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Tutto mondo è paese


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13 replies to this topic

#1 ms88

ms88

    Roadie

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Inviato 20 febbraio 2007 - 15:25

Partendo da alcuni spunti del topic "razzismo antisiculo" mi metto a scrivere questo nuovo thread, che riguarda il provincialismo italiano
Secondo me in Italia manca completamente un sentimento comune di appartenenza ad una macrorealtà, una forma di cosmopolitismo; le manifestazioni razziste nei confronti dei meridionali, secondo me, non sono sintomo di una forma (per fortuna) di profondo razzismo ideologico, ma per lo più sono l'espressione di un'ignoranza da bar, di "provincialismo" appunto, ovvero come chiusura e arretratezza che etichetta tutto come diverso e si richiude nelle proprie illusorie e finte certezze, incapace a cogliere il divenire della realtà circostanziale
Quello che secondo me sarebbe interessante è sapere se vi sentite, in qualche modo, cittadini del mondo, oppure come me avvertite questa chiusura culturale, questa superficialità insita nella cultura popolare
Oppure, come ho proposto nell'altro topic, queste problematiche sono comuni ad un mondo (quello Occidentale) in profonda decadenza infatti
la chiusura e l'insicurezza sono sintomatiche di una profonda arretratezza(che milano non sia cosmopolita passi pure, ma non mi sentirei cittadino del mondo nè a New York nè tantoeno a Londra o Parigi)
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"Dal sublime al ridicolo non vi e' che un passo"
Napoleone Bonaparte

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#2 ollivander

ollivander

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Inviato 20 febbraio 2007 - 15:31

io non lo chiamarei provincialismo ma ignoranza
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#3 King Of Woolworths

King Of Woolworths

    Roadie

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Inviato 23 febbraio 2007 - 10:48

Argomento molto interessante.

A mio avviso l'Italia è cambiata positivamente negli ultimi decenni, diventando più moderna e cosmopolita. Sono gli italiani, invece, ad essere sempre più arrabbiati e pessimisti. E l'Italia è una delle nazioni più ricche del mondo, non di certo una provinciale. Mettiamocelo bene in testa.

E' vero che manca una "macrorealtà" ma non penso ciò sia negativo, per sè, visto che toglie dalle scatole tutti i proclami di orgoglio e pregiudizio che abbondano altrove - qui (GB) per esempio. Sono comunque convinto che, se esiste una chiusura, questa nasca proprio dalla superiorità culturale italiana, che spesso snobba le altre culture e non accetta contaminazioni o quantomeno critiche.
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#4 ollivander

ollivander

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Inviato 23 febbraio 2007 - 12:53

A mio avviso l'Italia è cambiata positivamente negli ultimi decenni, diventando più moderna e cosmopolita. Sono gli italiani, invece, ad essere sempre più arrabbiati e pessimisti. E l'Italia è una delle nazioni più ricche del mondo, non di certo una provinciale. Mettiamocelo bene in testa.
E' vero che manca una "macrorealtà" ma non penso ciò sia negativo, per sè, visto che toglie dalle scatole tutti i proclami di orgoglio e pregiudizio che abbondano altrove - qui (GB) per esempio. Sono comunque convinto che, se esiste una chiusura, questa nasca proprio dalla superiorità culturale italiana, che spesso snobba le altre culture e non accetta contaminazioni o quantomeno critiche.


scusami ma non sono d'accordo.

che l'italia sia diventata piu' cosmopolita non e' certo per una mirata scelta di governo, diciamo che ci si e' "ritrovata". non che io abbia qualcosa in contrario comunque.

moderna? in cosa esattamente? io vedo stagnazione a tutti i livelli.

gli italiani sono sempre piu arrabbiati e pessimisti? SI! e io sono una di quelli. ma perche' siamo tutti cosi' incazzati? sono solo affari tuoi, ma perche' anche tu, come me, non sei piu' in italia?

