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[Disco Del Mese] Bon Iver - 22, A Million (2016, Jagjaguwar)


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45 replies to this topic

#1 paloz

paloz

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Inviato 03 ottobre 2016 - 13:07

Ma davvero speravate di scamparla?

 

 

boniver16OR_1475140502.jpg

 

 

Dai che lo so che l'avete sentito, si accettano anche insulti garbati.

 

 

Manifesto:

 

 


  • 4

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#2 Damy

Damy

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Inviato 03 ottobre 2016 - 13:29

Ok dai, per una volta ve la dico  ;D

 

Vorrei fare un garbato insulto non tanto a questo disco quanto proprio all'intera carriera di lui, che trovo solo e soltanto un'enorme gigantesco e mastodontico bluff. Non riesco proprio a capacitarmi del suo successo, se non che - appunto  - ha fatto un percorso interessante andando a lambire territori electro-soul/r&b e hip-hop, quindi trasformandosi in un vero paladino per la critica indie moderna (la quale infatti si sta aprendo solo recentemente a tali suoni, magari proprio grazie a lui). Ma nella sua musica sento il vuoto totale. E non solo, ma trovo Emma blahblah un disco tremendamente poco evocativo: tutta la storia della solitudine e della stalla nella neve col bue e l'asinello crea sicuramente una bella cornice attorno al lavoro, ma nulla di questo si riflette nei solchi della musica e soprattutto nella sua voce, che suona sgraziata e sempre uguale.

 

Questo nuovo ha dei suoni interessanti, non dico che lui sia un cialtrone, tutt'altro, ma ancora una volta quando inizia a "cantare" finisce subito la magia.

 

Boh. Sorry.


  • 2
OR

#3 paloz

paloz

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Inviato 03 ottobre 2016 - 13:44

Caro Damy, esco (nuovamente?) allo scoperto e confermo che, pur riprovandoci spessissimo, il primo album per me rimane il suo più debole e che preso da solo non giustificherebbe affatto il culto del genio isolazionista del cantautorato post-Duemila. Semmai col secondo si è aperto tutto un altro ventaglio di possibilità espressive, sfruttando al massimo il potere evocativo dell'ensemble, con canzoni anche più commoventi ma "senza piagnistei".

Su questo penso di aver detto quasi tutto nella rece, ma se il discorso va avanti approfondiamo ulteriormente.


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#4 markmus

markmus

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Inviato 03 ottobre 2016 - 14:01

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a me invece il primo evoca. il secondo non mi dispiace (calgary <3), ma un po' troppo ingessato. questo mi piace teoreticamente, ma nella sostanza ancora no. almeno alla fine del secondo giro di ascolti. nel senso che i pezzi mi sembrano incompleti, con buone idee e suoni interessanti, non sviluppati a dovere pero'. ok lui magari li vuole cosi', ma io ci sento del potenziale inespresso. per adesso. ascolto un po' meglio comunque, per adesso volevo solo postare il fotogramma di bojack.


  • 3

#5 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

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Inviato 03 ottobre 2016 - 14:08

Ok dai, per una volta ve la dico  ;D

 

Vorrei fare un garbato insulto non tanto a questo disco quanto proprio all'intera carriera di lui, che trovo solo e soltanto un'enorme gigantesco e mastodontico bluff. Non riesco proprio a capacitarmi del suo successo, se non che - appunto  - ha fatto un percorso interessante andando a lambire territori electro-soul/r&b e hip-hop, quindi trasformandosi in un vero paladino per la critica indie moderna (la quale infatti si sta aprendo solo recentemente a tali suoni, magari proprio grazie a lui). Ma nella sua musica sento il vuoto totale. E non solo, ma trovo Emma blahblah un disco tremendamente poco evocativo: tutta la storia della solitudine e della stalla nella neve col bue e l'asinello crea sicuramente una bella cornice attorno al lavoro, ma nulla di questo si riflette nei solchi della musica e soprattutto nella sua voce, che suona sgraziata e sempre uguale.

 

Questo nuovo ha dei suoni interessanti, non dico che lui sia un cialtrone, tutt'altro, ma ancora una volta quando inizia a "cantare" finisce subito la magia.

 

Boh. Sorry.

 

Anch'io non riesco a trovare più del suono-zeitgeist in questo disco e credo che dal punto di vista della scrittura abbia finito le idee più o meno dopo Blood Bank, o almeno quando si è dedicato a costruire una diversa immagine di sé (riuscendoci anche molto bene).

 

For Emma può piacere o no, ma mi sembra che la storia abbia una risonanza diretta con la musica del disco, tu come ti immagini un disco composto e registrato in una capanna d'inverno?


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#6 paloz

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Inviato 03 ottobre 2016 - 14:18

nel senso che i pezzi mi sembrano incompleti, con buone idee e bei suoni non sviluppati a dovere pero'.

