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The Life And The Times Of John Milius


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#1 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 21 luglio 2018 - 22:08

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Topic sul grande John Milius, regista e sceneggiatore oggi drammaticamente dimenticato.

E’ una specie di spin off di “Living In The Fucking Past: Ovvero Vecchi Stronzi Vs. Fighetteria Moderna” quindi direi che siete avvisati, più o meno.

 

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In seguito arriveranno anche le schede dei suoi 7 film, anzi sarebbe bello se gli ultimi cinefili del forum rimasti si dividessero l’impegno di compilarne una a testa, sono sicuro che farebbero un lavoro molto migliore di quello che farei io (che ne dite di Dilinger/TheMan, Ilventoeilleone/WilliamBlake, Unmercoledìdaleoni/Tom, Conanilbarbaro/Cinemaniaco,  AlbaRossa/Piersa, Addioalre/Kristofferson….non male eh? Conto su di voi)

Scrivendo questa  breve biografia sono andato inizialmente molto a memoria, controllando poi le cose che non ricordavo perfettamente, quindi se riscontrate errori su date, titoli e quant’altro fatemelo presente che correggo, tra i moltissimi aneddoti milusiani ho riportato quelli che mi sono sembrati più interessanti ma che avessero anche un minimo di riscontro, le leggende attorno alla sua figura, non di rado alimentate da Milius stesso, sono così tante che a volte è difficile separare le realtà dalle esagerazioni.

 

Direi che possiamo cominciare.


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#2 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 21 luglio 2018 - 22:39

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THE LIFE AND THE TIMES OF JOHN MILIUS

Mi sono allenato tutta la mia vita per fare il generale, ma a causa dell’asma ho dovuto rinunciare.
Così sono diventato la seconda cosa migliore: un regista.
John MIlius

  • Conan, qual è il meglio della vita?
  • Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono spaventati e ascoltare i lamenti delle loro femmine.
  • Questo è bene.

Da Conan il Barbaro

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Milius giovane delinquente.
Milius che si offre volontario per il Vietnam ma viene rifiutato per l’asma.
Milius che si ritira sulle montagne vivendo di caccia, pesca e fa la vita del vero mountain man
Milius che col soprannome di Yeti, l’abominevole uomo delle nevi, diventa un famoso surfista e si aggrega a una banda di spostati californiani in pieno stile Point Break
Milius che studia le arti marziali giapponesi e si applica alle discipline zen
Milius che all’università del South California prende a pugni studenti e professori per difendere un amico mingherlino che si chiama George Lucas.
Milius che fin da giovanissimo assorbe come una spugna tutte le storie che ascolta ed è capace di riproporre senza sforzo lo stile dei più grandi scrittori americani
Milius che da studente scrive e dirige un cortometraggio che vince premi in mezza america, al montaggio ovviamente il suddetto amico mingherlino diventato suo inseparabile sodale.
Milius alla corte di Francis Ford Coppola
Milius feticista delle armi, fascista, ribelle, reazionario, pericoloso, pazzo, emarginato.
Ma soprattutto Milius, grandissimo regista, immenso sceneggiatore, il più importante della new hollywood, con buona pace di Paul Schrader

PARTE PRIMA: DESTINATO ALLA GLORIA

Dubito che in un forum di cultura medio alta come questo qualcuno sappia chi sia stato Evel Knievel ma in America è un vero e proprio mito. Stuntman e acrobata eccezionale, negli anni 70 e 80 era una celebrità di primissimo livello, detentore di una miriade di bizzarri record in sella alla sua moto o a mezzi a motore ancora più curiosi, quello spettacolare e ancora imbattuto di 443 fratture dà perfettamente la misura della follia del personaggio. Un puro fratello americano con scritto sul serbatoio Destinato alla Gloria con vernice bianca rossa e blu, come direbbe forse Bruce Springsteen.
Nel 1970 John Milius era invece uno sconosciuto giovane laureato in cinema che aveva già firmato la sceneggiatura di un modesto bmovie, The Devil’s Eight, (non era granchè, una sorta di remake di Quella sporca dozzina, ma c’erano così pochi soldi che dovettero diminuire gli attori da 12 a 8) e che stava disperatamente cercando di farsi un nome.
A lui si rivolge Guy Hamilton protagonista e produttore della biografia filmica del celebre acrobata per dare nerbo a una sceneggiatura che trova assolutamente insoddisfacente. Viene ripagato con un paio di monologhi talmente azzeccati che lo stesso Knievel comincia a recitarli durante i suoi spettacoli e che mettono in luce un’altra apprezzatissima peculiarità del giovane scrittore: la capacità quasi diabolica di creare battute che diventano istantaneamente dei classici, ricordate, ripetute, citate e parodiate da generazioni di spettatori.



Personaggi importanti in questo paese, celebrità come me - Elvis, Frank Sinatra, John Wayne - hanno una responsabilità. Ci sono milioni di persone che guardano alle nostre vite per dare un senso alla loro. Le persone escono dai loro posti di lavoro, e mi guardano saltare 20 macchine, col rischio di schiantarmi. Significa qualcosa per loro. Saltano proprio accanto a me e per un solo secondo, sono tutti temerari. Sono l'ultimo gladiatore della nuova Roma. Vado nell'arena, gareggio contro la distruzione e vinco. E la prossima settimana, esco e lo faccio di nuovo. Ormai la civiltà è arrivata ovunque, ci sono rimaste pochissime scelta nella nostra vita. L'unica che ci rimane davvero è la scelta della nostra morte. E la mia sarà gloriosa.
Evel Knievel


DIRTY HARRY, DUE WESTERN, LO SCENEGGIATORE PIU’ CALDO DI HOLLYWOOD

 

Certo il film, come qualunque cosa legato al nome Knievel è un successo, ma si tratta pur sempre di un instant-movie e se da una parte Milius dichiara che “ ..le mie ambizioni si fermavano ai western di serie B ... pensavo che fosse una bella vita. Non ho mai voluto essere Hitchcock o un grande mogul, non volevo essere Louis B. Mayer. Volevo essere ... Budd Boetticher o qualcosa del genere” dall’altra è evidente che mira a traguardi ben più alti.
L’occasione buona arriva a fine 1970 quando viene chiamato per riscrivere un copione su cui hanno messo le mani già in molti, tra cui un giovanissimo Terry Malick, e che si rivelerà un film fondamentale nella storia del cinema hollywoodiano, si tratta di Dirty Harry, interpretato da Clint Eastwood, regia di Don Siegel.
Il film alla sua uscita sarà un successo incredibile e solleverà un vespaio di critiche per il suo presunto messaggio destrorso, quando non apertamente fascista.
All’epoca l’opera viene identificata in toto con Clint Eastwood che subisce il linciaggio pressoché unanime dei critici progressisti ma il personaggio è solo apparentemente ascrivibili ad altri suoi simili, non c’è la pacatezza e la dolente umanità tipica dell’attore in Dirty Harry.
Milius sostiene che quello che c’è di buono nello script è suo al 90% ma che per motivi burocratici non ha potuto firmarlo (la querelle conseguente lo metterà in perenne contrasto, esattamente come il sui vecchio sodale Lucas, con la potente Writer Guild of America) e guardando il film finito non è difficile credergli.
A posteriori infatti è abbastanza evidente che il sottofondo reazionario, le battute fulminanti e le provocazioni che tanto indignarono i critici, esattamente come le ossessioni, quella per le armi in primis, tutto il feticismo attorno alla 44 magnum, così come la solidità della trama sono da attribuire al giovane scrittore.

La cosa che mi piaceva di lui era che era l'uomo solitario di Dio. Il modo in cui l'ho concepito era che le sue uniche relazioni erano con le prostitute e che non aveva troppi amici. Aveva dei partner, sai, che di solito venivano uccisi. Quando va nel suo appartamento, nel suo appartamento non c'era niente, tranne un paio di premi sul muro per un servizio meritorio o qualcosa del genere, qualche vecchio cibo nel frigo, un letto per dormire, e forse un'altra stanza dove c'era una panca per pulire la sua pistola. Questo era tutto ciò che Harry aveva.

"Did he fire six shots or only five?" Well to tell you the truth in all this excitement I kinda lost track myself. But being this is a 44 Magnum, the most powerful handgun in the world and would blow your head clean off, you've gotta ask yourself one question: "Do I feel lucky?" Well, do ya, punk?
Harry Callahan



La collaborazione a Dirty Harry serve a smuovere definitivamente le acque, nell’ambiente hollywoodiano la voce che esiste un giovane sceneggiatore che costa poco capace di scrivere con facilità grandi scene e grandi battute comincia a circolare.
L’anno d’oro per Milius si rivelerà essere il 1972, ed è un anno nel segno del western.
Prima vende alla coppia Pollack-Redford lo script Jeremiah Johnson (Corvo Rosso non avrai il mio scalpo), western anomalo che aveva pensato per Peckimpah e che diventerà un classico della storia del cinema, poi piazza il grande colpo soprattutto a livello economico: Paul Newman, all’epoca l’attore più famoso d’America, reduce dai successi di Butch Cassidy, gli compra per la spropositata cifra di 300.000 $, un record assoluto, uno script molto personale basato su un bizzarro personaggio storico realmente esistito, che il giovane sceneggiatore ha scritto più che altro per diletto. The Life and The Times of Judge Roy Bean (L’uomo dai sette capestri) verrà diretto dal grande John Houston.

