Vai al contenuto


Foto
* * * - - 4 Voti

10 Dischi Dell'anno, Ma Non Dell'anno Che Sta Per Finire


  • Please log in to reply
267 replies to this topic

#1 Cliff

Cliff

    utente con la pattumiera nel cuore

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 9602 Messaggi:
  • LocationRoma

Inviato 11 dicembre 2016 - 17:49

*
POPOLARE

Topic necessario di fine anno. Queste le mie scoperte o riscoperte:

 

Uncle TupeloMarch 16-20, 1992 [alt-country; 1992]

Mi ero fermato all'ottimo Anodyne, ma andando a ritroso nel loro passato ho scoperto altre cose interessanti ed alcune loro canzoni sono dei veri e propri gioielli: moonshiner e black eye su tutte e l'ottima opener grindstone
Come anche nel disco successivo farrar e tweedy si dividono quasi equamente i brani. W la muffa

 

Wilco - kicking Television [live, 2005]

A seguito di un ritorno di fiamma su di loro (e il gruppo sopracitato) sono approdato a questo splendido album.

La dimensione live conferisce una nuova linfa ai brani storici, alcuni migliorandoli, basta sentire misunderstood e quel nothing! ripetuto in maniera ossessiva, da brividi.

 

Steve Reich - Music For 18 Musicians [minimalism; 1978]

Tra le scoperte più belle, non ne scrivo nemmeno più che non ne sono degno.

 

Wire - Pink Flag [punk, post-punk; 1978]

Prima ero cieco, adesso ci vedo.

 

Brian Eno - Another green world [1975]

Fatico a credere che possa provenire dal 1975, l'avanguardia prima dell'avanguardia, gioia per le orecchie.

 

Unwound - Fake train [post-hardcore; 1994]

Più o meno ho approfondito tutta la discografia ma il primo album credo rappresenti il loro apice, anche se di dischi importanti ne regaleranno molti successivamente. Kantina è uno dei pezzi più belli (e sconosciuti) degli anni '90


Motorpsycho - Timothy's Monster [indie rock, psychedelic; 1994]

Un caleidoscopio degli anni 90', dalla ballata indie alla dinosaur jr. di kill some day allo schiacciasassi stoner di the wheel

 

Brand new - Deja Entendu [emo, indie rock; 2003]

Forse meno ricercato ma più immediato del successivo, sicuramente entrambi dolorosi.

 

Iosonouncane - Die [indie; 2015] 

Battistiano fino al midollo ma centrifugato attraverso sonorità elettro, a tratti sorprendente, pezzo preferito: mandria

 

prefab sprout - steve mcqueen [sophisti pop; 1985]

Pur non potendo dire di stravedere per il genere, questo mi ha colpito particolarmente, When Love Breaks Down lascia di sasso. 


  • 16
Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]

Caro Sig.'Cliff' di Roma le confesso che non capito..


#2 wago

wago

    FURTHERMORE

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 18499 Messaggi:
  • LocationBergamo

Inviato 11 dicembre 2016 - 19:06

IN RIGOROSO ORDINE SPARSO:

 

Yourcodenameis:milo - They Came From the Sun (2007) [alt-rock, prog-pop]

Erano anni che dovevo sentirli, ma non mi ero mai degnato di farlo. Da qualche parte tra i Muse più chiassosi, il post-hardcore zuppo di alternative di gente come i tardi ATDI o i sopraccitati Band:New e robe alt-proggose come i primi Oceansize, gli inglesi Yourcodenameblablabla spaccano di brutto. Carichi, efficaci e mai banali. Una gran scoperta che sapevo da tempo essere lì ad attendermi, ma non mi aspettavo così dirompente.

 

Le Boeuf Brothers - In Praise of Shadows (2011) [sophisti-jazz]

Questi li ho scoperti totalmente per caso sfogliando un numero digitale omaggio del New Yorker. Sono fratelli (ma va?) e fanno una roba che decenni fa si sarebbe chiamata third stream jazz: un mischiotto assai intellettualoide, ma anche decisamente a fuoco e leggero, di jazz classico e classica neanche-troppo-contemporanea. Con evidenti influssi minimalisti (talvolta dalle parti di Reich, altre da quelle di Einaudi -- ma a me francamente va bene uguale) e Radioheadiani. Questo disco è il loro migliore, ma anche gli altri due (di cui uno uscito quell'anno) meritano assai.

