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Edizioni, Traduzioni, Aneddoti, Curiosità: La Quarta Di Copertina Della Letteratura


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121 replies to this topic

#81 Stephen

Stephen

    Gatto disidratato

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  • LocationAmong these dark Satanic Mills

Inviato 04 agosto 2016 - 12:35

Leo, hai in mente quasi il modello traduttivo del Sofocle di Holderlin e del Virgilio di Klossowski - sulla traduzione letterale come unica traduzione non etno-centrica e coloniale ha scritto pagine mirabili Antoine Berman. Il quasi sta ad indicare il fatto che non hai fatto pace col fatto che la traduzione non è il sostituto dell'originale per chi non capisce la lingua di partenza: cfr. Benjamin, Walter, Die aufgabe des...


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"Proprio luiii... Piątek, il pistoleeerooo!!!"

... ho disturbato parecchio la visione chiedendo di continuo "quando arrivano gli Avengers?".


#82 William Wilson

William Wilson

    Doppelgänger

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Inviato 04 agosto 2016 - 13:28

Letture rapsodiche dalla riscrittura del Decamerone fatta da Aldo Busi, per la quale ha anche ricevuto il Premio Certaldo pochi anni fa. Che dire? Spassosa reinterpretazione in un italiano gossipparo e giornalistichese, con termini che già per il solo contesto in cui sono inseriti generano una scintilla di comicità (volontarissima), come "hinterland" o "flirt". Senza contare le ironiche invenzioni verbali come "non ci capiva più un'ostia" (riferito a un prete infoiato) o la creazione di titoli come "Chi troppo vuole, stringe solo la solita cosa", che aggiungono freschezza e ulteriore umorismo al già abbondante umorismo del geniale Boccaccio.
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#83 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 04 agosto 2016 - 13:50

Sul prete che non ci capiva un'ostia, giusto accostamento ecclesiastico ma l'espressione è tipica del dialetto bresciano (che Busi conosce e riutilizza spesso)
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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#84 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 05 agosto 2016 - 08:59

Stephen, ti lascio questo articolo di Moshe Kahn sulla sua traduzione di Horcynus.

 

http://www.retidided...NO/3_eventi.htm

 

ps. Su Sofocle-Holderlin ho letto di seconda mano (non conosco tedesco né greco) che la sua attinenza al testo e la sua follia  era tale da giungere a traduzioni basate in realtà su paretimologie ed etimologie presunte, che davano esiti bizzarri e bellissimi.


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#85 Leeeo

Leeeo

    nazi-core

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Inviato 05 agosto 2016 - 12:32

Leo, hai in mente quasi il modello traduttivo del Sofocle di Holderlin e del Virgilio di Klossowski - sulla traduzione letterale come unica traduzione non etno-centrica e coloniale ha scritto pagine mirabili Antoine Berman. Il quasi sta ad indicare il fatto che non hai fatto pace col fatto che la traduzione non è il sostituto dell'originale per chi non capisce la lingua di partenza: cfr. Benjamin, Walter, Die aufgabe des...

Stephan, il mio discorso si limita solamente al ristretto ambito del romanzo di matrice europea. A riguardo la frase traduzione letterale come unica traduzione non etno-centrica e coloniale mi trova d'accordo. Su poesia, antichità e Oriente non oso dire nulla, tranne che non vorrei mai trovarmi nelle parti di un traduttore di haiku. 

 

Un altro caso che ho incrociato è questo: la traduzione di "L'urlo e il furore" di Faulkner fatta da Mantovani per Einaudi.

A partire dal titolo. "The sound and the fury" diventa "L'urlo e il furore": per un povero ignaro che si aggira in biblioteca, potrebbe rimandare a "Furore" ("The grapes of wrath") di Steinbeck. E quindi confusione su confusione, perché i due romanzi non hanno legami tra loro, ricollegandosi a due opere totalmente distinte: il primo al MacBeth di Shakespeare, e il secondo a una canzone patriottica americana. "Il suono e la furia" e "I grappoli d'ira" però non suonano commercialmente appetibili...