l'italia e la nazione piu' ricca al mondo? certamente la piu' ricca di opere d'arte tenute in magazzino, in cui studenti dei corsi di restauro vengono mandati a fare tirocini in polonia perche' in italia "non c'e' posto", poco importa che il bel paese possegga il 70% di opere d'arte a livello mondiale.
forse eravamo ricchi culturalmente e qualche residuo ancora ne rimane ma non mi pare che nessuno si stia sforzando a portare avanti la tradizione.

poi scusa ma cosa intendi per superiorita' culturale? perche' mi suona un po' come "l'indubbia supremazia della cultura occidentale"?
i problemi di razzismo che ci sono in italia non sono minimamente paragonabili alla situazione anglosassone. anche in italia ci sono rivendicazioni di orgoglio nazionale e botte di campanilismo anzi ecco il problema e' forse piu' intestino che altro perche' gli immigrati in italia, per come la vedo io, ci transitano.

scusa, stamattina so pure di malumore...



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#5 astrodomini

astrodomini

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Inviato 24 febbraio 2007 - 23:53

Io sono orgoglioso di appartenere a una microrealtà e mi sento in primis un friulano. Non per questo mi chiudo in me stesso e nelle mie convinzioni territoriali (che in molti casi contrasto perchè troppo retrogade e chiuse) rifiutando tutto ciò che viene dal di fuori, penso insomma che sia importante mantenere la propria identità locale ma allo stesso tempo aprirsi al mondo. Per me tutta questa spinta al cosmopolitismo, ad essere cittadini del mondo etc. è un esagerata forzatura figlia di mentalità che non tengono conto della rilevante importanza che hanno per le persone le realtà in cui nascono e crescono. Io sono cittadino della mia città, del mio stato e questo per me ha importanza e ha in se tutta una serie di valori e tradizioni che per me hanno ancora rilevanza e non mi portano certo ad escludere tutto ciò che proviene da fuori, dal mondo etc. Per me è una semplice questione di essere ricettivi o meno.
Trovo normalissimo poi certe mentalità chiuse che sono tipiche di realtà con poca cultura e con in particolare poca storia di integrazione e di scambio culturale alle spalle, immagino che le realtà più provinciali e arretrate siano uguali qui come in UK o in Australia e la massa in generale non sarà mai più di tanto ricettiva.
Non vedo una società italiana più di tanto chiusa o retrograda, vedo una società che si trova davanti a un immigrazione in costante crescita, regolata malissimo e con un sostegno pessimo e quindi agisce com agirebbero quasi tutti: proteggendosi, con il sospetto e con la paura come ovunque nel mondo. Dovrebbe essere compito dei governi attenuare queste cose in maniera seria e ponderate, sapete benissimo che è più probabile che gli asini inizino a volare.
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the music that forced the world into future


#6 Guest_galway_*

Guest_galway_*
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Inviato 26 febbraio 2007 - 18:35

Credo sia difficile trovare una relazione diretta e univoca con la ricchezza. Tra l'altro la difesa dell'acquisito benessere ha spesso dato impulso alla nascita di movimenti nazionalisti (poi mascherati da finti ideologismi). Personalmente mi ritengo 'cittadino del mondo' e credo nessuno possa impedirmi di sentirmi tale. Ho anche l'abitudine di sentirmi orgoglioso per cio' che faccio, non per cio' che ho acquisito dalla nascita, credo che nessuno debba sentirsi superiore o credere di avere maggiori diritti per nascita, lo ius sanguinis mi sembra una cosa assurda e ridicola. In Italia credo si sia ancora lontani dallo sviluppare una mentalita' cosmopolita, e ben lungi dal creare una societa' che possa definirsi multiculturale. Ignoranza, chiusura mentale, odio, sono spesso alla base di questo 'provincialismo'.

#7 Guest_Surfer_*

Guest_Surfer_*
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Inviato 01 marzo 2007 - 06:17

Argomento molto interessante.

A mio avviso l'Italia è cambiata positivamente negli ultimi decenni, diventando più moderna e cosmopolita. Sono gli italiani, invece, ad essere sempre più arrabbiati e pessimisti. E l'Italia è una delle nazioni più ricche del mondo, non di certo una provinciale. Mettiamocelo bene in testa.

