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Il Groove Giapponese


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31 replies to this topic

#1 Tana delle Tigri

Tana delle Tigri

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Inviato 29 luglio 2017 - 18:34

 

Ha un nome preciso? é mai stato approfondito? c'é insomma questo tipico ritmo giapponese, sopratutto negli anime a partire dagli anni 80' che é praticamente inconfondibile. 

 

é mai stato usato, intendo come fusion o tentativo di fusion con il rock occidentale? Potrebbe essere realizzabile tutto ció? 

 

A partire dalla colonna sonora di Furyo per mano di Sakamoto, ad altri grandi theme come questa

 


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#2 Tony Randine

Tony Randine

    Roadie

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Inviato 29 luglio 2017 - 22:25

Non so se c'entri qualcosa o meno, ma proprio in questo periodo sto un po' intrippato con i primi due album di Taeko Ohnuki. Le sonorità sono molto meno smaccatamente 80's e più 70's (e non poteva essere altrimenti visto ce sono stati pubblicati nel 76/77) ma credo potrai ritrovarci parte del groove che (mi pare) tu intendi.
Se non li conosci te li consiglio. Soprattutto Sunshower.
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#3 Tana delle Tigri

Tana delle Tigri

    mainstream Star

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Inviato 30 luglio 2017 - 02:50

Ma certo che li vado ad ascoltare, ottimo Randine!

 

Quello che qua intendo, é quello che c'é un  suono tipicamente giapponese, riconoscibile ed irripetibile. Un suono originale, che va da... boh, dagli anni 70' fino ad oggi. Certo, aiuta molto il vocal particolare, ma c'é anche una parte instrumental riconoscibile ed originale. Forse il solo Morricone é arrivato a questi suoni, cioé

 

 

arrivano i cattivi!


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#4 slothrop

slothrop

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Inviato 30 luglio 2017 - 11:41

Mi pare che si parli di cose abbastanza diverse, anche se tutte ricoscibilmente e identitariamente giapponesi. Ti consiglio di leggerti le discussioni sul forum dedicate a Yellow Magic Orchestra e al City Pop.

 

PIù in generale, in Giappone l'incontro tra fusion, elettronica e pop mainstream molto '70 (il cosiddetto city-pop, una specie di ibrido fra gli Steely Dan, Love Boat e i Beach Boys) è qualcosa che ha segnato profondamente la scena musicale dalla metà degli anni '70 all'intero corso degli '80, parallelamente a una New-Wave più robotica e allineata all'underground occidentale. Insomma, ti confermo che fusion, pop ed elettronica da quelle parti sono cose che si sposano di continuo.


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#5 Trespy Sledge

Trespy Sledge

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Inviato 30 luglio 2017 - 11:45

Love Boat?
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#6 slothrop

slothrop

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Inviato 30 luglio 2017 - 12:14

Love Boat?

 

https://www.youtube....h?v=TezOIKgM8W4

 

(disco realizzato prima della serie "Love Boat", ma ci siam capiti, lo spettro esplorativo di Hosono va da Burt Bacharach e Neil Young fino all'elettro-pop e ovviamente all'exotica)

 

https://www.youtube....h?v=D-Kd5aB1-5U

+

https://www.youtube....h?v=guBU1CRw8Oc

 

(in Yamashita c'è anche una forte componente disco-funk, come si sente, ma personalmente l'idea della crociera faccio a fatica a levarmela dalla testa; considerate che il city-pop è la musica del boom economico giapponese)


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#7 slothrop

slothrop

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Inviato 30 luglio 2017 - 12:15

a casaccio dalle musiche di Yuji Ohno per LUpin III (di quegli anni)

 

https://www.youtube....h?v=nE-KK2lo6go

 

NB: il primo compositore che scrisse musiche per Lupin a fine anni '60 aveva - appunto - un tocco più sixties


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#8 Trespy Sledge

Trespy Sledge

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Inviato 30 luglio 2017 - 12:37

Love Boat?

 
https://www.youtube....h?v=TezOIKgM8W4
 
(disco realizzato prima della serie "Love Boat", ma ci siam capiti,

Ah ecco, pensavo ci fosse un gruppo che si chiamasse Love Boat asd
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#9 Tana delle Tigri

Tana delle Tigri

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Inviato 23 ottobre 2019 - 01:23