Altro punto dolente: il Mantovani si prende la briga, visto che la scuola italiana ce lo ripete fin dalle elementare di usare 'sti benedetti sinonimi, di sostituire una parola troppo presente nel paragrafo con vari omologhi. Così, ad esempio, to hit diventa giocare, tirare, colpire. Ecco, bravo, apprezziamo la capacità di trovare sostituti plausibili. Meno quella di far diventare il narrante, un minorato mentale con ristrette capacità di linguaggio, un ragazzo come tanti altri nel romanzo.

Tutto questo per ribadire ancora il mio pensiero: più umiltà nell'approcciarsi a questi capolavori. Lasciamo pure una patina di indeterminatezza e difficoltà (che vuol dire: versta rimane versta, e non 1,1 km), magari inserendo postille per spiegare meglio il senso o per approcciare un'interpretazione, non vincolando però il lettore alla visione del traduttore.

Sì, lo so, è un mondo difficile.

 

Di questi due tipi cosa ne pensate?


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#86 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

    Tony Nelli

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Inviato 05 agosto 2016 - 13:11

D'accordo con Leeeo (pensavo ci fossero più "e", boh): se trovi sempre scritto "to hit" lo traduci sempre allo stesso modo; c'importa una sega dei sinonimi, se nel testo c'è scritto così. Stesso discorso vale per ripetizioni o cose simili.

E in tutto ciò, ci tengo però a dire che il Mantovani, tra i traduttori dall'inglese-americano, rimane tra i migliori, ma il mio preferito rimane il Bocchiola, che considero al pari di una divinità o giù di lì (si scherza eh).


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#87 Pitcairn Island

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    TOMIYASU

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Inviato 26 agosto 2016 - 15:42

Qualcuno sa per quale motivo molti scrittori giapponesi, anche importanti come Kawabata o Dazai, non si trovano tradotti direttamente dal giapponese all'italiano, ma solo tradotti sulla traduzione in inglese? Ci sono così pochi traduttori giapponese-italiano o ci sono altre ragioni?


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#88 bar shoma

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Inviato 26 agosto 2016 - 21:34

Qualcuno sa per quale motivo molti scrittori giapponesi, anche importanti come Kawabata o Dazai, non si trovano tradotti direttamente dal giapponese all'italiano, ma solo tradotti sulla traduzione in inglese? Ci sono così pochi traduttori giapponese-italiano o ci sono altre ragioni?

 

Azzardo:

non solo sono pochi, ma sono anche tutti docenti, quindi impegnati nella loro attività principale.

Maria Teresa Orsi, per esempio, ha sempre detto che in ambito accademico la traduzione non era vista di buon occhio, solo negli ultimi 30 anni le cose sono un po' cambiate con la nascita della collana Mille gru della Marsilio (fondata da Adriana Boscaro, docente luminare in materia) e la diffusione di autori moderni da best seller tradotti dall'originale da docenti/traduttori italiani.

A mano a mano sono comparse anche traduzioni aggiornate di grandi classici, penso per esempio a "Il paese delle nevi" di Kawabata di cui fortunatamente adesso si trova traduzione dall'originale di Amitrano.

Considera anche che per avere una padronanza della lingua tale da poterti dedicare alla traduzione di quei grandi autori la maggior parte dei docenti che traduce dall'originale ha trascorso tanti anni in Giappone a studiare, e non è una cosa alla portata di tutti. Anche per questo credo siano pochi, in generale. 

Inoltre, e cosa non meno importante, dipende anche dall'interesse o meno degli editori italiani verso quel tipo di letteratura.


  • 1

#89 bar shoma

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Inviato 06 settembre 2016 - 18:51

 

Qualcuno sa per quale motivo molti scrittori giapponesi, anche importanti come Kawabata o Dazai, non si trovano tradotti direttamente dal giapponese all'italiano, ma solo tradotti sulla traduzione in inglese? Ci sono così pochi traduttori giapponese-italiano o ci sono altre ragioni?