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Quando ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura di Jeremiah Johnson, si chiamava The Crow Killer e conoscevo molto bene l’argomento. Ho vissuto in montagna, ho cacciato con le trappole e conosciuto molti personaggi strani. Quindi, è stato davvero facile scriverlo, ho cercato di metterci dell’umorismo e questa sorta di atteggiamento più grande della vita. Sono stato ispirato da Carl Sandberg, dalle sue poesie sugli spacconi americani, ho capito subito che questo era il tipo di voce che lo script doveva avere. Era chiaro come una campana
All'inizio Sydney Pollack e Robert Redford non si fidavano molto di me. In quei giorni ero un selvaggio surfista, sai, e preferivano che i loro scrittori fossero più intellettuali. Volevano che questi scrittori intellettuali lo riscrivessero ma alla fine hanno dovuto assumermi di nuovo perché nessuno di quei ragazzi poteva scrivere quel tipo di dialoghi. Non capivano quella roba. Le montagne e cosa fosse un montanaro. Amo gli uomini di montagna.

Il suo nome era Jeremiah Johnson e voleva essere un mountain man. La leggenda parla di uomo dal carattere forte e dallo spirito avventuroso. Nessuno sa da dove venisse ma questo in fondo non aveva nessuna importanza. Era un giovane uomo e le storie di fantasmi che si raccontavano su quelle montagne non gli facevano nessuna paura. Cercò di procurarsi un buon fucile, preferibilmente un calibro 50, ma dovette accontentarsi di un 30, fortunatamente era un autentico Hawken, non poteva chiedere di meglio. Si comprò un buon cavallo, delle trappole e tutto il necessario per vivere sulle montagne e disse addio a tutto quello che significava la vita per la gente.
Jeremiah Johnson

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Credo che il problema principale sia stato il produttore, e poi non penso che John Huston abbia fatto davvero del suo meglio, si è più che altro barcamenato, andava col pilota automatico, era più che altro interessato alla sua nuova ragazza. Ma ho imparato moltissimo da lui durante la realizzazione di quel film. Aveva questo assistente, che era davvero un personaggio, Miss Hill, era una vecchia signora zitella e lei era una scrittrice di dialoghi, e ovviamente non voleva scrivere, ma avrebbe scritto se messa sotto pressione. E così diceva: "Ragazzo o lo cambi o lo faccio riscrivere a Miss Hill”. Gli piaceva torturare gli scrittori, si definiva un sadico, era un uomo meraviglioso però penso che abbiano rovinato la mia sceneggiatura, era quella a cui ero più legato, mi piacerebbe rifarlo come l’avevo scritto ma nessuno oggi vuole fare un western.

  • Who are you?
  • Justice, you sons of bitches!

Forse puoi spiegare a questa gente quello che intendo. Digli che sono il nuovo Giudice. Questo diventerà un posto nuovo. Sarà un bel posto in cui vivere. Ci sarà la legge. Ci saranno ordine, progresso, civiltà, pace ... Soprattutto pace. E non mi interessa quanti ne dovrò ammazzare per farlo diventare così.
The times and the life of Judge Roy Bean

I due film usciti nello stesso anno assicurano al giovane scrittore fama e tranquillità economica ma Milius sarà inizialmente piuttosto duro con entrambi, soprattutto con l’opera di Huston secondo lui troppo virata alla commedia mentre rivaluterà in seguito il film di Pollack, quando il risultato è di così alto livello si può digerire anche qualche tradimento. All’inizio non ero contento ma devo ammettere che è un film molto molto buono.
In appena un anno Milius si ritrova da giovane rewriter sconosciuto ad essere lo sceneggiatore più richiesto di Hollywood, al suo nome viene ormai sempre più spesso associata la parola “genius”.
L’anno dopo viene scritturato, questa volta con tutti gli onori, per scrivere Magnun Force, seguito di Dirty Harry, è un’opera su commissione che lo soddisfa soprattutto dal punto di vista economico ma che non può seguire fino in fondo perché impegnato con la sua prima regia in proprio e che viene completata da Michael Cimino (un tempo guardandolo ero in grado di riconoscere esattamente quello che avevo scritto io e quello che aveva scritto Mike, ma ora non saprei dirti) . Nonostante alcuni interventi non ben identificati negli episodi successivi Magnum Force si può considerare il congedo di Milius a un personaggio diventato col tempo uno dei grandi archetipi del poliziesco americano, a cui ha regalato la psicologia definitiva e una marea di grandi battute (ma, nonostante quello che si legge erroneamente in giro, anche su siti specializzati, non la celebre Go Ahead, Make my day, sibilata da Eastwood in Sudden Impact, opera invece di Charles B.Pierce)
Nel 1973 forte di una fama in continua crescita e scontento della resa delle sue sceneggiature dirette da altri registi Milius decide di fare il grande salto dietro la macchina da preso e dirigere da sé i suoi lavori.
Il film d’esordio è il gangster movie Dillinger, seguiranno negli anni successivi The Wind and the Lion – Il vento e il Leone e Big Wednesday- Un Mercoledì da Leoni.

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E’ mia intenzione approfondire in seguito i film da lui diretti, i primi quattro sono ovviamente altrettanti capolavori, sicuramente non si tratta del genere di film postmoderni furbi e ruffiani che fanno sbrodolare i critici e i cinefili odierni, i film di Milius sono bigger the life, piombo e furore, sangue, viscere, avventura e natura selvaggia, non sono geometrici come lo skyline di una metropoli moderna, sono come giganteschi alberi, con grandi chiome frondose e solide radici, alcuni sicuramente più possenti e riusciti ma tutti solidissimi e capaci di reggere anche le tempeste politiche e ideologiche che i critici gli scatenano spesso contro.


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#3 Harry Caul

Harry Caul

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Inviato 21 luglio 2018 - 22:44

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MILIUS E IL CLAN, CHARLIE DON’T SURF

Tutto quello di buono che è stato inventato per Apocalypese Now l’ha scritto Milius
Francis Ford Coppola

John è il nostro maestro scout. È lui che ti dice quanta acqua e cibo bisogna prendere per un viaggio e quanti giorni saranno necessari. Lui è quello che dice: "Sii un uomo, non voglio vedere alcuna lacrima". È un eccezionale narratore, un narratore fantastico. John ha più vita di tutto il resto di noi messi insieme.
Steven Spielberg

Oltre che sceneggiatore magistrale e grande regista Milius è anche a pieno titolo uno dei componenti fondamentali del clan dei giovani turchi che partendo dalle università rivoluzionarono il cinema americano negli anni 70.
La sua amicizia con Lucas risale proprio agli anni della scuola, quella con Coppola è immediatamente successiva e lo porterà ad essere alla pari con il futuro regista di Star Wars il numero due dell’American Zoetrope.

Francis non interferiva mai. E’ sempre stato molto bravo in questo. Francis voleva che fossimo artisti, come lui. Voleva che tu scrivessi i tuoi copioni e se non riuscivi a farlo, se andavi da lui a dirgli piagnucolando: "Accidenti, ho bisogno di aiuto", perdevi molta della sua considerazione. Sai, si aspettava che tu fossi indipendente, ti stava dando una meravigliosa opportunità di essere indipendente da chiunque altro. Ma la gente andava da lui e si lamentava, si lamentavano tutto il tempo. Sempre.

Inizialmente il compito di Milius è quello di sistemare le innumerevoli sceneggiatura ma ben presto il suo lavoro principale sarà quello di sviluppare uno script in particolare, parla del Vietnam e di un viaggio lungo un fiume oscuro e misterioso
E’ una storia che aveva cominciato a scrivere già nel 1969 e che per lui ormai riveste un’importanza capitale, il film inizialmente doveva essere diretto da George Lucas, ma quando a metà degli anni 70 il progetto comincia a prendere definitivamente forma alla regia ci sarà proprio Francis Ford Coppola e il titolo definitivo sarà Apocalypse Now
Il film esce con clamore planetario nel 79 ed è forse la più grande affermazione della formula dell’autore superstar, ma se tutti gli occhi sono comprensibilmente puntati su Coppola grande merito per l'incredibile risultato artistico ottenuto è da attribuire al suo sceneggiatore come ammetterà senza problemi lo stesso regista.

L’ho scritto io, Apocalypse now è un film mio, non di Coppola, il Padrino è un film di Coppola

Per Milius Apocalypse Now è veramente lo script della vita, ci ha lavorato per anni, lo ha migliorato, limato sino a raggiungere la perfezione, ci ha messo dentro tutto se stesso e la sua visone del mondo e delle cose.