Avevo aperto questo topic in condizioni ancora abbastanza ignoranti, ben prima di conoscere il city-pop e in generale le diverse scene in Giappone. Adesso dato l'immenso tempo libero (sfruttato discutibilmente) sto approfondendo le varie discografie grazie alle varie classifiche di RYM, che proprio in queste settimane sto scoprendo utilissime. Vedo che tra i miglior dischi spesso c'è qualche colonna sonora di video-game, tipo: Sonic (voto 9 anche su OR), Street Fighter, Master Ninja Returns, etc... altre cose di cui non so nulla, non ho mai giocato ai video-games, mi hanno regalato un Xbox360 ma l'ho subito scassato incidentalmente con una pallonata. Detto ciò, come mai questa alta considerazione per le colonne sonore dei video-giochi e nulla per le colonne sonore dei vari cartoni animati come: L'Uomo Tigre, HNK, Rocky Joe oppure Dragon Ball tra i più recenti? Non si trovano in nessuna classifica, eppure io non ci vedrei nulla di male nel concedere la pietra ad una di queste:

 

 


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#10 Gozer

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Inviato 23 ottobre 2019 - 10:27

*
POPOLARE



Avevo aperto questo topic in condizioni ancora abbastanza ignoranti, ben prima di conoscere il city-pop e in generale le diverse scene in Giappone. Adesso dato l'immenso tempo libero (sfruttato discutibilmente) sto approfondendo le varie discografie grazie alle varie classifiche di RYM, 

 

Con le classifiche di RYM ti farai un'idea della loro scena che più distorta non si può. Detto ciò...

 

 

 

che proprio in queste settimane sto scoprendo utilissime. Vedo che tra i miglior dischi spesso c'è qualche colonna sonora di video-game, tipo: Sonic (voto 9 anche su OR), Street Fighter, Master Ninja Returns, etc... altre cose di cui non so nulla, non ho mai giocato ai video-games, mi hanno regalato un Xbox360 ma l'ho subito scassato incidentalmente con una pallonata. Detto ciò, come mai questa alta considerazione per le colonne sonore dei video-giochi e nulla per le colonne sonore dei vari cartoni animati come: L'Uomo Tigre, HNK, Rocky Joe oppure Dragon Ball tra i più recenti? Non si trovano in nessuna classifica, eppure io non ci vedrei nulla di male nel concedere la pietra ad una di queste:

 

...visto che sono gli ambiti di cui sul sito mi occupo io, ti rispondo. Ma non prima di aver precisato che "Dragon Ball fra i più recenti" anche no: risale agli anni Ottanta.

 

Sul perché i videogiochi sì e i cartoni no, il motivo non è immediato come potrebbe sembrare. 

Dapprima ho pensato che probabilmente fra i RYMiani c'è più gente che abbia giocato a Sonic di quanta abbia visto l'Uomo Tigre o Rocky Joe, cartoni che sotto a una certa età non conosce nessuno. Però d'altro canto anche prendendo cartoni che resistono a tutt'oggi, tipo Lupin, la situazione non cambia. Sicché la soluzione va ricercata altrove. 

 

Primo, i cartoni sono da sempre identificati non con le musiche di sottofondo, ma con le sigle, e però le sigle hanno il problema che molto spesso sono state sostituite da sigle locali, e quindi ogni paese avrà le sue: nessuno di voi, verosimilmente, conosce la reale sigla dell'Uomo Tigre. Inoltre la nostra sigla è del tutto sfasata, come sonorità, rispetto a quella originale, visto che il cartone è andato in onda nel 1969 in Giappone, mentre da noi c'è arrivato nel 1982 (e lo stesso è successo per una marea di altri cartoni). 

 

Secondo, le colonne sonore dei videogiochi sono state enormemente influenti sulla successiva musica elettronica e sono quindi state discusse anche a distanza di generazioni, mentre le colonne sonore dei vecchi cartoni animati giapponesi non hanno influenzato un bel niente e quindi non c'è stato motivo di discuterne successivamente alla loro messa in onda. (Il che non significa che non meritassero, è semplicemente successo così).  

