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Rip Tommaso Labranca


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15 replies to this topic

#1 Ronald Regaz

    ritardato mentale

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Inviato 29 agosto 2016 - 22:05

Non ve ne fotterà un cazzo, ma è morto Tommaso Labranca, e peraltro la sua morte verrà oscurata da quella di Gene Wilder un po' come quella di Groucho Marx lo fu da quella di Elvis (che Groucho detestava).

 

Non ho letto tutti i libri di Labranca anche perché erano diventati difficili da trovare (da domani ce li proporranno con insistenza, immagino), ma ha scritto almeno uno dei più belli del XXI secolo, Il piccolo isolazionista, che peraltro parla molto di musica e spero qui conosciate.

 

Da Claudio Giunta in giù adesso tutti si dimostrano suoi fan, e per carità va molto bene, pensavo di essere non dico l'unico a stimarlo ma insomma non se ne faceva un gran parlare, in proporzione alla sua intelligenza.

 

Nel bene e nel male (ma, lui, nel bene; il male sono gl'imitatori superficiali, as usual) ha inventato, almeno in Italia, quel modo di parlare seriamente delle cose trash e trashamente delle cose serie che oggi è il sine qua non di qualsiasi maître à penser del web.

 

 

Dalla funz. di ricerca non mi risulta un thread dedicato a L. qui sopra, si potrebbe approfittare della mesta occasione per parlarne un po', suvvia.


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#2 paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 30 agosto 2016 - 12:41

Non ve ne fotterà un cazzo, ma è morto Tommaso Labranca

 

 

Potevi iniziare con meno risentimento e un po' più di, ehm, sentimento.
Io so chi è e più o meno so in che ambiti bazzicava, ma per esempio non mi è mai capitato di leggere un suo libro. Forse è un po' vero che tendiamo a sottovalutare i vivi e ce ne ricordiamo solo da morti... Mi incuriosisce "Chaltron Hescon" e vorrei certamente recuperare "Estasi del pecoreccio", me li consigli?

  • 0

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, “Malone Dies”)


#3 Sleepyhead

    Enciclopedista

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Inviato 30 agosto 2016 - 17:13

Lo dico con profonda amarezza, ma io di lui ricordo solo questo:

 

http://prontialpeggi...mmaso-labranca/

 

Di questo stralcio andato in tv quasi dieci anni fa mi faceva pensare che fosse un critico della carta stampata, brillantissimo poi (in modo in cui liquida la Angiolini, "gli spagnoli di Verona") ma poi perso di vista, tanto che la biografia che ha realizzato sui Coldplay recentemente non m'aveva portato a imbattermi sul fatto che l'autore fosse uno scrittore, conduttore, autore televisivo e quant'altro ho compreso solo adesso, il libro venne pubblicato e tante grazie.

 

Mai visto il suo nome pubblicizzato da qualche parte, nessun culto culturale/indie, il niente assoluto fino a ieri. Ditemi il perché, aldilà di alcune supposizioni che mi sto facendo da ieri, e leggendo alcune cose tipo questa: http://www.blackmail...so_Labranca.htm

 

Questi i suoi ultimi articoli per Libero: http://www.liberoquo...-articoli-.html

 

Qualcuno m'illumini.


  • 0

"Dovete vedere noi, perché la televisione non vi fo' far crescere quando fa le sue trasmissioni, ve vo' tene boni; la televisione non ve vo' fa capire, ve vo' addormentà. Questa trasmissione discute e vi fa discutere dei vostri problemi, perché vedete - guardate che bell'abito che c'ho, ho una casa al mare - HO mi guardate o io me ne vado, ma me dovete guardà in tanti e vi dovete sentire il dovere IL DOVERE, perchè io a causa VOSTRA c'ho rimesso MILIARDI per divve aaverità."


#4 signora di una certa età

    old signorona

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Inviato 30 agosto 2016 - 17:48

Non ci posso credere, il secondo articolo parla di una mostra che si è tenuta nel mio paese di origine. Ci torno sabato ma sarà già finita :(
Io sono basita quanto sleepyhead, l'ho perso di vista un sacco di tempo fa, dai cannibali, e non mi ci sono più imbattuta. È chiaro che non seguo i canali giusti di informazione.
Il libro sui Coldplay sarà magari una marchetta ma mi piacerebbe leggerlo
  • 0

In realtà secondo me John Lurie non aveva tante cose da dire... ma molto belle


#5 Ronald Regaz

    ritardato mentale

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Inviato 30 agosto 2016 - 19:39

anch'io cmq sono colpito dal fatto che tutti i miei amici più o meno intellò lo ammiravano e spesso lo conoscevano anche. non sembra neanche uno di quei casi squallidi di fare a gara a mostrarsi edotti e magari amici del morto del giorno; sono tutte testimonianze sincere e commosse. a questo punto mi sento stronzo io che mi 'limitavo' a leggerlo.

non terrei gran conto dei libri su Coldplay e simili: li scriveva per ragioni alimentari.


