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A Hidden Life (Terrence Malick, 2019)


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20 replies to this topic

#1 verdoux

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Inviato 14 aprile 2020 - 15:36

AHiddenLifeXL.jpg

 

 

 

 

Franz e Fami, una storia d'amore senza lieto fine che si svolge nell'incantevole scenario dolomitico dell'altopiano di Siusi allo Sciliar (luogo che mi è tanto caro dato che sono nato e pochi chilometri da lì e ivi ho trascorso tanto tempo libero

sia di estate che di inverno, sia sotto forma di vacanze lunghe, sia di gite di un giorno singolo). Il paesaggio la cui bellezza fa da contrasto alla bruttezza umana che col nazismo arriva al suo punto più basso è protagonista del film, la cima Santner, che si eleva elegantemente verso l'alto e domina la vallata, insistentemente ripresa in un bizzarro gioco di parallasse col campanile della chiesetta di San Valentino dal caratteristico campanile a cipolla coi bellissimi affreschi giotteschi sulle facciate esterne è il luogo dove Franz e Fami si sono dati appuntamento per quando non ci saranno più misteri. “Verrà un giorno in cui sapremo a cosa sarà servito tutto questo. Non ci saranno più misteri. Sapremo tutto.. Perché noi viviamo... Ci riuniremo... Coltiveremo frutteti. Campi. Costruiremo e allargheremo il nostro paese. Franz. Ti incontrerò là, sulle montagne”. Franz è persona semplice, perbene, un contadino di montagna, un buono, che suo malgrado è costretto a diventare eroe perché rifiuta il nazismo, rifiuta una guerra ingiusta. Non è un obiettore di coscienza colto istruito, la sua è una progressiva presa coscienza quando si trova costretto a vedere a cose brutte, siamo nel 1943 in Austria, non poteva sapere tutto sul nazismo, allora nessuno sapeva, ma la piccola parte che ha intravisto gli è bastata per opporre un rifiuto a oltranza, fino a giungere alle estreme conseguente. Criticato dai suoi stessi amici, dal parroco, dal sindaco, dai parenti più stretti, ma non dalla moglie, abbandonato e oltraggiato dai suoi compaesani, resiste nella sua posizione oltre ogni logica razionale, consapevole che la sua protesta passerà inosservata e non raggiungerà nessun destinatario utile. Gli dicono “giura, che te ne frega, tanto nessuno sa come la pensi veramente, quella è una cosa che rimane dentro di te”. Testardaggine dice qualcuno. Superbia dice qualcun altro. Oggi col senno di poi 80 anni dopo possiamo dire che un regista importante ha fatto un film su di lui. Servirà il film? Non so, penso di si, i film servono sempre. Ma come è il film? Personalmente lo avrei preferito un po' più laico, meno filosofico, con qualche monologo interiore in meno, ma questo è Malick bisogna farsene una ragione; devo dire onestamente che questa volta Malick non eccede in esternazioni filosofiche e religiose e non fa di Franz un eroe soteriologico. Franz è mostrato per quello che è, un contadino onesto e sincero che ama la moglie e la sua famiglia, credente come lo sono quasi tutti da quelle parti, che non si capacita della metamorfosi dell'Austria “cosa è successo al mio paese?”. La moglie Fami lo segue fino alla fine e lei è ancora più eroica, rifiuta del sirene di un facile divorzio, si accolla tutto il lavoro della terra aiutata solo dalla sorella, abbandonata da tutti i maschi del paese, ma non dal Bue che tira l'aratro fino a quando non ce la fa più e si blocca stremato tra le braccia di Fami, nella scena più toccante del film.

A mio parere la prima parte del film, quella che riguarda la presa di coscienza di Franz, è molto bella ed è giusta la scelta di un una narrazione lenta ed espansa, mentre la parte finale, la chiamo carceraria per comodità, poteva essere più concisa perché il cinema è come la vita senza le sue parti più noiose ed a quel punto storia e caratteri erano chiaramente delineati. La località scelta per girare il film è stata Siusi, che per la presenza della imponente bellezza dello Sciliar e dell'altopiano del l'Alpe di Siusi ben si adatta a creare un ambiente contadino di montagna consono allo sviluppo della poetica del film. Il fatto storico in realtà avviene a Sanct Radegund un piccolo paesino austriaco al confine con la Germania. Non ricordo se all'epoca del film i nazisti avevano già invaso il nord Italia, sicuramente l'Austria era già stata annessa, ma poco importa perché nella finzione filmica Siusi è in Austria anche se si sente nel sottofondo qualche parola di italiano. Sulla scelta della lingua non mi esprimo, mi auguro che quando verrà in Italia, era previsto per maggio adesso non ho idea, la parte in inglese venga doppiata in italiano, oppure, meglio ancora, in tedesco del luogo, come quello parlato nei film di Luis Trenker.

Quando se lo rivedrò sul grande schermo tornerò questo commento, per ora voto 8.

