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Adelphi (Per Roberto Calasso)


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#1 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 23 agosto 2021 - 00:08

Purtroppo Roberto Calasso ci ha lasciati in un mare di mediocrità anche se Adelphi continua a pubblicare.

 

ADELPHI è ancora adesso il punto di riferimento italiano e forse europeo per chi cerca una cultura nel pieno e affermativo senso di questo termine.

 

ADELPHI ha pubblicato delle collane straordinarie, delle vere e proprie esegesi di autori che spaziano dalla letteratura fortemente problematica e irrazionale di BURROUGHS dalla cognizione del dolore di GADDA, fino ad arrivare a proprie sfide vertiginose estendendosi alle neuroscienze (capolavori di DAMASIO per fare un solo esempio) e alla critica musicale come stile estetico che vuole riportare a galla archeologicamente terre perdute dello Spirito: BORTOLOTTO.

 

Non tutto è oro? Oddio credo che la Estetica di Croce e l'opera completa di NABOKOV siano di capitale importanza per rendere l'Italia un paese culturalmente sviluppato. Che cosa posso dire del pluralismo di Roberto Calasso? non è da tutti pubblicare Carl SCHMITT e tutto HEIDEGGER e allo stesso tempo, nella collana dei casi, dare spazio e confermare la conferma del pensiero ebraico: SCHOLEM su tutti.

 

Esiste una collana che io ho definito come quella delle opportunità, come l'atto signorile per eccellenza concesso da una mente nobilissima ma allo stesso tempo non aristocratica. Credo che Anamorfosi di BALTRUSAITIS o l'immane capolavoro di BRETON che è l'arte magica siano delle gemme immani, come le confessioni di Billy WILDER o la fascinazione per il male di un genio come ANGER (Hollywood Babilonia..) passando per i pensieri verticali di FELDMAN o lo svelamento del più grande oltre genio del Novecento, mi riferisco a FLORENSKIJ (lo spazio e il tempo nell'arte come prodotto di un dono divino).

 

ADELPHI è stata ed è ancora la dimora di pensatori italiani del calibro di SEVERINO, SGALAMBRO, CACCIARI, QUINZIO.. fino ad arrivare ai sommi come HEIDEGGER, SCHMITT, CIORAN (i quaderni come testimonianza di un martirio squisitamente filosofico in quanto esistenza) e se mi permettete ARTAUD e KLOSSOWSKI, fino ad arrivare al grande mistero della mente di NIETZSCHE.

 

Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate di questa casa editrice e soprattutto i libri che preferite, niente classifiche per carità divina, ma una partecipazione descrittiva a un fenomeno immenso che ha marchiato profondamente la cultura italiana per almeno quarant'anni. 

 

La prosa sensuale di Croce è il momento più alto della storia moderna della letteratura italiana (si letteratura) come leggere Landolfi è pura sensazione, momenti in cui la letteratura italiana si fa continentale, per tacere di Gadda e del miglior Arbasino a cui deve tutto Carmelo Bene solo per fare un esempio (leggete o rileggete Fratelli d'Italia e poi ripensare a Nostra Signora dei Turchi romanzo non pellicola cinematografica).

 

Che cosa non ti piace dell'ADELPHI? l'accademismo psicotico di Cacciari che rimane comunque un magnete, un genio come dimostra l'ultimo lavoro su WEBER.

 

Secondo voi che autore manca per rendere perfetta o quasi questa casa editrice? ovviamente HUSSERL per quanto mi riguarda e SCHELER.. MACH e MUSIL.

 

Ma non dobbiamo pensare sempre al passato, il pensiero analitico statunitense, la tecnologia da controllo a nume tutelare dell'infallibilità della nuova economia globale, sono sfide talmente grandi che dobbiamo proiettare nel futuro la consapevolezza, il comprendersi e il comprendere ermeneutico come sfida al Potere e alla omogeneizzazione. 

