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[Pietra Miliare] Burial - Untrue (Hyperdub, 2007)


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#21 markmus

markmus

    cui prodi

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Inviato 20 novembre 2017 - 16:46

dai 10 anni sono sufficienti per una visione di prospettiva. ben vengano piu' pietre degli anni zero. certo map of what is effortless non e' tra i primi dischi che mi sarebbero venuti in mente, per quanto mi piaccia molto. 

 

complimenti per la pietra, fatta con sentimento come l'album in questione. io ero abbastanza avulso dalla scena elettronica all'epoca e lo scoprii solo un paio d'anni dopo, pero' ricordo l'accoglienza positiva sul forum e gia' allora la trasversalita' degli apprezzamenti, e' sempre stato un disco fatto per scavalcare confini (io per dire resto ignorante sul dubstep al di la' della compila hyperdub).

 

per me resta il suono della citta' in cui vivo, oggi come quando la esploravo otto anni fa con untrue in cuffia, non c'e' niente che lo abbia rimpiazzato (king krule ci sta provando).


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#22 Wriss

Wriss

    もののあはれ

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Inviato 20 novembre 2017 - 16:48

Aggiunto per correttezza che la decisione di Burial di mostrarsi al pubblico non fu dettata da una sua scelta ma da una cascata di eventi incontrollabile: quando nel 2013 uscì Rival Dealer molti credettero che Burial fosse un transessuale/transgender a causa dell'uso del sample di un discorso di Lana Wachowski presente sul finale della traccia "Come Down To Us" e dell'uso massiccio di campionamenti vocali di toni indistinguibili fecero credere che egli stesso si nascondesse per non rivelare la sua natura "distorta". Cosa che ha preferito lui stesso smentire attraverso il comunicato dell'Hyperdub il 31 Gennaio del 2014 a dire insomma "smettetela di fare i coglioni, io faccio musica così le dietrologie mi stanno sul cazzo."

 


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RYM


#23 slothrop

slothrop

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Inviato 20 novembre 2017 - 16:51

 

Non mi torna il fatto che all'uscita fosse un disco per pochi: esattamente nel 2007 cominciavo ad affacciarmi sulla musica post-2000 (che prima quasi del tutto ignoravo per scelta) e mi pare che all'uscita "Untrue" fosse già tra i dischi assolutamente da ascoltare; in ogni caso dava già l'idea di qualcosa di nuovo e non così tanto assimilabile al trip-hop – indubbiamente un buon appoggio per cercare di definire qualcosa che non aveva ancora un suo genere così definito.

Insomma, in tutta la storiella mi sento solo di contestare che dai più sia stato riscoperto a posteriori: è fuori da dieci anni e per tutto il tempo non è mai stato meno che un cult, per chi mastica davvero l'elettronica come per chi non.

 

Più che per pochi, fu apprezzato da pochi, e ricordo benissimo che il trip hop era sempre dietro l'angolo. Un parallelo che diventò quasi snervante nei primissimi tempi del dubstep. Poi la riscoperta graduale nel tempo, con l'hype revival del momento come fuoriuscita definitiva dal culto. Ovviamente, tutto questo non riguarda gli amanti del settore. Ma va da sé. Restano di certo anche molti apprezzamenti trasversali, forniti all'epoca dai più impensabili, da Yorke a Tiziano Ferro (!). Giusto per capacitarci dell'ampiezza. 

 

 

Anch'io come paloz ricordo che si trattò di "hype preventivo", è proprio la copertina che mi rimanda a un album che tutti quelli che sono anche solo un po' nel giro hanno per lo meno sentito nominare. A differenza di vuvu, non seguendo granchè il settore, non ricordo le critiche e il rimando al trip-hop a mò di insulto, ma mi fido di lui.