 

 

 

Se ti va, leggi questa intervista ad Amitrano. È molto interessante (:


  • 1

#90 Ronald Regaz

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Inviato 07 settembre 2016 - 08:45

la sua attinenza al testo e la sua follia  era tale da giungere a traduzioni basate in realtà su paretimologie ed etimologie presunte, che davano esiti bizzarri e bellissimi.

 

Pound in Hommage to Sextus Propertius fraintende spesso marchianamente il latino del suo ipotesto, con errori che al ginnasio gli varrebbero l'esclusione da tutte le scuole del regno, 'traducendolo' del tutto a orecchio e ottenendo così quella che non è più una mera traduzione errata, ma una riscrittura estremamente creativa.


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#91 Leeeo

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Inviato 13 settembre 2016 - 11:42

Vi giro la lista scaruffiana di Lev Tolstoj.


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#92 Tom

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Inviato 28 ottobre 2016 - 06:37

Recentemente ho letto Il drive-in 2 (non uno dei soliti seguiti) di Landale e ho riletto American Psycho.

In entrambi si cita Non aprite quella porta ovvero The Texas Chain Saw Massacre.

Beh, in uno diventa "Il massacro della motasega" nell'altro "Il massacro del Texas". ashd  


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#93 Leeeo

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Inviato 01 dicembre 2016 - 15:02

Oggi è un gran giorno. Finalmente, dopo anni di attesa, esce in italiano Satantango

 

Allega file  9788845283291_0_0_1433_80.jpg   33,02K   0 Numero di downloads

 

Sempre per Bompiani, cosa che m'era quasi sfuggita, la nuova traduzione, a ottant'anni da quella di Pavese, di Uomini e Topi.

 

 

Allega file  3832816-9788845282980.png   156,08K   0 Numero di downloads

 

Vedremo se ne vale la pena, come credo


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#94 unterwelt

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Inviato 16 dicembre 2016 - 18:40

Qualcuno sa consigliarmi l'edizione migliore per "le occasioni" di Montale?

L'edizione Mondadori di "ossi di seppia" ha una corposa serie di note su cui approfondire la lettura e mi chiedevo se anche per "le occasioni" fosse la stessa cosa. 


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#95 Greed

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Inviato 20 febbraio 2017 - 17:15

Matrimoni e gossip: il filmato in cui vediamo Proust in movimento per la prima volta.

http://www.ilpost.it...-marcel-proust/


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#96 azevedo

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    Roadie

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Inviato 11 dicembre 2017 - 11:37

Che edizione prendere de I fratelli Karamazov?

 

E di Moby Dick?


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#97 Greed

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Inviato 11 dicembre 2017 - 11:58

MD penso che la traduzione di Pavese (su adelphi) sia ancora valida. Si diceva bene anche di quella di A. Ceni per Feltrinelli, ma ho solo letto due pagine. Su quella di Fatica per Einaudi ho letto un articolo molto negativo, ma non mi fido del tutto.

 

Dei Karamazov ho letto quella mondadori, non ricordo il nome del traduttore, né ci guardavo all'epoca. Mi pareva ok.


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#98 Duck

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Inviato 11 dicembre 2017 - 12:28

Pure io ho letto quella (elettronica, tra parentesi) Mondadori. Non ci capisco niente di ste cose ma alzo la zampa.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#99 Leeeo

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Inviato 11 dicembre 2017 - 13:54

Che edizione prendere de I fratelli Karamazov?

 

E di Moby Dick?

Di Moby Dick e le sue traduzioni se ne parla in questo articolo, dove è consigliata quella feltrinelliana di Ceni. 

Per i Karamazov, il sempre amato Polledro per Newton Compton - anche se un po' vecchiotta - oppure Serena Prina per Feltrinelli.


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#100 Trickster017

Trickster017

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Inviato 09 marzo 2018 - 20:23

Perché non cominci tu? In fondo sei nuovo e sarebbe un bel modo di introdursi. E poi sono curioso.
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