 

Avishai Cohen - Continuo (2006) [etno jazz]

Una delle uscite jazz fondamentali del nuovo millennio, qualcuno dirà: io però non ne sapevo un tubo. Conoscevo giusto l'autore di fama, ma pensavo non facesse per me. Mi sono convinto per la presenza di Mark Guiliana (Phronesis, Dave Douglas... e sì, anche l'ultimo Bowie) alla batteria, e ho trovato un disco di jazz orientaleggiante raffinato e incalzantissimo, ricchissimo di incastri piano-basso-batteria - roba per cui da un annetto a questa parte esco pazzo - e a suo perfetto agio in territori mediterraneo-levantini che fanno molto Area. Fondamentale, forse anche per i non amanti del jazz.

 

Gaiteiros de Lisboa - Sátiro (2006) [trad folk]

Capolavorissimo del folk contemporaneo portoghese - parlo ovviamente di folk "tradizionale", non di cantautorame. I pezzi sono briosi e incastrosissimi, quasi meccanici nel loro combinare armonie vocali, ritmi multipli e millimetrici contrappunti acustici. Il sound riesce a suonare modernissimo e ancestrale al tempo stesso, "profondo" ma sempre spigliato, mai altezzoso. Certo, a uno devono piacere le cornamuse, i fagotti, i flauti, e possibilmente anche robette avantprogghe tipo i Volapuk, l'Ensamble Rayé, i Die Knodel.

 

Letícia Garcia - Magamaquiavérica em canturbano (1984) [avant-prog]

I Magma brasiliani. Descizione rapida ma efficace. Zeuhl e bossa. Sperimentazione vocale e vanguarda paulista. Altro che Clara Crocodilo.

 

Stackridge - The Man in the Bowler Hat (1974) [prog-pop]

Progressive pop beatlesiano all'ennesima potenza. Inglesissimo e quasi vittoriano da tanto è retrò, il disco è soprattutto una sequenza inarrestata di canzoni leggere perfette e malinconiche, splendidamente arrangiate con uno strumentario ricco e giocoso. Un gioiellino. 

 

Tarentule - Tarentule (1977) [progressive folk]

Folk progressivo francese; probabilmente il disco più barocco (nel senso di: con riferimenti al barocco musicale) di una scena che già di per sé si contraddistingue rispetto a quella inglese per il suono spesso più "antico" come evocazioni. Ricchissimo e secco, sfarzosissimo e disperato. Capolavoro totale.

 

Malicorne - Les cathédrales de l'industrie (1986) [Malicorne]

Se quello sopra è un disco di folk progressivo francese (per quanto forse il migliore che abbia mai sentito), i Malicorne sono il folk progressivo francese incarnato. La loro lunga carriera li ha portati ad attraversare - sempre a testa alta - stili disparati, partendo come media armonica (e dal suono bretone) tra Steeleye Span e Fairport Convention, giungendo poi ad anticipare soluzioni dei Clannad o di Enya, e arrivando poi a un incredibile sound folk/new-wave che pare riambientare in salsa strettamente celtica il pot pourri afro-world dei Talking Heads.
Tutta sta premessa per dire che ero un illuso a pensare che l'ultimo disco in studio del gruppo dovesse suonare grossomodo come i precedenti, ma peggio. Manco per idea. Il marchio di fabbrica è quello, il piglio celtico c'è sempre e sempre ci sono le nuove/vecchie influenze wave, ma ora le scelte paiono informate dalla grossezza del sound di Peter Gabriel, da certe trovate dei tardi Camel, qua e là perfino da elementi industrial rock (!?). Qualcuno su rym dice che il disco è il più riuscito della band - non mi sbilancerei fino a questo perché le vette del live "En Public" sono pressoché irraggiungibili per qualunque formazione del settore, ma di certo posso dire di esser stato un fesso a lasciarlo indietro finora.

 

Gwerz - Gwerz (1985) [trad folk]

Ultima folkeria francese che tento di propinarvi, l'album omonimo dei Gwerz si distingue da tutto il resto perché:
a) non è, propriamente parlando, rock; b) ha cornamuse in ogni dove; c) è una forza della natura in termini di potenza sonora e secchezza dei "riff" (e stiamo comunque parlando di una scena in cui in media le band danno consistentemente più mazzate delle omologhe inglesi); d) è devastantemente cupo (dalle parti della Saga di Ragnar Lodbrock, per chi può capire).

 

Spiro - Lightbox (2009) [minimalismo celtico]

In realtà la descrizione fra quadre dice tutto. Date Music for 18 Musicians e un tot di Penguin Café Orchestra in pasto a una formazione acustica di folk celtico inglese ed esce questo. Così come ve lo immaginate. Se vi state immaginando una cosa che vi piace, ascoltatela. Se no lasciate perdere e vabbé.