Quello che negli anni è cambiato è semmai l'idea - veicolata negli ultimi anni soprattutto da quei media non strattamente musicologici che vuvu indetifica come "hipster" - secondo la quale per capire LA MUSICA di questi anni '10 bisogna per forza seguire CERTA MUSICA ELETTRONICA; non parlo solo dei cosiddetti accelerazionisti ma anche di vecchie glorie tipo gli Autechre ,ma non Aphex Twin, mentre non è chiaro come vengano inquadrati oggi i Pan Sonic. A proposito dei quali mi sento di dire che, nella gran parte dei ripescaggi di oggi su Burial - non ho ancora letto vuvu - come costante leggo questa cosa della "fine dell'utopia rave", che per carità, è sicuramente vero ma insomma, io qualcosa di molto simile già la sentivo nei Pan Sonic, eh, a fine anni '90. Poi è vero che i Pan Sonic venivano dall'industrial e da un genere di sperimentazione davvero lontano dal dancefloor, mentre Burial è figlio dell'hardcore continuum e quindi come quelle musiche era deputato a raccontarci il futuro. Così come è vero che in quel futuro che immaginavamo nell'evo della techno oggi vivamo immersi e, soprattutto, incapaci di immaginarci un "futuro nuovo", il che è drammatico visto che contestualmente viviamo in un'epoca che ci dimostra ogni santo giorno quanto fosse cannata la profezia di Fukuyama sulla "fine della storia" per oggettiva superiorità del capitalismo.

Detto ciò, mi rendo conto che il tempo non passa invano e che l'oggi è diverso dalla fine degli anni '90, ma

 

1 - non sarei così sicuro che i dischi di Burial vogliano realmente dire tutte queste cose (e la strategia del non parlare è in assoluto quella che paga di più in tempi di social, ovviamente se sei già qualcuno)

2 - al netto della differente epoca - che certamente è un distinguo importante, che cambia le prospettive -, questa poetica della distopia alla lunga - son certamente io che sono grossolano - mi sembra un po' la solita solfa post-industrial che ci ripetiamo come un mantra da 30 anni...


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#24 vuvu

vuvu

    الرجل المكرسة لقضية المرأة ويقع في

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Inviato 20 novembre 2017 - 17:14

 

 

Non mi torna il fatto che all'uscita fosse un disco per pochi: esattamente nel 2007 cominciavo ad affacciarmi sulla musica post-2000 (che prima quasi del tutto ignoravo per scelta) e mi pare che all'uscita "Untrue" fosse già tra i dischi assolutamente da ascoltare; in ogni caso dava già l'idea di qualcosa di nuovo e non così tanto assimilabile al trip-hop – indubbiamente un buon appoggio per cercare di definire qualcosa che non aveva ancora un suo genere così definito.

Insomma, in tutta la storiella mi sento solo di contestare che dai più sia stato riscoperto a posteriori: è fuori da dieci anni e per tutto il tempo non è mai stato meno che un cult, per chi mastica davvero l'elettronica come per chi non.

 

Più che per pochi, fu apprezzato da pochi, e ricordo benissimo che il trip hop era sempre dietro l'angolo. Un parallelo che diventò quasi snervante nei primissimi tempi del dubstep. Poi la riscoperta graduale nel tempo, con l'hype revival del momento come fuoriuscita definitiva dal culto. Ovviamente, tutto questo non riguarda gli amanti del settore. Ma va da sé. Restano di certo anche molti apprezzamenti trasversali, forniti all'epoca dai più impensabili, da Yorke a Tiziano Ferro (!). Giusto per capacitarci dell'ampiezza. 

 

 

Quello che negli anni è cambiato è semmai l'idea - veicolata negli ultimi anni soprattutto da quei media non strettamente musicologici che vuvu indetifica come "hipster" - secondo la quale per capire LA MUSICA di questi anni '10 bisogna per forza seguire CERTA MUSICA ELETTRONICA; non parlo solo dei cosiddetti accelerazionisti ma anche di vecchie glorie tipo gli Autechre ,ma non Aphex Twin, mentre non è chiaro come vengano inquadrati oggi i Pan Sonic. 