 

Pensare la differenza senza ripetizione, questo potrebbe essere il fucile adatto per iniziare una rivoluzione pacifica, che parte da un bagno catartico a una immaginazione cosmica senza potere: eclettismo e barocco insomma, filtrati comunque da una preoccupazione fondazionale che fa parte del nostro humus culturale, ineliminabile.

 

 


  • 7

„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#2 Mr. Atomic

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Inviato 23 agosto 2021 - 11:23

Grande Simon! Tra le mie collane preferite ci stanno l'oceano delle storie la collana dei casi, oltre il ramo d'oro specializzato in Antropologia/mitologie che porta avanti il discorso di Frazer. Da poveraccio poi sono un grande estimatore de Gli Adelphi, recentemente mi hanno anche spiegato che trattasi di una collana con legittimazione economica, cioè si viene trasformato in Gli se il romanzo/ saggio ottiene il successo commerciale con la prima uscita. 

 

Chi manca? sicurmente Musil, ma poi del resto occorrebbe conoscere molto bene le singole scene nazionali. Sugli ungheresi regna la Bompiani, attentissima, ma con delle copertine inguardabili

 

Sempre riguardo le copertine, l'unica critica che mi sento di fare alla casa editrice Adelphi é quella di aver trasformato questo 

 

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ad oggi introvabile, in questa schifezza 

 

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  • 2

#3 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 23 agosto 2021 - 11:39

Grande Simon! Tra le mie collane preferite ci stanno l'oceano delle storie la collana dei casi, oltre il ramo d'oro specializzato in Antropologia/mitologie che porta avanti il discorso di Frazer. Da poveraccio poi sono un grande estimatore de Gli Adelphi, recentemente mi hanno anche spiegato che trattasi di una collana con legittimazione economica, cioè si viene trasformato in Gli se il romanzo/ saggio ottiene il successo commerciale con la prima uscita. 

 

Chi manca? sicurmente Musil, ma poi del resto occorrebbe conoscere molto bene le singole scene nazionali. Sugli ungheresi regna la Bompiani, attentissima, ma con delle copertine inguardabili

 

Sempre riguardo le copertine, l'unica critica che mi sento di fare alla casa editrice Adelphi é quella di aver trasformato questo 

 

ad95c1424691c5543a033cb98f40970c_w_h_mw6

 

ad oggi introvabile, in questa schifezza 

 

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Hai perfettamente ragione.. il ramo d'oro è essenziale, ma tra i tanti che non ho citato sicuramente FUMAROLI è un altro mio grande amore (tra mille virgolette).. se i libri sulla retorica non sono il mio pane quotidiano, sicuramente La Scuola del Silenzio (sul barocco in tutte le sue espressioni) è uno dei libri più preziosi che ho nella mia collezione.

 

Il ramo d'oro.. ovviamente non li ho tutti, ma oltre a quelli che ho già citato, mi sono dimenticato della Storia Notturna di Carlo Ginzburg, truculento spaventoso e affascinante allo stesso tempo, tra l'altro mi sono dimenticato di PRAZ.. insomma è una casa editrice non voglio dire perfetta (ci mancherebbe altro) ma sicuramente fondamentale per approfondire qualsiasi tipo di tematica umana: appunto dall'antropologia filosofica a ROSEN uno dei libri più belli dell'intero catalogo che descrive il Romanticismo Musicale in maniera talmente poetica, pur soffermandosi ampiamente sul lato compositivo sul campo (ovvero le composizioni spiegate attraverso gli spartiti stessi, vera ermeneutica dunque). WIND (altra dimenticanza spaventosa) sulla storia dell'arte e GIRARD (antropologia filosofica) sul capro espiatorio sono capolavori confermati dal resto dell'umanità.