 

Ci inserisco anche un disco baro:

1476 - Wildwood/The Nightside [gothic rock]

E' una compila di due uscite precedenti, pubblicata però quest'anno. Di gothic rock io non so un cazzo, tutti i miei precedenti tentativi di incursione (più timidi ancora che col neofolk) si sono sempre provati fallimentari. Questa è una band tedesca [edit: il cazzo, sono di americani, e pure di Salem!] che penso non aggiunga niente al vocabolario dei Soliti Noti (noti a voi, non a me), ma che per qualche motivo riesce a pigliarmi e non poco. I brani sono epici e rassegnati, senz'altro "fatti con lo stampino" ma ben strutturati ed efficaci come canzoni. Qua e là, nascoste sotto la facciata chiassosa e dolente, sotto le tastiere ambientali e datate e le chitarre che alternano fragore e arpeggi acustici, scorgo echi di U2 e Pink Floyd, più un retrogusto psichedelico (a tratti pure fantascientifico) che talvolta lascia spazio a marzialità un po' hardcore, un po'... GYBE? No, sarà il riferimento sbagliato. Ma a me fa quell'effetto lì.


  • 1

#3 floods

floods

    l'utente main$tream

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 15414 Messaggi:

Inviato 11 dicembre 2016 - 19:13

LM e Piper ma 'sto Darkstar quando è uscito? E' Bello? asd


  • 0
RYM enafffffffiiiiooooooooolllll

#4 Ganzfeld

Ganzfeld

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4319 Messaggi:

Inviato 11 dicembre 2016 - 19:13

Suede - Coming Up

E' già tra i dischi della vita.

 

Kanye West - Graduation

Ne avevo sentito parlare come uno dei suoi lavori più deboli e invece è una bomba assoluta, pieno di sample uno più bello dell'altro. Uno dei migliori dischi hip-hop dal 2000 a oggi.

 

The Gun Club - The Las Vegas Story

Stronzo chi si ferma a Fire of Love. (il mio preferito però rimane Miami)

 

Dälek - From Filthy Tongue of Gods and Griots

Dovrò ascoltare altri due album del gruppo per finire la discografia, ma se questo rimanesse il mio preferito non mi stupirei affatto.

 

Cream - Fresh Cream

Vecchissimo ma bellissimo.

 

Alain Bashung - Osez Joséphine

Alain Bashung - Fantaisie militaire

Alain Bashung - L'imprudence

Alain Bashung - Bleu pétrole

L'artista che ho approfondito di più quest'anno. Cazzarola, è un crimine che nessuno lo conosca qua in Italia. A breve penso che ci aprirò un topic intero perchè se lo merita.

 

Alaska y dinarama - No es pecado

La svolta synth-pop del gruppo. Non ai livelli di Deseo carnal (anche se sarebbe stato strano il contrario), ma comunque una pacchia da ascoltare: leggero e divertente.

 


  • 5

#5 Piper

Piper

    Life is too short For iTunes

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 8125 Messaggi:
  • LocationParadise Garage

Inviato 11 dicembre 2016 - 19:14

LM e Piper ma 'sto Darkstar quando è uscito? E' Bello? asd

 

ahaha cazzo, ma almeno dimmelo nel topic dei commenti alla classifica.

vabbè che non l'ho messo nei primi 10


  • 0
<< Poi ce la prestiamo... Insomma la patonza deve girare>>

Aurelio De Laurentiis ha lasciato la sede dove si stanno svolgendo i sorteggi dei calendari fermando uno sconosciuto che passava su un motorino dicendogli: "Portami via da questo posto". Ed è andato via come passeggero del motorino di uno sconosciuto

 
 Song 'e Ondarock - web Radio|

#6 floods

floods

    l'utente main$tream

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 15414 Messaggi:

Inviato 11 dicembre 2016 - 19:16

 

LM e Piper ma 'sto Darkstar quando è uscito? E' Bello? asd

 

ahaha cazzo, ma almeno dimmelo nel topic dei commenti alla classifica.

vabbè che non l'ho messo nei primi 10

 

asd e secondo te io mi ero accorto che questo era il topic sbagliato? :D


  • 0
RYM enafffffffiiiiooooooooolllll

#7 Suxxx

Suxxx

    Pietra Molare

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21318 Messaggi:

Inviato 11 dicembre 2016 - 19:47

13th Floor Elevators - Bull from the Woods
Il terzo album, con qualche contributo ancora di Roky, sugli scudi il chitarrista Stacy con grande tocco acido e voce da grande saggio.