Le scene memorabili sono tutte sue, la cavalcata delle valchirie, il surf sotto le bombe, la tigre, le conigliette, il massacro dei vietnamiti e il cucciolo di cane, sue sono tutte le battute più efficaci, alcune delle quali ormai diventate tra le più famose dell’intera storia del cinema, sua la dimensione epica e la mortifera fascinazione per la guerra.
Se le vicissitudini di Apocalypse Now sono ormai famosissime forse meno nota è la scommessa che nel 1976 Milius fece con altri due suoi grandi amici, George Lucas e Steven Spielberg. I tre si scambiarono fra loro una percentuale dei profitti dei loro film in lavorazione, cioè Guerre Stellari, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e Un mercoledì da Leoni. Ovviamente Milius guadagnò un sacco di soldi, mentre Lucas e Spielberg persero una grossa cifra, e pensare che al momento della scommessa i due futuri dominatori di Hollywood erano convinti che i loro progetti sarebbero stati dei flop clamorosi mentre quello di Milius, di cui avevano letto la favolosa sceneggiatura, il successo dell’anno. Le cose non vanno mai come ci si aspetta…

Steven-Spielberg-John-Milius-George-Luca

Con Spielberg in particolare c’è forse la collaborazione più lunga e proficua, è una collaborazione sottotraccia e spesso difficilmente valutabile perché Milius non vuole crediti nei film degli amici a meno che la cosa non gli porti via troppo tempo. Oltre alla collaborazione ufficiale di 1941- Allarme a Hollywood di cui scrive la storia (uscito nel 1979 e unico flop nella carriera di Spielberg) Milius è intervenuto in varia misura nelle sceneggiature dei film dell’amico almeno sino a Salvate il Soldato Ryan, suoi per esempio i dialoghi al nightclub all’inizio di Indiana Jones e il tempio maledetto, dettati direttamente al telefono da un capo all’altro del mondo.
Ma il contributo più famoso alla filmografia spielberghiana rimane ovviamente il monologo di Quint nel Lo Squalo, mirabilmente recitato da Robert Shaw, è una pagina di cinema indimenticabile, per la quale Milius non sarà mai troppo ringraziato.

Brody: "Quello cos'è?"
Quint: "Quale?"
Brody: "Quello lì, sul braccio."
Quint: "Ah... è un tatuaggio ma l'ho fatto cancellare."
Hooper: "Non me lo dire, non me lo dire, c'era scritto... 'mamma'!"
Quint: "Se ci tieni a saperlo, c'era scritto 'corazzata Indianapolis'!"
Hooper: "Tu eri sulla corazzata Indianapolis?"
Brody: "E che cosa capitò?"
Quint: "Un sommergibile giapponese ci mise due siluri dentro la pancia. Stavamo tornando dall'isola di Tinian, avevamo portato la bomba, quella che scoppiò a Hiroshima. 1.100 uomini finirono in mare... la nave affondò in 12 minuti. Il primo squalo si fece vivo dopo una mezz'ora, un tigre di 4 metri. Sai da cosa ti accorgi se uno squalo è grosso quando sei in acqua? Dalla distanza fra la pinna dorsale e la coda. Noi non lo sapevamo, ma la nostra missione era talmente segreta che non era neanche stato mandato l'S.O.S. Per una settimana non si accorsero che eravamo spariti. Insomma, alle prime luci cominciarono ad arrivare gli squali. Noi ci eravamo riuniti in gruppi stretti, una specie di quei quadrati che si fanno nelle battaglie, quelli che si vedono nelle stampe della battaglia di Waterloo. L'idea era che quando uno squalo si avvicinava ad un uomo, quello si mettesse ad agitare l'acqua gridando a squarciagola. Qualche volta lo squalo se ne va, qualche volta non se ne va per niente, ti fissa dritto negli occhi. Sai che cos'hanno di strano gli squali? Hanno degli occhi senza vita, sono palle nere senza luce dentro, e quando qualcuno ti si avvicina non credi neanche che sia vivo, finché non ti morde. Quelle palle nere cominciano a roteare e poi... a un tratto senti un urlo acutissimo e terribile, e l'acqua intorno diventa rossa... e in mezzo a quella schiuma e a quel casino ti arrivano tutti addosso... e cominciano a farti a pezzi. Insomma, quella prima mattinata perdemmo 100 uomini. Non so quanti fossero, forse 1.000 squali, si mangiavano una media di 6 uomini ogni ora. Giovedì mattina capitai accanto a un mio amico, un certo Harby Robinson, di Cleveland, un giocatore di baseball, era il nostromo... Credevo che dormisse... allungai un braccio per svegliarlo e lui si capovolse come una specie di trottola galleggiante... era a metà. Eh sì, se l'erano mangiato vivo dalla cintola in giù. A metà del quinto giorno, un Lokid Ventura ci avvistò, passò a bassa quota e ci vide, era un pilota giovane, molto più giovane del signor Hooper. Comunque ci avvistò e venne a guardare, e tre ore dopo arrivò finalmente un grosso PTY che cominciò a raccoglierci... e vi giurò che quello fu il momento in cui ebbi più paura mentre aspettavo il mio turno. Non mi metterò più un salvagente addosso. Insomma, eravamo finiti in mare in più di 1.000 e uscimmo in 316, gli altri se li erano mangiati gli squali, era il 29 giugno del '45. Comunque, avevamo consegnato la bomba."




Oltre a Coppola, Spielberg e Lucas il nostro è in contatto e spesso aiuta moltissimi registi e sceneggiatori dell’epoca, rivelandosi un vero e proprio faro per la generazione di cineasti degli anni 70, da Michael Cimino a Paul Schrader (di cui produrrà Hardcore) passando per Malick per arrivare a Scorsese, Walter Hill, e più avanti Zemeckis e persino Tarantino, la lista degli amici che beneficeranno del suo sostegno, dei suoi consigli o di qualche linea di dialogo memorabile è lunga e come si è visto ricca di nomi altisonanti. Persino il grande Stanley Kubrick chiede spesso l’aiuto di Milius soprattutto per particolari che riguardano la storia militare di cui il nostro è uno dei massimi esperti su piazza (Stanley non si curava del tempo, ti chiamava nel cuore della notte e ti teneva al telefono per un’ora, gli dicevi “Stanley, è notte fonda” e lui “Sei sveglio, no?”)
Ma alla fine degli anni 70 la New Hollywood che sembra celebrare i suoi più grandi fasti è in realtà a un passo dal suo improvviso tramonto, Coppola sta facendo ricostruire Las Vegas interamente in studio per il suo prossimo progetto, Un Sogno lungo un giorno, e dal Montana arrivano notizie che Michael Cimino sta sperperando insensatamente i soldi messi a disposizione dell’United Artist.
In una manciata d’anni cambierà tutto.


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#4 Harry Caul

Harry Caul

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Inviato 21 luglio 2018 - 22:48

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JOHN MILIUS PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO

 

E’ noto che John Milius, grande amico dei fratelli Coen, ha ispirato il personaggio di Walter ne il Grande Lebowski

 

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ma pochi sanno che altri due personaggi sono a lui ispirati in altrettanti film degli anni 70.

John Milner, il pilota di provincia di America Graffiti è un omaggio di Lucas all’amico

 

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così come il folle Wild Bill Kelso interpretato da John Belushi in 1941 di Steve Spielberg su sceneggiatura dello stesso Milius

 

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#5 Harry Caul

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Inviato 21 luglio 2018 - 22:54

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COSI’ PARLO' JOHN MILIUS

Breve compendio del Milius-pensiero. Probabilmente su Vota la Trippa si prenderebbe una valanga di meno asd


APACHES Amo gli Apaches. Sai che quando un bianco veniva fatto prigioniero dagli Apaches poi non poteva più tornaree indietro? Se lo riportavano alla cosidetta “civiltà” lui fuggiva e tornava da loro. La loro vita tribale era forte, solidale, affascinante.

ATTORI Sean Connery non è una persona così piacevole, è duro e severo. E’ un attore naturalista. Per me lui, Willem Dafoe e Tom Berenger sono i migliori attori in circolazione. Connery in particolare, è veramente diabolico quanto sia bravo ... non sbaglia quasi mai e anche quando lo fa la scena è utilizzabile lo stesso. Ti dà esattamente quello che chiedi.

BOMBA ATOMICA Adoro la bomba. È una specie di totem religioso per me. Come la peste nel Medioevo, è la mano di Dio che colpisce indiscriminatamente.

CAPITALISMO Odio dirlo perché sono un individualista convinto ma aveva ragione Marx, il capitalismo ha raggiunto il suo apice e non è mai stato peggio di così, ha creato una malattia che dovrebbe essere curata come la peste o la schizofrenia: il narcisismo. Una volta solo gli attori erano narcisi, oggi lo sono tutti, viviamo in una società vuota dove gli unici ideali sono i soldi, la bellezza, la fama e il potere.

CAPITALISMO 2 L’America delle multinazionali è oppressiva come la vecchia Urss, gli impiegati di queste multinazionali non sono più liberi dei burocrati di Breznev.

COPPOLA 1 Francis non sopporta di avere altre influenze creative in giro ... Si considera un grande umanitario, un'anima illuminata, ha questo irresistibile desiderio di salvare l'umanità quando in realtà è un fascista pazzo furioso, il Mussolini della Bay Area”

COPPOLA 2 Penso che un Francis a mezzo servizio sia meglio di chiunque altro di noi del 50%.