 

La situazione comunque ora è cambiata: l'anno scorso la colonna sonora di "Devilman Crybaby", di Kensuke Ushio, ha fatto scalpore (l'ho anche recensita per Ondarock), e non è certo da oggi che è così (fece scalpore già Yoko Kanno per "Cowboy Bebop" negli anni Novanta, o Nujabes per "Samurai Champloo").

Fra gli anime in lungometraggio poi fanno scalpore da ancora prima (anche perché si usava chiamare dei giganti per curarle, vedi Haruomi Hosono per "Night on the Galactic Railroad" o Sakamoto per "Le ali di Honneamise").


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#11 100000

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Inviato 23 ottobre 2019 - 11:03

Ho aperto il topic sperando di leggere di Devilman Crybaby, corro a leggere la rece.


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#12 Tana delle Tigri

Tana delle Tigri

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Inviato 23 ottobre 2019 - 11:05

Gozer grazie mille!

Approfitto (andando off topic) per una domanda sulla tua metodologia: per esempio, vedo che hai recensito in modo molto positivo il gruppo vietnamita oppure gli Adamlar: ma come ci arrivi/ come li scegli?

Cioè, come vengono segnalati? Su RYM? Oppure, per dire: si dice che in un dato mese sono usciti 18 dischi validissimo da 18 paesi diversi: ascolti tutto oppure fai una scelta? E come fai puoi a conoscere tutto il contesto che ci sta attorno il disco?

Mi fa molto piacere che apprezzi gli LGT, ti piace anche altro? (Tipo dalla scena wave abbastanza ricca)
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#13 ravintola

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Inviato 23 ottobre 2019 - 11:07

 



Avevo aperto questo topic in condizioni ancora abbastanza ignoranti, ben prima di conoscere il city-pop e in generale le diverse scene in Giappone. Adesso dato l'immenso tempo libero (sfruttato discutibilmente) sto approfondendo le varie discografie grazie alle varie classifiche di RYM, 

 

Con le classifiche di RYM ti farai un'idea della loro scena che più distorta non si può. Detto ciò...

 

 

 

perche'? Da che fattori sono distorte le classifiche di rym?

E dove ci si puo' fare un'idea corretta della scena?


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#14 Gozer

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Inviato 23 ottobre 2019 - 13:05

Gozer grazie mille!

Approfitto (andando off topic) per una domanda sulla tua metodologia: per esempio, vedo che hai recensito in modo molto positivo il gruppo vietnamita oppure gli Adamlar: ma come ci arrivi/ come li scegli?

Cioè, come vengono segnalati? Su RYM? Oppure, per dire: si dice che in un dato mese sono usciti 18 dischi validissimo da 18 paesi diversi: ascolti tutto oppure fai una scelta? E come fai puoi a conoscere tutto il contesto che ci sta attorno il disco?

Mi fa molto piacere che apprezzi gli LGT, ti piace anche altro? (Tipo dalla scena wave abbastanza ricca)

 

RYM ormai come fonte lo uso pochissimo.

Sia i Cá Hồi Hoang, sia gli Adamlar avevano pochissimi voti su RYM quando li ho scoperti, mentre altri artisti che ho recensito quest'anno, come l'ucraino Khayat, non c'erano proprio per niente e li ho dovuti inserire io.

Li scopro girando per la rete e facendo ricerche specifiche sulle nazioni che sto esplorando in quel momento, non uso fonti fisse. 

 

Visto che citi gli LGT, anche quello è un discreto esempio di distorsione: il loro album più celebrato a livello locale è "Loksi", che su RYM è trattato come una fetecchia. Gli avessi dato retta, non avrei scoperto uno dei dischi più belli dell'epoca.

 

 

 

Ravintola:

perche'? Da che fattori sono distorte le classifiche di rym?

E dove ci si puo' fare un'idea corretta della scena?

 

La risposta cambia a seconda della scena. 

 

Per l'Italia è distorta dal tipo di pubblico per esempio: se sommi Pino Daniele, Angelo Branduardi e Edoardo Bennato, non fanno i voti dei Massimo Volume. 

I nomi storici della nostra scena in generale non hanno quasi mai dischi in grassetto: non li hanno quelli appena elencati, non li hanno Dalla, De Gregori, Venditti o Baglioni. Mentre Luciano Cilio sembra una superstar.

Lucio Battisti ha un disco in croce in grassetto, persino Battiato fa fatica (ne ha solo due). L'unico è De Andrè, che ne ha sette.