Glass - No stranger to the Sky
Il miglior gruppo prog americano. Trio sulla scia dei primi Soft Machine, con grandissima tecnica e facoltà di sintesi fra jazz e classica barocca. Album postumo memorabile.

Extreme- Pornograffiti
Disco memorabile anche solo per Nuno alla chitarra. Brani pop heavy davvero irresistibili


Big F -Is
Trio capitanato dal batterista compositore, molta tecnica grande capacità stilistica. Hard heavy grunge blues e popoi miscelati in maniera unica.


Supersession - Bloomfield, Kooper, Stills
Anche quest'anno ascoltato decine di volte


Blues Project - Best of
Kooper, Kalb e altri eccellenti strumentisti nella prima band del mondo che miscelava già nel 65 tutti generi musicali esistenti

Blood Sweet and Tears - st
Ancora Kooper alle prese con il pop jazz progressivo psichedelico. Album che sfiora il sunshine pop superandolo per troppa bravura.

Atomic 61 - Tinnitus in Extremis
Anni 90 Seattle ma no grunge.
Se Hendrix avesse suonato hard core avrebbe fatto sta musixa.

Fugs - First Album
beh che dire, quando dei topi di fogna fanno il solletico

Joykiller - st
Pop punk heavy e trascinante da parte dell'ex cantante dei mitici TSOL

14583348_515724475300577_418260982625520
  • 3
Caro signor Bernardus...

#8 M83

M83

    we own the sky

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 6891 Messaggi:
  • LocationOn a White Lake, Near a Green Mountain

Inviato 11 dicembre 2016 - 19:47

Peter Gabriel - Melt

Disco splendido , con un paio di brani assolutamente oltre.

 

Joni Mitchell - Ladies Of The Canyon

Uno dei punti più elevati della cantautrice canadese, "Blue Boy" mi fa venire sempre il groppo alla gola , ogni volta.

 

 

Altra bella robina

 

 

Nick Cave & The Bad Seeds - Tender Prey

Antonello Venditti - Lilly

Chromatics - Kill For Love

Johann Johannson - Fordlandia

The Comsat Angels - Waiting For A Miracle

Matia Bazar - Tango

Anne Clarke - Changing Places

Le Orme - Collage


  • 2

*lastfm*

 

 Hi-Fi System

 

- Pioneer Sa-510

- Sony PS-212

- Kenwood  KX-3080

- Akai CS-M02

- Pioneer CT 737 Mark II

- Technics  Sl-Pj28A

 


#9 kingsleadhat

kingsleadhat

    कगलु विपश्यना बाद वैश्व

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2577 Messaggi:
  • LocationJava

Inviato 11 dicembre 2016 - 20:18

non ho tempo or ora per argomentare, ma giusto per rendere l'idea di alcune cose bellissime :***

 

 

 

M. J. Harris & Martyn Bates - Murder Ballads (Incest Songs) [1998]

dark-ambient

 

Motor City Drum Ensemble - Dj Kicks [2011]

dub-tech-house

 

Tausendschoesn - Yoshiwara [2007]

drone-ambient

 

His Masters Voice - Singing The Boundaries [1997]

dark-tribal-ambient

 

Jephte Guillaume - Voyage Of Dreams [1998]

afro-house

 

Arnovah - Individuation [198?]

industrial-ambient

 

Monolake - Hongkong [1997]

ambient-dub-techno

 

Midori Takada - Through The Looking Glass [1983]

ambient

 

James Plotkin & Mark Spybey - A Peripheral Blur [1998]

drone

 

Georges-Eduard Nouel - Chodo [1975]

latin-jazz


  • 6

#10 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 23050 Messaggi:

Inviato 12 dicembre 2016 - 11:30

Ormai per tenermi aggiornato il tempo delle riscoperte non esiste quasi. :(

Quest'anno per la prima volta ho cagato i Belle And Sebastian e per il tipo di cosa che sono nonché al momento giusto son proprio carini.


  • 1

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#11 floods

floods

    l'utente main$tream

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 15414 Messaggi:

Inviato 12 dicembre 2016 - 11:33

Io mi sono accorto solo ora che questo è stato forse il primo anno in cui non sono andato a recuperare qualcosa pubblicato nelle annate precedenti... non so se iniziare a preoccuparmi...


  • 0
RYM enafffffffiiiiooooooooolllll

#12 Pancakes

Pancakes

    Roadie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 684 Messaggi:

Inviato 12 dicembre 2016 - 11:40

Io mi sono accorto solo ora che questo è stato forse il primo anno in cui non sono andato a recuperare qualcosa pubblicato nelle annate precedenti... non so se iniziare a preoccuparmi...