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#6 Sleepyhead

    Enciclopedista

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Inviato 30 agosto 2016 - 20:30

non terrei gran conto dei libri su Coldplay e simili: li scriveva per ragioni alimentari.

 

L'ha chiarito pure lui quando per ragioni economiche ha tradotto la biografia di Pete Townshend, quella dei Coldplay rimane comunque una biografia bella e buona, così come quelle per Skin e Renato Zero (!). 

 

Insomma passare dal tratteggiare il neoproletariato ai tormenti presunti di Chris Martin è quantomeno singolare.


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"Dovete vedere noi, perché la televisione non vi fo' far crescere quando fa le sue trasmissioni, ve vo' tene boni; la televisione non ve vo' fa capire, ve vo' addormentà. Questa trasmissione discute e vi fa discutere dei vostri problemi, perché vedete - guardate che bell'abito che c'ho, ho una casa al mare - HO mi guardate o io me ne vado, ma me dovete guardà in tanti e vi dovete sentire il dovere IL DOVERE, perchè io a causa VOSTRA c'ho rimesso MILIARDI per divve aaverità."


#7 Ortodosso

    baby even the losers

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Inviato 30 agosto 2016 - 22:23

Non ve ne fotterà un cazzo


Nel 2004 vi fu un raduno Ondarock alla Maison Labranca, tu dov'eri?
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#8 𝕳𝖆𝖝𝖆𝖓

    Schwarzkünstler

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Inviato 31 agosto 2016 - 13:15

http://www.floraleda...- Sophia CD.pdf

 

Casei Gerola [Addio]  :wub:


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il mistico è soltanto la valvola di sfogo dei tuoi incubi peggiori oggi realizzati

 


#9 slothrop

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Inviato 31 agosto 2016 - 14:29

 

Non ve ne fotterà un cazzo


Nel 2004 vi fu un raduno Ondarock alla Maison Labranca, tu dov'eri?

 

 

Duro ma giusto.

 

PS: e comunque non c'ero manco io. E poi non sono un fan di Labranca, anche se certi guizzi e talenti gli vanno riconosciuti per forza.


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#10 piersa

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Inviato 01 settembre 2016 - 02:30

Io lo vidi, anche, fare selecta alla Mole durante il TFF...
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#11 sud afternoon

    Si legge sud afternùn.

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Inviato 02 settembre 2016 - 08:04

Spiega selecta e TFF.


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#12 piersa

    Megalo-Man

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Inviato 02 settembre 2016 - 08:44

Selezione musicale in cui il mixer serve solo a lanciare il brano successivo, al Torino film festival
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#13 Ronald Regaz

    ritardato mentale

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Inviato 04 settembre 2016 - 11:10

 

 

Non ve ne fotterà un cazzo


Nel 2004 vi fu un raduno Ondarock alla Maison Labranca, tu dov'eri?

 

 

Duro ma giusto.

 

PS: e comunque non c'ero manco io. E poi non sono un fan di Labranca, anche se certi guizzi e talenti gli vanno riconosciuti per forza.

 

 

non ancora iscritto.

 

comunque anche voi confermate che era un autore evidentemente molto più amato che discusso: interessante


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#14 Jet

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Inviato 29 agosto 2026 - 22:59

Dieci anni fa chiudeva gli occhi uno degli sguardi più intelligenti del panorama degli indagatori del contemporaneo. Labranca è allo stesso tempo un autore che ho setacciato e stra-letto, che una lettura costantemente rimandata, in virtù di una contemporanea totale accessibilità (a portata di clic c'è molto di suo) e inaccessibilità: troppo fuori dal canone, troppo introvabile su carta (ci accontentiamo del pdf di Andy Warhol era un coatto facilmente trovabile su Google) - a tal proposito, scopro solo con l'anniversario della morte che Claudio Giunta ci ha messo una pezza curando un antologia per Mondadori, Dal pop al popolo. 

