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Cold War (Pawlikowski, 2018)


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9 replies to this topic

#1 Conato

Conato

    Roadie

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Inviato 12 gennaio 2019 - 17:48

Dopo Ida (premio Oscar 2015), Pawlikowski torna a girare in un magnifico bianco e nero, raccontando la storia struggente di un amore impossibile. Un musicista in cerca di libertà e una giovane cantante, fatalmente destinati ad appartenersi, vivono un amore tormentato in un’epoca difficile. Sulle note di una splendida colonna sonora, la guerra fredda della Polonia staliniana lascia il passo a quella sentimentale che vivono i due protagonisti, interpretati da Joanna Kulig e Tomasz Kot (due attori in stato di grazia).

Europa dell’Est, Yugoslavia, Parigi: queste le tappe di un viaggio intenso ed elegantissimo, un immaginario perduto che prende vita sul grande schermo e ci offre un nuovo classico senza tempo. Premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes, il film è il candidato della Polonia per la corsa agli Oscar e ha ottenuto il più alto numero di nomination agli EFA.

 

cold-war-loc.jpg

 

http://www.ondacinem...nsione/cold-war


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Ogni uomo nella culla
succia e sbava il suo dito
ogni uomo seppellito
è il cane del suo nulla

#2 verdoux

verdoux

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Inviato 12 gennaio 2019 - 19:10

Sopravvalutato. Posso dire, anche se non ho competenza tecnica, ma perché questo qui lascia tanta aria sopra la testa degli attori. L'avevo già notato in Ida, quasi inguardabile, qui è un po' migliorato, però miglior film europeo proprio no. Per me non entra nemmeno tra i primi 100.


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#3 Claudio

Claudio

    I am what I play

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Inviato 12 gennaio 2019 - 19:52

Sopravvalutato. Posso dire, anche se non ho competenza tecnica, ma perché questo qui lascia tanta aria sopra la testa degli attori. L'avevo già notato in Ida, quasi inguardabile, qui è un po' migliorato, però miglior film europeo proprio no. Per me non entra nemmeno tra i primi 100.

 

Concordo. Una delusione, nonostante la meravigliosa fotografia e l'affascinante protagonista.


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#4 MilleLire

MilleLire

    IL MORALIZZATORE

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Inviato 13 gennaio 2019 - 16:51

Ma perché? Leggo in recensione mancanza di climax emotivo e di immedesimazione nei protagonisti. Io invece l'ho trovato estremamente coinvolgente: i dialoghi e la recitazione asciugati a favore della narrazione, i tagli temporali necessari allo sviluppo lasciano sempre presagire qualche avvenimento profondamente inquietante, che si svela poco dopo, i cieli plumbei e la costante sensazione di un'imminente svolta del destino anticipano e giustificano il profondo vortice emotivo in cui si calano i protagonisti. Vittime di sé stessi ma anche di un regime talmente illiberale da inquinare perfino la più pura delle arti: la musica
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#5 William Blake

William Blake

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Inviato 13 gennaio 2019 - 17:13

Secondo me, raggelare l'amor fou in un melò esangue non è stata una grande idea. Il bianco e nero è sublime, così come funziona l'alchimia tra i protagonista. E alcuni momenti riusciti ci sono, ma è un film che si risolve in una lettura metaforica attraverso una storia che vuole essere, invece, soprattutto viscerale. "Cold war" brutto non è, ma fondamentalmente irrisolto sì. Pawlikowski mi pare uno dei maggiori abbagli degli ultimi anni.


Posso dire, anche se non ho competenza tecnica, ma perché questo qui lascia tanta aria sopra la testa degli attori

Mi è parso - così come per IDA - un vezzo da fotografo, senza una vera rispondenza semiotica.
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#6 MilleLire

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    IL MORALIZZATORE

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Inviato 14 gennaio 2019 - 10:33

La storia d'amore è indubbiamente la prima chiave di lettura ma non il solo contributo del film, per cui trovo un po' riduttivo fermarsi a questo approccio. Mi ha appassionato anche la ricostruzione storico-sociologica che è sì sullo sfondo ma costantemente presente. La denuncia sociale di un Paese ridotto allo stremo da una guerra che l'ha devastato, essendo stato teatro di orrori indicibili e involontario cuscinetto tra due superpotenze militari. L'idea che l'epoca post-belllica potesse essere un periodo prospero di recupero dei valori umani e di benessere stroncata sul nascere dalle repressioni del regime Stalinista, interessato solo a soggiogare qualsiasi libertà espressiva; allo stesso tempo la pretesa dell'America di "esportare la democrazia" ha squarciato in due un'Europa continentale perfettamente descritta dallo splendido bianco e nero e dai tanti "non detti" sottintesi nello svolgersi degli eventi. Ovunque i protagonisti si spostassero rimaneva la sensazione di precarietà, di instabilità, di pericolo; questo quadro sociale destabilizzante e deprimente è corresponsabile del naufragio emotivo e psichico dei protagonisti dunque non va liquidato nel titolo; è presentissimo nel corso di tutto il film ed è un valore aggiunto non da poco a mio parere.
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#7 solaris

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Inviato 14 gennaio 2019 - 11:33

A me è piaciuto. Esteticamente incredibile.


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#8 paloz

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Inviato 14 gennaio 2019 - 13:35

Ho visto solo Ida e l'impressione era proprio quella di un formidabile esteta che però non sa dirigere una storia come si deve. In buona sostanza, materiale da segoni per gli studenti del dams e i fotografi in erba.

Che può anche andarmi bene una volta ogni tanto, ma se anche qui rimane sulla stessa linea posso anche risparmiarmelo.


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#9 solaris

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Inviato 14 gennaio 2019 - 14:05

Storia e personaggi ci sono, possono non essere quelli della vita ma non capisco la critica in questo caso. Uno dei soliti script che partono in automatico.


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#10 MilleLire

MilleLire

    IL MORALIZZATORE

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Inviato 14 gennaio 2019 - 15:48

Si non sarebbe male contestualizzare le critiche al film in questione, argomentandole.


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