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La Cognizione Delle Cose


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39 replies to this topic

#1 Syddharta

Syddharta

    Classic Rocker

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Inviato 29 marzo 2016 - 20:02

*
POPOLARE

Stuzzicato da Claudio che aveva risposto a un mio status, apro questo thread per poter discutere - eventualmente - con alcuni recensori che talune volte, forse rapiti dallo slancio poetico, compiono degli errori a livello tecnico-musicale. E' vero che su questo sito si tratta di popular music, ma io amo dare per scontato che scrive di musica ne capisca sufficientemente e abbia la piena cognizione delle cose che scrive.

 

Lo spunto nasce da questa frase di Michele Saran sul recente pezzo su Eno:

 

Brillanti overture, intermezzo e finale, ma di fatto basati su una frase ad ampi e bruschi intervalli tonali che sembra presa e convertita da una pièce d’avanguardia seriale.

 

 

Come contestavo, in questa frase ci sono una serie di approssimazioni che fanno pensare che il recensore tenda a generalizzare e a estendere troppo dei concetti e significanti che, trattandosi di scritti "specialistici", dovrebbero essere espressi nella maniera più coerente possibile ai loro diretti significati.

 

Brillanti ouverture:

L'ouverture è il brano musicale che apre le opere melodrammatiche, e forma un tempo (nelle opere) o un movimento (nelle suite) a sé stante. Che un brano pop al suo interno, senza separazione alcuna, possa averne addirittura più d'una mi pare strano.

 

Passino intermezzo e finale, anche lì usate impropriamente, ma sufficientemente sdoganate dal giornalismo musicale leggero.

 

Ad ampi e bruschi intervalli tonali:

a parte che l'espressione "intervallo tonale" è un'espressione che penso di aver letto solo su metodi di qualche metallofono a percussione, ma la frase è proprio priva di senso. Innanzitutto perché "brusco"? E' un'indicazione ritmica, quindi cosa c'entra con l'intervallo, che invece indica la distanza tra le note? E poi come fa un intervallo di un tono ad essere "ampio"? In regime di temperamento equabile è l'intervallo più breve che esista dopo quello di un semitono. Esistono infiniti intervalli più ampi, e solo uno più stretto. Pensa te.

 

 

pièce d’avanguardia seriale:

"avanguardia" è usato in maniera un po' generale e poco lucida, mente immagino che "pièce" sia detto intendendo "brano". Ma una pièce sappiamo bene tutti che è un'altra cosa in teatro e quindi in musica, dove va a configurare una breve opera musicale (o estendendo ancora di più una breve composizione come un lied o un oratorio). E non mi pare che Milton Babbitt, Humphrey Searle o Jean Barraqué - la cui musica si chiamava "musica seriale" o "serialismo" e non "avanguardia seriale" - si siano mai occupati di ciò. Ma potrei ignorarlo io, e saperlo invece Saran, oltre che ovviamente Eno che qui avrebbe avuto un'idea delle sue.

 

 

Vediamo se funziona asd

 

 

 

M.


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M.

 


#2 Cliff

Cliff

    utente col favore delle tenebre

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Inviato 29 marzo 2016 - 20:06

In sostanza è il thread per i critici riccardoni asd
  • 2
Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]

Caro Sig.'Cliff' di Roma le confesso che non capito..


probabilmente off topic


#3 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 29 marzo 2016 - 20:15

Adesso arriva Tonysuper e ci spiega tutto, abbiate fede



#4 Limenitis

Limenitis

    sputasentenze

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Inviato 29 marzo 2016 - 20:18

Auspicabile un intervento di Gozer
  • 0

Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#5 bELLE ELLEish

bELLE ELLEish

    TOPAZIO

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Inviato 29 marzo 2016 - 20:30

Auspicabile un intervento di Gozer

Non so.