COPPOLA 3 Francis è il migliore tra tutti noi. Ha il maggior talento ed è il più audace. Ha molti difetti ma rimane il nostro leader

CRITICI In realtà non sono un fascista. Sono un uomo del popolo. I critici, loro sono i fascisti . Stanno creando una società fascista. Io sono molto più vicino a un maoista. Sono un anarchico Zen.

CRITICI 2 Vorrei far leggere ai critici le loro recensioni dell’epoca e fargli capire quanto erano stronzi . Ne ricordo una in particolare, semplicemente meravigliosa, in cui mi paragonarono a Leni Riefenstahl. Diceva che ero un nazista e che i miei film erano pieni di visioni di purezza ariana e di personaggi nordici, veramente grandiosa. Naturalmente scrissi una lettera, spiegando che ero ebreo e che mi sentivo molto offeso da questo riferimento e forse li avrei citati in giudizio. Non mi hanno mai risposto

CRITICI 3 Pauline Kael mi ha definito una minaccia per la civiltà occidentale. Fecero anche diverse petizioni contro di me, mi odiavano davvero a morte

EPOCHE Il mondo che ammiro è morto prima che io nascessi

EROI Per vent’anni gli eroi erano diventati gli yuppies e gli uomini d’affari, niente più Rocky, solo milionari. Poi è arrivato l’11/9 e finalmente gli eroi sono tornati a essere i pompieri.

FILM E’ dura pensare tutti i film che non ho potuto girare ma un artista deve saper affrontare il rischio e imparare a convivere con i proprio fallimenti.

FILM ODIERNI La cosa peggiore dei film di oggi è la completa mancanza di ambizione. Voglio dire, guarda tutti questi film indipendenti che vorrebbero essere interessanti. La maggior parte di loro tratta del fallimento di una qualche azienda giù nella valle. Il resto parla di un amore omosessuale frainteso. Non c'è davvero molta ambizione lì.

GERONIMO E BILL GATES Geronimo e la sua banda erano grandi, erano selvaggi e amavano la vita selvaggia, sono stati i più feroci ribelli nella storia di questo paese, hanno ammazzato un sacco di bianchi, per loro fortuna non avevano un gruppo di consiglieri politici. Ora nessuno li ricorda più, non vogliono ricordarli perché vogliono che ci mettiamo tutti infila ordinatamente ci facciamo governare da Bill Gates.

GIOVANI 1 Non hanno ambizione. Non hanno una guida. Non hanno un Vietnam. Non hanno nulla di tutto questo. Non affronteranno questo genere di cose. La loro idea di grande avventura è lo sport estremo, tuffarsi dai ponti con delle corde elastiche. Non ci sono movimenti giovanili. Non ci sono rivoluzioni. Sono tutti interessati a ottenere la loro parte. Essere hip. Cercare di comprare un BMW.

GIOVANI 2 Che modello hanno i nostri giovani? Sfigati come Bill Gates o ragazze famose solo in quanto ricche come Paris Hilton

HOLLYWOOD e’ un posto molto solitario. È un ambiente così competitivo. Ho iniziato con un gruppo di amici che sono andati a scuola con me, ma pian piano tutto è diventato competizione. Chi ha i maggiori incassi, chi ottiene lo stipendio più alto, chi è in seria A, chi è hot e chi no… Non c'è dialogo tra gli artisti. Siamo come dei montanari, osserviamo da una piccola fessura per vedere se c'è qualcuno che ci aspetta con un fucile.

INTERNET Penso che la cosa veramente buona di Internet è da voce delle masse. Proprio come voleva Lenin... Potrebbe probabilmente portare ad un certo tipo di dittatura che rende obsoleti i vecchi modelli.

LIBRI Penso che Moby Dick sia la migliore opera d'arte mai realizzata. La mia opera d'arte preferita. Moby Dick era una sceneggiatura perfetta, un perfetto esempio del genere di dramma a cui ero interessato. Un'altra grande influenza su di me è stata Kerouac col suo On the Road, che non ha una narrativa rigida e lineare, ma si estende, seguendo questo personaggio. Moby Dick e On the Road sono tipi di romanzi completamente diversi, ma sono entrambi estremamente disciplinati. Niente accade per caso in nessuno dei due libri.

LUCAS 1 Fin da quando eravamo a scuola ha sempre avuto uno stile visivo meraviglioso, sapeva ciò che voleva fare e faceva cose molto insolite, è un bravo regista ma non un bravo scrittore.

LUCAS 2 Sicuramente gli piace essere Re, se glielo chiedi sono sicuro che ti dice che è una cosa molto piacevole. Io non sono mai stato un Re, nemmeno un cavaliere, solo un guerrigliero.

LUCAS 3 George Lucas parla sempre di mitologia ma non sa proprio come usarla, proprio non riesce a capirla, del resto basta guardare la Minaccia Fantasma per rendersene conto.

 

MONTAGNA Sono diventato un solitario. Sono diventato un uomo di montagna. Molte di queste cose sono ottime qualità e ti aiutano a fare il tuo lavoro, ti aiutano a essere singolare e mantengono intatta l'integrità artistica del tuo lavoro, ma non ti rendono facile la vita.

MITOLOGIA 1 Gli scrittori che capiscono veramente la mitologia non la usano consapevolmente. Ci sono pochissime cose che sono davvero mitiche. Ci sono molte cose che sono famose, ma pochissime cose che fanno parte del mito e della leggenda.

MITOLOGIA 2 La mafia è un mito. La mafia è uno dei grandi miti americani. Ci sono due grandi miti americani, il mito del vecchio West e il mito della mafia, e sono entrambi la stessa storia.

MESSICO E DROGA Dobbiamo andare laggiù, ucciderli tutti, piallare il posto con i bulldozer così quando ti svegli al mattino, non c'è più niente. Credo che se hai un esercito, devi usarlo.

NEW HOLLYWOOD Poi è arrivato il giovedì nero della Warner e tutti i progetti di Francis sono stati cancellati, ci hanno sbattuto tutti fuori al freddo. E naturalmente hanno tutti puntato il dito contro Francis accusandolo di essersi venduto a Hollywood. George e tutti questi altri personaggi, sai ... Brian De Palma, gente del genere, dicevano che Francis si era venduto. Comico vero? Considerando cosa poi hanno fatto loro una volta esauriti i loro bei ideali artistici e sociali.

 

POLITICA 1 Sono sempre stato considerato un pazzo. Mi tollerano. Sono stato inserito nella lista nera per gran parte della mia carriera a causa delle mie idee politiche, esattamente come gli scrittori degli anni '50.

POLITICA 2 Non sono un reazionario. Sono un estremista di destra, non puoi neanche immaginare quanto sono lontano dai sostenitori dell'identità cristiana e sciocchezze del genere Sono un anarchico. Sono sempre stato un anarchico. Qualsiasi persona veramente di destra che si è spinta abbastanza lontano dovrebbe odiare ogni forma di governo, perché il governo è fatto per il bestiame e non per gli esseri umani.

POLITICA 3 Ho sempre vissuto dietro le linee nemiche. Sono stato vittima di tanta persecuzione. Sono il barbaro di Hollywood.

POLITICAMENTE CORRETTO Interferivano anche una volta ovviamente ma generalmente se si fidavano abbastanza di te, ti mandavano a dirigere e a fare il tuo lavoro. Ora sono tutti impazziti. La logica dell'intera società è folle. La correttezza politica è assolutamente folle. Non penso che i padri fondatori avrebbero mai chiamato qualcosa correttezza politica.

REGISTI Molti registi non sanno cosa vogliono fare. I registi che ho ammirato sapeva esattamente cosa volevano fare. Non stanno seduti a pensarci, lo fanno.

RIBELLI I veri ribelli oggi sono i ragazzi che combattono i Iraq per difendere una società come quella americana che se ne frega di loro. Non rispetto chi li ha mandati là, non condivido la politica del mio paese ma rispetto quei ragazzi e il loro valore militare

SCRITTURA 1 Scrivere richiede molta abilità, proprio come la pittura. Ma le persone non sono interessate a imparare questa abilità. Inoltre, non capiscono - la scrittura è linguaggio. L'uso del linguaggio. Il linguaggio per creare immagine, il linguaggio per creare dramma.

SCRITTURA 2 Ho imparato tutto ciò che c’è bisogno di sapere a scuola. Avevo un insegnante meraviglioso, Irwin Blacker, ed era temuto da tutti perché aveva dei metodi molto interessanti. Il suo atteggiamento era che il minimo che puoi imparare è la tecnica. "Non posso valutare il contenuto. Non posso dirti quale sia la storia più adatta a te. E se non posso insegnarti come scrivere il contenuto, posso però certamente esigere che tu lo faccia nella forma corretta.” Non parlava di sviluppo dei personaggi o cose del genere; parlava semplicemente di raccontare una bella storia con un buon stile. "Fai tutto ciò che devi fare. Sii radicale e oltraggioso il più possibile. Prendi qualsiasi tipo di approccio che vuoi prendere. Sentitevi liberi di tornare indietro, sentitevi liberi di proiettare in avanti, sentitevi liberi di tornare indietro nel bel mezzo di un flashback. Sentiti libero di usare la narrazione, tutti gli strumenti sono lì per essere utilizzati”.