 

Secondo me una volta che sei un pò grandicello, ed hai definito bene i tuoi gusti anche andandoti a cercare ciò che ti piace in ogni decade/genere/macroarea/whatever, la tua condizione è un pò l'ideale o il nirvana musicale al quale ambire, totalmente proiettato verso il futuro.

 

L'idea del thread è bella ma non mi sento di compilare nulla prima del 31 dicembre :ph34r:


  • 0

"If you ain’t got sauce then ya lost! But you can also get lost in the sauce"


#13 floods

floods

    l'utente main$tream

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 15414 Messaggi:

Inviato 12 dicembre 2016 - 11:45

Secondo me una volta che sei un pò grandicello, ed hai definito bene i tuoi gusti anche andandoti a cercare ciò che ti piace in ogni decade/genere/macroarea/whatever, la tua condizione è un pò l'ideale o il nirvana musicale al quale ambire, totalmente proiettato verso il futuro.

 

Altrimenti detto... sei vecchio! asd


  • 0
RYM enafffffffiiiiooooooooolllll

#14 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 10633 Messaggi:
  • LocationMilano

Inviato 12 dicembre 2016 - 11:46

Sons Of Noel And Adrian - S/T [chamber-folk-rock, 2008]

Lucio Dalla - S/T [songwriter, pop, 1979]

Nits - Giant Normal Dwarf [chamber-pop, 1990]

Eric Matthews - It's Heavy In Here [pop-rock, 1995]

The Moody Blues - Days Of Future Passed [symphonic pop, 1967]
Momus - Circus Maximus [wave, songwriter, 1986]

Norfolk And Western - Dusk In Cold Parlours [alt-folk-rock, 2003]
Magic Trick - The Glad Birth Of Love [psych-pop, 2011]

The Jayhawks - Tomorrow The Green Grass [folk-rock, 1995]

Spokane - Able Bodies [slow-core, 2002]


  • 0

Immagine inserita


#15 Wriss

Wriss

    もののあはれ

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 780 Messaggi:
  • LocationNapoli

Inviato 12 dicembre 2016 - 12:30

Ordine sparso:

Planetary Assault Systems - The Messenger (2011)

Clark - Totems Flare (2009)
Teen Daze - All Of Us, Together (2012)
SALEM - King Night (2010)
Have A Nice Life - Deathconsciousness (2006)
Gala Drop - Gala Drop (2009)
Cobblestone Jazz - 23 Seconds (2006)
Royal Headache - High (2015)
Silent Servant / Santiago Salazar - La Noche / La Minoria (2009)
SHXCXCHCXSH - STRGTHS (2013)


  • 0

RYM


#16 cool as kim deal

cool as kim deal

    Utente contro le bonus track

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12013 Messaggi:
  • LocationLooking Corsica, Feeling Corsico

Inviato 12 dicembre 2016 - 12:36

Ormai per scoprire il tempo del tenermi aggiornato non esiste. :(

 


  • 0
FATE TORNARE LO SPECCHIETTO DI RYM IN FIRMA

#17 Suxxx

Suxxx

    Pietra Molare

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21318 Messaggi:

Inviato 12 dicembre 2016 - 13:01

SHXCXCHCXSH

bel nome
  • 2
Caro signor Bernardus...

#18 maladiez

maladiez

    Kosmische express courier

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3174 Messaggi:
  • LocationMagna Grecia

Inviato 12 dicembre 2016 - 14:59

Dead can dance - Spleen and ideal

Quest'anno li ho approfonditi per bene, disco monumentale.

 

Cynic - Focus

Già parzialmente rispolverati durante la Metal - Battle, li ho ripresi recentemente. Death metal-prog-jazz, un disco unico.

 

Fabrizio De Andrè - Creuza de mà

Complice forse un periodo di permanenza a Genova ( ma anche di gusti che mutano ) ho approcciato l'album con il quale avevo piu' difficolta.

 

Rosa Balistreri - Amuri tu lu sai, la vita è amara

Qui c'è solo da inchinarsi!

 

Atomic rooster - Death walks behind you

Album hard-rock epocale.

 

Porcupine tree - Coma divine

Decisamente uno dei miei live preferiti.

 

Neu - Neu '75

Per me, IL disco kraut!

 

Colapesce - Un meraviglioso declino

Ripreso l'esordio del cantautore siculo, album emozionante.

 

Talking heads - Remain in light

Il mio approccio verso una band sempre ( colpevolmente ) snobbata.