 

http://www.ondacinem...idden-life.html


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#2 Sandor Krasna

Sandor Krasna

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Inviato 14 aprile 2020 - 17:06

Questo muoio dalla voglia di vederlo... Pensavo di aspettare l'uscita in sala ma vista la situazione mi sa che lo scarico.
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#3 solaris

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Inviato 15 aprile 2020 - 13:57

Me l'ero perso, mi interessa anche se gli ultimi suoi mi hanno molto deluso (su tutti Knights of Cups).


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#4 thom

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Inviato 15 aprile 2020 - 14:22

è la prima insuff di Malick su ondacinema? terribile, ovunque mi giri non scorgo più alcuna speranza per l'umanità
 

Pensavo di aspettare l'uscita in sala


Spoiler

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#5 William Blake

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Inviato 15 aprile 2020 - 14:32

è la prima insuff di Malick su ondacinema? terribile, ovunque mi giri non scorgo più alcuna speranza per l'umanità

 

 

 

sì, mai accaduto :(


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#6 Il Cappellaio Matto

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Inviato 15 aprile 2020 - 16:37

Me l'ero perso, mi interessa anche se gli ultimi suoi mi hanno molto deluso (su tutti Knights of Cups).

 

To The Wonder-Knights Of Cups per me è stata una doppietta da ko.


  • 0

#7 Harry Caul

Harry Caul

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Inviato 15 aprile 2020 - 18:22

Boh, per me si è bevuto il cervello già dai tempi di Tree of Life....
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#8 paloz

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Inviato 15 aprile 2020 - 22:11

Sarò io il sentimentale, lo strenuo difensore di Malick: a me è sembrato un altro film potente e di grande ispirazione - imperfetto, okay, come lo sono state tutte le variazioni sulla perfezione assoluta, ovvero The Tree of Life.

 

Mi sono commosso più volte durante il film e mi sono emozionato nel rivedere inaspettatamente Bruno Ganz.


  • 0

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#9 Sandor Krasna

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Inviato 17 aprile 2020 - 00:07

Non ho resistito e me lo sono visto sul computer, che peccato però per le stupende sequenze sulle Dolomiti che avrei preferito ovviamente godermi sul grande schermo! 
 
Per me siamo dalle parti del capolavoro, di sicuro nella top 5 malickiana ma forse anche top 3. Tre ore volate come se fossero stati 50 minuti con l'ultima parte che mi ha fatto sudare e palpitare.
Di una spiritualità di livello superiore, rappresentata nella settima arte forse solo da Dreyer, Bergman e Tarkovskij (e Ozu, da un punto di vista però totalmente diverso da quello occidentale). 
 
C'è una sorta di remix e summa del vecchio e del nuovo Malick: l'elegia degli ultimi film si fonda con reminescenze profondamente millettiane soprattutto di Days of Heaven, nella solennità dell'ambiente pastoral-bucolico.

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Bello il richiamo ad Andrej Rublëv, e al rapporto Arte / Fede, avvalorato anche dall'uso di immagini da Il trionfo della volontà di Leni Riefenstahl come pendant negativo della questione. E in questo il film si fa straordinariamente autoallusivo, con certe inquadrature che rappresentano la protagonista femminile come se fosse una Madonna raffaellesca.
 
La colonna sonora meravigliosa. 

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#10 Giubbo

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Inviato 17 aprile 2020 - 07:52

 



577px-JEAN-FRAN%C3%87OIS_MILLET_-_El_%C3

 

 

 

mi puoi dire di chi è questo dipinto stupendo, che non ho capito bene?


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#11 lazlotoz

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Inviato 17 aprile 2020 - 08:06

 

 



577px-JEAN-FRAN%C3%87OIS_MILLET_-_El_%C3

 

 

 

mi puoi dire di chi è questo dipinto stupendo, che non ho capito bene?

 

 

Jean-François Millet.

 

A me puoi dire invece se/come si trova e se ci son dei sub decenti?


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#12 Sandor Krasna

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Inviato 17 aprile 2020 - 11:50

Il dipinto è L'Angelus di Millet (1858-59).

Il film si trova facilmente anche su Piratebay e ci sono i sub in eng.
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#13 solaris

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Inviato 26 luglio 2020 - 22:09

Malick torna al grande cinema a mio avviso, finalmente su un soggetto più solido e pregnante e con uno stile misto fra days of heaven e tree of life che, contestualizzando le voci off con le lettere, funziona molto meglio delle ultime delusioni.

Sicuramente troppo prolisso, gli gioverebbe molto di un editor lucido – andava sforbiciato di *almeno* una mezz'ora buona.

