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Il Libro Dei Listoni - Il Listone Dei Libri


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11 replies to this topic

#1 starmelt

starmelt

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Inviato 07 novembre 2019 - 19:44

Vi va un thread polemichetta dove non si conclude nulla sulla nuova edizione dei 1000 dischi di Guglielmi e Cilià? Chi c'è, chi non c'è, chi né ha troppi, troppo pochi, perché disco a e non b, ecc.
Poi ovviamente confronto con le pietre miliari, i 600 di Blow Up e qualche altro listone.


Perché no?


E' stato appena ristampato e rivisto/ampliato Rock 1000 Dischi Fondamentali di Cilià e Guglielmi. Non ho resistito a tutte le potenziali scuse per invocare il nome di Dio invano alla mancanza di quello o alla presenza di quell'altro e quindi l'ho comprato.
La premessa è che si parla di rock in senso classico, quello moribondo, quello che ha perso la sua centralità ecc.
Nell'introduzione spiegano che rispetto alla versione precedente hanno ridotto le schede dedicate a elettronica, world, hip hop e fatto pulizia di quel poco di jazz che c'era.
Per quanto riguarda l'arco temporale si parte da metà anni '50 a oggi (o almeno fino al 2018, non ho visto se ci sono album 2019), come struttura invece ci sono quattro sezioni: 200 capolavori, 300 imperdibili, 500 consigliati e 100 culti. Totale 100
 
Qualche commento:
bene
- è una bella edizione con copertina rigida
- l'intento è chiaro e non ci sono quei soliti 10 dischi jazz messi lì giusto per
- libri del genere sono ottimi da prendere, sfogliare, incazzarsi, sorprendersi per trovare qualche culto personale. Se presi per il verso giusto sono divertenti e magari ci scappa qualche scoperta, specie se
- gli autori scrivono per chi legge e non per loro stessi
 
male
- l'unica vera scelta su cui faccio fatica a passare sopra è che l'ordine è alfabetico e non per anno, non si può quindi sfogliare con l'idea di passare in rassegna un certo periodo
- di conseguenza è molto più difficile scoprire cose nuove andando per annate
- le schede sono di lunghezza decrescente e in certi casi sono davvero troppo brevi per inquadrare il disco, l'artista o per leggere qualcosa di nuovo su chi si conosce già
- per i soliti nomi c'è una sfilza di titoli, preferisco di gran lunga l'approccio uno ciascuno
- hanno deciso di non mettere raccolte di artisti vari, peccato, almeno quelle uscite in prossimità dell'argomento le avrei incluse
 
Le prime cose che mi sono balzate all'occhio sul listone:
- 8 dischi a Dylan, tre su tre a Drake e niente Songs:Ohia, Smog o Microphones/Mount Eerie
- Il live 1969 dei Velvet Underground per dire che beh in verità non è niente di che
- le pagine 12-15 (sezione 200 capolavori eh) mi hanno fatto venire un colpo, uno dietro l'altro: Animal Collective, Anthony, Arcade Fire, Arctic Monkeys, Bad Religion
- le pur buone Shangri-Las ma non le Crystals o le Shirelles
- manca la frangia casinara dai Red Crayola in giù
- i Chills ci sono, i Tall Dwarfs, i Clean o i Verlaines no
- si sono dimenticati dei Beat Happening, posso pensare solo a un refuso o a una svista
 
Le cose che contano:
Spoiler

 
Giusto per aggiungere carne al fuoco: i 600 di Blow Up.
Qui vigeva la regola un disco per artista (ancora non ho capito le eccezioni Eno e Clash) e le altre contaminazioni del rock diventano la parte centrale.
https://rateyourmusi...sential_albums/
 
.
 
Oltre a discutere di questi 1000+100, quali libri di listoni avete e quali considerate ben fatti?
  • 8

#2 piersa

piersa

    Megalo-Man

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  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 07 novembre 2019 - 22:18

Non ci sono gli Wham!
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#3 Cyclo

Cyclo

    ex entusiasta

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Inviato 07 novembre 2019 - 22:21

 

 

Vi va un thread polemichetta dove non si conclude nulla sulla nuova edizione dei 1000 dischi di Guglielmi e Cilià? Chi c'è, chi non c'è, chi né ha troppi, troppo pochi, perché disco a e non b, ecc.
Poi ovviamente confronto con le pietre miliari, i 600 di Blow Up e qualche altro listone.


Perché no?

 


E' stato appena ristampato e rivisto/ampliato Rock 1000 Dischi Fondamentali di Cilià e Guglielmi. Non ho resistito a tutte le potenziali scuse per invocare il nome di Dio invano alla mancanza di quello o alla presenza di quell'altro e quindi l'ho comprato.
La premessa è che si parla di rock in senso classico, quello moribondo, quello che ha perso la sua centralità ecc.
Nell'introduzione spiegano che rispetto alla versione precedente hanno ridotto le schede dedicate a elettronica, world, hip hop e fatto pulizia di quel poco di jazz che c'era.

 

Sì vabbè, ciao. ashd


  • 0

ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 

#4 barun barun

barun barun

    why don't it all just burn away?

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Inviato 07 novembre 2019 - 22:47

Ti sei scordato una pagina
La 505, la"p".
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#5 Ɲ●†

Ɲ●†

    Haunted

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Inviato 08 novembre 2019 - 01:25

"Oltre a discutere di questi 1000+100, quali libri di listoni avete e quali considerate ben fatti?"

Metapop di Paul Morley, che non è un libro di liste ma è pieno di liste e porta già implicita in sé la presa per il culo della listomania e delle sue seriosità, ma al tempo stesso l'innegabile divertimento di mettersi lì a fare delle liste.

Non ho una particolare predilizione per libri di liste (incluse enciclopedie etc), nel senso che è ben difficile che mi venga voglia di prenderli (comprarli) ma se me ne capita sotto mano uno ovviamente mi ci intrippo.

Di Cilia e Guglielmi ho letteralmente consumato (proprio fisicamente, a forza di prenderla in mano) la guida alla new wave allegata a Rumore ormai evi fa (dio mio la vecchiaia). E sono 2 che mi piace leggere, Cilia soprattutto; anche quando scrive di artisti che non mi interessano provo proprio il piacere della lettura perché - dio santo, finalmente! - scrive fottutamente bene, ha un suo cazzo di stile, che in tempi di estrema povertà della parola e di social-democrazia invasiva e anonimizzante non è poco (qui mi trattengo dal far partire un pippone OT sul fatto che a livello di scrittura critica, anche musicale, per me sia più importante il COME che il COSA - si scrive; insomma che più la critica diventa letteratura più mi piace, anche se magari poi mi trovo in disaccordo su quello che leggo)

La lista di BU se mi ricordo bene aveva il pregio e il difetto di essere estremamente blowuppara, quindi dipendeva molto dal fatto di essere più o meno sulla stessa linea (editoriale o quel che volete) della rivista (EDIT vabbè adesso che ci penso è più o meno sempre così)

Se non ricordo male (ma qui potrei davvero sbagliarmi) aveva il difetto che per gli anni più recenti le schede erano riproposizioni pari pari delle recensioni pubblicate, che se uno leggeva la rivista non era il massimo.

A livello di perversioni potenzialmente nocive, di sicuro fare liste è molto più divertente che mettere voti / stellette.
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A chemistry of commotion and style

#6 Lou_Cherry

Lou_Cherry

    Groupie

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Inviato 08 novembre 2019 - 09:22

gugliemi+cilia remastered sfogliato per 15 secondi in libreria qualche giorno fa e rimesso al suo posto.

 

conservo gelosamente la storia del rock in 6 volumi di Pierone. me ne sbatto dell'obiettività, dei 4 ai Beatles e di tutto il resto, è una "sua" storia, non gli attribuisco particolari velleità giornalistiche. grazie a lui ho scoperto una valanga di roba. sti cazzi del lavoro accademico, oltretutto se mi dirige agli arctic monkeys fra i capolavori. sono pronto ad essere insultato, fatevi avanti


  • 0

#7 Ɲ●†

Ɲ●†

    Haunted

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Inviato 08 novembre 2019 - 09:39

Ecco, tempo 3-4 post e diventerà l'ennesimo topic su Scaruffi.
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A chemistry of commotion and style

#8 Lou_Cherry

Lou_Cherry

    Groupie

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Inviato 08 novembre 2019 - 10:01

Ecco, tempo 3-4 post e diventerà l'ennesimo topic su Scaruffi.

spero di no, dai. giusto che gli integralisti lo deridano, giusto che in pochi lo leggano/lessero dando ai suoi scritti lo stesso peso professionale di un post qualunque su ondarock. basta discussioni su scaruffi, per carità.


  • 0

#9 dick laurent

dick laurent

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Inviato 08 novembre 2019 - 10:18

 

 

 

Vi va un thread polemichetta dove non si conclude nulla sulla nuova edizione dei 1000 dischi di Guglielmi e Cilià? Chi c'è, chi non c'è, chi né ha troppi, troppo pochi, perché disco a e non b, ecc.
Poi ovviamente confronto con le pietre miliari, i 600 di Blow Up e qualche altro listone.


Perché no?

 


E' stato appena ristampato e rivisto/ampliato Rock 1000 Dischi Fondamentali di Cilià e Guglielmi. Non ho resistito a tutte le potenziali scuse per invocare il nome di Dio invano alla mancanza di quello o alla presenza di quell'altro e quindi l'ho comprato.
La premessa è che si parla di rock in senso classico, quello moribondo, quello che ha perso la sua centralità ecc.
Nell'introduzione spiegano che rispetto alla versione precedente hanno ridotto le schede dedicate a elettronica, world, hip hop e fatto pulizia di quel poco di jazz che c'era.

 

Sì vabbè, ciao. ashd

 

 

bè ma meno male (dico sulle schede su elettronic, world, hip hop e jazz). Da jazzofilo se c'è una cosa che mi ha sempre fatto incazzare è l'inclusione di Bitches brew o Kind of blue nelle liste dei 500 migliori album rock, e non tanto perchè Kind of blue non c'entra ovviamente una sega col rock (con tutto che è stato influente su tante cose, ma con quel criterio uno ci potrebbe pure mettere Planets di Holst), ma perchè trasmette l'idea grottesca che il jazz sia una specie di sottogenere minorissimo di cui un paio di dischi sono buoni abbastanza da poter accedere all'empireo dei dischi rock da ricordare.


  • 2

dai manichei che ti urlano o con noi o traditore libera nos domine


#10 Stan Bowles

Stan Bowles

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Inviato 08 novembre 2019 - 10:20

Circa 15 anni fa comprai la prima versione,con 500 dischi e non 1000.Mi è servita a farmi conoscere alcuni dischi che non conoscevo o conoscevo poco.
Poi mi sono imbattuto nel forum di Ondarock e non c'è stata più storia :)
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#11 starmelt

starmelt

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Inviato 08 novembre 2019 - 19:56

Di Cilia e Guglielmi ho letteralmente consumato (proprio fisicamente, a forza di prenderla in mano) la guida alla new wave allegata a Rumore ormai evi fa (dio mio la vecchiaia).


haha idem per me con punk & hardcore di Guglielmi. Lo ringrazierò a vita anche solo per avermi fatto conoscere la tripletta Electric Eels/Rocket From The Tombs/Sonic's Rendezvous Band in età formativa.

Per quanto riguarda quello di Blow Up, l'ho consumato e ho preso moltissimi spunti per nuovi ascolti, però sì è proprio lo stereotipo del blowupparo. E' fermo al 2002, chissà che il buon Bianchi non ci metta mano.



Ti sei scordato una pagina
La 505, la"p".

fatto
  • 0

#12 Pancakes

Pancakes

    Roadie

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Inviato 09 novembre 2019 - 12:45

 

 

 

 

Vi va un thread polemichetta dove non si conclude nulla sulla nuova edizione dei 1000 dischi di Guglielmi e Cilià? Chi c'è, chi non c'è, chi né ha troppi, troppo pochi, perché disco a e non b, ecc.
Poi ovviamente confronto con le pietre miliari, i 600 di Blow Up e qualche altro listone.


Perché no?

 


E' stato appena ristampato e rivisto/ampliato Rock 1000 Dischi Fondamentali di Cilià e Guglielmi. Non ho resistito a tutte le potenziali scuse per invocare il nome di Dio invano alla mancanza di quello o alla presenza di quell'altro e quindi l'ho comprato.
La premessa è che si parla di rock in senso classico, quello moribondo, quello che ha perso la sua centralità ecc.
Nell'introduzione spiegano che rispetto alla versione precedente hanno ridotto le schede dedicate a elettronica, world, hip hop e fatto pulizia di quel poco di jazz che c'era.

 

Sì vabbè, ciao. ashd

 

 

bè ma meno male (dico sulle schede su elettronic, world, hip hop e jazz). Da jazzofilo se c'è una cosa che mi ha sempre fatto incazzare è l'inclusione di Bitches brew o Kind of blue nelle liste dei 500 migliori album rock, e non tanto perchè Kind of blue non c'entra ovviamente una sega col rock (con tutto che è stato influente su tante cose, ma con quel criterio uno ci potrebbe pure mettere Planets di Holst), ma perchè trasmette l'idea grottesca che il jazz sia una specie di sottogenere minorissimo di cui un paio di dischi sono buoni abbastanza da poter accedere all'empireo dei dischi rock da ricordare.

 

 

Sono d'accordissimo con te, da non jazzofilo. Meglio un tomino a parte per queste uscite "ancillari" [ma ovviamente capi nei rispettivi ambiti].

Che poi le due frasi in grassetto, che credo siano attribuite agli autori, sono quasi in conflitto: la prima quasi una palazzata prima di dire che Beyoncè è la dea Kalì, la seconda facilmente tacciabile di operazione reazionaria e poco inclusiva asd


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