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Peter Hammill & Isildurs Bane - In Amazonia (2019)


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6 replies to this topic

#1 The Silent Corner

The Silent Corner

    mainstream Star

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Inviato 25 giugno 2019 - 19:59

Recensione del sempre ottimo Claudio Milano e un bell'8.

 

https://www.ondarock...-inamazonia.htm

 

 

Continuo a non capire quanta poca gente si renda conto del valore dei dischi di questo ormai 71enne, di cui magari ha sentito solo Pawn Hearts ma che ha fatto cose diversissime nell'arco della carriera, e svariati altri capolavori e dischi eccellenti.

 

 

E' un disco che cresce tantissimo con gli ascolti.


  • 3

#2 maladiez

maladiez

    Kosmische express courier

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  • LocationMagna Grecia

Inviato 25 giugno 2019 - 21:22

Ho ascoltato solo qualche brano ma ci sono tutte le basi perché possa piacermi, lo tengo d'occhio.
  • 1

"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#3 heavydrum

heavydrum

    sadness will prevail

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  • LocationMilan

Inviato 01 luglio 2019 - 08:33

devo tornarci, l'ho sentito una volta sola e, per quanto sicuramente ben fatto e ben congegnato, ammetto che mi ha un po' annoiato. di certo lo smalto di hammill c'è ancora tutto, senza la sua voce non so se sarei arrivato a fine disco.


  • 1

you suffer, but why?


#4 bungle

bungle

    aspirante indie

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Inviato 01 luglio 2019 - 15:50

purtroppo è il destino di Hammill, ha una carriera solistica mostruosa, con una quantità innumerevole di pezzi stupendi distribuita in maniera abbasta uniforme in 5 decenni di discografia....

 

 

 

Continuo a non capire quanta poca gente si renda conto del valore dei dischi di questo ormai 71enne, di cui magari ha sentito solo Pawn Hearts ma che ha fatto cose diversissime nell'arco della carriera, e svariati altri capolavori e dischi eccellenti.


  • 0

"And the sea isn't green
And I love the queen
And what exactly is a dream?
And what exactly is a joke?"


#5 The Silent Corner

The Silent Corner

    mainstream Star

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Inviato 01 luglio 2019 - 19:54

In realtà credo che molti album si possano "tagliare" (specie del periodo 1993-2001, a mio parere il suo peggiore a livello sia di ispirazione che di produzione, eppure anche in quei dischi c'è almeno un brano-capolavoro).
Coi dischi dal 2002 a oggi ha avuto una netta ripresa di ispirazione che vale quasi sempre l'ascolto di album interi (tranne cose un po' troppo sperimentali come Alt dei VDGG che sono prove strumentali in studio). Per dire, Clutch, Incoherence, Consequences e il recentissimo From the Trees sono davvero grandi album ispirati dall'inizio alla fine.
Certo che nel 2015 aveva detto che doveva "slow down" vista l'età e invece oltre a tour mastodontici con 100 brani diversi, tra il 2016 e il 2019 ha pubblicato tre album notevoli in studio (uno coi VDGG, uno da solo e uno con gli Isildurs) e ha già annunciato un nuovo album coi VDGG per l'anno prossimo asd
  • 0

#6 bungle

bungle

    aspirante indie

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Inviato 01 luglio 2019 - 20:05

si sono d'accordo che il periodo 1993-2001 è stato abbastanza buio, ma come dici tu ha comunque tirato fuori dei grandi pezzi!


  • 1

"And the sea isn't green
And I love the queen
And what exactly is a dream?
And what exactly is a joke?"


#7 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

  • Redattore OndaRock
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Inviato 04 luglio 2019 - 08:53

Secondo ascolto: impegnativo ma decisamente appagante, molto raffinato anche dal punto di vista strumentale. Io fatico ancora a credere che Hammill abbia la stessa espressività dei bei tempi andati, ma visto coi miei occhi un annetto fa non posso più dubitare, è davvero un'enormità d'artista.


  • 2

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)





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