 

TL è stato uno dei migliori a comprendere e spiegare il pop, grazie alla scelta di guardarlo sempre da dentro e mai da fuori, o meglio dall'alto. La gioia di leggerlo per me è quella di vedere illuminarsi elementi della contemporaneità (e la controprova è che mi fa interessare anche quando parla di cose che non mi attirano), così come però anche il commento sarcastico in cui eccelleva, vedasi Collateral etc.

 

Ricordiamolo con in sottofondo Sirius di Alan Parson Project, che lui mi ha "illuminato" con il solito mix di riferimenti, ironia e autobiografia

 

 

Nelle quattro note che aprono la Quinta di Beethoven si sente il Prometeo romantico e vedi i capelli di von Karajan che svolazzano e finiscono nella tazza di té deteinato. La sigla di Radio Londra è cupa come un coprifuoco. L’incipit di (I Can’t Get No) Satisfaction odora di sesso, droga e rock ’n’ roll. E appena parte la sigla italiana (e spagnola) del Grande Fratello appare una spirale di trasgressione, muscoli ed epidermidi esposte con generosità.

Ci sono poi sei note che richiamano un’epoca senza nome, che forse nemmeno ricordiamo di aver vissuto. Pochi anni, dal 1982 al 1984. Le sei note componevano un brano di un minuto circa, quasi senza vita propria, semplice introduzione a un pezzo più importante in cui all’improvviso confluivano. Il brano piccolo si chiama Sirius e introduceva al brano grande, Eye in the Sky, di Alan Parsons Project. Un minuto scarso che riascoltavo in loop perché vi percepivo l’idea del cielo. Forse per la suggestione del titolo stellare. Ma non ero l’unico a trovarvi quel legame. Le sei note di Alan Parsons accompagnavano le infinite dirette di cartomanti improvvisati in onda su televisioni private del nord-ovest milanese. Astrologi truffaldini, stagliati contro galassie proiettate su cromakey, che parlavano senza pause dalle 22 all’1 e che seguivo in predaalla noia e all’insonnia. Le televisioni locali erano allora consolidate, ma la gara all’accumulo nel proprio televisore di un numero sempre maggiore di canali, spesso inutili e arruffoni, stava per conoscere nuova vita: si parlava di televisioni satellitari. Quando il mago si fermava per la pubblicità comparivano spot di antennisti che promettevano centinaia di canali nuovi grazie ai primi impianti di ricezione satellitare. I movimenti cauti dei tecnici aggrappati ai tralicci erano sottolineati ancora una volta da Sirius di Alan Parsons. Una notte, in una Piazza dei Miracoli deturistizzata, ho sbadigliato di fronte alla Torre di Pisa. Quando passo a nord-ovest di Milano, sotto lo strano fungo in cemento della torre Telecom di Rozzano, sono colto dalla sindrome di Stendhal e mi immagino che nell’etere circostante si aggirino ancora le cialtronerie astrologiche, gli antennisti da Cirque du Soleil e le note di Sirius. Cerco di afferrarle con le mani. Quando arrivo al lato opposto della città, a sud-est, mi sveglio e affronto una malinconica realtà. L’idea di cielo oggi è espressa da altre sei note. Sei note roboanti, fastidiose, che ricordano un Wagner riscritto a Hollywood, pesanti come drappeggi polverosi di vecchio cinema. Nulla a che vedere con i fili di materia stellare del ricamo di Alan Parsons. Sono le sei note degli spot di Sky, emittente che a sud-est di Milano ha la sua sede. Sirius era un cielo sconfinato e impalpabile, Sky è un cielo opprimente, come quello biblico: una cupola chiusa in cui sono incastonate le stelle. Un cielo come quello che gli antichi greci ritenevano di ferro (sidereo e siderurgico hanno la stessa etimologia). Il ferro delle parabole che tappezzano i palazzi.


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#15 Seattle Sound

    Non sono pigro,è che non me ne frega un cazzo.

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Inviato 01 settembre 2026 - 20:42

 

Dieci anni fa chiudeva gli occhi uno degli sguardi più intelligenti del panorama degli indagatori del contemporaneo. Labranca è allo stesso tempo un autore che ho setacciato e stra-letto, che una lettura costantemente rimandata, in virtù di una contemporanea totale accessibilità (a portata di clic c'è molto di suo) e inaccessibilità: troppo fuori dal canone, troppo introvabile su carta (ci accontentiamo del pdf di Andy Warhol era un coatto facilmente trovabile su Google) - a tal proposito, scopro solo con l'anniversario della morte che Claudio Giunta ci ha messo una pezza curando un antologia per Mondadori, Dal pop al popolo. 