 

Ho messo il + per l'ouverture del topic, senza fare troppo caso alla recensione, che pure riesce a suggerirmi qualcosa eccome. Comunque sì, le parole sono importanti. Una volta volevo anche segnalare qualcosa come "doppio-bassista" in una recensione, ma non ricordo dove fosse.

Non è semplice descrivere la musica e non è obbligatorio parlarne conoscendo bene e usando i suoi termini tecnici, però in effetti nelle recensioni si dovrebbe fare attenzione a non appropriarsi di quei termini per descrivere e riferirsi a tutt'altri aspetti. Ripeto, ne comprendo le difficoltà, anche per esperienza personale


  • 0

A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#6 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 29 marzo 2016 - 20:33



#7 Tony Cooper

Tony Cooper

    Classic Rocker

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Inviato 29 marzo 2016 - 20:49

 ma io amo dare per scontato che scrive di musica ne capisca sufficientemente 

 

 

 

 

asd asd asd asd asd


  • 0

#8 Tony Cooper

Tony Cooper

    Classic Rocker

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Inviato 29 marzo 2016 - 20:53

Adesso arriva Tonysuper e ci spiega tutto, abbiate fede

 
 
Non lo so, quello che fa notare Syd nella recensione di Eno non mi sembra così grave, quello che vuole dire in fondo si capisce.
 
Mi sembra più patologico il caso del tipo che scrive sul ng di musica classica ed è convinto che serialismo e minimalismo siano la stessa cosa perché siccome il minimalismo si basa sulla ripetizione e seriale per lui vuol dire ripetitivo nel senso di prodotto in serie* ... insomma  ashd
 
 
* ho cercato di ricostruire io il processo mentale di cui sopra, non ne ho la certezza  :rotfl:
  • 1

#9 piersa

piersa

    Megalo-Man

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Inviato 29 marzo 2016 - 21:28

Scusate il parziale OT: in genere i critici musicali sono spesso approssimativi nelle definizioni; le metafore sono iperboli che "suonano bene" ma che a volte non significano un cazzo. Forse il lettore medio di musica non ne sa abbastanza o se ne fotte. Al confronto quello di cinema, a cominciare da OC, scrive con un rigore professionistico.
  • 1

#10 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 29 marzo 2016 - 22:18

Come dice piersa, la critica spesso usa iperboli che non vogliono dire un cazzo; o che servono a invogliare (vedi i risvolti dei libri), o che tentano in modo un po' maldestro a rendere in modo sintetico un'esperienza complessa. Quello di cui parla Syd mi sembra l'ultimo caso.

Non apprezzo in generale questo sfoggio, soprattutto se è approssimativo e un po' impressionistico come in questo caso. Lo capisco, tuttavia.

 

(Gozzy ha una sua etica sul modo di far critica: a parte le denigrazioni a sproposito di Hendrix*, mi sembra un modo rispettoso e intelligente)

 

*è un inside joke, le idiosincrasie mi piacciono, anche nella vita reale


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#11 piersa

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    Megalo-Man

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Inviato 30 marzo 2016 - 00:51

Boh, al netto del recensore in questione (che non conosco) leggo nella critica musicale un po' troppa sciatteria e imprecisione. Come se il mood rocknroll possa giustificare tutto.
  • 1

#12 simon

simon

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Inviato 30 marzo 2016 - 07:00

topic di una difficoltà immensa. bisognerebbe VERAMENTE parlare di fenomenologia secondo me, soprattutto riportando alla luce il concetto noetico. penso di aver ascoltato una serie infinita di vinili, compact disc, cassette, mignatte di musica e dopo studi di composizione, filosofia musicale potrei anche, e sottolineo anche, provare a postare un fiume di parole comunque non costruttive. il problema fondamentale della "critica" musicale che si occupa di rock e di tutte le altre contaminazioni è la miscela riuscita o meno di percezione soggettiva e mancata istituzione di una ontologia della oggettività, o magari di una pedagogia musicale... certo, la musica seriale e la musica minimale sono due cose differenti, ma possono essere assolutamente integrate per esempio in un quartetto d'archi, per non parlare di recuperi meta compositivi. per quanto riguarda il recupero di immagine e musica, mi piacerebbe che le persone interessate a questo "problema" iniziassero a meditare sull'ultimo capitolo di immagine-tempo, quando il grande filosofo post strutturalista francese inizia a discutere del rapporto tra l'atto di parola e l'immagine visiva, l'immagine musicale e l'immagine visiva "colte" in una relazione asimmetrica, non riconciliabile. 