E' vero che manca una "macrorealtà" ma non penso ciò sia negativo, per sè, visto che toglie dalle scatole tutti i proclami di orgoglio e pregiudizio che abbondano altrove - qui (GB) per esempio. Sono comunque convinto che, se esiste una chiusura, questa nasca proprio dalla superiorità culturale italiana, che spesso snobba le altre culture e non accetta contaminazioni o quantomeno critiche.



1.Cosa c' entra la ricchezza con il provincialismo?
2. Superiorità culturale italiana (?) che non accetta contaminazioni? Ma è una barzelletta...è da almeno 50 anni che gli italiani fanno il verso ad americani ed inglesi con risultati ridicoli. Ma poi quale superiorità culturale? L' unica cosa è il cibo. Ho molti amici italiani che tornati dalla Gran Bretagna se ne escono con cose tipo "l' Italia è secondo mondo"  e non vedono l' ora di andarsene.

La cultura italiana non crea niente di nuovo da secoli. L' italiano gli italiani l' hanno imparato dalla R.A.I., è un paese chiuso in queste microrealtà e inevitabilmente chiuso all' innovazione.
La tradizione, a mio modo di vedere, è una palla al piede per il progresso culturale. Si parla a grandi linee chiaramente, non si generalizza.
Ma chi dovrebbe portare innovazione alla cultura italiana: le nuove generazioni non è che si limita a prendere ispirazione dai paesi stranieri ,li copia.
La cultura italiana è persa da un lato nel provincialismo, dall' altro nell' immagine, nell' apparenza, nell' ostentazione, nella formalità.


#8 Communism is gay

Communism is gay

    pivello

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Inviato 01 marzo 2007 - 09:21

In Italia è in atto una propaganda subconscia contro il comunismo.
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#9 ollivander

ollivander

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Inviato 01 marzo 2007 - 15:33

Ma chi dovrebbe portare innovazione alla cultura italiana: le nuove generazioni non è che si limita a prendere ispirazione dai paesi stranieri ,li copia.


tipico esempio di italiano appreso guardando la RAI
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#10 King Of Woolworths

King Of Woolworths

    Roadie

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Inviato 05 marzo 2007 - 01:13


Argomento molto interessante.

A mio avviso l'Italia è cambiata positivamente negli ultimi decenni, diventando più moderna e cosmopolita. Sono gli italiani, invece, ad essere sempre più arrabbiati e pessimisti. E l'Italia è una delle nazioni più ricche del mondo, non di certo una provinciale. Mettiamocelo bene in testa.

E' vero che manca una "macrorealtà" ma non penso ciò sia negativo, per sè, visto che toglie dalle scatole tutti i proclami di orgoglio e pregiudizio che abbondano altrove - qui (GB) per esempio. Sono comunque convinto che, se esiste una chiusura, questa nasca proprio dalla superiorità culturale italiana, che spesso snobba le altre culture e non accetta contaminazioni o quantomeno critiche.



1.Cosa c' entra la ricchezza con il provincialismo?
2. Superiorità culturale italiana (?) che non accetta contaminazioni? Ma è una barzelletta...è da almeno 50 anni che gli italiani fanno il verso ad americani ed inglesi con risultati ridicoli. Ma poi quale superiorità culturale? L' unica cosa è il cibo. Ho molti amici italiani che tornati dalla Gran Bretagna se ne escono con cose tipo "l' Italia è secondo mondo"  e non vedono l' ora di andarsene.

La cultura italiana non crea niente di nuovo da secoli. L' italiano gli italiani l' hanno imparato dalla R.A.I., è un paese chiuso in queste microrealtà e inevitabilmente chiuso all' innovazione.
La tradizione, a mio modo di vedere, è una palla al piede per il progresso culturale. Si parla a grandi linee chiaramente, non si generalizza.
Ma chi dovrebbe portare innovazione alla cultura italiana: le nuove generazioni non è che si limita a prendere ispirazione dai paesi stranieri ,li copia.
La cultura italiana è persa da un lato nel provincialismo, dall' altro nell' immagine, nell' apparenza, nell' ostentazione, nella formalità.