 

 

 

Questa cosa provai a scriverla in termini un po' meno seriosi anni fa proprio qui, e fui ovviamente travolto da una serie incredibile di incomprensioni proprio da molti di quelli che ascoltano prevalentemente certa elettronica (come me, dai compagni di partito insomma), con un post se non erro di reese molto bello ma che non c'azzeccava un fico secco con quello su cui mi interrogavo. Post romantico ovviamente applaudito da tutta la ciurma di amanti di certa elettronica e io fatto passare per il cattivone polemico di turno. Ma va beh, succede. Diciamo che i Pan Sonic sono mediamente considerati anche dalla cerchia hipsterina come dei pionieri indiscussi, coloro che hanno portato l'industrial su piani voltaici nuovi, insoliti. Dei proto Lopatin, per intenderci. Certo, le distinzioni nel campo di questa elettronica sono davvero infinite, essendo infinite le possibilità e i raggi d'azione. Aphex resta intoccabile per una serie di ovvie faccende inattaccabili, come l'anticipo sui tempi e soprattutto una sensibilità melodica che seduce in eterno e che ad esempio manca nei ben più algidi Autechre, i quali finiscono spesso per essere considerati pionieri, ma scolastici e dunque figli di quei tempi, impossibili da recuperare in toto. L'utopia rave è stata per me quella arrivata al suo punto massimo verso i Novanta, dopo la rapida implosione della d'n'b. Che la visione di un futuro nuovo scarseggi, è secondo me dovuto al fatto che la tecnologia corre talmente tanto al punto da lasciare indietro qualsiasi desiderio in tal senso. E' una mia banale considerazione, che però trova riscontro nell'eccesso del revival, anche elettronico (minimal wave, industrial, drone, buchla a manetta etc..


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"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).


#25 Domenico Ayuara

Domenico Ayuara

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Inviato 20 novembre 2017 - 17:21

 

Lettura davvero piacevole, ma alla luce dell'assenza di album che sono considerati universalmente pietre miliari, non è prematuro considerare tale questo di Burial?

 

 

Vedo che sei nuovo e quindi ti aggiorno sul fatto che da tempo le pietre miliari non hanno strettamente il significato di "dischi fondamentali e universalmente considerati tali", ma semplicemente di dischi memorabili o importanti per un motivo o per l'altro. E per fortuna, dato che così ci si può spingere oltre l'idea di "oggettività del giudizio" e parlare di ciò che più ci piace, o di qualcosa che non mette d'accordo tutti ma che ha una sua rilevanza per la storia della musica.

 

 

Mi sembrava solo strano non fossero presenti i dischi da me citati, non perché io li ritengo pietre miliari ma perché hanno un certo spessore nella storia recente della musica elettronica, non voleva essere una critica nei confronti di chi di voi sceglie i dischi da considerare pietre miliari per ondarock.


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#26 slothrop

slothrop

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Inviato 20 novembre 2017 - 17:32

 

 

 

Non mi torna il fatto che all'uscita fosse un disco per pochi: esattamente nel 2007 cominciavo ad affacciarmi sulla musica post-2000 (che prima quasi del tutto ignoravo per scelta) e mi pare che all'uscita "Untrue" fosse già tra i dischi assolutamente da ascoltare; in ogni caso dava già l'idea di qualcosa di nuovo e non così tanto assimilabile al trip-hop – indubbiamente un buon appoggio per cercare di definire qualcosa che non aveva ancora un suo genere così definito.

Insomma, in tutta la storiella mi sento solo di contestare che dai più sia stato riscoperto a posteriori: è fuori da dieci anni e per tutto il tempo non è mai stato meno che un cult, per chi mastica davvero l'elettronica come per chi non.

 

Più che per pochi, fu apprezzato da pochi, e ricordo benissimo che il trip hop era sempre dietro l'angolo. Un parallelo che diventò quasi snervante nei primissimi tempi del dubstep. Poi la riscoperta graduale nel tempo, con l'hype revival del momento come fuoriuscita definitiva dal culto. Ovviamente, tutto questo non riguarda gli amanti del settore. Ma va da sé. Restano di certo anche molti apprezzamenti trasversali, forniti all'epoca dai più impensabili, da Yorke a Tiziano Ferro (!). Giusto per capacitarci dell'ampiezza. 