 

Jack Johnson - In between dreams

Come ogni estate, l'ascolto di questo gradevole album è d'obbligo.


  • 3

"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#19 cool as kim deal

cool as kim deal

    Utente contro le bonus track

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12013 Messaggi:
  • LocationLooking Corsica, Feeling Corsico

Inviato 12 dicembre 2016 - 16:42

hqdefault.jpg

 

Ben trovati all'unica classifica che sono in grado di fare

 

Titolari

 

Soft Boys - Underwater moonlight 10 (1980)

Semplicemente bellissimo, perfetto, le coordinate sono varie: Psychedelic Furs del terzo disco (I wanna destroy you), Only ones (Kingdom of love, Tonight, irresistibili), Julian Cope periodo Fried ( Insanely Jealous, folle con la sua accelerazione di basso, suonato da Hitchcock). E poi c'è il meglio del power pop (Queen of eyes e Underwater moonlight) e Old pervert che cela semi metal. Musicisti oscenamente bravi per capacità e gusto, tutto è bellissimo ed essenziale.

 

Pop Group  - For how much longer do we tolerate mass murder? 9,5 (1980)

il Pop Group si sa, non è un gruppo comune, è strettamente legato ad una concezione di ascolto impegnativa (scuruffian..coff.coff..), direi che è davvero molto difficile dire che possano essere apprezzati per la fruibilità o la godibilità. Le coordinate non si discostano molto da Y, è sempre un blob sulfureo fatto di cacofonie, urla di dolore, distorsioni e disturbi. Il risultato è prendere il funk bianchissimo ed "adulto" dei Gang of Four di Solid Gold (quello freddo freddo: Blind Faith), portarlo all'estremo  (in For how much longer c'è un punto in cui sembra che tutto l'universo collassi su se stesso), imbastardirlo con cacofonie beefheartiane impazzite come maionese (Communicate), per poi chiudere scherzosamente con un pezzo divertito e facile, concettualmente punk col suo refrain nichilista (Rob a bank). Nel caos, emerge un utilizzo del basso clamoroso. Testi che sembrano (sono) denunce di Amnesty International, verità sbattute in faccia senza giri di parole, ma col sorriso da pazzo. Ripensandoci, nome del gruppo geniale nel suo ribaltamento della concezione del reale. Insomma, musica fatto come una volta, con un furore tale come se ci si giocasse la propria vita, come dovrebbe quasi sempre essere, come oggi non può più essere.

 

Chicago Transit Authority – S/T 9 (1969)

Piacione, tecnico e con perizia, sculettante ma politico, elettrico ma non masturbatorio, peculiare come scarti a sinistra folk, prog e psichedelia preferendo un approccio squisitamente hard eppure curatissimo e minuzioso, oltre che elegante ed inaspettatamente colorato (la lunga coda brasileira di Beginnings).

 

Crosby,Stills,Nash & Young – Dejavu 9 (1970)

Pesi massimi tutti insieme. I supergruppi la maggior parte delle volte vanno in bianco, ma qui erano altri tempi e altre menti. Il mio preferito è Crosby, qui pienamente nella fase paranoica e pericolosa, che spara fuori la tesa Almost cut my hair (splendida, la migliore) e l'acida title track. Young alterna folk figlio di Everybody know this is nowhere (There is a town) e grandeur (Country girl), Nash è l'anima apparentemente più candida, come emerge da Teach your children, che paga un po' dell'ingenuità folk hippie sia nel testo che nella melodia, ma che è anch'essa molto bella, e soprattutto Our house, che è 100% Beatles pre droghe. Stills fa il suo con Carry on e la conclusiva e corrosiva Everybody I love you (scritta con Young).

 

Didjits - Hey Judester e Fizzjob 9 ad entrambi (1986)

Questi li ho presi solo perché avevo trovato una lista su RYM coi gruppi preferiti di Steve Albini. E cazzo che fai, non ti fidi di Steve? in 47 minuti si levano di dosso entrambi gli lp: si tira dritti a rotta di collo, non una pausa, non una ballata, solo ghigni,ironia pesante, scherzi surf e rock'n roll e soprattutto il miglior punk rock che si possa trovare dopo i Dead Kennedys.