SCRITTURA 3 Potrei insegnarvi tutte le tecniche di base in quindici minuti.

SCRITTURA 4 È qualcosa di mistico. Tutto il lavoro creativo è mistico. Come osano demistificarlo? Come osano pensare di poterlo demistificare? Soprattutto quando non sanno scrivere. Questi ragazzi che scrivono questi libri “Come scrivere una sceneggiatura" o stronzate del genere... qual è la loro grande eredità letteraria per noi? Cosa hanno fatto? Non sono nemmeno capaci di scrivere un episodio per una serie televisiva.
La più grande paura di uno scrittore brillante oggi è che nessuno lo leggerà, che nessuno lo capirà, e che nessuno è in grado di capire la differenza perché tutti leggono questi stupidi libri. Quei piccoli cretini della Harvard Business School non sono in grado di capire una buona sceneggiatura. Secondo loro devi seguire le istruzioni, ti dicono che il tuo script deve avere questi personaggi e questi punti di svolta. Fanno domande del tipo: "Per chi chi stai facendo il tifo alla la fine del primo atto?" Non sono mai stato consapevole che le mie sceneggiature avessero un qualsiasi fottuto atto. Non sapevo cosa fosse lo sviluppo del personaggio. Sono tutte cazzate. Hanno reso le persone degli idioti.

SCRITTURA 5 Sarò sempre capace di sopravvivere scrivendo, dopotutto.

SOCIETA’ il codice della società è quasi sempre sbagliato. E’ il codice del lemming. Il lemming o lo yuppie. Insomma del burocrate puzzolente

SOCIETA’ 2 Non c'è vergogna nel mondo, e senza vergogna non può esserci onore. La società è governato dal consenso ora. Il senso dell'onore è morto

SPIELBERG 1 Quanto è arrogante supporre che tu conosca il mercato, che tu sappia ciò che è popolare oggi, l’unico capace di capire cosa è popolare oggi è Steven Spielberg. Solo lui lo sa. È l'unico nella storia dell'uomo che lo abbia mai capito. Tu devi scrivere quello che vuoi vedere. Perché se non lo fai, non riuscirai a trasmettere nessuna passione, e non produrrai nulla di artistico.

SPIELBERG 2 È veramente dotato come regista. Prendi ad esempio, Salvate il Soldato Ryan, è pieno di scene che semplicemente non funzionano. Ma lui le fa funzionare.
Spielberg funziona grazie alla potenza della sua abilità e bisogna riconoscerglielo. Rimango sempre assolutamente sbalordito di come sia in grado di a rendere eccitanti scene che sulla carta sono disastrose. Naturalmente poi le parti migliori del film, quello in cui si è veramente scatenato, sono state le battaglie. Quella iniziale è stupenda, nessuno si era mai spinto a quel livello prima di lui. Si vede che si è divertito mentre lo faceva, ricordo che durante le riprese mi chiamò e mi disse ridendo “Oggi ho fumato cinque sigari, sto diventando come te”, e questo non è proprio un comportamento da Steven.

SPIELBERG 3 Schindler’s list è un altro grande film, penso sia il suo migliore

SURF Era come una religione, vivevamo tutti con un'intensità che non poteva essere sostituita da nessun’altra cosa, droga, lavoro o persino donne.

SURF 2 Mi ha insegnato essere un solitario, perché quando stai cavalcando un’onda, non c'è nessuno che possa aiutarti.

SURF 3 Il bello del surf è che è uno sport ma non ci sono gare, non ci sono record, non si gareggia contro gli altri ma con sé stessi.

SURF 4 Si cavalcavano onde altissime, si compivano imprese eroiche e di destrezza incredibile, si cementavano caratteri. A diciotto anni avevamo degli imperi, mai mi sarà conferito onore più grande di quando, percorrendo la spiaggia con la mia tavola Big Orange sotto il braccio, sentii i ragazzini mormorare. “Milius sta uscendo”. Faccia a faccia con un'onda maestosa ci si sentiva onorati di essere uomini. Come avrebbe potuto gestirci la società? Violavamo tutte le leggi, non avevamo alcun rispetto per la proprietà privata e avremmo dato fuoco a una casa se si fosse trovata tra noi e le onde.

VIOLENZA Puoi considerare i giochi romani qualcosa di simile, iniziarono come competizioni atletiche molto brutali, in cui le persone andavano a vedere grandi prestazioni di abilità, e poi si trasformarono in puro sadismo. E questo è quello sta succedendo oggi a noi. Non c'è dubbio che l'approccio alla violenza nella maggior parte dei film e nei videogiochi desensibilizza i bambini e li trasforma in assassini senza cuore. I miei film sono violenti ma hanno un rigido codice morale, rigoroso come il Codice dei Samurai. Ci sono estreme conseguenze per l'azione nei miei film. Voglio dire, i miei personaggi pagano conseguenze terribili per fare certe cose. Ad esempio, Jeremiah Johnson attraversa il cimitero indiano e perde la sua famiglia, è costretto a vagare solo per il resto della sua vita. E’ una leggenda, ma non ha un posto dove dormire. E, sai, c'è una tremenda conseguenza per la violenza. C'è una tremenda conseguenza per l'azione di qualsiasi tipo, buona o cattiva. Così funziona il mondo. Ma in film come Die Hard III non ci sono conseguenze per le azioni dei personaggi. Sono solo merda.

WALL STREET Stavo guardando Rush Limbaugh l'altra sera e sono rimasto inorridito. Avrei voluto prenderlo e squartarlo. Stava difendendo tutti questi maiali di Wall Street. Secondo me dovrebbero esserci processi pubblici, denunce di massa ed esecuzioni

WEINSTEIN (dichiarazione ovviamente rilasciata quando questi era l’uomo più potente di Hollywood, con tutti quelli che oggi ne prendono le distanza adoranti ai suoi piedi) I produttori oggi non hanno alcun senso di responsabilità. Dovremmo vendere Harvey Weinstein ai talebani. Mi piacerebbe vederlo dall'altra parte. Mi piacerebbe dargli la caccia in una grotta.

WGA Tutti odiano la Screen Writers Guild , io più di tutti. Mi hanno trattato durante tutta la mia carriera come una non-persona, negandomi deliberatamente crediti per il mio lavoro. Mi vedono come un personaggio di destra che è una minaccia per la civiltà occidentale, una minaccia per la buona civiltà liberale occidentale. E lo so. Lo so per certo. Sono sempre stati così. Probabilmente ho fatto la mia parte. Probabilmente li ho anche provocati un po’ troppo, sai. Ma amo il fatto di non essere un intellettuale. Voglio dire, le persone mi chiedono "Dove sei andato a scuola?" Non sono andato ad Harvard, sai. Sono andato alla USC. Mi ricordo Candice Bergern ai tempi di Il Vento e il leone, mi diceva: "Non posso credere che un surfista abbia scritto questo."

WGA2 Ho sofferto per tutta la mia carriera il fatto di non essere stato obbediente con loro. Ma quando il sole tramonta, posso cantare "My Way" con Elvis, Frank Sinatra e Richard Nixon

YETI 1 Dovrebbero fare una legge per proteggermi, sono una specie in via di estinzione, l’ultimo Yeti

YETI 2 Sto diventando vecchio. Ma sono ancora uno Yeti.


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#6 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 21 luglio 2018 - 23:03

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POPOLARE

PARTE SECONDA: SUCCESSO, CADUTA E OBLIO

A inizio anni 80 Milius è in una situazione ambivalente: ha da anni una sua casa di produzione, la A-Team (ricordatevi di votare il jukebox asd) ed è ancora uno degli sceneggiatori più quotati sul mercato ma la sua carriera registica al momento annovera tre flop consecutivi.
Forte della recente candidatura all’oscar ottenuta per Apocalypse Now può comunque volare in Italia per negoziare con Dino De Laurentis la realizzazione di Conan Il Barbaro, fantasy tratto dai racconti di Robert E. Howard, tenendo ancora il coltello dalla parte del manico.,
Milius a suon di litigi col celebre produttore italiano riesce ad imporre molte sue intuizione che si riveleranno azzeccatissime, prima fra tutte la scelta di Schwarzenegger come interprete principale.

Non voleva Arnold, diceva che era un nazista, così gli ho detto: Dino, c’è un solo nazista in questa produzione e sono io.

