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Luton - Black Box Animals (Lost Tribe Sound, 2018)


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13 replies to this topic

#1 Ɲ●†

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Inviato 03 giugno 2018 - 23:32

Merita più di una misera segnalazione questo nuovo progetto tutto italiano che risponde ai nomi di Attilio Novellino e Roberto P. Sigueira. Vuoi perché c'è la recensione - al solito puntualissima - di Paloz (ma sul suo blog anche quella di Raffaello), vuoi perché "Black Box Animals" è un disco che coglie sapientemente nel segno, al crocevia di un sentire condiviso tra esperienze limitrofe e reciprocamente attinenti, nel tempo e nello spazio: la lezione dell'Eno di "On Land" poi ripresa nei suoi successivi ed apocrifi "dark sides" isolazionisti; un'ambient attraversata da cinematici e mai ridondanti field-recordings e sovente ombreggiata da fraseggi modern classical (opera della Luton Sinfonietta) che, quando prendono il sovravvento, sfociano in aperture di pura musicalità rispetto ai granulosi fondali di un Lawrence English; fino a toccare il post-rock atmosferico di Pan American [quelli più "quiet" (city)] o dei meno noti Charles Atlas e spingendosi ancora oltre, ad un passo dal folk vero e proprio.
Epitome ne è la meravigliosa Archipelago, ma è solo il culmine di un percorso che se parte da oscure profondità non manca mai di anelare ad una certa luminosità, al suo stesso sgorgare, venire alla luce. Alla bellezza semplice e cristallina della materia; quand'anche tragica, come ben esemplificato dalla cupa uscita di una miniera posta in copertina.

Disco tanto nomade nel farsi (registrato tra Svezia, UK, Germania ed Italia) quanto centratissimo negli esiti. Ed è proprio per il suo equilibrio interno, tra i vari elementi e stili che compongono le immagini sonore del duo, che questo album vale ben più di un ascolto. Qui lo si può addirittura acquistare (in digitale o in edizione CD, 200 copie):
https://luton.bandcamp.com/releases

Qui un teaser e il video - mai così rigorosamente homemade - di "Sodermalm Phantom Cab"



a2477111345_10.jpg
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#2 paloz

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Inviato 04 giugno 2018 - 15:25

Grazie per la buona azione, anche se + a parte sospetto non lo ascolterà niuno. asd

Fa strano ma un disco ben fatto e un minimo innovativo, in certi ambiti, è talmente raro che ci si stupisce di un disco come questo, che in effetti non è null'altro. Ascoltato volentieri più volte, un bel viaggio emozionale.


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#3 Ɲ●†

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Inviato 04 giugno 2018 - 15:32

Vabbè ma chissenefrega. Evviva gli happy few.

Comunque nel suo ambito è finora l'uscita più notevole dell'anno insieme alla Vantzou.
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#4 Ɲ●†

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Inviato 22 settembre 2021 - 11:43

Paloz ci sei?

 

E' uscito il loro nuovo album, addirittura doppio, per quasi 90 minuti di sinergie tra ambient, quiet post-rock, droni gentili, modern classical, concrètezze cinemamatiche, soundtrack music e quel certo sostrato folk che fa la differenza.

Insomma, siamo sulla scia del magnifico Black Box Animals e della sua capacità di prendere elementi da generi ad alto rischio d'inflazionamento e fonderli con una capacità di sintesi e completezza che negli ultimi anni non ho sentito altrove.

Chiaro che la durata qui può prestare il fianco a qualche passaggio a vuoto o ridondante, lo metto in conto, laddove i 45 minuti di Black Box Animals erano perfetti. Però ai primi ascolti mi pare che la sostanza ci sia tutta, non chiedevo altro che una conferma e per ora mi posso dire appagato.

E' un peccato che passino sotto silenzio perché per me sono dei fuoriclasse. Vabbè ce li terremo per noi...

 

https://luton.bandcamp.com/album/eden

 

Unico neo: artwork molto MEH. 


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#5 paloz

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Inviato 22 settembre 2021 - 11:58

Eh vediamo se trovo la voglia di sentirlo...


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Inviato 22 settembre 2021 - 12:02

Eh vediamo se trovo la voglia di sentirlo...

 

Ma come??? Guarda che è una passeggiata eh! Se dici così mi uccidi l'hype asd

 

A me è arrivato oggi il 2xCD.


