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[Pietra Miliare] Barclay James Harvest - Live (1974)


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8 replies to this topic

#1 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

    Grande eletto non anglofonista Kadosch

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Inviato 24 gennaio 2022 - 15:40

*
POPOLARE

Band un po' dimenticata (anzi, mai davvero considerata) dalla critica, che però è stata importante durante gli anni Settanta, soprattutto in Germania, dove sono diventati delle icone.

 

Ascoltate il disco se vi piacciono: il prog sinfonico, il Mellotron, le grandi melodie (ohibò, questa non sono sicuro di scriverla, non vorrei attirare Silent asd ).

 

Scherzi a parte, è uno dei grandi dischi dal vivo degli anni Settanta ed è davvero uno dei più intrisi di Mellotron che io conosca, le atmosfere sono stupende.

Il resto è tutto in pietra:

https://www.ondarock...arvest-live.htm

 

 

BJ_1642712015.jpg


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#2 maladiez

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Inviato 24 gennaio 2022 - 17:03

Di loro conosco solo Once again del 71 e mi era piaciuto, mi ero promesso di approfondirli ma poi non ci sono più tornato, darò un ascolto a questo live :)
  • 1

"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#3 Владимир Гозерин

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    Grande eletto non anglofonista Kadosch

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Inviato 24 gennaio 2022 - 17:56

Quello lì è il loro album in studio che vanta il culto maggiore fra gli appassionati, almeno nel mondo anglofono, probabilmente per la presenza di "Mockingbird" che è uno dei pezzi di culto del prog. 

 

In Germania invece il loro album è senza dubbio "Gone to Earth" del 1977, che rimase in classifica per la bellezza di tre anni e mezzo. 

Contiene due brani di grande successo quali "Hymn", una ballata acustica alla Yes, e "Poor Man's Moody Blues", in cui sfottono la maniera in cui venivano definiti dagli addetti ai lavori in GB. Il pezzo peraltro è una manipolazione di "Nights in White Satin", hanno spostato qualche nota ma proprio il minimo necessario per non essere accusati di plagio, il che rende il tutto ancora più divertente. :D


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#4 xtc

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    Gianfranco Marmoro

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Inviato 24 gennaio 2022 - 17:57

ho tutti i loro album fino a XII


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#5 wago

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Inviato 24 gennaio 2022 - 18:01

Ammetto che in versione live mi mancano, anche se li stavo recuperando (a pezzetti) proprio in questi giorni per ragioni che Gozzy può immaginare. Negli album di studio mi annoiano un poco, tranne appunto "Gone to Earth" che secondo me ha un piglio pop magari un po' leggerino ma decisamente godibile. So che "Hymn" e "Poor Man's Moody Blues" sono i pezzi da novanta ma il mio brano del <3 è "Friend of Mine", contagiosissima con quel riffettino memorabile.


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#6 The Careless Whisper

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Inviato 24 gennaio 2022 - 18:54

Grande band, sorta di Pooh inglesi...la pietra l'avrei data a "Everyone is everybody else", a mio parere il loro migliore.


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#7 Владимир Гозерин

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Inviato 24 gennaio 2022 - 21:19

Questo live contiene cinque brani da quello, ma più belli rispetto alle versioni in studio (più Mellotron = più belli). 


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#8 wago

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Inviato 27 gennaio 2022 - 15:20

Sentito e risentito, gran bell'album, in territorio pienamente prog direi il loro migliore fra quelli che ho ascoltato.

È buffo che il suo più evidente limite sia in fin dei conti anche il vero punto di forza che lo fa svettare sul resto della produzione: il sound praticamente lo-fi, coi bassi pressoché inesistenti e un'equalizzazione del tutto balenga, che dà una resa decisamente più ruvida rispetto alle cose in studio, che avevo sempre trovato un po' mollacchie. La chitarra e il Mellotron (sovrainciso) risultano altissimi nel mix, e così anche le sporadiche incursioni di uno strumento atipico, un pianoforte elettrificato Lawrence che non pensavo davvero figurasse nell'armamentario live di qualche band. Peraltro anche il Mellotron, giustamente segnalato nella pietra come protagonista del disco, compare in un modello particolare, perché i BJH erano tra i pochissimi a utilizzare l'M300, l'unico esistito a non presentare il suono d'archi "3 violins" preso a prestito dal Chamberlin, ma a proporne uno (anzi due) proprio. Solitamente poco apprezzato, ha una "voce" che è considerata più esile e squillante di quella classica. Sullo squillante mi ci ritrovo, "esile" non pare proprio esserlo ma suppongo sia perché è stato sovrapposto in studio con più registri diversi (dove il registro d'archi resta da solo, invece, un po' si nota).


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#9 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

    Grande eletto non anglofonista Kadosch

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Inviato 27 gennaio 2022 - 18:29

Sì, il suono delle chitarre è chiave nel renderlo un gran disco, nettamente superiore alle versioni in studio, più acuminato e al contempo meglio amalgamato, in particolare rispetto ai brani da "Everyone Is Everybody Else", in cui Bain pasticciò un po' con la produzione.


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