Fuoco e vento provengono dal cielo, dagli dei del cielo, ma è Crom il tuo dio, Crom che vive nella terra. Un tempo i giganti vivevano nella terra Conan, e nell'oscurità del caos mistificarono Crom e gli sottrassero il mistero dell'acciaio. Crom si adirò e la terra tremò e fuoco e vento abbatterono quei giganti e scagliarono i loro corpi nelle acque. Ma nel loro furore gli dei si dimenticarono del segreto dell'acciaio e lo lasciarono sul campo di battaglia, e noi che lo trovammo non siamo che uomini. Né dei, né giganti. Solo uomini. E il segreto dell'acciaio ha sempre portato con sé un mistero; devi impararne il valore Conan, devi impararne la disciplina. Perché di nessuno, di nessuno al mondo ti puoi fidare, né uomini, né donne, né bestie. Di questo solo ti puoi fidare.
Conan, the Barbarian



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Ad affiancarlo nella scrittura De Laurentis gli impone un po’ sadicamente il giovane Oliver Stone, sceneggiatore in ascesa, molto quotato ma apertamente di sinistra e a Hollywood sono sicuri che tra due caratteri così forti e per di più politicamente agli antipodi saranno scintille, nasce invece una solida amicizia e la collaborazione si rivelerà molto proficua.

Stone all’epoca aveva problemi con la cocaina e la sua sceneggiatura era un lungo, meraviglioso sogno lisergico, assolutamente stupendo ma anche infilmabile, abbiamo però recuperato molte delle sue intuizione come la crocefissione o la notte degli spettri.

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Conan esce nel 1982, incassa alla grande in tutto il mondo e diventa il primo hit del Milius regista, facendo di Scwarzenegger una star e aprendo anche un nuovo, inedito filone cinematografico.
Tutto insomma sembra andare per il meglio ma per l’uomo col sigaro stanno arrivando i tempi duri.
A una festa a casa di Paul Schrader un Milius evidentemente alticcio chiede di poter conferire con Pauline Kael che ha stroncato praticamente ogni sua opera e lo considera una specie di fascista criminale, la critica prima di incontrarlo vuole precise assicurazioni che il regista non sia armato, celebre la risposta di Milius “ditele che non sono armato ma che sono io stesso un’arma
L’aneddoto sembra divertente ma in realtà rivela lo fama non proprio invidiabile che ormai circonda Milius, da sempre sotto attacco da parte dei critici di sinistra che lui chiama con disprezzo pinko hippy, sempre pronto a risposte e uscite spaccone e sarcastiche non si rende conto che il suo personaggio di ultimo barbaro del cinema comincia prendergli la mano e soprattutto comincia a essere preso sin troppo sul serio dall’ambiente hollywoodiano, un ambiente non esattamente famoso per il suo senso dell’umorismo.
Il sostegno pubblico e la breve vicepresidenza della RNA che coronano la sua grande e mai nascosta passione per le armi non lo aiutano certo a farsi nuovi estimatori e a poco valgono gli attestati degli amici di lunga data che ribadiscono come Milius sia una persona assolutamente mite, simpatica e disponibile. Dopo il termine genius, che lo ha accompagnato negli anni 70, la parola a a cui viene sempre più spesso associato il suo nome comincia essere dangerous, pericoloso.
Ma il nostro non è tipo da abbassare la cresta e dopo gli ottimi incassi di Conan rilancia in grande stile, prima manda a cagare De Laurentis che gli propone un seguito formato famiglia delle avventure del guerriero cimmero, poi, partendo da un racconto del giovane Kevin Reynolds, produce, scrive e dirige Red Dawn, Alba Rossa, una la storia sulla resistenza di pochi eroici americani a un’invasione russo-cubano, un film girato quasi masochisticamente apposta per far incazzare tutti.
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Succede il finimondo, i critici progressisti lo mettono definitivamente all’indice in un fuoco incrociato che non si vedeva dei tempi di i Cancelli del cielo, ci sono addirittura delle petizioni che chiedono il ritiro del film e che al suo autore venga proibito di girare ancora.
A rivederlo oggi si tratta in realtà di un divertente war movie avventuroso, solido e ben fatto che magari, anzi sicuramente, soffre della vena iconoclasta e sin troppo provocatoria del suo autore ma che è veramente difficile considerare un prodotto indegno, criminale o una minaccia per la pace nel mondo come fecero i critici dell’epoca.
Per giunta è pure un successo commerciale più che discreto ma siccome a volte i successi segnano a fuoco più degli insuccessi a metà anni 80 Milius finisce molto velocemente ai margini dell’industria cinematografica americana, la nomea di persona non grata gli si appiccica definitivamente addosso e non ci sarà più verso di tornare indietro.
Ovviamente per quanto la Kael e i suoi sodali abbiano cercato in tutti i modi di distruggerlo sarebbe ingiusto e anche un po’ ingenuo dare la colpa del deragliamento della carriera di Milius unicamente a loro, o al fatto che fosse un regista apertamente di destra in un ambiente tendenzialmente di sinistra come hanno fatto alcuni suoi esegeti forse un po’ troppo affascinati dal personaggio. Un altro grande problema, forse anzi il principale, è che a metà degli anni 80 improvvisamente Milius e la sua poetica diventano anacronistici, superati, irrimediabilmente fuori moda. In un cinema sempre più infantile, postmoderno, autoreferenziale e ipertecnologico gli eroi virili e controcorrente del nostro non riescono più a trovare il loro posto.
La cosa può sembrare bizzarra visto che è il decennio di Reagan e dei repubblicani al potere ma il reazionario Milius, che idolatra Theodore Roosevelt e che afferma con sicurezza “comodità e lussuria sono nemiche dello spirito dell’uomo”, è quanto di più lontano possa esistere dall’America degli yuppies e dell’edonismo reaganiano.
Altro grosso problema è che finita la rivoluzione degli anni settanta, dopo il fiasco de I Cancelli del Cielo e Un Sogno lungo un giorno, si è ormai in piena restaurazione, le case di produzione ritornano ad avere il controllo su ogni aspetto dei loro film e mal tollerano insubordinazioni di sorta, gli spazi per gli eccentrici e i non allineati tipo Milius si restringono drammaticamente sempre più, alla lunga tranne Spielberg, Lucas e forse Scorsese ne fanno le spese praticamente tutti gli autori che hanno fatto grande la New Hollywood
Nel 1987 il suo nome torna comunque nei titoli di testa di un film in uscita, sono quelli è Extreme Prejudice – Ricercati: Ufficialmente morti di Walter Hill che recupera una sua sceneggiatura di inizio anni 70.
Più o meno nello stesso periodo Un Mercoledì da Leoni registra un incredibile record di vendita e noleggio nel mercato VHS diventando con dieci anni di ritardo un cult movie generazionale tra i più apprezzati.
Nel 1989, pur tra mille difficoltà torna anche dietro la macchina da presa e dimostra di non aver perso lo smalto dei giorni migliori, Addio al re è il suo ultimo capolavoro, Milius ritorna ai temi a ai luoghi di Apocalypse Now e lo fa ancora una volta alla grande.

Borneo. Per la maggior parte di voi, il Borneo non esiste. Un nome immaginario su una mappa, come il Tibet o la Terra del Fuoco all’estremità della terra. Ma io so che l'isola esiste. Ero lì alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La mia guerra, la mia giovinezza. Prima ero un botanico, per questo mi hanno scelto suppongo. Le operazioni speciali mi hanno addestrato. Dovevo aiutare a guidare le tribù del posto contro i giapponesi. Ma non sono stato io a guidarli. No, quello era qualcun altro. Lo conoscevo. Era l'ultimo re del Borneo. Oggi posso raccontare la sua storia. Il vento ha spazzato via il fetore dei cadaveri. E tutto ciò che ricordiamo è l’esaltazione della nostra gioventù.
Farewell to the King


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Se gli anni 80 si sono chiusi con un barlume di speranza il nuovo decennio sarà via via sempre più avaro di soddisfazioni.
Nel 1990 viene richiesto espressamente da Sean Connery per riscrivergli tutti i suoi dialoghi in Caccia a Ottobre Rosso che giudica irrecitabili, i produttori storcono il naso ma sono costretti a cedere.

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Nel 1991 torna inaspettatamente dietro la macchina da presa dirigendo l’interessante Flight of the intruder- L’ultimo attacco, che viene però massacrato dai produttori e snobbato dai critici, e che risulterà a tutt’oggi essere l’ultimo film lui diretto per il grande schermo, il regista ha appena 47 anni.
Nel 1993 torna al western dopo vent’anni scrivendo Geronimo- An American Legend dell’amico Walter Hill, un’accorata, fantasiosa e invero un po’spompata elegia del grande guerriero apache.