Ti sembra un ritratto realistico della nostra scena?

 

Per il Giappone non è invece dovuto al tipo di pubblico, ma alla sua assenza. Su RYM non ci sono giapponesi: è molto probabile che se ci fossero sarebbero gli indie locali e la faccenda risulterebbe quindi comunque distorta, fatto sta che non ci sono proprio e quindi i voti sono i voti degli occidentali. E gli occidentali di musica giapponese non sanno una ceppa.

 

L'idea corretta ce la si fa andando alle fonti locali. Cercare liste stilate dai giornali locali. Più liste se possibile, perché bisogna fare un po' di tara comparativa (affidarsi a una singola fonte non è mai bene).

Poi siccome le liste locali non danno l'idea del riscontro effettivo, ma solo del culto fra gli addetti ai lavori, integrarle spulciando le classifiche di vendita. 

Gli artisti che troverò all'intersezione fra le liste dei giornali e le hit parade, saranno i primi che ascolterò. Poi andrò con gli altri (quelli particolarmente ricorrenti nei giornali anche se han venduto poco, e quelli che han venduto molto anche se poco considerati).

Se si riesce a parlare con persone del luogo, è anche meglio (ma più persone, perché anche qui bisogna fare comparazioni: una singola persona può portare fuori strada se ha idee/percezioni particolari). 

 

Dopodiché, alla fine di tutto questo processo, ciò che conta è comunque il mio gusto personale, ben chiaro: ma almeno lo applicherò avendo un'idea realistica di cosa sia successo in Giappone, e non dopo essermi bevuto una favoletta a uso e consumo dei soli occidentali. 

 

Capisco che sono processi faticosi, e infatti a me portano via interi anni.


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#15 Pancakes

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Inviato 23 ottobre 2019 - 13:35

 

Gozer grazie mille!

Approfitto (andando off topic) per una domanda sulla tua metodologia: per esempio, vedo che hai recensito in modo molto positivo il gruppo vietnamita oppure gli Adamlar: ma come ci arrivi/ come li scegli?

Cioè, come vengono segnalati? Su RYM? Oppure, per dire: si dice che in un dato mese sono usciti 18 dischi validissimo da 18 paesi diversi: ascolti tutto oppure fai una scelta? E come fai puoi a conoscere tutto il contesto che ci sta attorno il disco?

Mi fa molto piacere che apprezzi gli LGT, ti piace anche altro? (Tipo dalla scena wave abbastanza ricca)

 

RYM ormai come fonte lo uso pochissimo.

Sia i Cá Hồi Hoang, sia gli Adamlar avevano pochissimi voti su RYM quando li ho scoperti, mentre altri artisti che ho recensito quest'anno, come l'ucraino Khayat, non c'erano proprio per niente e li ho dovuti inserire io.

Li scopro girando per la rete e facendo ricerche specifiche sulle nazioni che sto esplorando in quel momento, non uso fonti fisse. 

 

Visto che citi gli LGT, anche quello è un discreto esempio di distorsione: il loro album più celebrato a livello locale è "Loksi", che su RYM è trattato come una fetecchia. Gli avessi dato retta, non avrei scoperto uno dei dischi più belli dell'epoca.

 

 

 

Ravintola:

perche'? Da che fattori sono distorte le classifiche di rym?

E dove ci si puo' fare un'idea corretta della scena?

 

La risposta cambia a seconda della scena. 

 

Per l'Italia è distorta dal tipo di pubblico per esempio: se sommi Pino Daniele, Angelo Branduardi e Edoardo Bennato, non fanno i voti dei Massimo Volume. 

I nomi storici della nostra scena in generale non hanno quasi mai dischi in grassetto: non li hanno quelli appena elencati, non li hanno Dalla, De Gregori, Venditti o Baglioni. Mentre Luciano Cilio sembra una superstar.

Lucio Battisti ha un disco in croce in grassetto, persino Battiato fa fatica (ne ha solo due). L'unico è De Andrè, che ne ha sette.

Ti sembra un ritratto realistico della nostra scena?

 

Per il Giappone non è invece dovuto al tipo di pubblico, ma alla sua assenza. Su RYM non ci sono giapponesi: è molto probabile che se ci fossero sarebbero gli indie locali e la faccenda risulterebbe quindi comunque distorta, fatto sta che non ci sono proprio e quindi i voti sono i voti degli occidentali. E gli occidentali di musica giapponese non sanno una ceppa.