 

 

Il senso d'incompletezza è palese e non ho infatti mancato di citarlo. E' tutto meno che un disco compiuto, questo, ma come lo era la tracklist del primo in un certo senso (i singoli pezzi chiaramente avevano un'identità ed erano ben riconoscibili). Qui si sente più che mai che è un momento di passaggio, sul quale ha anche dichiarato che l'attesa per il prossimo album non sarà altrettanta - come a dire che c'è qualcos'altro da dire un po' più nell'immediato. Vedremo se è vero.


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#7 cool as kim deal

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Inviato 03 ottobre 2016 - 18:51

Il primo è bellissimo kani
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#8 sfos

sfos

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Inviato 03 ottobre 2016 - 19:49

Non so ben spiegarmelo ma questo disco mi ha preso, è quello che preferisco insieme al gioiello Blood Bank, che comunque con questo 22, A Million, qualche affinità c'è l'ha. Sarà il fatto che tutta la storia della gestazione ha un che di triste e affascinante, sarà che secondo me lui rende meglio quando si avvicina a territori elettronici, ma questi giorni lo sto ascoltando con piacere. Non tollero certi isterismi, ma la prima traccia vale davvero il prezzo del biglietto.

Ah, il secondo disco è veramente brutto, il primo si lascia ascoltare senza troppi sussulti.
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"The sun was setting by the time we left. We walked across the deserted lot, alone. We were tired, but we managed to smile."

#9 Feynman

Feynman

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:41

tumblr_nsc6seWyPL1qa2ylvo1_500.png

 

a me invece il primo evoca. il secondo non mi dispiace (calgary <3), ma un po' troppo ingessato. questo mi piace teoreticamente, ma nella sostanza ancora no. almeno alla fine del secondo giro di ascolti. nel senso che i pezzi mi sembrano incompleti, con buone idee e suoni interessanti, non sviluppati a dovere pero'. ok lui magari li vuole cosi', ma io ci sento del potenziale inespresso. per adesso. ascolto un po' meglio comunque, per adesso volevo solo postare il fotogramma di bojack.

 

Adoro le tue recensioni Markmus.


  • 2
Without examples, without models, I began to believe voices in my head – that I was a freak, that I am broken, that there is something wrong with me, that I will never be lovable… Years later I find the courage to admit that I am transgender and this doesn’t mean that I am unlovable… So that this world that we imagine in this room might be used to gain access to other rooms, to other worlds previously unimaginable.”

#10 Feynman

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Inviato 04 ottobre 2016 - 09:44

Ok dai, per una volta ve la dico  ;D

 

Vorrei fare un garbato insulto non tanto a questo disco quanto proprio all'intera carriera di lui, che trovo solo e soltanto un'enorme gigantesco e mastodontico bluff. Non riesco proprio a capacitarmi del suo successo, se non che - appunto  - ha fatto un percorso interessante andando a lambire territori electro-soul/r&b e hip-hop, quindi trasformandosi in un vero paladino per la critica indie moderna (la quale infatti si sta aprendo solo recentemente a tali suoni, magari proprio grazie a lui). Ma nella sua musica sento il vuoto totale. E non solo, ma trovo Emma blahblah un disco tremendamente poco evocativo: tutta la storia della solitudine e della stalla nella neve col bue e l'asinello crea sicuramente una bella cornice attorno al lavoro, ma nulla di questo si riflette nei solchi della musica e soprattutto nella sua voce, che suona sgraziata e sempre uguale.

 

Questo nuovo ha dei suoni interessanti, non dico che lui sia un cialtrone, tutt'altro, ma ancora una volta quando inizia a "cantare" finisce subito la magia.

 

Boh. Sorry.

 

Damy comunque io pensavo un cuore ce lo avessi e invece..


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Without examples, without models, I began to believe voices in my head – that I was a freak, that I am broken, that there is something wrong with me, that I will never be lovable… Years later I find the courage to admit that I am transgender and this doesn’t mean that I am unlovable… So that this world that we imagine in this room might be used to gain access to other rooms, to other worlds previously unimaginable.”

#11 cool as kim deal

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Inviato 05 ottobre 2016 - 18:36

10 su Rumore (ma non disco del mese).Questo me lo procuro a breve
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#12 Farzan

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Inviato 05 ottobre 2016 - 18:39

questo disco farà una fine peggiore dei dischi prog


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#13 wago

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Inviato 05 ottobre 2016 - 19:31

Copincollo dalla risposta che ho dato su FB al nostro Salvatore Setola, che criticava il velleitarismo e la mancanza di canzoni di questa nuova uscita:

 

Mah, la sensazione iniziale è stata simile anche per me. Ma è progressivamente mutata: prima, arrivando a un pezzo da ko come 666 (che più canzone di così si muore), poi abituandomi al sound e entrando meglio nel clima e nell'orizzonte sperimentale del disco. Ora come ora - a un mesetto dal primo ascolto - trovo l'album un'opera molto ambiziosa e coraggiosa, un poco velleitaria sì, con alti e bassi; complessivamente non del tutto riuscita sul piano compositivo. Eppure, credo che il tempo ci mostrerà che il disco è del tutto riuscito da un altro punto di vista: è una pietra d'angolo, un punto di svolta, il momento in cui l'indie non solo abbraccia le tecniche e le mode produttive del mainstream, ma le fa sue scardinandole e volgendole in chiave totalmente sperimentale. Molto probabilmente sbaglio, lo so. Ma quando ascolto quest'album è proprio questo che più mi colpisce: l'insieme delle possibilità che esso pare aprire.

 

ps. a me sia la copertina che i titoli ⋈ᴉ†₵ʰ/B ᴉ M B ⏀ M ᴉ Ͷ |< ᴉ ᐃ piacciono un sacco.


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#14 slothrop

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Inviato 06 ottobre 2016 - 08:38

per ora ho ascoltato solo il pezzo che sta nella rece di ondarock MA SICCOME

 

- copia da frank ocean ma lo fa con delle idee e il disco di frank ocean è bellissimo (e poi sicuramente il disco l'ha finito da mò, quindi manco si può dire che copi)

- siccome bon iver NON HA MAI suonato musica folk, in questo senso è il più grosso abbaglio critico distorsivo dell'ultimo decennio

- siccome è sempre stato un gran paraculo hipster e questa volta lo fa fino in fondo, spudorato oltre ogni dire

 

io sto con lui, gli do chances, lo ascolterò per davvero e forse mi piacerà pure, anche se l'unico pezzo che ho sentito è lontano anni luce dal labor limae fatto da Ocean sul suo disco


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#15 Syddharta

Syddharta

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Inviato 06 ottobre 2016 - 10:26

Quelle due che ho sentito mi sembrano orrende, come del resto il disco di Frank Ocean.

Ennesima conferma - se questo è il suono Zeitgeist - di non appartenere (io) a questo Zeit.


  • 0

M.

 


#16 Greed

Greed

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Inviato 06 ottobre 2016 - 10:28

Quelle due che ho sentito mi sembrano orrende, come del resto il disco di Frank Ocean.

Ennesima conferma - se questo è il suono Zeitgeist - di non appartenere (io) a questo Zeit.

 

A me ne è bastata una asd


  • 0

#17 Damy

Damy

    pophead

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Inviato 06 ottobre 2016 - 11:33

Io comunque un cuore cel'ho, e questo cuore mi fa chiedere come mai dovrei ascoltare una CREEKS quando c'è Hide And Seek di Imogen...

 

 

(Sono polemico...)


  • 1
OR

#18 Pancakes

Pancakes

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Inviato 06 ottobre 2016 - 13:32

Copincollo dalla risposta che ho dato su FB al nostro Salvatore Setola, che criticava il velleitarismo e la mancanza di canzoni di questa nuova uscita:

 

Mah, la sensazione iniziale è stata simile anche per me. Ma è progressivamente mutata: prima, arrivando a un pezzo da ko come 666 (che più canzone di così si muore), poi abituandomi al sound e entrando meglio nel clima e nell'orizzonte sperimentale del disco. Ora come ora - a un mesetto dal primo ascolto - trovo l'album un'opera molto ambiziosa e coraggiosa, un poco velleitaria sì, con alti e bassi; complessivamente non del tutto riuscita sul piano compositivo. Eppure, credo che il tempo ci mostrerà che il disco è del tutto riuscito da un altro punto di vista: è una pietra d'angolo, un punto di svolta, il momento in cui l'indie non solo abbraccia le tecniche e le mode produttive del mainstream, ma le fa sue scardinandole e volgendole in chiave totalmente sperimentale. Molto probabilmente sbaglio, lo so. Ma quando ascolto quest'album è proprio questo che più mi colpisce: l'insieme delle possibilità che esso pare aprire.

 

ps. a me sia la copertina che i titoli ⋈ᴉ†₵ʰ/B ᴉ M B ⏀ M ᴉ Ͷ |< ᴉ ᐃ piacciono un sacco.

 

Bravo che ti è piaciuto, o che perlomeno ci sei riuscito a vedere qualcosa di positivo, da un massacratore di hype come te non me l'aspettavo.

 

Io comunque un cuore cel'ho, e questo cuore mi fa chiedere come mai dovrei ascoltare una CREEKS quando c'è Hide And Seek di Imogen...

 

 

(Sono polemico...)

 

La acchittiamo una bella playlist di ste robe only su Spotify? Ci mettiamo:

 

- Creeks

- Hide and Seek

- Woods [e Lost in The World volendo]

- Meet You in the Maze dall'ultimo di James Blake

- non mi viene in mente altro al momento, a 10 tracks ci arriviamo?


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The core principle of freedom
Is the only notion to obey


#19 Kenny West

Kenny West

    pivello

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Inviato 06 ottobre 2016 - 17:43

Per me album molto interessante e dopo qualche ascolto posso dire che mi sta prendendo sempre di più. L'ho sempre apprezzato per le atmosfere che riesce a creare e credo che in questa veste più sperimentale ci riesca meglio, sperando che prosegua su questa strada in futuro. Sicuramente non del tutto riuscito, ma non mancano pezzi di gran classe, 33 GOD una delle migliori.


  • 0

#20 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 06 ottobre 2016 - 17:49

Kenny come va con i debiti e con Kim?






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