Lo stesso anno collabora alla sceneggiatura di Clear and Present Danger  (Sotto il segno del pericolo) di Phliph Noyce su richiesta di Harrison Ford ma se il suo finale antieroico viene cassato dalla produzione.
Nel 1994 a 50 anni da l’addio ufficiale al surf con un’ultima memorabile cavalcata sul pacifico.
Alla fine dello stesso anno ha un drammatico tracollo economico, è costretto a dichiarare bancarotta, a suo dire imbrogliato da una delle società di investimento che odia tanto. Troppo orgoglioso per chiedere aiuto ai vecchi amici del clan della new hollywood per trovare i soldi per l’università del figlio cerca di farsi assumere come scrittore per Deadwood a paga standard ma il creatore della serie, David Milch, non volendo diventare il superiore di uno dei suoi miti gli presta direttamente il denaro.
L’anno dopo sempre grazie alla tv l’ultimo progetto tutto suo, Rough Riders, secondo capitolo dopo il Vento ed il Leone di un’ideale trilogia su Theodore Roosevelt. E’ l’ennesimo insuccesso ma Milius sembra ormai prendere le cose con filosofia (Nessuno nell’ambiente ha visto Rough Riders, e non mi interessa davvero. Mi sto avvicinando alla fine della mia carriera, quindi non me ne frega un cazzo)

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Nel 2001 esce con grande clamore Apocalypse Now redux che Milius stronca senza pietà con la consueta diplomazia

Non mi piace, rovina il ritmo del film, hanno aggiunto un sacco di brutte scene, principalmente roba girata da Francis quand’era strafatto di droga

Nel 2003 scrive e produce Rome, serie tv che riceve diversi premi e si rivela essere un ottimo successo, la ruota sembra tornare a girare e Milius può restituire il prestito a David Milch.
A metà anni duemila si torna a parlare insistentemente di un nuovo episodio di Conan, Milius ha la sceneggiatura pronta e vuole dirigerla ma viene estromesso dal progetto quasi subito. Il film, reboot mediocre oltre ogni dire, uscirà nel 2011 con la regia di Marcus Nispel e sarà un fiasco clamoroso.
Nel 2010 è colpito da un ictus che fa temere per la sua vita gli compromette la facoltà di parlare, la convalescenza sarà lunga e dolorosa.
Nel 2013 esce il bel documentario omonimo, un’impressionante lista di colleghi, amici e ammiratori lodano e sottolineano la grandezza e l’importanza di Milius nella storia del cinema americano.



Nel 2015 Coppola, vecchio compagno di molte battaglie, cerca di smuovere un po’ le acque dicendo che ha letto la sceneggiatura del seguito di Conan, è splendida e Milius, a suo dire ormai completamente ristabilito, è perfettamente in grado di tornare a dirigere.
I produttori non si inteneriscono e anche questa volta non se ne fa niente, nonostante i molti attestati di stima sembra che nessuno sia interessato a un nuovo film del barbaro di Hollywood.



Oggi Milius ha 74 anni, è riapparso in diversi festival e manifestazioni spesso accompagnato dai quattro figli o assieme a qualcuno degli amici che nel bene e nel male non lo hanno mai abbandonato, ha riacquistato l’uso della parola e sembra in discreta salute, dice di aver finito una sceneggiatura sulla vita di Gengis Khan (forse la migliore che abbia mai scritto) e spera di vederla tramutata presto in film, magari con la regia di Mel Gibson.


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Loneliness. The American grizzly lives out his life alone. Indomitable, unconquered - but always alone. He has no real allies, only enemies, but none of them as great as he.

Solitudine. Il grizzly passa tutta la vita da solo... indomabile, invincibile, ma sempre da solo. Non ha alleati, ha solo nemici, ma nessuno della sua grandezza

 

FINE?


  • 19

#7 dUST

dUST

    dolente o nolente

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Inviato 22 luglio 2018 - 08:28

Un genio, punto.
Big Wednesday film della vita, visto non so più nemmeno quante volte. Ne scriverei volentieri la scheda ma non sono all'altezza di tutto ciò che il film rappresenta e vuole rappresentare.
Topic dell'anno, anche solo per il fatto che le polemiche su Milius le ho vissute in diretta quando c'era il solo Caprara a difenderlo.
Bravo Man, facciamo pace e stringiamoci la mano, e dire che ti facevo uno da centri sociali
  • 1

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#8 dirac

dirac

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Inviato 22 luglio 2018 - 09:04

Mi ricordo da bambino di avere visto un film su T. Roosevelt e non capiva come avessero potuto scegliere un uccello spelacchiato come simbolo degli USA, ma che il Grizzly, quello si sarebbe stato un bel simbolo.

 

Sono quelle cose che senti da bambino e ti restano tutta la vita.


  • 1

#9 Tom

Tom

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Inviato 22 luglio 2018 - 09:08

Wow.

 

E non ho manco un "+" da mettere.

 

 

flight-of-the-intruder-1009937-t.jpg

 

Nel 1991 torna inaspettatamente dietro la macchina da presa dirigendo l’interessante  Flight of the intruder- L’ultimo attacco, che viene però massacrato dai produttori e snobbato dai critici, e che risulterà a tutt’oggi essere l’ultimo film lui diretto per il grande schermo, il regista ha appena 47 anni.

 

Riciclo e aggiusto un commento che avevo fatto sui 400 Calci.

 

Sicuramente è un Milius minore, anzi il Millius minore, ma dall’inizio alla fine è un manifesto della più perfetta e sagace ambiguità miliusiana.

 

Un indizio bello grosso e' che il punto di vista “giusto” del film è quello rappresentato dal personaggio di Danny Glover, l'inflessibile comandante dei due protagonisti ribelli insofferenti alla regole e alla diplomaza.

Ora, in una QUALSIASI altra pellicola conservatrice e militarista, il personaggio di Glover sarebbe stato caratterizzato come l’ufficiale ligio ai regolamenti e con una scopa nel culo, stile i superiori di Callaghan, sarebbe stato l’antagonista antipatico che serve a mettere in risalto la simpatica ribalderia dei protagonisti; massimo di concessione al personaggio una redenzione finale.
Invece l'ufficiale interpretato Glover è saggio, umano, fin troppo paziente e – soprattutto – tutto quello che dice è perfettamente sensato. Milus denuncia magari l’ipocrisia e l’asservimento alla politica degli ufficiali, ma non mette mai in discussione il fatto che i suoi protagonisti stiano facendo qualcosa di totalmente sbagliato da un punto di vista militare e, soprattutto, tremendamente stupido.
A Milus interessa proprio la gratuità e scelleratezza delle scelte dei suoi protagonisti. Sono i surfisti di “Un mercoledì da leoni” con gli aerei al posto dei surf, che insoddisfatti della guerra che stanno combattendo si inventano una guerra loro, come dei piccoli e parecchio infantili Kurtz.

 

A Milius non mi pare interessasse neanche andare contro l’ideologia dei vietnam movie “sporchi” alla Platoon, ma piuttosto voleva creare un contraltare estetico di quei film, riportando il cinema di guerra ai film sugli aerei degli anni 30 e 40. Stessa atmosfera ovattata e pulita, visibile uso di trasparenti, scenari fatti coi modellini, cieli irrealistici. Il che casualmente lo accomuna al coevo Spielberg di “Always” (sempre con Brad Johnson) e molto meno casualmente al Lucas delle battaglie aeree di “Guerre Stellari”. Tanto che il primo raid organizzato da Johnson e Dafoe sembra quasi un remake della battaglia finale sulla Morte Nera del ’77.

 

E’ vero, il film è praticamente privo di un reale sviluppo narrativo, tanto che potrebbe finire in più momenti e non sarebbe cambiato niente. Il che crea una strana mancanza di tensione per un film di guerra, ma la cosa non mi sembra incidentale. C’è la stessa atmosfera di cameratismo rilassato di certi film di John Ford e Howard Hawks, che puntavano più sulla creazione di un microcosmo virile che sulla tensione dettata dall’azione. Ok, “L’ultimo attacco” non è neanche lontanamente “Un dollaro d’onore” di Hawks e manco “I tre della Croce del Sud” (quasi sicura fonte d’ispirazione di Milus) di Ford, ma ci prova ad esserlo. E tanto basta per farne un film che andava contro tutte le mode di quegli anni e farne un vietnam movie unico nel suo genere, completamente diverso sia da quelli che raccontavano la Sporca Guerra sia quelli che ribattevano a suon di patriottismo e bandiere a stelle e strisce.

 

E infine, banalmente ma non secondariamente, io lo trovo un film piacevole, accattivante, ben diretto e ben interpretato.


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#10 Harry Caul

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 22 luglio 2018 - 09:28

Grazie a tutti, accetto ovviamente volentieri la stretta di mano di Dest di cui leggerei con grande interesse la scheda su Big Wednesday, molto belle e interessanti anche le considerazioni di Tom sull'ultimo attacco, anche secondo me è un ottimo film, tra l'altro girato benissimo.
Dirac il film di cui parli è ovviamente il vento e il leone da cui ho preso anche la citazione finale del topic.
Possiamo dire che Milius è stato uno dei più grandi scrittori americani del 900? A livello di un Hemingway? Secondo me si.
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#11 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 22 luglio 2018 - 09:32

Ho un po' sistemato il topic correggendo alcuni errori e cercando di renderlo più leggibile, all'inizio avevo fatto un po' di casino coi caratteri.