 

è la prima insuff di Malick su ondacinema? terribile, ovunque mi giri non scorgo più alcuna speranza per l'umanità


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#14 thom

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Inviato 29 agosto 2020 - 18:46

visto ieri sera; sono d'accordo con la necessità che la seconda parte andasse editata perché effettivamente risulta eccessivamente prolissa

 

non mi pare abbia alcun senso l'alternarsi dell'inglese/tedesco (e vabbè) ma complessivamente siamo ancora dalle parti del grande cinema; mi pare ci sia un uso più sobrio rispetto agli ultimi lavori sia del voice-over che del grandangolo esasperato (bene), ottimi interpreti (lei pure bellissima)

 

la montagna si presta perfettamente alla poetica di malick, in cui la natura è sempre fra i protagonisti (se non il protagonista) e si alimenta nel contrasto con l'uomo (acuito dal conflitto bellico)

 

il tema del martirio è reso in maniera molto più rigorosa rispetto al Jim Caviezel della Sottile Linea Rossa: qui non vi è alcuno spazio per l'eroismo e l'altruismo, vi è un uomo solo davanti a dio

 

direi: 7/8

 

recensione orrenda su OR, ha ragione Solar, verdoux correggila per favore

 

A scanso di equivoci, non è questo che pregiudica il nostro giudizio. Sono piuttosto le scelte estetiche, lasciate in subordine, ad esempio l’utilizzo della musica sacra che rischia di sembrare più scelta rafforzativa agiografica anziché esteticamente avveduta.

 

potrei capire altri argomenti, ma criticare Malick per le scelte estetiche significa essere estranei al concetto di bellezza (o nel migliore dei casi ipovedenti)


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#15 lazlotoz

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Inviato 29 novembre 2020 - 20:51

Recuperato.

Così a caldo direi una gemma rara. Capisco eventuali critiche sulla lunghezza, più nella prima parte che nella seconda. Ma il tutto a ripetersi con minime variazione assume il valore di un mantra. Certo che se non si entra nel respiro del regista si rischia la noia, ma se invece ci si lascia accompagnare il racconto ti travolge con una forza incredibile. Commovente per davvero.

La questione linguistica è vero che è particolare. Ma partiamo dal presupposto che il cinema è arte e linguaggio. E le immagini non devono riprodurre la realtà ma crearne una. E qui appunto esplode la visione di Malik (per dire pure quegli esterni sempre così puliti e ordinati della città... diventano pennellate di un quadro). Più che negli ultimi film qui la base filosofica, che mi pare sempre molto semplice, è perfetta nel racconto di una vicenda così estrema.

 

Quasi perfetto.

 

Un finale da piangere.

 

Voto 8,5


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#16 William Blake

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Inviato 29 novembre 2020 - 21:14

per me è un buon film, ma non uno dei suoi migliori. direi che i problemi maggiori siano una lunghezza eccessiva, che rischia l'autocompiacimento, e l'imitatio christi davvero troppo in "your face", tale da rischiare la stucchevole didascalia. diciamo che a Malick bastano una manciata di scene (ad esempio il suo primo ritorno a casa, oppure, il suo rifiuto dell'arruolamento) per volare altissimo.


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#17 lazlotoz

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Inviato 29 novembre 2020 - 21:25

L'autocompiacimento in realtà è La sottile linea rossa che aleggia nel suo cinema per i detrattori. Per me in alcuni film era più pesante, forse perché meno centrato nella racconto (To the wonder per dire credo non funzionasse proprio per quello). Anche per il didascalico... ripeto, mi pare che Malick punti sempre in alt®o. Semplificando ai minimi termini la sua riflessione (dio ha creato il bene e il male?). Ma a me i registi che vogliono puntare lo sguardo oltre l'immanente sono quelli di cui mi innamoro più facilmente. E Malick lo fa con una sua sintassi cinematografica, che è unica.

 

Così per dire banalmente, a caldo, in una classifica questo lo metto in coda ai primi quattro. A giocarsela.


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#18 William Blake

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Inviato 29 novembre 2020 - 21:37

mah, per me La sottile linea rossa è tipo inattaccabile. Qui all'ennesimo montaggio con la musica sacra in sottofondo un po' ho sbuffato: il dialogo col pittore è bellissimo ma, ancora, tutto sbattuto in faccia (è più interessante in chiave meta, poiché annuncia il suo successivo film su Gesù) . Da questo punto di vista, quello della sintassi cinematografica, non mi pare inventivo come "Knight of cup" - per me il suo più sottovalutato. 


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#19 lazlotoz

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Inviato 30 novembre 2020 - 09:09

Si pure per me La sottile linea rossa è nettamente il migliore. Senza dubbio alcuno.

 

Sullo sbuffare, capisco bene. Come dicevo, questo è Malick. Lo è da New World praticamente (cioè pure prima, ma da lì è diventato stilema). Ci si deve fare i conti e accettare che la sua sintassi è quella lì. Altrimenti credo sia sempre noioso o autocompiaciuto, come in realtà molti lo vedono. 

Knight of cup sì, sottovalutato. Ma pure troppo cervellotico per me.

Qui invece la semplicità del tutto mi ha cullato nel viaggio.

 

E comunque poi uno può pure detestarlo, ma ci son certe inquadrature che hanno una potenza fuori dal comune. E credo sia lì che si concentri il suo sforzo registico, il cercare ostinatamente (a volte incaponendosi) quel dettaglio che rappresenti la manifestazione di Dio in terra.


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#20 solaris

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Inviato 30 novembre 2020 - 09:17

A me Knights of Cups ha proprio fatto incazzare, lì la forma mi è sembrata pretestuosa e solitaria sulla scena. Un film vuoto, tra l'altro anche duro per lo stomaco con quei continui svolazzi ininterrotti. In questo c'è della sostanza alla base e la forma è più sotto controllo.


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