 

TL è stato uno dei migliori a comprendere e spiegare il pop, grazie alla scelta di guardarlo sempre da dentro e mai da fuori, o meglio dall'alto. La gioia di leggerlo per me è quella di vedere illuminarsi elementi della contemporaneità (e la controprova è che mi fa interessare anche quando parla di cose che non mi attirano), così come però anche il commento sarcastico in cui eccelleva, vedasi Collateral etc.

 

Ricordiamolo con in sottofondo Sirius di Alan Parson Project, che lui mi ha "illuminato" con il solito mix di riferimenti, ironia e autobiografia

 

 

Nelle quattro note che aprono la Quinta di Beethoven si sente il Prometeo romantico e vedi i capelli di von Karajan che svolazzano e finiscono nella tazza di té deteinato. La sigla di Radio Londra è cupa come un coprifuoco. L’incipit di (I Can’t Get No) Satisfaction odora di sesso, droga e rock ’n’ roll. E appena parte la sigla italiana (e spagnola) del Grande Fratello appare una spirale di trasgressione, muscoli ed epidermidi esposte con generosità.

Ci sono poi sei note che richiamano un’epoca senza nome, che forse nemmeno ricordiamo di aver vissuto. Pochi anni, dal 1982 al 1984. Le sei note componevano un brano di un minuto circa, quasi senza vita propria, semplice introduzione a un pezzo più importante in cui all’improvviso confluivano. Il brano piccolo si chiama Sirius e introduceva al brano grande, Eye in the Sky, di Alan Parsons Project. Un minuto scarso che riascoltavo in loop perché vi percepivo l’idea del cielo. Forse per la suggestione del titolo stellare. Ma non ero l’unico a trovarvi quel legame. Le sei note di Alan Parsons accompagnavano le infinite dirette di cartomanti improvvisati in onda su televisioni private del nord-ovest milanese. Astrologi truffaldini, stagliati contro galassie proiettate su cromakey, che parlavano senza pause dalle 22 all’1 e che seguivo in predaalla noia e all’insonnia. Le televisioni locali erano allora consolidate, ma la gara all’accumulo nel proprio televisore di un numero sempre maggiore di canali, spesso inutili e arruffoni, stava per conoscere nuova vita: si parlava di televisioni satellitari. Quando il mago si fermava per la pubblicità comparivano spot di antennisti che promettevano centinaia di canali nuovi grazie ai primi impianti di ricezione satellitare. I movimenti cauti dei tecnici aggrappati ai tralicci erano sottolineati ancora una volta da Sirius di Alan Parsons. Una notte, in una Piazza dei Miracoli deturistizzata, ho sbadigliato di fronte alla Torre di Pisa. Quando passo a nord-ovest di Milano, sotto lo strano fungo in cemento della torre Telecom di Rozzano, sono colto dalla sindrome di Stendhal e mi immagino che nell’etere circostante si aggirino ancora le cialtronerie astrologiche, gli antennisti da Cirque du Soleil e le note di Sirius. Cerco di afferrarle con le mani. Quando arrivo al lato opposto della città, a sud-est, mi sveglio e affronto una malinconica realtà. L’idea di cielo oggi è espressa da altre sei note. Sei note roboanti, fastidiose, che ricordano un Wagner riscritto a Hollywood, pesanti come drappeggi polverosi di vecchio cinema. Nulla a che vedere con i fili di materia stellare del ricamo di Alan Parsons. Sono le sei note degli spot di Sky, emittente che a sud-est di Milano ha la sua sede. Sirius era un cielo sconfinato e impalpabile, Sky è un cielo opprimente, come quello biblico: una cupola chiusa in cui sono incastonate le stelle. Un cielo come quello che gli antichi greci ritenevano di ferro (sidereo e siderurgico hanno la stessa etimologia). Il ferro delle parabole che tappezzano i palazzi.

 

 

è uscito anche un bel e affettuoso articolo sul Post 

https://www.ilpost.i...ieci-anni-dopo/


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Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#16 Mr Repetto

    Enciclopedista

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Inviato 10 settembre 2026 - 09:49

 


 

è uscito anche un bel e affettuoso articolo sul Post 

https://www.ilpost.i...ieci-anni-dopo/

 

Bell'articolo. Meno male che c'è Claudio Giunta, perchè recuperare le sue cose è difficilissimo.

Appena ordinato.

 

https://www.amazon.i...98/?tag=ilpo-21


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