 

Portishead – Third 9 (2008)

Third dei Portishead fu un ritorno clamoroso, forse il vero capolavoro del gruppo. Con l'aumentare degli ascolti quel retrogusto amaro di sottile noia che di solito mi ha accompagnato durante l'ascolto dei primi due dischi è evaporato. Third è il suono del metallo liquido che entra nel flusso sanguigno, o viceversa del sangue che da vita ai robot. Sia come sia, è un esempio mirabile di fusione tra umano ed elettronico, basilare addirittura (Machine Gun). La cosa che però stavolta ho notato, è come i Portishead in realtà metabolizzino tantissimi elementi del passato: We carry on è davvero un pezzo dei SIlver Apples, sembra letteralmente suonato con il leggendario Simeon; Deep water è ingioiellata con cori (ricreati) anni 30, Small vanta una coda psichedelica rubata di peso dal 1969. Threads chiude magistralmente con il pezzo più puramente "tipico" del gruppo.

 

John Martyn – Inside out 9 (1973)

John Martyn: sapevo che era profondamente amico di Nick Drake, e chissà perché mi aspettavo qualcosa tutto fingerpicking e tenderness. Qualcosa c'è, ma l'approccio è più fisico. Ma soprattutto quel che dimenticavo è che John Martyn era un cazzo di alcolizzato, e quindi anche i momenti più introspettivi (le bellissime Beverley o So much in love with you per dire) sono trafitti da un lampo di disperazione o rabbia, magari sottile. Per non parlare poi della lunga jam Outside in (che ribalta il titolo del disco), delirante, o del fatto che canti sbiascicando,sbavando, quasi strappando a morsi le parole. Disco veramente peculiare.

 

Thin White Rope – Exploring the axis 9 (1985)
Gruppo naturalmente (nel senso di genuinamente) immenso. Esordio epocale di calore, sabbia e sporcizia

 

Todd Rundgren - Todd 9 (1974)

Un disco estenuante, sfiancante, davvero. Todd fa entrare qualcuno in cameretta ma si vede che lui è il Dottor Frankenstein, le canzoni(?) le crea, le ha pensate/sognate/disegnate, ed ora le realizza, con quel che capita ( epiche collezioni di piani e chitarre, mi dicono dalla regia). Rundgren è un genio che ti prende per consunzione: mentre A wizard era un happening fiume di hard rock e soul, con un chiaro approccio da arena, qui il tutto viene preso e fatto schiantare a velocità massima contro un muro, non ci sono freni. Di soul ce n'è poco ora, mentre lo stupro di synth non fa che enfatizzare l'approccio ultra/meta fisico dell'hard rock (perché è questo alla fine) del genio: The spark of life sembra voler superare i confini dell'universo con la chitarra che praticamente ha cominciato a sanguinare, ed infatti si conclude con un "no no no a little more of humanity please" e poi parte una fanfara da giostra (An elpee's worth of toons). E la giostra parte, si alternano schizzi zappiani (ma è invecchiato meno di Zappa, e lo si ascolta più volentieri, forse perché si guarda meno allo specchio), un midtempo capolavoro (The last ride, oscenamente perfetta), sfuriate chitarristiche con assoli pazzeschi(Number 1 lowest common denominator e Heavy metal kids) ed infine l’ultima bestemmia, In and Out the Chakras We Go (Formerly Shaft Goes to Outer Space), in cui percepisci almeno tre volte che ci si potrebbe fermare, ma no, si deve stramazzare al suolo. Avrei potuto evitare sto pippone scrivendo semplicemente: guardate la copertina, con la faccia stravolta ma col ghigno soddisfatto, ed i capelli bicolor e lerci, e capirete tutto (recensione preventiva).

 

Kevin Ayers & the whole world – Shooting at the moon 9 (1970)
Che meraviglia Kevin, ancora meglio rispetto al già bellissimo Joy of a toy. Maestro nel mescolare sapientemente pop sghembo e acidulo (ma mai lo-fi) e rigurgiti di rumore e/o avanguardisti. Pezzo migliore, nonché riassunto delle due anime, per me è Rheinardt & Geraldine, praticamente un pezzo di dolcezza Soft Machine in cui deraglia a metà un gioco di manipolazioni sonore e si chiude con una coda di tromba degna di una ninna nanna

 

Human Switchboard-Who's landing in my hangar?  9 (1981)

Perla new wave da Akron, Ohio. Di mezzo c'è Paul Hamann, bassista di Pere Ubu e David Thomas, che in questo unico lp suona spesso il basso, assieme ad altri. Disco davvero bello, che evita accuratamente e nettamente le atmosfere dark che andavano tanto in quegli anni, preferendo mettere su disco la disillusione, la sfrontatezza, la bravura e la contemporanea irriconoscenza dal resto del mondo. Si tratta di un disco urbano, notturno, fatto di nervi tesi (Book on looks, la title track, I used to believe in you) ed insonnie d'amore (refrigerator door, Where the light breaks), con brevi  momenti di equilibrio interiore (saturday's girl, Don't follow me home). Veramente preziosi (sembro Mollica) gli utilizzi sapienti di sax e tastiere, oltre a Myrna Marcarian che è Patti Smith che decide di fidarsi del prossimo. Tra le b-sides inginocchiamoci tutti di fronte a Shy about you.