C'entra, la ricchezza, col provincialismo, visto che solo l'italiano lamentoso si sente fuori dal mondo, mentre basta vivere un pò all'estero per vedere come l'Italia e tutto ciò che la concerne sono comunque tenute in debita considerazione, anche per la sua forza economica.

Secondo me (svizzero, tra parentesi) la superiorità culturale italiana, in certi campi è innegabile. In cosa gli italiani fanno il verso ad UK e USA, se si eccettuano quattro sfigati gruppi indie? Direi, anzi, che l'Italia stia salvaguardando molto più il proprio territorio senza avere particolari invasioni di franchising americani o britannici come capita in Francia o Germania, o Grecia, per esempio, a parte due o tre Mc piantati in centro.

La cultura italiana non crea niente di nuovo da secoli.....vuol dire che le altre culture sono così innovative? Io non vedo molto di nuovo anche fuori dai nostri confini. Sono d'accordo con te sul fatto che il progresso culturale si scontri con la tradizione, ma questo accade proprio perchè è una tradizione forte e secolare, mica robetta. E' vero che in Italia si spende poco per la ricerca, che mancano alcune eccellenze, e il confronto con le corazzate USA-UK è impietoso - ma lo è per qualsiasi altro paese. E l'Italia ha comunque le sue eccellenze, non nella musica, come molti di noi vorrebbero, ma in tantissimi altri campi come il design, le industrie trasportistiche, etc.

E, sinceramente, non ho mai incontrato qualcuno che tornasse dalla perfida Albione magnificandone la cucina....
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#11 Guest_Surfer_*

Guest_Surfer_*
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Inviato 05 marzo 2007 - 01:27

Vi riporto alla realtà con questo gruppo di myspace http://groups.myspac.../ITSAGOTTITHING che è abbastanza emblematico di come siano percepiti, con tutta la ragione di questo mondo, gli italiani negli States...
Gente che è americana da 3 generazioni ma continua a dirsi italiana, con uno stile definito..quello degli "Italian Guidos" che riprendono tutto dai burini italiani...doppiotaglio e punte, mito della mafia, stuprare rubare avere connessioni con la mafia fa figo..però loro sono molto religiosi, la famiglia conta tantissimo, bisogna andare in chiesa ogni domenica...
..e non è che gli italiani che vivono in Italia ne differiscano molto...
QUESTE E' LA REALTA' poi potete esportare tutte le finte immagini di facciata dell' Italia che volete.

#12 Guest_Surfer_*

Guest_Surfer_*
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Inviato 05 marzo 2007 - 01:51



Argomento molto interessante.

A mio avviso l'Italia è cambiata positivamente negli ultimi decenni, diventando più moderna e cosmopolita. Sono gli italiani, invece, ad essere sempre più arrabbiati e pessimisti. E l'Italia è una delle nazioni più ricche del mondo, non di certo una provinciale. Mettiamocelo bene in testa.

E' vero che manca una "macrorealtà" ma non penso ciò sia negativo, per sè, visto che toglie dalle scatole tutti i proclami di orgoglio e pregiudizio che abbondano altrove - qui (GB) per esempio. Sono comunque convinto che, se esiste una chiusura, questa nasca proprio dalla superiorità culturale italiana, che spesso snobba le altre culture e non accetta contaminazioni o quantomeno critiche.



1.Cosa c' entra la ricchezza con il provincialismo?
2. Superiorità culturale italiana (?) che non accetta contaminazioni? Ma è una barzelletta...è da almeno 50 anni che gli italiani fanno il verso ad americani ed inglesi con risultati ridicoli. Ma poi quale superiorità culturale? L' unica cosa è il cibo. Ho molti amici italiani che tornati dalla Gran Bretagna se ne escono con cose tipo "l' Italia è secondo mondo"  e non vedono l' ora di andarsene.

La cultura italiana non crea niente di nuovo da secoli. L' italiano gli italiani l' hanno imparato dalla R.A.I., è un paese chiuso in queste microrealtà e inevitabilmente chiuso all' innovazione.
La tradizione, a mio modo di vedere, è una palla al piede per il progresso culturale. Si parla a grandi linee chiaramente, non si generalizza.
Ma chi dovrebbe portare innovazione alla cultura italiana: le nuove generazioni non è che si limita a prendere ispirazione dai paesi stranieri ,li copia.
La cultura italiana è persa da un lato nel provincialismo, dall' altro nell' immagine, nell' apparenza, nell' ostentazione, nella formalità.



C'entra, la ricchezza, col provincialismo, visto che solo l'italiano lamentoso si sente fuori dal mondo, mentre basta vivere un pò all'estero per vedere come l'Italia e tutto ciò che la concerne sono comunque tenute in debita considerazione, anche per la sua forza economica.

Secondo me (svizzero, tra parentesi) la superiorità culturale italiana, in certi campi è innegabile. In cosa gli italiani fanno il verso ad UK e USA, se si eccettuano quattro sfigati gruppi indie? Direi, anzi, che l'Italia stia salvaguardando molto più il proprio territorio senza avere particolari invasioni di franchising americani o britannici come capita in Francia o Germania, o Grecia, per esempio, a parte due o tre Mc piantati in centro.

La cultura italiana non crea niente di nuovo da secoli.....vuol dire che le altre culture sono così innovative? Io non vedo molto di nuovo anche fuori dai nostri confini. Sono d'accordo con te sul fatto che il progresso culturale si scontri con la tradizione, ma questo accade proprio perchè è una tradizione forte e secolare, mica robetta. E' vero che in Italia si spende poco per la ricerca, che mancano alcune eccellenze, e il confronto con le corazzate USA-UK è impietoso - ma lo è per qualsiasi altro paese. E l'Italia ha comunque le sue eccellenze, non nella musica, come molti di noi vorrebbero, ma in tantissimi altri campi come il design, le industrie trasportistiche, etc.

E, sinceramente, non ho mai incontrato qualcuno che tornasse dalla perfida Albione magnificandone la cucina....



Sei ridicolo nel voler sottolineare la tua nazionalità Svizzera, sei uno svizzero italiano fine.
La cazzata del FAD (fashion,art,design) italiano elitario la provano ad imbastire per esportare i loro prodotti, Dolce & Gabbana mette la bandiera italiana sui boxer ormai etc...(cosa già fatta dagli USA per esportare i loro tra l altro e copiata dall' azienda italia)...

#13 King Of Woolworths

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    Roadie

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Inviato 05 marzo 2007 - 11:29




Argomento molto interessante.

A mio avviso l'Italia è cambiata positivamente negli ultimi decenni, diventando più moderna e cosmopolita. Sono gli italiani, invece, ad essere sempre più arrabbiati e pessimisti. E l'Italia è una delle nazioni più ricche del mondo, non di certo una provinciale. Mettiamocelo bene in testa.

E' vero che manca una "macrorealtà" ma non penso ciò sia negativo, per sè, visto che toglie dalle scatole tutti i proclami di orgoglio e pregiudizio che abbondano altrove - qui (GB) per esempio. Sono comunque convinto che, se esiste una chiusura, questa nasca proprio dalla superiorità culturale italiana, che spesso snobba le altre culture e non accetta contaminazioni o quantomeno critiche.



1.Cosa c' entra la ricchezza con il provincialismo?
2. Superiorità culturale italiana (?) che non accetta contaminazioni? Ma è una barzelletta...è da almeno 50 anni che gli italiani fanno il verso ad americani ed inglesi con risultati ridicoli. Ma poi quale superiorità culturale? L' unica cosa è il cibo. Ho molti amici italiani che tornati dalla Gran Bretagna se ne escono con cose tipo "l' Italia è secondo mondo"  e non vedono l' ora di andarsene.

