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Perfect Days (Wenders, 2024)


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8 replies to this topic

#1 piersa

    Megalo-Man

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  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 27 gennaio 2024 - 10:44

Di perfect days non dico un 3d, ma neanche un commento?
Orsù, ditemi almeno il rapporto dell'ultima comparsa col protagonista, quando giocano a schiacciarsi. Dannati acufeni, non ho capito un cazzo di quello che si sono detti.
Filmone, allo stesso tempo finzione e documentario, b/n e colori, muto e parlato, neorealista e attori.
Ma anche una descrizione dell'essere umano, prezioso e inutile, depositario e diseredato di quella che Sorrentino, un po' pomposamente, ha chiamato La grande bellezza, quella rinvenibile nell'infinitamente infimo che tiene il mondo in equilibrio, come sanno bene i culti dell'estremo Oriente, e di cui un tedesco, non il massimo dello spirito, opera rinvenimento attraverso le immagini, sia esse foto, musica, libri, piante, cessi, riti, e infine pellicola.
  • 3

#2 William Blake

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Inviato 27 gennaio 2024 - 10:51

Wenders ambienta in Giappone un film minimalista e pacificato, intriso di piccoli riti quotidiani, in cui si avverte l'influenza di Ozu e che echeggia in parte anche la prima fase della propria filmografia. Un film che intende farsi sineddoche di un Giappone forse anche idealizzato, il cui protagonista incarna la difficile arte di porsi con umiltà in relazione armoniosa con il momento in cui si esiste

 

locandina-perfectDays.jpg

 

https://www.ondacine...ys-wenders.html

 

[ho creato il thread e spostato il messaggio di piersa]


  • 4
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#3 piersa

    Megalo-Man

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  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 27 gennaio 2024 - 11:00

All'ottimo Santoli: lavarsi nei bagni pubblici (diversi dai cessi pubblici) è rituale anch'esso.
Se vi capita di andarci, ricordatevi di insaponarvi due o più volte prima di immergervi: i giapu guardano gli occidenti di mal occhio perché lo fanno solo una volta.
  • 0

#4 William Blake

    Titolista ufficiale

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Inviato 27 gennaio 2024 - 11:07

Orsù, ditemi almeno il rapporto dell'ultima comparsa col protagonista, quando giocano a schiacciarsi. Dannati acufeni, non ho capito un cazzo di quello che si sono detti.
 

 

Spoiler (?)

Spoiler


  • 1
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#5 piersa

    Megalo-Man

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  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 27 gennaio 2024 - 11:08

Grazie, mi era proprio sfuggito il rapporto, il resto, grazie alle immagini, mi era chiaro. Lei è quella che canta, giusto?
  • 0

#6 William Blake

    Titolista ufficiale

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Inviato 27 gennaio 2024 - 11:38

Grazie, mi era proprio sfuggito il rapporto, il resto, grazie alle immagini, mi era chiaro. Lei è quella che canta, giusto?



  • 0
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#7 Man-Erg

    Quando sulla riva verrai

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Inviato 06 febbraio 2024 - 14:43

Molto bello, delicato, malinconico, poetico (EHI, cosa sono queste parole!?). Anch'io - evidentemente come tanti, apprendo dalla recensione - ho pensato a Paterson, che non ricordo nitidamente, ma le sensazioni che mi aveva lasciato addosso erano quelle: una carezza rassicurante, ma per niente dozzinale e/o melensa.

Film per ristabilire l'assetto interiore, e per mettere le ansie, le manie, le cose della vita e la vita delle cose in prospettiva.


  • 1
Though we've been denied
Too much hope in our lives
Let tonight be the night
Let tonight be the night when it ends

#8 William Blake

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Inviato 06 febbraio 2024 - 17:35

Incollo quanto scrissi su fb, a caldo, dopo la visione del film. 

 

"Perfect Days" come molti grandi film nasce da circostanze fortuite: a Wenders commissionano una serie di spot sull'architettura dei bagni pubblici di Tokyo. Il regista tedesco coglie però l'occasione per realizzare un lungometraggio di finzione a Tokyo, tornando nella capitale giapponese dopo "Tokyo-ga", documentario dedicato a Ozu. Il protagonista Hirayama, nome ozuiano, ha il volto Koji Yakusho, interprete di punta degli ultimi quarant'anni di cinema giapponese, allievo di Tatsuya Nakadai e attore feticcio di Kiyoshi Kurosawa. Hirayama conduce una vita umile e tranquilla e Wenders imposta "Perfect days" sul modello offerto dal suo vecchio discepolo, Jim Jarmusch, che, superando il maestro, aveva compiuto un miracolo con il bellissimo "Paterson". Qui Wenders restituisce la ritualità dello zen al Giappone, diminuisce gli accidenti, abbassa le ambizioni e il quoziente hipster (Paterson era Adam Driver, era un poeta e la bellissima Golshifteh Farahani era la moglie). Hirayama è di età avanzata, vive solo, ha una quotidianità incardinata intorno a riti fissi e apparentemente immutabili: bagnare le piantine, lavare i bagni con la perizia di un medico, pranzare al parco, scattare una foto, lavarsi al bagno pubblico, mangiare in un ristorantino alla stazione di Asakusa, leggere un libro, sognare. Ci sono alcune divagazioni che rompono la routine ma esse vengono accettate di buon grado dal protagonista, che sorride al cielo prima di andare al lavoro e durante il tragitto ascolta la grande musica degli anni 60 e 70, come se ogni giorno iniziasse un epico road movie, il genere wendersiano per eccellenza. Di Hirayama non sappiamo niente, intuiamo che potrebbe essere un uomo colto, "un intellettuale" come dice la tenutaria di un ristorante in cui mangia nel giorno di riposo, oppure possa appartenere a una famiglia facoltosa. Hirayama sceglie la marginalità di un mondo personale e analogico che entra in connessione con il mondo degli altri, per arricchirlo o per trarne uno scampolo di bellezza. Come un saggio Hirayama si prende delle pause e guarda il gioco delle luci e delle ombre: sorride pensando sia giusto e bello. Aspetta sereno il crepuscolo - che è il crepuscolo del suo mondo, il crepuscolo del 900 - per poter sognare di catturare il "komorebi", la luce che filtra tra le fronde degli alberi, quella foto sempre uguale che ogni giorno scatta e fa sviluppare in b/n (come i sogni). Hirayama vive tra le immagini oniriche e le immagini delle sue giornate, senza giudicare ma accettando quello che accade come componenti di un unico flusso esistenziale. Il suo mondo interiore e il mondo si sfiorano. E poi è un altro giorno...


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#9 100000

    Enciclopedista

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Inviato 15 febbraio 2024 - 08:03

molto molto bello, temevo la melensata e la retorica e invece
splendide le incursioni nella quotidianità rituale, che con pochissimi accenni danno profondità alla stessa. in particolare l'incontro con la sorella (un semplice abbraccio, due parole, ma commoventi) evidenzia come la sua condizione lavorativa, e non solo, sia una scelta consapevole (a differenza dal suo collega più giovane) e questo cambia tutto
e poi quell'inquadratura finale che lascia spazio a dei sentimenti e non solo a un'accettazione spirituale imperturbabile
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