 

 

Quello che negli anni è cambiato è semmai l'idea - veicolata negli ultimi anni soprattutto da quei media non strettamente musicologici che vuvu indetifica come "hipster" - secondo la quale per capire LA MUSICA di questi anni '10 bisogna per forza seguire CERTA MUSICA ELETTRONICA; non parlo solo dei cosiddetti accelerazionisti ma anche di vecchie glorie tipo gli Autechre ,ma non Aphex Twin, mentre non è chiaro come vengano inquadrati oggi i Pan Sonic. 

 

 

 

Questa cosa provai a scriverla in termini un po' meno seriosi anni fa proprio qui, e fui ovviamente travolto da una serie incredibile di incomprensioni proprio da molti di quelli che ascoltano prevalentemente certa elettronica (come me, dai compagni di partito insomma), con un post se non erro di reese molto bello ma che non c'azzeccava un fico secco con quello su cui mi interrogavo. Post romantico ovviamente applaudito da tutta la ciurma di amanti di certa elettronica e io fatto passare per il cattivone polemico di turno. Ma va beh, succede. Diciamo che i Pan Sonic sono mediamente considerati anche dalla cerchia hipsterina come dei pionieri indiscussi, coloro che hanno portato l'industrial su piano voltaici nuovi, insoliti. Dei proto Lopatin, per intenderci. Certo, le distinzioni nel campo di questa elettronica sono davvero infinite, essendo infinite le possibilità e il raggio d'azione. Aphex resta intoccabile per una serie di ovvie faccende inattaccabili, come l'anticipo sui tempi e soprattutto una sensibilità melodica che seduce in eterno e che ad esempio manca nei ben più algidi Autechre, i quali finiscono spesso per essere considerati pionieri, ma scolastici e dunque figli di quei tempi, impossibili da recuperare in toto. L'utopia rave è stata per me quella arrivata al suo punto massimo verso i Novanta, dopo la rapida implosione della d'n'b. Che la visione di un futuro nuovo scarseggi, è secondo me dovuto al fatto che la tecnologia corre talmente tanto al punto da lasciare indietro qualsiasi desiderio in tal senso. E' una mia banale considerazione, che però trova riscontro nell'eccesso del revival, anche elettronico (minimal wave, industrial, drone, buchla a manetta etc..).  

 

 

 

Discorsi che ci porterebbero lontanissimo. Gli Autechre sono stati recentemente glorificati per le loro ultime, prolississime cose. E' però vero che su di loro c'è un dibattito, c'è anche chi li vede come dici tu, rimasti alla "vecchia scuola". Se ne discute, insomma.

Di sicuro oggi i trend sono estremamente effimeri e sembrano non lasciare in dote delle vere tradizioni; se pensi a quello che han lasciato in campo revival come il neo-garage dagli '80 in avanti o la cocktail-music con tutto il suo corollario retro-nuevo del downtempo (che aveva appunto anche elementi di novità attinti dalle prassi hip-hop) e le confronti con il famolo strano senza costrutto che circola oggi (specie quelle cose drone e minimal-wave che dici) è proprio da deprimersi...


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#27 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 20 novembre 2017 - 18:21

una pietra miliare devotamente classica, come albo siamo dalle parti di un Incunabula tanto per dire... ma anche di un Loveless. impeccabile vuvu, ma non lo scopriamo di certo ora.


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#28 kebab

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Inviato 21 novembre 2017 - 09:36

Penso di aver capito la frecciata “polemica” di vuvu nel primo post ma non la condivido del tutto, o perlomeno non la condivido nei termini. Secondo me* “Untrue” è stato abbastanza il caso musicale del 2007, nel senso che lo ricordo citato praticamente da tutti quelli giusti nei contesti giusti per dare la risposta giusta (un po’ come KK quest’anno). Andava così: “Ci consigli un disco di quest’anno?” “Guarda, io ti consiglio “Untrue” di Burial, un disco molto soul, molto urbano”. È però vero che, sul forum di OR, non è permeato con la stessa immediatezza sensazionalistica, pur piazzando un onestissimo quindicesimo posto nella classifica della redazione di quell’anno, a fronte dell’universale consenso di cui gode adesso.
È giusto celebrare questo disco e dieci anni sono una buona distanza per tirare le somme di ciò che è stato. Ecco, forse il suo limite (di Burial e, soprattutto, di “Untrue”) è stato quello di essere troppo iconico. È un punto d’arrivo più che un punto di partenza, secondo me.


*C’è un bias non trascurabile: non sono mai stato uno del “giro”. Mi riferisco quindi a stampa del settore, interviste agli artisti del periodo e via dicendo.



Complimenti, ovviamente, a vuvu!
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#29 Ɲ●†

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Inviato 21 novembre 2017 - 10:51

Ecco, forse il suo limite (di Burial e, soprattutto, di “Untrue”) è stato quello di essere troppo iconico. È un punto d’arrivo più che un punto di partenza, secondo me.
 

 

Mh, tendo a discordare. Come ho già scritto, dopo Untrue Burial è ripartito su formati diversi, ma sempre con cose interessantissime e di grande prospettiva, distaccandosi anche in una certa maniera dall'icona che quel disco indubbiamente è.


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A chemistry of commotion and style

#30 kebab

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Inviato 21 novembre 2017 - 12:42

Hai ragione perché mi sono spiegato male.
Mi riferivo al Burial artista appartentente a una scena - dubstep, UK, anni ‘00. “Untrue” è figlio di quel mondo ma ne prende anche le distanze; è un’altra angolazione di quelle idee, suoni, stile. L’esordio è qualcosa di più inquadrato e, quindi, meno vendibile a chi non mastica certe atmosfere, mentre “Untrue” arriva di più (scusate la faciloneria). Solo Burial avrebbe potuto fare un disco così ed è logico e inevitabile che, dopo, non ci sia stato nessun altro disco così. Detto da me che non ho seguito tutte le derive successive del dubstep e potrei essermi perso qualche disco che ha seguito questa traccia - nel qual caso, fuori i nomi.
Per contro, James Blake (faccio il primo nome che mi viene in mente) è uno a cui manca la narrazione asciutta e limpida di Burial, ma quello che ha prodotto ha avuto un impatto clamoroso su centinaia di artisti
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#31 maladiez

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Inviato 24 novembre 2017 - 23:54

Sto ascoltando Untrue proprio nel momento in cui scrivo, sono profanissimo del genere, l'elettronica non è esattamente il mio forte ma essendo un curioso della musica ed uno che ormai da un pezzo ha smesso di identificarsi con uno o piu' generi a sè stanti, ho preso la sana, per me, abitudine di cercare dischi che riescano ad emozionarmi ed a farmi "entrare" anche solo con la mente in quel mood che vogliono evocare, e questo a prescindere da quale che sia il mezzo o il genere con cui l'artista/band si esprime. Untrue è una camminata notturna urbana, cosi come giustamente ha sottolineato Vuvu nella recensione, viene resa appieno l'idea del sound notturno, del freddo, dei passi che rimbombano nei vicoli appena bagnati dalla pioggia e dell'asfalto umido che riflette in maniera confusa le fioche luci della citta', ecco, quando io trovo album che mi trasmettono sensazioni cosi' nette vuol dire che hanno raggiunto il loro scopo, che poi questo disco sia da considerarsi miliare o no a me importa poco, lascio queste considerazioni a chi di questo genere è piu' esperto, io da modesto ascoltatore distaccato e curioso me lo godo nel silenzio della mia cameretta.

 

ps sapete chi ha realizzato l'artwork del disco? Thanx!


  • 5

"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#32 markmus

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Inviato 01 giugno 2019 - 17:26


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#33 Ɲ●†

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Inviato 01 giugno 2019 - 19:22

Anche questo, un matrimonio tra giganti


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#34 markmus

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Inviato 14 giugno 2019 - 08:58

side b dalle profondità marine: https://youtu.be/hlK1_156Rxw
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#35 paloz

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Inviato 15 giugno 2019 - 10:58

Bella la seconda facciata, la prima ormai è cliché puro.


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esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#36 vuvu

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Inviato 15 giugno 2019 - 11:00

Sì anche a me è piaciuto molto di più il secondo pezzo. 


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