 

Visto che ho aperto una sezione dedicata all'Adelphi e considerandomi rispettoso nei confronti di Calasso e di BOBI non posso permettermi di "mandarti in paradiso" linkandoti un sito.. ehm ma è una mancanza di rispetto.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#4 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

    Grande eletto non anglofonista Kadosch

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Inviato 23 agosto 2021 - 11:54

Io ce l'ho "Lo Hobbit" con quella copertina, Tana. Quanto sei disposto a sganciare? asd
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RYM ___ i contenuti

"SOVIET SAM" un blog billizzimo

#5 Greed

Greed

    round control to major troll

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Inviato 23 agosto 2021 - 12:59

Era già stato detto che avevano guastato la sobrietà delle copertine, in quella collana. Di quegli Hobbit ne avevo addirittura due, di cui uno regalato qualche mese fa a una ragazzina a cui piace il fantasy... (ot: Gran voglia di rileggermi tutto Il signore degli anelli)

 

Ma cosa si potrebbe dire di una casa editrice che stampa l'opera omnia di LANDOLFI, stampa i Vangeli gnostici e le traduzioni dall'ebraico di CERONETTI, ripropone la Storia vera di LUCIANO DI SAMOSTATA insieme alla Bhagavadgita, al Tain Bo Cuailnge e alle inchieste iperletterarie di LEONARDO SCIASCIA?


  • 5

#6 simon

simon

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Inviato 23 agosto 2021 - 13:24

Era già stato detto che avevano guastato la sobrietà delle copertine, in quella collana. Di quegli Hobbit ne avevo addirittura due, di cui uno regalato qualche mese fa a una ragazzina a cui piace il fantasy... (ot: Gran voglia di rileggermi tutto Il signore degli anelli)

 

Ma cosa si potrebbe dire di una casa editrice che stampa l'opera omnia di LANDOLFI, stampa i Vangeli gnostici e le traduzioni dall'ebraico di CERONETTI, ripropone la Storia vera di LUCIANO DI SAMOSTATA insieme alla Bhagavadgita, al Tain Bo Cuailnge e alle inchieste iperletterarie di LEONARDO SCIASCIA?

 

 

Che ha pubblicato anche questo..

 

3JIr9A.jpg

 

Si potrebbe parlare di elitarismo, ma non concorderei.. è cultura, altissima cultura che muove lo spirito e dunque il mondo. Giordano Bruno è forse l'anima, il simbolo della illuminazione e della sete di sapere più che universale di questa casa editrice che fra tre giorni fa uscire Karl Marx di BERLIN..


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#7 Greed

Greed

    round control to major troll

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Inviato 23 agosto 2021 - 13:31

Sto aspettando proprio un volume dei Classici Adelphi (Stendhal) che ho acquistato per il gusto di sfogliarne uno.


  • 1

#8 unterwelt

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Inviato 23 agosto 2021 - 18:22

Casa editrice immensa, massima espressione dell'editoria italiana insieme a Einaudi, per me.

 

Tra gli autori Adelphi che preferisco sicuramente ci sono Borges, Bolaño, Chandler, Dürrenmatt, Gadda (come noterete sono votato alla narrativa), ma ho nel cuore anche altri titoli.

 

Oltre al catalogo, voglio sottolineare anche quanto stupenda sia la veste grafica delle collane non economiche (quelle economiche purtroppo non hanno la medesima attrattiva per me).

Libri belli da toccare, impaginati bene, semplici nel loro gusto classico ma eterni. Per me prendere in mano un libro in Biblioteca Adelphi, in Fabula o in Piccola Biblioteca Adelphi è una gioia e avrei sempre voglia di comprarli.

Il loro Baskerville grezzo, i loro margini larghi, Adelphi è probabilmente unica anche nei suoi difetti.


  • 1

#9 Mr. Atomic

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Inviato 23 agosto 2021 - 18:36

Personalmente non mi dispiace neanche la grafica che si usa per le edizioni economiche, tendono un po' ad appicicarsi ma hanno indubbiamente il loro fascino. Alcune copertine so proprio brutte, ma altre fortunatamente sono storiche quanto se non di più le uscite con le prime collane.

 

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Goz quanto vuoi per il grifone? 


