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[Pietra Miliare] Talking Heads - More Songs About Buildings And Food (1978)


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21 replies to this topic

#1 Claudio

Claudio

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Inviato 07 settembre 2020 - 10:21

*
POPOLARE

La più spiazzante raccolta di canzoni mai scritte per smuovere chiappe e cervello in un colpo solo, nonché il mio disco preferito dei Talking Heads, insieme a "Remain In Light". Funk sovraeccitato, rock cerebrale e stranianti collage poliritmici, in cui sale in cattedra il basso della magica Tina.

Finalmente miliare il primo frutto del sodalizio Eno-Byrne. Ne Ho scritto qui: https://www.ondarock...ingsandfood.htm

 
talkingheads_moresongsaboutbuildingsandf

 

I Talking Heads del 1978 erano ancora la più indecifrabile creatura uscita dall'incubatrice new wave del Cbgb. Alieni metropolitani dai visi puliti e ben vestiti, tremendamente cerebrali, con quell'approccio artistoide da impenitenti nerd e quel sound scheletrico, intessuto di chitarre affilate e bassi lunari. Così bianchi nel canto - acuto, sgraziato, nevrastenico - e così neri nel ritmo, apertamente occhieggiante al funk, all'afrobeat e - sacrilegio! - alla disco-music. Quasi degli anti-punk nell'era del punk. Eppure era proprio sotto quella voce - magari sposata al più rassicurante suffisso "art" - che il loro esordio "Talking Heads: 77" era stato catalogato. Con quella bomba di singolo di nome "Psycho Killer" a spingerli di prepotenza fuori dall'angusto recinto dell'intellighenzia musicale newyorkese.
Ma a quel destabilizzante debutto su Lp mancava ancora qualcosa, che pure era insito nel codice genetico della band: la devozione totale al ritmo, la fusione ancor più sfrontata di primitivismo africano e futurismo occidentale, l'uso ancor più estremo dello studio di registrazione come fucina avveniristica di uno stile unico e rivoluzionario. Il tutto attraverso un linguaggio asciutto, sintetico. In due parole: new wave. Un approdo naturale per gli ex-coinquilini del loft al Lower East Side? Forse. Ma la storia ha voluto che per portarlo a compimento vi sia stato bisogno della quinta Testa Parlante, quella di Brian Eno...


  • 20

#2 tonysuper

tonysuper

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Inviato 07 settembre 2020 - 10:29

Lo dico da ex fan talebano  del progressive.

 

La storia che la musica new wave e persino molto punk fosse meno tecnico e più elementare musicalmente della scena prog è spesso una immane fesseria e questo gruppo è un fulgido esempio.

 

Anzi probabilmente tutta quella scena è stata spesso proprio in continuità con la ricerca dei gruppi inglesi (sganciarsi sempre di più dalle radici r&b e blues).

 

Il fatto stesso che la band più intelligente del pop contemporaneo con il suo nome abbia voluto appunto omaggiarli qualcosa vuol dire.


  • -2

#3 veryc

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    E i ramo' ?

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Inviato 07 settembre 2020 - 11:21

Recensione sontuosa con alcune frasi bellissime. Non so se canto epilettico sia una trovata dell'autore ma è bellissimo, lo riuserò.

Credo sia il mio preferito della band, è una gioia vederlo finalmente tra le pietre miliari, ma sono davvero belli tutti.


  • 2

Ha già fatto tutto Black Mirror

 


#4 Gozer

Gozer

    :3

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Inviato 07 settembre 2020 - 11:28

La storia che la musica new wave e persino molto punk fosse meno tecnico e più elementare musicalmente della scena prog è spesso una immane fesseria 

 

Invece è la sacrosanta verità (indipendentemente dai Talking Heads, parlo in generale), ma ok. 


  • 2
RYM ___ i contenuti

"SOVIET SAM" un blog billizzimo

#5 Claudio

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Inviato 07 settembre 2020 - 11:30

Recensione sontuosa con alcune frasi bellissime. Non so se canto epilettico sia una trovata dell'autore ma è bellissimo, lo riuserò.

Credo sia il mio preferito della band, è una gioia vederlo finalmente tra le pietre miliari, ma sono davvero belli tutti.

 

Grazie, sì, l'accostamento mi è venuto naturale, anche per le movenze di Byrne sul palco. Riusalo pure impunemente ;D


  • 1

#6 cool as kim deal

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    Utente contro le bonus track

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Inviato 07 settembre 2020 - 11:38

Personalmente, il loro picco.
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FATE TORNARE LO SPECCHIETTO DI RYM IN FIRMA

#7 paloz

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    Poo-tee-weet?

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Inviato 07 settembre 2020 - 12:33

Byrne definisce il suo stesso modo di cantare come yelping.


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esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#8 Eugene

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    Sporco Lennoniano Fanatico [(C) BillyBud]

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Inviato 07 settembre 2020 - 13:35

Ero convinto che questo album avesse già la Pietra :o .
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HE'S NOT THE MESSIAH, HE'S A VERY NAUGHTY BOY!

#9 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 07 settembre 2020 - 22:18

Un disco travolgente che unisce due opposti in una reazione chimica esplosiva, ovvero la "ruspanza" di chitarre funky e basso sporchissimi ed istintivi con la concezione architetturale dei brani e del suono. Se nel funk e nella discomusic poi l'utilizzo delle progressioni armoniche rimane spesso agganciato a dei canoni abbastanza rigidi, qua invece si ritrovano una moltitudine di strade musicali che rendono il disco un gioiello anche da questo punto di vista, andando a toccare di conseguenza tutte le sfere dell'emotività umana e riuscendo anche a conciliare questo sforzo espressivo con una musica che rimane in molti punti prossima alla musica da ballo.

 

E' anche l'unico loro disco in cui si può apprezzare un perfetto bilanciamento tra il crunch sbilenco ed aggressivo delle chitarre ed un mix generale più patinato, nel primo disco c'era una predominanza del primo approccio, nei dischi successivi il suono si farà sempre più pulito e perderà questo aspetto lasciando spazio ad un approccio esecutivo più ragionato e patinato. 

 

Uno dei dischi che mi ha cambiato la vita. 


  • 2

Statisticamente parlando, non lo so.


#10 Tony Randine

Tony Randine

    Roadie

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Inviato 07 settembre 2020 - 23:10

Avrei preferito vedere pietrificato Fear Of Music, però ci sta. Disco importantissimo. E Bellissimo... Ovviamente
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#11 good vibrations

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    Utente in cerca di nuovi stampi per il rock

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Inviato 08 settembre 2020 - 11:04

Vale per loro lo stesso discorso degli Echo & The Bunnymen: uno qualunque tra i primi 4 album ha motivi per essere miliarizzabile.

(E, come per gli Echo, la mia preferenza va al quarto).
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#12 corrigan

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    気持ち悪い

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Inviato 08 settembre 2020 - 11:14

Mah, per me Fear of Music e Remain in Light sono di gran lunga superiori.


  • 1

I distrust orthodoxies, especially orthodoxies of dissent
「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと ... 僕はわかった

 


#13 Claudio

Claudio

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Inviato 08 settembre 2020 - 11:17

Mah, per me Fear of Music e Remain in Light sono di gran lunga superiori.

 

Addirittura "di gran lunga"? Cos'hanno di più, secondo te?


  • 0

#14 corrigan

corrigan

    気持ち悪い

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Inviato 08 settembre 2020 - 11:26

Mi piacciono di più!
  • 6

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「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと ... 僕はわかった

 


#15 Claudio

Claudio

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Inviato 08 settembre 2020 - 12:44

Mi piacciono di più!

 

Ah beh, allora perfetto così. Sono un grande sostenitore di questa modalità dialettica, sai quante discussioni ci eviterebbe ;D


  • 0

#16 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 08 settembre 2020 - 13:59

Facciamo una recensione di una pietra miliare che comincia e termina con "Bellissimo".
  • 9

Statisticamente parlando, non lo so.


#17 thom

thom

    The infrared insert of memory encouragement immersion

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Inviato 08 settembre 2020 - 16:28

Facciamo una recensione di una pietra miliare che comincia e termina con "Bellissimo".

 

sarebbe la prima che leggo fino alla fine

però: sulla superiorità di Remain in light rispetto a qualsiasi artefatto umano del '900 io ho pochi dubbi


  • 0

#18 Cliff

Cliff

    utente col favore delle tenebre

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Inviato 08 settembre 2020 - 16:34

Facciamo una recensione di una pietra miliare che comincia e termina con "Bellissimo" sapurito.


  • 3
Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]

Caro Sig.'Cliff' di Roma le confesso che non capito..


probabilmente off topic


#19 suche

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    Goonie

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Inviato 09 settembre 2020 - 09:16

Ritengo i Talking Heads il miglior gruppo degli anni 70, quello che i Velvet furono nei 60.
Riguardo ai loro dischi.
Il migliore è sicuramente l'esordio, una sequenza di brani scalmanati e cristallini dove c'è già tutto l'universo sonoro delle teste, senza trucchi e intromissioni altrui.
Il secondo cioè questo More Songs è un ottimo bis sulle stesse coordinate con un Eno in più che inizia il procedimento mefistofelico. Lo trovo davvero perfetto dall'inizio alla fine quindi la pietra è meritata se fosse già militarizzato 77 però.
Fear of Music che è l'album con cui li ho iniziati a conoscere e un album straordinario quanto troppo avanti per essere stato ben prodotto, lo trovo infatti un passo indietro a livello di suono d'insieme, anche se tuttavia ripeto c'è tantissima sostanza e almeno 3,4 capolavori della loro discografia. Remain riesce con una band allargata a fare ciò che in Fear of Music non riuscì, anche se i due album sono concettualmente e filosoficamente distantissimi (uno alienante, l'altro globalizzante), anche se lo trovo al netto di genialate incredibili abbastanza noioso. Continuerò a battermi per il doppio live the Band of this band...che raccoglie i primi Heads e quelli allargati.
  • 0

Caro sig. Bernardus...

 

Caro Vitt , Vitt 

 

Scontro tra Titanic

"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."

 





 


#20 unkle

unkle

    you fucking people make me sick

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Inviato 09 settembre 2020 - 14:56

Pietra meritatissima, non c'è un pezzo fuori posto, tutto gira alla perfezione, band in stato di grazia.


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