 

L'idea corretta ce la si fa andando alle fonti locali. Cercare liste stilate dai giornali locali. Più liste se possibile, perché bisogna fare un po' di tara comparativa (affidarsi a una singola fonte non è mai bene).

Poi siccome le liste locali non danno l'idea del riscontro effettivo, ma solo del culto fra gli addetti ai lavori, integrarle spulciando le classifiche di vendita. 

Gli artisti che troverò all'intersezione fra le liste dei giornali e le hit parade, saranno i primi che ascolterò. Poi andrò con gli altri (quelli particolarmente ricorrenti nei giornali anche se han venduto poco, e quelli che han venduto molto anche se poco considerati).

Se si riesce a parlare con persone del luogo, è anche meglio (ma più persone, perché anche qui bisogna fare comparazioni: una singola persona può portare fuori strada se ha idee/percezioni particolari). 

 

Dopodiché, alla fine di tutto questo processo, cioè che conta è comunque il mio gusto personale, ben chiaro: ma almeno lo applicherò avendo un'idea realistica di cosa sia successo in Giappone, e non dopo essermi bevuto una favoletta a uso e consumo dei soli occidentali. 

 

Capisco che sono processi faticosi, e infatti a me portano via interi anni.

 

 

Gozer io ammiro ciò che fai [ti volevo anche scrivere in pm ma mi sa che non me l'ha mandato], però non sono d'accordo sul paragone Baglioni Cilio: quest'ultimo faceva una musica molto meno pop e più di nicchia, se vogliamo anche di un genere che non ha mai avuto particolari barriere nazionali, quindi ci sta che abbia più riscontro di onesti artisti pop spesso più "locali" su un sito internazionale a maggioranza anglofona [ma dove forse gli italiani sono una delle minoranze più cospicue].


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#16 Life Is Insignificant

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Inviato 23 ottobre 2019 - 13:37

Mi raccomando ragazzi, guardate sempre le classifiche di vendita per scoprire la vera musica di qualità: su RYM non riuscireste mai a conoscere pilastri della musica giapponese come le AKB48 (il loro disco più popolare ha solo 53 voti su RYM :( ), che hanno venduto 56 milioni di copie!

Se poi vi interessa la musica del Ghana, cercate un forum in lingua Ewe di agricoltori ghanesi, di sicuro vi sapranno aiutare nella vostra ricerca molto meglio rispetto a personaggetti come Miles Cleret (che parla inglese, orrore!), che non riesco proprio a capire come si permettano di pubblicare compilation di dischi dopo vent'anni di ricerca sul posto, tra mercatini di vinili locali e conoscenza personale degli artisti. Maledetto colonialismo, maledetta cultural appropriation!
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#17 Gozer

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Inviato 23 ottobre 2019 - 13:55

Pancakes:

io ammiro ciò che fai [ti volevo anche scrivere in pm ma mi sa che non me l'ha mandato], però non sono d'accordo sul paragone Baglioni Cilio: quest'ultimo faceva una musica molto meno pop e più di nicchia, se vogliamo anche di un genere che non ha mai avuto particolari barriere nazionali, quindi ci sta che abbia più riscontro di onesti artisti pop spesso più "locali" su un sito internazionale a maggioranza anglofona [ma dove forse gli italiani sono una delle minoranze più cospicue].

 

Cilio non faceva "meno pop": non faceva pop e basta. Però se guardi RYM, passa quasi come il disco italiano più importante di quel decennio. 

Ti senti di poter avallare questa posizione? 

 

Io personalmente, per quanto si possa essere fan dell'avanguardia, dell'ambient, o ovunque tu voglia inserire il suo album, trovo una distorsione gigantesca che quel disco sia in grassetto mentre sommando Branduardi, Bennato, Dalla, De Gregori, Venditti, Baglioni e Daniele, di grassetto non si riesca a cacciarne neanche uno in croce. 

 

Davvero la trovo una enormità: non la troverei tale se il grassetto l'avesse Cilio e l'avessero anche gli altri, ossia qualora venisse dato a ognuno il proprio peso nel proprio ambito.

Ahimè, così non accade.