  • 0

#10 simon

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Inviato 23 agosto 2021 - 19:12

Casa editrice immensa, massima espressione dell'editoria italiana insieme a Einaudi, per me.

 

 

 

Oltre al catalogo, voglio sottolineare anche quanto stupenda sia la veste grafica delle collane non economiche (quelle economiche purtroppo non hanno la medesima attrattiva per me).

Libri belli da toccare, impaginati bene, semplici nel loro gusto classico ma eterni. Per me prendere in mano un libro in Biblioteca Adelphi, in Fabula o in Piccola Biblioteca Adelphi è una gioia e avrei sempre voglia di comprarli.

 

 

La veste grafica è impareggiabile, le edizioni non economiche secondo il mio parere sono il vero punto di forza e resistenza (contro la pirateria informatica) per continuare a vivere in un mondo in continuo cambiamento: esamina l'edizione e-book che si trova gratuitamente in rete di Hollywood Babilonia e prendi in mano l'edizione originale della Adelphi, non è feticismo, ma è la grande tradizione che si rinnova, quella dell'uomo con il libro cartaceo e in questo caso super illustrato. Le foto sono sempre nitide, nessun tipo di caduta di tono.

 

La stessa cosa vale per le opere di Benedetto Croce, ne ho due: la storia del barocco e l'Estetica, per non parlare di Flaiano. La qualità secondo il mio punto di vista è superiore ai Meridiani Mondadori. 


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#11 unterwelt

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Inviato 23 agosto 2021 - 19:12

Personalmente non mi dispiace neanche la grafica che si usa per le edizioni economiche, tendono un po' ad appicicarsi ma hanno indubbiamente il loro fascino.

 

Quello è infatti il problema principale. La copertina tende a deformarsi e ad appiccicare un po'. Gli interni sono praticamente identici, carta peggiore ma niente di eccessivamente brutto. Il problema per me sono le cover, che non rendono molto bene né visivamente né a livello tattile.

Rispetto agli altri editori sulla fascia economica per me c'è molto di meglio.

Il contenuto è tutt'altro argomento poi, ovviamente.

 

 La qualità secondo il mio punto di vista è superiore ai Meridiani Mondadori. 

 

Anche secondo me, e sicuramente li preferisco ai Meridiani anche esteticamente. Però li considero anche prodotti molto diversi.


  • 1

#12 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 23 agosto 2021 - 20:11

 

Personalmente non mi dispiace neanche la grafica che si usa per le edizioni economiche, tendono un po' ad appicicarsi ma hanno indubbiamente il loro fascino.

 

Quello è infatti il problema principale. La copertina tende a deformarsi e ad appiccicare un po'. Gli interni sono praticamente identici, carta peggiore ma niente di eccessivamente brutto. Il problema per me sono le cover, che non rendono molto bene né visivamente né a livello tattile.

Rispetto agli altri editori sulla fascia economica per me c'è molto di meglio.

Il contenuto è tutt'altro argomento poi, ovviamente.

 

 La qualità secondo il mio punto di vista è superiore ai Meridiani Mondadori. 

 

Anche secondo me, e sicuramente li preferisco ai Meridiani anche esteticamente. Però li considero anche prodotti molto diversi.

 

 

mi riferivo ovviamente alle opere scelte di Flaiano e di Croce e l'opera completa di Nabokov..


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#13 ravel

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Inviato 24 agosto 2021 - 19:39


Secondo voi che autore manca per rendere perfetta o quasi questa casa editrice? ovviamente HUSSERL per quanto mi riguarda e SCHELER.. MACH e MUSIL.

 

Ma non dobbiamo pensare sempre al passato, il pensiero analitico statunitense, la tecnologia da controllo a nume tutelare dell'infallibilità della nuova economia globale, sono sfide talmente grandi che dobbiamo proiettare nel futuro la consapevolezza, il comprendersi e il comprendere ermeneutico come sfida al Potere e alla omogeneizzazione.

 

Difficile non concordare con il Magister Tergestinus... :)

 

L'Adelphi nasce, simbolicamente (ma non solo) con la decisione (storica) di pubblicare l'edizione critica di Nietzsche (rifiutata da Einaudi).
Mi piace ricordarlo (a mia volta simbolicamente).

 

La figura di Calasso ha però finito per oscurare (e fare colpevolmente dimenticare) i meriti di due altri fondamentali operatori culturali (ed editoriali) come Luciano Foà e - un altro triestino... - Bobi Bazlen.


  • 1

«Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili».
(k. jaspers)

 

Moriremotuttista


#14 simon

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Inviato 24 agosto 2021 - 20:42

 


Secondo voi che autore manca per rendere perfetta o quasi questa casa editrice? ovviamente HUSSERL per quanto mi riguarda e SCHELER.. MACH e MUSIL.

 

Ma non dobbiamo pensare sempre al passato, il pensiero analitico statunitense, la tecnologia da controllo a nume tutelare dell'infallibilità della nuova economia globale, sono sfide talmente grandi che dobbiamo proiettare nel futuro la consapevolezza, il comprendersi e il comprendere ermeneutico come sfida al Potere e alla omogeneizzazione.

 

Difficile non concordare con il Magister Tergestinus... :)

 

L'Adelphi nasce, simbolicamente (ma non solo) con la decisione (storica) di pubblicare l'edizione critica di Nietzsche (rifiutata da Einaudi).
Mi piace ricordarlo (a mia volta simbolicamente).

 

La figura di Calasso ha però finito per oscurare (e fare colpevolmente dimenticare) i meriti di due altri fondamentali operatori culturali (ed editoriali) come Luciano Foà e - un altro triestino... - Bobi Bazlen.

 

 

Grande :)


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#15 simon

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Inviato 28 agosto 2021 - 17:15

Non riesco a capire che cosa vogliono questi simpaticissimi sabotatori: stiamo parlando di cultura, di elevazione spirituale e questa pseudo articolazione pesca nell'orrido.

 

Esistono sicuramente anche dei difetti, in questa lungimirante e preziosissima casa editrice? certamente.

 

1) Pochissimo spazio donato al cinema.

 

2) Una ossessione compulsiva per Simenon 

 

3) Le edizioni minori, quasi sempre, fanno rimpiangere gli originali. Il Nietzsche di Heidegger è mostruoso nella sua versione originale, nemmeno mi azzardo a nominare lo squallore della nuova edizione, del Kaputt di Malaparte è meglio voltare lo sguardo da un'altra parte.

 

4) Lo snobismo squallido di una operina fotografica e collezione di memorie di "tale" Marella Agnelli.

 

5) Giordano Bruno è stato uno dei più grandi geni filosofici di sempre, il nolano è stato rivalutato nella sua immane complessità persino da Hegel (le opere lulliane). La testimonianza di Bruno, graficamente-esteticamente è fuori catalogo e vista la preziosità di tale volume (culturale e.. monetaria) non vedo come possa essere ristampato. La firma di una persona così grande è fondamentale.

 

6) Landolfi andrebbe collocato definitivamente nella sezione "La Nave Argo".


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#16 ravel

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Inviato 29 agosto 2021 - 10:58

Inutile girarci attorno: Adelphi ha messo in circolazione nella cultura italiana una serie di autori e di tematiche che ne erano state esclusi per una serie di motivi che erano - diciamo così - extraculturali, cioè politici (in questo caso direi proprio "politici" più che "ideologici").

 

Motivi che, al tempo di mia gioventù (lontano...  <_< ) consideravo assurdi e quindi sbagliati, oggi - purtroppo - cominciano ad apparirmi meno assurdi o quantomeno assai più comprensibili, ma questo è un altro discorso...

 

Resta il fatto che finalmente si sono potuti leggere autori e opere ritenuti "pericolosi", con un indiscutibile beneficio per la qualità della nostra vita culturale.
Questo ad Adelphi non si può negare, anche se ha sdoganato (o comunque reso accessibile) anche tutta una serie di autori e opere perdibili (inevitabilmente?).

 

Per chi volesse cercare di capire qualcosa in maniera più diretta sul "clima" cui accennavo sopra (e che resta in fondo la ragione storica, nel senso hegeliano del termine, della nascita della casa di cui stiamo parlando) si legga lo scambio epistolare fra Pavese e De Martino (co-curatori di una collana Einaudi che nell'immediato dopoguerra voleva - limitatamente a etnologia, religione, psicologia - cominciare proprio quel lavoro che ho descritto sopra e che in realtà hanno finito per fare Adelphi e altri, la mitica "collana viola") in cui Pavese propone la pubblicazione lavori di autori politicamente inqualificabili (filonazisti e antisemiti, come Eliade, e in genere "irrazionalisti", come erano chiamati allora) e De Martino cerca di stopparglieli.


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#17 simon

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Inviato 29 agosto 2021 - 12:38

Inutile girarci attorno: Adelphi ha messo in circolazione nella cultura italiana una serie di autori e di tematiche che ne erano state esclusi per una serie di motivi che erano - diciamo così - extraculturali, cioè politici (in questo caso direi proprio "politici" più che "ideologici").

 

Motivi che, al tempo di mia gioventù (lontano...  <_< ) consideravo assurdi e quindi sbagliati, oggi - purtroppo - cominciano ad apparirmi meno assurdi o quantomeno assai più comprensibili, ma questo è un altro discorso...

 

Resta il fatto che finalmente si sono potuti leggere autori e opere ritenuti "pericolosi", con un indiscutibile beneficio per la qualità della nostra vita culturale.
Questo ad Adelphi non si può negare, anche se ha sdoganato (o comunque reso accessibile) anche tutta una serie di autori e opere perdibili (inevitabilmente?).

 

Per chi volesse cercare di capire qualcosa in maniera più diretta sul "clima" cui accennavo sopra (e che resta in fondo la ragione storica, nel senso hegeliano del termine, della nascita della casa di cui stiamo parlando) si legga lo scambio epistolare fra Pavese e De Martino (co-curatori di una collana Einaudi che nell'immediato dopoguerra voleva - limitatamente a etnologia, religione, psicologia - cominciare proprio quel lavoro che ho descritto sopra e che in realtà hanno finito per fare Adelphi e altri, la mitica "collana viola") in cui Pavese propone la pubblicazione lavori di autori politicamente inqualificabili (filonazisti e antisemiti, come Eliade, e in genere "irrazionalisti", come erano chiamati allora) e De Martino cerca di stopparglieli.

 

 

Grazie infinite per il tuo intervento illuminante a dir poco.. sinceramente mi è difficile aggiungere qualche cosa. Forse una si.. penso a CARL SCHMITT e specificatamente alla raccolta di saggi uscita ovviamente per l'Adelphi: "STATO, GRANDE SPAZIO, NOMOS". Il giurista non solo è stato rivalutato ampiamente dalla cultura filosofica italiana, ma proprio in questa raccolta di saggi è il massimo profeta dell'Apocalisse dei nostri giorni.. 

 

Per quanto riguarda il pluralismo di Calasso mi permetto di ritornare sul giurista germanico: qualche mese fa hanno dato alle stampe questo libro che è il segno di una possibile conciliazione, una positività dopo secoli di lutto.

 

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Adelphi secondo secondo la mia personale opinione ha risolto la questione "politica" fine a se stessa, percorrendone tutte le fenomenologia, per oltrepassarle attraverso la gioia dell'Estetica (per Roberto Calasso).


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#18 Mr. Atomic

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Inviato 29 agosto 2021 - 12:40

 

2) Una ossessione compulsiva per Simenon 

 

3) Le edizioni minori, quasi sempre, fanno rimpiangere gli originali. Il Nietzsche di Heidegger è mostruoso nella sua versione originale, nemmeno mi azzardo a nominare lo squallore della nuova edizione, del Kaputt di Malaparte è meglio voltare lo sguardo da un'altra parte.

 

 

Per Simenon semplicemente si saranno imposti di pubblicare tutto, il che è un "best for business" per loro ma anche un buon per noi, dato che i Maigret vendono sempre bene e che cosi noi (italiani) abbiamo potuto conoscere anche il Simenon extra-Maigret, che non è per nulla scontato (in Ungheria per esempio Simenon = Maigret) e che merita sicuramente molto. Adelphi nel corso della sua storia ha fatto secondo me diverse scelte "cassa-oriented" ma non direi che questo vale anche per Simenon, poi ovvio, una volta che un determinato autore inizia vendere molto ahinoi pubblicheranno anche le opere minori (es: Kundera, Joseph Roth, Ortese, Maugham, ecc). 

 

Riguardo le edizioni economiche, se riferite esclusivamente alle copertine son d'accordo, ma li uno può pur sempre optare per strappare semplicemente la copertina, scelta che io per esempio faccio molto spesso con i vari classici della Feltrinelli, poi ci disegno qualcosa sopra io.  


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#19 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 29 agosto 2021 - 14:38

 

 

2) Una ossessione compulsiva per Simenon 

 

3) Le edizioni minori, quasi sempre, fanno rimpiangere gli originali. Il Nietzsche di Heidegger è mostruoso nella sua versione originale, nemmeno mi azzardo a nominare lo squallore della nuova edizione, del Kaputt di Malaparte è meglio voltare lo sguardo da un'altra parte.

 

 

Per Simenon semplicemente si saranno imposti di pubblicare tutto, il che è un "best for business" per loro ma anche un buon per noi, dato che i Maigret vendono sempre bene e che cosi noi (italiani) abbiamo potuto conoscere anche il Simenon extra-Maigret, che non è per nulla scontato (in Ungheria per esempio Simenon = Maigret) e che merita sicuramente molto. Adelphi nel corso della sua storia ha fatto secondo me diverse scelte "cassa-oriented" ma non direi che questo vale anche per Simenon, poi ovvio, una volta che un determinato autore inizia vendere molto ahinoi pubblicheranno anche le opere minori (es: Kundera, Joseph Roth, Ortese, Maugham, ecc). 

 

Riguardo le edizioni economiche, se riferite esclusivamente alle copertine son d'accordo, ma li uno può pur sempre optare per strappare semplicemente la copertina, scelta che io per esempio faccio molto spesso con i vari classici della Feltrinelli, poi ci disegno qualcosa sopra io.  

 

 

 

Accetto con grande simpatia quello che tu scrivi su Simenon.. ma è proprio questo il valore del forum: ampliare le proprie vedute e le proprie conoscenze attraverso il dono degli altri (e non scherzo manco per nulla).

 

Per quanto riguarda il secondo punto è una questione soggettiva: il mio è puro feticismo. Dopo anni di stenti, ho la possibilità di comprarmi tantissimi libri e.. mi vendico (tra mille virgolette) di un periodo storico della mia vita personale dove fui costretto a vendere in Ghetto a Trieste la mia intera collezione (non solo Adelphi..) per salvare una situazione economica difficilissima, non causata da me.

 

Sul Nietzsche di Heidegger è puro feticismo? Sto parlando fin troppo di Martin.. alcuni malevoli potrebbero pensare a una mia fascinazione per il nazismo: siamo in un tempio democratico e se non democratico senza alcun dubbio pluralista: rigetto in toto le critiche che mi vennero fatte tre anni fa sull'attualismo di Gentile, ricordiamo che una delle sue prime opere (se non la prima, vado a memoria non consulto mai niente) è imperniata su KARL MARX, "autore" (!) che il mio "amico dolcissimo" don Benedetto Croce (leggete Croce, leggete la prosa di Croce!) quasi ignorò o non trovò nulla di significativo nel suo pensiero (!).

 

Visto che sono sempre giustamente tacciato come filo-balcanico (e sono di origine croata) volevo ricordare questo autore.. il TANATISMO di Cioran è scongiurato, ma rimane la pesantezza insostenibile (?) di una realtà concreta inestirpabile.

 

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NON voglio aprire un topic su QUODLIBET ma secondo il mio personale punto di vista, assieme alla collana del pensiero filosofico occidentale della Bompiani (chi sarà il prossimo Reale?) e naturalmente la magna sapienza di Adelphi sono le massime espressioni di resistenza a una omologazione "culturale" che ha contribuito a generare l'instabilità del politico del nostro evo.

 

 

AGAMBEN, MELANDRI (insisteremo forse in contributi filosofici proprio sulla sua analogia) SCHELER, DELEUZE, HUSSERL, LEWIN.. siamo davanti a un vero e proprio mezzo miracolo. Proprio HOMO SACER assieme alla trilogia sferica di SLOTERDIJK e alla ripresa del post strutturalismo francese mediato da Hegel di ZIZEK sono i momenti più alti di questo nostro evo: parlo sempre di filosofia che riesce a sintetizzare la sua storia continentale e aprirsi all'altro del mondo, Episteme nel senso propriamente del primo Foucault (e di Melandri stesso..) scaraventata nel nostro post contemporaneo. HOMO SACER è la vetta della filosofia italiana tra letteratura saggistica e teoresi assieme alla diade teologica di CACCIARI (pubblicata manco a dirlo dalla Adelphi).


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#20 simon

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    Scaruffiano

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Inviato 03 settembre 2021 - 21:53

La prossima settimana mi arriveranno i seguenti libri: è un rapporto tra storia dell'arte e una mia riflessione personale sulla traccia dell'anima che rende immortale un filosofo, un uomo attraverso il carteggio.

 

BRETON: L'Arte Magica

 

BERLIN: Controcorrente

 

BENEDETTO CROCE: Storia d'Italia dal 1871 al 1915 (sentire la napoletanità coltissima di Croce)

 

TAUBES, SCHMITT: Ai lati opposti delle barricate (sentire le variazioni tonali dell'espressione di Schmitt..)

 

WIND: HUMANITAS e ritratto eroico. 

 

BALTRUSAITIS: Risvegli e Prodigi (ma sto riflettendo se passare all'estetica prospetticamente aberrante dell'Anamorfosi..)

 

CERONETTI, QUINZIO: Un tentativo di colmare l'Abisso

 

FUMAROLI: PARIGI-NEW YORK e Ritorno.

 

Dunque un viaggio dentro l'arte (l'arte di scrivere sull'arte) sulle sue più recondite oscurità e memoria classica, dialogo tra fenomeni distanti anni luce tra di loro filosoficamente (ma Schmitt è già rivelato in IMPERIUM..) e moralmente? 

 

Non credo moltissimo nella potenza espressiva del romanzo, per me il romanzo non è morto (ne ho scritto uno lungo duemila pagine) ma deve essere un flusso di coscienza che è luce-tenebra e che la narrazione di più cronologie temporali in un affaticarsi (appunto) di labirinti preborghesi abbia fine. Non un tempo rivelato, ma un Tempo davvero molto Bergson anche se la mia fissazione rimane per redigere una versione definitiva di SNEZANA filtrata da Martin Heidegger.

 

Martin Heidegger doveva scrivere questo saggio: Esserci nello spazio e nel tempo e non Essere e Tempo che risulta appunto incompleto. Fondamentale in SEGNAVIA un suo scritto sulla parusia hegeliana, e sulla psicosi temporale che appare è la parola, nei quaderni neri tanto affini ad ARTAUD. Il germanico rimane ancora all'interno della pazzia perché è tedesco, nonostante tutto in lui vige l'inestirpabile concettosità kantiana, mentre ARTAUD era libero libero di oltrepassare la pazzia per donarsi come scrittura corporale, grafia pornografica, in-con-testuale. 


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 





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