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Phronesis (Il Migliore Trio Jazz Dai Tempi Degli E.s.t)


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2 replies to this topic

#1 Lota

Lota

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Inviato 02 giugno 2020 - 15:09

Phronesis_0642_MedRes_Credit-Peter-van-B

Da fedele e attento ascoltatore di entrambi posso affermarlo con cognizione di causa: i Phronesis sono i degni eredi del trio capitanato dal compianto Esbjörn Svensson. Trio composto dal danese Jasper Høiby (contrabbasso) , l'inglese Ivo Neame (pianoforte) e il norvegese Anton Eger .

Il primo album Organic Warfare è stato pubblicato nel 2007 e vede la presenza al piano di Magnus Horth (a cui subentrerà nel 2009 Neame),

Non sempre vale la pena ascoltare o possedere una discografia completa, nel caso di questo trio si può proprio dire che ogni disco è imperdibile.

Questo album di debutto nonostante siano passati quasi 13 anni suona meglio di buona parte dei dischi jazz odierni, l'aspetto che ho apprezzato di più fin dall'inizio è che nonostante il leader del gruppo sia il contrabbassista, gli altri componenti hanno un ruolo altrettanto fondamentale, a partire dal batterista Anton Eger, uno dei batteristi europei più originali degli ultimi 20 anni (come minimo). Personalmente lo reputo il motore del gruppo, alla fantasia e originalità in fase compositiva abbina una tecnica a dire poco mostruosa (tant'è che nel 2010 viene chiamato a sostituirlo temporaneamente Mark Guiliana, non proprio uno qualunque). 

 

Troppo spesso di alcuni musicisti si dice che hanno un'intesa tale che sembra suonino insieme da una vita, nel caso dei Phronesis non è una frase fatta, perché nonostante si siano formati nel 2005 il primo abum (pubblicato due anni dopo) sembra stato scritto e registrato da gente che suona insieme veramente da sempre, e il secondo (Green Delay) ne è la conferma. Buona parte del successo di Alive è dovuto alla presenza di Mark Guiliana, ma al suo ritorno dal successivo Walk In The Dark  in poi, il batterista Eger dimostra di essere quanto meno il suo equivalente europeo (senza dimenticare il prezioso contributo nei primi due dischi sopra citati). L'affiatamento tra l componenti del gruppo è a un livello talmente alto che, nel 2011, danno vita al progetto "Pitch Black", un concerto suonato per metà completamente al buio (a dimostrazione dell'enorme conoscenza reciproca, oltre all'enorme consapevolezza dei propri mezzi).

 

In più di 10 anni di carriera sarebbe lecito aspettarsi periodi di scarsa ispirazione, un calo dal punto di vista creativo. Invece no. Con i seguenti 4 album non fanno altro che cimentare la loro posizione di dominatori assoluti della scena jazz europea (dal punto di vista qualitativo, perchè non hanno mai ottenuto il successo che veramente avrebbero meritato), inspiegabilmente però non sono mai riusciti ad imporsi al di fuori dall'Europa. Onestamente è impossibile trovare difetti in questo trio, l'unica spiegazione logica del poco successo ottenuto può essere dovuto al fatto che non hanno mai strizzato l'occhio al "pop" e nemmeno mai cercato di suonare anche solo vagamente "commerciali", forse sono usciti in un periodo storico non adatto a loro....non so, più ci penso e più non riesco veramente a farmene una ragione. Se c'è qualcuno tra gli iscritti del forum che non li conosce, consiglio di immergersi nel loro mondo, ascoltarli dal primo album e di seguito consumare gli altri uno ad uno, augurandomi che ne facciate tesoro della loro musica perché è veramente un bene da preservare e tramandare nel tempo. Spero solo che la pausa che hanno deciso di prendersi per portare avanti i propri progetti individuali non sia troppo lunga, perché per quanto siano tre musicisti fantastici, individualmente riusciranno difficilmente a creare qualcosa dello stesso livello di quanto hanno fatto come gruppo.

Per quanto fatto comunque fino a questo momento, possiamo dire che gli allievi hanno superato i maestri (e.s.t.)?

 

 


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#2 Lota

Lota

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Inviato 03 giugno 2020 - 07:50

Per chi non ha voglia di andarselo a cercare in rete, questo è il primo album:


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#3 vit vit

vit vit

    aspirante indie

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Inviato 06 giugno 2020 - 17:16

Interessanti,sto ascoltando "we are all",non male.
Il pianista mi ricorda molto Corea (cioè quel tocco pulito molto figlio del pianismo classicheggiante),anzi il tutto mi sembra una sorta di Trio Music in chiave anni 2000.

https://youtu.be/HjBaYSGQQYg
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