La cultura italiana non crea niente di nuovo da secoli. L' italiano gli italiani l' hanno imparato dalla R.A.I., è un paese chiuso in queste microrealtà e inevitabilmente chiuso all' innovazione.
La tradizione, a mio modo di vedere, è una palla al piede per il progresso culturale. Si parla a grandi linee chiaramente, non si generalizza.
Ma chi dovrebbe portare innovazione alla cultura italiana: le nuove generazioni non è che si limita a prendere ispirazione dai paesi stranieri ,li copia.
La cultura italiana è persa da un lato nel provincialismo, dall' altro nell' immagine, nell' apparenza, nell' ostentazione, nella formalità.



C'entra, la ricchezza, col provincialismo, visto che solo l'italiano lamentoso si sente fuori dal mondo, mentre basta vivere un pò all'estero per vedere come l'Italia e tutto ciò che la concerne sono comunque tenute in debita considerazione, anche per la sua forza economica.

Secondo me (svizzero, tra parentesi) la superiorità culturale italiana, in certi campi è innegabile. In cosa gli italiani fanno il verso ad UK e USA, se si eccettuano quattro sfigati gruppi indie? Direi, anzi, che l'Italia stia salvaguardando molto più il proprio territorio senza avere particolari invasioni di franchising americani o britannici come capita in Francia o Germania, o Grecia, per esempio, a parte due o tre Mc piantati in centro.

La cultura italiana non crea niente di nuovo da secoli.....vuol dire che le altre culture sono così innovative? Io non vedo molto di nuovo anche fuori dai nostri confini. Sono d'accordo con te sul fatto che il progresso culturale si scontri con la tradizione, ma questo accade proprio perchè è una tradizione forte e secolare, mica robetta. E' vero che in Italia si spende poco per la ricerca, che mancano alcune eccellenze, e il confronto con le corazzate USA-UK è impietoso - ma lo è per qualsiasi altro paese. E l'Italia ha comunque le sue eccellenze, non nella musica, come molti di noi vorrebbero, ma in tantissimi altri campi come il design, le industrie trasportistiche, etc.

E, sinceramente, non ho mai incontrato qualcuno che tornasse dalla perfida Albione magnificandone la cucina....



Sei ridicolo nel voler sottolineare la tua nazionalità Svizzera, sei uno svizzero italiano fine.
La cazzata del FAD (fashion,art,design) italiano elitario la provano ad imbastire per esportare i loro prodotti, Dolce & Gabbana mette la bandiera italiana sui boxer ormai etc...(cosa già fatta dagli USA per esportare i loro tra l altro e copiata dall' azienda italia)...


Sarò pure svizzero italiano, peccato che a Milano mi abbiano sempre considerato straniero....

E perchè il design e l'arte italiana sarebbero una cazzata? Perchè lo dici tu? Perche' D&G mettono una bandiera italiana?

C'è una differenza enorme tra italoamericani ed italiani veri e propri, comunque. E' vero che gli italoamericani hanno una loro "fama", ma si tratta di comportamenti ed usanze retrograde che in Italia sono perlopiù dimenticate, soprattutto al Nord - e questo non l'ho detto solo io, sono tantissimi gli americani che arrivano a Milano e dicono che gli italoamericani sono molto peggio.
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#14 Guest_Surfer_*

Guest_Surfer_*
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Inviato 05 marzo 2007 - 12:50

Questo lo dico anch' io...ma sono stati e sono gli unici europei ad essersi e continuare a ghettizzarsi e non integrarsi completamente negli states e come hai visto non risaltano proprio per una "superiorità culturale" anzi...


No vabbé per il design l' Italia se la cava ma non è niente di eclatante...dagli States come in Francia e Giappone vedo uscire cose molto più innovative...<guarda>anche la moda a me non piace perchè non ci vedo niente di innovativo a parte Alessandrini,Gucci e Dolce & Gabbana </guarda>...l' arte non ne parliamo...parlo di innovazione...




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