Ora però magari mi ritiro qualche giorno sui monti, non sapete quanto è dura scrivere così tanto per un pigro come me asd


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#12 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 22 luglio 2018 - 15:50

hai fatto un lavoro incredibile, man. ammetto che mi hai stupito (in positivo eh ashd )

mi sento onorato dalla tua chiamata alle armi per parlare di conan il barbaro, però allo stesso tempo mi sento anche un po' in imbarazzo perché non so se riuscirei a scrivere qualcosa all'altezza. lo conosco davvero poco milius, però quello che posso fare è condividere con voi le mie impressioni sul film, piuttosto che esercitarmi nella critica "pura". un po' come fatto da tom

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ciò che mi colpì principalmente di conan non fu tanto la quantità di sesso e di sangue comunque inusuale per un genere, il fantasy, che da sempre ha come target principale i ragazzini, ma il modo in cui milius approccia il genere. a dispetto di quello che si può leggere nelle recensioni dell'epoca - che lo etichettano come un fumettaccio … ah o tempora o mores ashd - conan è più affine ad un film storico che ad un fantasy. quello che con un termine nerdoso si chiama worldbuilding, in conan è particolarmente interessante ed originale perché prende spunto più dalla storia medievale ed antica, che dal folklore o dalle favole come il fantasy classico. lo vedo insomma come un precursore di quello che poi è stato chiamato grimdark fantasy, il fantasy realistico e particolarmente violento

il secondo aspetto originale e personale è sicuramente lo stile, il tono del film: aspro, "severo", un modo di fare cinema che è davvero distante anni luce dall'interattività postmoderna del cinema contemporaneo. un film parecchio visionario, anche enigmatico, che non fa nulla per ingraziarsi lo spettatore, dal ritmo spesso lento ed incoerente nello sviluppo. penso che milius, con cameron, sia inoltre l'unico regista che abbia sfruttato al meglio schwarzy: in questo film ci ricorda perché è considerato dagli addetti ai lavori e non il più grande bodybuilder della storia, un corpo che oggi qualcuno potrebbe pensare essere rifinito al computer, e in questo film tutta la credibilità del personaggio passa proprio attraverso il suo corpo, che contribuisce al carattere sovrannaturale , mitologico e fantastico del personaggio
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#13 dUST

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Inviato 22 luglio 2018 - 16:00

È nella sua passione per il surf che si concentra, a saperlo leggere, tutto il superomismo visionario di Milius. Non c'è nessuna contraddizione tra la cultura del surf e la cultura tout court: anzi, vado oltre; c'è più filosofia in BW che in cento anni di teorizzazioni (inutili, perlopiù).
Forse vi sorprenderà apprenderlo, ma ho una fissa per il surf da quando, appunto, ho visto BW rimanendone stregato. Chi volesse approfondire e capire il come e il perchè, bene si procuri Riding Giants, un docu-film che dice tutto quello che c'è da dire in materia.
Ciò premesso, la poetica Milusiana compendia un po' tutto il virile vitalismo americano, da quello decadente di Hem a quello lirico di Whitman: un mondo un po' a parte per gli intellettuali europei, che infatti non l'hanno mai capito.
Vale la pena ricordare che uno così ha preso a piene mani da Conrad e da Melville, basterebbe questo a demolire l'astio critico che l'ha sempre accompagnato. Ripeto: un genio puro, un gigante.
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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#14 cinemaniaco

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Inviato 22 luglio 2018 - 16:20

certo che solo per aver scritto apocalypse now già un posto in paradiso se lo è conquistato… ma a proposito chiedo ai milius-iani: come vi ponete verso la versione redux? è da prendere per buono quello che dice milius? ashd diciamo che condivido anche, perché tipo tutto l'intermezzo nella piantagione francese forse si porta via troppo minutaggio… ma chi l'ha scritte insomma quelle scene?
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#15 dUST

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Inviato 22 luglio 2018 - 17:06

Probabile le abbia scritte Milius stesso, ma le sceneggiature come i romanzi procedono per eccesso e mai per difetto. Hemingway stesso buttava via un buon 50% di quello che metteva su carta. Va anche considerato che Coppola non è esattamente un minimalista. Io ho anche la redux su dvd, ma confesso che ancora non l'ho affrontata
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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#16 Harry Caul

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Inviato 22 luglio 2018 - 17:13

Probabile le abbia scritte Milius stesso, ma le sceneggiature come i romanzi procedono per eccesso e mai per difetto. Hemingway stesso buttava via un buon 50% di quello che metteva su carta. Va anche considerato che Coppola non è esattamente un minimalista. Io ho anche la redux su dvd, ma confesso che ancora non l'ho affrontata

Sono sue quasi sicuramente, la scena con i francesi che spiega la storia dell'indocina in particolare sembra Milius al 100%, ma è anche uno capace di capire quando qualcosa funziona e quando no.
Anche per me Apocaypse Now rimane la prima versione, quella col bombardamento finale e senza inutili digressioni.
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#17 cinemaniaco

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Inviato 24 luglio 2018 - 09:08

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nel frattempo ho visto dillinger. scusami theman se ti rubo il lavoro ashd

le sparatorie. questo film ha la sua ragione d'essere nella potenza di fuoco della propria estetica della violenza. sicuramente debitore dei massacri indistinti di peckinpah, ma milius porta tutta la propria fascinazione per le armi da fuoco su schermo ed esaspera le coreografie degli scontri a fuoco. mitragliatrici, fucili thompson, pistole (doppie spesso, ad anticipare i trademarks dell'action hongkongese e poi hollywoodiano postmoderno), fucili a pompa: sono loro i protagonisti del film (per chi interessa la lista completa, giusto per farsi un'idea: http://www.imfdb.org...illinger_(1973)). diciamo che questo film sta alle sparatorie come the french connection sta agli inseguimenti automobilistici: per gli anni 70 una pellicola decisamente in anticipo sui tempi

il film sarebbe anche secco e sbrigativo dal punto di vista narrativo, se non fosse che spesso inciampa in intermezzi che spezzano il ritmo (e riguardano quasi sempre il rapporto johnny-billie) o in digressioni inaspettate come quelle finali con protagonisti pretty boy floyd e homer van meter. le capacità di milius come storyteller si vedono soprattutto nella prima metà del film che vede in parallelo gli eventi più famosi della dillinger gang (rapine e fughe dal penitenziario) e la caccia a questa che melvin purvis e i suoi uomini mettono in atto tra il 33 e il 34 scandita dalla voce over di purvis stesso (un racconto essenziale, quasi cronachistico, anche questo molto moderno)

warren oates sembra quasi la fotocopia di dillinger, al contrario ben johnson ha almeno una trentina d'anni in più del vero purvis (che era coetaneo di dillinger). il purvis di milius è una specie di dirty harry degli anni 30: un duro che spara one-liner da duro, volutamente iconico (con le sue pistole, il mitra e soprattutto i suoi sigari) e riguardo a questo personaggio sono molte le libertà storiche che si prende il regista. dillinger è un eccentrico gangster, una canaglia irriverente e non è un caso che questo ritratto abbia fatto incazzare j. edgar "la mafia non esiste" hoover. nel resto del cast spicca il baby face nelson di richard dreyfuss, una sorta di pazzo maniaco iperviolento

curiosità: in alcuni punti il film di michael mann sembra quasi un remake - ad esempio l'uccisione di dillinger fuori dal cinema - ma gli stili sono completamente differenti. sarebbe interessante metterli a confronto: stessa vicenda e spesso stessi episodi, ma due film completamente diversi
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#18 Harry Caul

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Inviato 24 luglio 2018 - 09:53

Molto bene cine ;)

Volevo anch'io mettere giù un confronto tra i due film, provo a riassumere in breve.

Il film di Mann è assolutamente più corretto dal punto di vista storico mentre quello di Milius si prende libertà notevoli sulla materia raccontata eppure a livello emotivo risulta molto più credibile quest'ultimo.

I protagonisti di Mann, come il suo film, sono freddi e stilosi, quasi dei modelli e pur essendo delinquenti sono tendenzialmente positivi, quelli di Milius sono degli animali braccati, al di là del bene e del male, puro istinto, sguazzano nella violenza come se per loro fosse l'unico mondo possibile e il film è come loro: vitale, furioso, fisicissimo, ti lascia con il crepitio dei mitra nelle orecchie, l'odore del sangue in bocca e le polvere delle strade degli anni 30 negli occhi.

Anche la storia tra Dillinger e Billie Frechette è molto diversa, più convenzionalmente romantica per Mann, l'incontro tra due gatti selvatici, aggressivi, violenti e scostanti per Milius.

E poi mi dispiace ma Michelle Phillips >>>>>>> Marion Cottilard

 

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:sbav:  :sbav:


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#19 cinemaniaco

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Inviato 24 luglio 2018 - 10:06

il film di mann è praticamente un melodramma: la storia d'amore tra johnny e billie è centrale. e al di là di tutto oggi nessuno potrebbe proporla nella chiave un tantino maschilista del film di milius ashd (erano così però tutti i film dell'epoca)

a livello di cast:

warren oates > johnny depp

però

christian bale > ben johnson , per la maggiore veridicità del personaggio

indubbiamente

michelle phillips > marion cotillard
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#20 Harry Caul

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Inviato 24 luglio 2018 - 10:17

Effettivamente, pur adorando Johnson come attore e personaggio, ho trovato anch'io in un certo senso sbagliata la scelta di un attore cosi vecchio.

Uno meno stagionato secondo me avrebbe reso ancora meglio l'atmosfera che Milius riesce a ricreare benissimo di un'epoca giovane, violenta, scatenata e senza futuro.


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