno sia specchio dell'intero panorama pop meritevole di attenzione) e a settori della critica che li cavalcano (non prendendomela in questo coi singoli recensori, che giustamente penso scrivano positivamente di ciò che apprezzano).
Quando citavo le altre band, non le portavo come esempi di gruppi "obiettivamente migliori" e che quindi dovrebbero avere i riscontri che invece altri hanno, ma come elemento a favore di una visione meno restrittiva anche dell'ambito alternative: non ci sono sempre i soliti, non è vero (come qualcuno scriveva su FB ai tempi del primo album dei King Hannah) che sono ormai i soli a cui interessarsi in un universo in totale declino. Il declino c'è, ma proprio l'assenza di punte assolute dovrebbe lasciar spazio a una visione più plurale, che invece si perde concentrandosi tutti "a rete unificate" su pochissimi nomi fra cui loro. Di Mansions ecc ho scritto che a me piacciono di più, ci sta che ad altri piacciano di meno, ma appunto non vedo distanze abissali, semplicemente preferenze personali che mi spiace fatichino ad emergere nella loro pluralità.
Anche sul postpostpunk, avevo colto il tuo non far parte degli adoratori, e mi pare il mio commento non inducesse a pensare il contrario. Che ci sia sta mania e che focalizzi l'attenzione di tanti appassionati indie/alternative è vero, ovviamente: ci avevo pure dedicato un articolo piuttosto polemico l'altro anno.

Chiudo sui tre riferimenti grassettati: no, nessuno dei tre mi piace, anzi, tolti forse i Yo La Tengo che mi lasciano indifferente fan proprio parte del novero dei musicisti che mi fanno incazzare per la mia incapacità di vederci dentro alcunché di non fastidioso. Che non dubito ci sia, eh, ma che proprio a me non suscita alcuna reazione positiva.
Diciamo quindi che per farmi interessare a una band non sono il miglior biglietto da visita!


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#9 Psychonaut

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Inviato 06 giugno 2024 - 10:39

sul post punk ho beccato un tuo post sugli Yard Act che potrei aver scritto io :D concordo in toto completamente.

Comunque sì allora avevo equivocato il tuo discorso e chiedo venia. Mi spiace più che altro per gli Yo La Tengo, che considero per me fondamentali, e ultimamente con i primi dischi di PJ Harvey ho avuto un'infatuazione, però i gusti sono gusti e non si discute.

Riguardo a Big Swimmer, secondo me cresce con gli ascolti, proprio per il tipo di produzione!


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#10 Sleepyhead

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Inviato 13 giugno 2024 - 17:26

Il fatto che cose così siano considerate notevoli comunque dà bene l'idea dell'ésprit de canna del gas che deve animare una parte del pubblico alternativo in questi anni


YAWN
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"Dovete vedere noi, perché la televisione non vi fo' far crescere quando fa le sue trasmissioni, ve vo' tene boni; la televisione non ve vo' fa capire, ve vo' addormentà. Questa trasmissione discute e vi fa discutere dei vostri problemi, perché vedete - guardate che bell'abito che c'ho, ho una casa al mare - HO mi guardate o io me ne vado, ma me dovete guardà in tanti e vi dovete sentire il dovere IL DOVERE, perchè io a causa VOSTRA c'ho rimesso MILIARDI per divve aaverità."


#11 Gozer

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Inviato 13 giugno 2024 - 17:43

Ma yawn de che dai. Anzi a dirla tutta è troppo buono perché dice in sostanza che altre robe nei dintorni non gli dispiacciono e anche nei King Hannah trova qualche elemento salvabile, io invece spazzerei via tutto di quel circondario. 


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#12 Sleepyhead

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Inviato 13 giugno 2024 - 21:26

Ma secondo me vuole spazzare via tutto anche lui, però deve prima dare qualche patente d'ascolto a chi non demorde con questa solfa che è L' Indie Rock. Quindi si dai non male sti King Hannah ma vuoi vedere rispetto a questi che assomigliano ai Muse? Ah ma no i Muse come riferimento possono essere un ostacolo per entrare nelle grazie dell' indie rocker (egraziealcazzo).
Che poi sta fissa con i Muse che boh, li mette ovunque.

Il disco è bellissimo, hanno pure perso quelle indecisioni trip-hop per proseguire con ciò che meglio sanno fare riprendendo la grazia del loro primo Ep.
Spero di rivederli live quest' estate.
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"Dovete vedere noi, perché la televisione non vi fo' far crescere quando fa le sue trasmissioni, ve vo' tene boni; la televisione non ve vo' fa capire, ve vo' addormentà. Questa trasmissione discute e vi fa discutere dei vostri problemi, perché vedete - guardate che bell'abito che c'ho, ho una casa al mare - HO mi guardate o io me ne vado, ma me dovete guardà in tanti e vi dovete sentire il dovere IL DOVERE, perchè io a causa VOSTRA c'ho rimesso MILIARDI per divve aaverità."