 

come per ogni cosa... prima di ascoltare, prima di vedere un film d'autore di nove ore e tre quarti, secondo il mio modo di concepire le cose bisogna essere preparati, anche se questo modo di proporsi può rivelarsi pericolosamente fallace. il pressapochismo della critica rock in realtà non è tale, rispetto all'esattezza crudele degli ultimi quartetti di Beethoven il giornalista rock può lavorare di fantasia regalandoci sfumature di "sana" irrazionalità, aprirci un pertugio per mirare nuovi mondi possibili. estetica (nel concetto atavico di intuizione) spazio (determinato o meno) tempo (ricordo benissimo un favoloso saggio sul tempo psicologico nell'ascoltare la musica per esempio) rimangono "categorie" flessibili.


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#13 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 30 marzo 2016 - 07:15

Amen



#14 piersa

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    Megalo-Man

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Inviato 30 marzo 2016 - 07:39

È vero che il vento soffia dove vuole e tra scrittore e scrittura non c'è relazione ma molti di questi la scrittura la usano, da cani, scientemente, mica come fosse un oracolo!
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#15 paloz

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    Poo-tee-weet?

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Inviato 30 marzo 2016 - 08:32

Avrei tonnellate* di esempi da riportare ma poi partirebbero discussioni interne del tipo "Non è carino affossare il lavoro dei tuoi colleghi in pubblico", quindi niente. Sta di fatto che nel tempo mi è capitato di leggere aggettivi e paragoni assolutamente ridicoli.

 

 

* iperbole con unità di misura fuori dal contesto


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esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#16 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

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Inviato 30 marzo 2016 - 09:29

Vai Paloz, adesso devi confessare, non è che può soffrire solo mik asd


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#17 khonnor

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Inviato 30 marzo 2016 - 09:41

io non capisco chi non si vergogna di quel che scrive, a me capita continuamente.
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noncuranti della fine, del calore, di poterci sciogliere.

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#18 paloz

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    Poo-tee-weet?

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Inviato 30 marzo 2016 - 09:47

Io tendo a vergognarmi per un generico senso di inadeguatezza, raramente per la forma di ciò che scrivo. Inteso che se non altro cerco di mettere sulla piazza un testo che non sia palesemente campato per aria, su un lavoro al quale ho dedicato complessivamente almeno un paio d'ore della mia vita.

 

 

Vai Paloz, adesso devi confessare, non è che può soffrire solo mik  asd

 

E' giusto che siano i lettori (hahahahahahahahahah) a portare avanti esempi, anche io sono curioso, magari esce roba mia che non sospetto.


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(Samuel Beckett, Malone Dies)


#19 khonnor

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Inviato 30 marzo 2016 - 10:09

il trucco è solo uno: ribaltare quel che tutti dicono e cioè "devi scrivere pensando a chi ti legge". io scrivo immaginando non mi legga nessuno [infatti se qualcuno mi fa complimenti/insulti di uno scritto io mi sorprendo/vergogno "ah ma lo hai letto DAVVERO"]. nonostante ciò riesco comunque a provare disgusto asd
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noncuranti della fine, del calore, di poterci sciogliere.

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#20 wago

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Inviato 30 marzo 2016 - 10:14

Syd se hai voglia di fare le pulci a qualche mio pezzo (inevitabilmente vecchio, magari qualche pietra) ben venga, a me ste cose divertono e sono certo che di castronerie ce ne siano parecchie :D


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