 

 

Mi raccomando ragazzi, guardate sempre le classifiche di vendita per scoprire la vera musica di qualità: su RYM non riuscireste mai a conoscere pilastri della musica giapponese come le AKB48 (il loro disco più popolare ha solo 53 voti su RYM :( ), che hanno venduto 56 milioni di copie!

Se poi vi interessa la musica del Ghana, cercate un forum in lingua Ewe di agricoltori ghanesi, di sicuro vi sapranno aiutare nella vostra ricerca molto meglio rispetto a personaggetti come Miles Cleret (che parla inglese, orrore!), che non riesco proprio a capire come si permettano di pubblicare compilation di dischi dopo vent'anni di ricerca sul posto, tra mercatini di vinili locali e conoscenza personale degli artisti. Maledetto colonialismo, maledetta cultural appropriation!

 

Non avevo dubbi su questo intervento piccato, e non poteva essere altrimenti da parte di uno che scopre la musica non anglofona passivamente, tramite le compilation che gli vengono propinate da sedicenti etichette indie.

 

Le AKB48 fanno schifo, sì. Molto bene. Poi se vuoi prendiamo anche altri artisti che hanno dominato le classifiche giapponesi però, e che schifo non fanno: Yosui Inoue (il loro Battisti), disco più popolare su RYM 46 voti (molti italiani arrivati in seguito al mio).

 

Non c'è compilation occidentale e non c'è classifica di RYM che te l'avrebbe fatto scoprire. A me l'hanno fatto scoprire le classifiche di vendita. Parliamo probabilmente del più grande cantautore mai generato dal Giappone.

 

I Boowy, la band che ha sconvolto la scena locale e che ha determinato la nascita a raffica di una serie di rock band tutte sul loro stampo: al massimo 37 voti.

Nessuna compilation occidentale e nessuna classifica RYM me li avrebbe fatti scoprire. 

Anche loro scoperti sulle classifiche di vendita: è forse la band più influente nella storia della musica giapponese. 

 

Potrei continuare non hai idea quanto a lungo, ma mi fermo qui perché già subodoro il putiferio e non era proprio mia intenzione. Ho risposto per dare consigli su un tema che mi è caro.

 

Se ritenete RYM e le compilation occidentali soddisfacenti continuate a usarli e buon pro vi faccia; volevo solo mettere in guardia sul fatto che non restituiscono ritratti attendibili delle scene che vorrebbero rappresentare.


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#18 Life Is Insignificant

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Inviato 23 ottobre 2019 - 15:04

Mi raccomando ragazzi, guardate sempre le classifiche di vendita per scoprire la vera musica di qualità: su RYM non riuscireste mai a conoscere pilastri della musica giapponese come le AKB48 (il loro disco più popolare ha solo 53 voti su RYM :( ), che hanno venduto 56 milioni di copie!
Se poi vi interessa la musica del Ghana, cercate un forum in lingua Ewe di agricoltori ghanesi, di sicuro vi sapranno aiutare nella vostra ricerca molto meglio rispetto a personaggetti come Miles Cleret (che parla inglese, orrore!), che non riesco proprio a capire come si permettano di pubblicare compilation di dischi dopo vent'anni di ricerca sul posto, tra mercatini di vinili locali e conoscenza personale degli artisti. Maledetto colonialismo, maledetta cultural appropriation!


Non avevo dubbi su questo intervento piccato, e non poteva essere altrimenti da parte di uno che scopre la musica non anglofona passivamente, tramite le compilation che gli vengono propinate da sedicenti etichette indie.

Le AKB48 fanno schifo, sì. Molto bene. Poi se vuoi prendiamo anche altri artisti che hanno dominato le classifiche giapponesi però, e che schifo non fanno: Yosui Inoue (il loro Battisti), disco più popolare su RYM 46 voti (molti italiani arrivati in seguito al mio).

Non c'è compilation occidentale e non c'è classifica di RYM che te l'avrebbe fatto scoprire. A me l'hanno fatto scoprire le classifiche di vendita. Parliamo probabilmente del più grande cantautore mai generato dal Giappone.

I Boowy, la band che ha sconvolto la scena locale e che ha determinato la nascita a raffica di una serie di rock band tutte sul loro stampo: al massimo 37 voti.
Nessuna compilation occidentale e nessuna classifica RYM me li avrebbe fatti scoprire.
Anche loro scoperti sulle classifiche di vendita: è forse la band più influente nella storia della musica giapponese.

Potrei continuare non hai idea quanto a lungo, ma mi fermo qui perché già subodoro il putiferio e non era proprio mia intenzione. Ho risposto per dare consigli su un tema che mi è caro.

Se ritenete RYM e le compilation occidentali soddisfacenti continuate a usarli e buon pro vi faccia; volevo solo mettere in guardia sul fatto che non restituiscono ritratti attendibili delle scene che vorrebbero rappresentare.
Torna a dare i meno ai post del 2016 che è una cosa che ti riesce meglio piuttosto che pontificare su come io scopra la musica, visto che come al solito parli senza sapere niente.
Io la musica africana/thailandese/indonesiana/etc la scopro parlando con e comprando dischi da persone che in quei luoghi ci vanno regolarmente, e per il Giappone sono io in prima persona ad andarci spesso per fare record digging. Le compilation sono sicuramente utili ma sono solo una base di partenza, in base a cosa tu dica che io la musica non anglofona la scopro così non mi è ben chiaro.
Ti svelo un segreto: parlare con persone random del posto non porta a nessuna scoperta interessante, perché le persone in media conoscono solo musica mainstream. Se permetti, ho conosciuto molte più cose interessanti da Capo Verde o della Somalia parlando personalmente con Vik Sohonie della Ostinato Records (un indiano che vive a Brooklyn e in Africa ci va di continuo) piuttosto che da una mia amica ghanese che mi ha consigliato Shatta Wale.

https://youtu.be/UzxSNgs_0SM


Non mi è neanche chiaro cosa significhi secondo te conoscere una "vera scena" di un posto, visto che le scene sorgono intorno a club o generi, non certo a intere nazioni. Dire che esista una singola scena giapponese non significa nulla, in un paese di 140 milioni di abitanti con migliaia di scene locali grandi e piccole. Quel che è certo è che una scena non si vede certo dalle vendite dei dischi, che si parli del Giappone o dell'Italia o di qualsiasi altro luogo al mondo.
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#19 Gozer

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Inviato 23 ottobre 2019 - 15:26

I meno li darò anche ai tuoi post del 1996 se è per quello, altro che 2016.

 

Quanto al resto, se parli con persone che in quei luoghi ci vanno, dunque avalli in parte il mio metodo e hai poco da lamentartene. 

Ho scritto "in parte" perché io alle persone che "in quei luoghi ci vanno" preferisco le persone che in quei luoghi ci sono cresciute. 

 

"Random" ovviamente non significa niente: è ovvio che prima tasto la preparazione della persona e poi in base al riscontro che ho, pongo le domande adeguate. Va da sé che io vada cercarle nei luoghi che ritengo più ideonei (e infatti ne esce fuori gente preparata, con cui sono arrivato a scrivere a quattro mani monografie per Ondarock, altro che "con persone del posto non si scopre nulla"). Questo oltre a coloro che conosco di persona.  

 

A differenza tua però non scarto neanche chi conosce solo mainstream, perché il mainstream fa parte delle scene e a volte ne rappresenta il peggio, ma a volte anche il meglio: vedi in Italia con Battisti e Battiato, in Francia con gli Indochine, in Giappone con Yamashita o la YMO, e via dicendo.

 

Pretendere che il meglio di una nazione lo diano musicisti conosciuti da dieci persone significa volersi costruire a tutti i costi il proprio orticello snobistico. Legittimo se per te è così, perché la musica è prima di tutto piacere, ma illusorio da un punto di vista della comprensione e della storia di quei luoghi.

 

Poi sia chiaro, io arrivo a ambo i poli: scopro le stelle locali, così come scopro l'underground locale. Ma riesco appunto a distinguerli e contestualizzarli, cosa che dando retta soltanto alle classifiche di RYM e alle compilation occidentali non si può fare, perché sono compilate malissimo. La chiudo qui perché il tono è già pessimo e può solo andare a peggiorare, saluti e baci.


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Inviato 23 ottobre 2019 - 17:22

Mai sentito parlare né mai letto di tale Cilio fino a oggi. Eppure non credo di essere di primissimo pelo.

Cosa mi sono perso?
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ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 




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