#13 wago

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Inviato 14 giugno 2024 - 06:24

Non mi pare a dire il vero di citare i Muse a ogni pié sospinto (forse piuttosto i Mew): anche in questa discussione, ho fatto il loro nome in un caso di tre considerati, e in un altro per dire ho menzionato i Tribes che mi sembrano tutt'altro che un feticcio anti-indie. E pure il "vuoi vedere rispetto a" è una dietrologia tua (che sfrutti per accusarmi di dietrologismo...): quello che ho scritto, e ribadito nel post successivo, è che anche in ambito alternative c'è varietà ma ci si concentra su pochi nomi come se fossero i soli - ricorrendo anche, nelle discussioni social, a espressioni che sottolineano l'onorevolezza di questo presunto essere gli ultimi giapponesi nella foresta. Questo più per mancanza di esplorazione ed effetto carrozzone che per una qualche (indimostrabile) superiorità intrinseca di chi si afferma, che ovviamente e legittimamente può piacere ma anche a detta degli estimatori non rappresenta qualcosa di incredibile e capace di suscitare entusiasmo verso una percepita novità. Nel caso del post-post-punk le parole usate da fan italiani enfatizzano proprio come meritorio il sembrare cloni di questo e quello; per i King Hannah (culto molto più ristretto peraltro) i commenti si dividono invece fra dichiarazioni apodittiche ("i migliori dell'anno" e simili, senza ulteriori elaborazioni), constatazioni positive del loro suonare per ben che vada come un mix di già noto, e panegirici sulla pochezza del panorama attuale:
 

I Mazzy star che scopano con i Tindersticks e poi si fumano una Cigarette after sex...molto interessanti

 

Naturalmente si sente forte lo sguardo verso il passato, soprattutto l'alternative anni 90, ma tutto è fatto con classe.

 
Toni simili tornano anche nelle recensioni, di solito più propense dei commentatori social a individuare elementi di novità e personalità. Il lancio di Sentireascoltare per il nuovo disco comincia così:
 

“Big Swimmer” degli inglesi King Hannah è un recupero del suono statunitense anni '90.

 
E riguardo a quello prima scriveva nell'articolo:
 

diretto anche nei suoi rimandi, che servono semplicemente a intercettare uno spettro di influenze e suggestioni che ci raccontano il DNA musicale (di tutto rispetto) di una giovane band che non si offende se gli dici che ti ricorda PJ Harvey, ma che anzi ti ringrazia di cuore, perché lo prende come un complimento.

 
Insomma, non è che lo sguardo nostalgico negli ammiratori me lo stia inventando di sana pianta. Come non mi sto inventando la prospettiva apocalittico/messianica con cui anche loro sono visti: gli ultimi reduci, i soli a tenere alta la bandiera (alternative) rock in un panorama senza speranze. Qua la recensione di Impatto Sonoro:
 

Se il rock si potesse salvare, sarebbero loro, i King Hannah, i salvatori.

 
Qui invece alcuni stralci dai commenti sulla pagina Facebook di Sentireascoltare (quelli sopra erano da quella di Ondarock):
 

se il nuovo a tutti i costi è una la sempre più diffusa pappetta di pad di tastiere, ritmi urban mollicci, suonini, venticinque autori/produttori a brano e via dicendo, voglio essere reazionario. (Mi sa che sto invecchiando, ma chissenefrega)

 

Visto il panorama musicale tendente all'ignobile, direi di si [In risposta alla richiesta se fosse o meno il disco dell'anno]

 

Come se tolto il mainstream da 25 collaboratori a brano e l'alternative dei King Hannah e compagnia "reazionaria" non esistesse altro nel mondo musicale odierno.

 

Direi che mi si può rinfacciare il dente avvelenato e l'eventuale cherry picking, ma è un quadro ricco di evidenze, non mi pare campato in aria. La lettura che ne do in termini di "spirito da canna del gas" sarà magari troppo negativa, ben vengano chiavi diverse, ma mi sembra un quadro definito con cui è inevitabile confrontarsi.


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#14 Psychonaut

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Inviato 14 giugno 2024 - 08:35

Ma è ovvio, secondo me, che parlare di questo gruppo come di salvatori di questo o di quello è abbastanza assurdo. 

Il disco è fatto bene, prodotto bene, arrangiato bene, nelle parti strumentali richiamano a tutto un panorama già sentito e stra-sentito, ma lo fanno bene, e non è facile farlo bene con credibilità nel 2024 come fanno loro in questo disco. E come credibilità intendo che non è che non abbiano una loro personalità o peculiarità (non sono i Maneskin che mi copiano lo stesso riff senza soluzione di continuità, per inciso).

Ciò detto, non necessariamente bisogna issarli a chissà quale vessillo ma nemmeno demolirli; io spero di riuscire a vederli live, sono passati dalla mai regione e me li sono persi.