 

In panchina

 

Kinks - Face to face 9 (1966)

La solita incredibile capacità melodica

 

Black Flag - Damaged 9 (1981)

Il suono della rabbia

 

Can - Future days 9 (1973)

 

Premio Sandro Pertini

 

Flavio Giurato-Il manuale del cantautore 8 (2001)

Di lui si parla poco ma si parla di cosa si parla. Vorrei tantissimo recuperare i dischi vecchi, al momento quello che si trova meglio ed ad un prezzo ragionevolissimo (su Amazon) è questo. Che è alla fine come me lo aspettavo, è chitarra e voce, è cantautorato nel dna, niente di più niente di meno, assolutamente meno lineare (specie nei testi, che più che criptici sembrano assemblaggi di idee diverse)di quel che si pensi, sanguigno ma mai sguaiato o buttato lì. Un mini universo sonoro in cui convivono Totti e Nesta, Praga bombardata, Silvia Baraldini e Pasolini, con sullo sfondo, inevitabile, una Roma che "è diventata un parco nazionale, un luogo per pregare".

 

Verdena-Endkadenz Vol.1 8 (2015)

Mi sembra che i Verdena continuino il loro percorso,dopo aver svoltato chiaramente con il precedente Wow. Al momento tutto funziona a meraviglia, anche se minimi segnali di crepa in questo impasto di liriche poco comprensibili, chitarre acide e potenti che a tratti molto brevi si fanno acustiche o assumono sonorità vagamente hard/stoner (tornando a bomba ai tempi di Requiem) e ululati stratificati e saturi cominciano ad apparire. Stupisce però l'abilità di creare hit come Nevischio,Puzzle, Un po' esageri e soprattutto Sci desertico, in cui veramente riescono a fondere melodia killer e pulsazioni sintetiche mai approfondite in passato.

 

Scisma - Rosemary plexiglas 8 (1997)

Benvegnù chitarrista fantasioso il giusto pur muovendosi quasi sempre negli schemi (post) grunge di quell’indie italiano lì (d’altronde, produce Agnelli), oltre a prima/seconda voce poco dotata ma veramente personale. Sara Mazo (non so se canta sempre lei a dire il ver) è un caso rarissimo di voce naturalmente bellissima, oltre ad essere letteralmente eccitante ( i sospiri di sfondo a Svecchiamento provocano erezioni involontarie). I testi alternano supercazzole marleniane un po’ indigeste (Nuovo) a punte di sperimentazione, anche musicale, come Poco incline ai R.F. e soprattutto Svecchiamento, il cui testo, veramente geniale, metaforizza l’amplesso in un modo che Faust’o ammazzerebbe sua mamma. A metà, un gioiello assoluto come L’equilibrio, nomen omen tra strofa giocosa e vagamente sensuale e slancio melodico a due voci nel ritornello.

 

Umido:

 

Mansun - Attack of grey lanterns 5 (1997)

Sotto il vestito, poco. 

Hai voglia a creare un suono stroboscopico, luccicante, con quel tocco eroin-chic che andava tanto una volta, quando alla base le canzoni sono di una banalità disarmante. Non basta affastellare suoni su suoni per pensare di essere i nuovi Beatles, a meno che non ti chiami Boo Radleys. 

 

Patty Pravo – s/t 4 (1970)

Il terzo disco di PP mi fa sorgere la seguente domanda: al netto del peso del personaggio, delle hit passate e future, dove sta la differenza tra questo disco (1970 mi pare) ed uno di un’ipotetica vincitrice di Amici? Cover, rifacimenti in italiano di grandi classici (il riadattamento in altra lingua di una canzone è uno dei miei personali odi profondi di sempre), più un paio scritti per lei che sono un rigurgito di canzone d’amore ammuffita con le rime, i principi, i cuori, le anime cantati con quel vibrato di merda da chanteuse.


  • 3
FATE TORNARE LO SPECCHIETTO DI RYM IN FIRMA

#20 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
  • Guests

Inviato 12 dicembre 2016 - 16:49

A questo punto, se non lo hai già fatto, recupererei di Giurato anche l'ultimo e il Tuffatore, il suo capolavoro.






0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq