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In Quale Lingua Leggete?


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87 replies to this topic

#21 Tom

Tom

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Inviato 18 aprile 2017 - 10:54

Fatico molto invece con una prosa più lirica, non nel senso che non capisco ma proprio che mi stanco, anche nei fumetti, ad esempio ultimamente ho penato con Black Panther della Marvel anni70 di Don McGregor.

 

Quello anch'io. Alan Moore e' spesso molto ostico, per dire.

A un livello meno intellettuale uno che mi ha fatto penare e' stato Roy Thomas, che a sua volta riprendeva da Robert H. Howard e Michael Moorcock.


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#22 geeno

geeno

    Scaruffiano

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Inviato 18 aprile 2017 - 10:57

Roy Thomas <3 è uno dei miei fumettari del cuore.

 

Alan Moore varia molto da opera a opera, per dire Watchmen fila liscio tranne (appunto) nelle parti del fumetto dei pirati, ma forse è così anche in italiano.


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#23 Nijinsky

Nijinsky

    Señorito En Escasez

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Inviato 18 aprile 2017 - 11:06

Higgins ce l'ho lì da rileggere in inglese.
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Siamo vittime di una trovata retorica.


#24 geeno

geeno

    Scaruffiano

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Inviato 18 aprile 2017 - 11:38

Higgins ce l'ho lì da rileggere in inglese.

 

Quale, Friends of Eddie Coyle? Te lo mangi in un pomeriggio.


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#25 Nijinsky

Nijinsky

    Señorito En Escasez

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Inviato 18 aprile 2017 - 11:48

Esso.
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Siamo vittime di una trovata retorica.


#26 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 18 aprile 2017 - 12:40

Nessuna


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#27 Tana delle Tigri

Tana delle Tigri

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Inviato 18 aprile 2017 - 16:15

Muk: come mai italiano e non nella tua lingua madre?

 

Trovo l'italiano decisamente piú... boh, leggero (?) rispetto l'ungherese. Esempio: alcuni libri tradotti in ungherese li ho trovati pessimi, e li ho preferiti una volta riletti in italiano. Un'altra causa potrebbe essere determinata dal suono.

 

poi vabbe, spesso é merito del traduttore e la lingua c'entra relativamente poco. 


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#28 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 18 aprile 2017 - 17:46

Ronald, una cosa che voglio capire. Esistono ancora quelle persone che LEGGONO in latino (senza smatezzare con dizionari e declinazioni)? Allo stesso modo in cui io posso leggere l'inglese. 

 

Io leggo praticamente sempre in italiano. Qualche testo breve lo provo in inglese, Shakespeare e la poesia quando capita li faccio con testo a fronte. Il latino lo so tradurre ma con sudore della fronte. Le poesie in romagnolo le leggo. Giambattista Basile in napoletano pure.

Gli articoli di linguistica o critica letteraria a volte sono più facili in inglese che in lingua madre.


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#29 Ronald Regaz

Ronald Regaz

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Inviato 18 aprile 2017 - 21:52

Ronald, una cosa che voglio capire. Esistono ancora quelle persone che LEGGONO in latino (senza smatezzare con dizionari e declinazioni)? Allo stesso modo in cui io posso leggere l'inglese. 

 

direi di sì, anche se immagino sempre meno, il latino si può arrivare a leggerlo più o meno all'impronta come una qualsiasi lingua, senza bisogno di smontarlo e decifrarlo ogni volta (anche se questo è il metodo che insegnano a scuola). in teoria pure il greco, ma presenta più difficoltà e più variazione (dialettale, diacronica, etc.), quindi può sempre capitare il testo linguisticamente 'strano' davanti a cui bisogna fermarsi e smontare pezzetto per pezzetto.

 

EDIT: per contro, le lingue moderne che so male (tipo il tedesco) le leggo come se traducessi la versione di latino (cerca il verbo, smadonna perché sta tre righe più sotto, riconosci i casi, etc.)


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#30 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 18 aprile 2017 - 22:14

Fino a qualche tempo(ormai molto) fa le lezioni della Gregoriana erano tutte in latino.

C'è stata una decadenza nello studio del Latino impressionante. Mio nonno mi raccontava che all'esame di maturità delle magistrali dovevi essere in grado di tradurre un passo dell'Eneide scelto a caso dal commissario. Libri di filosofia italiani vecchi 30 o 40 anni sono pieni di citazioni latine non tradotte.

Come direbbe il Mistico: mah...



#31 wago

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Inviato 19 aprile 2017 - 05:50

Non mi sembra così drammatica questa decadenza. Il danno semmai è che il latino, in molte scuole, si studi ancora.

Già l'utilità didattica del latino è dubbia (eufemismo); il latino fatto male poi è pressoché certamente di utilità nulla.

Anche i miei genitori, usciti dal liceo, sapevano tradurre a colpo d'occhio; poi però hanno smesso di esserne in grado. Perché? Perché non gli è mai servito a un tubo.*

Di contro io non sono spiaciutissimo di aver "fatto latino" al liceo. Certo, avessi studiato una lingua difficile a caso, tipo il tedesco, ora saprei decentemente una lingua in più; epperò non avrei avuto a disposizione quelle 4 ore settimanali di lezione in cui occuparmi di tutto meno che dell'argomento della lezione stessa. Sono state preziosissime per fare i compiti delle altre materie e liberarmi i pomeriggi. (nb. appartenevo al genere "studente bravo": i miei compagni durante ore a caso copiavano i compiti del giorno stesso, io invece usavo sistematicamente quelle di latino per fare i compiti di 2/3 giorni dopo. E avevo cmq 8, visto che per quanto male sapessi la lingua comunque me la cavavo meglio del grosso degli altri).

Perdonate la digressione, ma quando posso inveire contro lo studio del latino non riesco davvero a lasciar perdere l'occasione.

* Nb questa non è non vuole essere una dimostrazione di inutilità didattica. Semplicemente un'evidenza del fatto che il latino è una lingua meno spendibile della maggior parte di quelle di cui si sta discutendo nel thread.
Sia chiaro anche che nutro stima, rispetto e anche un po' di invidia per chi il latino lo conosce bene, a maggior ragione se poi conosce altre lingue antiche e le usa quotidianamente come Ronald. La mia è una crociata contro il "latino per tutti" nei licei, certo non contro il latino in sé (?) o il fatto che qualcuno ancora se ne occupi nella vita.


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#32 Thælly

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Inviato 19 aprile 2017 - 07:48

Ronald, ma perché sti stronzi degli indoeuropeisti/linguisti storici si ostinano a scrivere in tedesco? Boh, ogni volta che li becco mi sanno di nostalgici del Kaiser, non li sopporto

 

(per non parlare dei generativisti quando scrivono in italiano, fastidio)


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Una tua action figure che quando la schiacci ti parla degli accordi.


#33 Nijinsky

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Inviato 19 aprile 2017 - 09:03

Boh, io lo trovo inutile, per una questione puramente oraria, in scuole come il linguistico o le magistrali (peccapirse), al classico e allo scientifico le ore sono sufficienti per farlo in modo decente (chi più chi meno; chiaramente nessuno esce Concetto Marchesi). Però esistono scuole (anche licei) senza latino (scienze applicate o come si chiama), mica è obbligatorio.

Greco era più bello, mi manca un po'.
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Siamo vittime di una trovata retorica.


#34 Guest_Michele Murolo_*

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Inviato 19 aprile 2017 - 09:24

Contorto il ragionamento caro Wago. L'utilità didattica sarebbe da commisurare a quanto una cosa è spendibile(dove, quando, perché?).

Quindi prima l'utilità didattica del latino è dubbia, anzi è un eufemismo dire che è dubbia, ma poi dici che quello che dici non vuole essere una dimostrazione dell'inutilità didattica del latino(?!?). Semplicemente è un'evidenza che il latino sia meno spendibile. E che se tu avessi studiato il tedesco sapresti una lingua in più. Come se conoscere il latino sia sapere una lingua in meno! ashd

E il greco? E analogamente la storia dell'arte, la musica, la storia, la filosofia?



#35 Merlo

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Inviato 19 aprile 2017 - 10:20

Ronald, una cosa che voglio capire. Esistono ancora quelle persone che LEGGONO in latino (senza smatezzare con dizionari e declinazioni)? Allo stesso modo in cui io posso leggere l'inglese. 

 

Ma le comunicazioni in Vaticano non vengono tuttora fatte in latino? Se non sbaglio ogni tot vengono pubblicate delle dispense di neologismi per attualizzare il vocabolario.


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"Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace"

Ricette Veg

#36 Thælly

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Inviato 19 aprile 2017 - 11:33

Ma non ho capito perché wago faccia un ragionamento, c'è anche da argomentarlo che il latino è inutile? asd


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Una tua action figure che quando la schiacci ti parla degli accordi.


#37 Stephen

Stephen

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Inviato 19 aprile 2017 - 12:13

Comunque credo che chiunque all'uni abbia fatto una tesi su un autore latino/medievale/rinascimentale legga il latino scorrevolmente.
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"Proprio luiii... Piątek, il pistoleeerooo!!!"

... ho disturbato parecchio la visione chiedendo di continuo "quando arrivano gli Avengers?".


#38 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

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Inviato 19 aprile 2017 - 12:17

L'anno scorso, nei pressi della Normale, sento tre persone parlare in una lingua straniera che mi suonava strana ma al contempo familiare. Sul momento pensavo fosse rumeno; invece, origliando bene, mi sono reso conto che questi tre stavano chiacchierando in latino. O meglio, due parlavano e il terzo faceva di sì con la testa, ma resta una cosa che mi ha traumatizzato asd


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#39 wago

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Inviato 19 aprile 2017 - 12:41

Contorto il ragionamento caro Wago. L'utilità didattica sarebbe da commisurare a quanto una cosa è spendibile(dove, quando, perché?).
Quindi prima l'utilità didattica del latino è dubbia, anzi è un eufemismo dire che è dubbia, ma poi dici che quello che dici non vuole essere una dimostrazione dell'inutilità didattica del latino(?!?). Semplicemente è un'evidenza che il latino sia meno spendibile. E che se tu avessi studiato il tedesco sapresti una lingua in più. Come se conoscere il latino sia sapere una lingua in meno! ashd
E il greco? E analogamente la storia dell'arte, la musica, la storia, la filosofia?


Aspé, il mio ragionamento (per contorto che fosse) non si basava affatto sugli assunti che dichiari tu. In particolare non ho mai fatto l'equivalenza "efficacia didattica = spendibilità", anzi: la mia postilla serviva proprio a sgombrare il campo dal rischio di un possibile travisamento in questa direzione. Anche senza pescare la filosofia, la musica ecc, la "spendibilità" della matematica (materia che insegno) termina per il 90% delle persone ben prima dell'algebra dei polinomi, tema centrale del programma delle Superiori.

Chiedo scusa se la mia argomentazione è risultata poco chiara. Il filo era questo: "Se una volta chi studiava latino almeno poi lo sapeva, ora non è più così. Quindi, ammesso che un tempo potesse aver senso studiarlo, quel medesimo senso ora non c'è più. Tanto varrebbe non studiarlo".
Il discorso è ovviamente contestabile, e non entra davvero nel merito di quale nello specifico sarebbe l'utilità didattica della disciplina. Magari la cosa utile è di per sé cimentarsi con una cosa che per tutta la durata degli studi non si potrà mai padroneggiare, e che a pochi anni dalla loro fine sarà svanita nel nulla. Forse è un modo di preparasi alla complessità e alla mancanza di logica della vita. Forse la morale è "testa bassa e pedalare", serve per imparare a farsi il mazzo senza voler sempre ricorrere ad escamotage e sotterfugi. O al contrario lo scopo è proprio di insegnare allo studente a costruirseli da sé, i suoi trucchetti e sotterfugi per vivacchiare in una situazione che non sembra offrire appigli oltre a "studia come un bastardo".
In tutti questi casi, il mio discorso fallisce, perché il punto non sarebbe davvero l'apprendere il latino ma lo sbattersi nel tentativo di farlo, e dunque il fatto che il livello finale scenda non mina il valore didattico della pratica. Però a sto punto mi chiedo perché proprio il latino e non un'alta lingua ostica a caso. Ho fatto l'esempio del tedesco, ma anche il cinese o il giapponese andrebbero benone, credo. Sono pure più aliene, e la cosa penso (questa volta sentitamente) debba rappresentare un valore aggiunto.
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#40 wago

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Inviato 19 aprile 2017 - 12:59

Ps conoscere il latino sarebbe certamente sapere una lingua in più - inutile forse sul piano pratico, ma in più e di per sé edificante.
Questo se al termine di 5 anni di liceo uno il latino lo sapesse. Io non lo sapevo. Ed ero uno studente bravo in un buon liceo. Ho pure passato una fase di selezione in non so quale "certamen" regionale, a prova del fatto che il mio livello fosse da considerarsi buono.
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