Come dicevi tu wago non capisco perché magari si parla al miracolo per gruppi come gli Idles, che mi piacciono, e non si dovrebbe farlo anche per questi e simili che sono un refrain di altro tipo di sonorità, molto meno in voga negli ultimi anni: per me non sono miracoli nessuno dei due das.gif


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#15 markmus

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Inviato 14 giugno 2024 - 09:38

Questo più per mancanza di esplorazione ed effetto carrozzone che per una qualche (indimostrabile) superiorità intrinseca di chi si afferma


essendo indimostrabile e' impossibile dire se sia effetto carrozzone o meno. e' cosi' da quando e' nato il rock per certi versi (eccettuata una maggiore scrematura iniziale per arrivare allo studio di registrazione), il fatto che ci sia piu' scelta non toglie che ci sono storicamente band che accentrano piu' di altre (congiunzioni fortunate a livello di promozione? capacita' di toccare tasti emotivi piu' universali? chissa').

 

e' sicuramente vero che il bacino di gente che esprime un'opinione si e' allargato e con questo e' calata la qualita' media delle argomentazioni, quelle di facebook in particolare sono notoriamente da mani nei capelli. si possono fare analisi sociologiche spannometriche sugli ascoltatori ma lasciano il tempo che trovano sul prodotto musicale ed i motivi del successo.

come fai notare tu, ci sono tante altre migliaia di dischi che pure dovrebbero toccare le stesse corde nostalgiche ma restano nell'ombra, quindi non si spiega perche' questi si e gli altri no.

gli album chitarristici hanno sempre richiamato apprezzamenti sul genere salvatore della patria, tipo negli anni 80 il boss, gli U2, waterboys, etc, non e' una novita' di questi anni. e' vero comunque che e' bello ascoltare musica non quantizzata di questi tempi, specialmente quando registrare le tracce a click ha invaso anche la maggior parte del guitar rock, non so se e' questo il caso ma potrebbe essere un fattore sottostimato nell'arrivare ad un determinato tipo di ascoltatori.

il primo dei king hannah non m'era piaciuto per niente e questo non l'ho ascoltato quindi non posso aggiungere niente in tema-topic das.gif


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#16 Psychonaut

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Inviato 14 giugno 2024 - 09:47

 

gli album chitarristici hanno sempre richiamato apprezzaenti sul genere salvatore della patria, tipo negli anni 80 il boss, gli U2, waterboys, etc. e' vero comunque che e' bello ascoltare musica non quantizzata di questi tempi, specialmente quando registrare le tracce a click ha invaso anche la maggior parte del guitar rock, non so se e' questo il caso ma potrebbe essere un fattore sottostimato.

 

 

non è registrato a click, o comunque non con l'ossessione del beat, assolutamente, e secondo me è anche registrato assieme in presa diretta, con sovra-incisioni varie, così come dovrebbe essere per il rock "alternativo" con strutture aperte, secondo me


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#17 Sleepyhead

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Inviato 14 giugno 2024 - 11:20

Aspettarsi qualche disamina approfondita su Facebook significa non aver ancora capito i social, ormai nel 2024 dovrebbe essere chiaro che in quei luoghi è persino scomodo postare commenti più elaborati, è anche una questione d'interfaccia.

Esiste pigrizia nell' ascoltatore medio verso molti altri generi, non solo l' indie rock dove un minimo di curiosità invece continua ad esserci nella sua cerchia ristretta tipica del genere, specie quando si tratta di spostarsi nel folk e nel pop (genere tutt'altro che asfittico).

Non vi spiegate il clamore verso i King Hannah in Italia? Sono sulla copertina del Buscadero. Ci potevano andare anche Kurt Vile e i War on Drugs ai tempi ma non hanno voci che spiccano come quella dei King Hannah. Non ci vanno altre voci splendide perché non hanno un chitarrista fatto di assoli vecchio stile.

I King Hannah sanno abilmente abbinare la fregola per il vecchio rock e l' orecchio debole per la bella voce, tutto qui. La gente può semplicemente fermarsi qui.
Io adoro anche la struttura dei loro brani, la loro evocatività più marcata in quest'ultimo disco grazie anche a testi più descrittivi e concentrati sull'idea del viaggio, come dei Mazzy Star più rurali.
Quindi no, di band con queste caratteristiche ne trovo poche oggigiorno, se mi sbaglio liberi di suggerirmi la qualsiasi.
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"Dovete vedere noi, perché la televisione non vi fo' far crescere quando fa le sue trasmissioni, ve vo' tene boni; la televisione non ve vo' fa capire, ve vo' addormentà. Questa trasmissione discute e vi fa discutere dei vostri problemi, perché vedete - guardate che bell'abito che c'ho, ho una casa al mare - HO mi guardate o io me ne vado, ma me dovete guardà in tanti e vi dovete sentire il dovere IL DOVERE, perchè io a causa VOSTRA c'ho rimesso MILIARDI per divve aaverità."


#18 Psychonaut

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Inviato Ieri, 09:14

più ascolto l'album, più mi piace e non lo derubricherei solo alla bella voce, gli arrangiamenti sono veramente curati, dinamiche perfette, suoni interessanti. Non è sicuramente un album sperimentale, ma non è la conditio sine qua non per un album bello e fatto bene


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