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I registi e la direzione di un festival


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3 replies to this topic

#1 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 03 febbraio 2007 - 17:14

Come avrete letto, Nanni Moretti ha fatto marcia indietro ed ha accettato la direzione del glorioso festival di Torino: tutti raggianti, convinti di aver fatto del bene al festival ed al cinema italiano, sicuri che perdere l'occasione di affidare una rassegna in costante crescita come quella piemontese al (forse) più bravo autore contemporaneo d'Italia sarebbe stato un crimine, ci è toccato leggere una serie di dichiarazioni colme di soddisfazione.

Nel mio piccolo, io che sono convinto che Moretti sia tra i più grandi cineasti mondiali in attività, sono invece molto deluso. Ancora una volta viene fuori un certo provincialismo e populismo nelle scelte italiche. L'equazione grande regista a dirigere il festival = grande festival è una delle più grosse cavolate che si possano concepire. Il direttore di un festival non deve essere un grande cineasta, bensì un grande cinefilo, deve conoscere ed amare l'universo cinematografico a 360 gradi, senza costrizioni e pregiudizi. Deve essere aperto ad ogni nuova iniziativa, disponibile ad estendere le proprie conoscenze verso orizzonti artistici sempre nuovi. Ed in effetti la sostituita direzione del festival di Torino aveva dato prova di grande sensibilità.

Ora il nuovo direttore, cioè non colui che parteciperà con qualche suo lavoro, ma colui che piuttosto dovrà organizzarlo il festival, buttarne giù il programma, decidere gli orientamenti che esso dovrà prendere edizione per edizione, è uno che di cinema non ne capisce una mazza. Moretti non conosce quasi nulla del cinema sparso nel mondo, è pieno di pregiudizi, ci sono autori che avversa da una vita (pensate a tutto l'horror americano) ed altri che snobba a tal punto da dire che ha smesso di vederne i nuovi film (lo ha detto sia di Tarantino che di Scorsese). Da un grande regista vogliamo grandi film, ma ciò che in prima persona un artista produce non corrisponde necessariamente alla cultura che si richiede ad un organizzatore di manifestazioni di questo tipo.

Spero di essere smentito sul campo, anche perchè il festival di Torino aveva dimostrato una tale ampiezza di confini nei film ospitati che sarebbe un peccato trasformarlo in qualcosa di più scontato e noioso.

Qualcuno ha idee in proposito?
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#2 Guest_ephemerol_*

Guest_ephemerol_*
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Inviato 03 febbraio 2007 - 18:11

Io ho molta stima di Moretti, e sono convinto che diventato direttore di un Festival non potrà che mettere da parte tutte le sue personali idiosincrasie davanti a nomi di assoluta grandezza, ed inoltre i suoi collaboratori gli permettono di "completarlo" (penso a Steve Della Casa, per esempio).

D'altro canto, però, penso anche che Moretti sia un grande regista, ma non un grande esperto di cinema. Troppi odi immotivati, troppe chiusure mentali, troppo spazio al contenuto e poco alla forma, troppe poche concessioni ai generi, insomma, troppo. Proprio perché intelligente, però, ripeto, sono convinto che non dirigerà il Festival come se i film li dovesse vedere soltanto lui, anche perché altrimenti un appuntamento peraltro piuttosto "pop" e giovane come il Festival di Torino si ridurrebbe a una sfilza di film italiani sfigati e capolavori asiatici o africani: e questo, il Festival e la città, credo benissimo che sappia di non poterlo permettere.

#3 satyajit

satyajit

    Enciclopedista

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Inviato 04 febbraio 2007 - 19:39

Non conosco il festival di Torino, ma a quanto ho sentito pare sia di ottimo livello. Del resto, c'è di mezzo un'enciclopedia umana come Gianni Rondolino.
E' anche vero però che le opere che di lì passano, spesso lì rimangono.
Per cui la scelta di Moretti, dando pubblicità alla rassgna, potrebbe far migliorare questo grosso limite di un festival come quello di Torino e di tanti altri.

Io poi personalmente ho gli stessi gusti cinematografici di Moretti. Una cosa che non mi piace dei critici di oggi, compresi i più bravi, è che sono onnivori. Moretti, invece, non essendo un critico, può permettersi di essere partigiano e militante. Questo darà siuramente al festival una "linea editoriale" e non è detto che sia un male.
Il regista americano che avrà realizzato il suo ottimo film violento e ultracinico, potrà sempre andalo a presentare da un'altra parte dato che, come dicono molti addetti del settore, "ci sono più festival che film".
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#4 Jules

Jules

    Pietra MIliare

  • Redattore OndaCinema
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Inviato 04 febbraio 2007 - 19:44

Certo che Moretti può permettersi di essere partigiano e militante, ma proprio perchè non gli è mai stato chiesto un compito come la direzione del festival...vederlo affrontare la sfida di Torino, che si è contraddistinto negli ultimi anni proprio per la TOTALE assenza di militanza e partigianeria, che infatti ne ha fatto forse la rassegna più interessante che possiamo vantare noi italiani, mi fa preoccupare...

Poi è chiaro, Moretti oltre che essere militante e partigiano è anche molto intelligente e dunque è lecito confidare nella sua capacità di discernere ciò che esprime liberamente in quanto regista e ciò che dovrà fare in qualità di direttore artistico..
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