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#7 paloz

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Inviato 22 settembre 2021 - 12:05

Intanto vedi che c'è l'endorsement di OR :OR: 


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Inviato 22 settembre 2021 - 12:06

Appena caricata, stamattina non l'avevo vista. Dopo me la leggo. Intanto grazie PEPPE TROTTA, chiunque tu sia.

 

Solo un appunto: taggare come experimental, electroacoustic secondo me è sviante, rende un idea di "pesantezza" o incompromissorietà quando invece il loro bello è proprio l'alto tasso di lirismo e come la musica scorre fluida. Alla fine, almeno per i miei canoni, è un ascolto tutto sommato leggero e pienamente piacevole per quanto ombroso.


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#9 peppe trotta

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Inviato 23 settembre 2021 - 14:18

Appena caricata, stamattina non l'avevo vista. Dopo me la leggo. Intanto grazie PEPPE TROTTA, chiunque tu sia.

 

Solo un appunto: taggare come experimental, electroacoustic secondo me è sviante, rende un idea di "pesantezza" o incompromissorietà quando invece il loro bello è proprio l'alto tasso di lirismo e come la musica scorre fluida. Alla fine, almeno per i miei canoni, è un ascolto tutto sommato leggero e pienamente piacevole per quanto ombroso.

se posso essere sincero in questo loro secondo lavoro entrano in gioco talmente tanti elementi da rendere fuorviante qualsiasi riferimento a generi e categorie. diciamo che quei tag volevano esprimere semplicemente indeterminatezza di ambito. domanda: tu cosa avresti scelto per designarlo?


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#10 Ɲ●†

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Inviato 23 settembre 2021 - 19:45

In effetti è difficile, ne convengo, perché appunto sintetizzano spunti diversi (per quanto apparentati e limitrofi, parzialmente sovrapponibili) e l'output risulta comunque personale e completamente amalgamato, senza suture. Se dovessi stare su etichette banali direi "ambient, modern classical", ma sarebbe comunque una definizione per difetto e direbbe sempre poco, visto che gli elementi in gioco sono molti di più. Forse "imaginary soundtracks" sarebbe abbastanza calzante, perché c'è un mood cinematico che viene fuori bene, anche se magari non era quello l'intento. Ma devo ancora ascoltarlo per bene, sono ancora alla superficie. Per dire, il pezzo che mi è balzato di più all'occhio (dell'udito) è il secondo, "No One Gets Hurt", anche abbastanza atipico, che a me (sarà per la voce) ga fatto venire addirittura in mente i NIN (!). Resta il fatto che la difficoltà nel trovare una definizione comprensiva è già un complimento.
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#11 paloz

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Inviato 24 settembre 2021 - 11:46

Dopo dieci minuti va già in territori che non mi attirano, sento anche molto bozzettismo rispetto alla compiutezza dell'esordio e sinceramente di 90 minuti così non me ne faccio molto, se non come puro sottofondo. Sorry :(


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Inviato 24 settembre 2021 - 17:09

INFAME!

Io per il momento ci sento continuità, è solo lungo il doppio asd
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#13 lazlotoz

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Inviato 27 settembre 2021 - 13:01

Il primo era una bella bomba.

Questo forse, anche per la durata, vagola un po'. Però mi pare di un livello eccellente.

I due sanno dove mettere le mani, ed effettivamente la difficoltà di etichettarli li rende ancora più interessanti. Abbastanza aperti a strade variegate ma che nell'insieme si tengono.

Forse sì, anche io avrei preferito più sintesi. Ma va bene così.

 

 

 

storiella a latere: due settimane fa ero a cena con un amico, e insieme a lui c'era un tizio molto simpatico. Si chiacchiera un po', gli dico della mia micro etichetta collettiva e lui mi racconta che suona in un gruppo, era Roberto dei Luton. Bel tipo.


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#14 peppe trotta

peppe trotta

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Inviato 27 settembre 2021 - 20:38

Capisco che la durata possa spaventare, ma poniamola diversamente: cosa avreste eliminato? Io non ho trovato cadute di tono e in fondo come gli stessi due hanno affermato si tratta di un lavoro che non soffre un eventuale ascolto dilazionato. È un lavoro che va scolato fino in fondo per esprimersi in merito
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