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E' morto Aroldo Tieri


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#1 Guest_slimfit_*

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Inviato 29 dicembre 2006 - 20:59

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Se ne è andato cercando di non far rumore, con la discrezione e la classe di sempre, Aroldo Tieri , spegnendosi in una clinica romana nella notte tra il 28 ed il 29 dicembre, proprio nel periodo delle vacanze natalizie quando la gente, presa dalla vena consumistica e festaiola, è forse più distratta e dedica meno attenzione alle notizie dei giornali.
Aveva vicino a sé la fedele compagna che lo ha sempre seguito sul palcoscenico e nella vita, la moglie Giuliana Lojodice, con la quale ha costituito una delle coppie più stabili e riservate del teatro italiano (lei stessa ha affermato davanti alle telecamere del tg1 dopo la morte del grande attore: ???un rapporto come il nostro è veramente quasi introvabile?).
Sebbene fosse legato a Roma, la sua città d??adozione che nel 2005 gli ha dedicato un??importante mostra alla Casa dei Teatri, Aroldo Tieri annetteva grande importanza alle proprie origini calabresi (è nato infatti a Corigliano Calabro in provincia di Cosenza) che riteneva ne caratterizzassero la personalità artistica al punto da fargli affermare:  ??la capacità di introspezione, la ricerca intellettuale ed espressiva, la gestualità, persino l??intensità dello sguardo e ?? perché no? ?? il fascino che altri mi attribuiscono appartengono alla mia matrice calabrese?.     
L??attore si era ritirato dalle scene dopo 60 anni di successi al cinema, al teatro ed alla  televisione perché non sentiva più suo un ambiente dello spettacolo dominato dai compromessi e dagli intrallazzi, mentre lui era sempre riuscito a rimanere fedele a se stesso ed alle proprie idee in un mondo così volubile e capriccioso.
Il palcoscenico lo ha visto protagonista indimenticabile nel ??Misantropo? di Molière con la regia di Luigi Squarzina, in ??Un marito? di Svevo con la regia di Gianfranco De Bosio, in ??L??uomo, la bestia e la virtù? di Pirandello con la regia di Edmo Fenoglio, in ??Marionette Che passione!? di Rosso San Secondo con la regia di Giancarlo Sepe, in ??Candida? di George Bernard Shaw con la regia di Gianfranco De Bosio, in ??Le bugie hanno le gambe lunghe? di Eduardo De Filippo con la regia di Giancarlo Sepe e in tante altre opere teatrali di grande richiamo.
Se il teatro è stato il grande amore di Tieri non si possono dimenticare i ruoli che lo hanno fatto apprezzare dagli spettatori cinematografici specialmente per i ruoli in spassosissime commedie recitate spesso accanto a Totò: il viscido avvocato di ??Letto a tre piazze?, il sarto Anacleto di ??Totò terzo uomo?, il comprensivo direttore del manicomio in ??Totò, Peppino e le fanatiche?, il Checchino di ??Totò cerca casa?.
Nonostante i grandi riconoscimenti e l??alto valore culturale del suo lavoro teatrale Aroldo Tieri non ha mai guardato con altezzosità al proprio passato cinematografico: chi ama il mondo dello spettacolo sa che far piangere è facile, difficile è riuscire far ridere. E Aroldo Tieri, la cui caratura di grande interprete teatrale scaturisce forse da quella lunga galleria di ruoli di spalla di lusso in film comici che tra gli anni Cinquanta e Sessanta lo hanno visto al fianco di Totò e Peppino De Filippo, questa verità l??aveva fatta propria, come ha ricordato l??inseparabile moglie Giuliana Lojodice : ??? è stato grande interprete di tante cose difficilissime proprio perché, e lo diceva sempre lui, non si può fare bene il drammatico se non si sa fare bene il comico?.
Il suo eclettismo lo ha portato anche a recitare in sceneggiati televisivi (??La foresta pietrificata?, ??Le avventure di Nicola Nickleby?), a presentare l??edizione di Canzonissima del 1960/61 e a partecipare a radiodrammi (??Racconti romani? di Alberto Moravia).
Ora che se ne è andato, con la sua inconfondibile e bellissima voce, con la sua professionalità, che Vittorio Gassman definì ??antica e rara?, resta un vuoto ed il ricordo, nitido ed indelebile, che solo una donna che ha condiviso le gioie e i dolori della vita di un uomo, come Giuliana Lojodice, può tratteggiare: ??Ci teneva soprattutto a dire ?? non sono un attore, sono un signore che fa questo lavoro- e come tale si è comportato tutta la vita, nel teatro, nel cinema, in televisione...Non dimenticherò mai la sua gentilezza, il suo essere gentleman sempre, con chiunque avvicinasse. Anche in questi ultimissimi, terribili giorni a chi lo assisteva diceva  sempre: grazie signora!".
  (fonte www.fondazioneitaliani.it)




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