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Drive My Car (Hamaguchi, 2021)


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6 replies to this topic

#1 William Blake

William Blake

    Titolista ufficiale

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Inviato 02 ottobre 2021 - 08:07

Giunto all'opera numero dieci, Hamaguchi trae da un racconto di Murakami la summa del proprio percorso artistico. Vertice del suo cinema e della sua poetica, "Drive My Car" salda la teoria e la prassi della propria ricerca sulla comunicazione e le relazioni umane nello sciame dell'ipermoderno 

 

drive-my-car-locandina_.jpg

 

La recensione: http://www.ondacinem...ive-my-car.html


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#2 Sandor Krasna

Sandor Krasna

    Roadie

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Inviato 02 ottobre 2021 - 08:30

Grazie che hai aperto il thread, anche io volevo parlarne. Ho visto solo due film, questo e Wheel of Fortune and Fantasy, ma posso dire che lo ammiro tantissimo, addirittura lo preferisco già a Koreeda come regista giapponese contemporaneo. A differenza del suo senpai (direbbero in Giappone) lascia parlare molto di più le sue influenze europee, la nouvelle vague: in Drive My Car ho notato che c'è molto Rivette (L'Amour fou) mentre nell'altro c'è tantissimo Rohmer. Tutto amalgamato in maniera squisita con Ozu ovviamente (gli sguardi in macchina dritti sono al 100% Ozu). Non vedo l'ora di spararmi gli altri, Asako e Happy Hour particolarmente (la cui lunghezza sembra confermare la profonda influenza rivettiana).

Poi vabbè in questo c'è da dire che c'è lo zampino di un altro genio (Murakami), che sì scriverà sempre la stessa storia più o meno però cavolo che eleganza.

Poi in realtà a me è piaciuto più Wheel of Fortune etc. ma semplicemente per mia inclinazione (il mio avatar è eloquente desumo).

Anzi mo che ci penso mi sa che va oltre l'influenza: secondo me sono proprio veri e propri omaggi a Rivette e Rohmer.
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#3 William Blake

William Blake

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Inviato 04 ottobre 2021 - 16:56

Grazie che hai aperto il thread, anche io volevo parlarne. Ho visto solo due film, questo e Wheel of Fortune and Fantasy, ma posso dire che lo ammiro tantissimo, addirittura lo preferisco già a Koreeda come regista giapponese contemporaneo. A differenza del suo senpai (direbbero in Giappone) lascia parlare molto di più le sue influenze europee, la nouvelle vague: in Drive My Car ho notato che c'è molto Rivette (L'Amour fou) mentre nell'altro c'è tantissimo Rohmer. Tutto amalgamato in maniera squisita con Ozu ovviamente (gli sguardi in macchina dritti sono al 100% Ozu). Non vedo l'ora di spararmi gli altri, Asako e Happy Hour particolarmente (la cui lunghezza sembra confermare la profonda influenza rivettiana).

Poi vabbè in questo c'è da dire che c'è lo zampino di un altro genio (Murakami), che sì scriverà sempre la stessa storia più o meno però cavolo che eleganza.

Poi in realtà a me è piaciuto più Wheel of Fortune etc. ma semplicemente per mia inclinazione (il mio avatar è eloquente desumo).

Anzi mo che ci penso mi sa che va oltre l'influenza: secondo me sono proprio veri e propri omaggi a Rivette e Rohmer.

 

Non conoscono abbastanza Rivette per porre un paragone, ma sicuramente "Il gioco del destino e della fantasia" è un film rohmeriano benché a mio avviso filtrato attraverso Hong Sang-soo (presente in parte anche in "Happy Hour"). "Happy Hour" è invece il suo più cassavetesiano, una sorta di "Wives" contrapposto agli "Husbands" del maestro americano, ma mi pare che in quest'ultimo si sia svincolato da qualsiasi riferimento assumendo la forma del maestro contemporaneo.

 

ps: "Asako I & II" mi ha convinto poco, ma è stato un passo obbligato sul piano produttivo. Dal punto di vista della messa in scena, lì si vede pienamente un'altra sua influenza (che emerge molto in sottotraccia in altri film), ossia Kiyoshi Kurosawa (che è stato suo docente).


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#4 Sandor Krasna

Sandor Krasna

    Roadie

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Inviato 04 ottobre 2021 - 18:07

Interessante, io invece conosco poco Hong Sang-soo, approfondirò, grazie per l'input.

Allora c'è da dire che L'amour fou l'avrò visto una dozzina di anni fa se non di più (peraltro in copia scadente, mi pare un VHSrip, l'unica esistente probabilmente - speriamo che ci pensi Criterion), quindi ho ricordi un po' sbiaditi, però mi sembra che a livello di sostanza Hamaguchi si sia molto ispirato al maestro francese: un regista che vuole mettere in scena un classico della drammaturgia (in quel caso Racine), il rapporto che si crea fra questo e gli attori/attrici e tra gli attori stessi, il rapporto tra vita e teatro. Anche a livello formale come dicevo già la lunghezza di Happy Hour sembra confermare l'eredità rivettiana, la dilatazione del tempo diegetico per far sì che emergano i dettagli di cui sopra, che poi sono precisi topoi rivettiani appunto (anche in Paris Nous Appartient e il mastodontico Out 1, che non ho visto). Addirittura mi pare una scena, quella in cui fanno le prove all'esterno d'autunno sia proprio una citazione/omaggio, ma ripeto ho ricordi sbiaditi e vorrei rivederlo anche io.
Poi chiaro che sicuramente non puoi fare nouvelle vague para para come se fossimo negli anni '60, infatti è bello quando si mischiano tante influenze come in questo caso, tra la leggerezza francese e un ordine sì potremmo dire pure ozuesco, in più l'impronta murakamiana.

Insomma entrambi i film mi hanno folgorato, attendo con trepidazione di gustarmi Happy Hour non appena ho 5 ore libere.
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#5 maun

maun

    pivello

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Inviato 27 ottobre 2021 - 14:15

meh solo a me e' sembrato troppol lungo???


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#6 Greed

Greed

    round control to major troll

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Inviato 06 novembre 2021 - 18:28

Non che ne guardi molti; ma è da molto che non vedo un film al cinema che mi piaccia così tanto lasciandomi pure appagato dal punto di vista estetico, del ritmo, delle immagini. Appagato e un po' turbato.


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#7 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 28 marzo 2022 - 22:42

I giapponesi hanno un serissimo problema con la parola.
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